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giovedì 16 gennaio 2020

"Starsight": il sequel di "Skyward" in italiano a partire da febbraio 2020...

Sembra che sia ufficiale: "Starsight", l'attesissimo sequel del libro di fantascienza per ragazzi "Skyward", dovrebbe debuttare nelle nostre librerie a febbraio 2020 per la casa editrice Armenia.
Le avventure di Spensa nello spazio, a quanto pare, sono tutt'altro che terminate...
Se avete già letto il primo volume della serie, date pure un'occhiata alla trama! ;D


libri fantascienza 2020 - Brandon Sanderson - Armenia

Potete acquistarlo QUI

"Spensa è diventata quell’eroina che sognava di essere, ma le verità che ha appreso su suo padre sono devastanti. Le voci sulla sua codardia sono vere: abbandonò il suo volo durante la battaglia contro i Krell e, peggio ancora, si rivoltò contro la sua squadra e li attaccò. Spensa è sicura che qualsiasi cosa sia successa al padre nella sua astronave potrebbe accadere anche a lei. Quando è uscita dal guscio protettivo del suo pianeta, ha udito le stelle – ed è stato terrificante. Tutto ciò che le hanno insegnato sul suo mondo è una bugia. Ma Spensa ha anche scoperto alcune cose su se stessa e viaggerà fino ai confini della galassia, se necessario, per salvare l’umanità…"


Mi ero ripromessa di leggere "Skyward" prima dell'uscita di "Starsight"; purtroppo, la vita si è messa in mezzo, come di solito tende a fare, e io mi sono ritrovata molto indietro rispetto alla tabella di marcia che speravo di seguire!

Vi ricordo che la serie, una quadrilogia programmata, rappresenta il ritorno di Sanderson al genere YA dopo la trilogia "Reckoners" e il romanzo "Il Ritmatista" (pubblicati in Italia dalla Fanucci).
Il terzo libro della saga dovrebbe essere pronto intorno alla primavera del 2021.

In ogni caso, l'autore di "Mistborn" è sempre stato un entusiasta fan dell'organizzazione e dell'autodisciplina (se non mi credete, provate a leggere la sua rigorosa teorizzazione del sistema magico perfetto...): ogni dicembre, Sanderson si prende infatti la briga di pubblicare un sostanzioso aggiornamento sullo stato del suo lavoro, nonché su tutti i suoi progetti futuri.

Se siete curiosi di scoprire cosa bolle in pentola per i prossimi mesi, vi invito quindi a dare una bella occhiata QUI! ;D






venerdì 28 dicembre 2018

"Skyward", di Brandon Sanderson, arriverà in Italia a marzo 2019...

E se “Skyward”, il nuovissimo romanzo YA/sci-fi di Brandon Sanderson, stesse per arrivare in Italia?
La risposta al quesito sembrerebbe essere affermativa, dal momento che la casa editrice Armenia ha acquistato ufficialmente i diritti del libro, inserendo fra l'altro la scheda di “Skyward” sulla pagina del suo sito dedicata alle uscite di prossima pubblicazione.



"Spensa ha un sogno, diventare pilota di caccia stellari… proprio come suo padre. Ma è proprio l’ombra del padre, tacciato di tradimento e sparito nel nulla dopo un’ultima battaglia con i Krell alieni, che le impedisce di realizzare il suo sogno e rivelare a tutti il suo dono. Le cose, però, stanno per cambiare. Sul pianeta Detritus, tutti i ragazzi della sua età si addestrano alla guerra contro quegli alieni sanguinari che hanno distrutto le loro case e li tengono ostaggi sul loro stesso pianeta. Ma un giorno, lassù in cielo, le cose prenderanno un nuovo corso. Spensa capirà che la realtà non è quella che tutti credono e anche suo padre, in realtà…"


L’edizione italiana di “Skyward” è già disponibile per la prenotazione su Amazon:



"Skyward" segnerà il ritorno di Sanderson al genere YA - oltre a rappresentare la sua prima incursione nel mondo della fantascienza pura - dopo la trilogia di "Steelheart", pubblicata per intero in Italia dalla casa editrice Fanucci.

Il romanzo andrà a inaugurare una nuova saga, composta in totale da quattro libri.
Il secondo romanzo della serie dovrebbe debuttare negli USA entro la fine del 2019; difficilmente si verificheranno ritardi di sorta, dal momento che l’infaticabile Brandon ha già assicurato ai suoi lettori di averne terminato la stesura definitiva.




venerdì 11 maggio 2018

"Skyward": copertina, data d'uscita e sinossi del nuovo libro di Brandon Sanderson

E' ufficiale: "Skyward", il nuovo libro sci-fi per giovani lettori di Brandon Sanderson, debutterà nelle librerie americane il prossimo 6 novembre!
La notizia ci arriva direttamente dal sito io9, assieme alla sinossi e alla suggestiva immagine di copertina:



"Il mondo di Spensa è stato sotto attacco per centinaia di anni. Una razza aliena, i Krell, non fanno altro che guidare un assalto dopo l'altro dal cielo, in una campagna senza fine volta a distruggere l'umanità. 
L'unica speranza, per il genere umano, è quella di impossessarsi delle loro navi e usarle per combattere contro i Krell. I piloti sono gli eroi di tutto ciò che resta dell'umanità.
Diventare un pilota è sempre stato il sogno di Spensa. Sin da quando era una ragazzina, ha sempre fantasticato di poter sfrecciare sopra la terra e di provare il suo coraggio. Ma il suo fato è strettamente legato a quello di suo padre - un pilota che è stato ucciso anni prima, dopo aver abbandonato improvvisamente la sua squadra, azzerando quasi le possibilità di Spensa di poter frequentare la Scuola di Volo.
Nessuna permetterà a Spensa di dimenticare quello che ha fatto suo padre, eppure la giovane è determinata a volare. E i Krell hanno appena trasformato questa speranza in una possibilità: raddoppiando la loro flotta, costoro hanno infatti reso il mondo di Spensa due volte più letale... eppure potrebbe essere proprio questa minaccia a portarla verso il cielo."


"Skyward" segnerà il ritorno di Sanderson al genere YA - oltre a rappresentare la sua "prima volta" in assoluto in campo fantascientifico - dopo la trilogia di "Steelheart", pubblicata per intero in Italia dalla casa editrice Fanucci. Anche se nulla è stato ancora confermato in via definitiva, si presume che il romanzo andrà a inaugurare una nuova saga.

