lunedì 17 febbraio 2020

Libri Fantasy 2020: le novità in uscita a febbraio (dal 17 al 23)

Buon lunedì, amici lettori! ^____^

Le nuove uscite in italiano che andremo a segnalare quest'oggi riguardano soprattutto il cupo e brividoso regno dell'horror!
Andranno infatti a rimpolpare gli scaffali delle nostre librerie l'atteso sequel di un romanzo di Stephen King (scritto tuttavia da Richard Chizmar), una nuova storia di Castle Rock che personalmente non vedo l'ora di leggere, e un nuovo promettente thriller incentrato su un'oscura e minacciosa leggenda urbana...

Anche sul fronte dei nuovi libri previsti in arrivo per questa settimana in lingua originale possiamo contare su un paio di romanzi dalle atmosfere abbastanza inquietanti, del resto; con l'aggiunta di "The Queen of Raiders", il secondo volume della quadrilogia high fantasy di Sarah Kozloff "Nine Realms"...


Italia:

La Piuma Magica di Gwendy
di Richard Chizmar


Potete leggere QUI la mia recensione del primo volume della serie. "Dopo una bufera di neve, la piccola città di Castle Rock si risveglia all'improvviso dal suo torpore: due adolescenti sono scomparse nel nulla. Lo sceriffo e la sua squadra danno subito il via alle ricerche, in una drammatica corsa contro il tempo. A Washington, Gwendy Peterson ha iniziato una nuova vita, conquistando la fama come scrittrice e come politica. Si è lasciata alle spalle l'infanzia trascorsa a Castle Rock e il ricordo dell'estate in cui un uomo misterioso le aveva dato in custodia una scatola dotata di bottoni colorati e di ambigui poteri. Tornato a riprendersela, lo sconosciuto le aveva promesso che non l'avrebbe rivista mai più. E invece, ora, ecco ricomparire quella scatola, senza motivo e senza istruzioni. Proprio mentre da Castle Rock le giunge la notizia delle ragazze scomparse. Gwendy ha sempre pensato di essere l'unica artefice del proprio successo, frutto di tenacia e duro lavoro. Ma forse il suo destino è legato a doppio filo a quella misteriosa scatola. Forse la missione che le era stata affidata non è ancora del tutto compiuta. Forse la attendono nuovi incubi da scongiurare prima di poter dormire sonni tranquilli." Potete acquistarlo QUI.


L'Uomo delle Ombre
di Phoebe Locke


"Ha solo pochi giorni la piccola Amber quando una notte sua madre Sadie si alza dal letto, si dirige verso la porta e abbandona lei e il marito Miles. Una scomparsa volontaria e proprio per questo ancor più inspiegabile. Eppure Sadie non è impazzita. Non è depressa. Non è spaventata dalla responsabilità. Sadie ha paura. La stessa paura che aveva da ragazzina." Potete acquistarlo QUI.



USA

The Queen of Raiders
di Sarah Kozloff


Potete leggere QUI la mia recensione del primo volume della serie."The soldiers of Oromondo have invaded the Free States, leaving a wake of misery and death. Thalen, a young scholar, survives and gathers a small cadre of guerilla fighters for a one-way mission into the heart of an enemy land.
Unconsciously guided by the elemental Spirits of Ennea Mon, Cerulia is drawn to the Land of the Fire Mountains to join Thelan's Raiders, where she will learn the price of war."  Potete acquistarlo QUI in inglese.



The Golden Key
di Marian Womack


"1901. After the death of Queen Victoria, England heaves with the uncanny. Seances are held and the dead are called upon from darker realms.
Helena Walton-Cisneros, known for her ability to find the lost and the displaced, is hired by the elusive Lady Matthews to solve a twenty-year-old mystery: the disappearance of her three stepdaughters who vanished without a trace on the Norfolk Fens.
But the Fens are an age-old land, where folk tales and dark magic still linger. The locals speak of devilmen and catatonic children are found on the Broads. Here, Helena finds what she was sent for, as the Fenland always gives up its secrets, in the end..."  Potete acquistarlo QUI in inglese.



