martedì 30 gennaio 2018

In arrivo: "Il Ragazzo sul Ponte", di M. R. Carey

La prima gradita sorpresa della settimana, per quanto mi riguarda, arriva direttamente dal sito ufficiale della Newton Compton: a quanto pare, infatti, il prossimo 15 marzo la nota casa editrice porterà nelle librerie di tutta Italia “Il Ragazzo sul Ponte” di M. R. Carey, vale a dire l’attesissimo prequel del suggestivo romanzo horror/sci-fi “La Ragazza che Sapeva Troppo”!




“Sono passati dieci anni da quando un’epidemia ha trasformato la maggior parte degli abitanti del pianeta in mostri privi di raziocinio e assetati di sangue. Ciò che resta dell’umanità è allo stremo, asserragliata in fortezze invalicabili. Stephen Greaver, un ragazzino di quindici anni estremamente brillante, lavora nel reparto scientifico per cercare un antidoto e garantire al genere umano una speranza. Ma Stephen non è un ragazzino qualunque: fatica a relazionarsi con le altre persone, rifuggendo ossessivamente il contatto umano. Nonostante questo, la scienziata Samrina Khan decide di includerlo nel programma che porterà una spedizione a bordo del laboratorio mobile Rosalind Franklin, in un viaggio pericolosissimo verso l’ignoto. Scopo della missione è cercare di analizzare il virus più da vicino e sintetizzare una cura per gli umani infetti. Ed è così che la storia ha inizio...”


Disponibile per la prenotazione QUI


Ho letto quasi tutti i lavori precedenti di Carey (a eccezione dei suoi numerosissimi albi a fumetti, ci tengo molto a specificarlo…) e, finora, non ho mai avuto motivo di ritenermi delusa dai suoi libri.

L’uscita de “Il Ragazzo sul Ponte” mi giunge quindi come una novella particolarmente lieta, soprattutto perché avevo avuto l’impressione che il precedente thriller sovrannaturale pubblicato dall’autore britannico (mi riferisco naturalmente all’ottimo e solidissimo dramma carcerario “Fellside - La Prigioniera”) avesse ricevuto qui da noi un’accoglienza un po’ troppo tiepidina.

Ad ogni modo, pare proprio che “Il Ragazzo sul Ponte” sarà ambientato svariati anni prima degli sconvolgenti episodi narrati all’interno de “La Ragazza che Sapeva Troppo”. Sembra quindi facile prevedere che, salvo sorprese dell’ultima ora, non avremo occasione di incrociare nessuno dei personaggi che già conosciamo. Lo ritengo comunque un male del tutto necessario: per quanto mi riguarda, il precedente arco narrativo si era chiuso infatti in maniera più che soddisfacente… Staremo a vedere verso quali lidi ci trascinerà, in questa occasione, l’immaginazione fluida e imprevedibile del nostro buon Carey.





lunedì 29 gennaio 2018

Next Level Crazy #2: da "Altered Carbon" a "X-Files", tutti gli appuntamenti imperdibili della (mia) settimana

Tutti hanno un’agenda. Io, chiaramente, da affascinante e impenitente piccola squilibrata quale sono sempre stata, ne possiedo addirittura DUE: una su cui annotare appuntamenti, scadenze, lista della spesa e via discorrendo… e una speciale, dal contenuto un po’ più divertente, che mi aiuta a tener conto dei giorni che passano e a farmi un’idea dei libri da comprare, dei film da andare a vedere, delle serie tv da iniziare. A partire da quest’anno, dedicheremo quindi la giornata di lunedì alla condivisione di questa mia specialissima (e, sì, ammettiamolo pure: anche un po’ imbarazzante :D) “agenda segreta”… Perché, se da un lato è assolutamente vero che sto per raggiungere (come dice la mia adorata Flaca) il “next level crazy” della mia sproloquiante follia… bè, tanto vale farlo in buona compagnia, giusto? ;D





Lunedì, 29 Gennaio

Arriva su Fox l’undicesima stagione di “X-Files”, una delle serie tv di culto più famose e popolari di tutti i tempi!


Gli Agenti Speciali Mulder e Scully sono tornati… Una volta di troppo?! Non ho particolarmente apprezzato gli episodi della decima stagione di “X-Files”, andata in onda lo scorso anno (più o meno sempre in questo periodo) sulla rete satellitare Fox. Ma questo sarà senz’altro uno di quei rari casi in cui il mio affetto nostalgico e la mia naturale curiosità nerd si combineranno a comporre un cocktail di micidiali aspettative, cupa trepidazione e puro timore revenziale…


Arriva su Sky “Guardiani della Galassia – Vol. 2”, uno dei cinecomics più divertenti, colorati, chiassosi e commoventi dell’intero 2017!


