Titolo originale: Final Girls
Autore: Riley Sager
Disponibile: anche in italiano, edito dalla Giunti
Girl Power:
La Trama:
"Tre ragazze molto diverse, che hanno una sola cosa in comune: sono le uniche sopravvissute a tre orribili massacri. Si chiamano Quincy, Samantha e Lisa. Non si sono mai incontrate, ma la stampa le ha riunite sotto lo stesso nome: Final Girls. Sono passati dieci anni da quel weekend a Pine Cottage, dove Quincy e i suoi amici avrebbero festeggiato il compleanno di Janelle. Finché la vacanza non si è trasformata in un film horror: un uomo fa irruzione nella baita e ammazza tutti i presenti. Tutti tranne Quincy, che con il vestito rosso di sangue riesce miracolosamente a fuggire tra gli alberi, incrociando i fari dell'auto di un poliziotto. Adesso Quincy ha una vita normale, un fidanzato, un blog di cucina, ma soffre ancora di attacchi di panico e non ricorda quasi niente di quella notte, nemmeno la faccia del killer. Samantha invece si è nascosta chissà dove per sfuggire alla pressione dei media, mentre Lisa, vivace e brillante, ha scritto un libro, e la sua faccia compare su tutti i social. Così, quando la ragazza viene ritrovata con le vene tagliate, Quincy non può credere che si sia uccisa. E i dubbi aumentano quando alla sua porta ricompare all'improvviso Samantha: a cosa mira e cosa ha fatto in tutto questo tempo? Può veramente fidarsi di lei? Adesso sono rimaste soltanto in due, e qualcuno sembra intenzionato a portare a termine ciò che ha iniziato molto tempo prima..."
“Final Girls – Le Sopravvissute” è un
libro thriller/horror scritto dall’autore
americano Riley Sager. Si tratta,
per chi ancora non l’avesse sentito dire, di un puro e semplice pseudonimo
letterario: il vero nome di Sager,
infatti, è Todd Ritter, lo stesso scrittore
“responsabile” del cupissimo “Non si
rassegnano mai a morire”, pubblicato in Italia dalla casa editrice Casini.
Il 2017,
bisogna dirlo, è stato l’anno che ha visto sbocciare (dopo un lunghissimo
periodo di incubazione) una mia piccola vampa di rinnovato interesse nei
confronti del genere thriller. Ho iniziato leggendo lo straordinario (e
inquietante) “Nel Buio della Mente”
di Paul Tremblay, e ho proseguito acquistando la mia bella copia di “Dentro l’Acqua”, il nuovissimo
best-seller targato Paula Hawkins (un romanzo dai risvolti un po’ particolari e
inaspettati, di cui conto di raccontarvi qualcos'altro nel dettaglio nel corso
della prossima settimana). Fino ad arrivare, pochissimi giorni fa, all’acquisto di
questo intrigante e misteriosissimo titolo griffato Giunti Editore.
In realtà, la
trama di “Final Girls – Le Sopravvissute” è riuscita a guadagnarsi la mia
attenzione fin dalle primissime battute: l’idea risulta particolarmente
accattivante, dal mio punto di vista, proprio perché prevede il coinvolgimento
diretto sul campo di una sfilza di consolidati e amatissimi cliché dello slasher, un sottogenere dell’horror che è sempre riuscito a godere
della massima popolarità fra il grande pubblico.
La giovane Quincy Stone si sforza di condurre una
vita serena e normale: vive in un bellissimo appartamento insieme al fidanzato
Jeff, giovane avvocato d’ufficio di belle speranze; cura un blog di cucina di
discreto successo e può vantare l’intrattenimento di un disteso (quanto
superficiale) giro di conoscenze e generiche relazioni sociali. Ma non è tutto oro quello che luccica, e Quincy
nasconde diversi scheletri nel suo macabro e claustrofobico armadio: tanto per
cominciare, è una delle tre sole “final girls” esistenti al mondo, vale a dire l’unica superstite di un truculento massacro che, in termini di
brutalità ed efferatezza, non avrebbe davvero nulla a invidiare al plot di un
pessimo B-movie diretto da Robert Rodriguez… Un titolo che le è stato assegnato
dai tabloid, avidi di particolari scabrosi e affamati di news sensazionali da stampare in prima pagina, ma che Quincy non si
è mai veramente sentita in grado (o anche solo all’altezza) di portare con
orgoglio.
Non appena
iniziamo a sfogliare le pagine di “Final
Girls – Le Sopravvissute”, ci rendiamo subito che c’è qualcosa che non va:
la mente di Quincy sembra seguire una serie di ragionamenti parziali, lacunosi,
confusi, e la sua incerta voce narrante ci spinge ben presto a fronteggiare una
sfilza di dubbi, anomalie e sospetti inquietanti.
Come alcuni
di voi avranno senz’altro immaginato, sono sempre stata una gran fan del
concetto di “narratore inaffidabile”.
Questa mia particole predisposizione rappresenta uno dei motivi principali per
i quali mi sono ritrovata, in passato, ad apprezzare smodatamente titoli come “La Ragazza del Treno” (un libro con cui “Final Girls – Le Sopravvissute” sembra
condividere davvero tantissimi elementi….), o la magistrale bibliografia
completa della gran maestra Shirley Jackson.
Amnesie,
dipendenze nocive, traumi latenti, turbe mentali mai del tutto diagnosticate… l’affascinante
componente psicologica e l’incalzante,
morbosa atmosfera d’ambiguità che
aleggia intorno alla maggior parte dei personaggi descritti nel libro
rappresentano senz’altro due fra le qualità più significative e memorabili
della storia.
Il libro di
Sager, per quanto mi riguarda, può essere definito soltanto come un “page-turner”: il ritmo è talmente serrato e febbrile da farti pulsare il sangue
nelle orecchie, e il mistero abbastanza fitto da tenerti incollato alle pagine
nonostante il (o forse proprio a causa del...) vago senso di sfiducia, perplessità
e antipatia che si va instaurando, a poco a poco, fra il lettore e i vari
protagonisti del romanzo.
La soluzione finale dell’enigma,
purtroppo, non giunge esattamente come un fulmine a ciel sereno, e non si
dimostra completamente all’altezza delle aspettative; del resto, gli indizi
contradditori e le false piste disseminate da Sager risultano abbastanza
convincenti da riuscire a intorbidire piacevolmente le acque, almeno per un po’.
Senza contare che, a conti fatti, lo
stile affilato, viscerale e grondante gore
dell’autore è riuscito a convincermi al 100%....
Giudizio personale: 7.5/10
Altre letture consigliate
(disponibili su Amazon):
La Ragazza del Treno (Paula Hawkins)
Dentro l'Acqua (Paula Hawkins)
Questo è un libro che, nonostante sia oggettivamente interessante, non mi attira per niente. Per una volta la WL è salva XD
RispondiEliminaCmq la prima volta che ho visto il titolo ho pensato che fosse la versione romanzata dell'omonimo film (che, tra l'altro, ho visto grazie alla tua recensione :P)
Magari, Kate, magari... quel film rimane uno dei miei favoriti, è troppo commovente/divertente! *_____*
EliminaNon conoscevo questo libro grazie per la recensione!😘 Ti ho nominata per un premio sul mio blog, ti aspetto ➡ http://gattaracinefila.blogspot.com/2017/11/premio-boomstick-award.html
RispondiEliminaGrazie infinite, Vanessa!!!! *_____*
EliminaE perdona l'imperdonabile ritardo, se puoi! <3