venerdì 27 ottobre 2017

Recensione: "The Tiger's Daughter", di K Arsenault Rivera



Titolo: The Tiger’s Daughter
Autrice: K Arsenault Rivera
Serie: Their Bright Ascendancy, Vol. 1
Disponibile: in inglese
Puoi acquistarlo QUI

Girl Power:

La trama:

“L’Impero Hokkaran è riuscito a conquistare ogni singola terra su cui è riuscito a posare lo sguardo– ma non si è accorto dell’oscurità incombente che sta iniziando a mettere le radici nel cuore delle persone. A poco a poco, infatti, i muri di confine iniziano a crollare, e interi villaggi cadono preda dei demoni che infestano le foreste.
Lontano, nelle steppe d’argento, le tribù superstiti dei nomadi Qorin decidono di ritirarsi e proteggere la loro gente, dopo essere riusciti a stipulare un’incerta tregua con l’Impero. Toccherà a due giovani guerriere, allevate insieme lungo i confini fin dallo loro nascita profetizzata, il compito di salvare il mondo dalle mire dei demoni distruttori.
Questa è la storia dell’infame guerriera Qorin Barsalayaa Shefali, della divina e arrogante Imperatrice O Shizuka, e di un potere malvagio che proverà a estendersi attraverso il tempo e lo spazio, pur di spargere la sua rovina nel mondo….”



The Tiger's Daughter” è un libro fantasy scritto dall’autrice americana K Arsenault RiveraSi tratta di un romanzo d’esordio, una “prima prova” abbastanza valida e convincente, seppure appesantita da una serie di difetti e vistose pecche stilistiche che andremo presto a esaminare nel dettaglio.

Dovete sapere, innanzitutto, che “The Tiger’s Daughter” è stato pubblicizzato oltreoceano veramente bene; soprattutto per essere un “romanzone” epico di 500 pagine e passa, rivolto a un pubblico di lettori adulti e incentrato sulla travagliata e passionale storia d’amore fra due impavide e coraggiose donne-guerriere. Famosissime autrici del calibro di Jacqueline Carey, V E Schwab e Seanan McGuire hanno riversato fiumi e fiumi di incoraggianti parole al miele in favore di questo libro; la splendida immagine di copertina è stata realizzata da Jaime Jones, uno degli illustratori legati al leggendario gioco di carte “Magic: The Gathering”.

Non è mancata neanche, da parte dei lettori americani, qualche piccola polemica relativa all’ambientazione e al linguaggio utilizzato all’interno del libro: nello specifico, diverse persone di origine asiatica hanno dichiarato di essersi sentite offese dallo straordinario e completamente arbitrario “mash-up” messo in atto dalla Rivera (per realizzare il suo elaboratissimo e affascinante setting, l’autrice ha infatti attinto a piene mani dal ricco patrimonio culturale e folcloristico di Cina, Giappone e Mongolia, mixando il tutto a piacimento con parti inaccurate o completamente di sua invenzione…), nonché da alcuni epiteti e descrizioni apparentemente irrispettosi racchiusi all’interno della trama.
Ora… Non posso evidentemente parlare con grande cognizione di causa, a proposito di questo argomento; l’unica cosa che mi sento di assicurarvi è che – pur prestando particolare attenzione a questo aspetto, durante la lettura – non sono stata in grado di riscontrare elementi che mi abbiano suggerito, anche solo nel modo più vago, l’intenzione di ferire consapevolmente i sentimenti o l’orgoglio nazionale di chicchessia. Anzi: a mio avviso, ogni singola pagina di “The Tiger's Daughter” lascia trasparire un profondo e reverenziale amore nei confronti della cultura asiatica e, anche volendo applicarmi nell’impresa con tutta la buona volontà del mondo, non sarei proprio capace di indicarvi un passaggio particolarmente indelicato o controverso.

Conclusa questa piccola premessa, senz’altro di carattere puramente soggettivo, torniamo pure a concentrarci su quelle che reputo essere le caratteristiche principali del libro.
La storia dell’ombrosa cacciatrice Shefali e dell’arrogante principessa ereditaria Shizuka inizia quando le nostre due protagoniste sono ancora bambine. Il loro primo incontro può essere descritto solo come “epico”, “leggendario” e “inevitabile”; un po’ le stesse parole che mi sentirei di usare per cercare di darvi un’idea di quella che  diventerà in futuro la loro relazione, un legame puro e invincibile predetto dalle stelle e – in un certo senso – predeterminato dal fato prima ancora della loro nascita.
Se credete ciecamente nel destino, e nascondete dentro di voi un animo particolarmente romantico, sono sicura che non potrete fare a meno di affezionarvi e parteggiare spudoratamente per queste due giovani innamorate. I toni della Rivera, vi avverto, tendono ad assumere una tonalità melodrammatica e altisonante più spesso che no: qualche volta i dialoghi si rivelano teneri, dolcissimi e commoventi; in altre occasioni, semplicemente stucchevoli, sciocchi e ridondanti. In ogni caso, la componente “romance” rappresenta senz’altro l’elemento più solido, emozionante e coinvolgente di “The Tiger's Daughter”; l’autentico fulcro del racconto, per così dire, il motore che spinge avanti la trama e ne giustifica l’esistenza. I caratteri opposti/complementari delle due protagoniste vengono resi con estrema dovizia di particolari, e l’autrice riesce senz’altro a comunicare al lettore un’idea molto accurata del loro stato d’animo, della loro personalità, delle loro virtù e dei loro difetti.

