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venerdì 25 marzo 2022

"Una Porta Per Ogni Cuore": recensione, trama e data d'uscita italiana del libro fantasy di Seanan McGuire

Un meraviglioso libro fantasy della mia autrice preferita sta finalmente per approdare in Italia, e io mi ritrovo stranamente emozionata a suo beneficio: “Una Porta Per Ogni Cuore”, di Seanan McGuire, sarà disponibile in libreria a partire dal 26 aprile 2022...

Pronti a tuffarvi in un autentico oceano di mondi impossibili? *____*

  

Potete acquistarlo QUI in italiano


La trama

Nelle giuste circostanze, bambini di ogni angolo del mondo hanno sempre continuato a scomparire: scivolando attraverso le ombre raccolte sotto il letto, o sul retro di un guardaroba; ruzzolando giù per la tana di un coniglio o lungo un vecchio pozzo, per emergere… da qualche altra parte.

Ma le terre incantate hanno poco bisogno di bambini terribilmente a corto di miracoli.

Nancy ha visitato uno di questi mondi, una volta, ma adesso è tornata. Le cose che ha sperimentato mentre era lì, l’hanno... cambiata. Ma, forse, non è neanche solo questo: forse il problema è che la parola “casa” non aveva mai avuto un significato, prima di quel viaggio.

Invece adesso ce l’ha.

I bambini sotto le cure speciali di Miss West questo lo capiscono, fin troppo bene. E ciascuno di loro sta cercando una via per tornare nell’unico posto che li abbia mai fatti veramente sentire accolti; quella porta speciale, meravigliosa, indimenticabile, che sopra ogni altra cosa avverte l’esigenza di chiederti: «Sei sicuro?».

Come per domandarti: «È qui che vuoi stare? È qui che potrai essere felice?»

Che è più di quanto si prenda mai la briga di domandare il nostro mondo d’origine, in ogni caso.

Ma i ragazzi dell’Istituto di Miss West, purtroppo, capiscono anche che cosa significhi sentirsi respinti.

Eppure, l’arrivo di Nancy porta un cambiamento inaspettato.

Un’oscurità che si annida dietro ogni angolo... e, quando una tragedia colpisce, toccherà proprio a Nancy e ai suoi nuovi compagni di scuola arrivare al cuore della faccenda.

A qualsiasi costo.

 

La recensione

Sul “Laumes’Journey” potete già leggere la recensione completa di “Every Heart a Doorway”, edizione originale di “Una Porta per Ogni Cuore”.

Credo di aver già scritto fiumi di parole a proposito di Seanan McGuire, e altri ancora ne scriverò in futuro – dopotutto, sono a metà dell’ottavo volume di una delle serie urban fantasy più divertenti, pazzesche e longeve di sempre (“October Daye”), e mi sono ripromessa di arrivare al sedicesimo entro la fine del 2022: state pur certi che torneremo a parlare dell’argomento, e anche approfonditamente!

E poi, a maggio dovrebbe uscire “Seasonal Fears”, l’attesissimo sequel di “Middlegame”, ragazzi! <3

Per il momento, quindi, credo che mi limiterò a ribadire l’ovvio: “Una Porta Per Ogni Cuore” è IL portal fantasy definitivo per le nuove generazioni, un classico moderno adatto al palato di (quasi) ogni appassionato di fantasy figlio dei nostri tempi.

Vi riporto, adesso, un piccolo estratto della mia recensione di “Una Porta Per Ogni Cuore” (vincitore dei Premi Hugo, Nebula e Locus nel 2017), nella speranza di convincervi a concedere un’opportunità a una delle autrici più versatili, brillanti e anticonvenzionali che il panorama della speculative fiction abbia attualmente da offrire:


 Aldilà dei suoi numerosi pregi (e dei suoi trascurabili difetti), sospetto di aver amato “Una Porta per Ogni Cuore” perché, sopra ogni altra cosa, questo libro è riuscito nell’ impossibile intento di farmi sentire rispettata, vista e compresa.

Il finale mi ha commosso fino alle lacrime; e, badate, non sto parlando solo della questione della rappresentazione LGBT (che, sì, è presente, e all’interno della trama gioca anche un ruolo importante).

Mi riferisco proprio al fatto di aver avuto la sensazione di provare il dolore, lo smarrimento, la rabbia e la confusione di questi ragazzi sulla mia pelle. Gli emarginati, i reietti, i “paria” del mondo... quelli che la nostra società cerca costantemente di scartare e rigettare, schiacciare e lasciarsi alle spalle.

Ma non solo.

Perché la verità è che certi bambini nascono diversi; sono diversi, e sempre diversi rimarranno, alla faccia di qualsiasi aberrante pretesa di uguaglianza e universalità a cui i nostri educatori cerchino di appellarsi.

La loro diversità, le loro esigenze, la loro unicità e i loro bisogni... sono cose che andrebbero riconosciute, coltivate e supportate; non costantemente derise, recriminate e trasformati in una fonte di isolamento.

Ad alcune bambine piacciono la matematica, la scienza, i dinosauri e gli sport sfrenati.

Ad alcuni bambini piacciono il rosa, i vestiti sgargianti, il balletto classico e “Una mamma per amica”.

Alcuni di loro hanno un corpo gracile e un portamento tetro, come dei piccoli Mister Hyde in miniatura. Altri sono paffuti e sgargianti, con i capelli color acquamarina e l’indole giocosa di una sirena.

Alcuni di loro cresceranno e diventeranno avvocati. Altri diventeranno sognatori, maghi, pittori, musicisti e astronauti.

Alcuni di loro si sposeranno; forse con persone del sesso opposto, ma magari no.

Altri, come Nancy, non vorranno sposarsi mai.

Non fa alcuna differenza e, insieme, fa tutta la differenza del mondo.

Perché ognuno di questi bambini, a modo suo, è una cosa soltanto: un eroe.

Perché la verità è che ci vuole un coraggio grande come una casa, a crescere in un mondo come il nostro.

Altro che Wonderland, Narnia e Terra di Mezzo! XD

 

Wayward Children”: i "Bambini Irrequieti" di Seanan McGuire a spasso nel Multiverso

Una Porta Per Ogni Cuore” va a inaugurare una lunga serie di romanzi brevi.

Ad oggi, l’ultimo uscito è “Where the Drowned Girls Go”, il settimo volume (recensione in arrivo su questi schermi ASAP!); ma, se tutto andrà bene, nel corso dei prossimi anni ne arriveranno molti altri.

Tuttavia, vi esorto a non lasciarvi scoraggiare dalle dimensioni apparentemente monumentali del ciclo completo: a parte il fatto che si tratta di letture scorrevoli e corredate da una serie di suggestive illustrazioni, la verità è che alcuni di questi volumi possono essere tranquillamente considerati come autoconclusivi.

Mi spiego meglio: potete tranquillamente decidere di leggere “Una Porta Per Ogni Cuore” e fermarvi lì – la vostra ricompensa sarà un finale perfettamente soddisfacente.

Oppure, potete fare come ho fatto io, e lasciarvi travolgere completamente dalle storie di questi personaggi tormentati, imprevedibili e indimenticabili: ogni nuovo volume si trasformerà, inevitabilmente, nel portale che vi permetterà di esplorare uno o più mondi magici – nonché di sfiorare i cuori di giovani protagonisti altrettanto speciali.

