giovedì 18 gennaio 2018

5 film horror simili a "Insidious" in arrivo nel 2018

L’atteso film horror “Insidious: L’Ultima Chiave”, quarto capitolo della saga inaugurata dalla fortunatissima pellicola diretta da James Wan, ha fatto proprio oggi il suo (trionfale?) debutto nelle sale di tutta Italia!

Non so bene cosa aspettarmi da questo titolo: dopo aver apprezzato (più o meno….) il primo episodio, confesso infatti di essere rimasta abbastanza orripilata dal secondo, e di essermi tediata alla follia durante la visione del terzo… Dubito fortemente che correrò il rischio di “sperperare” i soldi necessari all’acquisto di un eventuale biglietto cinematografico, ma recupererò senz’altro “L’Ultima Chiave” nel corso dei prossimi mesi, vale a dire non appena sarà disponibile per il noleggio.

Eppure il 2018 promette di essere un’ottima annata per il thriller sovrannaturale, e del resto non di soli franchise già affermati vive il bravo appassionato di cinema horror… Proviamo allora a scoprire insieme, amici miei, quali potrebbero essere alcuni fra i film horror simili a “Insidious” più interessanti e spaventosi della prossima stagione!


  La Vedova Winchester



Il nuovo film dei fratelli Spierig (“Predestination”) si piazza sicuramente in cima alla mia classifica degli “attesissimi”, non fosse altro che perché adoro Helen Mirren e non vedo l’ora di vederla alle prese con quest’ennesima sfida cinematografica! Il film, incentrato sulla storia di una sinistra maledizione, trae spunto dalla biografia della “vera” Sarah Winchester, una ricca ereditiera di fine Ottocento/inizio Novecento, nonché proprietaria della celebre Winchester House, una gigantesca magione sul cui conto, ancora oggi, tendono a circolare parecchie, infami leggende…. Il film uscirà in America il prossimo 2 febbraio.


  Slumber – il Demone del Sonno


La trama di “Slumber” tende a inquietarmi in modo particolare, probabilmente perché si prepara ad affrontare un tema che tende a riguardarmi piuttosto da vicino: quello dei disturbi del sonno (per la cronaca, la sottoscritta soffre di frequenti attacchi di paralisi del sonno, ndr…). La regia è stata curata dall’esordiente regista Jonathan Hopkins; mentre fra i vari membri del cast, spicca senz’altro il nome di Maggie Q, ex-Nikita dell’omonima serie televisiva andata in onda all’inizio del decennio….
Il film esordirà nelle sale italiane il primo giorno di febbraio.


Slender Man


Chi ha provato a dire “leggenda metropolitana”?!
Basato su un celebre personaggio creato da Victor Surge, il film di Sylvain White (“Sleepy Hollow”, “The Americans”) narrerà le gesta di una mostruosa e longilinea creatura chiamata, per l’appunto, “Slender Man”: un rapitore di bambini di origini misteriose, chiaramente affetto da disturbi alimentari e intenzionato a seminare il panico fra gli incauti e preoccupati genitori d’America…
Data di uscita prevista in Italia: 17 maggio 2018.


The Nun



Non sappiamo ancora molto a proposito della trama di “The Nun”, lo spin-off di “Annabelle” e “The Conjuring” diretto da Corin Hardy (“The Hallow”). La protagonista indiscussa del film sarà tuttavia interpretata da Taissa Farmiga, già nota al grande pubblico per gli ottimi ruoli “multipli” sostenuti in “American Horror Story” (per non parlare di quell’indiscusso, piccolo gioiello della comicità demenziale chiamato “Final Girls”, naturalmente….). “The Nun”, in ogni caso, dovrebbe essere in grado di fare il suo debutto nelle sale statunitensi nel corso dell’estate 2018… presumibilmente arriverà in Italia nello stesso periodo o giù di lì!