The Garden of Bewitchment
di Catherine Cavendish


"Don't play the game.
In 1893, Evelyn and Claire leave their home in a Yorkshire town for life in a rural retreat on their beloved moors. But when a strange toy garden mysteriously appears, a chain of increasingly terrifying events is unleashed. Neighbour Matthew Dixon befriends Evelyn, but seems to have more than one secret to hide. Then the horror really begins. The Garden of Bewitchment is all too real and something is threatening the lives and sanity of the women. Evelyn no longer knows who - or what - to believe. And time is running out." Potete acquistarlo QUI in inglese.



Fumetti e manga:



Usciranno anche: 

Nemo: La Lega degli Straordinari Gentlemen
Act Age - Vol. 1
Soulfire: Il Ritorno della Luce
Grass Kings - I re della prateria
The Nightmare Before Christmas – Il Viaggio di Zero 3
Ms Marvel 2 (Carol Danvers Years)
Marvel: Il Mondo fuori dalla FInestra
Spider-Man/Black Cat – La Malvagità degli Uomini
Pantera Nera - Vol. 8
Black Cat - Vol. 1
Gunslinger Girls Vol. 7
Saga of Tanya the Evil 14
Star Wars Legends – Dark Empire 1


Le altre uscite di Febbraio:




domenica 16 febbraio 2020

Recensione: "City of Stone and Silence" di Django Wexler


libri fantasy 2020 - young adult - Wells of Sorcery

The Wells of Sorcery, Vol. 2

Potete acquistarlo QUI in inglese


"Dopo essere sopravvissuti alla terribile devastazione delle terre desolate, Isoka, Meroe e il resto dell'equipaggio della Soliton raggiungono finalmente la misteriosa destinazione della nave, il Porto - una città di grandi ziggurats, avvolte da un velo sovrannaturale di magia di Eddica. E i nostri eroi non sono soli lì...
Aristocratici, monaci e folli vivono in precario equilibrio, e di notte cercano riparo da mostruosi morti che camminano. Nessuno sa come lasciare questo luogo, ma se Isoka non riuscirà a trovare un modo per catturare la Soliton e consegnarla al capo delle spie dell'Imperatore prima che sia scaduto un anno, la vita di sua sorella Tori sarà perduta...."


"City of Stone and Silence" è il secondo libro della trilogia "The Wells of Sorcery" di Django Wexler.
Come forse ricorderete (abbiamo parlato del primo libro, "Ship of Smoke and Steel", soltanto alcuni mesi fa...) si tratta di una serie fantasy d'azione e magia dedicata al pubblico dei "giovani lettori".
A sua volta, "City of Stone and Silence" può essere descritto soltanto come un secondo capitolo infarcito di creature mostruose, effetti pirotecnici e combattimenti spettacolari... peccato che, a mio avviso, stavolta l'autore non sia riuscito a intessere insieme tutti questi elementi in una trama dall'aspetto particolarmente sofisticato (o anche solo remotamente avvincente, se per questo).

La prima novità da segnalare, in ogni caso, riguarda l'introduzione di un nuovo punto di vista: in "City of Stone and Silence", infatti, possiamo trovare un secondo arco narrativo oltre a quello principale, vale a dire una serie di capitoli dedicati esclusivamente a Tori, la sorella minore della protagonista Isoka.
Una fanciulla lontanissima da quegli standard di innocenza e fragilità che Isoka aveva sempre insistito ad associare alla ragazzina, in realtà tutt'altro che angelica o inerme come le apparenze sembravano indicare. Come forse alcuni di noi avevano già cominciato a sospettare durante la lettura del primo libro, infatti, Tori dimostrerà di essere un personaggio molto più ambiguo e interessante del delicato fiorellino che sua sorella si ostinava a dipingere ogni volta che si ritrovava a parlare di lei con qualcuno.
Immagino che Wexler si sia sentito in dovere di inserire queste parti soprattutto per spianare la strada al terzo atto della serie, narrando eventi che andranno inestricabilmente a collegarsi al gran finale della storia... ma temo che l'abbia fatto anche per allungare un po' il brodo, tirando fuori dal cilindro un ospedale pieno di bisognosi, un pugno di aristocratici approfittatori, una rivoluzione in procinto di sbocciare e un gruppo di coraggiosi eroi determinati a lottare fino alla morte in nome della libertà e del diritto all'uguaglianza (che singolare colpo di scena, eh?).