Dopotutto, Seanan McGuire è sempre stata una maestra della pianificazione, e la portata dei suoi intricati ed estesi worldbuilding gode ormai di fama leggendaria presso il pubblico dei suoi lettori più affezionati.

Ma è importante ricordare che la “trama orizzontale” della serie “Wayward Children/Bambini  Irrequieti” comincia a delinearsi chiaramente soltanto a partire dal quinto libro (“Come Tumbling Down”).

Tutto ciò che viene prima di questa pietra miliare, è da considerarsi pienamente alla portata del lettore casuale! ^^

 

 



  

lunedì 7 febbraio 2022

5 nuovi libri fantasy per bambini e ragazzi (dagli 11 anni in su) da leggere quest'inverno

L’inizio del 2022 ha portato con sé un bastimento carico carico di... adorabili libri fantasy per bambini e ragazzi!

Da una magica avventura a fumetti in compagnia di un coniglietto meccanico alle indagini di un ragazzino alle prese con una misteriosa entità liberata per errore, passando per il secondo volume della serie “L'orologio di stelle” (illustrata da Chris Riddell in persona!) e per entusiasmante soggiorno presso un paio di specialissime Accademie all’insegna della diversità e dell’accettazione...

Il target ideale per tutti questi titoli? Giovanissimi lettori di fantasy dagli 11 anni in su!

Mmm...

Quindi, direi che la raccomandazione comprende senz’altro anche me, no? Dopotutto, 35 sono più di 11: non esiste mica un limite d’età, per questo genere di letture! ;D


L’orologio di stelle: Al di là delle montagne

di Francesca Gibbons

Sequel de “La falena d'ombra. Imogen e Marie attraversano di nuovo la porta nell’albero e si ritrovano in una Yaroslav completamente cambiata. Miro adesso è il re ma non lo sopporta. Anneshka non è più la regina e… non lo sopporta. Quando Anneshka viene a sapere di una profezia secondo cui dominerà su tutti i regni, rapisce Marie, convinta che sia lei la chiave per realizzare il suo sogno, e la conduce al di là delle montagne. Imogen e Miro partono subito all’inseguimento, ma ciò che troveranno trasformerà di nuovo ogni cosa, e li vedrà affrontare pericoli che non avrebbero mai immaginato. Età consigliata: 11+. Potete acquistarlo QUI in italiano.



Il cacciatore di fulmini 

di Claire Weze


Alfie e sua sorella Lily si sentono proprio fuori posto a Folding Ford, il paesino dove si sono trasferiti da qualche mese. Il ragazzino ha notato diverse stranezze, ma la cosa più sorprendente è il clima: pozzanghere ghiacciate e rami di alberi congelati in piena estate, per non parlare del mulinello di acqua che vortica in un secchio! È arrivato il momento di investigare, e Alfie sa già da dove partire: il giardino del signor Clemm, un uomo che nel tempo libero porta a spasso un mucchio di falene... Introducendosi in modo solo un tantino illegale, al centro del giardino Alfie trova una cassa misteriosa sovrastata da un cubo di aria gelida, che incautamente decide di aprire. Le scarpe gli si congelano all'istante, i denti prendono a vibrare, la fronte gli brucia tremendamente e una creatura simile a un lampo di luce sfreccia fuori. Lo strano essere porterà una caterva di guai, e mentre i barometri di Folding Ford vanno in tilt, Alfie si ritroverà al centro di una tempesta straordinaria. Età consigliata: 11+. Potete acquistarlo QUI in italiano.

 

Amulet: La custode della pietra

 di Kazu Kibuishi

(graphic novel)


Emily e Navin si trasferiscono in un’antica casa ancestrale. Ma poi la loro mamma viene rapita e trascinata giù per le scale dello scantinato da una misteriosa creatura. I ragazzi si lanciano all’inseguimento, e di colpo si ritrovano scaraventati all’interno di un mondo magico, ma anche estremamente pericoloso! Una terra di demoni mangia-uomini, conigli meccanici e nemici fatti d’ombra... Età consigliata: 11+. Potete acquistarlo QUI in italiano.

Il secondo volume della serie, “La maledizione della custode della pietra”, sarà disponibile invece a partire dal 10 febbraio 2022!


L’accademia per creature magiche di Ophelia Bloom

di Elisa Binda e Mattia Perego


Tea è una strega ed è dislessica. Una bella sfortuna, visto che per lanciare gli incantesimi deve leggere complicate formule magiche! Dopo l'ennesimo disastro causato in classe, Tea viene espulsa e, con suo grande disappunto, i genitori la mandano nell'unica scuola disposta ad accoglierla: l'Accademia per Creature Magiche di Ophelia Bloom, conosciuta anche come "l'accademia per creature difettose", perché qui arrivano tutti gli studenti che, per motivi diversi, non si sono sentiti accettati in altre scuole. Ma la preside, con i suoi occhiali stravaganti, è in grado di vedere il potenziale di ognuno di loro ed è pronta ad aiutarli a svilupparlo. È proprio qui che Tea troverà i migliori amici che avrebbe mai potuto desiderare: Noah, affetto da paralisi cerebrale, che quando si trasforma in gargoyle è agile e potente; Viola, la vivacissima sirena dai capelli arcobaleno incapace di sentire il dolore; Victor, il ragazzo licantropo che ha perso gli arti inferiori ma ha imparato a rialzarsi di fronte a ogni difficoltà; Tessa, la dolce fata affetta da autismo; il mago Morgan, che troverà il modo di lanciare incantesimi nonostante la balbuzie e Jonathan, il timido fantasma con la tendenza a rifugiarsi nell'aldilà. Insieme a loro, Tea imparerà ad affrontare e superare i propri limiti, soprattutto quando il Domatore, un potentissimo mago, minaccerà le sorti dell'intera comunità di creature magiche... Età consigliata: 11+. Potete acquistarlo QUI in italiano.

 

Marvel: Xavier's Institute - 

Libertà e Giustizia per Tutti 

di Carrie Harris

Due eccezionali studenti affrontano la loro prova più difficile quando rispondono a una richiesta d’aiuto, nel primo entusiasmante romanzo della linea Xavier’s Institute, incentrata sulle audaci imprese degli eroi mutanti Marvel. Come parte del loro addestramento al Nuovo Istituto Charles Xavier, a Triage e Tempus viene concesso di cimentarsi nella loro prima missione in solitaria. Non si sa in che modo, ricevono un SOS urgente: le Sentinelle stanno attaccando un mutante superpotente, impegnato a proteggere un politico ferito. Quando abbandonano l’addestramento per rispondere alla chiamata, comunque, la loro identità causerà ai due giovani X-Men molti più problemi di quelli che si aspettavano. Età consigliata: 14+. Potete acquistarlo QUI in italiano.


E voi, amici? Leggete mai libri fantasy per bambini?

Quali sono i vostri preferiti? ^___^


lunedì 19 aprile 2021

Recensione: "Otherside Picnic" - Volumi 1 e 2

 

Potete acquistarlo QUI in inglese


"Otherside Picnic" è una serie di light novel di genere horror/yuri

I libri hanno ricevuto due adattamenti: il primo, in formato manga, è stato distribuito in Giappone dalla Square Enix; l'anime invece è andato in onda durante l'ultima sessione invernale.

