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domenica 14 novembre 2021

Recensione: "The Shadow of the Gods", di John Gwynne

The Shadow of the Gods” è un rocambolesco libro fantasy ispirato alla mitologia nordica.

L’autore, John Gwynne, è noto in Italia soprattutto per aver firmato i romanzi della serie “La Fede e l’Inganno” (edita in Italia dalla Fanucci).

Non ho (ancora) letto altro di suo, ma sul conto di Gwynne ho sempre sentito dire meraviglie. E, devo ammetterlo... “The Shadow of the Gods” si è confermato pienamente all’altezza delle mie aspettative, forse addirittura qualcosa di più: un glorioso e sanguinario epic fantasy a metà strada fra modernità e tradizione, infarcito di battaglie, magia, combattimenti e creature mostruose...

Una storia di puro escapismo, se mai ne ho letta una, ma scritta con stile da un autore che padroneggia alla perfezione i principali strumenti dell’arte narrativa, e che conosce benissimo i gusti dei suoi lettori: un intrinseco bisogno di divertimento, energia e azione...

 

Bloodsworn, Vol. 1

Potete acquistarlo QUI in inglese


La trama

Dopo che gli dèi hanno combattuto, fra di loro e contro il genere umano, fino al punto dell’estinzione, la terra di Vigrið è sempre stata una landa fratturata.

Signori della guerra e bande di mercenari dettano legge, mentre mostri di ogni tipo infestano i boschi e le montagne.

In un mondo in cui le ossa nascoste delle divinità assassinate conservano ancora un potere immenso, per coloro che si dimostreranno coraggiosi – o disperati – abbastanza da cercarle, i discendenti di quegli antichi Titani vivono invece di condizioni di schiavitù, odiati e sfruttati dalla stragrande maggioranza della popolazione... la quale, tuttavia, brama il loro sconfinato potenziale magico sopra ogni cosa.

Orka, una guerriera di mezza età formidabile e senza peli sulla lingua, si è ritirata dalle scene molto tempo fa. Tutto quello che desidera, adesso, è poter vivere in pace, allevare il figlio Breka e concentrarsi sulla sua relazione con il marito Thorkel. Ma quando un gruppo di rapitori (e potenziali assassini) si introduce nella sua proprietà, determinata a distruggere per sempre la sua ritrovata serenità familiare, Orka capisce che è giunto il momento di tornare in azione...

Nel frattempo, il giovane Varg e la coraggiosa Elvar decidono di unirsi, ciascuno a suo modo, a due bande di mercenari vaganti di fama straordinaria.

Varg vuole trovare i responsabili della morte di sua sorella e vendicarla, a qualsiasi costo.

Elvar, invece, cerca di trovare la sua strada, e di sfuggire a un destino che sembra già segnato.

Ma forse gli dèi – più vitali di quello che sembrano – hanno già un piano in serbo per loro...

 

Il codice vichingo

Di “The Shadow of the Gods” ho amato soprattutto tre cose:

1. Il world building, curatissimo e super-immersivo, che riesce a trasportarti immediatamente al centro della cultura vichinga (ovviamente, riletta in chiave super-fantastica), e a scaraventarti in un vortice di avventure senza fine;

2. Il ritmo del romanzo, assolutamente spumeggiante e denso di colpi di scena, che rende ogni capitolo coinvolgente e ricco di sorprese;

3.  Il personaggio di Orka, una straordinaria (anti)eroina degna delle migliori saghe nordiche!

John Gwynne, insomma, scrive un libro fantasy che potremmo definire “d’avventura” (un titolo che meriterebbe senz’altro una posizione di tutto rispetto anche all’interno di QUESTA nostra piccola lista), senza per questo dimenticarsi di creare una sua impeccabile cosmogonia (sempre basata sulle antiche leggende norrene, dal castigo di Loki al Ragnarǫk) e un suo intricatissimo quadro di riferimenti socio-culturali.

Brandon Sanderson incontra “Forgotten Realms”, con un abbondante tocco de “La Spada Spezzata” e una spruzzata di “Game of Thrones”...

 

Fast action... in chiave slow burn!

Il rovescio della medaglia è che la trama di “The Shadow of the Gods”, da un punto di vista meramente strutturale, non ha un grandissimo senso.

L’impressione è quella di leggere un prologo; 500 pagine di avventure e combattimenti servono per lo più a introdurre l’ambientazione e a dare il via a un intreccio che (probabilmente) assumerà una forma definita soltanto nell’arco del secondo volume.

Durante la lettura, hai spesso l’impressione che qualcosa di spettacolare stia per accadere, un grande evento catalizzatore che, finalmente, permetterà ai tre protagonisti di incontrarsi e imbarcarsi per la VERA missione al centro dell’intreccio... solo che Gwynne continua a rimandare l’avvento di quell’incidente ancora e ancora e ancora, fino a quando non ti rendi di aver abbondantemente superato il momento in cui te ne sarebbe importato qualcosa.

Continui a leggere con piacere, perché Gwynne continua a intrattenerti con maestria, e a strabiliarti con il suo intrigante sistema magico e i suoi orgogliosi personaggi tutti d’un pezzo, un nugolo di eroi ed eroine senza macchia e senza paura, degno dei miglior film di Zack Snyder...

Ma, a lettura ultimata, non puoi neanche fare a meno di chiederti quale sia stato esattamente il punto, o quali tematiche The Shadow of the Gods” si proponesse esattamente di affrontare, al di là di questo cameratesco affetto fra commilitoni che si viene a instaurare fra parecchi esponenti del cast di personaggi.


Band of brothers... and sisters!

Un cast che, già che ne stiamo parlando, ho trovato eccessivamente sovraffollato e confusionario; soprattutto perché Gwynne segue una specie di “prassi” ogni volta che ne introduce uno nuovo (cinque paragrafi di descrizione statica, un dettagliato elenco di attributi fisici seguiti da ogni singolo capo di vestiario o arma indossata dal suddetto nuovo arrivato...), elemento che, dopo un po’, tende a generare un leggero senso di monotonia e déjà vu.

D’altro canto, ho adorato il fatto che, in “The Shadow of the Gods”, tutti i personaggi femminili si siano rivelati “tosti”, capaci e importanti quanto le loro controparti maschili, o forse adsirittura di più! Oltre a Orka e ad Elvar, Gwynne introduce infatti un’intera armata di donne forti e combattive, tanto dalla parte dei “buoni” che da quella dei cattivi...

E, personalmente, a questo punto non vedo l’ora di scoprire cosa combineranno la Regina Helka e le altre nel corso dei prossimi volumi! ;D

 



sabato 10 luglio 2021

"La furia dei draghi": in arrivo il libro high fantasy di Evan Winter ispirato alla cultura africana

I tuoi autori di fantasy preferiti sono Robert Jordan, Brandon Sanderson e Joe Abercrombie?

