martedì 5 gennaio 2016

The Leftovers - Prima e Seconda Stagione




"The Leftovers" è una serie televisiva di genere misto (mistery/drammatico/fantastico, da considerarsi rigorosamente in quest'ordine...), prodotta per il piccolo schermo dalla HBO.
In Italia è trasmessa da sky, che ha da poco passato la seconda stagione sul canale Atlantic.

Quando leggerete la sinossi di "The Leftovers", è facile che siate tentate di accostarla a quella di "Left Behind", l'orribile film con Nicholas Cage proiettato nelle nostre sale lo scorso anno.
Ci tengo ad avvertirvi che l'obbrobrio diretto da Vic Armstrong non ha nulla a che spartire con la serie tv in questione, considerata per contrasto da molti spettatori (me compresa) come un prodotto raffinato e intelligente che non ha nulla da invidiare alle migliori produzioni netflix o alle sue "compagne di squadra" targate HBO.

La storia del nostro telefilm ha inizio tre anni dopo un fenomeno globale inspiegabile chiamato "Dipartita", un evento tragico e misterioso che ha comportato la scomparsa dell'1% della popolazione mondiale, vale a dire di svariati milioni di persone in ogni parte del pianeta.
Non ho usato il termine "scomparsa" per gentilezza o senso del decoro, badate bene; i Dipartiti infatti non sono morti, per quel che amici e parenti rimasti indietro possono saperne: sono semplicemente svaniti, andati via, scomparsi dalla faccia della Terra.

L'ondata di shock che travolge le nazioni, a questo punto, cambia le persone e trasforma completamente la vita di coloro che sono "rimasti indietro".
Il contatto con l'ignoto stordisce infatti le coscienze di alcuni e risveglia quelle di altri; le religioni ufficiali annaspano per trovare una spiegazione soddisfacente (e in grado di portare un po' di sollievo alle anime dei più tormentati),  e di conseguenza sette e culti di ogni forma e colore cominciano a spuntare come funghi.
Alcune di queste sette, forse persino la maggioranza, sono innocue; altre, come quella dei Colpevoli Sopravvissuti, predicano concetti ambigui e incoraggiano atteggiamenti a dir poco inquietanti.

Lo sa bene Kevin Garvey (Justin Theroux), la cui famiglia è stata dilaniata e sparpagliata ai quattro venti a causa del contraccolpo scatenato dalla Dipartita: la moglie Laurie (Amy Brenneman) ha  abbandonato i figli e il marito per indossare il bianco dei Colpevoli Sopravvissuti, rifugiandosi dietro una cortina di silenzio e di rifiuto impenetrabile; il figlio Tom (Chris Zylka) è scappato per seguire i precetti di un bizzarro e moralmente discutibile santone di nome Wayne (Paterson Joseph); la figlia adolescente Jill (Margaret Qualley) è rimasta a vivere con lui nella cittadina natale di Mapletown, ma vive un periodo difficile e affronta situazioni impossibili nella più completa incapacitá di instaurare un dialogo costruttivo e sereno con il padre, a sua volta tormentato da parecchi demoni.

Kevin, naturalmente, non è il solo ad aver pagato il pesante dazio imposto dalla Dipartita: la combattiva Nora (Carrie Coon), ad esempio, paga il prezzo più alto di tutti nel momento in cui vede scomparire il marito e i due figlioletti, la sua famiglia al gran completo; un'anomalia  statistica di cui nessuno, lei compresa, riesce a farsi una ragione.
Il dolore causato dalla perdita rappresenta del resto un compagno di vita costante anche per il fratello di Nora, il reverendo Matt Jamison (interpretato da un Christopher Eccleston in grandissima forma), anche se quest'ultimo si sforza di affrontare lasua complicata situazione affettiva con una grinta e una determinazione inauditi, lanciandosi a testa bassa in una pericolosa crociata che lo porterà a inimicarsi più di una persona.
Le storie di tutti questi personaggi - e di moltissimi altri, in verità - si incrociano sullo sfondo di un' America sconvolta e dilaniata dall'assenza, allucinata e piena di terrori inesprimibili.

Ciò che ho maggiormente apprezzato in "The Leftovers", devo dire, è stato proprio ciò che all'inizio temevo mi avrebbe deluso di più: vale a dire l'intenzione espressa dagli autori di concentrarsi sulle conseguenze della Dipartita piuttosto che sul fenomeno in sé.
I primissimi episodi risentono forse di una pesantezza e di una lentezza che potrebbe scoraggiare gli spettatori appassionati di adrenaliniche vicende al cardiopalma; il mio consiglio spassionato  è tuttavia quello di non  lasciarvi scoraggiare o disorientare dal vostro primo impatto con le atmosfere oniriche, surreali e persino visionarie di questa serie, perché a lungo andare la vostra perseveranza verrà ampiamente ricompensata.

