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giovedì 12 febbraio 2015

Mini-recensioni: "The Maze Runner" + "Captain Phillips - Attacco in mare aperto" (film)


- The Maze Runner - Il Labirinto





"Basato sul celebre best seller, Maze Runner è ambientato in un mondo post-apocalittico, nel quale Thomas è rinchiuso in una comunità di ragazzi, dopo che la sua memoria è stata cancellata. Quando scopre di essere rinchiusi in un labirinto, Thomas si unisce ai suoi amici "runners" non solo per scappare dal labirinto, ma anche per risolvere il mistero e svelare il segreto su chi li ha portati lì, e perché."






Non posso dire di essere rimasta delusa dal film "The Maze Runner - Il Labirinto"... più che altro perché, leggendo e spulciando varie recensioni e pareri in rete, mi ero già costretta a ridimensionare drasticamente le mie aspettative.
Mi duole dire che, purtroppo, secondo me il regista Wes Ball ha gestito malissimo questo adattamento: il libro che inaugura la più famosa trilogia di James Dashner, infatti, pur non essendo poi questo grandissimo capolavoro di introspezione psicologica, secondo me riusciva a centrare in pieno l'obiettivo di divertire e intrattenere il lettore, e di tenerlo con il fiato perennemente in sospeso... viceversa, la sceneggiatura del film a me è sembrata oltremodo debole, piatta, un fiacco tentativo di emulare il successo raggiunto da altre pellicole più o meno dello stesso genere, "Hunger Games" in testa.
Oltretutto, il protagonista Dylan O'Brien avrà pure una faccia "pulita" e simpatica, ma mi è parso del tutto privo del carisma necessario a un leading actor degno di un film d'azione di questo tipo; il resto del cast mi è sembrato quasi altrettanto male assortito, con il ventottenne (e imponente) Aml Ameen nei panni di Alby (che di anni dovrebbe averne 18, a dir tanto...) e una totalmente inutile Kaya Scodelario in quelli della misteriosa Teresa.
I primi venti minuti del film scorrono, e seguono abbastanza fedelmente il libro, iniziando a porre le basi per una storia potenzialmente interessante... salvo poi mandare tutto all'aria, grazie a una regia e a un montaggio del tutto privi di personalità, e a un finale talmente scontato da risultare noiosissimo.

Giudizio personale: 5.5/10


- Captain Phillips - Attacco in mare aperto





"Nell'aprile del 2009 Richard Phillips, capitano della nave porta container USA Maersk Alabama, lascia la sua famiglia nel Vermont per prendere parte ad una spedizione al largo del Corno d’Africa. In acque extraterritoriali, il suo bastimento viene però attaccato da un gruppo di pirati somali armati e pronti a tutto."






La critica l'ha definito "un thriller sensazionale e irresistibile", e io, anche se quasi non me lo aspettavo, stavolta non posso proprio esimermi dal professarmi d'accordo.
"Captain Phillips - Attacco in mare aperto", è un piccolo, grande film di Paul Greengrass... vale a dire la stessa persona che, grazie al suo "United 93", detiene un primato assoluto: quello di avermi fatto singhiozzare lacrime amare, praticamente dall'inizio alla fine, durante quella che si è rivelata un'esperienza cinematografica in grado di sconvolgermi completamente la vita.
In "Captain Phillips", un magnifico e credibilissimo Tom Hanks si cala nelle scarpe del capitano Richard Phillips, un insospettabile, forte, "normalissimo" eroe dei giorni nostri.
 I suoi sequestratori sono un pugno di disorganizzati pirati somali, costretti a indossare i panni del lupo a causa delle costanti pressioni di un signore della guerra locale.
Greeengrass impiega la storia dell'odissea personale di una nave, e di un uomo (vicenda peraltro basata su una serie di fatti realmente accaduti) per porre ancora una volta a confronto due culture, due stili di vita, i due differenti lati della medesima medaglia; per narrare, proprio come nel suo "United 93", le devastanti, sconcertanti, commoventi, brutali, violente conseguenze scaturite dal traumatico incontro fra "noi" e gli "altri".
Un film meraviglioso, che mi ha profondamente emozionato... da recuperare sicuramente, per chi non l'avesse ancora visto, insieme a tutti i precedenti film del regista, uno dei più talentuosi e promettenti artisti della cinepresa che il cinema occidentale abbia attualmente a disposizione.