Ghost Stories




Se pensate che Martin Freeman sia uno degli attori più validi e sottovalutati della sua generazione (e, nel mio caso, è sicuramente così….), potreste trovare interessante la notizia dell’imminente uscita di questo  “Ghost Stories”, diretto dai registi Jeremy Dyson e Andy Nyman. La trama suggestiva e l’ottimo trailer lasciano senz’altro ben sperare: un mite professore si ritrova per le mani ben 3 diversi casi di avvistamenti paranormali… riuscirà a sbrogliare la matassa prima che sia troppo tardi, o finirà per rimetterci qualcosa di molto peggio della sua cattedra? Il film verrà distribuito nelle sale italiane a partire da aprile 2018….


mercoledì 17 gennaio 2018

In uscita: "Shadowblack - Il Fuorilegge" di Sebastien De Castell

Shadowblack – Il Fuorilegge” è un libro fantasy firmato dall’autore canadese Sebastien De Castell. Primo atto della trilogia “Spellslinger”, arriverà nelle librerie di tutta Italia il prossimo 30 gennaio, sotto l’egida della casa editrice Piemme




“Il sedicesimo compleanno di Kellen si avvicina e con esso il momento in cui dovrà affrontare il suo primo duello e cominciare le quattro prove che lo faranno diventare un mago. C'è solo un insignificante, trascurabile problema: Kellen non ha magia. La disfatta sembra ormai inevitabile, quando una straniera arriva in città e lo sfida a prendere un diverso cammino. La donna appartiene al misterioso popolo Argosi, viaggiatori che vivono del proprio ingegno e custodi di grandi segreti racchiusi nelle loro carte. Ferius Parfax è pericolosa e imprevedibile, ma potrebbe essere l'unica speranza di Kellen.”

Disponibile per la prenotazione QUI


Curiosa la scelta della Piemme di iniziare a tradurre direttamente la seconda serie pubblicata da De Castell, saltando a piè pari la sua saga più famosa e apprezzata (“Greatcoats”), attualmente ancora inedita in Italia. 
O forse, il target di riferimento del romanzo basta ampiamente a giustificare questa decisione apparentemente “bizzarra”: a differenza di “Traitor'sBlade” e dei suoi tre sequel, contraddistinti da fortissime venature grimdark e da tematiche abbastanza cupe e mature, “Shadowblack” sembra infatti adattarsi perfettamente ai gusti e alle esigenze dei lettori più giovani. Non proprio uno YA, ma quasi, insomma… qualcosa che, in ogni caso, sembrerebbe rientrare perfettamente nelle corde dei fan di “Magic”, l’interessante romanzo sui mondi paralleli firmato dall’autrice Victoria Schwab e proposto in Italia dalla casa editrice Newton Compton.

Ci avrò visto giusto? Soltanto il tempo saprà darmi torto o ragione… Per il momento, mi accontenterò di sapere che la trama di “Shadowblack” sembra promettere grandi avventure e colpi di scena, nella miglior tradizione del fantasy di cui sono più ghiotta!






martedì 16 gennaio 2018

"Logan" (recensione film 2017)



Titolo: Logan
Regia: James Mangold
Cast: Hugh Jackman, Patrick Stewart, Dafne Keen, Elizabeth Rodriguez, Stephen Merchant
Anno: 2017

Puoi acquistarlo QUI


Girl Power:

La Trama:

"Nel 2029 la popolazione mutante è calata drasticamente e gli X-Men si sono divisi. Logan, i cui poteri rigeneranti si stanno indebolendo, ora vive circondato dall’alcol e lavora come autista. Si prende cura di un malato professor Xavier, che tiene nascosto. Un giorno incontra una donna straniera che gli chiede di scortare sua figlia Laura sino ai confini del Canada. Logan in un primo momento rifiuta, ma Xavier aspetta quella ragazzina da molto tempo. Laura infatti possiede una forza straordinaria, molto vicina a quella di Wolverine. Il suo DNA contiene il segreto che la lega a Logan ed è per questo che è inseguita dai membri di un’organizzazione molto potente."



