sabato 6 luglio 2019

Recensione: "The Winter of the Witch", di Katherine Arden


libri fantasy 2019 - streghe - recensione - Winter of the Witch

Winternight - Vol. 3
Disponibile in inglese 

Potete acquistarlo QUI

"E se stavolta una sola ragazza potesse fare la differenza?
Mosca è in fiamme, e la sua gente è alla frenetica ricerca di risposte - e di qualcuno da incolpare. Vasiliva, una giovane donna dotata di poteri straordinari, deve fuggire se intende salvarsi la vita, inseguita da tutti coloro che intendono incolpare la sua magia per le loro sventure.
Ma poi un demone vendicativo riesce in qualche modo a fare ritorno, più forte che mai. Determinato a scaraventare il mondo nel caos, riesce a trovare alleati fra gli uomini e gli spiriti. 
Il peso del fato dell'umanità - e quello del mondo delle creature fatate - ricadrà sulle spalle di Vasya..."


Dopo averla lasciata alle prese con le conseguenze di uno scontro destinato a cambiare le sorti di Mosca per sempre (vi ricordo che avrete la possibilità di leggere "La Ragazza nella Torre” in italiano a partire dalla fine di agosto), Vasya si prepara a imboccare la lunga strada che porta alla redenzione.
Non ho intenzione di anticiparvi altro in relazione alla trama del terzo libro della trilogia “Winternight” (“La Notte dell’Inverno”), per cui mi limiterò ad assicurarvi che il ritmo adrenalinico e scalpitante di “The Winter of the Witch” finirà per lasciarvi a bocca aperta.

Suppongo che questa sia una delle ragioni per cui ho amato questo volume conclusivo ancor più dei suoi predecessori: il "terzo atto" della saga si precipita infatti incontro al momento del climax a testa alta e con la lancia in resta, scaraventandoci direttamente al centro del nucleo emotivo e fattuale della narrazione... Per la prima volta (e dopo un episodio iniziale a dir poco scioccante) Vasya si ritrova ad affrontare i suoi nemici e i suoi demoni interiori a muso duro e a carte scoperte; messa alle strette dal destino, la nostra “strega venuta dal freddo” dovrà decidere una volta per tutte chi vuole essere... e pagare il prezzo di questa decisione fino in fondo e senza possibilità di appello.
Ho apprezzato molto il peso che la Arden, attraverso le pagine di “The Winter of the Witch”, ha voluto concedere all'analisi del palpabile "lato oscuro" di Vasya; al ruolo dell'Orso nella sua vita, al potere e all'influenza che questa carismatica e brutale figura primordiale finirà per esercitare sempre su di lei.

Questa prima trilogia della Arden rientra a pieno diritto nella categoria delle più intramontabili storie di formazione a sfondo magico di sempre, credo. Sin dal primo libro, mi è stato possibile rintracciare echi della scrittura di Tamora Pierce, Naomi Novik e Ursula LeGuin; una lunga serie di influenze e suggestioni che si riflettono abbondantemente sull'immaginario, sulle tematiche e su determinate scelte stilistiche compiute dalla Arden.

La protagonista di “The Winter of the Witch” si lancia a perdifiato in una serie di situazioni più grandi e disperate di lei. Sbaglia, cade, impara dai suoi errori, si rialza e... sbaglia ancora! L'umanità - la profonda vulnerabilità - dimostrata da Vasya in questo libro mi ha commosso; è come se la "ragazza fatata" della Arden riuscisse finalmente a balzare fuori dalle pagine e a dimostrarci tutto quello che si nasconde dietro il suo potere, la sua vena ribelle, il suo temperamento testardo e focoso: vale a dire una giovane donna ferita, oppressa e determinata, che non ha alcuna intenzione di accettare le regole ipocrite e sbagliate che una secolare tradizione di misoginia e paranoia hanno cercato di gettarle sulle spalle. Un'eroina, una combattente e un fragile "ponte sospeso fra due mondi", sì; ma anche una persona che rinuncerebbe a molte cose pur di ricongiungersi con gli amati fratelli e sorelle. A molte cose, forse... Tranne che alla sua identità. Tranne che al fuoco che le scorre nelle vene. Tranne che al tocco del Re dell'Inverno sulla pelle, o al suono delle risate roche e un po' matte degli spiriti naturali che ormai quasi più nessuno riesce a percepire.