Giudizio personale: 8.2/10


:)


mercoledì 3 dicembre 2014

Prossimamente in Italia: il piccolo angolo del fantasy che verrà - Episode #5

Buon pomeriggio, amici! ^____^

Anche oggi torniamo a dedicare un piccolo spazio ai libri in arrivo "prossimamente" nel nostro Paese: alias, quei titoli di cui non si conosce ancora una data di pubblicazione precisa per l'Italia, ma che già sono stati annunciati dalle rispettive case editrici!

In questo "episodio" della nostra rubrica XD, prenderemo in considerazione due nuove opere firmate da una coppia di autori molto noti all'interno del panorama del genere fantastico internazionale, e lo sci-fi per giovani lettori scritto da una promettente autrice americana esordiente...
Diamo inizio alle danze! ;D


- Il giocatore - Virtnet Runner, di James Dashner (The Eye of Minds, Fanucci)

"Micheal è un giocatore. E, come la maggior parte dei giocatori, trascorre quasi più tempo nel Virtnet che nel mondo reale.
Il Virtnet offre la possibilità di un'immersione totale, mente e corpo, ed è in grado di generare una forte dipendenza.
Grazie alla tecnologia, chiunque possieda abbastanza denaro può sperimentare una serie di mondi fantastici, rischiare la vita senza che vi sia una reale possibilità di morte, oppure semplicemente uscire con degli amici virtuali.
Più abilità da hacker possiedi, maggiore sarà il divertimento.
Perché prendersi la briga di seguire le regole, quando la maggior parte di esse sono solo una pura idiozia, in ogni caso?
Ma alcune regole sono lì per una ragione.
Stando ad alcuni rapporti recenti, un giocatore si sta spingendo oltre i limiti di ciò che chiunque altro abbia provato a fare prima di lui: sta tenendo dei giocatori in ostaggio dentro il Virtnet.
Le conseguenze sono terribili: per tutti gli ostaggi è stata annunciata la morte cerebrale.
E le motivazioni del giocatore sono ancora avvolte nel mistero..."


- Timebound - Nel vortice del tempo, di Rysa Walker (Timebound,  Fanucci )


"Quando la nonna di Kate Pierce le regala uno strano medaglione blu, e comincia a parlare di viaggi nel tempo, la sedicenne Kate presume che l'anziana signora soffra di allucinazioni.
Ma diventa tutto terribilmente reale quando un omicidio compiuto nel passato distrugge le fondamenta della vita presente di Kate. Improvvisamente, quel medaglione è l'unica cosa che la protegge dallo scivolare fuori dai piani dell'esistenza.
Kate scopre che l'omicidio del 1893 fa parte di qualcosa di molto più sinistro, e la sua abilità genetica di viaggiare nel tempo la rende l'unica persona in grado di opporsi.
Rischiando il tutto per tutto, la ragazza viaggia fino alla Fiera Mondiale di Chicago per tentare di prevenire l'assassinio e la catena di eventi destinata a seguirlo..."


- Red Country, di Joe Abercrombie (Red Country, Gargoyle)

"Hanno bruciato la sua casa.
Hanno rapito suo fratello e sua sorella.
Ma il tempo della resa dei conti sta per arrivare."
"Shy South spera di seppellire il suo sanguinoso passato e di potersene allontanare con un bel sorriso stampato sulle labbra, ma sarà costretta ad affinare qualche vecchio trucchetto, prima, se vuole sperare di riprendersi la sua famiglia... e lei non è certo donna da tirarsi indietro di fronte alla necessità di fare ciò che va fatto.
Si lancia dunque all'inseguimento, con giusto un paio di buoi e il patrigno Lamb, un codardo, per compagno.
Ma salta fuori che anche Lamb si è lasciato alle spalle un sanguinoso passato, dopotutto...
E il passato non resta mai sepolto troppo a lungo, dalle sue parti..."


