sabato 6 luglio 2019

Recensione: "The Winter of the Witch", di Katherine Arden


libri fantasy 2019 - streghe - recensione - Winter of the Witch

Winternight - Vol. 3
Disponibile in inglese 

Potete acquistarlo QUI

"E se stavolta una sola ragazza potesse fare la differenza?
Mosca è in fiamme, e la sua gente è alla frenetica ricerca di risposte - e di qualcuno da incolpare. Vasiliva, una giovane donna dotata di poteri straordinari, deve fuggire se intende salvarsi la vita, inseguita da tutti coloro che intendono incolpare la sua magia per le loro sventure.
Ma poi un demone vendicativo riesce in qualche modo a fare ritorno, più forte che mai. Determinato a scaraventare il mondo nel caos, riesce a trovare alleati fra gli uomini e gli spiriti. 
Il peso del fato dell'umanità - e quello del mondo delle creature fatate - ricadrà sulle spalle di Vasya..."


Dopo averla lasciata alle prese con le conseguenze di uno scontro destinato a cambiare le sorti di Mosca per sempre (vi ricordo che avrete la possibilità di leggere "La Ragazza nella Torre” in italiano a partire dalla fine di agosto), Vasya si prepara a imboccare la lunga strada che porta alla redenzione.
Non ho intenzione di anticiparvi altro in relazione alla trama del terzo libro della trilogia “Winternight” (“La Notte dell’Inverno”), per cui mi limiterò ad assicurarvi che il ritmo adrenalinico e scalpitante di “The Winter of the Witch” finirà per lasciarvi a bocca aperta.

Suppongo che questa sia una delle ragioni per cui ho amato questo volume conclusivo ancor più dei suoi predecessori: il "terzo atto" della saga si precipita infatti incontro al momento del climax a testa alta e con la lancia in resta, scaraventandoci direttamente al centro del nucleo emotivo e fattuale della narrazione... Per la prima volta (e dopo un episodio iniziale a dir poco scioccante) Vasya si ritrova ad affrontare i suoi nemici e i suoi demoni interiori a muso duro e a carte scoperte; messa alle strette dal destino, la nostra “strega venuta dal freddo” dovrà decidere una volta per tutte chi vuole essere... e pagare il prezzo di questa decisione fino in fondo e senza possibilità di appello.
Ho apprezzato molto il peso che la Arden, attraverso le pagine di “The Winter of the Witch”, ha voluto concedere all'analisi del palpabile "lato oscuro" di Vasya; al ruolo dell'Orso nella sua vita, al potere e all'influenza che questa carismatica e brutale figura primordiale finirà per esercitare sempre su di lei.

Questa prima trilogia della Arden rientra a pieno diritto nella categoria delle più intramontabili storie di formazione a sfondo magico di sempre, credo. Sin dal primo libro, mi è stato possibile rintracciare echi della scrittura di Tamora Pierce, Naomi Novik e Ursula LeGuin; una lunga serie di influenze e suggestioni che si riflettono abbondantemente sull'immaginario, sulle tematiche e su determinate scelte stilistiche compiute dalla Arden.

La protagonista di “The Winter of the Witch” si lancia a perdifiato in una serie di situazioni più grandi e disperate di lei. Sbaglia, cade, impara dai suoi errori, si rialza e... sbaglia ancora! L'umanità - la profonda vulnerabilità - dimostrata da Vasya in questo libro mi ha commosso; è come se la "ragazza fatata" della Arden riuscisse finalmente a balzare fuori dalle pagine e a dimostrarci tutto quello che si nasconde dietro il suo potere, la sua vena ribelle, il suo temperamento testardo e focoso: vale a dire una giovane donna ferita, oppressa e determinata, che non ha alcuna intenzione di accettare le regole ipocrite e sbagliate che una secolare tradizione di misoginia e paranoia hanno cercato di gettarle sulle spalle. Un'eroina, una combattente e un fragile "ponte sospeso fra due mondi", sì; ma anche una persona che rinuncerebbe a molte cose pur di ricongiungersi con gli amati fratelli e sorelle. A molte cose, forse... Tranne che alla sua identità. Tranne che al fuoco che le scorre nelle vene. Tranne che al tocco del Re dell'Inverno sulla pelle, o al suono delle risate roche e un po' matte degli spiriti naturali che ormai quasi più nessuno riesce a percepire.

Credo inoltre che i fan dei cosiddetti "fantasy storici" resteranno soddisfatti, ancora una volta, dall'elaborata e particolareggiata ricostruzione della Russia medievale messa in scena dalla Arden; mentre tutti gli altri lettori proveranno forse una punta di gioia nell'appurare che l'elemento fantastico torna anche in questo caso ad assumere una centralità narrativa di primissimo rilievo.
Voglio confessarvi la verità: abbandonare definitivamente queste lande incantate, selvagge, gelide, divise, mi ha provocato un piccolo attacco di malinconia in fondo al cuore. Al momento, so che l'autrice sta lavorando a un progetto completamente diverso (ma affine: uno stand alone fantasy per adulti dalle marcate radici storiche...), e che non immagina di tornare a scrivere del mondo di Vasya e Morozko nell'immediato futuro. 
Se mai dovesse cambiare idea, in ogni caso, sarebbe per spostare il focus della narrazione su un personaggio secondario molto interessante introdotto ne “La Ragazza nella Torre”. E’ stata l’autrice stessa a spiegarlo, in un recente commento pubblicato su Goodreads.

Che cosa posso dire?
Terrò senz’altro le dita incrociate… 
Anche se, a dire il vero, ho già deciso che leggerò qualsiasi cosa la Arden scelga di scrivere in futuro! ^____^


I libri della serie già disponibili in italiano:





4 commenti:

  1. Non conoscevo questa saga, mi stuzzica il contesto storico della russia medievale!

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    1. L'autrice ha studiato a fondo l'argomento medievale, Angela; e secondo me i frutti delle sue ricerche hanno ripagato ampiamente gli sforzi! Di rado mi sono ritrovata alle prese con un'ambientazione così curata e affascinante, durante una lettura! ;D

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  2. Io non vedo l'ora di leggere il secondo. Il primo l'ho amato ❤️.❤️

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    1. A me il secondo libro è piaciuto ancora di più, Giusy... Spero che sarà così anche per te! *____*

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