lunedì 22 ottobre 2018

"The Haunting of Hill House" (serie tv - 2018)




Prima di iniziare a vedere “The Haunting of Hill House”, non ero mai riuscita a capire fino in fondo il significato dell’aggettivo americano “mind blowing”… Ma vi assicuro che adesso lo so.
Scrivere questa recensione sarà un po' difficile per me, dal momento che la nuova serie creata, scritta e diretta da Mike Flanagan (“Hush”, “Il Gioco di Gerald”) riesce a risvegliare alla perfezione gli istinti sopiti della piccola fangirl dormiente annidata dentro di me... Ma prometto che farò del mio meglio.

Comincerò accennando al fatto che “Hill House” rappresenta un adattamento un po' atipico, ma anche tremendamente intrigante, per non dire ipnotico o squisito.
Il fatto che Flanagan abbia deciso di buttare dalla finestra gran parte della trama del romanzo originale di Shirley Jackson non compromette in alcun modo la riuscita di questa operazione...  anzi. Conservando solo gli elementi necessari, intessendo una storia nuova, dal taglio moderno e dai risvolti profondamente “emozionali”, credo che il regista sia riuscito ad avvicinarsi alla vera essenza del libro in maniera originale e assolutamente impeccabile.

Per quanto mi riguarda, la sceneggiatura di questa serie è un gioiello di proporzioni impareggiabili; una sorta di brillante meccanismo a orologeria munito di cuore, mente, stomaco, anima e pittoreschi sogni pulsanti.
Una manciata di giorni fa, il gran Maestro Stephen King in persona ha pubblicato un commento su Twitter per congratularsi con Flanagan e lodare l’immenso lavoro compiuto, su diversi livelli, dal regista di “Hill House”, arrivando perfino a definire il frutto di queste fatiche come qualcosa di “molto vicino all'opera di un genio”. Dal momento che ho finito con lo spararmi tutti e 10 gli episodi che compongono questo telefilm al ritmo di un ghiottone convocato a un banchetto, o anche di un avvinazzato invitato per un errore a una degustazione di vini (e badate, io non sono mai stata tipo da binge watching...), non posso che dichiararmi perfettamente d'accordo con lui.
Alla faccia di ogni raffica di scetticismo iniziale (la prima volta che ho visto il trailer, per poco non sbuffavo dallo scontento...), “The Haunting of Hill House” mi ha stregato, spiazzato, spaventato, commosso ed elettrizzato, affermandosi in poco tempo come una delle mie serie tv preferite in assoluto.

Bisogna dire che le frequenti visioni sovrannaturali e le innumerevoli manifestazioni dei fantasmi e degli altri' “segreti” che camminano per i serpeggianti corridoi di questa affollatissima casa infestata sono state orchestrate in maniera magistrale; eppure non è stato il fattore “brividi e tensione” a farmi sollevare le braccia al cielo intonando  un sentito Hallelujah alla fine della visione.
No: a compiere il miracolo hanno provveduto, piuttosto, cinque fratellini e una coppia di genitori chiamati Olivia e Hugh Crain, vale a dire un team di personaggi talmente umani, interessanti, vulnerabili e convincenti da riuscire a far passare in secondo piano perfino l'esistenza di terrificanti entità paranormali quali la Signora dal Collo Spezzato, o l'Uomo Alto con il Bastone.

Ho adorato il fatto che Flanagan abbia deciso di mantenere, oltre al nome originale di ogni personaggio importante del romanzo (con l'aggiunta di una Shirley, in omaggio ovviamente a-voi-sapete-chi...), anche una o più caratteristiche fondamentali della personalità della loro rispettiva controparte letteraria.
Così come ho apprezzato il fatto che l'unico personaggio a rimanere completamente fedele al libro della Jackson, a conti fatti, sia proprio la Casa stessa; questa iper-lucida, misteriosa, consapevole e perennemente affamata creatura che dall’autrice americana (e dalla viva voce di Steve, il maggiore dei fratelli Crain...) viene descritta nel modo che segue: "No live organism can continue for long to exist sanely under conditions of absolute reality; even larks and katydids are supposed, by some, to dream. Hill House, not sane, stood by itself against its hills, holding darkness within; it had stood so for eighty years and might stand for eighty more. Within, walls continued upright, bricks met neatly, floors were firm, and doors were sensibly shut; silence lay steadily against the wood and stone of Hill House, and whatever walked there, walked alone.”

I frequenti riferimenti al romanzo sparpagliati in ogni singolo episodio costituiscono, a mio avviso, un ulteriore tocco di classe. Voglio dire, come non ritrovarsi a soffocare un inaspettato e commosso sorriso di meraviglia di fronte all'epica tazza di stelle di Nell (e a quello che rappresenta...), o alla tragica chiosa finale di Olivia a proposito di amanti e viaggi? Per non parlare del leggendario e delirante monologo che, nel libro, appartiene a Nell, mentre nella serie viene scandito dalle labbra di una Carla Cugino sempre più splendida e convincente: “I could live there all alone,slowing the car to look down the winding garden path to the small blue front door with, perfectly, a white cat on the step. No one would ever find me there, either, behind all those roses, and just to make sure I would plant oleanders by the road. I will light a fire in the cool evenings and toast apples at my own hearth. I will raise white cats and sew white curtains for the windows and sometimes come out of my door to go to the store to buy cinnamon and tea and thread. People will come to me to have their fortunes told, and I will brew love potions for sad maidens; I will have a robin…”