:)

mercoledì 19 novembre 2014

Recensione: "The Maze Runner - La Fuga"




Titolo originale: The Scorch Trials
Autore: James Dashner
Serie: The Maze Runner, Vol. 2
Disponibile: anche in italiano, tradotto dalla Fanucci!
Trama: "Il Labirinto e i viscidi Dolenti sono ben poca cosa se paragonati alla lunga marcia che la malefica organizzazione denominata C.A.T.T.I.V.O. ha pianificato per i pochi sopravvissuti che tiene prigionieri, i Radurai, attraverso la Zona Bruciata. La squallida landa inaridita da un sole accecante è sferzata da tempeste di fulmini, e popolata da esseri umani che l'Eruzione, il temibile morbo che rende folli, ha ridotto a zombi assetati di sangue. Nelle due settimane in cui dovranno percorrere i centocinquanta chilometri che li separano dal porto sicuro, la loro meta, tra cunicoli sotterranei infestati da sfere metalliche affamate di teste umane e creature senza volto dagli artigli letali, i Radurai dovranno dar prova del loro coraggio e dar voce al loro istinto di sopravvivenza. In questo scenario di desolazione, superando le insidie di città fatiscenti e foreste rase al suolo, il viaggio verso il luogo misterioso in cui potranno ottenere la cura che salverà loro stessi e il mondo diventerà per Thomas, Brenda, Minho e gli altri un percorso di scoperta del proprio mondo interiore, del limite oltre il quale è possibile spingere le proprie paure."
Le mie opinioni:
In poche, pochissime occasioni un sequel è quasi riuscito a farmi rimpiangere tutte le belle parole che avevo speso per il primo libro.
James Dashner, con questo suo sconcertante "La Fuga", ha avuto pienamente successo nell'impresa.
La storia - che, per chi si fosse sintonizzato sulle frequenze del blog solo di recente, all'inizio mi aveva preso parecchio - riprende esattamente dal punto in cui si era interrotta alla fine del precedente libro.
Il primo capitolo di questo nuovo romanzo, forse addirittura i primi due, sono abbastanza incisivi da lasciarti ben sperare; e invece, da lì in poi è praticamente tutto in discesa, al punto che, purtroppo, non salverei quasi niente di tutto questo gigantesco pasticcio in formato libro che Dashner ha voluto propinarci.
Quando il più grande pregio che riusciamo a individuare in un romanzo consiste nella qualità di lasciarsi leggere in fretta, diciamocelo, si tratta del palese sintomo di qualcosa che non va; senza tralasciare il fatto che, brevità e scorrevolezza a parte, io ho fatto comunque una gran fatica a finirlo, considerando soprattutto la noia accesa dallo stile ripetitivo dell'autore e incentivata dalla crescente irritazione scatenata dai suoi odiosissimi e sfocati personaggi.

La cosa peggiore della faccenda è che, secondo me, anche stavolta Dashner aveva avuto un'ottima intuizione iniziale.
L'idea di coinvolgere Thomas e gli altri in uno spericolato e pericolosissimo viaggio attraverso una landa desolata, bruciata e popolata da violenti semi-zombie in preda alla follia e alla disperazione, era non voglio dire originalissima, ma per lo meno accattivante al punto giusto.
Dopo la claustrofobia e il senso d'oppressione assaporati ne "Il Labirinto", inoltre, le nuove pieghe prese dalla trama avevano tutte le potenzialità per spalancarci nuovo scenari, sbalordirci, inquietarci, emozionarci, terrorizzarci.
E invece, in qualche maniera, Dashner è riuscito a scavarsi la proverbiale e metaforica fossa con le sue stesse mani!

Il ritmo del libro, tanto per cominciare, non è serrato: è precipitoso, teso, traballante come il tragitto di una vecchia Jeep sussultante che procede a scatti su un terreno disseminato di buche pericolose.
Le descrizioni dei paesaggi, fondamentali nel quadro di un intreccio incentrato su un viaggio e su una brutale ambientazione post-apocalittica, sono poco meno che pietose e ridotte a due frasette in croce.
Per permettere al lettore di visualizzare una montagna che incombe minacciosa in lontananza, ad esempio, il narratore si limita a dire che essa «era tutto brutto e marrone» (Shakespeare, ragazzi... con questa siamo proprio dalle parti di Shakespeare, o giù di lì! XD)
Salvo poi sprecare le centocinquanta pagine successive a blaterare, in maniera ossessiva e frustrante, delle emozioni in tumulto del giovane Thomas, alias il protagonista più egocentrico, piatto e antipatico di tutta la storia conosciuta del genere YA!