Se i capitoli di Tori tendono a spiccare soprattutto in termini di banalità e prevedibilità, diciamo che quelli narrati dal punto di vista di Isoka soffrono soprattutto da quello della ripetitività e della mancanza di antagonisti degni di questo nome.
Continuo per di più a pensare che la protagonista di "City of Stone and Silence" sia un tantino sgradevole, e che abbia il quoziente intellettivo di una pietra con un parrucchino e una serie di tatuaggi tribali impressi sul dorso. Ma le interazioni affettuose, cameratesche e/o umoristiche con il resto del "cast" stanno gradualmente contribuendo a renderla un filino più sopportabile ai miei occhi; e sinceramente sto cominciando ad apprezzare anche la storia d'amore con Meroe, che fino alla fine del primo libro aveva continuato a lasciarmi un po' perplessa. Per cui, ammettiamolo: non credo che mi spingerò mai al punto di tifare spassionatamente per loro, ma se non altro sto iniziando a prendere seriamente in considerazione l'idea che Isoka non sia poi una creatura così promiscua e accecata dagli ormoni come sembrava all'inizio...

Purtroppo, come accennavamo, il villain principale di "City of Stone and Silence" si rivela un po' una macchietta, e le capillari descrizioni di interni riportate da Wexler non aiutano di certo ad aumentare il livello di coinvolgimento emotivo...
Ma sospetto che un lettore adolescente (o semplicemente alle prime armi) potrebbe perdonare facilmente questi piccoli intoppi, lasciandosi trascinare dal vortice di antichi misteri, pericolosi sortilegi e complicate acrobazie all'arma bianca che continuano a costituire il cuore pulsante della narrazione.
Per quanto mi riguarda, continuo a pensare che "City of Stone and Silence" sia la lettura ideale da consigliare a un fan delle serie "The Maze Runner" o "The Reckoners", dal momento che rappresenta un ottimo concentrato di elementi che sembrano tratti da entrambe le saghe.
A me non è piaciuto in modo particolare, ma ovviamente leggerò il terzo volume; non fosse altro che perché ormai ho capito di essermi affezionata un po' - quasi mio malgrado - ad almeno un paio di personaggi....


Giudizio personale:
5.5/10






venerdì 14 febbraio 2020

Recensione: "Horse Girl" (film Netflix, 2020)


thriller psicologico - drammatico - Alison Brie


"Horse Girl" è un film drammatico del 2020 diretto dal regista Jeff Baena.
O forse è un thriller psicologico. O magari è un film di fantascienza sugli alieni, sui cloni e sui viaggi nel tempo; chi può dirlo?
Sospetto che nemmeno gli sceneggiatori (l'attrice Alison Brie e lo stesso Baena) sarebbero in grado di fornire una risposta univoca a questa domanda. L'unica cosa che posso dirvi per certo è che si tratta di una pellicola indipendente molto, molto particolare; e che "Horse Girl" riesce a essere quel genere di film criptico, confusionario e terribilmente infarcito di suggestioni oniriche, che tende a irritarti oltre ogni dire e al tempo stesso ad affascinarti, a coinvolgerti nella visione nonostante i suoi innegabili difetti.

Secondo me il soggetto di partenza è piuttosto originale, intrigante, forse perfino ammaliante; il problema è che non mi sembra sia stato sviluppato con sufficiente maestria o grazia particolare.
La trama ruota attorno alla triste storia di Sarah (interpretata dalla Brie), la timida e schiva commessa di un negozio di tessuti. Sulle sue spalle grava il peso di una storia famigliare afflitta da parecchi problemi di natura psicologica; così, non appena la nostra eroina comincia a inabissarsi in una spirale di squilibrio, paranoia e farneticazioni sempre più inverosimili, la prima inclinazione dello spettatore sarà quella di mettere in discussione la sua sanità mentale e ogni singola parola che esce dalla sua bocca... Ma se invece si nascondesse un filino di verità dietro le sovrannaturali e inquietanti allucinazioni sperimentate da Sarah?
E se una cosa, anziché escludere del tutto l'altra... la rafforzasse?!