All’orizzonte si profila un’uscita piuttosto golosa per te: il 22 luglio, la Fanucci porterà in tutte le librerie d’Italia il nuovo romanzo “La furia dei draghi”, libro d'esordio dell’autore canadese Evan Winter! :)


Puoi acquistarlo QUI in italiano


“Il popolo Omehi ha combattuto una battaglia impossibile da vincere per quasi duecento anni. La sua organizzazione è stata costruita attorno a questa guerra e non conoscono altro. I più fortunati nascono dotati di poteri ma solo una donna su duemila ha quello di richiamare i draghi e solo un uomo su cento è in grado di trasformarsi magicamente in una macchina per uccidere, più grande, più forte e più veloce. Tutti gli altri sono destinati a combattere e morire in questa guerra senza fine. Il giovane Tau, senza nessun talento, conosce bene tutto questo e non vuole accettarlo: lui ha un piano di fuga. Si ferirà in modo da essere congedato e si sistemerà con un matrimonio, i figli e la sua terra. Ma le cose non andranno come desidera. Quelli a lui più vicini verranno brutalmente assassinati e il suo dolore si trasformerà rapidamente in rabbia. Spinto da un senso di vendetta perenne, Tau seguirà un percorso inimmaginabile: diventerà il più grande spadaccino mai esistito, un uomo disposto a morire pur di avere la possibilità di uccidere coloro che lo hanno tradito.”

 

La furia dei draghi”, primo libro della serie high fantasy “The Burning”, esordì per la prima volta negli USA in edizione autopubblicata. In breve tempo, l’opera prima di Winter riscosse tuttavia abbastanza successo da attirare l’attenzione della Orbit – che, per chi non avesse una grandissima familiarità con il mondo editoriale a stelle e strisce, è semplicemente la più importante case editrice americana specializzata in narrativa fantastica, ad ex aequo con la Tor.

Nel 2020, la rivista Time Magazine ha addirittura inserito “La furia dei draghi” nell’elenco dei 100 migliori romanzi fantasy di tutti i tempi!

Da allora, la carriera di Winter è stata tutta in salita: un contratto per altri tre romanzi, la pubblicazione di un sequel (“The Fire of Vegeance”, 2020) e la vendita dei diritti di traduzione per il mercato italiano.

Quello che mi colpisce de “La furia dei draghi”, così, a giudicare da alcune recensioni straniere lette in giro, è prima di tutto la sua ambientazione, apparentemente ispirata ad antiche tradizioni e a brandelli di mitologia africana.

Al tempo stesso, durante le interviste rilasciate a varie testate, Winter non si è mai lasciato sfuggire l'occasione di citare “La ruota del tempo”, e di ricordare ai suoi lettori la grande influenzata esercitata sulla sua formazione dai lavori del mitico Robert Jordan.

Credo, quindi, che potrebbe essere interessante dare un’occhiata a questo cruento fantasy a base di draghi e magia; non fosse altro che per scoprire in che modo l’autore è riuscito a fondere gli elementi tratti dalla propria cultura d’origine (ricordiamo che i genitori di Winter erano sudafricani) con quelli di stampo europeo-medievale, cui una larghissima porzione del genere dell’epic fantasy ha sempre fatto riferimento…

Tu cosa ne pensi? Ti piacerebbe leggere “La furia dei draghi”? :)




domenica 16 maggio 2021

Recensione: "Princess Floralinda and the forty-flight tower", di Tamsyn Muir

 

Principess Floralinda, Vol. 1

Disponibile in inglese

"Quando la strega ha costruito la torre dai quaranta piani, si è assicurata di fare le cose per bene. Ogni piano contiene un mostro spaventoso, su una scala che va da un drago ricoperto di scaglie di diamante a un branco di goblin senza arte né parte. Se mai un principe dovesse riuscire a raggiungere l'ultimo piano, verrebbe ricompensato con una meravigliosa spada d'oro... e con la mano dell'adorabile Principessa Floralinda. Peccato che nessun principe sia ancora riuscito a conquistare il primo piano, figuriamoci il quarantesimo! Anzi, le scorte di principi freschi di giornata sembrano sul punto di esaurirsi. E Floralinda sta cominciando a stancarsi di aspettare..."


Princess Floralinda and the forty-flight floor” è un romanzo breve di Tamsyn Muir, già autrice dei fenomenali bestseller sci-fi “Gideon la Nona” e “Harrow la Nona”.

È stato pubblicato dall’americana Subterranean Press, casa editrice specializzata in edizioni di pregio di grandi classici o novità esclusive inerenti al genere fantastico. Per averne una copia sono stata costretta a prenotarla direttamente dal loro sito, con mesi di anticipo rispetto alla data d’uscita (anche se adesso è prevista una seconda edizione), e a farmela spedire in Italia per il “modico” prezzo di quaranta euro più spese di spedizione.

Una spesa che sarei stata disposta a sobbarcarmi soltanto per Tamsyn Muir, Seanan McGuire e pochissimi altri autori che seguo e stimo in modo particolare. La buona notizia è che, se volete leggere il libro, potete tranquillamente acquistare l’ebook o ascoltare la versione audio su Storytel! :)

E se avete amato “Gideon” tanto quanto l’ho amato io, ovviamente vi consiglio di farlo!

Princess Floralinda and the forty-flight tower” è un romanzo esilarante, unico e graffiante, in perfetto stile Muir. Una fiaba moderna ironica e al vetriolo, particolarmente adatta al gusto di una lettrice (apparentemente) cinica e “darkettona” quale la sottoscritta! XD

Floralinda è una protagonista assurdamente brillante, una principessa-in-difficoltà che una strega cattiva ha deciso di intrappolare in una torre straripante di bestie selvagge. Lo scopo della megera è chiaro: attirare principi ignari e darli in pasto ai mostri che affliggono i quaranta piani della sua maestosa struttura. Non c’è nulla di personale, nel rapporto fra la principessa e la strega; semplicemente, Floralinda si ritrova costretta a impersonare un ruolo che, in verità, lei aveva sempre pensato le calzasse a pennello.

Peccato che strane circostanze impongano strani cambiamenti, e che la debolezza e la stupidità della principessa potrebbero essere descritti più come un manto che come una seconda pelle… o forse no?

La fiaba della Muir ci presenta un piccolo cast di personaggi ambigui, buffi e inquietanti al tempo stesso. Senza correre il rischio di fare spoiler, vi dirò soltanto che le fan del rapporto fra Harrow e Gideon nella serie “The Locked Tomb” incontreranno in questo libro una coppia quasi altrettanto irresistibile (e improbabile) per cui fare il tifo fino alla morte! *___*

I dialoghi di “Princess Floralinda and the forty-flight floor” sono un concentrato di ironia e arguzia pazzesca, un connubio in grado di alimentare il trope dell’enemies-to-lovers (per cui la Muir è diventata ormai famosa) in maniera spregiudicata e assolutamente insuperabile.

Ma è il narratore la cosa che ho probabilmente amato più di tutte! Una voce pungente e piena di verve, che riesce a fare tabula rasa di tutti i nostri preconcetti – su tutto quello che credevamo di sapere a proposito dei principi, delle fate e delle principesse che popolano il mondo delle fiabe (e non solo).

Una voce che potrebbe coincidere benissimo con quella della Muir (basta leggere una delle sue interviste online per accorgersene), e che mi ha spinto incontro a uno dei finali più deliziosamente cool e inaspettati di sempre.