Thomas è infatti il classico esempio di eroe adolescente affetto dallo stadio terminale di quella che io chiamo, fra me e me, "sindrome della Vodafone iper-concentrata".
«Tutto gira intorno a me» sembrerebbe infatti essere il mantra personale della vita di Thomas, e davvero io non riesco a concepire come abbia fatto Dashner a convincersi, anche solo per un secondo, che questo cretino di personaggio (scusate se lo chiamo col suo nome, ma mi ha fatto veramente arrabbiare! :P) fosse degno, anche solo per un secondo, delle nostre attenzioni.
Thomas, difatti, si dimostra ripetutamente incapace di manifestare sensibilità, umanità, senso dell'umorismo, ironia, difetti in grado di rendercelo in qualche modo più simpatico, o capacità empatiche anche solo mediamente sviluppate.

"Stavo pensando", disse Newt.
Thomas: "A cosa?"
Non gli interessava davvero; era solo contento di avere qualcuno con cui parlare e di distrarsi dai suoi pensieri.
 "Bene così", disse Thomas. chiedendosi cosa avevano fatto mentre lui era via, ma si rese conto che non era poi così importante.

Oppure, subito dopo che Brenda lo ha salvato, urlandogli di eliminare uno zombie assassino mentre lei lo teneva inchiodato a terra:
Aver ucciso un essere umano non era facile da accettare.
"Lo so", rispose alla fine. "Ma è stato così... crudele. Così brutale. Avrei preferito potergli sparare da lontano con una pistola o roba del genere. (...) E se adesso vedrò la sua faccia orribile ogni sera quando sto per addormentarmi? E se me lo sogno?"

Il mondo intorno a loro sta per esplodere e ci cono mostri dappertutto. Teresa e Thomas sono gli unici ad aver avvistato un possibile riparo:
"Dobbiamo dirlo agli altri", disse Theresa mentre raggiungevano la capsula.
Thomas: "Ci arriveranno da soli."

In una recensione su goodreads, una ragazza ha provato inoltre a contare quante volte, per la precisione, Thomas riesce a perdere i sensi nell'arco di poco più di trecento pagine.
La risposta la dice lunga sulla vera essenza del personaggio, secondo me: ventinove.
Ventinove!
Ventinove svenimenti da damina vittoriana che, per noi lettori, in pratica equivalgono ad altrettanti black-out, perché è chiaro che, per l'autore, prendere in considerazione l'idea di abbandonare il punto di vista dell'adorato Thomas, fosse pure solo per un paio di pagine, comporterebbe un assoluto sacrilegio; poco importa, da questo punto di vista, che anche con il suo grande eroe al tappeto la storia continui a procedere come se nulla fosse, e che in pratica le parti più interessanti e avventurose della trama, quelle vissute in prima persona da Minho, Newt e Theresa, ci resteranno per sempre oscure.

Nell'ottica di Dashner, del resto, i personaggi secondari (e sono tutti secondari a eccezione di Thomas, persino i cattivi e il suo love interest principale) non svolgono altra funzione se non quella di star lì a ballare al ritmo delle idiozie dette o escogitate dal protagonista.
L'autore non si è neppure preso la briga di inventarsi un nome per la maggior parte di essi, dopotutto; quando un membro del gruppo del protagonista crepa, è prima preoccupazione del narratore assicurarci che sì, effettivamente è appena bruciato vivo un ragazzino, «ma tanto non si trattava di nessuno che per Thomas significasse qualcosa», e quindi... ma sì, ma vabbé, e chi se importa?! XD

Non ho neppure provato la contentezza che mi aspettavo nel ritrovare personaggi potenzialmente interessanti quanto Minho o Newt, perché tanto, all'interno dell'economia del racconto, l'autore non riesce a trovare (o meglio, non vuole trovare) alcuno spazio per la loro psicologia.
Mille volte più pratico e significativo ribadire per la centocinquantacinquesima volta che Thomas si sente tanto triste e solo perché Teresa è troppo impegnata a cercare di salvargli la pelle per fargli le coccole, o che tutti nel mondo sono brutti e cattivi perché si preoccupano del virus letale che presto spazzerà via dalle loro mente ogni singolo barlume di sanità mentale, invece di stare a prestare attenzione ai suoi intricati e adolescenziali dilemmi ormonali.
Dunque Newt e Minho, oppure Gonzo e Animal dei Muppets, per quello che vale: a questo punto, e in assenza di qualsivoglia linea narrativa coerente in grado di delineare la personalità dei due ragazzi, forse i pupazzi amici di Kermitt sarebbero piuttosto riusciti a trasmettermi più delicate sfumature emotive.