Non credo che "Horse Girl" possa essere considerato un bel film; o almeno, non nel senso canonico del termine.
Secondo me non riesce a brillare né dal punto di vista della regia, ne' da quello della fotografia, della scenografia o del montaggio. Il suo punto di forza principale è dato senz'altro dall'ottima (e inquietante) interpretazione di Alison Brie; nel caso in cui non abbiate mai visto "Glow", posso confermarvi che questa ragazza è davvero in grado di recitare, ragazzi, senza "ma", senza "se" e senza "forse"!

Il finale di "Horse Girl", dal canto suo, rappresenta un gigantesco punto interrogativo...
Cosa posso dire? Non sono una grande fan degli enigmi irrisolti (ne possiamo già trovare in abbondanza nella vita reale, di quelli... almeno nella finzione, per carità: offritemi un significato!), ma in realtà non penso che mi sentirei disposta a sconsigliare del tutto la visione di questo eccentrico e surreale film targato Netflix.
Perché "Horse Girl", in fondo, riesce a infondere nello spettatore una sana e abbondante dose di tensione; i brividi nascono dalla nostra progressiva comprensione dell'evidente stato di deterioramento della psiche della protagonista, più che da un reale timore per il suo stato di salute fisica, ma, in fondo, credo che il risultato sia più o meno lo stesso: fiato sospeso, cuore che batte e fronte aggrottata per l'intera durata della pellicola, anche se purtroppo i titoli di coda non arrivano poi a esercitare quell'effetto catartico e rivelatorio che alcuni di noi avrebbero senz'altro gradito...

Se avete apprezzato titoli "alternativi" e sperimentali come "Madre!" o "Under the Skin", insomma, secondo me fareste bene a fare un tentativo. Per me "Horse Girl" non è all'altezza di nessuno di questi illustri precedenti, ma non mi pento assolutamente di averlo guardato.
Il ritratto della follia messo in scena da Baena, morbosamente lucido, spietatamente convincente, è riuscito comunque a colpirmi e a lasciarmi in preda a un persistente senso di confusione e dubbio esistenziale... Quanto di quello che percepiamo è reale? Quante delle certezze cui siamo soliti attribuire un livello di verità inconfutabile sono in realtà frutto della nostra immaginazione?
Quanto potrebbe essere facile - liberatorio, perfino - scrollarci di dosso quelle convinzioni e lasciarci scivolare dolcemente in fondo alla leggendaria Tana del Coniglio Bianco?
Fra parentesi, se state scorrendo queste parole e avete già visto "Horse Girl", provate a leggere "Lizzie" o "Abbiamo sempre vissuto nel castello" di Shirley Jackson.
Poi capirete il perché! ;D


Giudizio personale:
6.0/10


giovedì 13 febbraio 2020

"Marea Tossica": in uscita a marzo il libro di fantascienza di Chen Qiufan...

A quanto pare, la Mondadori sta per ampliare il proprio catalogo di libri di fantascienza proponendo al pubblico italiano un altro titolo decisamente interessante: il 10 marzo dovrebbe infatti esordire in libreria "Marea Tossica", fortunato romanzo d'esordio dell'autore cinese Chen Qiufan...