Credo inoltre che i fan dei cosiddetti "fantasy storici" resteranno soddisfatti, ancora una volta, dall'elaborata e particolareggiata ricostruzione della Russia medievale messa in scena dalla Arden; mentre tutti gli altri lettori proveranno forse una punta di gioia nell'appurare che l'elemento fantastico torna anche in questo caso ad assumere una centralità narrativa di primissimo rilievo.
Voglio confessarvi la verità: abbandonare definitivamente queste lande incantate, selvagge, gelide, divise, mi ha provocato un piccolo attacco di malinconia in fondo al cuore. Al momento, so che l'autrice sta lavorando a un progetto completamente diverso (ma affine: uno stand alone fantasy per adulti dalle marcate radici storiche...), e che non immagina di tornare a scrivere del mondo di Vasya e Morozko nell'immediato futuro. 
Se mai dovesse cambiare idea, in ogni caso, sarebbe per spostare il focus della narrazione su un personaggio secondario molto interessante introdotto ne “La Ragazza nella Torre”. E’ stata l’autrice stessa a spiegarlo, in un recente commento pubblicato su Goodreads.

Che cosa posso dire?
Terrò senz’altro le dita incrociate… 
Anche se, a dire il vero, ho già deciso che leggerò qualsiasi cosa la Arden scelga di scrivere in futuro! ^____^


I libri della serie già disponibili in italiano:





venerdì 5 luglio 2019

"Lo Strano Caso di Jaclyn Hyde": in arrivo il fantasy per bambini di Annabeth Bondor-Stone e Connor White

A ottobre, la casa editrice Harper Collins proporrà al pubblico italiano un nuovo libro fantasy per bambini: "Lo Strano Caso di Jaclyn Hyde", frutto della collaborazione a quattro mani fra gli autori Annabeth Bondor-Stone e Connor White.

Un retelling in salsa horror dedicato ai lettori più piccoli (diciamo di un'età compresa fra i 10 e i 12 anni...) che si sforza di mescolare suspense, umorismo e un importante messaggio di auto-accettazione...


retelling mr Hyde - fantasy per ragazzi - libro - Harper Collins

Data d'uscita: 
31 ottobre 2019
Puoi prenotarlo/acquistarlo QUI

"Jaclyn Hyde è quasi perfetta: che cucini torte o costruisca modellini del Vesuvio per il concorso di scienze della scuola, è raro che faccia errori. Ma quando scopre in un laboratorio abbandonato la ricetta per creare la Pozione della Perfezione, decide che essere quasi perfetta non le basta più. Cercare di essere perfettamente perfetta, però, non è poi così divertente. Anzi, è proprio orribile! Perché la pozione la trasforma in Jackie, una specie di mostro disposto a tutto, ma proprio tutto, per assicurarsi che Jaclyn sia la prima in tutto ciò che fa. E a quel punto, per salvare la scuola, gli amici e se stessa da quell’alter-ego orrendamente perfetto, Jaclyn dovrà dar fondo al proprio coraggio e rischiare il tutto per tutto... anche se significa ammettere che non è mai stata perfetta come sembrava.
Un romanzo avvincente e divertentissimo, dedicato a tutti coloro che almeno una volta nella vita hanno desiderato essere perfetti."


"Lo Strano Caso di Jaclyn Hyde" è stato recensito dal Kirkus Reviews, che l'ha paragonato al classico della letteratura per l'infanzia "Matilde" e ne ha sottolineato i risvolti da commedia un po' "sciocchina", ma tutto sommato esilarante.
Personalmente trovo che la copertina (identica a quella dell'edizione in lingua originale) sia una cosina assolutamente deliziosa!

Ho anche una mezza idea di leggerlo, quest'autunno. Non sarebbe la prima volta che un libro horror per bambini finisce per coinvolgermi e divertirmi: l'anno scorso, ad esempio, sono rimasta folgorata da "Small Spaces" di Katherine Arden (l'autrice de "L'Orso e l'Usignolo")!

