venerdì 22 aprile 2016

Recensione: "Jackaby"



Titolo: Jackaby
Autore: William Ritter
Serie: Jackaby, Vol. 1
Disponibile: in inglese!
Trama:
“Appena arrivata a New Fiddleham, nel New England del 1892, e alla disperata ricerca di un lavoro, Abigail Rook incontra R. F. Jackaby, un investigatore dell’inspiegabile dall’infallibile fiuto per il mondo dello straordinario – e in grado di vedere le creature sovrannaturali.

Abigail ha il dono di notare i dettagli più ordinari, ma importanti, invece; il che la rende perfetta per il ruolo di assistente di Jackaby.

Il suo primo giorno, Abigail si ritrova nel bel mezzo di un caso da brividi: un serial killer si aggira a piede libero per la città. La polizia è convinta che si tratti di un criminale ordinario, ma Jackaby è certo che le sue azioni malvage siano opera di un genere di creatura la cui stessa esistenza – con l’eccezione dell’affascinante giovane detective Charlie Cane – le autorità locali sembrano così decise a negare.”





Da ragazzina, ero una grande appassionata dei romanzi e racconti scritti da Sir Arthur Conan Doyle; da adulta non ho mai seguito un solo episodio di “Sherlock” né di Elementary”, in compenso sono andata a vedere entrambi i film con Robert Downey Jr al cinema e li ho adorati.

L’amore viscerale per “Doctor Who” risale invece a tempi molto più recenti, e più precisamente allo scorso ottobre, quando ho iniziato finalmente a recuperare, un episodio dopo l’altro, l’intramontabile serie televisiva britannica che ha fatto innamorare migliaia e migliaia di spettatori sparsi ai quattro angoli del globo.


Faccio questa premessa perché in tanti, campagna pubblicitaria ufficiale compresa, hanno presentato “Jackaby” come un piacevole cocktail di suggestioni, tematiche, personaggi e atmosfere ispirati proprio ai fantastici viaggi del Dottore e ai libri di Conan Doyle.
Va da sé che, non appena l’ho scoperto, il romanzo di William Ritter è balzato immediatamente in cima all’elenco delle mie letture da recuperare a tutti i costi.
Ho quindi appurato che, per una volta, le intriganti premesse non erano un mero specchietto per le allodole, bensì un’efficace descrizione della trama e delle potenzialità che questa serie potrebbe sviluppare in futuro.


Jackaby” è, di fatto, un romanzo molto ironico, misterioso, eccentrico, divertente, originale; leggero, anche se tutt’altro che banale, e reso ancora più unico e squisito dalla ricca carrellata di “comparsate” sovrannaturali che affollano le sue pagine.
Ho amato quasi tutti i personaggi, a cominciare dalla tenace e ironica narratrice Abby (una sorta di controparte femminile, e adolescente, del noto Dottor Watson di Conan Doyle..) e passando per una vastissima gamma di comprimari: la strampalata veggente Hadun, la dolce e defunta Jenny, il buffo papero-assistente Douglas… ma è stato proprio Jackaby, il detective protagonista, a conquistarsi un posto speciale all’interno del mio cuore, se devo essere sincera: con la sua parlantina sciolta, la sua “logica” impeccabile e le tasche perennemente intasate di stranissime lenti, ampolle, fialette e diavolerie assortite varie, mi ha fatto pensare di continuo al Decimo Dottore (difatti, continuavo ad aspettarmi che se ne saltasse fuori con il suo mitico cacciavite sonico da un momento all’altro, ragazzi…).
 
Insieme a Abby, il detective dell’occulto forma inoltre una squadra imbattibile; un po’ come Rose e il Dottore, per capirci (senza risvolti sentimentali di sorta, però).
Seguirli attraverso le caliginose strade di New Fiddleham, a caccia di folletti, banshee, mutaforma, spettri, e chi più ne ha, più ne metta, si è rivelato un autentico spasso; penso che potrei leggere altre cento avventure come questa senza arrivare ad annoiarmi mai, tanto più che lo stile di Ritter è brioso e coinvolgente, e la sua capacità di mettere in risalto i risvolti umoristici e surreali delle tediose convenzioni ottocentesche assolutamente impareggiabile.


L’unico personaggio che non mi ha fatto proprio impazzire è Charlie, se devo essere sincera; a parte il fatto che avevo capito il “segreto” del giovane poliziotto già a pochi capitoli della sua comparsa in scena, l’ho trovato un po’ stucchevole, messo lì più che altro per dare modo a Abby di fantasticare e sospirare un po’.

Il mistero e i delitti intorno a cui si focalizza la trama principale del libro, d’altro canto, secondo me sono ugualmente semplici da decifrare.

Nonostante l’abile depistaggio escogitato dall’autore, sono stata in grado di indovinare il nome del colpevole quasi immediatamente… e penso che ci sarei riuscita anche se avessi letto il libro a quattordici anni, invece che a ventinove.


Nonostante questo, ho riso e sorriso delle trovate stravaganti di Jackaby, non mi sono annoiata neppure per un secondo, e ho trovato, nel complesso, impagabile il ritmo frizzante e scanzonato della narrazione.


Trama: 7.0/10
Ambientazione: 7.0/10
Personaggi: 8.5/10
Stile: 8.0/10
Coinvolgimento emotivo: 8.5/10

Verdetto finale:  7.8/10


 

Girl Power:
 


9 commenti:

  1. Mi ispira molto questo libro, ma ho paura che sia troppo difficile per il mio livello d'inglese :(

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    1. In realtà, da quel punto di vista l'ho trovato piuttosto semplice, sai? :) Un po' di pratica potrebbe essere necessaria, ma se hai già letto in inglese in passato, secondo me puoi buttarti senza troppe paure!;D

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  2. Sembra davvero interessante, e se tiri in ballo il Dottore io non posso che metterlo in WL XP

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    1. Ottimo, Kate, ottimo...L'autore deve essere anche lui fan irriducibile del Dottore, non c'è altra spiegazione! ^^

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  3. Cover meravigliosa e trama molto interessante! Da segnare, considerato il mio sconfinato amore per Sherlock ^^

    OT: A breve inizieranno le riprese del terzo Sherlock di Guy Ritchie *___*

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    1. Dici davvero?! Non ne avevo idea... Ma questa è una splendida notizia! Non sapevo neppure che fosse in cantiere un terzo film! <3

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  4. Sono davvero contenta che ti sia piaciuto! :) E direi che sono d'accordo con praticamente tutto quello che hai scritto! :)

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