domenica 8 novembre 2015

Recensioni: "Residue" + "Locke" + "Il Grande Gatsby" (film)


 - Residue



"Dopo una grande esplosione in una città futuristica il governo ha insabbiato le cause. La fotografa Jennifer Preston cercherà di scoprire la verità e scoprirà un fenomeno paranormale che infesta la città."










  "Residue" è una miniserie britannica in tre episodi di genere horror/sci- fi, frutto della collaborazione fra il gigante Netflix e una piccola attività di produzione indipendente.
Il progetto "Residue", infatti, era originariamente finalizzato alla distribuzione di un film nelle sale cinematografiche (cosa che si è effettivamente verificata in alcune sale selezionate di Inghilterra...); Netflix è intervenuto in un secondo tempo, provvedendo alla distribuzione in streaming su scala internazionale e trasformando il film in un lungo, lunghissimo pilot per una serie televisiva in dieci puntate ancora da venire (naturalmente sempre se, come mi auguro, "Residue" verrà confermata per una nuova e promettente stagione).
E... Bè, che cosa posso dire, ragazzi?
Le atmosfere "dark" e misteriose, le tematiche tortuose, le fumose entità sovrannaturali e i complotti in stile "X-Files" di questa serie mi hanno assolutamente conquistato!
C'è stato un attimo di disorientamento iniziale, devo ammetterlo (dovuto soprattutto al fatto che non sono abituata a seguire storie televisive di così chiaro stampo non-americano..), e i personaggi principali andrebbero sviluppati senz'altro in maniera più approfondita.
Piccolo incoveniente che, ne sono sicura, verrebbe brillantemente risolto nel caso di un'eventuale seconda stagione (o prima completa, a seconda dei punti di vista).
 Non aspettatevi un ritmo incalzante, mi raccomando, almeno non nel corso dei primi due episodi: l'azione si dilata abbondantemente nell'arco dei centoventi minuti complessivi a disposizione, concedendo il giusto spazio alla presentazione della cupa ambientazione e delle conseguenze dell'inspiegabile esplosione che ha cambiato per sempre il volto della città e innescato la Quarantena.
Eppure la trama, intricata al punto giusto, riesce a catturare e a convincere fin dal primo sguardo, e a stupire attraverso una serie inaspettata di piccoli colpi di scena, che ci portano piano a piano a sconfinare dal semplice regno dell'urban fantasy a quello dell'horror vero e proprio.
Quindi Netflix, please, please, please... vogliamo più episodi! Non lasciare inascoltate le nostre preghiere! <3

Giudizio personale: 8.0/10




- Locke

 

"Ivan Locke (Tom Hardy) ha lavorato sodo per costruirsi la sua vita. Stanotte quella vita gli crollerà addosso. Alla vigilia della sfida più grande di tutta la sua carriera, Ivan riceve una telefonata che scatenerà una serie di eventi dagli effetti catastrofici per la sua famiglia, la sua carriera e la sua anima."








 Un uomo al telefono, l'interno della sua auto e lo scenario di una trafficata strada notturna: visivamente parlando, questi tre elementi rappresentano tutto ciò che "Locke" ha da offrire.
L'unico attore che ci è dato vedere, in novanta minuti di film, è il protagonista Tom Hardy; uno di cui, francamente, non avevo mai sentito parlare prima di "Mad Max: Fury Road", ma che evidentemente aveva già avuto modo di provare tutto il suo valore agli occhi del mondo (ho scoperto solo in seguito che aveva un ruolo importante anche in "Inception", anche se io non me ne ricordavo).
Nel film di Steven Knight, l'attore inglese si dimostra perfettamente in grado di reggere la scena e di catalizzare l'attenzione degli spettatori, nonostante la povertà di riferimenti visivi.
Un risultato che il regista non avrebbe potuto sperare di conseguire, a parer mio, se avesse commesso il grosso errore di offrire la delicata parte del protagonista all'uomo sbagliato.
"Locke", sotto tanti punti di vista, rappresenta secondo me un esperimento interessante. Sospetto che non sia la pellicola ideale da vedere al cinema (dal grande schermo ci aspettiamo sempre quel tocco di grandiosità, di magnificenza visiva in più, non è vero?), ma sul piccolo schermo di casa mia ha senz'altro offerto uno spettacolo di un tipo nuovo. La lenta decostruzione della vita e delle bugie di un uomo, diretto verso una scomoda destinazione nella disperata speranza di rimettere a posto, facendo troppo tardi la cosa giusta, le conseguenze di una catastrofe emotiva di proporzioni epiche.
Un uomo infedele, ma anche cocciutamente orgoglioso, oltre che guidato da un caparbio senso della morale, che guida nella notte e ci intrattiene col suo incessante dialogo con i mille e uno fantasmi che gli infestano la mente, mentre cerca di gestire le trame sfilacciate della sua vita con tutta la goffa inadeguatezza di un giocoliere ubriaco sull'orlo di una crisi di nervi.
Un film interessante, emozionante e coraggioso, insomma, che mi pento solo di aver visto doppiato anziché in lingua originale, come sarebbe stato il caso.