Se qualcuno avesse provato ad anticiparmi, una manciata di settimane fa, il fatto che sarei arrivata a innamorarmi follemente di “Logan”, piccolo/grande cinecomic diretto dal regista americano James Mangold, confesso che sarei probabilmente scoppiata in una grassa e inopportuna risata.
Non è che non avessi letto le recensioni positive. Semplicemente, gli ultimi exploit cinematografici degli X-Man mi avevano talmente deluso, tediato e confuso, da farmi sospettare che tutto il potenziale positivo legato a questo fortunato brand fosse ormai già stato abbondantemente spremuto.

Finalmente posso recitare il mea culpa a cuor leggero, e ammettere il mio errore: per quanto mi riguarda, infatti, “Logan” è un film spettacolare, che andrebbe visto a prescindere, perfino da chi, come me, sente di non poterne veramente più dei costanti rimpiattini temporali e delle insipide trovate da soap opera propinateci nel corso di dimenticabilissimi sequel del calibro di “Apocalisse” o “Giorni di un Futuro Passato”.

Di “Logan”, signori e signore, la sottoscritta è stata invece in grado di apprezzare ogni singolo dettaglio: a partire da quello spietato retrogusto un (bel) po’ “western”, per passare ai personaggi brutti, sporchi e cattivi, e alle adrenaliniche sequenze d’azione (brutali e incalzanti come non mai); dalla struggente colonna sonora, alla sceneggiatura priva di qualsivoglia controproducente inclinazione al buonismo. E come tacere, poi, di quella singolare e avvolgente fotografia dai colori “caldi”, persuasivi, come se le singole immagini che compongono il lungometraggio fossero costantemente bagnate dalla luce del tramonto (una scelta azzeccatissima, considerando le tonalità crepuscolari e dolenti di un film che si accinge, tutto considerato, a narrare nient’altro che la fine di una grande epoca di eroi e valori…).

Per la sua ultima interpretazione di Wolverine, un personaggio che l’ha accompagnato attraverso una larghissima fetta della sua carriera, il grande Hugh Jackman si è rivelato davvero disposto a dare il tutto per tutto, secondo me, e a dare sfoggio delle proprie capacità in maniera strepitosa. L’umanità, la furia e la vulnerabilità che traspaiono dal suo volto riescono a rafforzare egregiamente una performance che ho trovato, al tempo stesso, dinamica, interessante ed estremamente coinvolgente. Idem dicasi per Patrick Stewart, nel ruolo ormai “storico” del mutante “cervellone” Charles/Professor X: per la prima volta, infatti, all’ottimo attore britannico sembra essere stata concessa l’opportunità di dimostrare le vere potenzialità del suo personaggio, anche al di là dei millemila monologhi motivazionali per cui avevamo imparato a conoscerlo, e del suo ambiguo rapporto di amore/odio con il rivale di sempre Magneto…

Il finale di “Logan”, per concludere, implacabile e serrato come una morsa, è riuscito davvero a spezzarmi un po’ il cuore. Non intendo aggiungere altro, per non rischiare di propinarvi qualche piccolo spoiler involontario. Mi limiterò a ribadire l’ovvio: se non l’avete ancora visto, correte immediatamente a recuperare…  “Logan” non è solo uno dei migliori cinecomics mai girati, a mio umile avviso. Rappresenta anche una delle pellicole più interessanti, efficaci e valide del 2017, nel senso più ampio e pertinente dell’espressione.


