mercoledì 26 agosto 2015

Recensione: La morte avrà i tuoi occhi




Titolo originale: Bird Box
AutoreJosh Malerman
Serie: //
Disponibile: anche in italiano, edito dalla Piemme!
Trama: "Là fuori, in un mondo dove nessuna certezza è più tale, c’è qualcosa di terrificante. Qualcosa che non deve essere visto. Chi è così folle da tenere gli occhi aperti, va incontro a un destino spaventoso.
Cinque anni dopo i primi episodi di terrore, pochi sono rimasti a popolare la terra. Vivono bendati, in una cecità autoimposta che li confina in un’oscurità perenne, in case buie e polverose con porte e finestre sprangate. Nessuno di loro ricorda di che colore è il cielo, com’è fatta una nuvola, quanto può abbagliare la luce del sole. Come Malorie che, rimasta sola con i suoi due bambini, ha soltanto una speranza: attraversare il fiume, bendata, e raggiungere un luogo dove alcuni uomini stanno combattendo contro quel male senza nome. Ha aspettato quattro anni perché sa che il fiume, a un certo punto del percorso, si divide in quattro rivoli. E, per scegliere quello giusto, Malorie dovrà fare qualcosa che non fa da anni: aprire gli occhi. E sfidare la sua stessa mente per non cedere alla follia."
Le mie opinioni:
La prima volta che lessi la notizia dell'imminente uscita de "La morte avrà i tuoi occhi, ricordo che pensai: "Caspita! Non se l'editore italiano se ne è accorto, ma ha attribuito un titolo davvero ambizioso a questo romanzo horror/distopico firmato dall'autore esordiente Josh Malerman.
Un'occhiata alla trama confermò le mie impressioni iniziali: poiché i personaggi di questo romanzo sono costretti ad aggirarsi in un mondo impazzito bendati, privati di qualsiasi possibilità di osservare e ammirare il paesaggio, mi è stato subito chiaro che lo scrittore si sarebbe ritrovato ad affrontare una sfida estremamente impegnativa, non potendo contare, durante le sue descrizioni di eventi e situazioni, su nessun valido riferimento visivo.
Suoni, odori e percezioni tattili possono rappresentare un ottimo sostituto, beninteso; ma è naturale che questo scomodo limite narrativo, peraltro auto-imposto, basterebbe da solo a rendere difficile la vita di qualsiasi scrittore.
Va da sé, quindi, che ero curiosa come un gatto, ansiosa di scoprire come Malerman avrebbe gestito la situazione e aggirato l'ostacolo.

E' saltato fuori, sia detto pure fuori dai denti, che l'ha gestita male.
"La morte avrà i tuoi occhi" mi è sembrato pretenzioso e scarno in alcuni punti, banale e sorprendentemente infantile in altri, e tutto considerato noioso per la sua intera lunghezza.
Uno delle letture più deludenti dell'anno, stilisticamente e tematicamente imbarazzante, nella sua goffa ingenuità. 
La fonte d'ispirazione più evidente mi è sembrata "The Walking Dead"; nessun male in questo, beninteso, ma la profondità dei personaggi e delle situazioni presentate da Malerman sembrerebbe più che altro in grado di dare del filo da torcere alla sceneggiatura di uno degli episodi meno riusciti di "Z-Nation".
Con una differenza fondamentale: nel tetro e grigio mondo escogitato dall'autore, chiaramente non è concesso alcuno spazio all'umorismo o all'auto-ironia.
Il libro sembra piuttosto scritto "a mente fredda", tanto per fare, da una persona che non è stata in grado di riversare fra le pagine neppure un'infinitesimale stilla della propria personalità. 
La sensazione generale che ne traspare è dunque di estrema, sterile glacialità; una vena asettica che non è riuscita a comunicarmi neppure il pallido spettro di un'emozione.

Il personaggio della protagonista, una giovane donna terrorizzata di nome Malorie, mi è parso di una piattezza svilente; le sue azioni sono dominate da una logica di prevedibilità e cliché che affondano le radici in una lunghissima serie di libri/pellicole di genere, peraltro neppure di qualità particolarmente eccelsa.
Il resto dei personaggi non sono da meno, "villain" compreso.
Ho sempre pensato che, rare eccezioni a parte, cercare di presentare un cattivo che parla, si veste e agisce da perfetto s****zo squilibrato, salvo poi presentare come un gran colpo di scena il fatto che lui o lei sia effettivamente uno s****zo malvagio, folle e squilibrato, sia il chiaro sintomo di un lavoro sbrigato da cani, da parte dell'autore, e di una colossale perdita di tempo, da parte del lettore.