Giudizio personale: 7.5/10


- Il Grande Gatsby 

"Il film racconta la storia di un aspirante scrittore, Nick Carraway che lasciato il Midwest Americano, arriva a New York nella primavera del 1922, un'epoca in cui regna la dubbia moralità, la musica jazz e la delinquenza. In cerca del suo personale Sogno Americano, Nick si ritrova vicino di casa di un misterioso milionario a cui piace organizzare feste, Jay Gatsby, ed a sua cugina Daisy che vive sulla sponda opposta della baia con il suo amorevole nonché nobile marito, Tom Buchanan. E' allora che Nick viene catapultato nell’accattivante mondo dei super-ricchi, le loro illusioni, amori ed inganni. Nick è quindi testimone, dentro e fuori del suo mondo, di racconti di amori impossibili, sogni incorruttibili e tragedie ad alto tasso di drammaticità"


 Non ho mai letto "Il grande Gasby": tengo a premettere questa cosa, perché mi rendo conto che, in caso contrario, sarei probabilmente  arrivata a sviluppare un'idea completamente diversa del film di Baz Luhrmann (già regista dei coloratissimi "Australia" e "Moulin Rouge").
Considerando i precedenti lavori del direttore artistico, era lecito aspettarsi una certa sontuosità di costumi e scenografie da parte della sua nuova opera, e da questo punto di vista non si può certo dire che io sia rimasta delusa.
Mi aspettavo una trasposizione "pop", sulle note  di una colonna sonora che fa di popolarissimi brani dei nostri tempi i propri capisaldi, e su questo non ero in errore, a quanto pare; ciò che mi ha sorpreso è stata più che altro la natura stessa della storia (da ignorante totale, confesso di essermi accostata alla visione senza sapere assolutamente nulla della trama...), dal momento che mi aspettavo un film molto più cupo e riflessivo.
 Non che "Il grande Gasby" difetti di una certa sottigliezza, intendiamoci; le battute migliori riescono indubbiamente a trafiggerti, mentre l'ironia e il retrogusto amaro che infarciscono ogni singola sequenza trapelano abilmente  dall'uso della fotografia e del colore imposto da Luhrmann.
Il cast presenta nomi quotati e altisonanti, da Leonardo Di Caprio a Carey Mulligan, e, mi permetterei di aggiungere a questo punto... quando persino Tobey Maguire riesce a recitare in maniera umanamente accettabile, forse è davvero il momento di alzare le mani al cielo e innalzare un ringraziamento in onore del regista!
Il difetto principale di questo film, a parer mio, consiste più che altro in un'inconsistenza "di genere" leggermente "fumosa", davvero difficile da tradurre in parole. Non è esattamente un dramma (malgrado le scene di balli e festini iniziali mi abbiano fatto pensare a certi exploit degni dell'apertura de "La grande bellezza"); non è una commedia, perché non è divertente e non cerca di far sorridere, e non è neanche un musical, sebbene la magnificenza scenografica e l'universalità dei sentimenti espressi a volte tenda a farlo pensare.
 L'ho visto volentieri e ne ho apprezzato il messaggio, insomma, così come pure le interpretazioni e l'obiettivo di fondo; non sono tuttavia riuscita a innamorarmene perdutamente, perché non ho trovato un grande appiglio emotivo al quale aggrapparmi, né personaggi nei quali immedesimarmi o con cui instaurare un intenso legame affettivo.

