mercoledì 11 novembre 2015

Recensione: "Il figlio del cimitero"




Titolo originale: The Graveyard Book
Autore: Neil Gaiman
Serie: //
Disponibile: anche in italiano, edito dalla Mondadori!
Trama: "Ogni mattino Bod fa colazione con le buone cose che prepara la signora Owens. Poi va a scuola e ascolta le lezioni del maestro Silas. E il pomeriggio passa il tempo con Liza, sua compagna di giochi. Bod sarebbe un bambino normale. Se non fosse che Liza è una strega sepolta in un terreno sconsacrato. Silas è un fantasma. E la signora Owens è morta duecento anni fa. Bod era ancora in fasce quando è scampato all'omicidio della sua famiglia gattonando fino al cimitero sulla collina, dove i morti l'hanno accolto e adottato per proteggerlo dai suoi assassini. Da allora è Nobody, il bambino che vive tra le tombe, e grazie a un dono della Morte sa comunicare con i defunti. Dietro le porte del cimitero nessuno può fargli del male. Ma Bod è un vivo, e forte è il richiamo del mondo oltre il cancello. Un mondo in cui conoscerà l'amicizia dei suoi simili, ma anche l'impazienza di un coltello che lo aspetta da undici lunghissimi anni..."
Le mie opinioni:
Ne "Il figlio del cimitero", favola dark firmata da Neil Gaiman, il celebre autore britannico porta alla ribalta il personaggio di Nobody Owens, già conosciuto e introdotto attraverso una delle storie brevi contenute nella raccolta di racconti "Il cimitero senza lapidi e altre storie nere".
Con il consueto estro e l'abituale ironia, lo scrittore ci narra dunque l'odissea di Bod, un piccolo orfano adottato dai fantasmi dal cuore gentile che dimorano in un macabro e antico cimitero, e in parallelo anche quella di Jack, l'assassino misterioso incaricato di ucciderlo.

Lasciate che vi assicuri che i personaggi secondari, in questo romanzo, sono meravigliosi.
Tanto per cominciare, c'è Silas, il guardiano immortale del cimitero; la sua personalità carismatica, il suo passato oscuro e la tenerezza che riesce a riversare nel suo goffo e paterno rapporto con Bod mi hanno fatto quasi desiderare che Gaiman avesse scelto lui, come protagonista assoluto della storia.
Come non citare, inoltre, la scontrosa Liza,  sarcastica e arguta streghetta del cimitero?
O la severa e leale signorina Lupescu, l'insegnante di Bod, co-protagonista, insieme al ragazzo, di uno dei capitoli più intensi e affascinanti del libro ( di chiara ispirazione lovecraftiana, fra l'altro)?

Il cimitero, in sè, fornisce qualcosa di più di una semplice ambientazione; è a tutti gli effetti un Personaggio, di quelli con la maiuscola, e aggirarsi fra le tombe incrinate e infestate dall'edera di questo posto incantato garantisce senz'altro al lettore quel piacevole brivido di delizia e inquietudine in più.
La stessa figura della Morte, simbolizzata dalla magnifica e gentile Signora in Grigio, è stata resa in maniera deliziosamente poetica, secondo me, dimostrando una delicatezza e un'inclinazione nostalgica pari a quelle trasmesse dalle opere di Sir Terry Pratchett in persona.

Se c'è una caratteristica che, invece, non sono riuscita ad apprezzare, si lega soprattutto alla natura frammentaria, estremamente episodica del romanzo.
Ciascun capitolo rappresenta infatti una sorta di "quadro" a sé stante; una differente istantanea tratta dall'eccentrica infanzia di Bod, poco assimilabile alle altre e inserita all'interno di una cornice che, per quanto suggestiva ed enigmatica, non può in alcun modo competere con la bellezza lirica del racconto dedicato alla lapide di Liza, o al viaggio attraverso la Porta dei Ghoul in quell'altro mondo così sbagliato e inquietante.

Ne consegue anche, quindi, che non tutti i racconti mi hanno coinvolto allo stesso modo.
La prima parte di questo assurdo e colorato "album fotografico" mi ha infatti conquistato completamente, trasportandomi all'interno di un universo narrativo folle e darkeggiante, che deve tantissimo ai racconti dell'Arabo Pazzo e al visionario Libro dei Morti, il grimorio tanto caro a Lovecraft.
Le storie incentrate sul confronto fra Bod e i due bulletti della scuola, o sull'amicizia con la giovane umana Scarlet, purtroppo, mi hanno convinto molto meno, e forse addirittura annoiato un pochettino.

Nel complesso, però, sono pronta a descrivere "Il figlio del cimitero" come un libro per l'infanzia straordinario e magico, denso di dolcezza e calore.
Sono felicissima di averlo recuperato (finalmente!), e non vedo l'ora di mettere le mani sul prossimo titolo di Neil Gaiman riportato nella mia lista, vale a dire  quell'"American Gods" di cui tutti mi hanno sempre parlato con tanto trasporto ed entusiasmo! ^^

Giudizio personale: 7.7/10


11 commenti:

  1. Quando mi è piaciuto questo romanzo del vecchio Neil ;-) Me lo sono divorato, non raggiunge gli apici toccati da Gaiman con altri suoi racconti ma è veramente bello, mi è piaciuto anche "Il cimitero senza lapidi e altre storie nere" ;-) Cheers!

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    1. Concordo con te! Non vedo l'ora di leggere gli altri romanzi di Gaiman (fra i "pesi massimi", mi mancano ancora "American Gods" e "Nessun dove"); se riusciranno a emozionarmi più di questo, saranno come minimo dei piccoli capolavori! *____*

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  2. Per ora ho letto solo i racconti Il cimitero senza lapidi e altre storie nere e mi è piaciuto un sacco, spero di recuperare presto anche questo romanzo, so già che mi piacerà!! ^_^

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    1. Se hai amato il racconto con Bod protagonista, sono sicura di sì, lo adorerai senz'altro! ;D

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  3. Non l'ho letto e mi incuriosisce da matti! Mi sa che devo smetterla di leggere le tue recensioni se voglio smaltire la mia WL! :P

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    1. Ahaha ma Neil Gaiman va letto per forza, Sara! :P
      Non puoi assolutamente lasciartelo scappare! ;D

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  4. E' una delle mie opere preferite di Gaiman.
    Ne hanno anche tratto una recentissima riduzione fumettistica.

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    1. Infatti, credo di aver intravisto il volume su amazon un paio di giorni fa! :D
      Chissà com'è, sono curiosa! :P

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  5. Non è uno dei miei preferiti, ma l'ho trovato adorabile :)

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    1. Mi ritrovo tantissimo nel tuo commento, Kate! :D

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  6. So di andare molto controcorrente, ma a me American Gods non era piaciuto. Avevo adorato l'idea, ma la realizzazione mi ha detto poco... in compenso questo libro (quello della recensione) mi era piaciuto, anche se, forse forse, ho preferito il racconto originale :)

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