martedì 21 luglio 2015

Recensione: "Quando c'era Marnie"




Titolo originale: When Marnie Was There
AutriceJoan G Robinson.
Serie: //
Disponibile: anche in italiano, edito dalla Kappalab!
Trama: "Una ragazzina solitaria e senza genitori di nome Anna viene inviata presso la casa di un'attempata coppia in un paesino in riva al mare, nel tentativo di spingerla a socializzare con altri bambini della sua età. Nonostante i tentativi, Anna continua a preferire la solitudine, finché durante le lunghe passeggiate nella natura, decide di attraversare la baia in barca, e nei pressi di una grande casa sulla palude apparentemente disabitata incontra una misteriosa ragazzina bionda in camicia da notte di nome Marnie, sola come lei. Le due diventano amiche inseparabili e passano intere giornate a giocare e chiacchierare, ma per qualche incomprensibile ragione a volte si perdono di vista all'improvviso, pur senza allontanarsi l'una dall'altra. L'esplorazione della zona le porta nei pressi di un vecchio mulino scuro, che però incute tanto timore a Marnie da non volere nemmeno provare ad esplorarne l'interno. Quando un conoscente di famiglia dalla bionda ragazzina arriva in visita, Marnie smette definitivamente di frequentare Anna. E allora, ritenendo che Marnie si sia stancata di esserle amica, Anna decide di andare a verificare di persona presso la misteriosa casa sulla palude, ma quello che scopre è decisamente diverso da quanto si aspettava..."
Le mie opinioni:
"Quando c'era Marnie" è un amato libro per l'infanzia scritto dall'autrice britannica Joan G Robinson.
Quando scrivo "amato", chiaramente mi riferisco a quella più vasta fetta di pubblico che parla (o comunque legge, come nel mio caso) in lingua inglese.Questo piccolo e prezioso romanzo, di genere intimista e fantastico, ha dovuto infatti aspettare una cinquantina d'anni prima di arrivare in traduzione anche da noi; ed è facile ipotizzare che non ce l'avrebbe mai fatta, se la storia della piccola Anna non fosse stata scelta per diventare il prossimo film dello Studio Ghibli, la prestigiosa casa di produzione  giapponese di film d'animazione fondato da Hayao Miyazaki in persona.
E, onestamente, non credo proprio che materiale migliore (o più appropriato, considerando le parti coinvolte...) avrebbe mai potuto ambire a un adattamento cinematografico da parte di Hiromasa Yonebayashi, già regista di "Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento".

"Quando c'era Marnie", dovete sapere, è un libro molto eccentrico, toccante e tenero, che mi ha emozionato e commosso proprio in virtù della sua delicatezza e della sua semplicità, molto più di quanto non mi aspettassi.
La prima parte della storia, tenete conto, si svolge molto lentamente, presentandoci il ritratto di questa bambina adottata, Anna, e aiutandoci piano piano a entrare nel suo mondo. 
Un mondo solitario e grigio, fatto di silenzio, contemplazione, natura, innocenza, rancore e stravaganza; il tutto sullo sfondo di un paesino di mare d'altri tempi, uno scenario perfettamente degno delle migliori opere di Miyazaki.
Il numero degli eventi, bisogna dirlo, è ridotto all'osso; e tuttavia il lavoro di approfondimento psicologico compiuto dalla Robinson sulla giovane protagonista Anna è assolutamente encomiabile, oltre che inusuale, per gli standard solitamente proposti al pubblico dei lettori più giovani, secondo me.
Sono stati gli ultimi cinque o sei capitoli, ad ogni modo, a farmi innamorare del libro, immergendomi in un'atmosfera di malinconia, riconoscimento e gioia tale, tutto mescolato assieme, da riempirmi letteralmente gli occhi di lacrime.

Il romanzo della Robinson, a mio avviso, è una macchina del tempo che funziona a meraviglia. 
Riesce a toccare molte delle tematiche più care a Miyazaki; proprio per questo non è difficile immaginare per quale motivo il grande Maestro giapponese lo abbia pubblicamente rivelato come  uno dei migliori romanzi per ragazzi di tutti i tempi. 
Insieme a Marnie, Anna, Priscilla e Unditropp, infatti, io stessa ho avuto modo di fare un salto nel salto nel passato. 
E soprattutto in Anna, nelle sue sfide, lotte e piccole ribellioni quotidiane, ho potuto  rivedere una parte di me stessa, che quasi credevo dimenticata; tutta la difficoltà di crescere e perdonare e sentirsi accettati, quando in realtà tutto quello che si prova (o si crede di provare, nella propria offuscata cognizione infantile) è confusione, amarezza, rabbia e tristezza.

Tutti ci siamo passati; ciascuno di noi è stato chiamato ad  affrontare i propri demoni, mentre cercava di portare a termine una certa missione chiamata "diventare adulti", si intende. 
Ma forse per le persone "diverse" (che sia per grado di sensibilità, inclinazione, religione, convinzioni, colore della pelle, abilità fisiche o quant'altro...) è addirittura un po' più difficile che per gli altri.
E sono perfettamente d'accordo con la Robinson su un punto in particolare: la sola chiave per la salvezza, in questi casi, consiste nello scoprire (finalmente) di non essere soli.

Giudizio personale: 9.0/10


12 commenti:

  1. *__* sembra un piccolo gioiellino questo romanzo, ed io non lo conoscevo assolutamente! Lo appunto in cima alla WL, voglio leggerlo!

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    1. Ottimo, Sara! Spero ti piacerà, e sono quasi sicura di sì! ;D

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  2. Cavolo, mi hai messo una voglia incredibile di leggerlo, con questa recensione! *-*
    Per non parlare di quanta voglia ho di guardare il film della Ghibli! :D

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    1. Very welll... infatti dobbiamo vederlo, al più presto! *____*

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  3. Non sapevo che l'ultimo film dello studio Ghibli fosse tratto da un libro *^* sembra davvero notevole, e ora ho davvero una gran voglia di leggerlo :D

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    1. Neppure io lo sapevo, pensa che mi ci sono imbattuta praticamente per caso... adesso, chiaramente, non vedo l'ora di gustarmi anche il film! <3

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  4. Lo conosco per il film della Ghibli, ma vorrei leggere prima il libro :)

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    1. Anch'io ho fatto così, Mik. E sono ancora convinta che sia un ottimo piano d'azione! ;D

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  5. Ah se trovo il libro, lo compro! *___*

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    1. Assolutamente, non fartelo scappare! <3

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  6. Lo volevo già prima, ma ora deve essere mio!!!! :)

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    1. E' una storia dolcissima, Sian: vale davvero la pena, fidati! :D

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