venerdì 21 settembre 2018

5 film fantasy a tema "romantico" da vedere a tutti i costi

Come avrete probabilmente avuto modo di sospettare - almeno in un'occasione o due - non mi considero proprio una grandissima fan del sottogenere "romance".
Eppure, giuro che i 5 film di cui vi parlerò oggi sono riusciti a far tremolare le ginocchia e a far salire i lucciconi agli occhi perfino a me.

L'idea alla base di questa piccola classifica si è imposta alla mia attenzione un paio di settimane fa, per la precisione il giorno in cui mi sono finalmente decisa a recuperare il tristissimo - ma straordinario - film in stop-motion "Anomalisa" di Charlie Kaufman e Duke Johnson.
Non l'ho citato in questa lista, ma solo perché non credo che si possa definire un fantasy in senso stretto (anche se di svolte narrative surreali e oniriche possiamo contarne in abbondanza...). E poi, più che come un film sull'amore, forse mi sentirei incline a descriverla come un'elaborata e struggente metafora sulla depressione e la malattia mentale.

Ad ogni modo, questi sono probabilmente i miei 5 film fantasy a tema romantico preferiti in assoluto...
Quali sono i vostri? :) 


La Forma dell'Acqua


"Dal maestro Guillermo del Toro, arriva La Forma dell’Acqua – The Shape of Water - candidato a 13 premi Oscar, una fiaba sovrannaturale, ambientata sullo sfondo dell'America della Guerra Fredda nel 1962. In un laboratorio segreto ad alta sicurezza voluto dal governo, lavora Elisa (Sally Hawkins), una donna intrappolata in una vita di solitudine. Ma tutto cambia quando insieme alla sua collega Zelda (Octavia Spencer) scoprono uno strano esperimento non classificato."

I Origins


"Ian Gray, dottorando in biologia molecolare specializzato in evoluzione degli occhi, lascia il suo laboratorio per andare ad una festa, dove ha un incontro fugace con una misteriosa modella. Attratti grazie alla vista, i due finiscono per innamorarsi. Anni dopo quella sera, Ian e la partner di laboratorio Karen fanno una scoperta sensazionale, che ha profonde implicazioni esistenziali. Per trovare il vero significato che si cela dietro la nuova scoperta, Ian dovrà rischiare vita e famiglia e viaggiare in tutto il mondo."


The Fountain -
L'Albero della Vita


"Un uomo, tre epoche differenti e un'odissea millenaria per salvare ogni volta la vita della propria amata. Nel XVI secolo Thomas Creo e' un conquistador alla disperata ricerca dell'albero della vita per salvare la sua Isabel. Nella nostra epoca Tom veste i panni di uno scienziato alla prese con la malattia incurabile della moglie. Nel XXVI secolo si spinge nella galassia pi profonda per scoprire se esiste davvero la vita eterna."

Stardust


"Da qualche parte nell'Inghilterra vittoriana c'e' un muro di mattoni che separa il villaggio reale di Wall da Stormhold, una citta' fantastica governata da un re malvagio e abitata da streghe e creature magiche. Al di qua del muro vive Tristan, un giovane garzone che sogna l'avventura e il grande amore. Figlio di una principessa del regno di Stormhold e di un inglese, il ragazzo decide di attraversare il muro per donare una stella alla ritrosa Victoria. La stella, Yvaine, e' una fanciulla luminosa precipitata dal cielo alla morte del sovrano. Il suo cuore immacolato e' bramato da Lamia, una strega crudele che vorrebbe strapparlo e divorarlo per riconquistare la giovinezza. Sul petto di Yvaine batte il rubino che permetterebbe ai sette principi, rivali e litigiosi, di regnare su Stormhold. Braccata dai desideri dei malvagi, spettera' a Tristan proteggere lo splendore di Yvaine."


