domenica 13 maggio 2018

Recensione: "The Poppy War", di R. F. Kuang


The Poppy War, Vol. 1
Disponibile in inglese

“Quando Rin riesce a superare il Keju, il test che si tiene ogni anno nell’Impero per selezionare i giovani più talentuosi da addestrare nelle Accademie, è uno shock per tutti: per gli ufficiali incaricati di tenere l’esame, che non riescono ad accettare l’idea che un’orfana di guerra della Provincia del Gallo riesca a passare senza barare; per i tutori di Rin, che avevano creduto di potersi finalmente sbarazzare di lei attraverso un matrimonio vantaggioso per la loro consolidata attività criminale; e per la stessa Rin, che realizza per la prima volta di potersi finalmente liberare dallo stato di servitù e disperazione che finora ha sempre rappresentato la sua vita quotidiana.
E poi la ragazza riesce a entrare a Sinegard, la scuola militare d’elite più prestigiosa di Nikan, un’impresa ancora più sorprendente.
Ma non tutte le sorprese sono buone.
Perché essere una ragazza del sud di umili origini e dalla carnagione scura non è una cosa facile a Sinegard. Bersagliata dai compagni di classe a causa del suo genere, del colore della sua pelle e della sua povertà, Rin scopre di possedere un potere letale e sovrannaturale – un’attitudine nei confronti dell’ormai quasi mitologica arte dello sciamanesimo. Esplorando le profondità del suo dono con l’aiuto di un insegnante apparentemente pazzo e di sostanze allucinogene potenzialmente pericolose, Rin apprende presto che divinità a lungo credute scomparse sono in realtà presenze più vive e attive che mai – e che imparare a esercitare un controllo su quei poteri potrebbe implicare qualcosa di più importante della sua mera sopravvivenza scolastica.”



The Poppy War” è un libro fantasy per lettori adulti ambientato sullo sfondo di una tormentata terra esotica chiamata Nikan; un luogo piagato da tremende divisioni interne e da conflitti incessanti, vagamente (e deliberatamente) ispirato alle travagliate vicissitudini della Cina del decimo secolo.

Quando dico “lettori adulti”, mi riferisco in realtà a persone al di sopra dei 18 anni, pienamente consapevoli dell’inconcepibile livello di violenza, brutalità e crudeltà contenuti all’interno di questo romanzo. Giorni fa leggevo un’intervista rilasciata dall’autrice, la giovanissima esordiente R.F. Kuang. A quanto pare, la scrittrice rigetta l’etichetta di “grimdark fantasy” applicata alla sua opera, ma soltanto perché, a suo avviso, tutta la componente “grim” è stata inserita fra le pagine di “The Poppy War” per ragioni pratiche, ossia di mera accuratezza storica, e non per rispondere a un canone puramente estetico.

Ad ogni modo, sono pronta ad assicurarvi che, da questo punto di vista, per noi lettori la differenza risulta veramente sottile. Il fatto da tenere a mente è questo: “The Poppy War” è un romanzo splendido e cruento, che vale senz’altro ogni singolo istante speso per la lettura… ma a un certo punto il suo contenuto tende a farsi veramente esplicito ed estremo. Alcuni capitoli di questo libro si sono rivelati difficilissimi da portare a termine, un’autentica agonia per la mente e per il cuore… E in fondo forse è giusto così, considerando il fatto che i temi principali dell’opera della Kuang comprendono guerra, tossicodipendenza, memoria e genocidio.

Anche se il punto di vista che seguiamo per l’intera lunghezza del romanzo è quello della protagonista, Rin, la trama di “The Poppy War” può essere definita soltanto come ad ampissimo respiro. Ci è subito chiaro che non è soltanto il futuro di questa determinata giovane di umili origini, un’apprendista dotata di sorprendenti capacità sciamaniche, a essere in gioco; in realtà il pericolo incombe sull’intero Impero Nikara, perennemente in balia dei conflitti e delle egoistiche aspirazioni delle sue classi dominanti.

Eppure, in un certo senso, “The Poppy War” potrebbe facilmente essere scisso in due parti: la prima, più mite e suggestiva, dedicata all’addestramento di Rin all’Accademia militare di Sinegard, al suo coinvolgente rapporto d’amicizia con il misterioso e strambo insegnante Jiang, alle rivalità con il prepotente e nobile Nehza e al progressivo apprendimento della magia, della strategia, delle arti marziali.  La seconda – completamente diversa – relativa al divampare improvviso e inarrestabile della guerra, col suo carico di atrocità e orrori inenarrabili.
Questo repentino e brusco “cambio di tonalità” tende un po’ a spiazzare, soprattutto all’inizio, ma credo che, alla lunga, non faccia altro che aiutare il lettore a immedesimarsi ulteriormente nel tremendo senso di sbigottimento e straniamento sperimentato dai personaggi di “The Poppy War” a un certo punto della trama.

Per quanto riguarda le relazioni fra i vari e numerosi personaggi del libro, invece, immagino di poterle definire soltanto come estremamente credibili, nocive e disturbanti. Con tutto quello che sta capitando loro attorno, di sicuro i nostri (anti-)eroi hanno tutto, fuorché il tempo necessario a impelagarsi in qualche improbabile storia d’amore. Ma ciò non pregiudica assolutamente l’instaurarsi di dinamiche complesse, sconcertanti e terribilmente coinvolgenti fra Rin, Jian, Altan, Kitay e tutti gli altri personaggi del libro.

Il finale, dal canto suo, giunge come una vera e propria epifania; o meglio, come un pugno scagliato a tutta birra nello stomaco del lettore… una svolta narrativa inevitabile, forse, eppure al contempo straziante e quasi inconcepibile. Non ho la più pallida di cosa accadrà a Rin e agli altri nel prossimo volume della trilogia… anche se sospetto già che saranno cose terribili, feroci e inesorabili come l’avvento dell’inverno stesso.

In estrema sintesi: “Spietato, efferato, sanguinoso e crudele": sono i quattro aggettivi che userei per descrivere “The Poppy War”, uno dei migliori romanzi d’esordio mai pubblicati in campo fantasy. Ma soltanto dopo aver specificato che l’autrice ha una vagonata di talento a sua disposizione, e tutta l’ambizione e la maturità necessarie a sfruttarlo…”



2 commenti:

  1. A questo gli faccio il filo da prima che uscisse! Ma non sono ancora riuscita a metterci le mani sopra... :( Ma ho il sospetto, non tanto vago, che sarà tra i miei prossimi acquisti... ;)

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    1. E' un libro bello "tosto", sotto certi aspetti, Sian, ma giuro che ne vale la pena! Spero tanto che ti piacerà! :D

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