Per quanto riguarda il grande mistero relativo alla Cattivo, agli esperimenti, ai test sulla violenza indicizzata e a tutte le contorte e sciocche Variabili del mondo..
Bè, sinceramente Dashner è riuscito a perdersi tutta la mia attenzione, a furia di rinviare, guadagnare tempo e allungare il brodo.
In realtà penso di aver ricominciato a provare una scintilla di interesse solo durante la lettura nell'ultimissimo capitolo... e, grazie al cielo, a quel punto il romanzo si è interrotto: considerando l'andazzo generale, probabilmente Dashner sarebbe riuscito a giocarsi persino quell'estrema, infinitesimale briciola di curiosità e di interesse, se avesse continuato... ç______ç

Giudizio personale: 3.5/10

Potete leggere la mia recensione del primo volume della serie, "Il Labirinto", cliccando QUI!

;D

sabato 1 novembre 2014

In uscita: "The Maze Runner - La Mutazione"

L'uscita di un film di successo, si sa, riesce sempre a compiere qualche piccolo miracolo...
E allora ecco che, a pochissime settimane di distanza dall'uscita dell'ultimo capitolo della trilogia distopica di James Dashner "The Maze Runner", ecco arrivare in libreria, ad opera della Fanucci, anche il fortunato prequel della serie: "La Mutazione", traduzione italiana di "The Killing Order", sarà infatti disponibile in edizione ebook a partire dal 20 novembre e dal 27 in edizione cartacea! ^_____^



"Cos'è accaduto prima dei fatti narrati nella trilogia di Maze Runner?
Riavvolgiamo il nastro. Prima che i potenti della terra costituissero la C.A.T.T.I.V.O., prima che si formasse la Radura, prima che Thomas entrasse nel Labirinto, una tempesta solare ha messo in ginocchio l’umanità. La mutazione è la storia di questa caduta. E il peggio deve ancora venire. Un virus si diffonde tra i superstiti e li rende pericolosamente aggressivi, travolti da una rabbia omicida. Sembra non esserci più scampo per nessuno, ogni esistenza è ormai priva di valore, ma forse due ragazzi possono far risorgere il mondo dalle proprie ceneri. Anzi, Mark e Trina, questi i loro nomi, sono convinti di poterci riuscire. Dopotutto, la fine è solo l’inizio, ma per poter ricominciare dovranno prima di tutto rimanere in vita."

:)

martedì 2 settembre 2014

Recensione: "The Maze Runner - Il Labirinto"