Storia d'Inverno


"Una romantica storia d'amore in cui i destini dei protagonisti s'incrociano, tra passato e presente, sullo sfondo della New York del 1916 e di quella dei giorni nostri. Tutto ha inizio quanto Peter Lake, ladro di professione, durante un tentativo di rapina in una villa, si imbatte nella bellissima Beverly Penn, figlia del ricco proprietario dell'abitazione. Per entrambi e' un colpo di fulmine, ma Beverly e' afflitta da una malattia incurabile e come se cio' non bastasse, a contrastare il loro amore ci si mette anche un pericoloso gangster che ha un conto in sospeso con Peter ed e' deciso a liberarsi di lui una volta per tutte."

giovedì 20 settembre 2018

Recensione: "Catwoman - Soulstealer", di Sarah J. Maas



DC Icons, Vol. 3
Disponibile in inglese

"Due anni dopo essere sfuggita ai bassifondi di Gotham City, Selina Kyle torna in città nei misteriosi panni della ricca Holly Vanderhees. Qui, apprende rapidamente che Batman è stato costretto ad allontanarsi per portare a termine una missione dall'importanza vitale, e che Batwing è stato lasciato a prendersi cura della città al suo posto.
Il che, dal punto di vista di Selena, significa che Gotham è pronta a essere conquistata.
Nel frattempo, Luke Fox vuole dimostrare di avere ciò che occorre per aiutare la gente nel suo ruolo di Batwing. Prende quindi di mira una nuova ladra, appena emersa sulla scena, che sembra più scaltra e accorta di tanti altri. A quanto pare, la donna ha fatto squadra con Poison Ivy e Harley Quinn e, insieme, le tre giovani stanno seminando nei quartieri una vera e propria ondata di panico..."


Ho letto “Catwoman: Soulstealer” un paio di mesi fa. Non ne conservo un ricordo particolarmente incisivo, per cui non ero sicura al 100% di voler scrivere questa recensione… Sennonché, alla fine dei giochi, mi ritengo una persona abbastanza puntigliosa (anche se in molti non lo indovinerebbero mai…), per cui proprio non riuscivo a sopportare l’idea di non arrischiarmi a spendere qualche parola a proposito di questo terzo volume della serie “DC Icons”… soprattutto dopo avervi diffusamente parlato di “Wonder Woman: Warbringer” (che ho adorato) e di “Batman: Nightwalker” (che mi ha tediato alquanto).

Ad ogni modo… “Soulstealer” è il primo romanzo di Sarah J. Maas che sia riuscito a capitarmi fra le mani. Devo confessare che ero piuttosto curiosa di scoprire cosa questa popolarissima autrice americana sarebbe riuscita a tirare fuori dal cilindro in un’occasione del genere. Mi sono pertanto convinta che questo avventuroso young adult dedicato a una delle più celebri anti-eroine di casa DC avrebbe potuto offrirmi un’ottima occasione per cominciare a valutare le abilità stilistiche della Maas, e – soprattutto – per iniziare a capire se fra il suo modo di scrivere (e di pensare) e il mio modo di leggere (e di concepire la narrativa) potrebbe effettivamente sussistere un certo grado di sintonia.

E… bé, che cosa posso dire?

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, forse farei meglio ad accantonare subito qualsiasi remota idea di approcciarmi, un giorno, alla famosa serie fantasy inaugurata da “Il Trono di Ghiaccio”.
Perché per me “Soulstealer” si è rivelata – spero che non me ne vogliano le numerose fan della Maas eventualmente in ascolto– una cocente delusione, peraltro praticamente su tutta la linea.

Il prologo, di per sé, ha rappresentato per me una sorta di shock: scritto in una maniera talmente sciatta e indolente da farmi scorrere un autentico brivido di apprensione lungo la schiena, e condito dal maggior numero di cliché possibili nell’arco di venti pagine o giù di lì. Per fortuna, a lungo andare la qualità della prosa ha preso a migliorare (anche se in maniera assai discontinua e irregolare, per cui effettivamente alcuni capitoli reggono molto meglio di altri), e l’intreccio ad acquisire una parvenza di senso.
Pressappoco.
Più o meno.
Per così dire.

Il problema principale (ma non l’unico, e sicuramente nemmeno il più vistoso) di “Soulstealer”, a mio avviso, è che la trama fa semplicemente acqua da tutte le parti. Ammesso che di trama si possa parlare, quando, in realtà, i due terzi del romanzo potrebbero descritti nel modo che segue: “Selena decide di derubare una banca a caso. Le sue amiche Poison Ivy e Harley Queen le danno una mano. Il prode Batwing le insegue… facendo la figura dello scemo una volta dietro l’altra”.