Giudizio personale:
 8.0/10



lunedì 15 gennaio 2018

Recensione: Batman - Nightwalker, di Marie Lu


Titolo: Batman – Nightwalker
Autore: Marie Lu
Disponibile: in inglese

Puoi comprarlo QUI

Girl Power:

La Trama:

“I Nightwalker stanno terrorizzando Gotham City, e Bruce Wayne è il prossimo della lista…
Uno dopo l’altro, i membri dell’elite cittadina finiscono giustiziati all’interno delle loro case. I loro stessi sistemi di sicurezza si ritorcono contro di loro, intrappolandoli come prede. Nello stesso tempo, Bruce sta per compiere 18 anni e, quindi, per assumere il controllo completo del vasto patrimonio finanziario ereditato alla morte dei suoi genitori. Per non parlare poi delle ambite chiavi della Wayne Enterprises, e della possibilità di mettere le mani su tutti i gadget tecnologici che il suo cuore desidera. Ma dopo un brusco incidente con la polizia, Bruce viene costretto a un periodo di servizi sociali presso il famigerato Arkham Asylum, l’infame prigione che detiene i criminali più brutali della città.
All’Arkham, Bruce incontra Madeline, una ragazza brillante che sembra avere inquietanti legami con i Nightwalkers. Che cosa nasconde la prigioniera? E perché sembra decisa a parlare soltanto con Bruce? Madeline è il mistero che Bruce deve cercare di risolvere… ma riuscirà a convincerla a divulgare i suoi segreti, oppure sarà lui a fornirle le preziose informazioni che occorrono ai Nightwalkers per finire di mettere in ginocchio l’intera Gotham?”



Non ho mai avuto un buon rapporto con i libri di Marie Lu. Ci tengo molto a fare questa piccola premessa, perché voglio che sappiate che, a tutti gli effetti, l'unico motivo per cui ho deciso di concedere un'opportunità al suo “Batman: Nightwalker”, è che il romanzo in questione fa parte di una serie firmata da vari autori (“DC Icons”) che sono particolarmente interessata a leggere. Non fosse altro che perché il primo volume della serie, il divertentissimo e adrenalinico “Wonder Woman: Warbringer” (disponibile anche in italiano, nell’impeccabile edizione targata Fabbri) mi aveva colpito in modo decisamente positivo, imponendosi alla mia attenzione come uno dei titoli più sorprendenti, rocamboleschi e spassosi dello scorso anno.

Il punto, comunque, è che non mi aspettavo moltissimo da questa rivisitazione in chiave teen del personaggio di Bruce Wayne... E, a lettura conclusa, possa tranquillamente affermare di aver trovato conferma ai miei peggiori sospetti.
Leggendo “Nightwalker”, sono riuscita a imbattermi in una lunga carnevalata di dialoghi banali, personaggi scontati, sotto-trame noiose e “colpi di scena” ampiamente prevedibili... Per non parlare del protagonista, un irrimediabile frignone affetto da una gravissima forma di sindrome di Mary-Sue (altro che Cavaliere Oscuro!). Un ragazzino piagnucoloso e banale che, secondo me, non ha davvero nulla a che fare con il “vero” personaggio di Batman, così come l'abbiamo sempre amato, rispettato e conosciuto. Da un punto di vista stilistico, l'autrice è sicuramente migliorata rispetto agli esordi , così come sono aumentate le sue abilità descrittive e la sue competenze in campo tecnologico ... Ma ogni singolo elemento di “Nightwalker” mi è sembrato avvolto da una patina di banalità artificiosa e forzata, a partire dall'intreccio lacunoso ( oltre che infarcito di assurdità assai difficili da digerire... ) e dai numerosi personaggi preconfezionati, tutti estrapolati un po' a casaccio dal classico canovaccio YA di penultima generazione. Per non parlare, poi, dell'assurda bruttezza delle debolissime sequenze d'azione, tediose e ripetitive oltre ogni possibilità d’ immaginazione….