Per quanto riguarda le possibilità che questa nuova fatica dell'autore fantasy più popolare e quotato del momento possa arrivare un giorno in traduzione anche da noi... bé, a questo punto vorrei darvi un consiglio spassionato, ragazzi: se amate la narrativa fantastica, ivi compresi i numerosisimi libri di Brandon Sanderson, imparate a leggere in lingua originale il più in fretta possibile! XD

Da quel poco che ho capito girellando in rete e spulciando la pagina fb ufficiale della Fanucci, i rapporti fra l'autore di "Mistborn" e il suo storico editore italiano sono stati piuttosto tesi, in quest'ultimo periodo. Ovviamente, la speranza di tutti è che questo eventuale "conflitto" possa risolversi in breve tempo, e che i libri di Sanderson possano tornare a circolare nelle nostre librerie come nel resto del mondo... Staremo a vedere che cosa accadrà.

Nel frattempo, teniamo le dita incrociate, e prepariamoci a sfrecciare fra le stelle in compagnia di Spensa!




EDIT:
  l'edizione italiana di "Skyward" sarà disponibile a partire dal 27 marzo 2019. Cliccate pure QUI per scoprire i dettagli! 



martedì 3 aprile 2018

Recensione: "La Via dei Re - Le Cronache della Folgoluce", di Brandon Sanderson





Uno dei motivi per cui ho sempre amato così tanto il fantasy è che, a differenza di tantissimi altri, questo particolare genere letterario si è dimostrato capace di re-inventarsi, evolvere e perfezionarsi tantissimo nel corso degli ultimi venti/dieci anni.
I Padri Fondatori (e le Madri Fondatrici) del fantasy hanno senz’altro contribuito a gettare le basi e a influenzare gli elementi della prosa di quella che, al giorno d’oggi, potrebbe tranquillamente venire descritta come la generazione più promettente e potenzialmente rivoluzionaria di autori di genere di cui si abbia mai avuto notizia. 

Senza Tolkien (o Pol Anderson, o Ursula Le Guin, per citarne solo tre fra i più incisivi…), la letteratura fantastica non avrebbe mai potuto superare certi scogli, disintegrare tabù, sfidare convenzioni e conquistare centinaia e centinaia di cuori in tutto il mondo; su questo, in particolare, credo che possiamo tranquillamente definirci tutti d’accordo.
Ma il punto è che, grandi nomi a parte, il “picco massimo” a cui i lettori potessero aspirare, negli anni ’80 o ’90 del secolo scorso, non arrivava neanche a sfiorare le vette di profondità e attualità che alcuni odierni nomi “eccellenti” sono in grado di garantirci oggi con le loro opere e le loro saghe innovative.




Eh, sì: non si può negare il fatto che la qualità media dei romanzi fantasy (soprattutto non YA) sia riuscita a lievitare in maniera impressionante in questa recente spanna di tempo… Anni fa il pubblico avrebbe potuto citare (soprattutto in Italia) praticamente quasi solo Salvatore Terry Brooks e la premiata ditta Weiss and Hickman fra gli indomiti difensori e detentori dello stendardo del genere, mentre oggi possiamo contare sulla potenza simbolica e sulla straordinaria sensibilità creativa di menti brillanti, fluide e dinamiche come quelle di N. K. Jemisin, Catherynne Valente, Caitlin Kiernan,  Robin Hobb, Mark Lawrence, Nail Gaiman, Naomi Novik, Seanan McGuire, Jacqueline Carey… e questi sono soltanto alcuni dei nomi più significativi e interessanti del panorama fantastico attuale.

Stiamo parlando di gente che è riuscita felicemente a liberarsi dalle catene del cliché e dal fitto e insidioso sottobosco rappresentato dalle (tante) convenzioni imposte dal genere, per elaborare in chiave personale tutto ciò che di buono e giusto il fantasy è sempre stato in grado di offrire ai suoi lettori, e imparare a creare qualcosa di completamente innovativo; storie magnifiche, intense, appassionate e NUOVE, capaci di trascinare il lettore moderno all’interno delle sue pieghe e di relazionarsi con lui/lei in maniera molto più intima e convincente.

Da questo punto di vista, leggere “La Via dei Re”, primo capitolo delle decantatissime “Cronache della Folgoluce” di Brandon Sanderson, per me ha rappresentato una sorta di passo indietro, oltre che una cocente, amarissima delusione personale.
Forse, se il libro fosse stato pubblicato nel 1990, anziché nel 2012, il resto della mia recensione avrebbe potuto seguire tutta un'altra linea di pensiero... ma poiché così non è, immagino che mi toccherà interpretare la parte della solita Pecora Nera e stendere qui le mie considerazioni personali, nero su bianco e senza attenuanti di sorta. 

Vi prego di non fraintendermi: non è che non sia perfettamente consapevole delle straordinarie potenzialità del Sanderson narratore… E’ solo che non riesco a credere di essermi dovuta sorbire un tal cumulo di luoghi comuni, passaggi macchinosi e personaggi costruiti a tavolino per incarnare ogni singolo stereotipo del fantasy “epico” che sia mai stato concepito da mente umana dagli albori dell’umanità a oggi!

Probabilmente la trama, da sola, avrebbe dovuto costituire un sufficiente campanello d’allarme:

"Rimpiango i giorni precedenti all'Ultima Desolazione. L'epoca prima che gli Araldi ci abbandonassero e i Cavalieri Radiosi si rivoltassero contro di noi. Un tempo in cui c'era ancora la magia nel mondo e l'onore nel cuore degli uomini. Il mondo divenne nostro e noi lo perdemmo. Pare che nulla costituisca una sfida per le anime degli uomini quanto la vittoria stessa. Forse quella vittoria è stata un'illusione fin dall'inizio? I nostri nemici si resero conto che quanto più duramente si battevano, tanto più resistevamo? Ci sono quattro persone che noi osserviamo. Il primo è un chirurgo, costretto a mettere da parte la guarigione per diventare un soldato nella guerra più brutale del nostro tempo. Il secondo è un assassino, un omicida che piange mentre uccide. La terza è una bugiarda, una giovane donna che indossa il mantello di una studiosa sopra il cuore di una ladra. L'ultimo è un alto principe, un condottiero i cui occhi si sono aperti sul passato mentre la sua sete di battaglia va scemando. Il mondo può cambiare. L'uso dei Flussi e degli Strati può tornare; la magia dei giorni antichi può essere di nuovo nostra. Queste quattro persone ne sono la chiave. Una di loro può redimerci. Un'altra ci distruggerà."




Certo, “La Via dei Re” si svolge indubbiamente all’interno di una cornice sontuosa, sullo sfondo di un’ambientazione magniloquente e ricchissima di dettagli. Ma questo è, a conti fatti, più o meno tutto ciò che sono in grado di riportare a favore dell’esordio di questa monumentale (e apparentemente classicissima) saga fantastica.