I personaggi descritti dalla Maas, per giunta, non hanno un granché a che fare con quelli “originali” dei fumetti che tutti conosciamo – non che questa sia una grande novità, considerando quanto già avveniva nel caso del quasi-altrettanto-penoso Nightwalker” di Marie Lu.
Ma credo che la Selena Kyle di “Soulstealer” riesca a rappresentare un caso particolarmente eclatante, in questo senso. Tanto per cominciare, ogni parvenza di moralità ambigua relativa alle sue azioni viene giustificata (e, per logica conseguenza, annullata) dal fatto che dietro tutti i suoi crimini si nasconde, in realtà, una motivazione talmente nobile e altruista da renderla praticamente una santa benefattrice patrona di Gotham City. E poi, alla nostra impavida adepta della Setta degli Assassini (qualcuno mi passi subito Sarah Lance al telefono, per favore…), non capita veramente mai – e dico MAI – di sbagliare una mossa, di fare il passo più lungo della gamba, di perdere una schermaglia verbale. Selena non ha mai torto. Non prende mai un granchio, e quando combatte non si accontenta di vincere: a prescindere dalle circostanze avverse (anche quando la ragione suggerirebbe che sarebbe infinitamente più verosimile il contrario), Selena riesce infatti a surclassare le abilità e i poteri di qualsiasi nemico le si pari davanti. Non abbandona mai una conversazione senza prima essersi assicurata di aver avuto l’ultima parola; elabora arzigogolati piani degni di Megamind, solo che i suoi riescono sempre a prevalere, senza mostrare il minimo accenno di sbavatura.

L’unico che riesce a dimostrarsi ancora più irritante e becero di lei, in definitiva, è Luke Fox, alias Nightwing (un personaggio di cui, per amor di onestà, confesserò adesso di non aver mai neanche sospettato l’esistenza, prima della lettura di questo libro). Il Nightwing di Sarah J. Maas è per lo più una versione in copia-carbone del James Olsen che tutti conosciamo (e che nessuno ama) dalla serie “Supergirl”. Il livello di alchimia fra lui e Selena riesce quasi – dico, quasi – a farci rimpiangere quello che lega Guardian a Lena Luther nel medesimo show televisivo. Il che vuol dire che praticamente non esiste, e che la Maas si è presa la briga di inserire una componente “romance” nel suo libro soltanto per motivi di adempienza contrattuale.

Il personaggio di Poison Ivy mi è piaciuto un po’ di più – soprattutto perché mi ha fatto una grande, grandissima tenerezza. Ehm… Il che, considerando di chi stiamo parlando, potrebbe anche non rappresentare un fattore poi tanto positivo.
Il “restyling” forzato di Harley Quinn in chiave YA, viceversa, mi è parso una roba da occhi sbarrati e mani nei capelli: dal rango di icona pop dei giorni nostri, la vediamo qui confinata nel discutibile (e strettissimo) ruolo di “stizzosa bruta armata di mazza da baseball con la passione per il trucco pesante/interesse romantico un po’ indeciso della migliore amica della protagonista”.

E, tanto per concludere, penso che sarebbe bello – ma veramente una gioia, per la mente e per il cuore – se, per una volta, un’autrice intenzionata a scrivere un libro basato, al 70%, su scene di combattimento, scontri e inseguimenti a rotta di collo su per i tetti dei palazzi, si sforzasse di imparare a scrivere una sequenza d’azione degna di questo nome. Così, tanto per cambiare.
So per certo che Leigh Bardugo ci è riuscita (fra gli imprecisati e nebulosi “scivoloni” di “Ghiaccio e Tenebra” agli adrenalici e frizzanti exploit di “Warbringer” passa veramente un abisso, ragazzi…), per cui, forse, non è che stavolta io stia proprio chiedendo l’impossibile, giusto?

