martedì 29 settembre 2015

Recensione: Carol (libro)





Titolo originale: Carol (oppure: The Price of Salt)
Autrice: Patricia Highsmith
Serie: //
Disponibile: anche in italiano, edito dalla Bompiani!
Trama: "Therese, 19 anni, è un'apprendista scenografa che, per raggranellare qualche soldo, accetta un lavoro temporaneo in un grande magazzino durante il periodo natalizio. Il suo rapporto sentimentale con Richard si trascina stancamente, senza alcuna passione tra voglia di coinvolgimento e desiderio di fuga: anche il viaggio che hanno progettato in Europa ora la intimorisce. In una gelida mattina di dicembre, nel reparto giocattoli dove lavora, compare una donna bellissima e sofisticata, in cerca di doni per la figlia. I grigi occhi della sconosciuta catturano Therese, la turbano e la soggiogano e d'un tratto la giovane si ritrova proiettata in un mondo di cui non sospettava nemmeno l'esistenza. È l'amore che le due donne si apprestano a vivere."
Le mie opinioni
Therese, aspirante scenografa, ha 19 anni e lavora presso il reparto giocattoli di un  grande magazzino.
È un lavoro che odia - ne prova avversione, addirittura - ma lo svolge ugualmente, un po' per necessità, un po' per senso di inedia.
E proprio "inedia" diventa a poco a poco la parola chiave della sua esistenza: lasciarsi vivere sembra forse più semplice che provare a vivere sul serio, prendendo decisioni e scegliendo percorsi, così che ogni aspetto delle giornate di Therese, dall'occupazione agli amici all'uomo che frequenta, Richard, appare del tutto casuale; di fronte a ogni bivio, la giovane si mostra infatti incapace di dire di sì o di no, modalità di comportamento di cui è acutamente consapevole... ma neppure la consapevolezza aiuta a mitigare l'esasperazione e il senso di rancore a lungo covati nei confronti di questa sua tremenda apatia giovanile.
Tutto cambia il giorno in cui incontra Carol, signora benestante dell'alta società newyorkese, che ha trentadue anni, una figlia piccola cui badare e un marito che cerca di renderle il divorzio abbastanza impossibile.
Tutto cambia... a cominciare, fortunatamente, dalla stessa Therese.

"Carol", contrariamente alle mie aspettative, si è rivelato un romanzo non soltanto d'amore, ma anche (e forse soprattutto) di formazione.
Attraverso lo stile raffinato, ricercato ed elegante di Patricia Highsmith, assistiamo infatti alla nascita di un sentimento scomodo, inaspettato, tormentoso...  ma anche salvifico, catartico e incredibilmente potente.
La Highsmith, che in questo romanzo si dimostra abilissima nel tratteggiare personalità complesse, sia femminili che maschili, sfida le consuetudini e i pregiudizi della sua epoca per raccontarci la storia (dai toni pacati, gentili e delicati, ma non per questo meno rivoluzionari...) di un amore che scombussola i piani e travolge le vite di più persone di quante si potrebbe sospettare.
Mostra, con abbondante profusione di dettagli, l'effetto balsamico, il bene che il peso di una simile, sconvolgente passione può posare sulle spalle di una ragazzina ingenua e un po' immatura... ma anche l'entità abnorme dei sacrifici che ci vengono richiesti per ottenere, in questa vita, il nostro agognato «pizzico di sale».
Un dazio sociale, forse persino esistenziale, a cui è impossibile sottrarsi.

Nel romanzo seguiamo esclusivamente il punto di vista della protagonista Therese (mi aspetto che, nel film con Cate Blachett di prossima uscita, gli effetti collaterali di questa scelta narrativa vengano controbilanciati a favore del personaggio da lei interpretato...), così che la figura di Carol, per quanto centrale, rimane avvolta da un certo alone di ambiguo mistero per buona parte del libro
Eppure la sua indole anti-conformista e i suoi atteggiamenti (pseudo?)-distaccati nei confronti del mondo l'hanno subito resa interessante ai miei occhi, oltre a trasformare il compito di cercare brandelli di indizi rivelatori circa la sua vera personalità attraverso la percezione imparziale di Therese, in un esercizio ancora più intrigante e psicologicamente stimolante.