Avete presente quando i vostri amici iniziano a punzecchiare e a prendere bonariamente in giro la vostra abitudine di leggere libri che, a loro avviso, sarebbero molto più indicati per un pubblico di preadolescenti nerd in piena fase di sviluppo? Ecco: dal mio punto di vista personale, “La Via dei Re” espone il fianco a questo genere di critica in maniera esemplare, incarnando per antonomasia il concetto stesso di “libro fantasy acerbo che non offre alcuna stimolo intellettuale e non conosce minimamente il significato delle parole ‘maturità’, ‘complessità’ o ‘ironia’. La seriosità melodrammatica di Sanderson, unita a una scarsissima volontà di approfondire la componente psicologica o di incalzare il ritmo della narrazione a un passo quanto meno umanamente sostenibile, non fanno altro che acuire questa sgradevole e irritante sensazione di “vecchiume”.

In realtà, la trama de “La Via dei Re” può a stento essere definita come tale: i personaggi si limitano a trascinarsi di qua’ e di là nell’espletamento delle loro ordinarie funzioni quotidiane; gli antagonisti non riescono a emergere in nessun momento specifico della narrazione; il finale risulta di una banalità talmente sconcertante e apatica da lasciare a corto di parole.
Le prime 300/400 pagine del romanzo sono un’incomprensibile agonia di nomi impronunciabili, posti dalle nomenclature altisonanti e date di cui non potrebbe fregarci meno manco se si trattasse della lista della spesa privata di Gargamella. Le successive 800 sono semplicemente noiose, ridondanti e ripetitive; come se Sanderson fosse pronto a sottovalutare in ogni momento l’intelligenza del lettore, ostinandosi a riempire il libro, paragrafo dopo paragrafo, di ogni sorta di irritante “spiegone” e dettaglioso riferimento ai “profondi” conflitti emotivi relativi a uno degli innumerevoli, nobili e impagabili salvatori (maschi, bianchi, eterosessuali) che affollano il suo romanzo.




Tutto questo, badate bene, per non andare a parare da nessuna parte… Insomma, da un punto di vista personale, amici miei, non credo che mi sentirei mai di tessere le lodi di un autore che ha intenzione di usare 10 volumi da millemila pagine per raccontare una storia che avrebbe potuto benissimo svolgersi nell’arco di una normalissima trilogia. Del resto, ossessionarmi a furia di pedanteria e nerdosissima cavillosità meccanica non si è mai rivelata la strada giusta per conquistarsi le mie simpatie.


In estrema sintesi: A mio avviso, "La Via dei Re" può essere descritto come un ampolloso e ambizioso giocattolone dedicato agli appassionati di fantasy particolarmente “tradizionalisti” e nostalgici. Consigliato ai fan di saghe monumentali e lasche come “La Ruota del Tempo”, e a tutti i videogiocatori particolarmente affezionati al concetto di “open world”. Ma chiunque sia anche solo parzialmente interessato ad altri fattori cardini della narrazione (personaggi, ritmo, trama, significato…) farebbe forse bene a starne il più possibile alla larga.





domenica 28 gennaio 2018

Recensione: "Steelheart", di Brandon Sanderson



Titolo originale: Steelheart
Autore: Brandon Sanderson
Serie: Reckoners, Vol. 1
Disponibile: anche in italiano, edito dalla Fanucci

Puoi acquistarlo QUI


Girl Power:


La Trama:

“David è solo un bambino quando l'oscurità perpetua cala sulla Terra e in cielo compare Calamity, una misteriosa stella che dona a uomini e donne, prima di allora intrappolati nelle loro ordinarie esistenze, poteri fuori dal comune. Questi esseri straordinari vengono ribattezzati con il nome di Epici e ben presto il loro dono li rende avidi di supremazia sugli altri uomini. Due anni più tardi, a Newcago, la città che una volta era stata Chicago, David assiste all'assassinio di suo padre da parte di uno degli Epici più potenti, Steelheart. Ora cerca vendetta, e sa che l'unico modo per ottenerla è entrare a far parte degli Eliminatori, un'organizzazione che agisce nell'ombra, studiando le debolezze degli Epici e combattendoli strenuamente. E nonostante tutti pensino che Steelheart, Cuore d'Acciaio, sia invincibile, David sa che non è così, perché lo ha visto sanguinare con i propri occhi.”



Steelheart” è il primo romanzo di Brandon Sanderson direttamente riconducibile alla categoria di “young adult”. Era da un bel po’ che mi proponevo di recuperarlo. Vuoi per un motivo, vuoi per un altro, mi sono sempre ritrovata a rimandare l’esperienza a tempo indeterminato. Fino a quando, intorno alla metà di dicembre, mi sono imbattuta in una piacevole notizia relativa a una delle prossime, imminenti uscite targate Sanderson: a quanto pare, infatti, il nuovo progetto dell’autore americano si chiamerà “Skyward” e sarà un altro YA, ambientato nello spazio e con protagonista una ragazza a bordo di una sbalorditiva aereonave senziente (è troppo presto per fare paragoni, lo so, ma chissà se soltanto a me questa sinossi ha fatto tornare in mente la trama de “I Mercanti di Borgomago” di Robin Hobb..?!).

Tanto per cambiare, e manco a dirlo, ho inserito immediatamente “Skyward” in wish-list… Poi mi sono detta: dal momento che per leggerlo mi toccherà aspettare almeno fino a novembre, perché non buttarmi subito sul primo capitolo della serie “Reckoners”, e cominciare a farmi un’idea dei toni e del registro stilistico che Sanderson potrebbe scegliere di adoperare per rivolgersi a un pubblico di ragazzi?

E così eccoci qua, a parlare di “Steelheart” e dei suoi pericolosissimi, implacabili villains armati di superpoteri. Diciamo che la trama generale del romanzo è riuscita a catturarmi fin dal primo momento, anche se, a lungo andare, mi è parso di riscontrare una bizzarra somiglianza fra l’intreccio di questo libro e le vicende narrate all’interno de “L’Ultimo Impero”. Voglio dire, un gruppo di disperati ribelli mette insieme una banda squinternata per cercare di sconfiggere un essere ritenuto onnipotente, invincibile, indescrivibile, semi-immortale? Scoprire il punto debole del formidabile tiranno Steelheart potrebbe rappresentare l’unico mezzo per vincere una battaglia destinata a cambiare le sorti del mondo… Vale a dire, in fondo, esattamente la stessa e identica mossa che si proponevano di compiere Kelsier, Vin e gli altri per sconfiggere il terribile e apparentemente divino Lord Reggente.

Affinità singolari a parte, confesso di aver trovato “Steelheart” un romanzo divertente ed estremamente piacevole da leggere, anche se costellato di imperfezioni e difetti talmente vistosi da spingermi a dubitare, per un momento, dell’esatta natura delle intenzioni di Sanderson e delle sue reali capacità empatiche.
Il ritmo scorrevole e incalzante del libro, in ogni caso, preclude la possibilità di annoiarsi, mentre le scene d’azione risultano, a mio avviso, squisitamente brillanti, vivide e altamente spettacolari. Per quanto mi riguarda, l’impatto “visivo” di determinate sequenze è stato in grado di sortire sulla mia mente un effetto poco meno che ipnotico; a tratti, avevo quasi l’impressione di brandire fra le mani un albo illustrato, una graphic novel, un manga shonen dalle vignette adrenaliniche e febbrili.