Cosa avesse a che fare questa lagnosa sciarada pseudo-sentimentale con Batman, o con Gotham City, insomma, soltanto Marie Lu potrebbe essere in grado di spiegarcelo… A me “Nightwalker” è sembrato più che un altro un retelling di “Legend” a ruoli invertiti, incentrato sempre sulle stesse tematiche e ambientato in un posto che soltanto per caso si chiama come la celebre città natale di tanti popolari personaggi di casa DC. Se amate in maniera spassionata la serie tv “Gotham” (la sottoscritta la segue saltuariamente, senza grandissima convinzione, né interesse…) vi suggerisco comunque di concedere una possibilità a “Nightwalker”.

Immagino, del resto, che esista una forte percentuale di probabilità di veder spuntare al più presto il libro anche in versione italiana, non fosse altro che perché Marie Lu gode di un certo grado di popolarità anche qui da noi, e le sue fan sarebbero senz’altro felici di avere l’opportunità di gustarsi questa nuova e super-adolescenziale avventura metropolitana in salsa high-tech….


Giudizio personale:
5.5/10



venerdì 10 novembre 2017

Recensione: "Final Girls - Le Sopravvissute", di Riley Sager





Titolo originale: Final Girls
Autore: Riley Sager
Disponibile: anche in italiano, edito dalla Giunti

Puoi comprarlo QUI


Girl Power:


La Trama:

"Tre ragazze molto diverse, che hanno una sola cosa in comune: sono le uniche sopravvissute a tre orribili massacri. Si chiamano Quincy, Samantha e Lisa. Non si sono mai incontrate, ma la stampa le ha riunite sotto lo stesso nome: Final Girls. Sono passati dieci anni da quel weekend a Pine Cottage, dove Quincy e i suoi amici avrebbero festeggiato il compleanno di Janelle. Finché la vacanza non si è trasformata in un film horror: un uomo fa irruzione nella baita e ammazza tutti i presenti. Tutti tranne Quincy, che con il vestito rosso di sangue riesce miracolosamente a fuggire tra gli alberi, incrociando i fari dell'auto di un poliziotto. Adesso Quincy ha una vita normale, un fidanzato, un blog di cucina, ma soffre ancora di attacchi di panico e non ricorda quasi niente di quella notte, nemmeno la faccia del killer. Samantha invece si è nascosta chissà dove per sfuggire alla pressione dei media, mentre Lisa, vivace e brillante, ha scritto un libro, e la sua faccia compare su tutti i social. Così, quando la ragazza viene ritrovata con le vene tagliate, Quincy non può credere che si sia uccisa. E i dubbi aumentano quando alla sua porta ricompare all'improvviso Samantha: a cosa mira e cosa ha fatto in tutto questo tempo? Può veramente fidarsi di lei? Adesso sono rimaste soltanto in due, e qualcuno sembra intenzionato a portare a termine ciò che ha iniziato molto tempo prima..."




Final Girls – Le Sopravvissute” è un libro thriller/horror scritto dall’autore americano Riley Sager. Si tratta, per chi ancora non l’avesse sentito dire, di un puro e semplice pseudonimo letterario: il vero nome di Sager, infatti, è Todd Ritter, lo stesso scrittore “responsabile” del cupissimo “Non si rassegnano mai a morire”, pubblicato in Italia dalla casa editrice Casini.

Il 2017, bisogna dirlo, è stato l’anno che ha visto sbocciare (dopo un lunghissimo periodo di incubazione) una mia piccola vampa di rinnovato interesse nei confronti del genere thriller. Ho iniziato leggendo lo straordinario (e inquietante) “Nel Buio della Mente” di Paul Tremblay, e ho proseguito acquistando la mia bella copia di “Dentro l’Acqua”, il nuovissimo best-seller targato Paula Hawkins (un romanzo dai risvolti un po’ particolari e inaspettati, di cui conto di raccontarvi qualcos'altro nel dettaglio nel corso della prossima settimana). Fino ad arrivare, pochissimi giorni fa, all’acquisto di questo intrigante e misteriosissimo titolo griffato Giunti Editore.