Ho finito giusto ieri di leggere i primi due romanzi scritti da by Iori Miyazaw, raccolti in un unico Omnibus e tradotti in inglese dalla casa editrice J-Novel Club

Potremmo definire "Otherside Picnic" un' atipica serie "portal fantasy"... o, meglio ancora, un "portal horror". L'autore, infatti, scegli di porre l'accento soprattutto sugli elementi grotteschi e mostruosi della narrazione, oltre che sulla natura genuinamente terrificante di taluni colpi di scena.

La protagonista è Sorawo, una studentessa universitaria dall'indole cinica e introversa. Un evento famigliare traumatico l'ha resa schiva e poco incline alle relazioni sociali; perciò, la ragazza dedica la maggior parte del suo tempo libero all'esplorazione di antiche rovine, posti isolati che le permettano di tenersi alla larga dai suoi coetanei. Il suo obiettivo? Aggiungere nuove, preziose informazioni al suo particolare campo di ricerca: le leggende metropolitane.

Un giorno, però, Sorawo si imbatte in un portale in grado di condurla in un mondo fantastico. Lo scenario che l'aspetta all'altro capo del varco è incantevole: una prateria assolata, una catena di montagne svettanti all'orizzonte, uno spettacolo di natura incontaminata ovunque si posi il suo sguardo...

Sorawo è al settimo cielo!

Ma una creatura spaventosa si nasconde nell'ombra, un mostro che non si lascia sfuggire l'occasione di addentare una nuova preda...

Stordita e sanguinante, Sorawo fissa il cielo e pensa che non vivrà abbastanza a lungo da osservare un'altra alba. Invece dal nulla si materializza Toriko, una bellissima ragazza armata di pistola che, fra mille difficoltà, riesce a strapparla dalle grinfie del mostro e a riportarla a casa!

Eppure l'incontro ravvicinato con la creatura non lascia illesa nessuna delle due. 

Uno degli occhi di Sorawo si tinge misteriosamente di azzurro, e da quel momento acquisisce il potere di penetrare il velo di illusione che permea gli oggetti e gli abitanti dell'Altro Mondo; mentre la mano sinistra di Toriko si trasforma in una potente arma in grado di manipolare la realtà deformata e surreale che domina in quel pericoloso mondo alieno.

Questo primo evento segnerà soltanto l'inizio di un tripudio di spedizioni e scontri al cardiopalma contro gli esseri misteriosi che infestano l'Altro Mondo. Toriko, infatti, continua a recarsi lì per cercare un'amica scomparsa; e Sorawo, dopo una breve esitazione, decide di accompagnarla, apparentemente attratta dal lauto compenso per il suo aiuto promesso da Toriko.

Ma... e se ci fosse qualcosa di più? 

Se l'idea di avere a disposizione "un mondo tutto per sé" - per quanto bizzarro, per quanto letale - esercitasse su di lei un fascino particolare? 

Se combattere contro mostri spaventosi, giorno dopo giorno, al fianco dell'unica persona al mondo che Sorawo sia in grado di definire "amica" (e forse più), fosse esattamente quello che ci vuole per ritrovare la voglia di vivere e ritornare a far parte del mondo?

"Otherside Picnic" è una light novel che propone scenari e personaggi interessanti. Soprattutto perché declina i principali cliché di genere in maniera unica e originale, dedicando un'attenzione particolare alle relazioni fra i comprimari e allo sviluppo del world building

Oltretutto, la premessa narrativa si rivela estremamente efficace, mentre le due protagoniste riescono a creare sulla pagina un'alchimia frizzante e divertente. 

La trama orizzontale - incentrata sulla scomparsa dell'enigmatica Satzuki, tutor di Toriko e brillante ricercatrice del sovrannaturale - si sviluppa in parallelo con quella verticale. La trama, infatti, distribuisce tasselli utili alla sua risoluzione attraverso l'arco di ogni singolo episodio.

L' Altro Mondo, dal canto suo, è un posto davvero inquietante! 

Suggestivo e dotato di regole molto, molto rigorose (perfino macchinose, in alcuni punti....), si basa soprattutto sul folclore popolare giapponese, pur sconfinando spesso nel regno del dark web e delle creepypasta; ma non manca qualche ispirazione di stampo lovecraftiano, per non parlare di un certo occhio di riguardo ad alcuni dei più grandi successi del cinema hollywoodiano.

E poi le illustrazioni che impreziosiscono il volume sono a dir poco superlative, ragazzi! 

Se mai Shirakaba decidesse di pubblicare un "Bestario" delle creature di"Other Picnic", mi sa che lo comprerei a scatola chiusa! *____*



domenica 21 marzo 2021

Recensione: "Piranesi", di Susanna Clarke

 

Potete acquistarlo QUI in italiano

"Piranesi vive nella Casa. Forse da sempre. Giorno dopo giorno ne esplora gli infiniti saloni, mentre nei suoi diari tiene traccia di tutte le meraviglie e i misteri che questo mondo labirintico custodisce. I corridoi abbandonati conducono in un vestibolo dopo l'altro, dove sono esposte migliaia di bellissime statue di marmo. Imponenti scalinate in rovina portano invece ai piani dove è troppo rischioso addentrarsi: fitte coltri di nubi nascondono allo sguardo il livello superiore, mentre delle maree imprevedibili che risalgono da chissà quali abissi sommergono i saloni inferiori. Ogni martedì e venerdì Piranesi si incontra con l'Altro per raccontargli le sue ultime scoperte. Quest'uomo enigmatico è l'unica persona con cui parla, perché i pochi che sono stati nella Casa prima di lui sono ora soltanto scheletri che si confondono tra il marmo. Improvvisamente appaiono dei messaggi misteriosi: qualcuno è arrivato nella Casa e sta cercando di mettersi in contatto proprio con Piranesi. Di chi si tratta? Lo studioso spera in un nuovo amico, mentre per l'Altro è solo una terribile minaccia. Piranesi legge e rilegge i suoi diari ma i ricordi non combaciano, il tempo sembra scorrere per conto proprio e l'Altro gli confonde solo le idee con le sue risposte sfuggenti. Piranesi adora la Casa, è la sua divinità protettrice e l'unica realtà di cui ha memoria. È disposto a tutto per proteggerla, ma il mondo che credeva di conoscere nasconde ancora troppi segreti e sta diventando, suo malgrado, pericoloso."


Piranesi” è un libro che sta facendo parlare di sé in lungo e in largo, sia in Italia che all’estero.

Dopo averlo letto, posso confermarvi che si tratta di un successo meritato. Il libro fantasy di Susanna Clarke è un pezzo raro, un’opera unica e singolare che, in quanto tale, non ambisce senz’altro a candidarsi come romanzo di intrattenimento alla portata di tutti. Anzi.

Voglio confessarvi la verità: se “Piranesi” fosse stato lungo 500 pagine anziché 270, probabilmente non l’avrei finito. Sono sicura che le prime 100 pagine sarebbero bastate a demoralizzarmi; in pratica, mi sono “costretta” ad andare avanti soltanto perché sapevo che la seconda metà del viaggio non avrebbe richiesto un impegno eccessivo, soprattutto in termini temporali.

Le ultime 170 pagine sono state quelle che mi hanno fatto innamorare di “Piranesi”.