The Tiger's Daughter” è un libro che riesce a brillare, a mio avviso, anche dal punto di vista dell’ambientazione e dei personaggi secondari positivi. I “cattivi”, purtroppo, rappresentano tutto un altro paio di maniche, e non possono essere considerati neanche lontanamente interessanti come Otgar, Izuki, Shizuru o Alshara… Con l’unica eccezione, forse, di un certo demone senza nome che, a un certo punto della storia, prende a perseguitare Shefali in maniera sempre più incalzante e spietata.

Ad ogni modo, l’inesperienza della Rivera prende a giocare un ruolo piuttosto determinante, secondo me, soprattutto dal punto di vista del ritmo del romanzo e della costruzione dell’intreccio. Fra i primi capitoli di “The Tiger's Daughter” e il resto del testo si verifica uno squilibrio di tensione enorme; a lungo andare, la trama tende a concentrarsi esclusivamente sulla lunga serie di ostacoli che l’amore immortale di Shefali per Shizuka (e viceversa) dovrà superare per poter prosperare e dare i suoi frutti… Il problema è che nessuna di queste minacce si rivela anche solo remotamente in grado di darci a intendere che riuscirà veramente a separare le due amanti, innescando così nel lettore una costante sensazione di ripetitività, noia e frustrazione.

Anche l'estrema prevedibilità dei combattimenti risulta abbastanza spiccata da creare un cocente senso di sconcerto e delusione, comunque. Non posso parlare per gli altri lettori, ovvio, ma, dal canto mio, posso assicurarvi che sono sempre stata in grado di prevedere dove intendesse a parare la Rivera inserendo questo o quell’altro inatteso “colpo di scena”, di solito con almeno venti o trenta pagine di anticipo.

The Tiger's Daughter”, in ogni caso, introduce una serie di libri chiamata “Their Bright Ascendency”. Leggerò il prossimo volume senza ombra di dubbio, un po’ perché sono curiosa di scoprire gli eventuali progressi dell’autrice, e un po’ perché – diciamocelo –Shizuka e Shefali, insieme, sono abbastanza pucciose e tenerelle da riuscire a far sciogliere anche il cuore di pietra di una cinica zitellona incallita come me… Sta’ di fatto che, in questo caso particolare, consiglio la lettura del primo libro soltanto agli/alle amanti del genere romance, e non ai patiti del fantasy, in generale. Da questo punto di vista, forse, “The Tiger's Daughter” tenderà a rappresentare un po’ la mia eccezione: tutt’altro che impeccabile, tutt’altro che avvincente, tutt’altro che sanguinoso o denso di azione, magia e mistero… eppure, per qualche oscura ragione, confesso che alla fine un po’ è riuscito a piacermi lo stesso! XD


Giudizio personale: 6.5/10



6 commenti:

  1. Questo libro mi ispira parecchio ma ho paura che sia uno di quei mattoni che non riesci a finire e finiscono dentro qualche scatola ad ammufire

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    1. Penso sia possibile, anche se a me è piaciuto: probabilmente, se non fossi stata tanto coinvolta dai personaggi e dall'elemento "romance", sarei stata la prima ad abbandonare la lettura a un terzo dalla fine... XD

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  2. Ciao Sophie! ;)
    Scusami per il disturbo: ti ho nominato per il Very Pop Blog (http://storiesbooksandmovies.blogspot.it/2017/10/very-pop-blog-i-miei-anni-90.html).
    Buon weekend,
    Fede.

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    1. Hello, Fede! ^____^
      Davvero? Wow, che carinooooooo.... adesso corro a sbirciare! Grazie mille!!!! <3

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  3. Questo sembra proprio il tipo di romance melodrammatico che posso amare oppure odiare, dipende da come è scritto. Non mi resta che provare, immagino.

    Avevo sentito parlare anche io della controversia, ma c'è una quantità enorme di fantasy che si ispira ad altre culture con ricerca approssimativa, questo non è affatto un caso unico (certo, può essere irritante quando la cultura è la tua; c'è un motivo per cui esito sempre a provare i libri ambientati in Italia scritti da Americani...). Ma alcuni di questi libri diventano controversi e altri no, abbastanza a caso.

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    1. Assolutamente vero: sto pensando, ad esempio, a "Il Pipistrello" di Jo Nesbo... Non è un fantasy, ma, personalmente, l'ho trovato talmente grossolano e offensivo nei confronti del popolo aborigeno australiano, da far venire l'orticaria diffusa per tutto il corpo! Eppure, nonostante la popolarità e il successo dell'autore, nessuno che abbia pensato di sollevare un polverone... Che strano!

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