Concludo con una nota che farà piacere a tutti coloro che non hanno avuto ancora modo di impratichirsi con la lettura in inglese (state già seguendo tutti i passi elencati dal “Metodo G.R.I.F.O.N.E.per imparare a leggere in lingua, vero? ;D):

Princess Floralinda and the forty-flight floor” è un testo infinitamente più scorrevole e “facile” da divorare rispetto a “Gideon” o “Harrow.” Il linguaggio è più prosaico, le descrizioni risultano quasi archetipe, e le similitudini infinitamente meno vaghe e “concettuali"…

Peraltro, so che la Muir e la Subterranean Press hanno messo già in cantiere il sequel di “Floralinda”… il che vuol dire che presto finirò sotto i ponti, ma poco male: se potrò portare i miei libri con me, vorrà dire che il mio sarà un destino felice! *____*

 

Giudizio personale:

9.0/10


venerdì 17 gennaio 2020

Recensione: "La Caduta dei Re", di Jenn Lyons

libri fantasy 2020 Italia - high fantasy - recensione

Disponibile a partire dal 27 febbraio

Potete acquistarlo in italiano QUI


Attenzione: la seguente recensione fa riferimento all'edizione originale americana del libro!

"Kihrin, l'apprendista di un bardo, è cresciuto ascoltando storie di gesta leggendarie. Costretto a rubare alla disperata ricerca di una via d'uscita dalla povertà dei bassifondi di Quur, una sera fa irruzione nella casa sbagliata: marchiato da un demone, da lì in avanti la sua vita non sarà più la stessa. La difficile situazione di Kihrin lo porta al cospetto dei reali, che lo rivendicano come il figlio perduto del loro principe immorale. Ma lungi dal vivere il sogno, Kihrin è in balìa delle spietate ambizioni della sua nuova famiglia. Tuttavia, tentare la fuga dalla sua gabbia dorata non fa che peggiorare le cose. Kihrin è inorridito nel sapere che egli è al centro di un'antica profezia. E ogni fazione - dèi, demoni, draghi e maghi - lo rivendicano come propria pedina. Quelle vecchie storie che aveva ascoltato sin da piccolo, in cui l'eroe vince sempre, erano piene di menzogne. O forse no... Forse Kihrin non è un eroe, e il suo destino non è di salvare l'impero. Forse il disegno che il fato ha per lui è quello di distruggerlo."



"La Caduta dei Re" è il primo libro della serie "Il Coro dei Draghi" di Jenn Lyons.
La saga, che potremmo tranquillamente classificare come high fantasy, sarà composta in totale da cinque volumi.
Non posso esimermi dal sottolineare che "La Caduta dei Re" è un romanzo d'esordio; probabilmente l'informazione non servirà a cambiare la vostra percezione dell'opera, ma sappiate che ha influito sulla mia valutazione complessiva: alla Lyons ho infatti deciso di perdonare parecchi difetti, piccoli ma "micidiali" errori strutturali che da parte di un autore più esperto sarebbero stati semplicemente intollerabili.

Cercare di riassumere la trama di questo libro in poche parole sarebbe una "mission impossible" che probabilmente neanche la Lyons stessa sarebbe in grado di assolvere. Perciò mi limiterò a dire che la storia è molto "protagonista-centrica" e narra le peripezie di un orfano quindicenne chiamato Kihrin; il ragazzo, affascinante e smaliziato come un novello James Bond, scemarello e tontolone come uno scafato Austin Powers, scoprirà di essere l'erede perduto di un'antica casata nobiliare e verrà suo malgrado coinvolto all'interno di un losco intrigo per il controllo dell'Impero.

Una premessa che, purtroppo, sa molto di "già visto, già letto, già sentito", e che l'autrice secondo me non è stata in grado di declinare in maniera particolarmente innovativa.
La Lyons ha cercato infatti di compensare a questa palese mancanza di originalità ingarbugliando la trama e infarcendola di complicazioni; una decisione che, a mio avviso, è servita soprattutto ad appesantire la narrazione e a rendere le ultime 200/300 pagine del libro vagamente insopportabili.
Adoro la casa editrice Tor, e la linea editoriale che ha deciso di adottare in questi ultimi anni incontra decisamente tutta la mia approvazione, ma ho notato che alcuni dei loro editor tendono a battere un po' la fiacca: "The Ruin of Kings" non è il primo dei loro romanzi che avrebbe avuto bisogno di un intervento più massiccio, e di sicuro il ritmo del libro avrebbe solo potuto trarre beneficio da qualche "piccolo" taglio qua e là.
Ciò premesso, non credo ci fosse assolutamente bisogno di presentare un miliardo di personaggi e cinquecentomila cavilli relativi al sistema magico per capitolo, soprattutto considerando il fatto che, praticamente fino alla fine, la trama rimane un ammasso nebuloso e informe di nozioni ed eventi, in cui restano ancora da chiarificare gli obiettivi del protagonista e il tema portante del romanzo.

Una qualità de "La Caduta dei Re" che è riuscita a colpirmi in maniera positiva, viceversa, è la cura maniacale che è stata riservata alla costruzione dell'ambientazione.
La Lyons ha riservato senz'altro una grande attenzione al suo word building e alla definizione di un complesso pantheon di divinità e personaggi mitologici; se soltanto fosse stata in grado di dosare un po' meglio il modo in cui queste informazioni ci vengono comunicate, probabilmente alla fine del libro mi sarei ritrovata sopraffatta dalla meraviglia e dalla soggezione, anziché dalla confusione e dalla pura frustrazione.
Le numerose note aggiunte a pie' di capitolo non fanno altro che peggiorare queste sensazioni, dal momento che sono composte al 99,9% di infodump e precisazioni che non hanno assolutamente alcuna ricaduta sul resto della trama.

Se "La Caduta dei Re" fosse un anime o un manga, non avremmo nessuna difficoltà ad affermare che si tratta di un "harem".
Personalmente non sono una fan del genere; ma se apprezzate questo genere di scenario, probabilmente non vi disturberà sapere che il pre-adolescente protagonista di questo libro finisce a letto con il 95% dei personaggi femminili (respingendo il restante 5% con tutte le sue forze...), a prescindere dal fatto che le suddette donne possano essere giovani o vecchie, belle o brutte, buone o cattive. Il suo migliore amico ha una cotta per lui, i cattivi vorrebbero adottarlo e gli dei stessi dei si dimostrano pronti a porre il destino del cosmo nelle sue mani, per nessuna ragione migliore del fatto che Kihrin è in realtà un bel ragazzo alto, biondo e con gli occhi azzurri in un mondo composto soprattutto da gente bassa, bruna e tarchiata.

Il livello di introspezione psicologica (va da sé...) è abbastanza scarsino e alcune scelte narrative sembrano ispirarsi palesemente ad opere già affermate.
Ma l'autrice può vantare una potente immaginazione e un discreto senso dell'umorismo, oltre a una considerevole abilità nell'arte della descrizione, per cui le prime 300 pagine del romanzo si rivelano scorrevoli, intriganti e piacevolmente misteriose.
Purtroppo la pesantezza del ritmo e l'assenza quasi costante di tensione drammatica hanno smorzato una buona parte del mio entusiasmo nei confronti di questa serie... Non so ancora se leggerò i prossimi volumi, ma penso che terrò d'occhio i progetti futuri dell'autrice con un certo grado di curiosità.