Aspettando“Avengers: Infinity War”, penso che mi sparerò volentieri un bel re-watch dello spassosissimo film diretto da James Gunn…  Anche perché la colonna sonora di questo “secondo volume” delle avventure di Starlord, Gamora, Drax e gli altri è un qualcosa di talmente travolgente e dinamico da lasciare completamente a corto di fiato, ragazzi!


Martedì, 30 Gennaio

Debutta in libreria “Shadowblack – Il Fuorilegge”, del fortunato autore canadese Sebastien De Castell!



Di questa promettente uscita abbiamo già parlato nel dettaglio alcuni giorni or sono, ma vale sempre la pena ricordare i fatti fondamentali: alla vigilia del suo sedicesimo compleanno, un giovanotto di nome Kellen si prepara ad affrontare le quattro prove che gli permetteranno di diventare un mago. Per citare la sinossi ufficiale divulgata dalla casa editrice Piemme, “C'è solo un insignificante, trascurabile problema: Kellen non ha magia. La disfatta sembra ormai inevitabile, quando una straniera arriva in città e lo sfida a prendere un diverso cammino”.


Giovedì, 1 Febbraio

Esce al cinema “Slumber – Il Demone del Sonno”, film horror diretto dall’esordiente regista Jonathan Hopkins!


Non che mi aspetti qualcosa di particolarmente clamoroso da quest’apparentemente dozzinale pellicola in salsa sovrannaturale, ma tant’è… Il genere mi va talmente tanto a genio che, alla fine (lo so già…), non riuscirò a fare a meno di guardarlo nonostante la prevedibile vagonata di recensioni negative! E comunque, potrei sempre sbagliarmi... Magari non sarà proprio il nuovo "Insidious", ma potrebbe sempre riuscire a strapparci qualche piccolo brivido, giusto?!


Esce l’edizione speciale in blu-ray di “In Questo Angolo di Mondo”, film d’animazione giapponese diretto da Sunao Katabuchi!


Ecco un anime che mi piacerebbe moltissimo riuscire a recuperare, anche se la sua uscita internazionale è passata quasi completamente in sordina… Mentre leggevo la trama, i miei pensieri sono subito corsi a “Si Alza il Vento”, dell’inimitabile Maestro Miyazaki. Chissà se i due film hanno effettivamente qualcosa in comune, o se si è tratto solo di un'impressione frettolosa e superficiale...


Venerdì, 2 Febbraio

Arriva la prima stagione di “Altered Carbon”, l’attesissima serie cyberpunk targata Netflix!


Tratta da un romanzo di Richard K. Morgan, “Altered Carbon” sarà ambientata in un contesto futuristico e si concentrerà sullo sviluppo di una tecnologia destinata a cambiare per le sorti dell’umanità… chiaramente, non sarà tutto oro quello che luccica, per cui il protagonista Takeshi, ex membro delle forze speciali armate, si ritroverà ad avere a che fare con una situazione mooooolto spinosa e delicata!


:)


domenica 28 gennaio 2018

Recensione: "Steelheart", di Brandon Sanderson



Titolo originale: Steelheart
Autore: Brandon Sanderson
Serie: Reckoners, Vol. 1
Disponibile: anche in italiano, edito dalla Fanucci

Puoi acquistarlo QUI


Girl Power:


La Trama:

“David è solo un bambino quando l'oscurità perpetua cala sulla Terra e in cielo compare Calamity, una misteriosa stella che dona a uomini e donne, prima di allora intrappolati nelle loro ordinarie esistenze, poteri fuori dal comune. Questi esseri straordinari vengono ribattezzati con il nome di Epici e ben presto il loro dono li rende avidi di supremazia sugli altri uomini. Due anni più tardi, a Newcago, la città che una volta era stata Chicago, David assiste all'assassinio di suo padre da parte di uno degli Epici più potenti, Steelheart. Ora cerca vendetta, e sa che l'unico modo per ottenerla è entrare a far parte degli Eliminatori, un'organizzazione che agisce nell'ombra, studiando le debolezze degli Epici e combattendoli strenuamente. E nonostante tutti pensino che Steelheart, Cuore d'Acciaio, sia invincibile, David sa che non è così, perché lo ha visto sanguinare con i propri occhi.”