Dovete capire che quello della Clarke è un volumetto raffinato, evocativo e dal gusto squisitamente “bizantino”; in altre parole, non il genere di lettura che dovreste affrontare se pensate che le parole “fantasy” e “azione” debbano necessariamente essere collegate.

Togliamoci di torno prima di tutto il “parente scomodo”, e diciamoci le cose come stanno: “Piranesi” non ha una trama molto solida. Il senso di mistero e di intrigo che aleggia su buona parte della narrazione aiuta a compensare un po’ questa mancanza, ma la verità è che qualsiasi lettore di media esperienza sarebbe in grado di indovinare i presunti “colpi di scena” del plot nel giro di dieci minuti, forse anche prima.

Per fortuna, “Piranesi” può vantare innumerevoli altre frecce al suo arco. Prima fra tutte, la straordinaria capacità inventiva della Clarke, un’immaginazione vividissima e attenta a ogni più minuto dettaglio; una virtù che permette al lettore di immergersi nelle sublimi atmosfere della Casa abitata da Piranesi in maniera pressoché integrale.

Leggendo, si ha effettivamente l’impressione di scorrere con gli occhi le parole di un incantesimo arcano; l’obiettivo è quello di raggiungere un mondo diverso, ma profondamente collegato al nostro: un regno di archetipi e di miti, di natura incontaminata e ideali perfetti, di statue immortali e corridoi dilavati dal ciclo incessante della marea.

Un posto di cui tutti noi abbiamo sempre sognato, e che pure in qualche modo, da svegli, abbiamo sempre insistito a rinnegare. Un sogno di calma, d’amore e di gratitudine; di accettazione, di pace e di solitudine, che affonda profondamente le sue radici nel ricchissimo immaginario della mitologia classica e pagana.

Un posto “altro”, che pure ci appartiene profondamente; quello che intravediamo con la coda dell’occhio ogni volta che il nostro cuore si riempie di meraviglia, e nei confronti del quale la maggior parte di noi continuerà a struggersi per il resto dei suoi giorni.

Da questo punto di vista, “Piranesi” non è tanto un “romanzo”, nel senso canonico del termine; è soprattutto un inno alla nostra spiritualità, al nostro mondo interiore; una fantasmagoria di paesaggi ed emozioni. In un certo senso, è il libro che vorresti “sbattere in faccia” a tutte quelle persone che continuano ad arricciare il naso e a chiederti: “Ma si può sapere perché sprechi il tuo tempo a leggere/scrivere fantasy?”.

Bè, ma è esattamente per questo che lo facciamo, signori e signore! Per sentirci come Piranesi all’interno di quei corridoi; per trovare la nostra forza (e la nostra identità) in quell’unico posto incontaminato e lontano dal chiacchiericcio del traffico, della politica, dei media, che ci permetterà di ascoltare veramente la nostra voce interiore. Di diventare forti, resilienti e coraggiosi, perfino nell’ambito di una società (la nostra) che ci preferirebbe sempre sull’orlo del panico, del materialismo, dell’aggressività, dell’isteria.

“Piranesi” è un libro visionario, umanista, elegante, minimalista. È il labirinto di Cnosso; è il Giardino Perduto di Heligan, la Mano del Deserto di Atacama, il Cerchio di Stonehenge.

Fra le sue pagine potreste perdervi. Il rischio è concreto, ma la verità è che finireste sempre per ritrovarvi. Perché la Casa forse non appartiene a noi. Ma noi apparteniamo alla Casa. E senza di Lei… Bè, sospetto che siano sotto gli occhi di tutti, i risultati! XD


 Giudizio personale:

8.0/10



martedì 9 febbraio 2021

Recensione: "Le Diecimila Porte di January", di Alix E. Harrow

 Avete già letto “Le Diecimila Porte di January”?

Io sono finalmente riuscita a colmare questa lacuna, peraltro con ottimi risultati! 

Il libro di Alix E. Harrow è uno dei migliori portal fantasy che mi siano capitati per le mani nel corso degli ultimi cinque anni.

Attraverso la mia recensione, cercherò di spiegarvi il perché! ;D

 

le diecimila porte di january - recensione - alix e harrow - oscar fantastica

Potete acquistarlo QUI in italiano


Le Diecimila Porte di January: la trama

January Scaller è una ragazzina introversa e curiosa. Vive in una magione infarcita di anticaglie insieme al datore di lavoro di suo padre, un eccentrico miliardario di nome Locke. Una specie di "accumulatore seriale" di meraviglie a metà strada fra Tony Stark e Mr Magorum, per intenderci.

Il padre di January, Julian, ormai, torna a casa soltanto di rado, e l'educazione impartita dal signor Locke si dimostra sempre molto severa. Come se non bastasse, ci troviamo agli inizi del Novecento, in Vermont, e January è una giovane donna dalla pelle scura. Sullo sfondo di un continente che, ancora oggi, non è riuscito a redimersi completamente dagli orrori della schiavitù e della segregazione razziale, la protagonista non può fare a meno di sentirsi persa, sola e confusa.

La povera January vorrebbe credere con tutte se stessa nel potere della speranza, della gioia e della magia, ma il materialismo e il pregiudizio delle persone che le stanno intorno mettono a dura prova la resilienza del suo spirito. Almeno fino a quando la nostra eroina non si imbatte in un diario che sembra testimoniare l'esistenza di una Porta misteriosa, un varco che consente al vento del cambiamento di spirare indisturbato da una parte all’altra della nostra realtà.

E così, January comincia a chiedersi…

… e se da qualche parte esistesse un posto in cui perfino una ragazzina “diversa”, ribelle e silenziosa come lei potrebbe finalmente arrivare a sentirsi a casa?

Eppure, perfino questa meravigliosa promessa giunge accompagnata da una minaccia: perché, nella nostra società, si annidano mostri disposti a compire qualsiasi sacrificio – perfino quello supremo – pur di assicurarsi che il mondo continui a restare esattamente com’è.

Per difendere il suo diritto a esistere, January sarà quindi costretta a ingaggiare una battaglia efferata contro queste forze malefiche e soffocanti.


Agenti del Cambiamento

"Le Diecimila Porte di January" ha fatto innamorare migliaia di lettori ai quattro angoli del globo. Sono fermamente convinta che la causa di questo entusiasmo smodato vada ricercata soprattutto nella sconfinata bellezza della sua storia e nella profonda vitalità del suo messaggio.

In ogni caso, credo che valga la pena soffermarsi a ricordare che "Le Diecimila Porte di January" è un libro d'esordio. Il che si traduce in un paio di vistosi difetti strutturali e in un profluvio torrenziale di aggettivi che, a tratti, infestano la sintassi della Harrow come un branco di scrocconi ubriachi alla festa del secolo. Tutta questa ampollosità, probabilmente, poteva essere evitata; dilatare il tempo dell’azione e rallentare la lettura, in una storia di questo tipo, non è quasi mai una buona idea.

Tuttavia, ritengo anche che – improbabili pretese letterarie a parte - l'autrice sia riuscita a creare un intreccio straordinario. La matrice da cui parte non è tutta farina del sacco della Harrow, intendiamoci; se vi piace il genere, sapete già che diversi scrittori di fantasy hanno avuto modo di confrontarsi con una premessa narrativa affine o addirittura identica alla sua. Fra gli esempi di successo che mi balzano in mente, così su due piedi, la pluripremiata saga "The Wayward Children" di Seanan McGuire (una serie che vi consiglio caldamente di recuperare, nel caso in cui non l'aveste già fatto).