Tempo fa, abbiamo già avuto occasione di parlare delle complesse regole elaborate da Brandon Sanderson per cercare di definire il sistema magico perfetto. In “Steelheart”, le cosiddette “leggi della magia” risultano ampiamente codificate e semplificate. Non per questo, però, il malvagio e avido mondo degli Epici rischia di assumere, a parer mio, dei connotati meno intriganti, originali o affascinanti.

I personaggi rappresentano, viceversa, uno dei tasti più dolenti e inspiegabili di questo romanzo. La pessima caratterizzazione del protagonista David, ad esempio, con le sue perenni arie da saputello e la battutina sempre pronta, mi ha deluso profondamente. Tempo di arrivare alla fine del libro, e mi sarebbe piaciuto prenderlo a calci sui denti… non fosse altro che perché non ne potevo più di sentir definire “geniali” i suoi piani demenziali e “irresistibili” le sue arroganti trovate da Gran Salvatore dell’ultima ora. La maggior parte degli altri membri della banda mi ha fatto un’impressione altrettanto negativa. E, a questo punto, ci tengo anche molto a precisare una cosa: dopo aver letto “Mistborn”, dei personaggi femminili così insulsi (Tia), stereotipati (Faultline), o apertamente sgorgati fuori da una fantasia adolescenziale maschile (Megan), erano praticamente l’ultima cosa che mi aspettavo di trovare fra le pagine di “Steelheart”.

Da questo punto di vista, purtroppo, il libro di Sanderson sembra ricalcare alla perfezione il modello del tipico film d’azione alla Steven Seagal: un sacco di esplosioni, interminabili inseguimenti, e un numero pressoché imprecisato di scazzottate da osteria… ma pochissimo spazio concesso all’approfondimento psicologico dei personaggi o al consolidamento delle loro relazioni, zero volontà di esplorare l’ambientazione, e nessunissimo desiderio di elaborare l’intreccio secondo uno schema un tantino più complesso e imprevedibile.


Giudizio personale: 
7.5/10






mercoledì 9 novembre 2016

Come creare il sistema magico perfetto: Brandon Sanderson e le 3 regole della magia

Sappiamo tutti che la magia è uno degli ingredienti fondamentali (anche se non strettamente indispensabili) alla base della ricetta per ogni buon libro fantasy.

Fra gli autori contemporanei, il talentuoso Brandon Sanderson si è sempre distinto a causa degli elaboratissimi e intriganti sistemi magici che sostengono la maggior parte delle sue trame. L’allomanzia in Mistborn , la disciplina ritmatica o il potere degli Epici in Steelheart … Sono solo alcuni esempi delle straordinarie potenzialità offerte dallo sviluppo di un sistema magico razionale, variegato, ponderato e complesso.

Non sempre limitarsi a spingere il nostro protagonista ad agitare una bacchetta magica, o mugugnare un arcano incantesimo in una lingua morta, può rivelarsi la soluzione narrativa ideale per ogni problema. Qualche volta, per risultare credibili e coinvolgenti, occorre sforzarsi un po’ di più, riuscire a elaborare le proprie teorie in maniera logica e consequenziale.
Se siete anche voi curiosi di scoprire il segreto di Brandon Sanderson per la creazione di un sistema magico ricco e coinvolgente, insomma, preparatevi a scoprire la sua cosiddetta First Law of Magic
 


 
Che cos’è un sistema magico?
 
In estrema sintesi, si tratta di un insieme di leggi specifiche volte a “spiegare l’inesplicabile”. In un romanzo fantasy che si rispetti (salvo eccezioni, anche frequenti e vistose…), l’esperienza insegna che spesso non basta creare personaggi onnipotenti in grado di fare qualsiasi cosa, in qualsiasi momento, senza neppure prendersi la briga di ideare un credibile background di riferimento per quel dato incantesimo o potere.
Come la scienza, anche la magia dev’essere sottoposta a regole – per quanto immaginarie – dettagliate e coerenti fra di loro.

Sanderson, dal canto suo, ipotizza l’esistenza di due diversi tipi di sistema magico.
Da una parte avremo quello relativo a ciò che egli definisce “soft magic”.

Per citare la sua esatta descrizione: “libri in cui la magia è inclusa in modo tale da aiutare a stabilire un sense of wonder, e dare all’ambientazione un sapore fantastico. Libri che si focalizzano su quest’uso della magia per indicare che gli esseri umani non sono altro che piccole, piccolissime parti degli eterni e mistici ingranaggi dell’universo. Questo offre al lettore un senso di tensione, perché non possono mai essere certi a quali pericoli – o a quali meraviglie – i personaggi andranno incontro. In realtà, i personaggi stessi non sanno mai cosa potrebbe accadere e cosa no”.
 
Esempi classici di riferimento di un sistema magico soft: Il Signore degli Anelli o Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco

In difesa del soft fantasy, Sanderson aggiunge che esso vanta “una lunga, consolidata tradizione alle spalle. Direi che Tolkien stesso si trova da questa parte del continuum. Nei suoi libri, riesci raramente a comprendere le capacità dei Maghi e della loro stirpe. Invece, ti ritrovi a passare il tempo identificandoti con gli hobbit, che sentono di essere stati scagliati in qualcosa di molto più grande, e pericoloso, di loro.
Evitando di esplicitare le leggi e le regole della magia, Tolkien ci fa capire che questo mondo è vasto, e che ci sono inimmaginabili poteri che sorgono e si muovono al di là della nostra vista.”
 
Eppure presentare un sistema magico di questo genere presenta notevoli difficoltà.

Comunque, c’è qualcosa che dovete capire a proposito di chi scrive da questa parte del continuum. Gli scrittori veramente bravi di soft magic usano la magia molto, molto raramente per risolvere i problemi, nei loro libri. Perciò, se volete scrivere di sistemi magici soft, vi consiglio di non lasciare che la magia risolva i problemi dei vostri personaggi. Anzi, qualora i personaggi provassero a usare la magia, sarebbe opportuno che essa non sortisse l’effetto previsto – in modo che neppure il lettore sappia mai cosa aspettarsi. Usate la magia per aiutare la visualizzazione e l’atmosfera, ma non per la trama (a meno che non sia per guastare la festa al personaggio. Quello va sempre bene.)”
 
