venerdì 18 marzo 2016

Recensione: "The Visit" (film)


Titolo: The Visit
Regia: M. Night Shyamalan
Cast: Kathryn Hahn, Olivia DeJonge, Ed Oxenbould, Deanna Dunagan, Peter McRobbie, Erica Lynne Marszalek
Anno: 2015 

"M. Night Shyamalan torna alle sue radici con una storia terrificante di un fratello e una sorella che vengono mandati a stare per una settimana nella fattoria dei loro nonni in Pennsylvania. Appena i ragazzi si accorgeranno che l'anziana coppia è coinvolta in qualcosa di veramente inquietante, vedranno diminuire ogni giorno le loro possibilità di tornare a casa."



Quali caratteristiche potrà mai vantare, secondo voi, un buon film dell'orrore?
Dev'essere spaventoso? Giocare con la vostra immaginazione al solo scopo di terrorizzarvi…  impedirvi di abbassare le palpebre senza provare un piccolo brivido, insomma, al pensiero di poter sognare facce ghignanti, maschere ancestrali, mannaie insanguinate e incorporei demoni immortali pronti ad afferrarvi nel buio?
Oppure appartenete all'altra fazione... quella che ha arruolato anche me, e che sostiene che un film dell’orrore, qualche volta, può anche limitarsi a essere "solo" inquietante o divertente, purché vanti un buon ritmo, dialoghi discreti, personaggi credibili e un soggetto interessante?

Se siete d'accordo con la seconda linea di pensiero, è probabile che restiate deliziati anche voi dalla visione di "The Visit", il più atipico e buffo fra tutti i film diretti sinora dal celebre guru della suspense M. Night Shyamalan.
Forse sono stata fortunata: di "The Visit" avevo letto in giro un paio di recensioni, ma senza assorbire troppi dettagli a proposito della trama; credo che questo sia stato un bene, dal momento che mi ha permesso di gustarmi la sorpresa e assaporare i risvolti surreali della storia dei due giovani fratelli Becca (Olivia DeJonge) e Tyler (Ed Oxenbould) libera da preconcetti o pregiudizi di sorta.
E… Bè, per una volta, lasciate che ve lo dica, ho adorato i personaggi dei due protagonisti con tutto il cuore!
I due ragazzini, infatti, sono riusciti a farmi sorridere e a sospirare di tenerezza al tempo stesso, riscattando, ai miei occhi, l’intera, prolifica stirpe degli "odiosi bambocci viziati", una categoria tanto sovraffollata quanto popolare all'interno del panorama del cinema di genere.
I due eccentrici nonnini, dal canto loro, mi hanno fatto pensare a quella piccola perla di “The Taking of Deborah Logan”, con la bravissima Deanna Dunagan di “Unforgettable” appena un gradino sotto la brillante interpretazione di Jill Larson in quel sottovalutato film di qualche anno fa.
Con “The Visiting”, Shyamalan è finalmente tornato a scrivere un film che si dimostra un perfetto connubio fra generi diversi: da una parte i toni buffi, umoristici e intrisi di humor nero della commedia; dall’altra la tensione, il dubbio, la paura e l’inquietudine del miglior thriller psicologico.

All’inizio ero un po’ preoccupata, perché temevo che la pellicola sarebbe andata a unirsi alla folta schiera dei “mockumentary”, dal momento che l’intero film è girato seguendo il punto di vista della telecamera di Becca, aspirante regista di documentari indipendenti.
I miei timori si sono rivelati infondati: a differenza dei registi/sceneggiatori dei vari “Paranormal Activity”, “Esp”, “Chronicle” e via discorrendo, Shyamalan sa quello che fa e non sbaglia un colpo. Falso documentario o no, il regista indiano è riuscito a confezionare un film dalle immagini nitide e precise, una storia che si lascia seguire con gioia ed entusiasmo dallo spettatore, e ad amministrare sorprendentemente bene i colpi di scena e le uscite più inquietanti, secondo la regola di quello che una volta veniva chiamato proprio Shyamalan-style.
Il finale del film, come qualcuno ha fatto notare, è forse un filino convenzionale, e si lascia sfuggire qualcosa nel momento in cui, al contrario, gli eventi rappresentati dovrebbero rasentare il culmine della tensione.
Eppure, tutto considerato, ho preferito così; “The Visit”, da questo punto di vista, sta al genere horror/thriller come “Crimson Peak” di Del Toro sta al genere gotico… Ci sguazza dentro, certo, e lo piega ai suoi desideri in maniera sorprendentemente comoda ed efficace, ma non si propone di stravolgerlo, né di adottare una visione “estrema”, la quale si rivelerebbe completamente inadatta a soddisfare i gusti del grande pubblico cui il film è rivolto.