Eppure, la Harrow è riuscita a infondere un tocco decisamente caratteristico e personale all'interno del suo romanzo, combinando l’elemento fantastico con una magistrale impalcatura da romanzo storico; un’intuizione che le ha permesso di stimolare la nostra fantasia, nonché di giocare con il nostro sense of wonder, in maniera assolutamente strepitosa!


Il romance

"Le Diecimila Porte di January" è un libro dalla forte componente sentimentale. Checché se ne dica in giro, si rivolge prevalentemente a un pubblico di lettrici… e, se mi conoscete, sapete che non lo intendo come un difetto! ;D

Tolta qualche frase qua e là, ho apprezzato lo spirito romantico del romanzo, che ben si abbina alle atmosfere e alle descrizioni dei pittoreschi scenari che si avvicendano nel corso dei capitoli. Se, ad esempio, in passato avete amato film come "La forma dell'acqua", o libri come "Stardust", credo che lo stile appassionato e nostalgico della Harrow riuscirà a conquistarvi.

Attribuisco un'accezione molto meno positiva alle due storie d’amore prese di per sé, purtroppo; nel senso che approvo le intenzioni dell’autrice, ma ne apprezzo molto meno l’esecuzione. Dopotutto, posso accettare un solo insta-love alla volta... e farei volentieri a meno anche di quello, se potessi evitarlo!


Una ragazza e il suo cane

Ho visto che in rete è stata mossa qualche critica ai personaggi de "Le Diecimila Porte di January".

Non sono d'accordo. Gli slittamenti di focalizzazione e la narrazione pseudo-onnisciente contribuiscono a creare un certo senso di distacco fra chi legge e il flusso degli eventi, e questo è un fatto…Ma tenete presente anche questo: per sua stessa natura, un portal fantasy raramente prediligerà una narrazione di tipo immersivo. Probabilmente perché, dei quattro "tipi" di fantasy individuati dall’accademica Farah Mendlesohn,  il “portal” è quello che più si avvicina dell'archetipo della fiaba, dell'avventura, della leggenda.

Nonostante questo, la voce di January emerge dalle pagine con energia, forza e convinzione. Non a caso, la sua catartica presa di coscienza e la sua combattiva dichiarazione di guerra al patriarcato arrivano presto a echeggiare quelle rivendicate da qualsiasi donna del ventunesimo secolo.

Basta pensare alla trama de “Le Diecimila Porte di January” per intuire il messaggio che la Harrow sta cercando di comunicarci: i riferimenti all’attualità si sprecano, dall' #MeToo al movimento del Black Lives Matter.

Peraltro, da introversa quale sono, non ho neanche potuto fare a meno di innamorarmi dello splendido rapporto di amicizia fra January e il suo cane Bud; un legame che forse soltanto i solitari e gli amanti degli animali potranno capire fino in fondo, e che pure riesce a rievocare le gioie e i dolori dell'infanzia con un'intensità straordinaria.


I comprimari

Tagliando la testa al toro, ammetterò che i capitoli dedicati alle gesta di Addie si sono rivelati immensamente meno esaltanti e coinvolgenti. Anzi, sotto aspetti, i brani dedicati al suo personaggio hanno rischiato di proiettarmi di nuovo all’interno di un certo polpettone intitolato “La Vita Invisibiledi Addie LaRue."... un'esperienza che, detto fra voi e me, sarei più che lieta di risparmiarmi!

Anche Julian risulta una presenza abbastanza melensa e stereotipata, secondo me. Lo stesso vale per Sam, un improbabile connubio fra il Peeta Mellark di “Hunger Games” e il Lazlo Strange de “Il Sognatore”.

Una menzione d’onore, invece, la dedicherei all’ambiguo signor Locke e all’intrepida governante Jane, due comprimari che sono riusciti a colpirmi moltissimo! Sono le sfumature a rendere interessanti un personaggio, dopotutto. Ed ecco perché, semmai la Harrow dovesse decidere scrivere un sequel, o addirittura un prequel del suo libro d’esordio, sono proprio questi i travagliati (anti-)eroi di cui mi piacerebbe leggere!

Il che, chiaramente, ci porta alla domanda fondamentale…


"Le Diecimila Porte di January" diventerà una saga?

In realtà, Alix E. Harrow ha fornito una risposta abbastanza sibillina a questa domanda. Sebbene abbia sempre concepito “Le Diecimila Porte di January” come un romanzo autoconclusivo, l'esclude non esclude del tutto la possibilità di cambiare idea in futuro.

Dal canto suo, il finale lascia spazio a un ampio potenziale di serializzazione.

Per il momento, la Harrow, l’autrice si sta dedicando ad altri progetti. Nel 2020, ha fatto il suo esordio nelle librerie americane “The Once and Future Witches”, un secondo romanzo fantasy ad ambientazione storica. La trama cita il movimento delle suffragette, una spericolata quest per ripristinare la stregoneria in un mondo in cui molti, forse, preferirebbero voltare le spalle ai cambiamenti e ai miracoli, e tante, tante avventure. Ho già acquistato la mia copia cartacea del libro, quindi tenetevi pronti per la mia recensione!

Il prossimo ottobre, invece, dovrebbe uscire (sempre negli USA), “A Splindle Splintered”, retelling in salsa queer della favola de “La Bella Addormentata nel Bosco”. Una nuova missione a spasso fra i mondi, già definita da Katherine Arden come “una versione vivida, femminista e sovversiva di un classico senza tempo”.


Cosa dovreste leggere, se avete amato “Le Diecimila Porte di January”?

Oltre alla già menzionata serie “Wayward Children”, vi consiglierei senz’altro di tenere in considerazione le opere di Silvia Moreno-Garcia. Nei suoi “Mexican Gothic” e “Gods of Jade and Shadows”, la Moreno-Garcia riesce a mescolare storia, sensualità ed elemento fantastico con una grazia e una passionalità straordinari.

Già che ci siete, provate a dare un’occhiata anche a “Così si perde la guerra del tempo” di Max Gladstone e  Amal El-Mohtar: l’ambientazione, fantascientifica, è completamente diversa da quella de “Le Diecimila Porte di January”...  ma un sesto senso speciale mi suggerisce che potrebbe piacervi! ;D


Giudizio personale:

8.3/10





domenica 6 dicembre 2020

Recensione: "Over the Woodward Wall", di A. Deborah Baker (alias Seanan McGuire)

"Se ti fiderai di lei, 

non tornerai mai a casa..."

The Up-and-Under, Vol. 1

Potete acquistarlo QUI in inglese

"Avery è un bambino eccezionale. 'Precisione' è la sua parola d'ordine e viene applicata a tutto quello che fa, dal modo in cui si lava la faccia a quello in cui completa i suoi compiti a casa - senza mai lamentarsi, fare baccano o aver bisogno di esortazioni. Anche Zib è una bambina eccezionale, perché ogni bambino lo è, a modo suo. Ma laddove tutto quello che Avery fa ed è può essere misurato e calcolato, niente di quello che Zib pensa e fa può essere predetto, perché l'imprevedibilità e il caos sono il suo stile di vita. Zib e Avery vivono sulla stessa strada. Vivono in due mondi completamente diversi. Ma, una mattina, si ritrovano a scalare lo stesso Muro di pietra e a piombare nel mondo di Up- and-Under - una terra impossibile, popolata di mistero, avventure e stranissime creature. Per tornare indietro, dovranno imparare a scoprire chi è l'altro - e trovare se stessi."


