mercoledì 29 luglio 2015

Recensione: Quando c'era Marnie (film)



Titolo originaleOmoide no Mânî
RegiaHiromasa Yonebayashi
Anno: 2014

"Anna, una ragazzina timida e solitaria di 12 anni, vive in città con i genitori adottivi. Un'estate viene mandata dalla sua famiglia in una tranquilla cittadina vicina al mare ad Hokkaido. Lì Anna trascorre le giornate fantasticando tra le dune di sabbia fino a quando, in una vecchia casa disabitata, incontra Marnie, una bambina misteriosa con cui stringe subito una forte amicizia..."



Si parla spesso di "Quando c'era Marnie" come se dovesse trattarsi dell'«l'ultimo film prodotto dallo Studio Ghibli».
 Sono in tanti a conferire  a questa parola dal suono "spaventoso" un taglio, secondo me, un po' più drastico e definitivo del dovuto; io invece preferisco pensare, magari un po' ingenuamente, alla nuova pellicola di Hiromasa Yonebayashi (Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento) semplicemente come alla più recente opera della prestigiosa casa di produzione cinematografica fondata da Hayao Miyazaki, e confidare nel fatto che, dopo la pausa annunciata sulla scia del pensionamento del celebre regista, ci saranno ancora tante altre storie e personaggi indimenticabili da scoprire.

Bisogna ammettere che vedere "Quando c'era Marnie" a così breve distanza dalla lettura del ( peraltro meraviglioso) libro di Joan Robinson mi ha fatto un effetto un po' bizzarro.
Le ambientazioni  escogitate dell'ultra-britannica autrice di romanzi per bambini (campagna inglese, anni '60) sono state infatti comprensibilmente cambiate e riadattate, e la tenera storia della scontrosa orfanella Anna traslata entro la suggestiva cornice del Giappone dei giorni nostri.
Quello degli sceneggiatori non è stato certo un lavoro frettoloso o abborracciato, anzi: l'integrazione dei tanti piccoli elementi ispirati alla tradizione orientale  può risultare forse un po' eccentrica, a prima vista, ma tutto sommato è anche funzionale, posta com'è al servizio di una storia dalle atmosfere oniriche, magiche e nostalgiche.

I passaggi (e i personaggi) importanti dell'intreccio restano comunque immutati, con la sola eccezione di Priscilla/Sayaka (un sacrificio forse inevitabile, ma che comunque mi ha causato una piccola fitta di dolore, dato che nel romanzo era la mia beniamina...) e Sandra (ammorbidita e resa più simpatica per l'occasione).
La barchetta di Marnie, la festa alla Casa sulla Palude, le cameriere psicotiche e la gita al faro... 
È tutto lì, materializzato sullo schermo come un magnifico regalo in attesa di essere scartato: l'umorismo gentile e delicato della Robbins, la sua acuta percezione delle profondità dell'animo umano in generale, e infantile in particolare, si amalgamano benissimo con l'irresistibile follia tipica dei migliori film d'animazione giapponesi.

Nel complesso sono davvero convinta, insomma, che Hiromasa Yonebayashi sia stato in grado di isolare le immagini-chiave del libro e di potenziare, addirittura, l'intensità del loro impatto emotivo, attraverso un potente concentrato di immagini e simboli visivi.
Traducendo in suoni, colori, paesaggi, espressioni, l'anima stessa del romanzo della Robbins, e dando prova di una sensibilità - e soprattutto, di un'umanità - altrettanto squisita.

Ho infine apprezzato molto l'apporto fornito alle immagini dalla colonna sonora, e in modo particolare tengo a citare la canzone di chiusura, ""Fine on the outside" (di Priscilla Ahn), sulle cui note si consuma il finale dolce e struggente della storia.

Giudizio personale: 8.0/10

NB: se volete leggere un'altra recensione del film, magari una meno vincolata alle impressioni lasciate dalla recente lettura del romanzo, vi consiglio di passare a trovare la mia sorellina Arya QUI! ;D





4 commenti:

  1. Devo assolutamente vederlo, ne stanno parlando tutti bene ;-) Cheers!

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    1. Guardalo: sono sicura che non te ne pentirai! ;D

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  2. Immagino debba esser stato sconvolgente, infatti, all'inizio, il cambiamento da Inghilterra a Giappone! xD
    Comunque è stato bellissimo. E la canzone ha toccato molto anche me.
    Lo Studio Ghibli non delude mai u.u

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    1. Assolutamente mai: speriamo che la loro "vacanza" sia il più breve possibile, e che tornino a produrre un altro capolavoro il più presto possibile! <3

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