Titolo originale: The Maze Runner
Autore: James Dashner
Serie: Maze Runner, Vol. 1
Disponibile: anche in italiano, edito dalla Fanucci!
Trama: "Quando Thomas si sveglia, le porte dell’ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L’unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l’organizzazione di una società ben ordinata e disciplinata dai Custodi, nella quale si svolgono riunioni dei Consigli e vigono rigorose regole per mantenere l’ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell'ascensore.
Il mistero si infittisce un giorno, quando – senza che nessuno se lo aspettasse – arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di altri mezzi visibili di fuga, il Labirinto sembra essere l’unica speranza del gruppo... o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire."
Le mie opinioni:
Esistono libri che riescono a incantarti in virtù delle violente emozioni che sono in grado di suscitarti, e libri capaci di avvincerti alle loro pagine grazie al fitto senso di mistero, al batticuore e alla suspance che sanno instillare, una goccia dopo l'altra, nell'animo del lettore.
Storie che possono tenerti con il fiato sospeso fino alla fine, rendendoti quasi incapace di pensare ad altro durante la giornata e facendoti desiderare cosí spasmodicamente di arrivare all'ultima, fatidica pagina, da farti dimenticare, per un breve attimo, persino la tua identità e il posto dal quale arrivi! XD
Per me "Il Labirinto", di James Dashner, rientra decisamente in questa seconda categoria di romanzi; un distopico per giovani lettori che deve tantissimo ad "Hunger Games" (lo so che ormai sembra quasi banale specificarlo, ma in questo caso mi sembrava alquanto doveroso...), abbastanza coinvolgente e ben scritto da risucchiarmi nel vortice di tensione e colpi di scena sapientemente evocato dall'autore e da andare a occupare una posizione importante sul mio personale podio delle letture più piacevoli affrontate durante l'ultimo anno.
I primissimi capitoli del romanzo, secondo me - a questo punto mi preme sottolinearlo - sono tuttavia un mezzo disastro! XD
Confusi e pieni di strani vocaboli che, in quel momento, non riescono a far accendere alcuna lampadina né nella mente del lettore, né in quella della voce narrante, riflettono senz'altro lo straniamento di Thomas al suo arrivo nella Radura, questo sì... ma colmano anche di un senso di smarrimento e frustrazione che ho trovato abbastanza scoraggiante.
Per fortuna, Dashner riesce a riprendersi abbastanza in fretta: ci presenta allora un manipolo di personaggi abbastanza sfumati e complessi, questa cinquantina di ragazzini catapultati in una situazione ai limiti dell'impossibile e costretti ad arrangiarsi per garantirsi uno straccio di possibilità di sopravvivenza; ci
fornisce qualche vaga ma basilare informazione di riferimento e, soprattutto, ci introduce nell'imprevedibile e sinistro Labirinto, il tetro scenario dal quale i nostri eroi dovranno in tutti i modi cercare di evadere, prima che sia tardi.
La lettura risulta, per la maggior parte del tempo, esaltante, incalzante e carica di momenti emozionanti.
Il protagonista, Thomas, sembra forse un tipino un po' troppo "perfetto" per riuscire a starmi veramente simpatico (la gente prova e si danna l'anima per due anni per riuscire a fare una cosa, poi piove lui dal cielo e, puff... ci riesce al primo, santissimo colpo?! Ma ditemi... non farebbe forse venire un certo nervosismo anche a voi?! XD), ma riesce comunque a garantire una buona prospettiva sugli eventi e vanta anche, tutto considerato, una personalità abbastanza interessante.
Fra gli altri personaggi che ho apprezzato...
Bé, vediamo... mi sono andati a genio quasi tutti, a dire il vero: dal rude e intransigente Minho all'assennato e amichevole Newt, passando per il cinico e ambiguo Alby e il fragile, innocente Chuck.
La parte centrale del romanzo è probabilmente la più coinvolgente e la più efficacie; nei capitoli che precedono il finale, l'abilità di Dashner nel tenerci tutti inchiodati sulla sedia con il fiato sospeso comincia invece a manifestare i primi segnali di cedimento, secondo me, mentre l'autore inizia a sembrare un po' troppo impaziente di sbrogliare la sua intricata matassa.
Non mi è piaciuto il modo sbrigativo in cui viene affrontata la parte che riguarda la dolorosa riconquista di alcuni dei ricordi di Thomas, per fare un esempio; lo scioglimento dell'enigma (o almeno, il suo parziale e apparente scioglimento) non mi ha soddisfatto appieno.
Verso pagina sessanta, avevo già abbozzato un elenco mentale dei personaggi che, secondo me, sarebbero sopravvissuti per poter prendere parte al sequel, e un altro che riportava i nomi di quelli che, a parer mio, invece non ce l'avrebbero fatta.
Ci avevo preso in pieno, su tutti, e questa è una cosa che mi ha trasmesso una punticina di delusione, non posso negarlo: dovete sapere che io DETESTO indovinare le cose in anticipo, quando leggo un libro o vedo un film...
Mi sento sempre un po' presa in giro quando succede, come se fosse una specie di affronto personale, quasi come se questo implicasse una certa mancanza di rispetto da parte dell'autore o del regista: non essersi presi neppure la briga di impegnarsi più di tanto per cercare di superarmi in astuzia, pensate un po'... e dire che non è che ci voglia poi più di tanto, per riuscirci! XD
L'epilogo, d'altro canto, mi ha fatto correre un piccolo brivido di anticipazione lungo la schiena: secco, coinciso, spiazzante, sbalorditivo, un vero e proprio pugno in pieno stomaco...
Devo assolutamente procurarmi il secondo libro della serie: voglio scoprire come continua la storia, o a lungo andare finirò con il collassare di curiosità! *____*