Giudizio personale:
5.0/10







domenica 17 novembre 2019

Libri fantasy LGBT #3: Recensione :"The Queen of Ieflaria", di Effie Calvin


libri fantasy f/f - romance - draghi

Tales of Inthya, Vol. 1

Disponibile in inglese

Potete acquistarlo QUI


"La Principessa Esofi di Rhodia e il Principe Ereditario Albion di Ieflaria sono stati promessi fin dalla più tenera infanzia, eppure i due non si sono mai incontrati. 
Subito dopo il suo diciassettesimo compleanno, Esofi si mette in viaggio per raggiungere il regno del suo futuro marito e procedere al matrimonio... Ma al suo arrivo, scopre che Albion è morto e che Ieflaria è in lutto.
Eppure il regno ha un disperato bisogno dell'aiuto di Rhodia, a causa della terribile minaccia rappresentata dai draghi per i suoi confini... e così il re e la regina decidono di offrire a Esofi la mano della nuova Principessa Ereditaria, la sorella minore di Albion, la ribelle Adale.
Ma Adale non ha alcuna intenzione di sobbarcarsi le responsabilità del trono, per cui Esofi si ritroverà a dover dare battaglia su più di un fronte... e forse i draghi alla fine rappresenteranno il minore dei suoi problemi."



Approfittiamo della nostra nuova rubrichetta settimanale per prendere due piccioni con una fava: la recensione di "The Queen of Ieflaria" si è infatti fatta attendere fin troppo da queste parti, considerando il fatto che ho finito di leggere il libro di Effie Calvin nel bel mezzo dell'estate.
Si tratta, in estrema sintesi, di un "light fantasy" molto (ma veramente molto) light, strutturato come se fosse una delle più tipiche commedie romantiche americane e infarcito di incantesimi, intrighi di corte, stregonerie, draghi e combattimenti all'arma bianca.

La trama di "The Queen of Ieflaria" è poco più di un canovaccio e l'ambientazione comincia appena appena a delinearsi all'orizzonte, insomma (il libro fa parte di una serie, come minimo una quadrilogia, quindi suppongo che l'autrice avrà modo di lavorare su questo punto).
Eppure la simpatia dei personaggi e l'energia dei dialoghi contribuiscono a tenere sempre viva l'attenzione del lettore, o almeno questa è stata la mia impressione.
Ho amato Esofi in modo particolare: un po' perché il suo carattere solare e combattivo è riuscito a conquistarmi, e un po' perché, siamo seri... leggo fantasy da una decina di anni, come minimo, e fino ad oggi sono riuscita a trovare soltanto due autrici disposte a concedere il ruolo principale a un'affascinante ragazza dalle forme piacevolmente abbondanti (l'altra scrittrice cui alludo è l'inimitabile Seanan McGuire, e il libro a cui mi riferisco è ovviamente l'imperdibile portal fantasy "Beneath the Sugar Sky").

"The Queen of Ieflaria", in ogni caso, è un libro che tende a non prendersi molto sul serio, e credo che questo fatto rappresenti la più valida freccia al suo arco. Le tematiche che va a sfiorare sono alla portata di tutti, soprattutto perché approcciate da un punto di vista ironico e smaliziato.
Nel mondo in cui si svolge la storia, la stragrande maggioranza delle persone tende a non fare troppe distinzioni di genere e a riconoscersi in un orientamento pansessuale, per cui è lecito presumere che parecchi concetti bacati e bigotti non abbiano mai avuto modo di sfiorare loro il cervello.
Alcune scene e situazioni del libro tendono a sbrogliarsi inoltre in una maniera deliziosamente ridicola, e la maggior parte dei battibecchi fra i personaggi riescono a suonare abbastanza sciocchi e sconclusionati da strapparti una risatina.
Suppongo che una persona debba trovarsi in uno stato d'animo particolare per riuscire ad apprezzare fino in fondo l'anima scanzonata e "coccolosa" di questo romanzo, comunque: con me ha funzionato, probabilmente perché sono riuscita a imbroccare il momento giusto per leggerlo; dopotutto, suppongo che gli americani (che da questo punto di vista ne sanno sempre una più del diavolo...) abbiano coniato la definizione "feel-good books" per un motivo ben preciso.

Ho sentito dire che, nei successivi volumi della serie "Tales of Inthya", la Calvin cercherà di alzare un po' la posta e di concedere più attenzione all'approfondimento psicologico e e ai vari particolari legati al world building.
Non so ancora dirvi quanto ci sia di vero in tutto questo, ma ho intenzione di tenermi in serbo la lettura di "Daughter of the Sun" per un'altra delle mie "notti di pioggia" (perché sappiamo tutti che ne arriveranno altre, non fosse altro che per il classico motto che recita: "il cielo è sempre più buio appena prima dell'alba", e via discorrendo! XD).
Per fortuna qualche benevola divinità del cosmo ha deciso di mettere a disposizione di noi povere anime smarrite libri divertenti e scaccia-pensieri come "Queen of Ieflaria": senza tutte queste "armi" di difesa a disposizione, a volte non capisco proprio come farei a resistere fino alle prime luci del mattino senza perdere completamente la testa, ragazzi! ;D


Giudizio personale:
6.5/10




Negli episodi precedenti di "Libri Fantasy LGBT" 
abbiamo parlato di:





sabato 16 novembre 2019

"La Caduta dei Re": arriva in Italia "The Ruin of Kings" di Jenn Lyons...

La Fanucci pubblicherà prossimamente il libro fantasy "La Caduta dei Re", romanzo d'esordio dell'autrice americana Jenn Lyons.
Il primo volume della serie "Il Coro dei Draghi" dovrebbe arrivare sugli scaffali italiani entro febbraio 2020...
Prendete ovviamente questa data d'uscita con le pinze: è impossibile prevedere cosa succederà di qui a qualche mese, perciò la pubblicazione vera e propria potrebbe essere posticipata anche di parecchio, per quel che ne sappiamo...


The Ruin of Kings - libri fantasy 2019 - libri fantasy sui draghi

Data d'uscita provvisoria:
27 febbraio 2020

Potete acquistarlo in italiano QUI

"Kihrin, l'apprendista di un bardo, è cresciuto ascoltando storie di gesta leggendarie. Costretto a rubare alla disperata ricerca di una via d'uscita dalla povertà dei bassifondi di Quur, una sera fa irruzione nella casa sbagliata: marchiato da un demone, da lì in avanti la sua vita non sarà più la stessa. La difficile situazione di Kihrin lo porta al cospetto dei reali, che lo rivendicano come il figlio perduto del loro principe immorale. Ma lungi dal vivere il sogno, Kihrin è in balìa delle spietate ambizioni della sua nuova famiglia. Tuttavia, tentare la fuga dalla sua gabbia dorata non fa che peggiorare le cose. Kihrin è inorridito nel sapere che egli è al centro di un'antica profezia. E ogni fazione - dèi, demoni, draghi e maghi - lo rivendicano come propria pedina. Quelle vecchie storie che aveva ascoltato sin da piccolo, in cui l'eroe vince sempre, erano piene di menzogne. O forse no... Forse Kihrin non è un eroe, e il suo destino non è di salvare l'impero. Forse il disegno che il fato ha per lui è quello di distruggerlo."