Giudizio personale: 7.0/10

:)
 

18 commenti:

  1. Il grande Gatsby mi è piaciuto molto!
    Da un po' di tempo, invece, voglio recuperare Locke: ora mi hai convinto! :)

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    1. E' un gran bel film, fede, secondo me.
      Sono certa che non te ne pentirai! ^____^

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  2. Residue e Il grande Gatsby voglio vederli assolutamente! Residue in particolare mi ispira molto ^_^

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    1. Come serie è straordinariamente originale...
      Speriamo che venga riconfermata, non vedo l'ora di scoprire come prosegue la storia! :D

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  3. Gli inglesi con le miniserie ci sanno fare, quindi potrei dargli una posibilità appena finisco Vikings :-), locke ottimo esperimento,io lo vidi al cinema infatti come dici è perfettamente fruibile nella sua completezza anche a casa, il grande gasby vidi l'originale e mi piacque per il garbo mentre questa versione moderna l'ho trovata di uno stile troppo eccedente e comunque non mi è rimasto impresso come film..

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    1. Sospetto che non resterà particolarmente impresso neppure a me, sebbene ala resa dei conti l'abbia trovato un film gradevole, anche interessante, sotto alcuni punti di vista.
      La versione originale mi manca: a questo punto, credo proprio che dovrò recuperare! :D
      "Residue" guardala, se ti capita: per ora comunque sono solo tre episodi da quaranta minuti ciascuno, quindi non ti ruberà nemmeno troppo tempo! ;D

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  4. Residue mi ispira tantissimo, appena ho un po' di tempo mi sa proprio che la recupero :3
    Il grande Gatsby a me non è piaciuto per niente, preferisco di gran lunga il vecchio film con Robert Redford *__*

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    1. Allora è deciso: dovrò fare in modo di recuperare il primo film, quello originale, che purtroppo non ho ancora visto! :)
      "Residue", penso e spero che ti piacerà: io l'ho trovato intrigante e misterioso, mi auguro con tutto il cuore che Netflix decida di rinnovarla! :D

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  5. Meravigliosi gli ultimi due; il primo mi manca. :)

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    1. "Residue" ha le carte in regole per diventare un'ottima serie di genere (altro che "The Whispers", che pure ho finito di vedere in questi giorni)...
      Speriamo bene! ;D

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  6. De "Il Grande Gatsby" avevo letto prima il romanzo, comunque ciò non ha inficiato sul giudizio del film perché li ho trovati entrambi bellissimi.
    Il film all'inizio ha un'impronta leggermente comica. Ma il significato si percepisce con la medesima profondità.

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    1. Mi hai fatto venir voglia di leggere il romanzo, anche solo per scoprire le affinità e le differenza rispetto al film! *____*

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  7. I primi due mi sembrano interessanti :)

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    1. Lo sono, Sian... Se ti capita, non mancare di buttarci un'occhiata. Soprattutto a "Residue", anche se vira un po' sull'horror a un certo punto, cosa che io ho molto apprezzato! :D

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  8. il grande gatsby si fa apprezzare, forse proprio per quella sontuosità e per la scenografia appariscente che si addicono molto al periodo di riferimento. Per me Di Caprio è sempre meraviglioso, e spero ci scappi l'oscar prima o poi :D

    Locke vorrei proprio vederlo!!!

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    1. Di Caprio è un attore meraviglioso, e ancora non riesco a spiegarmi per quale ragione l'Academy si ostini a snobbarlo completamente anno dopo anno! ;(
      Ma siamo in tanti a fare il tifo per lui, e scommetto che prima o poi persino gli esimi critici saranno costretti a prenderlo in considerazione! ;D

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  9. Il "Grande Gatsby" mi è piaciuto tanto e DiCaprio è bravissimo!❤ E a proposito di DiCaprio ho scritto un post proprio su di lui! Se vuoi questo è l'indirizzo del mio blog: gattaracinefila.blogspot.it

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    1. Passo subito a leggere, allora! Grazie! ;D

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