Chi è A. Deborah Baker?

Se avete letto “Middlegame”, conoscete già la risposta a questa domanda: alchimista, pioniera, ricercatrice, nota scienziata pazza… acclamata autrice di libri fantasy per bambini. Libri particolari, beninteso… L’odissea di due bambini che superano un muro incantato e si ritrovano ad attraversare una landa incantata, e quante volte abbiamo già sentito questa storia? Ma, se avete letto “Middlegame”, sapete anche che “Over the Woodward Wall” era il titolo del romanzo/codice criptografico che conteneva tutte le indicazioni necessarie ad arrivare alla Città Impossibile, la meta definitiva dell’assurdo viaggio dei protagonisti Roger e Dodger.

E così, adesso lo sapete: Deborah A. Baker è Seanan Mcguire (chi altri?), pronta a sfoggiare un nuovo pseudonimo letterario (dopo Mira Grant) e a trasformare la fantasmagorica avventura degli amici Zib e Avery nel mondo di Up-and-Under in una vera e propria trilogia letteraria!

Over the Woodward Wall”, come avrete intuito, è un libro che gioca molto con i concetti di citazionismo e metatesto. La Baker/Mcguire lo scrive pensando a “Il Mago di Oz”, ad “Alice nel Paese delle Meraviglie”, a “Le Cronache di Narnia”. Poiché è una maestra del portal fantasy (vi basterà leggere la sua straordinaria serie YA “Wayward Children” per averne la conferma), introduce, ovviamente, anche riferimenti a classici del genere dall’impronta infinitamente più moderna e recente (uno su tutti, l’indimenticabile “La Bambina che Fece il Giro di Faeryland per Salvare la Fantasia” dell’immensa Catherynne Valente).

Da fedele fan della McGuire, posso aggiungere che “Over the Woodward Wall” rappresenta anche una fedele testimonianza del suo eclettismo e della sua maturità stilistica. La trama e l’intreccio di questo libricino hanno uno sviluppo lineare, addirittura prevedibile; ma la voce dell’autrice, oltre alla sua impeccabile padronanza tecnica e linguistica, contribuiscono ad aumentare in modo smodato il piacere della lettura. Possiede una “spigolosità” tutta sua, la voce della Mcguire… Le sue parole, taglienti come un coltello, ti scivolano dentro come una lama; ma il suo è un bisturi, non un machete, e la sua precisione chirurgica è esattamente ciò che le consente di insinuarsi sotto la tua pelle. Non con l’obiettivo di ferire o creare scalpore, badate: semplicemente, per cercare di stabilire un contatto con quella parte di te che, nel corso dell’infanzia, è rimasta ferita o danneggiata, subendo piccoli traumi e grandi ferite; insomma, per raggiungere il bambino che, pur avendo superato da un pezzo le soglie dell’età adulta, “non è morto, ma è sopravvissuto” (per dirla con le bellissime parole di Ursula Le Guin*).  Parte del grande talento della McGuire, secondo me, consiste nel sapere esattamente come, quando e dove “tagliare” per riuscire a comunicare con quella parte.

Dal punto di vista dei personaggi, devo dire che sono state soprattutto le varie “guide”/personaggi-Mentore a colpirmi in modo particolare. Non sono riuscita a provare un grande affetto nei confronti di Avery e Zib, ma la Ragazza Corvo mi ha completamente conquistato! Forse, non è un caso: nell’ottica del lapalissiano parallelismo che si viene a creare fra “Over the Woodward Wall” e gli eventi narrati in “Middlegame”, la Ragazza Corvo rappresenta nientemeno che la mia adorata Erin, a mio avviso uno dei personaggi più complessi, intriganti e controversi che la McGuire abbia mai creato.

Ha senso leggere l’opera della Baker, senza aver prima divorato il romanzo originale? Secondo me, sì e no. Se amate la letteratura per l’infanzia, resterete ammaliati dalle creature che popolano l’Up and Under e dalle preziose “pillole di saggezza” scandite dai suoi numerosi messaggeri.  In caso contrario, vi consiglierei di passare a “Over the Woodward Wall” soltanto dopo aver letto e adorato “Middlegame” con ogni singola fibra del cuore. Anche per lenire la vostra nostalgia, in attesa dell’uscita di “Seasonal Fears”, uno dei sequel più attesi del 2022! ;D

 

Giudizio personale:

8.0/10



*I believe that maturity is not an outgrowing, but a growing up: that an adult is not a dead child, but a child who survived.", Ursula Le Guin, The Language of the Night: Essays on Fantasy and Science Fiction.

venerdì 5 giugno 2020

Recensione: "Il Castello Invisibile" di Mizuki Tsujimura


dea planeta- copertina - portal fantasy per bambini

Potete acquistarlo QUI

"Una favola moderna per tutti coloro che amano i film di Miyazaki e la magia delle storie al confine tra incubo e sogno. A tredici anni Kokoro trascorre le giornate nella sua stanza, affidando al brusio della televisione il compito di attutire i pensieri e i rumori della vita di fuori. Da quando le cose a scuola si sono fatte troppo difficili, . cos. che ha deciso di rispondere al disagio e al dolore. Scomparendo. Fino al giorno in cui una luce improvvisa dentro lo specchio la rapisce per trascinarla altrove: in un castello abitato da una strana Bambina e da sei ragazzi che come lei hanno smarrito qualcosa. L’innocenza dei sogni. Le istruzioni per vivere. Il coraggio che serve per accettare se stessi. Solo raccogliendo la sfida che la Bambina dalla faccia di lupo propone loro, Kokoro e gli altri potranno scoprire che cosa li ha portati fin lì. E ritrovare ognuno a suo modo la strada del mondo. Fenomeno editoriale da oltre mezzo milione di copie vendute in Giappone, Il castello invisibile è un romanzo per tutti, toccante, avventuroso e incantevole. Che mescola realismo e magia per raccontare cosa vuol dire diventare grandi nel mondo di oggi."


"Il Castello Invisibile" è un libro fantasy scritto dall'autrice giapponese Mizuki Tsujimura . L'edizione in traduzione ci viene proposta dalla casa editrice DeAgostini.

Il primo consiglio che mi sentirei di offrirvi in merito a questo romanzo è quello di non lasciarvi trarre in inganno dalle apparenze: nonostante l'incantevole immagine di copertina suggerisca il contrario, "Il Castello Invisibile" non può essere considerato come una vera e propria fiaba dark, e non rappresenta assolutamente una lettura per soli lettori adulti .. anzi.
L'opera della Tsujimura potrebbe essere descritta piuttosto come un ibrido fra un classico "portal fantasy" per bambini e un libro deciso a trattare argomenti molto attuali e "caldi", soprattutto all'interno della società giapponese, quali l'abbandono scolastico e il bullismo esagerato fra i banchi di scuola.