Steelheart” è il primo romanzo di Brandon Sanderson direttamente riconducibile alla categoria di “young adult”. Era da un bel po’ che mi proponevo di recuperarlo. Vuoi per un motivo, vuoi per un altro, mi sono sempre ritrovata a rimandare l’esperienza a tempo indeterminato. Fino a quando, intorno alla metà di dicembre, mi sono imbattuta in una piacevole notizia relativa a una delle prossime, imminenti uscite targate Sanderson: a quanto pare, infatti, il nuovo progetto dell’autore americano si chiamerà “Skyward” e sarà un altro YA, ambientato nello spazio e con protagonista una ragazza a bordo di una sbalorditiva aereonave senziente (è troppo presto per fare paragoni, lo so, ma chissà se soltanto a me questa sinossi ha fatto tornare in mente la trama de “I Mercanti di Borgomago” di Robin Hobb..?!).

Tanto per cambiare, e manco a dirlo, ho inserito immediatamente “Skyward” in wish-list… Poi mi sono detta: dal momento che per leggerlo mi toccherà aspettare almeno fino a novembre, perché non buttarmi subito sul primo capitolo della serie “Reckoners”, e cominciare a farmi un’idea dei toni e del registro stilistico che Sanderson potrebbe scegliere di adoperare per rivolgersi a un pubblico di ragazzi?

E così eccoci qua, a parlare di “Steelheart” e dei suoi pericolosissimi, implacabili villains armati di superpoteri. Diciamo che la trama generale del romanzo è riuscita a catturarmi fin dal primo momento, anche se, a lungo andare, mi è parso di riscontrare una bizzarra somiglianza fra l’intreccio di questo libro e le vicende narrate all’interno de “L’Ultimo Impero”. Voglio dire, un gruppo di disperati ribelli mette insieme una banda squinternata per cercare di sconfiggere un essere ritenuto onnipotente, invincibile, indescrivibile, semi-immortale? Scoprire il punto debole del formidabile tiranno Steelheart potrebbe rappresentare l’unico mezzo per vincere una battaglia destinata a cambiare le sorti del mondo… Vale a dire, in fondo, esattamente la stessa e identica mossa che si proponevano di compiere Kelsier, Vin e gli altri per sconfiggere il terribile e apparentemente divino Lord Reggente.

Affinità singolari a parte, confesso di aver trovato “Steelheart” un romanzo divertente ed estremamente piacevole da leggere, anche se costellato di imperfezioni e difetti talmente vistosi da spingermi a dubitare, per un momento, dell’esatta natura delle intenzioni di Sanderson e delle sue reali capacità empatiche.
Il ritmo scorrevole e incalzante del libro, in ogni caso, preclude la possibilità di annoiarsi, mentre le scene d’azione risultano, a mio avviso, squisitamente brillanti, vivide e altamente spettacolari. Per quanto mi riguarda, l’impatto “visivo” di determinate sequenze è stato in grado di sortire sulla mia mente un effetto poco meno che ipnotico; a tratti, avevo quasi l’impressione di brandire fra le mani un albo illustrato, una graphic novel, un manga shonen dalle vignette adrenaliniche e febbrili.

Tempo fa, abbiamo già avuto occasione di parlare delle complesse regole elaborate da Brandon Sanderson per cercare di definire il sistema magico perfetto. In “Steelheart”, le cosiddette “leggi della magia” risultano ampiamente codificate e semplificate. Non per questo, però, il malvagio e avido mondo degli Epici rischia di assumere, a parer mio, dei connotati meno intriganti, originali o affascinanti.

I personaggi rappresentano, viceversa, uno dei tasti più dolenti e inspiegabili di questo romanzo. La pessima caratterizzazione del protagonista David, ad esempio, con le sue perenni arie da saputello e la battutina sempre pronta, mi ha deluso profondamente. Tempo di arrivare alla fine del libro, e mi sarebbe piaciuto prenderlo a calci sui denti… non fosse altro che perché non ne potevo più di sentir definire “geniali” i suoi piani demenziali e “irresistibili” le sue arroganti trovate da Gran Salvatore dell’ultima ora. La maggior parte degli altri membri della banda mi ha fatto un’impressione altrettanto negativa. E, a questo punto, ci tengo anche molto a precisare una cosa: dopo aver letto “Mistborn”, dei personaggi femminili così insulsi (Tia), stereotipati (Faultline), o apertamente sgorgati fuori da una fantasia adolescenziale maschile (Megan), erano praticamente l’ultima cosa che mi aspettavo di trovare fra le pagine di “Steelheart”.