Altri personaggi sui quali vale la pena soffermarsi a riflettere sono senz'altro Richard, Abby e Harge.
Tutti e tre scatenano sentimenti mutevoli e ambivalenti nel lettore, secondo me.
Puoi odiarli o apprezzare alcune delle loro caratteristiche, talvolta anche nell'arco della stessa pagina, ma in ogni caso non riesci mai a restare del tutto indifferente.
La loro familiare umanità ti ferisce con le sue molteplici spine,  facendoti talvolta ammirare la loro abnegazione e la loro vitalità vorace, talvolta vergognare a sangue di appartenere alla loro stessa specie.

Vi dirò, la Highsmith è bravissima, eppure ho incontrato qualche difficoltà iniziale durante la lettura.
Per riuscire a sintonizzarti bene sul suo stile, devi abituarti all'idea che ogni paragrafo, ogni frase, ogni parola acquisisce un significato più forte della mera semantica, e arriva ad assumere un valore specifico (e metaforico) diverso a seconda delle circostanze.
Il trenino elettrico ai grandi magazzini., per esempio, è un simbolo dal valore espressivo meraviglioso.
L' ho intravisto con gioia nel trailer del film di Todd Haynes (ho visto il suo "Lontano dal paradiso", per cui so per certo che la produzione non poteva sperare di trovare un regista più appropriato per la trasposizione del libro della  Highsmith...), e l'ho già interpretato come un segnale positivo. 
Credo che Cate Blachett e  Rooney Mara abbiano le potenzialità per ricoprire alla  perfezione i ruoli di Carol e Therese, ergo non vedo l'ora che arrivi febbraio per vederle all'opera! ^____^ 

Giudizio personale: 8.0/10





11 commenti:

  1. Non vedo l'ora di vedere il film, che dicono sia bellissimo, e spero di leggere ancora prima il romanzo. ;)

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    1. Anch'io aspetto il film con troppa ansia... spero che abbiano cambiato il meno possibile, approfondendo magari solo un po' il personaggio di Carol e soprattutto... lasciando intatto il meraviglioso finale! *____*

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    2. Sì, penso che Carol sarà indagata meglio - poi chi oserebbe mai prendere la Blanchett e non renderla protagonista di un film? - ma la Mara, fresca di Palma d'oro a Cannes, sarà senz'altro una magnifica Therese. ;)

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  2. Non conoscevo il romanzo e non sapevo nemmeno del film... La tua recensione, però, mi ha incuriosita tantissimo *-* Me lo segno!

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    1. Io l'ho trovato eccezionale, soprattutto la seconda metà.. e te lo sta dicendo una che fa una fatica immensa a mandar giù qualsiasi libro non abbia nulla a che fare col mondo del sovrannaturale, quindi...! ;D

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  3. speriamo che il film sia all'altezza del libro

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    1. Me lo auguro di cuore! Fortunatamente le prime recensioni lasciano ben sperare! ^___^

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  4. neanche io conoscevo questo romanzo, e il fatto che ci sarà presto il film mi incuriosisce molto!

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    1. La storia è davvero bella, Angela, te lo posso confermare. Spero tanto che in occasione dell'uscita del film, a febbraio, la casa editrice italiana proponga una nuova edizione del romanzo, perché per il momento ho solo l'ebook... acquisterei volentieri anche il cartaceo, però! *____*

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  5. Non lo conoscevo (non conoscevo né il libro né il film) ma ora credo di dover rimediare, mi hai davvero incuriosita! :)

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    1. Il romanzo è molto bello, anche se parte un po' in sordina, per poi salire in crescendo.
      Il film lo aspetterò con l'acquolina in bocca per i prossimi cinque mesi... speriamo bene, le potenzialità ci sono tutte: cast, regista, trama... teniamo le dita incrociate, insomma! *____*

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