Il che non vuole assolutamente implicare una critica alla qualità dell'opera, badate bene: alla fine ho apprezzato la lettura, e sono perfino arrivata a commuovermi profondamente durante alcuni passaggi specifici della trama (nonostante la sgrammaticata traduzione anti-congiuntivi).
Mi sembra tuttavia importante ricordare che "Il Castello Invisibile" va a inserirsi perfettamente all'interno del filone lanciato da libri delicati e intimisti come "Un'estate con la Strega dell'Ovest" o "Quando c'era Marnie".
Dimenticatevi quindi intrecci elaborati, avventure al cardiopalma o simbolismi cervellotici: il ritmo de "Il Castello Invisibile" è molto pacato, ponderato, composto, e la trama cerca più che altro di trattare temi quotidiani in un contesto metropolitano, con l'ausilio di una piccola punta di realismo magico.

Sospetto peraltro che il romanzo della Tsujimura abbia tutte le carte in regola per piacere soprattutto ai grandi appassionati di anime, manga e videogiochi, dal momento che offre continui riferimenti a questa specifica sfera del nostro adorato mondo "nerd".
Continuo a pensare infatti che "Il Castello Invisibile" avrebbe potuto offrire il meglio di sé nella forma di un adattamento a fumetti, o quantomeno nei panni di libro illustrato. A lungo andare i personaggi sanno come farsi apprezzare e la storia ha decisamente il suo perché, ma a mio avviso le reazioni sopra le righe, i dialoghi infarciti di espressioni tipiche gergali e il ritmo "episodico" della narrazione potrebbero finire per irritare il lettore occidentale abituato a un tipo di romanzo completamente diverso.

Il finale, d'altro canto, è riuscito a sfiorare delle corde molto profonde e intense dentro di me, riscattando ai miei occhi molte delle incongruenze iniziali.
Fosse anche soltanto per questo, non potrei fare a meno di consigliarvene la lettura! :)


Giudizio personale: 
7.0/10


venerdì 22 maggio 2020

"Across the Green Grass Fields": il sesto libro della serie "Wayward Children" arriverà negli USA a gennaio 2021...

Come abbiamo appreso qualche tempo fa, la Mondadori porterà prossimamente in Italia la straordinaria serie “Wayward Children” di Seanan McGuire.

Ma se invece, come me, state seguendo la saga in lingua originale fin dai tempi dall’uscita di “Every Heart a Doorway”, a questo punto sarete contentissimi di sapere che “Across the Green Grass Fields”, il sesto libro della serie portal fantasy più amata dai lettori di tutto il mondo, farà puntualmente il suo debutto nelle librerie americane a gennaio 2021


sesto libro - migliori portal fantasy di sempre - Mondadori - libri fantasy in arrivo prossimamente

Wayward Children, Vol. 6

Potete acquistarlo QUI in inglese

“Regan ha sempre amato, ed è sempre stata amata, sebbene la sua situazione sia diventata un po’ più complicata, ultimamente. 
Quando si ritrova improvvisamente catapultata attraverso una porta che le chiede di “Essere Sicura” prima di inghiottirla per intero, Regan deve imparare a sopravvivere in un mondo popolato da centauri, kelpie e altri equini magici – un mondo che si aspetta che i suoi visitatori umani si facciano avanti e diventino eroi.
Ma dopo aver abbracciato il suo tempo con la mandria, Regan scopre che non tutte le forme di eroismo si equivalgono, e che non tutte le missioni eroiche sono esattamente quello che sembrano…”


La trama di “Across the Green Grass Fields” ci conferma il trend voluto da Seanan per la sua serie: a un volume dedicato a una “quest” intrapresa direttamente dagli studenti del pittoresco Istituto per Ragazzi Ribelli di Miss Eleanor West, pare infatti destinato ad avvicendarsi sempre un prequel, o comunque un’avventura “indipendente” ambientata in uno degli infiniti mondi alternativi concepiti dalla brillante immaginazione dell’autrice di “Middlegame” e “Alien: Echo”.

Il quinto volume, “Come Tumbling Down”, aveva visto infatti tornare in scena tanti degli studenti della scuola a noi più familiari, ancora una volta alle prese con le famigerate gemelle Jack e Jill, mentre il quarto, “In An Absent Dream” (ad oggi, il mio preferito della serie…) era un prequel volto a narrare il travagliato viaggio a spasso fra i mondi e la dolceamara storia di formazione di una nostra vecchia conoscenza…

Across the Green Grass Fields” ci porterà in un mondo nuovo di zecca, un luogo apparentemente molto “erboso” e popolato da cavalli magici di ogni tipo. Sono abbastanza sicura che anche il personaggio di Regan farà la sua prima apparizione nel corso di questo sesto libro, perché non mi pare proprio di aver notato il suo nome all’interno di uno qualsiasi degli altri volumi della serie “Wayward Children”…

Ad ogni modo, se mi seguite da un po’ di tempo, probabilmente ormai sapete già che sono pazza d’amore per la McGuire, e che il mio livello di devozione si traduce nell’acquisto compulsivo e incondizionato di qualsiasi sua nuova uscita!
Ovvio che “Across the Green Grass Fields” non farà eccezione; anzi, sapete che c’è? Quasi quasi, corro a prenotarlo! Così, tanto per andare sul sicuro, eh?! ;D





venerdì 21 febbraio 2020

Recensione: "Laughter at the Academy" di Seanan McGuire


migliori libri fantasy 2019 - raccolta di racconti- horror

Disponibile in inglese

"Dalle foreste incantate delle fiabe alle tetre brughiere gotiche, dallo scintillante laboratorio di uno scienziato pazzo alle sabbiose spiagge di Neverland, i racconti di Seanan McGuire si sono sempre rivelati sorprendenti, deliziosi, stordenti e pronti a trasportare il lettore in un'altra dimensione. Adesso, per la prima volta, le sue storie migliori sono state raccolte in unico volume; una collezione che attraversa i generi e sovverte ogni aspettativa... "



"Laughter at the Academy" è una nutrita raccolta di racconti scritti da Seanan McGuire, autrice di romanzi popolari e apprezzatissimi (anche dalla sottoscritta) come "Middlegame", "Come Tumbling Down" e "Into the Drowning Deep".
Le storie contenute in questo volume spaziano fra vari generi (portal fantasy, steampunk, sci-fi, horror, ghost stories, retellings, eccetera, eccetera...), ma condividono sempre almeno un paio di caratteristiche in comune, una serie di tratti tipici che, in realtà, un qualsiasi lettore affezionato della Mcguire sarebbe in grado di riconoscere e identificare al primo sguardo.
L'amore per alcuni temi specifici (la virologia, l'evoluzione, il rapporto genitori/figli, il bullismo, i condizionamenti sociali che tendono costantemente verso la mortificazione - e l'autodistruzione - della nostra specie...) rappresenta ad esempio un elemento ricorrente all'interno della sua produzione, e i racconti racchiusi in questo libro non fanno certo eccezione.

Dovete sapere che, fino a qualche tempo fa, tendevo a snobbare quasi completamente le antologie e le collezioni di storie brevi.
Sono stati libri interessanti, stimolanti e grintosi come "How long ' till black future month?", "Culti svedesi" o "Stagioni Diverse" a farmi cambiare idea in proposito.
Sono molto contenta di essere finalmente riuscita a superare questo mio piccolo "pregiudizio" letterario: "Laughter at the Academy" si è rivelato infatti un piccolo scrigno di emozioni e suggestioni indimenticabili, un prezioso concentrato di ispirazione, commozione e divertimento; un po' come tutte le altre opere della Mcguire che mi è capitato di leggere finora, del resto.