Da questo punto di vista, purtroppo, il libro di Sanderson sembra ricalcare alla perfezione il modello del tipico film d’azione alla Steven Seagal: un sacco di esplosioni, interminabili inseguimenti, e un numero pressoché imprecisato di scazzottate da osteria… ma pochissimo spazio concesso all’approfondimento psicologico dei personaggi o al consolidamento delle loro relazioni, zero volontà di esplorare l’ambientazione, e nessunissimo desiderio di elaborare l’intreccio secondo uno schema un tantino più complesso e imprevedibile.


Giudizio personale: 
7.5/10






sabato 27 gennaio 2018

In arrivo: "Sorge un Impero", di Micheal J. Sullivan

Dopo “Ladri di Spade”, proseguono le avventure di Royce e Adrian con il secondo volume della serie “Riyria Revelations”: il romanzo fantasy “Sorge un Impero”, di Micheal J. Sullivan, arriverà nelle librerie italiane il 28 marzo 2018. Ricordiamo che, ancora una volta, il libro sarà pubblicato dalla rediviva casa editrice Armenia.




“La guerra è arrivata a Melengar e ancora una volta Royce e Adrian vengono ingaggiati per una scommessa disperata e formare un’alleanza con i nazionalisti che stanno combattendo gli imperialisti nel sud. Ma Royce ha piani propri e usa questa opportunità per scoprire se un antico mago usa i Riyria come pedine nella sua stessa brama di potere. Per trovare la verità, deve svelare il segreto del passato di Adrian, ma ciò che scoprirà può porre fine alla loro amicizia e spezzare Riyria in due. E così inizia una nuova storia del due Riyria, fatta di slealtà e avventura, combattimenti e magia, mito e leggenda…”

Disponibile per la prenotazione QUI


Ricordiamo che Sullivan, apprezzatissimo autore di genere in patria, ha già dedicato due serie ai popolari personaggi protagonisti di “Ladri di Spade”. A “Heir of Novron”, terzo volume delle “Riyria Revelations”, ha  infatti fatto seguito in America “The Crown Tower”, primo atto delle cosiddette “Riyria Chronicles”.

Le possibilità di continuare a leggere Sullivan in italiano dipenderanno, con ogni probabilità, dall’indice di gradimento che i lettori nostrani riserveranno a questa sua seconda opera. L’Armenia, dal canto suo, in quest’ultimo periodo mi è sembrata seriamente intenzionata a portare una ventata di qualità all’interno dello scarno campionario di libri fantasy disponibili nella nostra lingua (come testimonia la recente pubblicazione de “Il Potere e la Vendetta”, del promettente autore Jon Skovkron).

Per gli amanti dell’epic fantasy, insomma, “Sorge un Impero” si conferma senz’altro come un titolo degno di grande, grandissima considerazione….



venerdì 26 gennaio 2018

Recensione: "Madre!" (film 2017)



Titolo originale: Mother!
Regia: Darren Aronofsky
Cast: Jennifer Lawrence,  Javier Bardem, Ed Harris, Michelle Pfeiffer,  Domhnall Gleeson, Kristen Wiig
Anno: 2017

Puoi acquistarlo QUI


La Trama:

"Un ospite inatteso mette alla prova il rapporto di una coppia sconvolgendone l'esistenza tranquilla. Dal regista Darren Aronofsky (Il cigno nero, Requiem for a Dream), madre!, con Jennifer Lawrence, Javier Bardem, Ed Harris e Michelle Pfeiffer, un avvincente thriller psicologico sull'amore, la devozione e il sacrificio."



Bè, ho scritto la parola “recensione” in cima a questo articolo, ma ci tengo a mettere bene in chiaro una cosa: il mio cercherà di essere soprattutto un commento, un elenco di sensazioni, uno sfogo personale... Non credo che sarei mai in grado di valutare criticamente un film tanto singolare, metaforico e sperimentale come “Madre!”. La verità è che gli ingredienti alla base della ricetta di questa pellicola mi sono risultati talmente stranianti, folli e anticonvenzionali da aver fatto flippare completamente quei due o tre neuroni che ancora mi restano nel cervello.