In estrema sintesi: Scialbo, ripetitivo e poco ispirato, “Soulstealer” rappresenta un biglietto di sola andato per il più lunatico e impersonale giostrone a tema DC che vi riesca di immaginare.  Leggetelo per completare la serie dedicata alle “DC Icons”, o sfruttatelo per re-immergervi nelle adolescenziali (e pasticciate) atmosfere stile “Arrowverse” durante una pausa dei vostri supereroi preferiti dagli schermi della tv…


mercoledì 19 settembre 2018

"Captain Marvel": finalmente il trailer è quiiiiiiiii!!!!




Okay: il primo trailer di "Captain Marvel" è uscito ieri... Personalmente, credo di averlo già visto otto o nove volte (abbondando per difetto), ma, nell'ipotetico caso in cui qualcuno di voi sia rimasto un po' meno ossessionato di me dal modo favoloso in cui costume/uniforme/qualsiasi- altra- dannata- cosa cade addosso a Brie Larson in queste immagini, potrebbe anche darsi che non abbiate ancora avuto modo di dargli un'occhiata.
Quindi... Che posso dire?
In mia difesa, soltanto che non dovrebbe mai esserci nove senza dieci..





La mia prima impressione, a conti fatti, è che il trailer sia stratosfericamente magnifico, e che adesso mi vedrò costretta a languire in uno stato di delirante trepidazione da qui fino al mese di marzo - potenzialmente anche aprile.
Resta assodato il fatto, però, che, per quanto riguarda "Captain Marvel", la Marvel (uffff... che confusione!) sembri ancora determinata a restarsene abbottonata fino all'ultimo, e a puntar forte sul Fattore Mistero.
La trama del film, infatti, resta per lo più avvolta in un alone di ambiguità e sottintesi; la stessa aura di suspense che si respira, a ben vedere, anche attorno alla storia delle effettive origini di Carol (umana? aliena? una via di mezzo fra le due cose? Io propendo per questa terza ipotesi, considerando il fatto che, durante ogni singola intervista, Brie Larson si è sempre premurata di riferirsi al suo personaggio come a una sorta di ''ponte sospeso fra le diverse razze'') e dei suoi mirabolanti poteri cosmici.

Quello che appare chiaro (e che in fondo sapevamo già) è che "Captain Marvel" sarà il primo prequel della storia della Marvel al cinema, e che lo Shield tornerà quindi a giocare un ruolo fondamentale all'interno della storia.

Poiché non solo di atletiche supereroine dai capelli perfetti vive il bravo appassionato di cinecomics (anche se io potrei tranquillamente), ecco che intravediamo per un attimo, all'interno del trailer, anche il potenziale alieno Mar-Vell, interpretato dal sempre affascinante Jude Law, e i vecchi grugni familiari di Nick Fury e Phil Coulson.
E anche nel loro caso, si intende, sorge spontanea una intera valanga di domande...

Anche se poi, a esser del tutto sincera, forse mi spiacerebbe parecchio scoprire in anticipo tutte queste risposte.
E poi, guardiamo in faccia la realtà, gente: l'unico, fondamentale interrogativo che ci sta torturando tutti, in questo preciso momento, è senz'altro il seguente: '' ma perché diavolo la più grande supereroina dell'universo si è messa a prendere una vecchietta a schiaffi in faccia, adesso?! XD'

No, dai, lo sappiamo: si tratta di un abile camuffamento da parte degli Skrull, nota razza intergalattica di alieni mutaforma... O almeno, ragazzi, speriamo proprio che sia così!
Anche perché, tanto, io ho già intenzione di fare il tifo per Carol in ogni caso! XD

martedì 18 settembre 2018

Recensione: "Bloody Rose", di Nicholas Eames



The Band, Vol. 2
Disponibile in inglese

"Tam Hashford è stufa di lavorare come cameriera presso il pub locale, versando drink a incalliti mercenari di fama mondiale per tutto il giorno, e ascoltando i bardi cantare le avventure e la gloria che attendono appena oltre le porte della sua sonnacchiosa cittadina.
Quando i Fable, la più celebre band di mercenari del momento, guidata niente meno che dall'infame guerriera Bloody Rose in persona, arriva in città, Tam coglie al volo l'occasione di proporsi come loro nuovo bardo. La ragazza è in cerca di avventure... e state pur sicuri che le otterrà, soprattutto considerando il fatto che il gruppo sta per imbarcarsi in una missione che potrà terminare soltanto in uno di due modi: gloria o morte..."