A conquistarmi sopra ogni altra cosa, in questa occasione, è stata forse soprattutto la sconfinata capacita di immaginazione della McGuire, la sua straordinaria capacità di rielaborare e adattare ai suoi scopi le fonti di ispirazione più disparate: riuscire a trarre uno spietato e originale fantasy "militatesco" dalla storia di "Peter Pan", una lacerante storia-d'amore-con-fantasma da una vecchia ballata popolare, o uno scoppiettante noir a tema sovrannaturale da "Il Mago di Oz" non era certo compito alla portata di tutti... Ma dalla Mcguire ormai è lecito aspettarsi solo miracoli; solo onestà, voglia di sperimentare e tanta, tanta ironia.

Continuo a non nutrire un amore particolare per il racconto "Dagon" di H. P. Lovecraft, per cui l'ultima storia di "Laughter of the Academy" (che ne reinterpreta il mito) è l'unica che non sia riuscita a catturarmi in modo particolare.
Per il resto, amici lettori, posso assicurarvi di aver amato con tutto il cuore questa singolare carrellata di bambini smarriti e scienziati pazzi, bambole infernali, alieni vittoriani, dinosauri conquistatori e giocattolai pericolosi.
Se non avete mai letto nulla di Seanan Mcguire, fate un regalo a voi stessi: non appena "Middlegame" arriverà sugli scaffali delle nostre librerie, correte a comprarlo... e preparatevi ad entrare in contatto con una mente brillante e traboccante di passione, di gran lunga una delle voci più atipiche, coinvolgenti e interessanti che il campo della narrativa fantastica abbia attualmente da offrire!


Giudizio personale:
9.0/10


lunedì 21 gennaio 2019

Recensione: "In an Absent Dream", di Seanan McGuire


Wayward Children - Vol. 4
Disponibile in inglese 

"Il quarto libro - e prequel - della serie narra la storia di Lundy, una ragazza molto seria che preferirebbe trascorrere il tempo a studiare e sognare, piuttosto che diventare una rispettabile madre di famiglia e vivere solo per soddisfare le aspettative del mondo che la circonda. Come tutti si aspettano che faccia.
Quando trova una porta in grado di condurla in un mondo basato sulla logica e sulla ragione, su una serie di indovinelli e su molte bugie, Lundy è convinta di aver trovato il paradiso. Ma purtroppo, ogni cosa ha un prezzo al Mercato dei Goblin..." 

Potete acquistarlo QUI


In an Absent Dream” è il quarto libro della serie “Wayward Children”, dell'acclamata autrice americana Seanan McGuire. È anche, ad oggi, il mio volume preferito della saga; un primato strappato con le unghie e con i denti a “Down Among The Sticks and Bones”, un altro piccolo gioiello, peraltro ambientato in un mondo completamente diverso e popolato da tutt'altri personaggi.

Sì, perché la particolarità principale della saga dedicata ai bambini “ribelli” di Eleonor West in fondo è proprio questa: ciascun volume può essere considerato, se non proprio a sé stante, quanto meno autoconclusivo (anche se esiste un fortissimo legame di interdipendenza fra “Every Heart a Doorway” e “Beneath the Sugar Sky”, per cui sarebbe consigliabile leggere almeno questi due nell’ordine cronologico corretto).

 “In An Absent Dream”, viceversa, potrebbe benissimo rientrare nel novero delle “novelle” (nel senso più americano del termine) stand-alone. Si tratta di una spietata e commovente favola moderna; un portal fantasy che meriterebbe senz'altro una traduzione immediata e puntuale nella nostra lingua... ma che (ovviamente) difficilmente vedremo arrivare dalle nostre parti.
Come faceva notare una lettrice inglese su Goodreads un po' di tempo fa, “In An Absent Dream” è un libro molto speciale: pensate che non ha nemmeno bisogno di ricorrere a tutti quei classici ingredienti da romanzo tragico contemporaneo per riuscire a commuovere il lettore e a spezzargli il cuore. Nel libro della McGuire, infatti, non troverete la triste storia di un orfanello ammalato di leucemia, il cui cagnolino viene brutalmente malmenato dai nazisti; solo la storia di una bambina ingenua e solitaria, una ragazzina “come tante”, a cui viene chiesto un giorno di compiere la scelta più difficile e straziante che possiate immaginare. 
In un certo senso, per me è come se la McGuire fosse l'erede spirituale di Hans Christian Andersen; ma con uno spirito ferocemente moderno, un’inclinazione per la sociologia e una competenza estetica da far girare la testa.

La protagonista della storia è Lundy, un personaggio che i lettori avevano già avuto la possibilità di incrociare fra le pagine di “Every Heart a Doorway”. La piccola è, in tutti i sensi possibili e immaginabili, una dei giovani ospiti della scuola speciale di Eleonor West, centro di raccolta ideale per tutte quelle anime “scottate” dall'indimenticabile (e irripetibile) esperienza vissuta in un uno degli innumerevoli mondi in attesa al di là dei portali.
Ritorna in questo quarto volume, fortissimo, il tema dominante della serie: l'idea che alcuni di noi siano così diversi (così sensibili, e vitali, e strani, e creativi, e arrabbiati…) - così tristemente schiacciati dal peso soffocante delle aspettative sociali, da non riuscire più a sentirsi a casa su questo pianeta.
Per tutti costoro si aprono delle porte, durante l'infanzia, in grado di condurli verso i mondi più disparati: caotici o logici, dolci o implacabili, a seconda della personalità del bambino che decide di varcare la soglia. Come se la loro vera casa li ''chiamasse'', insomma, attirandoli a sé con la forza irresistibile di una calamita.

Non voglio rischiare di anticiparvi altro, perché mi farebbe davvero piacere riuscire a incoraggiare qualcuno di voi e convincerlo a buttarsi nella lettura. Però posso dirvi questo: l’anno scorso, “Beneath The Sugar Sky” è entrato a far parte della mia lista di libri fantasy preferiti del 2018; siamo ancora a gennaio, ma posso già assicurarvi che “In An Absent Dream” sarà una delle migliori novità del 2019. Seanan McGuire ha aggiornato in maniera esemplare il “mito” classico della letteratura per l’infanzia (tipicamente britannico) della quest e del viaggio in un mondo lontano, e ha sfruttato questa collaudata impalcatura per creare qualcosa di unico, personale, suggestivo, struggente. 
Non mi vergogno neanche a dire che questo libro mi ha fatto piangere come un vitello…
Per la terza volta, peraltro, dopo gli incredibili picchi emozionali garantiti dalla lettura di “Every Heart a Doorway” e “Down Among The Sticks And Bones”…

In estrema sintesi: La mia nuova fiaba preferita! Mentre leggevo questo libro, non potevo fare a meno di ripensare alla mia infanzia; a quanto mi sentissi sola, confusa, persa, spaventata. E a quanto sarebbe stato bello avere finalmente la possibilità di tornare “a casa”, e a che cosa sarei stata disposta a rinunciare pur di tornare a sentirmi felice, libera, compresa, “normale”…




NB: Potete leggere QUI la mia recensione di "Come Tumbling Down", quinto volume della serie "Wayward Children"... 






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