"La Caduta dei Re" (traduzione italiana di "The Ruin of Kings") è un romanzo che sulla carta mi ha sempre intrigato parecchio. Ho acquistato l'ebook in inglese un po' di tempo fa, ma purtroppo non sono ancora riuscita a trovare il tempo di iniziarlo: proverò comunque a rimediare in tempo per l'uscita dell'edizione italiana, in modo tale da potervi anche fornire un parere un filino più approfondito e informato sull'argomento in questione.

Negli USA, l'impareggiabile casa editrice Tor sta facendo uscire i vari libri della serie a un ritmo abbastanza indemoniato: sia "La Caduta dei Re" che il suo sequel, "The Name of All Things", hanno infatti visto la luce nel corso del 2019. Il terzo volume, "The Chorus of Souls", è previsto invece per agosto 2020.

Jenn Lyon, produttrice di videogiochi recentemente re-inventatasi scrittrice a tempo pieno, ha deciso di scrivere un libro in cui non soltanto i draghi si guardassero bene dall'essere "i leali e coccolosi migliori amici dell'uomo", ma che al tempo stesso si sforzasse anche di evitare di dipingerli come delle feroci e brutali creature da sterminare e annientare ogni costo.
I suoi draghi, più simili a quelli immaginati dalla tradizione orientale che a quelli occidentali, da questo punto di vista, rappresentano piuttosto delle vere e proprie "forze della natura", vale a dire delle temibili entità spirituali da imparare a conoscere e rispettare (se volete, potete approfondire l'argomento cliccando QUI... oppure correre a dare un'occhiata a questa lista di libri fantasy "atipici" dedicati ai draghi).

Un concetto decisamente interessante, alla base di uno dei libri fantasy più apprezzati dal pubblico americano in questo 2019 letteralmente straripante di novità e uscite succulente...
Voi cosa ne pensate? Potrebbe valere la pena buttargli un'occhiata? ;D




EDIT: Potete leggere la mia recensione de "La Caduta dei Re" cliccando QUI! :)



giovedì 14 novembre 2019

Recensione: "In The Vanishers' Palace", di Aliette de Bodard


libri fantasy sui draghi - 2018 - paranormal romance - distopia - mitologia asiatica

Disponibile in inglese

Potete acquistarlo QUI


"In un mondo in rovina, completamente devastato, in cui la terra è stata avvelenata e creature da incubo popolano il paesaggio...
Una donna terrorizzata, tradita dalla sua gente, viene venduta per pagare i debiti del suo villaggio ed è costretta a lottare per sopravvivere nel mondo degli spiriti.
Quando l'erudita mancata Yen viene venduta a Vu Con, una degli ultimi draghi mutaforma rimasti sulla terra, la ragazza si aspetta di essere uccisa o quanto meno torturata, non fosse altro che per garantire a Vu Con una fonte di intrattenimento.
Invece Vu Con ha un compito per lei: Yen diventerà l'istruttrice personale dei suoi due figli. 
Porta quindi Yen con sé nella sua residenza, una sorta di vertiginoso palazzo-prigione in cui ogni soglia potrebbe potenzialmente condurre incontro alla morte.
Vu Con sembra severa e implacabile, ma con il passare dei giorni, Yen comincia a vedere delle altre qualità in lei, un lato generoso e gentile, e a sentirsi attratta dal drago in maniera inspiegabile.
Eppure alla fine Yen sarà costretta a compiere una scelta tremenda: cercare di capire dove risiede veramente la sua felicità... e cercare di stabilire se una cosa del genere riuscirà a sopravvivere alla sconvolgente rivelazione degli oscuri segreti custoditi da Vu Con."



"In the Vanishers' Palace" è un romanzo breve, di genere romantico/distopico, scritto dall'acclamata autrice Aliette de Bodard.
Si tratta di un intenso ed esplicito retelling della fiaba de "La Bella e la Bestia", riletta in chiave queer e integrata da una serie di affascinanti elementi tratti dalla mitologia vietnamita.

Ho dei trascorsi un po' particolari con questo libro. Nel senso che ho iniziato a leggerlo nel periodo sbagliato e l'ho accantonato dopo aver letto appena una ventina di pagine. L'ho ricominciato daccapo un paio di mesi più tardi, e... non saprei bene come spiegarlo, ma, tempo di finire un capitolo, e già avevo capito di essermene perdutamente innamorata!
La Bodard, sia messo agli atti, scrive in una maniera assolutamente divina. Il suo stile squisito, sensuale e "misterioso" riuscirebbe a trasformare il canovaccio più banale in una storia d'avventura, passioni e tragedie a dir poco impossibile da dimenticare.
Conosco soltanto due autrici in grado di rivaleggiare con lei, da questo punto di vista: una è Laini Taylor (nome abbastanza noto al grande pubblico italiano da non aver bisogno di presentazioni), e l'altra è la giovanissima (nonché, purtroppo, sottovalutatissima...) K. Arsenault Rivera, autrice nell'incantevole trilogia "Their Bright Ascendency".
E...

Be', "In The Vanishers' Palace", tecnicamente parlando, è un libro fantasy a tema sentimentale. Il legame, tenero e inusuale, che comincia timidamente a svilupparsi fra la protagonista, la sensibile ma pragmatica maestra di scuola Yen, e Vu Con, questa regale e autoritaria "dragonessa" madre di due gemelli, rappresenta senz'altro il delicato nucleo emotivo della narrazione.
Ma se dovessi citarvi così, sull'unghia, i due elementi che ho apprezzato di più durante la lettura, mi ritroverei senz'altro a rispondere, senza alcuna ombra di esitazione: l'ambientazione e il sistema magico.
La dolente, brutale e fin troppo credibile decadenza della prima, mescolata all'inconcepibile, brillante e tortuosa originalità del secondo, riescono secondo me a trasformare "In The Vanishers' Palace" in una piccola gemma da non lasciarsi scappare.

Certo: se azione, inseguimenti e combattimenti sono il vostro pane quotidiano, probabilmente non riuscirete a restare ammaliati dalle delicate sfumature della trama, o a lasciarvi irretire dalla suggestiva e mefistofelica atmosfera.
Forse.
Eppure una particina di me continua a sospettare che "In the Vanishers' Palace" potrebbe avere una sorpresina o due in serbo anche per voi! ;D


Giudizio personale:
8.5/10





giovedì 24 ottobre 2019

"Il Priorato dell'Albero delle Arance": recensione e data d'uscita del libro fantasy di Samantha Shannon

Ci siamo: finalmente abbiamo una data d'uscita ufficiale per "Il Priorato dell'Albero delle Arance" di Samantha Shannon
Per chi si fosse appena sintonizzato, vi ricordo che si tratta di uno dei libri fantasy più incantevoli, coinvolgenti e divertenti che abbia letto quest'anno. La casa editrice Mondadori porterà il romanzo sui nostri scaffali a partire da fine novembre...



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Data di uscita:
26 novembre 2019

Puoi acquistarlo QUI

"Tra draghi, lotte per il potere e indimenticabili eroine, l'epico fantasy al femminile per il nuovo millennio.
Il romanzo fantasy dell'anno. La casa di Berethnet ha regnato su Inys per mille anni ma ora sembra destinata a estinguersi se la regina Sabran IX non si sposerà e darà alla luce una figlia. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell'ombra della corte. A vegliare segretamente su Sabran c'è Ead Duryan, adepta di una società segreta che, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys..."


