domenica 20 giugno 2021

Recensione: "The Mask of Mirrors", di M. A. Carrick

 

Potete acquistarlo QUI in inglese 

The Rook and the Rose, Vol. 1


La fortuna favorisce gli audaci. La magia favorisce i bugiardi.

Ren è un’artista della truffa, arrivata nella scintillante città di Nadežra con in mente un unico obiettivo: ingannare l’alta società e insinuarsi in uno dei casati nobiliari, assicurando una fortuna per se stessa e un futuro per sua sorella. Ma mentre viene risucchiata nel mondo elitario che circonda Casa Traementis, Ren realizza che la sua mascherata è soltanto fra le tante che la circondano. E mentre una magia da incubo (letteralmente!) comincia a diffondersi per le strade della Città dei Sogni, le velenose faide dei suoi aristocratici e gli oscuri pericoli dei suoi ghetti in preda alla fame finiranno per intrecciarsi… con Ren al centro della ragnatela di intrighi!”

 

Un modo semplice e veloce per riassumere la trama di "The Mask of Mirrors"?

Provate a immaginarlo come l'anello di congiunzione mancante fra "Mistborn" e la vecchia serie tv cult "Revenge".

Un collegamento di cui non sapevate di cui aver bisogno, probabilmente, ma che secondo me finirebbe davvero per soddisfare sia i fan di Brandon Sanderson, sia i vecchi fan dello show con Emily VanCamp.

Ren è un'artista della truffa, cresciuta per strada e allevata da un boss della mala che ha fatto di tutto per insegnarle a mentire guardando dritto in faccia i suoi obiettivi.

Non le era mai passato per la mente di progettare un "colpo" così a lungo termine, ma stavolta sono state le circostanze a forzarle le mano: per garantire un futuro a se stessa e a sua sorella, Ren decide di spacciarsi per la figlia di una parente da lungo tempo perduta della famiglia Traementis, e insinuarsi nel ventre di uno dei casati più nobili e antichi della città.

Se tutto andrà bene, riuscirà a persuadere sua "zia" Donaia a iscriverla nei registri di famiglia, o quantomeno a sposare Leato, l'affascinante erede dei Trementis. A quel punto, gli orrori della strada e i fantasmi del passato diventeranno soltanto uno sbiadito ricordo... giusto?

Peccato che la città sia un crogiolo infernale di bugiardi, ricattatori, autorità corrotte, stregoni in incognito e vigilanti mascherati, e che ogni passo intrapreso per evitare il disastro sembri condurla soltanto incontro alle fauci di un baratro ancora tutto da scoprire...

Sotto lo pseudonimo di M. A. Carrick, le autrici Marie Brennan e Alyc Helms firmano il primo volume della trilogia dark fantasy "The Rook and the Rose". Un romanzo denso e ad amplissimo respiro, che riprende il tema immortale della "grande città violenta" e getta le basi per un sontuoso worldbuilding a metà strada fra Rinascimento e Decadentismo europeo.

Un volume corposo (la mia edizione segna 630 pagine, escluse le note d'appendice con il glossario e l'elenco dei personaggi), che a mio avviso vanta almeno tanti pregi quanto difetti.

Durante la lettura di "The Mask of Mirrors", ad esempio, vi imbatterete in un sistema magico intrigante, basato sull’uso dei "numinatra", dei glifi speciali che non hanno potuto fare a meno di ricordarmi alcuni aspetti di "Foundryside", il sorprendente romanzo high fantasy di Robert Jackson Bennett (molti di voi non avranno ancora avuto modo di leggerlo, ma non disperate: la Mondadori ci ha promesso un'edizione italiana entro la fine dell'anno!).

Peccato che le autrici non abbiano avvertito l'esigenza di tirare in ballo questo mirabolante sistema magico prima di pagina 320, vale a dire l'epico momento in cui finalmente – finalmente! – la trama decide di innescarsi. Fino a questa svolta, non mi spingerò a dire che la lettura di "The Mask of Mirrors" si sia rivelata eccitante quanto quella di un verboso dizionario di etichetta nobiliare... ma quasi!

Per quanto riguarda l'ambientazione, la cura dei dettagli in questo volume risulta eccellente (maniacale?), dal momento che ogni singolo elemento riesce a trovare una sua collocazione. Dopo aver finito "The Mask of Mirrors", saprete ogni cosa di Nadežra: storia, geografia, caste, situazione politica, tradizioni religiose, pratiche funerarie, abitudini alimentari eccetera, eccetera.

Non tutti questi particolari, però, si rivelano davvero essenziali ai fini della narrazione. Anzi: in alcuni passaggi, il livello di infodump prende a salire in maniera sconsiderata.

Il ritmo del libro ne risente ferocemente, trovandosi ad arrancare per la bellezza di 300 pagine e passa.

Per quanto riguarda i personaggi, diciamo che li ho trovati molto... sandersoniani, diciamo, con tutto il bene e il male che questo comporta! XD

I comprimari risultano deliberatamente machiavellici, tutti avvolti in questo alone di "mistero&tradimento" che non viene meno neanche per un secondo; i villains veri e propri, invece, sembrano saltati fuori dalle pagine di un fumetto sui supereroi, ma c’è da dire che alcuni di loro (mi verrebbe quasi da dire, nella migliore tradizione Marvel! XD) vantano anche un considerevole livello di carisma.

Il problema principale, secondo me, è che, al pari di Ren, ho trovato impossibile capire di chi fosse possibile fidarsi a Nadežra; probabilmente di nessuno e, alla lunga, questo ha finito per compromettere un po' la mia capacità di affezionarmi o tifare per chicchessia.  

Ma, dal momento che la seconda metà del volume ha comportato un enorme salto qualitativo, e l'introduzione di svariati sviluppi promettenti, aspetterò senz'altro l'uscita di "The Liar’s Knot” con grande curiosità.

Sperando (fra parentesi), che la gestione dei vari POV cominci a seguire dei criteri un po’ più discernibili, e che ad alcuni personaggi secondari (mi vengono in mente Giuna e Tess, due personaggi abbastanza stereotipati da incarnare praticamente l'archetipo dell'eroina YA media contemporanea…) venga concessa un pizzico di profondità in più.


Giudizio personale:

7.0/10



NB: avete sempre desiderato cominciare a leggere libri fantasy in lingua inglese, ma ancora non sapete bene da che parte iniziare? Date un'occhiata ai 7 passi del mio "Metodo G.R.I.F.O.N.E."! ;D


2 commenti:

  1. A parte che la copertina è bellissima ** però anche la trama mi ispira tanto, solo che entro facilmente in blocco quando i libri sono lenti ad ingranare :/

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    Risposte
    1. Ti capisco! :(
      Io ho dovuto alternarlo un po' con un'altra lettura, perché le prime 300 pagine, per quanto introduttive e piene di particolari sul worldbuilding, sono poverissime dal punto di vista dell'azione.
      Non se se anche tu sei solita leggere più di un libro insieme; potrebbe essere un buon compromesso! ^___^

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