 Curiosità:

- Dopo l'incetta di "Razzie Awards" ottenuta grazie al colossale flop "After Earth", Shyamalan ha ricevuto, grazie a "The Visit", una candidatura per il "Razzie Redeemer", vale a dire il premio riservato al regista il cui lavoro più recente è riuscito, finalmente, a riscattare una pessima sequenza di pellicole semi-disastrose...

- Nel film, l'ironica e pacata Becca sogna di diventare regista, mentre il vispo fratello Tyler, giovane rapper in erba, si diverte a comporre strampalate e sciocche canzoni in rima...

Peter McRobbie, alias il grazioso "nonnino Pop", vanta all'attivo un curriculum di svariate decine di pellicole e serie televisive... una delle sue apparizioni più recenti lo ha visto collaborare con Steven Spielberg in persona ("Il ponte delle spie"), ma, a onor del vero, io sono solita pensare a lui come al serio e riflessivo Padre Lantom di "Daredevil"...


Regia: 8.0/10
Sceneggiatura: 7.5/10
Cast: 8.0/10
Scenografie: 7.0/10
Colonna sonora: 7.0/10
Coinvolgimento emotivo: 8.0/10

Verdetto finale7.6/10


 Nel prossimo post, parleremo di:



"The Secrets of Drearcliff Grange School"
di Kim Newman


9 commenti:

  1. Non sono stato altrettanto generoso nella valutazione, ma anche per me promosso. Carino e, nel finale, addirittura toccante. Pieno di autoironia, e la cosa dev'essere sfuggita a molti... ;)

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    1. Forse sì, Mik, credo proprio che potresti avere ragione! ;D
      In confronto a "After Earth", ad ogni modo, direi che è quasi un capolavoro, ehehe! :P

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  2. SHY si è ripreso, mi è piaciuto però può ancora fare di più...

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    1. Questo è verissimo...
      Continua comunque a non rientrare neppure nella "top 3" dei suoi film migliori, secondo me! :)

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  3. A Shyamalan non credo che potrò mai perdonare L'ultimo dominatore dell'Aria, ma questo film credo che lo guarderò: l'unica cosa che mi aveva frenata dopo aver visto il trailer era proprio chi fosse il regista u_u
    Mi interessano molto i ragazzini che lo spettatore non vuole strangolare con le proprie mani XD

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    1. I due ragazzini protagonisti sono adorabili, secondo me: soprattutto il piccolo rapper... è così sciocco che ti fa venir voglia di abbracciarlo, in pratica! XD
      Comunque ti capisco: il film che mi ha fatto passare la voglia di avere a che fare con Shyamalan è stato quello con Will Smith piuttosto che "L'ultimo dominatore dell'aria", ma direi che la sostanza non cambia, purtroppo... ç____ç

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  4. Questo film è riuscitissimo al 50% e involontariamente comico per l'altro 50%, in generale è meglio di tutto quello che Michael Knight ha prodotto negli ultimi anni, in pratica però non saprei a chi consigliarlo, però nel tuo pezzo hai ben descritto pro e contro del film ;-) Cheers!

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    1. Io tenderei a consigliarlo soprattutto a un pubblico giovane, o comunque a chiunque intenda gustarsi un film avvincente ma non troppo spaventoso, magari "accompagnato" da nonni, figli o genitori! ;D

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  5. Strano ma vero, questo lo conoscevo! Però, per non strafare, non l'ho ancora visto :) Spero di riuscirci, prima o poi!

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