Lo scorso giugno, vi avevo già proposto qui sul "Laumes' Journey" una lunga e dettagliata recensione de "Il Priorato dell'Albero delle Arance" (facendo ovviamente riferimento all'edizione originale in lingua inglese, come ormai sta diventando prassi da queste parti). Ve ne ripropongo adesso un estratto, nella speranza di aiutarvi a capire meglio di che tipo di libro stiamo parlando, e se potrebbe effettivamente adattarsi bene alle esigenze del vostro palato:
"La trama di questo avvincente “romanzone”, in ogni caso, ha un sapore molto classico e si inserisce felicemente all’interno di una collaudata tradizione. La narrazione multipla si basa sull’alternanza di quattro diversi punti di vista principali, e si sviluppa a partire da un canovaccio estremamente familiare: i nostri quattro protagonisti vengono trascinati – loro malgrado – all’interno di un conflitto millenario fra le forze del Bene e quelle del Male… Purtroppo per loro, cercare di stabilire quale fazione incarni esattamente la Luce, e quale l’Oscurità, si rivelerà ben presto assai più arduo del previsto, soprattutto considerando i titanici conflitti personali che legano i nostri problematici (anti-)eroi ad alcune figure cardine di questa epica battaglia.
Nonostante l’apparente semplicità di questa premessa, posso assicuravi che l’intreccio del romanzo si sviluppa secondo percorsi decisamente intriganti e intricati, e che l’inconfutabile modernità/umanità dei personaggi si rivela più che sufficiente a compensare l’apparente prevedibilità della trama. Senza contare il fatto che, secondo me, il certosino lavoro di world building compiuto dalla Thomas riuscirebbe anche da solo a riportare il sorriso sulle labbra del lettore più esigente e preparato…
E poi le pagine volano via in maniera sorprendente, senza concedere spazio a momenti di noia o confusione, supportate da un cast di personaggi in grado di catalizzare completamente l’attenzione di qualsiasi appassionato del genere. Magia, avventura, romanticismo, combattimenti all’arma bianca e colpi di scena a non finire… la Shannon stavolta si premura di non farci mancare assolutamente niente, e ricompensa abbondantemente la fiducia dei suoi lettori, delineando abilmente il complesso affresco di un mondo perennemente assillato dai demoni della violenza, del fanatismo e dal pregiudizio, e regalandoci alcune fra le più toccanti e convincenti storie d’amore e d’amicizia di cui ci sia capitata occasione di leggere nel contesto di un libro appartenente al sottogenere “epico”. (potete leggere il resto della recensione cliccando QUI).

Di recente, ho saputo che l'autrice ha definito "Il Priorato dell'Albero delle Arance" come una sorta di "retelling in chiave femminista della leggenda di San Giorgio e il Drago". Una descrizione a cui io personalmente non sarei mai arrivata, ma che effettivamente calza a pennello! 
Eppure, in accordo ai mie gusti personali, preferisco ancora considerare il libro come una specie di "adattamento", aggiornato alle esigenze dei tempi moderni, di opere ambiziose e intramontabili come "Il Signore degli Anelli"; vale a dire quello che un qualsiasi Maestro dell'eta "classica" del fantasy avrebbe potuto scrivere, se il femminismo ai tempi non fosse stato recepito come un argomento tabù, e le donne nei loro libri non fossero state considerate come dei meri accessori (praticamente una parte integrante della scenografia) da relegare sullo sfondo di grandi battaglie e magnificenti ambientazioni (Non mi credete? Se perfino l'immensa Ursula L. Leguin è stata costretta ad ammettere di essere andata incontro a un'infinità di problemi, negli anni '80, durante il processo di creazione di personaggi femminili credibili e "importanti" da inserire nei suoi libri fantasy, potete star certi che la questione non è certo un parto della mia immaginazione!).

"Il Priorato dell'Albero delle Arance", invece, narra fortunatamente una storia che trabocca di donne forti e personaggi appartenenti alle più disparate etnie. Un vero e proprio trionfo dei concetti di "inclusività" ed empatia umana, che trascende qualsiasi differenza personale e spalanca le porte del nostro genere preferito a TUTTI, come è solo giusto e sacrosanto che sia: uomini e donne, persone bianche e persone di colore, giovani e vecchi, monoteisti e politeisti, etero e gay, eccetera, eccetera.
E il bello è che il libro riesce a compiere questo piccolo miracolo nel modo più efficace e "celebratorio" possibile: vale a dire con grazia e senza alcun rimorso, con rispetto e naturalezza e senza il minimo accenno di fanfara.

Anche da un punto di vista prettamente stilistico, vi assicuro che la Shannon ha compiuto progressi enormi nel corso di quest'ultima manciata d'anni: quindi, perfino nel caso in cui il suo libro d'esordio, "La Stagione della Falce", dovesse in qualche modo essersi dimostrato al di sotto delle vostre aspettative...
Be', mettiamola così: se la trama vi attira, voi magari provate lo stesso a concedere un'opportunità a "Il Priorato dell'Albero delle Arance". Vi assicuro che la Shannon ha lavorato veramente sodo per la stesura di questo libro! E credo che i suoi sforzi abbiamo portato i loro frutti, nella forma di uno stupefacente "romanzone" gigante di oltre 800 pagine; un'epopea che conquista e stupisce, intrattiene e commuove, diverte e appassiona...


Giudizio personale: 
9.0/10





lunedì 3 giugno 2019

Recensione: "The Priory Of The Orange Tree", di Samantha Shannon

"Un mondo diviso.
Un regno senza eredi.
Un antico nemico che sta per svegliarsi."



Disponibile anche in italiano a partire da novembre 2019
(leggete QUI per scoprire i dettagli)

"La Casa di Berethnet ha regnato su Inys per un migliaio di anni. Ancora nubile, la Regina Sabran Nona deve riuscire a concepire un’erede per assicurare la continuazione della sua linea di sangue. Ma mentre la sovrana cerca di aggrapparsi alla propria indipendenza, una banda di assassini comincia ad avvicinarsi minacciosamente alla sua porta.
Ead Duryan è un’outsider a corte. Sebbene si sia convertita alla dottrina delle Sei Virtù e sia riuscita ad ascendere alla posizione di dama di compagnia della Regina, non potrà mai sentirsi veramente a casa a Inys. Eppure si reca al santuario ogni giorno, e tiene diligentemente d’occhio la Regina, proteggendola da qualsiasi magia proibita. Eppure neppure lei riuscirà a tenere Sabran alla larga dal pericolo a tempo indefinito. I draghi si stanno avvicinando alle terre di Inys per la prima volta da un tempo immemorabile, i conflitti fra l’Est e l’Ovest non sono mai stati così aspri, e una minaccia antica di secoli sta per tornare a esplodere in tutta la sua potenza… “



Dedichiamo oggi qualche riga di spazio alla recensione di “The Priory Of The Orange Tree”: un libro fantasy chiacchieratissimo e molto amato dal pubblico internazionale, che per me ha senz’altro rappresentato una delle letture più coinvolgenti, magiche e soddisfacenti di questa prima metà del 2019.