Bloody Rose” è il sequel di uno dei libri fantasy più acclamati e apprezzati degli ultimi anni, vale a dire quello spettacolare e adrenalinico campionario di effetti speciali, combattimenti al cardiopalma e umanità travolgente che risponde in Italia al suggestivo titolo de “I Guerrieri di Wyld – L’Orda delle Tenebre”.
Non ho idea se anche questo secondo volume verrà presto tradotto da noi (ma spero vivamente di sì; anche perché, in caso contrario, mi vedrò davvero costretta a farmi due domande circa l’effettiva lungimiranza della casa editrice Nord….) e non potevo assolutamente resistere all’idea di buttarmi a capofitto sulle avventure di questa nuova, scatenata banda di mercenari guidata da Bloody Rose in persona, vale a dire l’indomabile figlia del leggendario guerriero Golden Gabe.

Se pensate di ritrovare, all’interno di questa nuova fatica firmata Nicholas Eames, lo stesso fragile, ambiguo personaggio dai capelli rossi intravisto sul finire del primo libro, bé, posso solo dire che vi sbagliate di grosso… eppure, in un certo senso, al tempo stesso avete anche ragione da vendere! Quello che posso assicurarvi, al di là di ogni ragionevole dubbio, è che Rose non vi deluderà… e che non lo farà neppure il resto degli straordinari membri della nuova banda al centro dell’epica odissea narrata in questo indimenticabile secondo libro della serie.

I Fable, al contrario dei Saga, sono dei giovanissimi – ma già temprati dal fuoco di innumerevoli scontri - mercenari avviati sul sentiero del successo.
La trama inizia a svilupparsi nel momento in cui Tam - la nostra nuova protagonista - entra a far parte dei Fable nei panni di bardo ufficiale, e nuovo di zecca, della band di mercenari più "calda" e popolare del momento.
Di Tam posso dire di aver amato praticamente tutto: dal suo contagioso umorismo "british" alla sua capacità di relazionarsi in maniera spontanea e divertente ai più squinternati e folli soggetti che vi riesca di immaginare; dal suo coraggio quieto, incrollabile e sereno, al suo contagioso spirito ottimista, intriso di romanticismo e solido senso pratico al tempo stesso. Provate a pensare un po' a lei come a una sorta di "figlia spirituale" di Clay Manolenta, se ci riuscite.

Perché la verità è che, oltre a essere un libro d'azione e avventura, "Bloody Rose" rappresenta anche - e forse soprattutto - la storia di una ragazza che diventa donna, e di una donna pronta a entrare a far parte della leggenda. L'emozionante viaggio di formazione di una persona determinata a trovare un posto, un clan e una famiglia da chiamare suoi nel mondo.
I temi centrali del libro, quindi, sono ancora una volta l'amicizia, il cameratismo, la famiglia, l'amore e il peso del passato.

Il fattore "nostalgia", ovviamente, gioca un ruolo molto più ridimensionato, rispetto a quanto avveniva ne "L'Orda delle Tenebre". In compenso, attraverso le pagine di questo sequel abbiamo finalmente la possibilità di assistere alle conseguenze degli infiniti  traumi e orrori lasciati in eredità da quel turbolento e sanguinoso passato vissuto dalle generazioni precedenti, e dunque anche di scoprire, per la prima volta, quanto e fino a che punto i peccati di padri e madri continuino a ricadere sulle spalle di figli e figlie.