In realtà, la trama di “Final Girls – Le Sopravvissute” è riuscita a guadagnarsi la mia attenzione fin dalle primissime battute: l’idea risulta particolarmente accattivante, dal mio punto di vista, proprio perché prevede il coinvolgimento diretto sul campo di una sfilza di consolidati e amatissimi cliché dello slasher, un sottogenere dell’horror che è sempre riuscito a godere della massima popolarità fra il grande pubblico.
La giovane Quincy Stone si sforza di condurre una vita serena e normale: vive in un bellissimo appartamento insieme al fidanzato Jeff, giovane avvocato d’ufficio di belle speranze; cura un blog di cucina di discreto successo e può vantare l’intrattenimento di un disteso (quanto superficiale) giro di conoscenze e generiche relazioni sociali.  Ma non è tutto oro quello che luccica, e Quincy nasconde diversi scheletri nel suo macabro e claustrofobico armadio: tanto per cominciare, è una delle tre sole “final girls” esistenti al mondo, vale a dire l’unica superstite di un truculento massacro che, in termini di brutalità ed efferatezza, non avrebbe davvero nulla a invidiare al plot di un pessimo B-movie diretto da Robert Rodriguez… Un titolo che le è stato assegnato dai tabloid, avidi di particolari scabrosi e affamati di news sensazionali da stampare in prima pagina, ma che Quincy non si è mai veramente sentita in grado (o anche solo all’altezza) di portare con orgoglio.

Non appena iniziamo a sfogliare le pagine di “Final Girls – Le Sopravvissute”, ci rendiamo subito che c’è qualcosa che non va: la mente di Quincy sembra seguire una serie di ragionamenti parziali, lacunosi, confusi, e la sua incerta voce narrante ci spinge ben presto a fronteggiare una sfilza di dubbi, anomalie e sospetti inquietanti.  
Come alcuni di voi avranno senz’altro immaginato, sono sempre stata una gran fan del concetto di “narratore inaffidabile”. Questa mia particole predisposizione rappresenta uno dei motivi principali per i quali mi sono ritrovata, in passato, ad apprezzare smodatamente titoli come “La Ragazza del Treno” (un libro con cui “Final Girls – Le Sopravvissute” sembra condividere davvero tantissimi elementi….), o la magistrale bibliografia completa della gran maestra Shirley Jackson.
Amnesie, dipendenze nocive, traumi latenti, turbe mentali mai del tutto diagnosticate… l’affascinante componente psicologica e l’incalzante, morbosa atmosfera d’ambiguità che aleggia intorno alla maggior parte dei personaggi descritti nel libro rappresentano senz’altro due fra le qualità più significative e memorabili della storia.

Il libro di Sager, per quanto mi riguarda, può essere definito soltanto come un “page-turner”: il ritmo è talmente serrato e febbrile da farti pulsare il sangue nelle orecchie, e il mistero abbastanza fitto da tenerti incollato alle pagine nonostante il (o forse proprio a causa del...) vago senso di sfiducia, perplessità e antipatia che si va instaurando, a poco a poco, fra il lettore e i vari protagonisti del romanzo.
La soluzione finale dell’enigma, purtroppo, non giunge esattamente come un fulmine a ciel sereno, e non si dimostra completamente all’altezza delle aspettative; del resto, gli indizi contradditori e le false piste disseminate da Sager risultano abbastanza convincenti da riuscire a intorbidire piacevolmente le acque, almeno per un po’. Senza contare che, a conti fatti, lo stile affilato, viscerale e grondante gore dell’autore è riuscito a convincermi al 100%....


Giudizio personale: 7.5/10





Altre letture consigliate 
(disponibili su Amazon):

La Ragazza del Treno (Paula Hawkins)
Giovane Ragazza Scomparsa (Alexandra Burt)
The Shining Girls (Lauren Beaukes)
Dentro l'Acqua (Paula Hawkins)




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