Dall’altra, troveremo il sistema magico tipico dell’”hard magic”:
“… il lato in cui gli autori descrivono esplicitamente le regole della magia. Ciò viene fatto affinché il lettore possa gustarsi il divertimento di sentirsi parte della magia, e in modo tale che l’autore possa mostrare svolte intelligenti e colpi di scena nel modo in cui funziona la magia. La magia stessa rappresenta un personaggio, e ostentando le sue leggi e regole, l’autore è in grado di fornire svolte, worldbuilding e caratterizzazioni.”

Le Regole della Magia secondo Sanderson
 
La Prima Regola della Magia di Sanderson vuole, per l’appunto, porsi come una sorta di “guida pratica” alla creazione di un sistema magico che ben si adatti al concetto di hard magic.

Ed ecco quanto stabilisce:
L’abilità di un autore di risolvere un conflitto attraverso la magia è DIRETTAMENTE PROPORZIONALE a quanto bene il lettore è messo nelle condizioni di comprendere la suddetta magia.”

Una vivace esortazione a non lasciarsi prendere la mano, quindi, e a giustificare – in modo pertinente e creativo – qualsiasi scelta narrativa relativa alla magia SENZA ricorrere al classico e abusato espediente del DEUS EX MACHINA.

Alla Prima Regola, seguono inoltre due importantissimi corollari:

Seconda Regola della Magia:
I limiti di un sistema magico, sono più interessanti delle sue possibilità. Ciò che la magia non può fare, è di per sé più interessante di ciò che può essere fatto.”
 
Terza Regola della Magia:
“Prima di aggiungere qualcosa di nuovo, espandi ciò che già sai.”
 
Per la serie: non limitarti a ipotizzare che, attraverso l’uso della magia, sia possibile operare qualsiasi miracolo. E’ un po’ come come per i personaggi: se la Kryptonite non fosse il punto debole di Superman, l’eroe sarebbe semplicemente invulnerabile. Nessuno potrebbe toccarlo. Quindi, la descrizione di ogni suo eventuale combattimento risulterebbe estremamente noiosa… dal momento che non potrebbe mai perdere!
La terza regola riguarda il buon senso: anziché creare diecimila dettami scollegati fra loro, potrebbe essere opportuno riflettere bene sulle conseguenze logiche dei poteri che si è già provveduto a stabilire. E’ possibile – anzi, no, addirittura probabile - che le espansioni ottenute in questo modo possano portare alla creazione di sviluppi magici decisamente interessanti!

Se siete interessati ad approfondire l’argomento, vi rimando direttamente alla lettura del saggio scritto da Sanderson, da cui ho tratto la maggior parte delle mie informazioni: lo potete trovare qui!


E voi, amici, avevate mai sentito parlare della Prima Regola della Magia di Sanderson? 
Siete d’accordo con le sue osservazioni?
 Fra i due tipi di sistema magico da lui teorizzati, ce n’è uno che preferite in modo particolare? :)


giovedì 9 luglio 2015

Recensione: "Mistborn - Il campione delle ere"


"Le cose non possono rimanere le stesse... 
E questo è un bene, poiché quando nulla cambia nella tua vita, è come se fossi morto."



Titolo originale: The Hero of Ages
Autore: Brandon Sanderson
Serie: Mistborn, Vol. 3
Disponibile: anche in italiano, edito dalla Fanucci!
Trama: "L'Ultimo Impero del lord Reggente è finalmente crollato, e dai suoi resti è nato il Nuovo Impero di Elend Venture... ma sotto i peggiori auspici. La terra è scossa da terremoti sempre più frequenti, la cenere cade incessante dal cielo e le nebbie oscurano l'orizzonte anche durante il giorno, decimando raccolti e persone. Il mondo sembra essere condannato e la responsabilità maggiore ricade sulle spalle di Vin: la giovane Mistbom, ingannata dall'essere imprigionato nel Pozzo dell'Ascensione, ha compiuto la mossa azzardata di liberarlo, e ora Rovina imperversa nel mondo, deciso a distruggerlo con i suoi Inquisitori e i suoi eserciti di koloss. L'unico modo per arrestare la catastrofe sembra celarsi nei messaggi lasciati dal lord Reggente in alcuni depositi segreti sparsi per l'Impero. È una corsa contro il tempo: Vin e i suoi amici riusciranno a mettere insieme i pezzi di un enigma millenario e a sventare così la fine del mondo ormai imminente? In questo episodio conclusivo della trilogia dei Mistbom la Natura dimostra tutta la sua potenza e la volontà di rivalsa sugli uomini: Elend Venture e Vin devono affrontare la lotta decisiva per salvare se stessi e il mondo in cui vivono."
Le mie opinioni:
La combinazione di emozioni che si rischia di provare al termine di una serie spettacolare e monumentale come "Mistborn", è davvero particolare.
Da un lato c'è l'entusiasmo, la soddisfazione nata dall'impressione di aver portato a termine una grande "impresa", e di conoscere finalmente il grandioso finale dell'epopea che ci ha accompagnato per diversi anni della nostra vita.
Dall'altro lato, invece... non può mancare una punta di malinconia, forse addirittura di tristezza, per aver dovuto infine dire addio ai personaggi e salutare definitivamente un'ambientazione così cara e così familiare.

Il voto leggermente "ridimensionato" che troverete in fondo a questa recensione, ad ogni modo, non ha nulla a che vedere con la mia vena di inconsolabile nostalgia.
"Il campione delle ere" è un romanzo fantasy ambizioso, degno atto finale di una serie che, con "L'Ultimo Impero" e "Il pozzo dell'Ascensione", aveva già raggiunto dei picchi qualitativi altissimi. Semplicemente, insieme agli innumerevoli pregi, in quest'opera di Brandon Sanderson sono tornati a galla anche tanto difetti, a parer mio, e non mi sembrava corretto tralasciarli.