Lo stile di Malerman, di per sé, ha qualcosa di agghiacciante.
Cerca di risultare accattivante e stringato, la perfetta lettura da lungo viaggio in treno per chi non ha veramente voglia di leggere alcunché di significativo o complicato; invece tende a essere solo qualunquista e nebuloso.
Non è che sia essenziale o poetico: è misero.
 E' basato sull'antitesi perfetta di ogni valida tecnica narrativa, che in pratica comporta sempre una presa di posizione da parte dell'autore, in un senso o in un altro; neutrale come e più della Svizzera.

L'unica cosa che mi è piaciuta di questo libro, alla resa dei conti, è la metafora degli uccelli in gabbia, un simbolo peraltro richiamato egregiamente dalla splendida immagine di copertina dell'edizione Piemme.
Quello, e il fatto che "La morte avrà i tuoi occhi" si degni  di essere , perlomeno, un libro (vagamente) autoconclusivo.

Giudizio personale: 3.0/10

:)

19 commenti:

  1. Cavolo, la trama mi aveva convinta tanto che ce l'avevo appuntato tra i possibili acquisti.. dopo la tua recensione ho cambiato idea! ;)

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    1. A me purtroppo non è proprio piaciuto, Sara! :(
      C'è da dire però che la mia è la classica voce fuori dal coro, e che il libro ha persino ricevuto una nomination come miglior romanzo horror al premio James Herbert! ;D

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  2. Che peccato! E dire che sembrava promettere bene!

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    1. Non posso negarlo: dal mio punto di vista personale, si è rivelato una delusione totale! ç____ç

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  3. Peccato davvero, sembrava interessante.. (ho notato solo ora la grafica..carinissima!!)

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    1. Grazie mille: sono felicissima che la nuova grafica ti piaccia!!!! <3

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  4. Peccato, a me è piaciuto molto.
    Sopratutto il non sapere, fino alla fine. :)

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    1. A essere sinceri, io avrei preferito sapere qualcosa, almeno alla fine...
      Ma temo siano stati i personaggi, soprattutto, a deludermi! :(
      Sarà per il prossimo horror! ;D

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  5. Che peccato, odio le occasioni sprecate in questo modo: una trama cosi intrigante gestita male è proprio uno spreco!!

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    1. Le difficoltà erano notevoli. Peccato davvero, però, perché ho come il sospetto che, affidato alle mani di un autore più esperto, il romanzo avrebbe potuto piacermi davvero molto... ç____ç

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  6. Che peccato, odio le occasioni sprecate in questo modo: una trama cosi intrigante gestita male è proprio uno spreco!!

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  7. Sono tornaaaaaaaata. Per cominciare, mi piace tantissimo la nuova grafica *___*
    E poi... meno male che ho letto la tua recensione! Questo libro mi ispirava ma non credo proprio lo leggerò :/

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    1. Ciao, Gaiaaaaaaa!!!! :D
      Grazie mille, sono felicissima che la nuova grafica ti piaccia! *____*
      Per quanto riguarda il libro, confesso che mi ha deluso tanto, ma davvero tantissimo! :(

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  8. Ciao! Complimenti per la nuova grafica, è splendida!!!! *_*
    E mi spiace che questo libro si sia rivelata una delusione, mi ispirava parecchio, ma dopo quello che hai detto sullo stile e sulla protagonista penso che ci penserò su ancora parecchio...

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    1. Grazie, Sian! La cosa di cui vado più "orgogliosa", della mia nuova grafica, è senz'altro la citazione tratta da "Hogfather" di Terry Pratchett! *___*
      Il romanzo di Malerman, dal mio punto di vista, è stato un mezzo fiasco... a tanti altri lettori, però, è piaciuto molto, bisogna dirlo! ;D

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    2. La citazione di Pratchett è splendida! *__* E Hogfather spero di leggerlo presto! :)

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  9. Lo hai odiato proprio questo libro, eh? :P
    Ma il fatto che fosse autoconclusivo è un pregio perché così non dovrai torturarti a leggere nessun seguito? xD
    Però è un po' un peccato, dalla trama sembrava un libro interessante...

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    1. Eh sì... il bello di un auto-conclusivo che non piace, è esattamente quello che hai evidenziato tu, sorellina! Ehehe! :P
      Ameno sono libera di passare a qualcosa un po' più nelle mie corde! ;D

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  10. Che peccato!! In realtà ho sempre avuto un filino di antipatia verso questo libro, che usa per il suo titolo una delle mie poesie preferite in assoluto, e per la trama : secondo me cinque anni sono proprio pochi perché qualcuno di dimentichi del colore del cielo o di come sia fatta una nuvola!!!
    Se poi lo stile è così povero e scarno non penso mi potrà mai piacere!! Al massimo le darò uno sguardo in biblioteca, ma parte già negativamente!!

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