Giudizio personale: 8.0/10


giovedì 14 agosto 2014

In uscita: "The Maze Runner - La Rivelazione"

Sulla scia del film "The Maze Runner - Il Labirinto", l'imperdibile action-distopico in uscita nelle sale italiane il prossimo 18 settembre, la casa editrice Fanucci decide di portare finalmente in libreria "La Rivelazione", il terzo volume della fortunata serie "The Maze Runner", iniziata con "Il Labirinto" e proseguita con "La fuga".
"La Rivelazione" sarà disponibile, se amazon non si inganna (ed è una cosa che accade piuttosto raramente) a partire dal prossimo 28 agosto! ^_____^



"Thomas sa che i Wicked non sono attendibili, ma loro dicono che il tempo delle bugie è finito, che hanno raccolto tutto il possibile dalle Prove e che ora devono fare affidamento sui Gladers, i cui ricordi sono stati ripristinati,  per aiutarli nella loro ultima missione. Tocca ai Gladers trovare una cura per la Flare mediante un test volontario. Quello che i Wicked non sanno  è che è successo qualcosa che nessuno aveva previsto.
Thomas ha ricordato molto di più di quello che pensano. E sa che non può credere a una sola parola di quello che dicono i Wicked.
Il tempo delle bugie è finito. Ma la verità è più pericolosa di quanto Thomas immagina. Qualcuno sopravvivrà alla Cura della Morte?"



"Quando Thomas si sveglia, le porte dell'ascensore in cui si trova si aprono su un mondo che non conosce. Non ricorda come ci sia arrivato, né alcun particolare del suo passato, a eccezione del proprio nome di battesimo. Con lui ci sono altri ragazzi, tutti nelle sue stesse condizioni, che gli danno il benvenuto nella Radura, un ampio spazio limitato da invalicabili mura di pietra, che non lasciano filtrare neanche la luce del sole. L'unica certezza dei ragazzi è che ogni mattina le porte di pietra del gigantesco Labirinto che li circonda vengono aperte, per poi richiudersi di notte. Ben presto il gruppo elabora l'organizzazione di una società ben ordinata e disciplinata dai Custodi, nella quale si svolgono riunioni dei Consigli e vigono rigorose regole per mantenere l'ordine. Ogni trenta giorni qualcuno si aggiunge a loro dopo essersi risvegliato nell'ascensore.Il mistero si infittisce un giorno, quando senza che nessuno se lo aspettasse arriva una ragazza. È la prima donna a fare la propria comparsa in quel mondo, ed è il messaggio che porta con sé a stupire, più della sua stessa presenza. Un messaggio che non lascia alternative. Ma in assenza di altri mezzi visibili di fuga, il Labirinto sembra essere l'unica speranza del gruppo... o forse potrebbe rivelarsi una trappola da cui è impossibile uscire."



"Quando l'uomo vestito di bianco e dalla faccia da ratto finì di parlare, Thomas capì che per lui e gli altri Radurai l'ora delle Prove non era ancora terminata...Il Labirinto e i viscidi Dolenti sono ben poca cosa se paragonati alla lunga marcia che la Cattivo ha stavolta pianificato per loro attraverso la Zona Bruciata, una landa squallida inaridita da un sole accecante e sferzata dalle tempeste di fulmini, popolata da esseri umani che l'Eruzione, il temibile morbo che rende folli, ha ridotto a zombie assetati di sangue. Nelle due settimane in cui dovranno percorrere i centocinquanta chilometri che li separano dal porto sicuro, la loro meta, tra cunicoli sotterranei infestati da sfere metalliche affamate di teste umane e creature senza volto dagli artigli letali, i Radurai dovrannodar prova del loro coraggio e dar voce al loro istinto di sopravvivenza. In questo scenario da desolazione postnucleare, superando le insidie di città fatiscenti e foreste morte, il viaggio verso il luogo misterioso in cui potranno ottenere la cura che salverà loro stessi e il mondo diventerà per Thomas, Brenda, Minho e gli altri un percorso di scoperta del proprio mondo interiore, del limite oltre il quale è possibile spingere le proprie paure."

:)


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