Della stessa autrice, la giovane scrittrice britannica Samantha Shannon, qualche tempo fa avevo già avuto occasione di leggere “La Stagione della Falce” (peraltro disponibile anche in italiano, su traduzione della casa editrice Salani); un urban fantasy dedicato al pubblico dei giovanissimi che, in realtà, non era riuscito ad esaltarmi in maniera particolare (se siete curiosi di scoprire perché, vi ricordo che potete trovare QUI la mia recensione completa).

Mi è bastato divorare i primissimi capitoli di “The Priory Of The Orange Tree” – un behemot di quasi 900 pagine – per capire che questa sua nuova fatica letteraria si sarebbe rivelata infinitamente più adatta alle esigenze del mio palato; un po’ perché il target di riferimento, stavolta, riesce a coinvolgere tranquillamente anche la fascia dei lettori adulti, e un po’ perché – a mio umile avviso – la Shannon in questi ultimi anni è riuscita a maturare in maniera davvero sorprendente, sia da un punto di vista stilistico che tematico.

La trama di questo avvincente “romanzone”, in ogni caso, ha un sapore molto classico e si inserisce felicemente all’interno di una collaudata tradizione. La narrazione multipla si basa sull’alternanza di quattro diversi punti di vista principali, e si sviluppa a partire da un canovaccio estremamente familiare: i nostri quattro protagonisti vengono trascinati – loro malgrado – all’interno di un conflitto millenario fra le forze del Bene e quelle del Male… Purtroppo per loro, cercare di stabilire quale fazione incarni esattamente la Luce, e quale l’Oscurità, si rivelerà ben presto assai più arduo del previsto, soprattutto considerando i titanici conflitti personali che legano i nostri problematici (anti-)eroi ad alcune figure cardine di questa epica battaglia.

Nonostante l’apparente semplicità di questa premessa, posso assicuravi che l’intreccio del romanzo si sviluppa secondo percorsi decisamente intriganti e intricati, e che l’inconfutabile modernità/umanità dei personaggi si rivela più che sufficiente a compensare l’apparente prevedibilità della trama. Senza contare il fatto che, secondo me, il certosino lavoro di world building compiuto dalla Thomas riuscirebbe anche da solo a riportare il sorriso sulle labbra del lettore più esigente e preparato…

E poi le pagine volano via in maniera sorprendente, senza concedere spazio a momenti di noia o confusione, supportate da un cast di personaggi in grado di catalizzare completamente l’attenzione di qualsiasi appassionato del genere. Magia, avventura, romanticismo, combattimenti all’arma bianca e colpi di scena a non finire… la Shannon stavolta si premura di non farci mancare assolutamente niente, e ricompensa abbondantemente la fiducia dei suoi lettori, delineando abilmente il complesso affresco di un mondo perennemente assillato dai demoni della violenza, del fanatismo e dal pregiudizio, e regalandoci alcune fra le più toccanti e convincenti storie d’amore e d’amicizia di cui ci sia capitata occasione di leggere nel contesto di un libro appartenente al sottogenere “epico”.

Più in generale, mi piacerebbe consigliare “The Priory of the Orange Tree” a chiunque abbia amato visceralmente “Il Signore degli Anelli”… ma non abbia potuto fare a meno di lamentare in cuor suo, durante la lettura, la scarsità di rilievo concessa ai suoi personaggi femminili. E probabilmente (dico: probabilmente…) dovreste buttare un’occhiata in questa direzione anche se, seguendo “Il Trono di Spade” alla tv, siete stati colti in più di un’occasione dall’inspiegabile desiderio di vedere interagire Daenerys e Missandei un tantino (parecchio) di più.

Chiaro, finora ho (deliberatamente) scelto di sorvolare sui difetti. “The Priory of the Orange Tree” è un libro che emoziona, commuove, mozza il fiato, conquista, spaventa, diverte… Ma non è impeccabile e, da un punto di vista tecnico, risente in modo pesante di un gravissimo squilibrio di fondo: da un certo punto in avanti, infatti, il ritmo del romanzo subisce una burrascosa impennata verso l’alto… come se l’autrice, svegliandosi una mattina, si fosse scoperta  improvvisamente impaziente di arrivare allo scioglimento, e avesse deciso allora di mettersi a correre a perdifiato verso l’abito traguardo finale.
Niente di tutto questo ha influito sulla mia valutazione generale del libro, ma si tratta senz’altro di una caratteristica che ho riscontrato. Dal momento che non credo di essere stata l'unica, mi è sembrato giusto farlo presente! :)





giovedì 17 gennaio 2019

10 libri fantasy sui draghi che forse non conoscete ancora...


Chi non ama i libri fantasy sui draghi? Difficilissimo determinare quali potrebbero essere i migliori in assoluto, ma direi che, nel dubbio, potremmo sempre provare ad elencarne alcuni di cui difficilmente avrete già sentito parlare...

Se i libri della serie “Dragonlance” per voi non hanno più segreti; se avete già volato in compagnia di Nihal o Atreiu sulle ali del vento; se avete già partecipato al famoso Viaggio del Veliero, o state semplicemente aspettando di scoprire quale sarà la sorte degli ultimi draghi di Westeros... Be', direi che per voi potrebbe essere arrivato il momento di lanciarvi in un bel corso avanzato di “scienza draconica”applicata! ;D


Consigliati:

Eon + Eona 
di Alison Goodman


Il dodicenne apprendista Eon ha studiato duramente per conquistarsi un posto all'interno del mondo della magia e dei draghi. La sua arte è basata sull'astrologia cinese, e il suo maestro è il Signore del Drago della Tigre. Eon è uno dei più promettente allievi che la sua patria, una terra esotica e affascinante, scandita dal passaggio di mastodontici spiriti benevoli, abbia mai avuto l'opportunità di sfoggiare. Il problema è che Eon è in realtà Eona, in un contesto sociale che non permette alle donne l'uso della magia (o di avvicinarsi anche solo remotamente a un potente drago astrale). Se il suo segreto venisse scoperto, per lei sarebbe la fine... E forse anche per il resto del suo Paese.
L'inizio di una duologia fantasy epica e, a mio avviso, semplicemente imperdibile. Potete leggere QUI la mia recensione del primo volume, oppure saltare direttamente al commento sul secondo libro cliccando di QUA.
Disponibile in inglese.



The Summer Dragon 
di Tom Loockwood


The Summer Dragon” è il romanzo d'esordio dell'acclamato illustratore Tom Loockwood. Di tutti i libri sui draghi presentati all’interno di questa piccola lista, questo è probabilmente quello che più mi sentirei di consigliare ai veri patiti dell’argomento: la serie è infatti ambientata entro la cornice di un mondo fantastico completamente permeato di elementi draconici, dalla struttura sociale alla cultura, passando per la mitologia, l’apparato politico, la filosofia e la religione. La protagonista del libro è Maia, la figlia minore di un allevatore di draghi, scaraventata suo malgrado fra le pieghe di un complicato intreccio dai risvolti letali…



Temeraire: Il Drago di Sua Maestà
di Naomi Novik


Se avete amato il film d’animazione “Dragoner Trainer”, sono assolutamente convinta che “Temeraire - Il Drago di Sua Maestà” sia la lettura che fa per voi! Si tratta di una serie di libri a metà strada fra il fantasy ucronico e il romanzo storico, ambientati durante le temibili guerre napoleoniche e incentrati sulla tenerissima storia d’amicizia fra un serio capitano dell’aviazione di nome Lawrence e il suo meraviglioso “cucciolo” di drago, Temeraire. Potete trovare QUI la mia recensione completa.




