venerdì 16 novembre 2012

Un libro tira l'altro: "Mistborn - L'Ultimo Impero"



"Io rappresento quello che non sei mai riuscito ad uccidere, per quanto tu ci abbia provato. Io sono la speranza."




"In una piantagione fuori dalla capitale Luthadel, gli schiavi skaa sono oppressi come in ogni parte dell'Impero. Uno strano schiavo giunto da poco, con delle cicatrici sulle braccia, una notte uccide da solo il signorotto locale e le sue guardie, liberando poi i suoi compagni. Si tratta di Kelsier, un Mistborn, un uomo dagli straordinari poteri magici. A capo dei più potenti allomanti, dotati di abilità simili alle sue, Kelsier insegue il sogno di porre fine al dominio del despota divino; ma nonostante le capacità dei suoi compagni, il suo scopo sembra irraggiungibile, finché un giorno- non incontra Vin, una giovane ladruncola skaa specializzata in truffe a danno dei nobili e dei burocrati dell'Impero. La ragazza è stata provata dalla vita al punto che ha giurato a sé stessa che non si fiderà mai più di nessuno. Ma dovrà imparare a credere in Kelsier, se vorrà trovare il modo di dominare i poteri che possiede, e che vanno ben oltre la sua immaginazione..."


Una delle cose che più ho apprezzato di "Mistborn - L'ultimo Impero"", primo atto della trilogia di Brandon Sanderson che prosegue poi con "Il pozzo dell'ascenzione" e "Il campione delle ere", è stato il complesso sistema magico (veramente interessante e minuziosamente giustificato) che la protagonista Vin impara a poco a poco a padroneggiare, istruita dal suo maestro, mentore e amico Kelsier (praticamente un padre per lei, sotto ogni punto di vista, tranne che da quello biologico) , sviluppando in maniera graduale tutte le sue capacità e le sue formidabili doti naturali.
Ho inoltre ammirato tantissimo la capacità di Sanderson di dare corpo, vita e "anima" anche ai personaggi secondari; personaggi che ti rimangono impressi e che sono davvero capaci di trasmetterti qualcosa, come
Breeze, Marsch o Ham.
Nel corso della storia, mi sono in effetti emozionata tante volte; ho parteggiato per Kelsier e per i suoi ideali, soprattutto, ma a tratti mi sono anche sentita molto vicina a Vin, ne ho condiviso la solitudine, e mi sono identificata nella sua perenne lotta per la ricerca di qualcosa in cui credere davvero, al di là di ogni finzione e di tutte le belle parole. A essere sinceri, parecchie volte mi sono anche un po' arrabbiata con lei... ma senza perdere mai quel particolare, speciale senso di empatia che, a volte, in occasioni speciali, riesce a legare l'anima di un lettore a quella del suo eroe o della sua eroina.
I colpi di scena si susseguono all'incirca a partire da pagina 300, e ciascuno di essi innesca il successivo in maniera del tutto inaspettata (ovviamente, non vi anticipo nulla più di questo, però! ;)), andando a cogliere nel segno secondo me diverse volte...
Per quanto riguarda poi il finale... bé, cosa dire? Lo potrei definire solo come "magistrale"! :)
Insomma, bello, bello, bellissimo... un "romanzone" fantasy dall'ambientazione piuttosto classica che, però, riesce a distinguersi nel mucchio dei suoi "simili" grazie alla qualità del suo intreccio e allo spessore dei suoi personaggi!
Sono effettivamente rimasta leggermente delusa solo in relazione ad alcune particolari sequenze, che in verità ho trovato di una lunghezza (vagamente XD) spropositata e quasi frustrante...
Mi sto riferendo in modo particolare a quelle due o trecento pagine centrali piene zeppe di dettagli e resoconti dei vari banchetti e ricevimenti aristocratici a cui Vin prende parte: uno o due balli in meno avrebbero ridotto di sicuro il senso di frustrazione che stavo sperimentando mentre leggevo, penso, e non credo che questa mia sensazione sia dovuta soltanto al fatto che, in generale, io tendo a non prediligere affatto i racconti pieni di intrighi di corte, balletti in corsetto e cose del genere.
Immagino semplicemente che, tutto considerato, questa parte avrebbe potuto rendere meglio, se soltanto l'autore avesse provveduto ad alleggerirla un po'...

Giudizio personale:
  8.5/10


"La fiducia non è qualcosa che vale semplicemente in tempi buoni e giorni sereni. Cos'è la fiducia, cos'è la fede, se non la si mantiene dopo un fallimento?"



4 commenti:

  1. Ho sentito parlare tantissimo e benissimo di questa trilogia da molte booktubers americane e non vedo l'ora di poterla leggere anche io! Una cosa è certa:voglio comprare la nuova edizione con le bellissime copertine che hanno creato!

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    1. Effettivamente, le nuove copertine sono una cosa stupenda! *____*

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  2. Sono sempre molto attirata da Sanderson, ma non ho ancora letto nulla di suo purtroppo... Da cosa posso iniziare delle sue varie saghe?

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    1. Ciao, e perdona il ritardo: non mi ero accorta del tuo messaggio, purtroppo...
      Nel caso di Sanderson, non hai bisogno di preoccuparti troppo dell'ordine cronologico in cui sono state scritte le varie saghe, perché (anche se alcune delle sue opere sono collegate da un sottilissimo filo interno), in realtà le sue serie possono considerarsi tutte abbastanza indipendenti... La prima trilogia di "Mistborn" potrebbe rappresentare un ottimo punto di partenza, ad esempio. Forse non ti conviene partire dalle "Cronache della Folgoluce" prima di esserti abituata allo stile epico e minuzioso di Sanderson, perché sono belle "dense" e ricche di dettagli high-fantasy... Ma se non disdegni gli YA, posso suggerirti anche di provare con "Steelheart" o "Il Ritmatista"! ^_____^

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