martedì 19 gennaio 2016

Recensione: "Iliade Z"




Titolo: Iliade Z
Autori: Igor Zanchelli, Michele Borgogni, Luca Pennati, Viola Della Rina, Nicola Furia, Michele Rubini e Pietro Giovani.
Serie: //
Disponibile: in italiano, autopubblicato!
Trama:
"L'assedio della città più famosa della letteratura è avvenuto in tempi oramai remoti. Ma chi dice che non possa accadere nuovamente, magari in un futuro appena dietro l'angolo? Iliade Z è proprio questo: una nuova Troia, una nuova guerra. Due schieramenti opposti in un futuro post-apocalittico infestato dai morti viventi. In Italia, un domani oramai non distante, il mondo sarà molto diverso da come lo conosciamo. La civiltà sarà caduta ed una delle piaghe più temute dall'uomo moderno, quella degli zombie, infesterà la Terra e ne decimerà la popolazione."
Le mie opinioni:
Come sapete, nutro un interesse molto forte nei confronti del mondo dei retelling.
Quelli sopra le righe, eccentrici e un po' "pazzerelli", poi, mi intrigano in modo particolare: da qui la decisione di accettare la gentile offerta di uno degli autori e leggere "Iliade Z".
E... Bé, voglio precisare una cosa: tutto ciò che scriverò da adesso in poi è frutto della mia mera percezione personale; non ho amato questo libro, affatto, ma questo non significa che sia privo di valore o che altri lettori non siano in grado di apprezzarlo di più.
Semplicemente, per quanto mi riguarda, l'ho trovato un testo molto caotico, disordinato e privo di quel fascino speciale che mi aspettavo.

 Il difetto più vistoso di "Iliade Z", secondo me, è la mancanza di coerenza.
Tenete presente che ciascun "capitolo" assume il punto di vista di un diverso "eroe" (se così possiamo chiamarli...) ed è affidato alla creatività di un distinto autore.
Ebbene, i vari racconti si legano male fra loro e danno molto l'idea che nessuno degli scrittori si sia scomodato a leggere il lavoro dei colleghi prima o dopo aver iniziato la stesura del proprio.
Il che si lega a un altro punto fondamentale: questi ragazzi avrebbero avuto bisogno di un editing che andasse al di là della semplice correzione dei refusi (neppure sotto quel punto di vista l'opera mi è parsa particolarmente curata, a dire il vero...) e li aiutasse a mettere a fuoco i difetti e a valorizzare i pregi.

Perché di pregi,"Iliade Z" comunque ne vanta, state pur certi.
L'ironia che sottindende alla narrazione, la competenza cinematografica che spinge a far riferimento all'immaginario tipico dei film sugli zombie (e non), quel certo retrogusto "pulp" e spietato che strizza l'occhio alla commedia nera, e che non guasta...

Purtroppo, la scarsa padronanza delle tecniche narrative e l'assenza di un disegno generale coerente smorzano, a parer mio, l'impatto positivo di questi elementi, per esaltarne piuttosto limiti e carenze.
Da qui un senso di noia, irritazione e frustrazione nei confronti dei tanti personaggi-macchietta, dei protagonisti che cambiano personalità da un capitolo all'altro, delle tematiche complesse affrontate con tutta la delicatezza e la sensibilità di uno tsunami, o dei commenti semplicemente offensivi e sessisti nei confronti delle donne.

Non ho intenzione di scrivere un numero, alla fine di questo commento, per quantificare la mia valutazione.
Il mio scopo non è mortificare, nè rischiare di scagliare autori nell'abisso della più tetra (e ingiustificata) disperazione esistenziale, solo perchè a me non è piaciuto un libro.
Quello che sto raccomandando agli autori di "Iliade Z", semmai, è di scrivere di più, non il contrario. Di leggere di più, e possibilmente cercare di ricorrere all'esperienza di un professionista prima di lanciarsi, con rinnovata serietà e competenza, nel complicato e meraviglioso universo dell'autopubblicazione.
Lavorate con maggior impegno e curate i dettagli, questo è il mio invito.
Ponetevi domande sulle motivazioni e sulla coerenza, ma di continuo, e non abbiate paura di chiedere opinioni e consigli al maggior numero di lettori possibili.

Non scrivete tanto per stupire, tanto per impressionare e far vedere che metafore e similitudini sono il vostro pane quotidiano. Va bene così, naturale che possiate farlo: siete scrittori, dopotutto... il che significa che adesso occorre rimboccarsi le maniche e fare un passo avanti.
Neanche la speranza di divertire il lettore dovrebbe essere il vostro obiettivo primario, per come la vedo io. Quella è una conseguenza naturale, non lo scopo definitivo.
Lo scopo è raccontare una storia.
Qualcosa in cui la gente possa credere, per quanto inverosimile e fuori dal mondo; qualcosa in grado di tenerci avvinti e con il fiato sospeso, di farci sinceramente appassionare alle vicende di creature che in realtà non esistono.

Restate umili e concentrati, insomma, e i progressi saranno immediati.
Fatelo e, sono la prima a dirlo...
Niente di più facile che la vostra prossima opera diventi un popolare best-seller dal respiro internazionale.
Di cui io, manco a dirlo, potrei facilmente diventare la prima fan scalmanata.
Ma metteteci il cuore e tirate fuori la voglia di emozionare, se non di far riflettere.
Siate voi stessi e visualizzate, descrivete, riportate...  rendete l'esperienza credibile e gradevole per chiunque abbia il privilegio di leggervi e commentare il vostro operato.


Girl Power:




11 commenti:

  1. Che dire: in bocca al lupo agli autori, e che riescano a rendere giustizia alle loro idee :D

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    1. Infatti: mi unisco al tuo augurio, e lo rinnovo di tutto cuore! :D

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  2. Risposte
    1. Figurati, grazie a te, Michele! :)

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  3. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  4. Adesso ho l'impulso autolesionista di mandarle il mio libro, scritto e pubblicato in tre settimane.
    Posso ?

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    1. Le ho scritto sulla pagina facebook.
      Attendo con ansia.
      :)

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    2. Messaggio trovato, e risposta inviata! Il succo è... ma certo che puoi mandarmi il libro, lo attendo con curiosità!:)

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  5. Sembra davvero interessante, peccato be', per quelle pecche, perché sono sicura che potrebbe essere un ottimo romanzo!

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    1. Ne sono sicura anch'io.
      Basterebbe magari un po' di lavoro in più, tutto qui! :)

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  6. Finalmente riesco a passare per commentare! :)
    Complimenti per la recensione, mi è piaciuta molto :) Anche se mi spiace che il libro non si sia rivelato all'altezza delle sue possibilità :) L'idea però mi ispira parecchio (e come potrebbe essere diversamente?! :P)

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