Ancora da leggere:

A Natural History of Dragons
di Marie Brennan


Di questa autrice ho avuto l’opportunità di leggere, un po’ di tempo fa, le coinvolgenti novelle high fantasy“Lightning in the Blood” e “Cold-Forged Flame”, dedicate al personaggio della guerriera "smemorina" Ree Varekai. Ne sono rimasta abbastanza colpita da aver messo in wish-list anche questa sua monumentale saga dedicata ai draghi: la protagonista è Lady Trent, una scienziata naturalista specializzata nello studio di… indovinate un po’ voi che cosa!? XD
Il libro, candidato al World Fantasy Award nel 2014, è disponibile in inglese



Talon 
di Julie Kagawa


Ci fu un tempo in cui i draghi furono cacciati fino quasi all'estinzione dai cavalieri dell'Ordine di San Giorgio. Da allora, nascosti sotto sembianze umane, i draghi di Talon sopravvissuti al massacro si sono moltiplicati e hanno acquisito maggiore forza e astuzia nel corso dei secoli: ormai non manca molto a quando saranno pronti a diventare i padroni del mondo, senza che gli esseri umani nemmeno se lo immaginino...
Fortunatamente, in questo caso il primo libro è più che disponibile in lingua italiana!



The Iron Dragon's Daughter 
di Michael Swanwick


Questo titolo mi ispira particolarmente, probabilmente perché riesce a mescolare due dei miei argomenti preferiti: draghi meccanici e fay! L’ambientazione, a sua volta, sembra in grado di garantire un certo fascino, dal momento che gli eventi narrati si svolgono sullo sfondo di un oscuro mondo magico post-industriale… Il sequel, “The Iron Dragons’ Mother”, uscirà a giugno negli USA, a oltre vent’anni di distanza dalla prima pubblicazione del suo illustre predecessore…




The Waking Fire 
di Anthony Ryan


The Waking Fire” è ambientato in un mondo in cui il sangue dei dragoni – creature simili ai draghi – viene stimato al di là di ogni immaginazione, e può essere distillato in vari elisir che permettono ai prescelti di guadagnare strepitosi poteri.
I protagonisti sono, per l'appunto, un misterioso individuo a caccia di un’elusiva razza di dragoni così potenti che la loro cattura garantirebbe l’accesso a sconfinate ricchezze, il secondo in comando di una nave corazzata e una giovane donna impegnata da un contratto a vita con un sindacato commerciale, coinvolta in una missione di spionaggio che la piazzerà sul fronte di una guerra appena dichiarata. Disponibilità in lingua inglese.




Draghi italiani
di Davide Frisoni


Leggende affascinanti avvolgono le figure dei draghi, creature nate in epoche antiche dall'immaginazione dell'uomo che cerca nel soprannaturale le spiegazioni a fenomeni che non conosce e che interpreta attraverso la categoria del mistero. Creature esotiche, animali sconosciuti dalle fattezze e dimensioni impressionanti, arrivati attraverso chissà quali peripezie in territori dove non si erano mai visti, hanno certamente sconvolto chiunque li avesse incontrati in quei luoghi isolati e selvaggi nei quali si erano adattati a vivere. E le leggende di orrendi mostri alati, enormi serpenti acquatici ed esseri famelici divoratori di uomini e animali si sono moltiplicate e diffuse in ogni angolo del mondo radicandosi nelle tradizioni popolari. In Italia, di cui il libro illustra le creature mitologiche oggetto delle leggende di tutte le regioni, le storie pagane si sono mescolate con quelle del cristianesimo, attraverso le figure di santi cavalieri come San Giorgio. Altre storie, invece, si legano ad eventi storici realmente accaduti che vedono la figura del drago coprotagonista nel bene e nel male….
PS: ho avuto l’opportunità di sfogliare questo splendido volume illustrato soltanto ieri in libreria, e ragazzi, se non si tratta di un’edizione coi controfiocchi, da acquistare a ogni costo! *____*



Seraphina 
di Rachel Hartman


Regno di Goredd, oggi. Dopo una sanguinosa guerra durata quarant'anni, uomini e draghi tentano di dimenticare gli antichi rancori e convivere pacificamente. In realtà gli uomini non riescono ancora a fidarsi dei vecchi nemici e guardano con sospetto i draghi che, sotto sembianze umane, frequentano la corte e l'università. Per questo, ogni unione tra le due specie continua a essere severamente vietata. Seraphina - nata dall'amore illecito tra un uomo e un drago con sembianze femminili - è quindi costretta a nascondere a tutti la sua vera natura e a coltivare in gran segreto l'amore che nutre per l'affascinante principe Lucian. Quando l'instabile pace tra i due mondi viene minacciata, Seraphina deve però scegliere da che parte stare. E la scelta sarà molto dolorosa.



La Custode del Drago
di Carole Wilkinson



141 a.C. Antica Cina, dinastia Han. Nel palazzo più remoto dell'impero, Ping, un'orfana di ignote origini, è la giovane schiava del crudele Maestro Lan, un uomo rozzo e dedito all'alcol che trascura i suoi doveri di Custode Imperiale dei Draghi maltrattandoli, tanto che da dodici si sono ridotti a due. Quando anche il penultimo muore, e l'ultimo rimasto, Long Danzi - il "drago coraggioso" - rischia di cadere nelle mani di Diao, un cacciatore che vuole impossessarsi del suo cuore e del suo fegato per venderli ai negromanti, Ping decide di liberarlo… Disponibile in italiano.




BONUS:

Il Priorato dell'Albero delle Arance
di Samantha Shannon


La Casa di Berethnet ha regnato su Inys per un migliaio di anni. Ancora nubile, la Regina Sabran Nona deve riuscire a concepire un’erede per assicurare la continuazione della sua linea di sangue. Ma mentre la sovrana cerca di aggrapparsi alla propria indipendenza, una banda di assassini comincia ad avvicinarsi minacciosamente alla sua porta.
Ead Duryan è un’outsider a corte. Sebbene si sia convertita alla dottrina delle Sei Virtù e sia riuscita ad ascendere alla posizione di dama di compagnia della Regina, non potrà mai sentirsi veramente a casa a Inys. Eppure si reca al santuario ogni giorno, e tiene diligentemente d’occhio la Regina, proteggendola da qualsiasi magia proibita. Eppure neppure lei riuscirà a tenere Sabran alla larga dal pericolo a tempo indefinito. I draghi si stanno avvicinando alle terre di Inys per la prima volta da un tempo immemorabile, i conflitti fra l’Est e l’Ovest non sono mai stati così aspri, e una minaccia antica di secoli sta per tornare a esplodere in tutta la sua potenza… 
Uno dei più bei romanzi fantasy del 2019, finalmente disponibile anche in italiano! Potete acquistarlo QUI.

EXTRA:

Già che ci siamo, vi segnalo anche l'imminente uscita de "La Forchetta, la Strega e il Drago", nuova antologia di racconti firmata da Christopher Paolini, il redivivo autore di "Eragon" in persona! 





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