Anche se non tutte le sottotrame sono riuscite a coinvolgermi allo stesso modo, ho senz'altro amato il modo in cui Eames è riuscito ad amalgamare le scorribande di Tam, Brune, Rod, Cura e gli altri a quelle dei vecchi compagni di ventura che avevamo già avuto occasione di imparare a conoscere e amare.
Il tutto attraverso una tempesta incessante e irresistibile di omaggi, citazioni, riferimenti e "easter eggs" tutti da scovare: da "Il Trono di Spade" a "Zootopia", passando per "Shadow of the Colossus" e "Final Fantasy". Il decimo capitolo della saga videoludica di casa Square Enix rappresenta forse la principale fonte di materiale da omaggiare, in questo senso; una predilezione testimoniata dai  numerosi e impliciti riferimenti alla figura di Yuna ( attraverso il meraviglioso e tormentato personaggio dell'evocatrice Cura) e dall'aspetto '"grafico'" di numerosi mostri dall'aspetto familiare provenienti dal Wyld.
Una scelta che non posso fare a meno di appoggiare, dal momento che FFX è sempre stato il mio videogame preferito in assoluto!

Quali pre-requisiti vi occorreranno, quindi, per apprezzare questo libro? Basterà che siate degli avidi lettori, e che negli anni abbiate sviluppato un discreto senso dell’immaginazione.

E per innamorarvi follemente di “Bloody Rose” e dei suoi scalmanati, eccentrici, inimitabili e “danneggiati” compagni di ventura?
1) Per prima cosa, occorrerà che amiate il fantasy... ma proprio visceralmente, con ogni singola fibra del vostro traboccante, smanioso cuoricino...
2) E poi sarebbe consigliabile disporre di un senso dell’umorismo abbastanza affilato (e sboccato) da permettervi di apprezzare fino in fondo i numerosi siparietti divertenti e le millemila gag presenti all’interno del libro...
3) Dovrete credere fermamente nel fatto che l’autentico appeal di un romanzo risieda, prima di tutto e sopra ogni altra cosa, nella forza e nell'umanità dei suoi personaggi...


In estrema sintesi : potremmo definire "Bloody Rose" un sequel addirittura migliore, più compatto, organico e avvincente del suo illustre predecessore? Assolutamente sì!
La maturità della trama, la profondità delle tematiche e la qualità della scrittura lasciano presagire l'ascesa di un astro - quello di Nicholas Eames - destinato a lasciare un'impronta indelebile nel cuore di ogni appassionato...



lunedì 17 settembre 2018

5 nuovi YA fantasy/sci-fi da leggere questo autunno

Buon lunedì a tutti, amici miei! ^^

Sempre ammesso che un lunedì possa essere considerato “buono”, si intende… ehm, ok, molto meglio non pensarci! XD

Dunque… Quelli che andrò a mostrarvi oggi sono i 5 titoli YA che aspetto con maggiore trepidazione, e che quindi cercherò di leggere a ridosso della pubblicazione in lingua originale (e comunque sempre nel corso dell’ultimo trimestre dell’anno).
Il che non significa che la mia leggendaria wish-list si esaurisca tutta qui, si intende; ma questa sarà comunque la cinquina di libri per ragazzi a cui mi sforzerò di dare la precedenza.
Salvo complicazioni inattese, quindi, aspettatevi pure di trovarli tutti recensiti qui sul blog entro le prossime settimane…



The Sisters of the Winter Wood 
di Rena Rossner 
(in uscita negli USA il 25 settembre)


“In un remoto villaggio circondato dalle foreste, sul confine fra Moldavia e Ucraina, le sorelle Liba e Laya sono state allevate circondate da dolci odori speziati e dal leggero mormorio delle preghiere. Ma quando una truppa di uomini misteriosi fa la sua comparsa, Laya cade sotto il loro incantesimo – nonostante la madre le avesse severamente avvertite di prestare molta, molta attenzione a questi sconosciuti. Ma il punto è che questo non è neanche il solo pericolo in agguato nei boschi. 
Mentre una forza oscura si avvicina al loro piccolo villaggio, Liba e Laya scoprono un segreto di famiglia tramandato di generazione in generazione. Costrette ad affrontare un’eredità magica di cui non avevano mai sospettato l’esistenza, le sorelle realizzano finalmente che le vecchie fiabe potrebbero essere vere, dopotutto… e che, stavolta, potrebbero anche essere la chiave per la salvezza di tutti.”