Da un punto di vista tematico, “Hill House” è una serie che ha tantissimo da comunicare, e ogni singolo mezzo espressivo a disposizione per farlo. In soldoni, l'intreccio cerca di svelare la storia decennale di una famiglia apparentemente come tante, perseguitata da un passato inevitabilmente ricco di traumi, segreti, lutti, rancori e bugie. A un certo punto, appare chiaro che l'amore "difettoso", doloroso e incontrovertibile che lega Steve, Shirl, Theo, Luke e Nell potrebbe contribuire a plasmare la chiave necessaria a permettere loro di liberarsi da tutte quelle antiche paure, e tutte quelle attualissime patologie (nevrosi, paranoie, dipendenze, paralisi emotive...) che condizionano le loro vite, oppure sancire la loro condanna definitiva e tenerli segregati per sempre all'interno di un impenetrabile e inquietante labirinto temporale.
E penso che sia quasi impossibile non ritrovarsi in queste complesse e sfaccettate dinamiche relazionali, per lo meno dal punto di vista di chiunque abbia avuto l'immenso privilegio di poter crescere al fianco di uno o più fratelli o sorelle...

Mi piace pensare che la Jackson avrebbe apprezzato, se non proprio la serie nel suo complesso, quanto meno gli evocativi episodi dedicati a Nell e a sua madre.
Le interpretazioni, del resto, sono straordinarie, e personalmente credo di essere rimasta sveglia a fissare il soffitto per buona parte della notte in più di un’occasione, tutta intenta a rigirarmi nella mente le implicazioni del terribile (e meraviglioso) discorso dei “gemelli” a un’Olivia sempre più confusa e terrorizzata (“Wold you wake us up from a dream like that?”), per gentile intercessione di una mefistofelica Poppy.

A prescindere da se, quanto e fino a che punto il libro della Jackson sia riuscito a coinvolgervi, insomma, il mio consiglio è di provare a guardare la serie. Se amate il genere gotico, questo semplicemente è uno show che non potete rischiare di lasciarvi sfuggire, ragazzi!


In estrema sintesi: Spazzate via dalla mente ogni ricordo di quell’assurda e barocca carnevalata chiamata “American Horror Story”, e preparatevi ad accogliere a braccia spalancate la prima, vera, grande serie tv horror della storia della televisione!







10 commenti:

  1. A oggi, la mia serie dell'anno.
    A sorpresa, inoltre, mi ha davvero commosso.
    Ne parlo mercoledì! :)

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    1. Anch'io mi sono emozionata parecchio, Mik! E' davvero una serie fantastica, sicuramente la mia preferita dell'anno! *____*
      Domani passo a leggere, allora! ;D

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  2. Mi ha ricordato un po' Castle Rock per il modo in cui ha preso un'ambientazione e poi ha messo in scena una storia praticamente originale con tanti rimandi al libro. Cmq guardarla prima di cambiare casa non è stata l'idea più brillante della mia vita :(
    Detto questo, il finale mi ha uccisa dentro ç_ç

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    1. Oh, purtroppo non sono ancora riuscita a vedere "Castle Rock"... ma recupererò, perché naturalmente mi interessa moltissimo! *____*
      Lo so, l'episodio finale ha colpito dritto nel segno... Fra l'altro sono felicissima che Flanagan abbia deciso di concludere così, invece di scegliere il finale più cupo che aveva ipotizzato all'inizio, al punto che non sono neppure sicura al cento per cento di volere una seconda stagione: per quanto mi riguarda, la serie è già perfetta e compiuta così! XD

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  3. Ho finito il libro la settimana scorsa e, insomma, non mi è piaciuto del tutto, ma ho apprezzato alcuni aspetti. La serie tv voglio vederla assolutamente, tutti questi commenti positivi mi stanno facendo superare anche la mia paura XD

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    1. Ti capisco, Giusy: anch'io ricordo che (soprattutto a una prima lettura) rimasi un po' male per alcuni passaggi particolari del libro...
      Ma penso (e spero) che la serie ti piacerà: in qualche modo, il regista/sceneggiatore è riuscito a tirar fuori tutto quello che c'era di buono nel romanzo e a dargli vita in una forma completamente nuova! ;D

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  4. A dir poco spettacolare!
    Splendida recensione per una serie che, come detto da molti prima di me, è la rivelazione dell'anno se non, addirittura, il meglio dell'anno (e qui mi espongo con largo anticipo eh!).
    Non conosco il libro ma credo che la serie abbia saputo trovare un perfetto equilibrio tra tradizione e modernità con un mix tra dramma familiare e horror che tanti altri show si possono solo sognare! :)

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    1. Sono d'accordo con te al cento per cento, Fede! :D
      Di gran lunga il miglior lavoro di Flanagan, almeno per ora... adesso sì che sono curiosa di scoprire cosa combinerà con "Doctor Sleep"! *_____*

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  5. Questa l'ho inserita nella lista delle cose da vedere quando è uscita, ma è ancora lí ad attendere pazientemente il suo turno perchè prima vorrei riuscire a leggere il libro (cosa che non sono ancora riuscita a fare, argh!) ma spero di rimediare presto!

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    1. Puoi farcela sicuramente, Sian! ;D
      Spero che ti piaceranno entrambi: la serie sembra profondamente diversa dal libro, a un primo sguardo... ma mi piace pensare che, in fondo, non lo sia poi neanche così tanto, almeno nello spirito! ^____^

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