distopie 2020 - Mondadori

Disponibile a partire dal 10 marzo

Potete acquistarlo QUI

"La giovane Mimi vive letteralmente sommersa dall'immondizia del mondo: è una delle "ragazze dei rifiuti" che lavora tra gli imponenti cumuli di spazzatura elettronica di Silicon Isle, dove i frutti marci del capitalismo e della civiltà del consumo giungono alla loro rapida fine.
La sua casa è l'immensa discarica che occupa l'isola, al largo della costa cinese meridionale. Come migliaia di altri migranti, è stata attirata lì dalla promessa di un lavoro sicuro e soprattutto di una vita migliore. La realtà però è ben diversa: Silicon Isle è un luogo tossico per il corpo e l'anima, dove l'aria, l'acqua e la terra sono irrimediabilmente inquinate, i lavoratori sottoposti all'arbitrio dei potenti mentre gang di malviventi lottano per il controllo del territorio, ecoterroristi minacciano attentati e capitalisti senza particolari scrupoli sono disposti a tutto in nome del profitto. E c'è anche qualcuno che tra i veleni di Silicon Isle cerca le proprie radici. Ora la tempesta perfetta si sta preparando, le forze in campo sono troppo violente, troppo determinate a imporsi, e presto scoppia il conflitto: una guerra tra ricchi e poveri, tra passato e futuro. E quando la situazione esplode, Mimi deve decidere se rimanere una pedina o cambiare le regole del gioco."


Dovete sapere che, in questo momento, Chen Qiufan è sicuramente uno dei più importanti e significativi autori di fantascienza cinesi.
Anche se Qiufan rifiuta di essere categorizzato come uno scrittore di "realismo fantascientifico", un'etichetta che i critici internazionali hanno fatto presto ad incollargli addosso, è impossibile non notare i consistenti richiami all'attualità nascosti fra le righe della trama di "Marea Tossica".

Le medesime tematiche (il rapporto con la tecnologia, il ruolo dell'inquinamento, l'influenza dello Stato all'interno delle dinamiche sociali...) sembrano del resto giocare un ruolo di primissimo piano anche all'interno dei racconti contenuti nella raccolta "L'Eterno Addio", pubblicata in Italia dalla piccola casa editrice Future Fiction nel 2018.
Con "Marea Tossica", queste tre storie storie brevi condividono peraltro l'ambientazione futuristica, il tocco cyberpunk e la volontà di comunicare, attraverso la "finzione" sci-fi, i tumultuosi cambiamenti e le aspre contraddizioni che hanno condizionato la vita del Paese di Chen Qiufan in questo ultimo ventennio.
Una patria che, peraltro, proprio in questo momento sta attraversando l'ennesima prova, l'ennesima fonte di dolore e tribolazione per i suoi comuni cittadini...






mercoledì 12 febbraio 2020

Recensione: "Un'Estate con la Strega dell'Ovest" di Kaho Nashiki


libri - Feltrinelli - realismo magico

Potete acquistarlo QUI


"Mai ha tredici anni e non vuole più andare a scuola. La madre, preoccupata, decide di mandarla in campagna dalla nonna per un po'. La nonna è una signora inglese che è arrivata in Giappone e si è sposata con un giapponese, e sia Mai sia sua madre l'hanno soprannominata la "Strega dell'Ovest". Oltre alle marmellate di fragoline di bosco, la nonna insegnerà a Mai a riconoscere le erbe medicinali, iniziando così ad addestrarla come strega. Insegna anche a Mai che la cosa più importante che deve imparare è decidere per se stessa, sviluppare la sua forza e la sua volontà di andare fino in fondo alla decisione che prende. Mai, in qualche modo più matura, fa ritorno nella nuova casa dei genitori, che nel frattempo hanno traslocato..."


Per qualche strana ragione, estremamente difficile da spiegare, faccio fatica a parlare di "Un'Estate con la Strega dell'Ovest" senza commuovermi.
Probabilmente ha qualcosa a che fare con il fatto che la delicata storia di formazione scritta dall'autrice Kaho Nashiki riesce a sfiorare delle corde particolari, sempre pronte a risuonare in me con un'intensità fuori dal comune.
Da bambina, mi capitò (come credo a molti altri...) di attraversare un'esperienza estremamente simile a quella vissuta da Mai, la protagonista del romanzo. Solo che il mio soggiorno a casa della nonna (la mia saggia, pratica, affaccendata, "stregonesca" nonna...) si prolungò in realtà per circa tre anni; un periodo durante il quale mi capitò, al tempo stesso, di ricevere preziosi insegnamenti di ordine quotidiano e/o morale... ma anche di cominciare a intuire alcune cose relative a quella che sarebbe stata la mia vita, e a com'era sempre stata quella dei miei genitori.