The Boneless Mercies
di April Genevieve Tucholke
 (in uscita negli USA il 2 ottobre)


“Frey, Ovie, Juniper, e Runa compongono la banda delle Boneless Mercies – ragazze assunte per uccidere rapidamente, silenziosamente, e misericordiosamente. Ma Frey è sempre più stanca di questo incessante commercio di morte e, dal momento che è cresciuta ascoltando le antiche saghe eroiche della sua gente, sogna adesso una vita più grande. Perciò, quando viene a sapere dell’esistenza di un inarrestabile mostro presso una città vicina, decide che questa potrebbe essere l’occasione, per le Boneless Mercy, di compiere finalmente il salto di qualità che stava aspettando. In effetti, le sue azioni potrebbero cambiare l’arco della storia delle donne di ogni dove…”


Muse  of Nightmares
 di Laini Taylor 
(Strange the Dreamer, Vol. 2  - 
in uscita negli USA il 2 ottobre)


“Sulla scia dei più recenti avvenimenti tragici, né Lazlo né Sarai possono più sostenere di essere chi erano prima. L’uno un dio, l’altra un fantasma, i due faticano adesso ad afferrare i limiti della loro nuova condizione, mentre Minya continua a tenerli in ostaggio, concentrata sulla sua vendetta contro la città di Weep. 
Lazlo si trova al cospetto di una scelta impensabile – salvare la donna che ama, oppure tutti gli altri? – mentre Sarai si sente sempre più inutile e impotente. Ma lo è davvero? Qualche volta, soltanto le esigenze più disperate possono darci la forza di abbracciare i nostri lati più profondi, e forse Sarai, la Musa degli Incubi, non ha ancora scoperto di cosa è capace davvero…”


Girls of Paper and Fire
 di Natasha Ngan
 (in uscita il 6 novembre)


“Lei è un membro della società della Carta, la classe di persone più bassa e perseguitata a Ikhara. Vive in un remoto villaggio assieme a suo padre, cercando di fare i conti con un trauma vecchio di dieci anni: l’esser stata costretta, ancora bambina, ad assistere impotente mentre sua madre veniva trascinata via dalle guardie, diretta verso un destino sconosciuto. Adesso, le guardie sono tornate…e, stavolta, è proprio per Lei che sono venute – la ragazza dagli occhi dorati, la cui bellezza irresistibile ha attirato perfino l’attenzione del re. 
Dopo settimane di addestramento nell’opulento, ma oppressivo, palazzo reale, Lei e altre otto ragazze apprendono che le arti e il fascino che si confanno al rango di consorte del re. Lì, Lei compie  fra l'altro l’impensabile – si innamora perdutamente. Il suo amore proibito finisce col mescolarsi a un esplosivo complotto che finirà col mettere a repentaglio lo stile di vita del suo intero mondo. E così Lei, in fondo al cuore ancora la stessa ragazza di paese dagli occhioni sgranati e l'indole innocente, dovrà decidere fino a che spunto si spingerà per ottenere giustizia e vendetta.”


Skyward
di Brandon Sanderson 
(in uscita il 6 novembre)


"Il mondo di Spensa è stato sotto attacco per centinaia di anni. Una razza aliena, i Krell, non fanno altro che guidare un assalto dopo l'altro dal cielo, in una campagna senza fine volta a distruggere l'umanità. 
L'unica speranza, per il genere umano, è quella di impossessarsi delle loro navi e usarle per combattere contro i Krell. I piloti sono gli eroi di tutto ciò che resta dell'umanità.
Diventare un pilota è sempre stato il sogno di Spensa. Sin da quando era una ragazzina, ha sempre fantasticato di poter sfrecciare sopra la terra e di provare il suo coraggio. Ma il suo fato è strettamente legato a quello di suo padre - un pilota che è stato ucciso anni prima, dopo aver abbandonato improvvisamente la sua squadra, azzerando quasi le possibilità di Spensa di poter frequentare la Scuola di Volo.
Nessuna permetterà a Spensa di dimenticare quello che ha fatto suo padre, eppure la giovane è determinata a volare. E i Krell hanno appena trasformato questa speranza in una possibilità: raddoppiando la loro flotta, costoro hanno infatti reso il mondo di Spensa due volte più letale... eppure potrebbe essere proprio questa minaccia a portarla verso il cielo."


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