Mi limiterò, quindi, a proporvi un breve elenco di pensieri, nella speranza che possano aiutarvi a fare almeno un po' di luce su alcuni degli elementi più ostici e indescrivibili di quest'ultima opera firmata Darren Aronofsky:

1. Come ho già accennato, ritengo sia improbabile vi sia mai capitato di vedere un film più pazzesco, surreale e simbolico di “Madre!”. La verità è che un qualunque spettatore potrebbe accanirsi a leggerlo secondo dieci chiavi di interpretazione diverse, e non arrivare a cogliere forse nemmeno la metà del suo significato effettivo. Al tempo stesso, durante la visione, si viene spesso sopraffatti dalla sensazione di essere rimasti invischiati in un lunghissimo e incoerente incubo a occhi aperti, un delirio senza capo né coda, a cui non vale veramente la pena cercare di attribuire un peso eccessivo. Avete presente quel genere di sogno infelice e febbrile, uno di quelli in cui ci ritrova, a un certo punto, senza vestiti e intenti a cantare a squarciagola l'inno nazionale al cospetto di una platea di sconosciuti? Ecco, il livello di disagio esistenziale che si prova guardando questo film potrebbe essere paragonabile a un'esperienza del genere.

2. Se ci sforzassimo di decifrare un paio di simboli, potremmo facilmente essere tentati di affermare che “Madre!” rappresenti, fra le tante cose, una sorta di blasfemo e arguto retelling di tutti gli episodi chiave della Bibbia. Dal mito di Adamo e Eva al sacrificio di Gesù, ce n'è davvero per tutti i gusti (a patto che non siate particolarmente sensibili in materia di questioni religiose, si intende...), mentre Aronofsky ci propone la sua personalissima versione di quali potrebbero essere stati, in origine e forse ancora oggi, i complessi rapporti fra Dio/il sistema patriarcale/il potere autoritario; la Madre Terra/qualsiasi donna mai esistita/tutti gli infelici, gli oppressi, i dimenticati; e quell'inarrestabile, autodistruttiva forza della natura chiamata umanità.

3. Durante la campagna promozionale, si è cercato spesso di insistere sulle affinità (vere o presunte) che sembrano legare “Madre!” al film più premiato e popolare di Aronofsky, vale a dire quell'indimenticabile, inquietante piccola perla chiamata “Il Cigno Nero”. Microoscopici anelli di congiunzione fra le due opere esistono davvero (soprattutto da un punto di vista stilistico, di atmosfera, e in relazione alla psiche martoriata e frammentata del personaggio interpretato da Jennifer Lawrence). Ma sotto tutti gli altri punti di vista, “Madre!” mi è sembrato, a onor del vero, un film profondamente diverso dal suo predecessore (o da qualsiasi altra cosa al mondo).

4. Parliamo un momento del cast. Jennifer Lawrence e Javier Bardem hanno ricevuto due ignominiose candidature ai Razzie Awards a causa di questo film, un flop commerciale di proporzioni a dir poco bibliche (perdonatemi il pessimo giochino di parole). Ora, per quanto riguarda l'interpretazione di Bardem, probabilmente è meglio che non mi esprima... Non fosse altro che perché credo di aver sbirciato nella sua direzione a malapena un paio di volte, presa com'ero a fissare Jen con la mascella allentata e gli occhi praticamente fuori dalle orbite. Eh, sì: parte della mia fascinazione morbosa ha sicuramente qualcosa a che fare con la mia delirante infatuazione nei confronti dell’attrice di “Hunger Games”… Ma credo che neppure il più ostinato e implacabile dei suoi detrattori possa negare il fatto che questa ragazza abbia del Carisma, gente! Voglio dire, la scena in cui Bardem cerca per la prima volta di prenderle il bambino e consegnarlo alla folla festante? Uno sguardo espressivo come quello vale più di mille battute, per come la vedo io.
Per quanto riguarda Ed Harris e Michelle Pfeiffer, invece, posso soltanto ribadire che sono riusciti ad affinare magnificamente la nobile arte di sembrare dei colossali bastardi sul piccolo/grande schermo.

5. Penso che, in estrema sintesi, l'esagerata ambizione di Aronofsky abbia finito col ritorcersi contro di lui. Personalmente non mi pento di aver visto il film, ma non mi sento neppure abbastanza arguta (o avventata) da spingermi al punto di affermare di avere inteso il suo significato per intero, o di essere stata in grado di apprezzare senza riserve i complicatissimi, numerosi virtuosismi tecnici del direttore artistico.


Giudizio personale:
?!?
(Bella domanda... ma è stato interessante, e se non altro adesso amo Jennifer Lawrence ancora più di prima!)



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...