Tanto per cominciare, a questo proposito, dobbiamo spendere due parole sulla lunghezza.
Chi mi conosce e mi segue, sa che non ho nulla contro i romanzi particolarmente corposi (anzi), ma in questo caso non posso neppure tralasciare il fatto che l'autore abbia concentrato essenzialmente il 75% degli eventi nelle ultime 300 pagine del libro, riempiendo le restanti 500 di dissertazioni, scene di ballo, disquisizioni politiche, riflessioni teologiche astruse, e generica aria fritta ripetuta fino allo sfinimento.
Se qualcuno mi avesse allungato dieci centesimi  ogni volta che uno dei personaggi si accigliava, guardava il cielo e ripeteva: "Ecco. La fine del mondo è giunta! Moriremo tutti"!, a quest'ora credo proprio che sarei stata in grado di pagarmi un soggiorno di tre giorni in in qualche assolato luogo di villeggiatura estiva.
L'arco narrativo dedicato a Spook e alle sue peripezie da miracolato nella città di Urteau, inoltre, è di una noia estenuante; il suo personaggio è quello che in questo libro (o anche in tutti gli altri onestamente...) mi ha deluso di più, insieme a un Elend che, per essere entrato in possesso di fenomenali poteri cosmici,ogni volta finisce per doversi attaccare alle sottane della moglie invocando aiuto in maniera imbarazzante.
Negli altri due libri della serie, Elend lasciava intravedere, secondo me, oltre ai suoi umanissimi difetti, una sconfinata integrità morale e una forza d'animo incrollabile; ne "Il campione delle ere", purtroppo, questi due aspetti della sua personalità vengono esasperati fino al punto di non ritorno, portando a un involontario e inaspettato rovesciamento di tutti quegli aspetti della sua personalità di monarca "studioso" e coscienzioso che me lo avevano reso tanto caro in precendeza.
Anche i ruoli marginali toccati a  Breeze e ad Alrianne, del resto, mi hanno lasciato con un po' di amaro in bocca, considerando che è stato concesso pochissimo spazio all'ironico Sedatore ex-membro della banda del Sopravvissuto, e ancora meno alla sua fidanzata, che pure ne "Il pozzo dell'ascensione" aveva lasciato trapelare delle potenzialità interessanti.

Diciamo le cose come stanno, a questo punto: i due personaggi "cardine" della narrazione, coloro che riescono a imprimersi nel cuore e a rendere veramente interessante e originale la piega degli eventi, sono come sempre le due opposte personalità della saga, Vin e Sazed.
Ne "Il campione delle ere", la giovane Mistborn e il  Custode terrisiano offrono il meglio di se', acquisendo uno spessore e una carisma che soltanto Kelsier, nel primo volume della saga, era stato in grado di eguagliare.
Ho tifato per loro, mi sono commossa, divertita, stupita ed emozionata.
 Vin e Sazed (guerriera indomabile, straordinaria, eppure così piena di zone oscure, di fragilità e incertezze la prima; mite anti-eroe dall'indole paterna, riflessiva e arguta il secondo...) sono due delle ragioni per cui dovreste assolutamente leggere questa trilogia nel caso in cui l'aveste persa, se volete sapere il mio parere.
Ma non sono le uniche ragioni, fidatevi.
Niente affatto.
La verità è che la profondità della scrittura di Sanderson, in alcune pagine e sequenze di questo romanzo, è talmente vasta e degna di ammirazione da lasciare allibiti. 
Razze, cosmogonia, paesaggi, sistema magico, storia, filosofia: ogni aspetto di questo romanzo è curato in maniera certosina, elaborato da una mente brillante e piena di passione, al cospetto della quale l'umile lettrice, quale sono io, non può fare altro che sgranare gli occhi e concedere il sacrosanto tributo.

Non concordo (non del tutto) con il modo di vedere le cose che Sanderson sembra presentarci in questo libro.
Io non credo, non riesco a credere - come sembra fare lui - che la natura dell'uomo sia fondamentalmente buona, e che esista una qualche entità distruttiva, quasi completamente esterna alla nostra natura, in grado di plagiarci e costringerci a compiere il male contro la nostra volontà.
Non condivido la sua fiducia, così spontanea e così incrollabile, nei confronti del genere umano.
Ma vi confesso che lo vorrei tanto, tantissimo.... e che, pur non essendo d'accordo con lui al cento per cento su alcuni punti, apprezzo il suo coraggio e ammiro la sua fede, e mi rifiuto categoricamente di fraintendere questo suo spirito ed etichettarlo come il frutto di un ingenuo buonismo.

Per quanto riguarda il finale vero e proprio, bé... posso solo dire che non me lo aspettavo.
Le ultime 300 pagine de "Il campione delle ere", quasi un romanzo a sé, come dicevo, sono un qualcosa di così spettacolare e catartico da togliere il fiato.
Mi hanno riempito di meraviglia, e stretto il cuore in un modo che non avrei mai immaginato. 

Vin mi mancherà più di tutti, ragazzi; ma anche Sazed, TenSoon, Marsh, Kelsier...  tutti loro si sono ritagliati un posto speciale all'interno del mio cuore, e lo hanno fatto meticolosamente, lentamente ma con perizia, quasi senza che fossi in grado di accorgermene. 
Li porterò con me per un bel pezzo, come sempre accade in questi casi... 
Concedete loro una possibilità anche voi, non appena ve ne capiterà l'occasione, mi raccomando: scommetto che vi conquisteranno, e lo faranno in quel loro modo così gentile, grazioso, delicato, che ormai ho imparato a identificare come il principale marchio di fabbrica di un autore così talentuoso, creativo ed eccezionale come Brandon Sanderson! 

Giudizio personale: 7.8/10

"Emozione, Rovina. 
Questa è la tua sconfitta."


:)


domenica 27 ottobre 2013

In arrivo: "Elantris"

Oh, ragazzi... dopo averlo aspettato per anni, ci avevo praticamente rinunciato: e invece eccolo qui, "Elantris", primo romanzo dell'ormai conosciutissimo e acclamato scrittore Branderson Sanderson, in arrivo anche da noi (come promesso) grazie alla casa editrice Fanucci!

E, come se non bastasse, indovinate un po? Sarà disponibile in edizione kindle fin da subito! *___*


"Elantris, la città degli dèi. Abitata da creature di una bellezza splendente, è un luogo di fulgore e magia. Un luogo di felicità eterna. Ma all'improvviso quell'eternità ha fine. Elantris diventa un luogo di tetra disperazione: i suoi abitanti, colpiti da un’orrenda maledizione, diventano misere creature i cui corpi hanno dimenticato di essere morti e la città diventa la loro tomba. E quella maledizione può colpire chiunque: anche Raoden, il principe ereditario del regno di Arelon. All'insaputa di tutti, il giovane viene rinchiuso tra le mura di Elantris, dove sarà costretto a fare i conti con una civiltà imbarbarita. Agli occhi del mondo lui è morto, anche per Sarene, la principessa che si preparava a diventare sua sposa, sperando, dopo una lunga corrispondenza, di trovare l’amore oltre le ragioni di Stato. Dovrà affrontare da sola gli intrighi di corte di Arelon e una nuova minaccia rappresentata da Hrathen, un alto sacerdote giunto dal regno ostile di Fjorden: è venuto per redimere Arelon o per distruggerla? Né Sarene né Hrathen sanno la verità su Raoden, ma forse sarà proprio lui a svelare il segreto dietro la maledizione di Elantris e a dare un nuovo futuro al suo regno. Un’opera ispirata e originale che ha rivelato Brandon Sanderson come una delle maggiori promesse della letteratura fantasy contemporanea."

"Elantris" sarà disponibile in libreria e in versione ebook a partire dal prossimo 31 ottobre!