La complessa storia che il co-creatore di "Lost" Damon Lindelof e lo scrittore Tom Perrotta sono stati in grado di mettere insieme, secondo me, è semplicemente fantastica.
Vi dirò solo che più volte e più volte ho avuto il cuore spezzato da certi sviluppi della trama, mentre in altrettante occasioni mi sono ritrovata a sfoggiare un largo e catartico sorriso di pura e completa immedesimazione.
Le vite e le personalità di questi personaggi sono destinate a scatenare un fortissimo impatto emotivo, a mio umile avviso; così come la sceneggiatura non si fa mancare strane apparizioni, miracoli e piccoli eventi secondari assolutamente inspiegabili, dal momento che l'elemento fantastico è il sale che condisce l'intero impasto.

La seconda stagione, da questo punto di vista, rappresenta un ulteriore passo in avanti.
Le tematiche principali si approfondiscono e acquistano ulteriore spessore: centrale è il rapporto dell'uomo con la fede (trattato in maniera diretta e quasi brutale, senza falsi buonismi o inutili risvolti semplicioni da tipici imbonitori di strada...) ma anche il senso di straniamento sociale/esistenziale iniziato molto tempo prima che la scomparsa improvvisa di milioni di persone ponesse il malessere profondo che affligge così tanti di noi sotto i riflettori del mondo.

Tutto ruota intorno alla scomparsa dell'adolescente Evie (Jasmin Savoy Brown) nella ridente Miracle, la città dei Risparmiati, vale a dire uno dei pochissimi luoghi da cui non si è smaterializzato nessuno.
 Almeno, non fino al giorno in cui Kevin e la sua famiglia si trasferiscono nella casa accanto a quella di John e Erika Murphy (Kevin Carroll e Regina King).
Il personaggio emblematico di questa stagione, per quanto mi riguarda, è Meg, interpretata da una sempre affascinante Liv Tyler che, a quanto pare, non ha alcuna paura di mostrare qualche ruga in più su quel suo splendido viso scolpito nel marmo.
 Se da un certo punto di vista la trasformazione radicale di Meg non giunge come una sorpresa del tutto imprevista, infatti, dall'altro ci aiuta indubbiamente a interpretare tantissimi punti rimasti insoluti, e ci permette di gettare luce sulle motivazioni non solo di Meg, ma anche di numerosi altri personaggi.

Fondamentale si rivela anche l'apporto di Patty (Ann Dowd), che riacquista parte della sua umanità in questa seconda stagione, arrivando pian piano a conquistarsi la nostra pietà e la nostra compassione (e chi ha seguito la serie, si renderà conto dell'assurda e geniale ironia nascosta dietro questo "slittamento" di emozioni da parte del pubblico).
Anche Jill e Nora hanno subito trasformazioni importanti, che ho senz'altro apprezzato, fino ad arrivare a comporre, insieme a Matt, il mio terzetto di personaggi preferiti.
Non intendo fare spoiler, ma tengo a sottolineare, a questo punto, che ho capito di essermi terribilmente affezionata a Jill soprattutto quando ho iniziare a captare la profondità dell'abissale contrasto fra lei e Evie.


Girl Power:

 

10 commenti:

  1. Bel post!

    Avevo amato la prima stagione, ma la seconda è stata ancora più una bomba. E ora non ci resta che aspettare la terza e ultima...

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    1. Infatti! :D
      Speriamo solo che, almeno in parte, i grandi misteri della serie ci vengano svelati! ^___^

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  2. Mi sembra di aver letto qualcosa su questa serie da qualche parte un paio di giorni fa.. comunque, sembra molto bella!

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    1. Davvero? ^___^
      Mi fa piacere che anche qualcun altro ne abbia parlato: è una serie molto bella, secondo me... è un peccato che non venga seguita da più persone! :(

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  3. Vidi il pilot quando uscì, ma nonostante la qualità non è scattata a scintilla.
    Ora mi hai fatto venire voglia di recuperarla.

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    1. Secondo me, potresti fare un tentativo, Kate: neppure io ero rimasta proprio folgorata dal primo episodio, che fra l'altro è molto misterioso, ma anche lento e un po' morboso...
      A poco a poco, però, si riesce a entrare in sintonia con i personaggi e con l'atmosfera, e non si riesce più a farne a meno! :D

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  4. Me l'era persa ma non sembra male, ci farò un pensierino e appena riesco proverò la prima puntata :)

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    1. Vai giù anche con la seconda e con la terza, Sian, se riesci, prima di decidere se continuare la visione oppure no.
      All'inizio è un po' lenta, ma a poco a poco la trama riesce veramente a ingranare! :D

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  5. Ho visto la prima stagione e anche se i primi episodi li ho trovati in effetti un po' lenti, poi la storia ha iniziato ad appassionarmi sempre di più. Devo recuperare assolutamente la seconda stagione ^^

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    1. Assolutamente sì, Juliette: la seconda stagione, secondo me, è ancora più misteriosa, assurda, dark e interessante! ;D

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