"Un'Estate con la Strega dell'Ovest" racconta, in parole povere, la storia di due donne "comuni", eppure a modo loro straordinarie: la piccola Mai, che non vuole più andare a scuola, e l'anziana Nonna inglese che decide di accoglierla in un momento di estrema difficoltà.
Un lettura lontanissima dai miei soliti standard, improntati solitamente sul high fantasy, con il loro corredo di azione, magia e creature incredibili, e che pure è riuscita a coinvolgermi molto, ricordandomi alcuni libri di Banana Yoshimoto dedicati ai dolori dell'infanzia, ma anche (inevitabilmente) lo struggente "Quando c'era Marnie" di Joan C. Robinson.

Lo stile di Kaho nashiki, improntato al dialogo e alla semplicità essenziale, assomiglia alle due protagoniste del suo romanzo.
È come se dietro ogni parola si nascondesse un mondo segreto, una piccola perla di saggezza tutta da assimilare, così come dietro ogni gesto o piccola attività domestica descritta capillarmente nel romanzo si cela, per la nonna di Mai, un atto d'amore nei confronti della sua famiglia, della sua casa e della vita in generale.
Suppongo che qualcuno potrebbe rischiare di trovare noioso, banale o perfino ridondante questo bucolico quadretto di vita quotidiana, privo di grossi sconvolgimenti o colpi di scena. Io, invece, ho finito con il sentirmi vicinissima a tutti i personaggi, e piano piano ho imparato ad apprezzare le mille sfumature di significato attribuite alla complicata vita interiore della preadolescente protagonista.

Dovete sapere che "Un'Estate con la Strega dell'Ovest" è un libro abbastanza breve, scorrevolissimo, intriso di quell'indefinibile e sfuggente senso di nostalgia che gli appassionati di realismo magico saranno sicuramente in grado di apprezzare. Alcuni passaggi mi hanno un po' spezzato il cuore, peraltro senza che io sia riuscita a capirne bene il motivo.
Magari soltanto perché il coraggio di questi personaggi mi ha colpito; la loro determinazione a vivere una vita "normale" (appagante, ricca, serena...) anche nelle circostanze più sfavorevoli. Perché dentro di te sai che ne' per la Nonna, proveniente dalla lontana Inghilterra, ne' per la Mamma, giapponese solo per metà, dev'essere stato facile inserirsi all'interno di un contesto sociale che non concede grande spazio di manovra al concetto di diversità (chiunque abbia letto "Stupore e Tremori" di Amelie Nothomb probabilmente si sente rende conto del fatto che il Giappone non sempre si dimostra il luogo più accogliente e ospitale del mondo, per i suoi residenti stranieri...).

Eppure nessuna delle due si lamenta; nessuna delle due si arrende, o sembra anche solo remotamente disposta a insegnare a Mai l'arte della disperazione.
Al contrario: come la Fata Madrina di una vecchia favola per bambini, la Nonna fa del suo meglio per insegnare a Mai a diventare una "strega", per fornirle cioè tutti i contro-incantesimi di cui la donna sa già che la nipote, cosi sensibile e determinata, avrà bisogno più avanti per difendersi dai mille e uno malefici che spesso la vita tiene in serbo.
Se devi combattere una battaglia, prepara il fisico, ma allena anche la mente. Ricorda che la natura è tua alleata. Che sei più forte di quello che sembri. E che nessuna ferita dell'anima è mortale, a patto che tu non gli permetta di diventarlo.
Perché è questo che significa, essere una strega: accettare le avversità a testa alta, senza scomporsi, senza perdere la testa, senza mai permettere alla paura di trasformarci in qualcosa che non siamo.
Sospetto che perfino una fattucchiera leggendaria del calibro di Esme Weatherwax sarebbe d'accordo...


Giudizio personale:
7.5/10




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