Alla maggior parte di voi, credo, il nome di Brandon Sanderson suonerà tutt'altro che nuovo...
Oltre ad essere l'autore designato dalla vedova del compianto Robert Jordan (La Ruota del Tempo) per portare a termine la monumentale opera lasciata in sospeso da questo grande Maestro del fantasy americano, precocemente scomparso alcuni anni or sono, Sanderson ha firmato infatti alcuni di quelli che sono stati salutati dalla critica internazionale come i più promettenti romanzi fantastici della nostra generazione.
Di Sanderson, finora la Fanucci aveva già pubblicato la completa trilogia di Mistborn (il cui primo volume, "L'ultimo Impero", è un romanzo assolutamente magico, secondo me! *___* Gli altri devo ancora leggerli... ), il prequel "La legge delle lande", "La via dei Re", "Il Conciliatore", e gli ultimi tre volumi che compongono il ciclo della Ruota del Tempo.

In quanto a "Elantris", che ha visto per la prima volta la luce delle stampe in lingua inglese nell'arco del 2005, Sanderson ha di recente pubblicato negli USA "The Emperor's Soul", il sequel del suo romanzo d'esordio.
Se provate a dare un'occhiata in rete, vi accorgerete facilmente di come sia praticamente impossibile scovare una sola recensione o un solo commento negativo relativo a "Elantris"... aggiungete a questa considerazione una trama che si presenta eccellente, un'ambientazione sicuramente "vecchio stampo" ma che promette grandi cose, una sana dose di magia, la garanzia del marchio di un autore che stimo molto e... capirete facilmente come mai ho fatto i salti di gioia sulla sedia, quando ho scoperto che "Elantris" finalmente stava per arrivare anche in Italia... e stavolta, per davvero!! ;D

martedì 29 gennaio 2013

In uscita: "Mistborn - La legge delle lande"


Una delle serie fantasy più belle degli ultimi anni torna in libreria, in versione (leggermente) economica, e si arricchisce di un nuovo, sorprendente capitolo... grazie alla Fanucci, l'atteso sequel "Mistborn - La legge delle lande" è appena giunto in Italia! ^^



"Su Scadrial sono passati trecento anni dall’Origine, quando il Mondo di Cenere è tornato a essere un luogo prospero e fertile. I protagonisti della lotta contro il lord Reggente sono diventati personaggi mitici, come il Sopravvissuto e la Guerriera Ascesa; nuove religioni sono nate e ne sono riemerse di antiche. Non esiste più nessun Mistborn, ma i poteri feruchemici, un tempo appannaggio dei soli Terrisiani, si sono diffusi fra l’intera popolazione pur diluendosi: esistono quindi individui chiamati duomanti che dispongono di un solo potere feruchemico e un solo potere allomantico.
Alla morte dello zio, Waxillium si trova a dover tornare nella città di Elendel, culla della civiltà e del progresso, per assumere la gestione dell’importante casata Ladrian. Fino ad allora, Wax aveva vissuto nelle Lande come giustiziere, dando la caccia a banditi e criminali. La vita nell’alta società, però, gli impone di accasarsi con una donna di buona famiglia e lasciare da parte le pistole e le acrobazie che i suoi poteri di duomante
gli consentono. Saranno i guai a cercare lui, quando una banda di rapinatori che si fa chiamare gli Evanescenti minaccerà Elendel stessa, e Waxillium, assieme al suo fidato Wayne, dovrà imbracciare di nuovo le armi per fronteggiare i banditi e il loro misterioso capo."

"Prendete Sherlock Holmes e unitelo a X-Men: questo nuovo, emozionante romanzo legato alla serie dei Mistborn vi sorprenderà grazie al ritmo avvincente, le sparatorie mozzafiato e l’ironia acuta.”
Publishers Weekly


"Brandon Sanderson dimostra di saper utilizzare in modo interessante e originale gli elementi magici e fantastici presenti nei suoi libri.”
Kirkus Reviews


"Ricco di momenti esilaranti, scene d’azione, riflessioni spirituali e filosofiche e tantissima suspense.”
Booklist


L'autore americano Brandon Sanderson, "erede" della tradizione lasciata dal compianto e geniale Robert Jordan, ormai non ha più bisogno di presentazioni... La sua popolarità lievita di anno in anno, così come crescono le aspettative nei confronti di questo scrittore che è stato spesso definito come la più promettente giovane stella del fantasy!


Oltre ai capitoli finali della titanica saga "La ruota del tempo", affidati per l'appunto alla penna e all'ingegno di Sanderson dopo la tragica scomparsa di Jordan, la Fanucci sta a poco a poco traducendo diversi dei suoi romanzi: a cominciare dalla trilogia di "Mistborn"("L'ultimo Impero"; "Il pozzo dell'ascensione"; "Il campione delle ere"), per proseguire poi con l'imponente "La via dei re" (che voglio leggere assolutamente: se per ora non l'ho ancora comprato è solo perché continuo a sperare forsennatamente nella possibilità di una futura edizione in ebook! *___*) e con "Il conciliatore"!

Negli USA è invece uscito da pochissimi mesi "The Emperor's Soul", sequel di quell' "Elantris", ancora inedito qui da noi in Italia, che ha guadagnato a Sanderson il primo plauso "ufficiale" di critica e pubblico (e che pure compare nella mia lista dei libri più desiderati già da un bel po' di tempo! :P)




Queste sono invece le nuovo copertine volute dalla Fanucci per la nuova edizione dei primi tre volumi della serie "Mistborn"! ^^







:)

venerdì 16 novembre 2012

Un libro tira l'altro: "Mistborn - L'Ultimo Impero"



"Io rappresento quello che non sei mai riuscito ad uccidere, per quanto tu ci abbia provato. Io sono la speranza."




"In una piantagione fuori dalla capitale Luthadel, gli schiavi skaa sono oppressi come in ogni parte dell'Impero. Uno strano schiavo giunto da poco, con delle cicatrici sulle braccia, una notte uccide da solo il signorotto locale e le sue guardie, liberando poi i suoi compagni. Si tratta di Kelsier, un Mistborn, un uomo dagli straordinari poteri magici. A capo dei più potenti allomanti, dotati di abilità simili alle sue, Kelsier insegue il sogno di porre fine al dominio del despota divino; ma nonostante le capacità dei suoi compagni, il suo scopo sembra irraggiungibile, finché un giorno- non incontra Vin, una giovane ladruncola skaa specializzata in truffe a danno dei nobili e dei burocrati dell'Impero. La ragazza è stata provata dalla vita al punto che ha giurato a sé stessa che non si fiderà mai più di nessuno. Ma dovrà imparare a credere in Kelsier, se vorrà trovare il modo di dominare i poteri che possiede, e che vanno ben oltre la sua immaginazione..."


Una delle cose che più ho apprezzato di "Mistborn - L'ultimo Impero"", primo atto della trilogia di Brandon Sanderson che prosegue poi con "Il pozzo dell'ascenzione" e "Il campione delle ere", è stato il complesso sistema magico (veramente interessante e minuziosamente giustificato) che la protagonista Vin impara a poco a poco a padroneggiare, istruita dal suo maestro, mentore e amico Kelsier (praticamente un padre per lei, sotto ogni punto di vista, tranne che da quello biologico) , sviluppando in maniera graduale tutte le sue capacità e le sue formidabili doti naturali.
Ho inoltre ammirato tantissimo la capacità di Sanderson di dare corpo, vita e "anima" anche ai personaggi secondari; personaggi che ti rimangono impressi e che sono davvero capaci di trasmetterti qualcosa, come
Breeze, Marsch o Ham.
Nel corso della storia, mi sono in effetti emozionata tante volte; ho parteggiato per Kelsier e per i suoi ideali, soprattutto, ma a tratti mi sono anche sentita molto vicina a Vin, ne ho condiviso la solitudine, e mi sono identificata nella sua perenne lotta per la ricerca di qualcosa in cui credere davvero, al di là di ogni finzione e di tutte le belle parole. A essere sinceri, parecchie volte mi sono anche un po' arrabbiata con lei... ma senza perdere mai quel particolare, speciale senso di empatia che, a volte, in occasioni speciali, riesce a legare l'anima di un lettore a quella del suo eroe o della sua eroina.
I colpi di scena si susseguono all'incirca a partire da pagina 300, e ciascuno di essi innesca il successivo in maniera del tutto inaspettata (ovviamente, non vi anticipo nulla più di questo, però! ;)), andando a cogliere nel segno secondo me diverse volte...
Per quanto riguarda poi il finale... bé, cosa dire? Lo potrei definire solo come "magistrale"! :)
Insomma, bello, bello, bellissimo... un "romanzone" fantasy dall'ambientazione piuttosto classica che, però, riesce a distinguersi nel mucchio dei suoi "simili" grazie alla qualità del suo intreccio e allo spessore dei suoi personaggi!
Sono effettivamente rimasta leggermente delusa solo in relazione ad alcune particolari sequenze, che in verità ho trovato di una lunghezza (vagamente XD) spropositata e quasi frustrante...
Mi sto riferendo in modo particolare a quelle due o trecento pagine centrali piene zeppe di dettagli e resoconti dei vari banchetti e ricevimenti aristocratici a cui Vin prende parte: uno o due balli in meno avrebbero ridotto di sicuro il senso di frustrazione che stavo sperimentando mentre leggevo, penso, e non credo che questa mia sensazione sia dovuta soltanto al fatto che, in generale, io tendo a non prediligere affatto i racconti pieni di intrighi di corte, balletti in corsetto e cose del genere.
Immagino semplicemente che, tutto considerato, questa parte avrebbe potuto rendere meglio, se soltanto l'autore avesse provveduto ad alleggerirla un po'...

Giudizio personale:
  8.5/10


"La fiducia non è qualcosa che vale semplicemente in tempi buoni e giorni sereni. Cos'è la fiducia, cos'è la fede, se non la si mantiene dopo un fallimento?"



martedì 29 maggio 2012

In uscita: Il Conciliatore

La Fanucci a quanto pare ha deciso quest'estate di farci un grande dono a sorpresa, portando sugli scaffali delle nostre librerie niente di meno che la traduzione italiana di "Warbreaker", romanzo autoconclusivo di Brandon Sanderson, uscito negli USA già nel "lontano" 2009!
Il libro si intitolerà "Il Conciliatore" (quando mi ci è caduto l'occhio per un attimo ho temuto che si trattasse di un altro film con Vin Diesel... grazie agli dei mi sbagliavo!! XD), ed ecco a voi trama e immagine di copertina:




"Da ormai trecento anni il regno di Hallandren è governato dagli dèi Ritornati, uomini morti in modo esemplare e tornati a nuova vita dall’aldilà, e dal loro sovrano assoluto, il Re Dio. La vecchia dinastia reale, fuggita durante la Pluriguerra, si è ritirata nell’enclave di Idris, un territorio impervio e montagnoso che però consente loro di controllare i valichi settentrionali. Per ricomporre le differenze e riunificare i due stati, una principessa idrisiana dovrà andare in sposa al Re Dio e generare con lui un erede; ma nella Corte degli Dèi, luogo di intrighi, complotti e sotterfugi, qualcuno sta tramando nell’ombra.
Nella cornice della variopinta città di T’Telir, dove colori e Soffio vitale possono donare vita agli oggetti inanimati, un gruppo composito di personaggi, giovani principesse, mercenari esuberanti, divinità svogliate, altezzosi sacerdoti, soldati Senzavita, loschi figuri e spade parlanti, cercheranno di fomentare una guerra... o di sventarla prima che sia troppo tardi. 
Brandon Sanderson dimostra ancorauna volta di essere un maestro nell’inventare mondi dominati dalla magia e dal mito. Una lettura altamente consigliata a tutti gli appassionati del fantasy epico."



"Il Conciliatore" uscirà il 31 maggio, e sarà un romanzone bello corposo XD (come da prassi, del resto, per il nostro Sanderson!), di circa 600 pagine o più.


Di Sanderson per ora ho letto il primo volume della trilogia di "Mistborn" ("L'ultimo Impero") , e devo dire di esserne rimasta contentissima: una lettura ricca e avvincente quasi sotto ogni punto di vista, che trova il suo punto di forza nell'elaborazione di un sistema di combattimento magico particolarmente originale e ben congegnato, e sull'umanità (per quanto magari dai risvolti psicologici non particolarmente sfumati, certo...) dei personaggi che vi compaiono. Un romanzo che, mi sta saltando in testa in questo preciso secondo, potrebbe probabilmente piacere ai numerosi appassionati della trilogia di "Hunger games" della Collins: dal momento che ne richiama senz'altro alcune delle tematiche portanti, e affida il ruolo principale, di fulcro e motore degli eventi, al personaggio di una giovane donna decisa e combattiva (anche se Vin, la protagonista di "Mistborn", per quanto convincente e a tratti anche carismatica possa risultare, è sempre Nessuno in confronto a Katniss Everdeen, questo sia detto per amore di cronaca, e con tutto il rispetto per le enormi doti di narratore di Sanderson XD)
Sono impaziente ora di poter leggere anche le "Cronache della Folgoluce" di Sanderson, di recente uscita, il cui primo libro è stato salutato in America come il capitolo iniziale di una saga destinata a entrare a far parte della Storia del Fantasy con la "S" maiuscola..  per cui anche "Il Conciliatore", che avevo del resto già adocchiato da tempo nella sue edizione originale inglese, finirà certamente nel mio personale elenco delle letture da non perdere!

:)





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