Anche se immagino che la data d'uscita di "Lo Strano Caso di Jaclyn Hyde" sia stata scelta in maniera tutt'altro che casuale: festa di Halloween a parte, scommettiamo che, alle soglie del Natale, con le librerie piene di genitori, zii e nonni alla febbrile ricerca del regalo perfetto, il libro di Bondor-Stone e White sarà lì pronto a fare bella mostra di sé sugli scaffali? :D






mercoledì 3 luglio 2019

Recensione: "Sadie" di Courtney Summers

Due sorelle spezzate. 
Un killer a piede libero. 
Un viaggio allucinante nel cuore di un'America crudele e malata.

recensione - Sadie - copertina - Rizzoli - Courtney Summers


“Quando il popolare conduttore radiofonico West McCray riceve una telefonata da una donna che lo implora di cercare Sadie Hunter, diciannove anni, scomparsa da alcuni mesi, l’uomo non è davvero convinto che quella sarà una storia da raccontare: è tristemente consapevole che di ragazze scomparse ce ne siano molte, troppe, ogni giorno. Ma quando viene a sapere che Sadie si è allontanata da casa dopo il brutale omicidio irrisolto della sorella Mattie, tredici anni, parte alla volta di Cold Creek, Colorado, per cercare di saperne di più.Sadie non ha idea che la sua storia stia per diventare il soggetto di un podcast di successo seguito da una costa all’altra degli Stati Uniti. Tutto ciò che vuole è vendetta: armata di un coltello a serramanico e del suo lacerante dolore, Sadie colleziona una serie di confusi indizi che seguono le tracce dell’uomo che è convinta abbia ucciso la sorella.Mentre West ricostruisce il viaggio di Sadie, ritrovandosi sempre più coinvolto dalla storia della ragazza e ossessionato dal pensiero di ritrovarla, un mistero inquietante comincia a prendere forma e a svelarsi. Riuscirà West a ricomporre il puzzle della verità prima che per Sadie sia troppo tardi? Alternando le puntate del podcast alla lucida voce di Sadie, che racconta in prima persona la sua caccia all’uomo, Courtney Summers ci regala una storia struggente che resta sulla pelle ben oltre la sua ultima pagina.”

Potete acquistarlo QUI 


Nel 2012, l'autrice canadese Courtney Summers ha fatto ricorso a un espediente narrativo particolare (l'apocalisse zombie) per raccontarci l'intenso legame tra due sorelle arrabbiate e piagate dal peso di un segreto troppo terribile da sopportare. “This Is Not a Test è stato uno dei libri horror YA più intensi, crudi e indimenticabili che io abbia mai letto.

Leggendo “Sadie”, il nuovo thriller della Summers, non troverete ad aspettarvi morti che camminano, mezzi di comunicazione che falliscono e assedi al cardiopalma dietro le porte sprangate di una scuola infestata dai ricordi.
Eppure posso assicurarvi che a un certo punto verrete comunque assaliti dalla forte sensazione di stare assistendo in diretta allo spettacolo di una civiltà in preda agli ultimi spasmi dell'agonia; una società dilaniata all'interno dai mille mostri che i suoi stessi sogni infranti e disillusi hanno generato.
I cinesi hanno coniato un'espressione particolare per descrivere questo tipo di esperienza, credo. La morte dai mille tagli. Se esiste un modo per difendersi da una tortura del genere, io di sicuro non l'ho ancora trovato.

Cercare di convogliare tutto quello che ho provato durante la lettura attraverso le parole di una recensione è un’impresa difficile. “Sadie” in fondo racconta “solo" una storia di finzione, d'accordo... Ma fino a che punto? Di sicuro la rabbia evocata dallo stile struggente e affilato della Summers fa presto a trasformarsi in una bestia dai canini fin troppo familiari, aguzzi.  Ogni anno, quante ragazze spariscono nel nulla? Quante di loro finiscono umiliate, tormentate, dimenticate; a quante di loro viene fatto del male senza che a nessuno freghi qualcosa?
Il fidanzato segreto di una soubrette settantenne, le abitudini alimentari di un politico dalla faccia da schiaffi e lo straordinario valore igienico dell'amuchina: su, avanti, forza, continuiamo a parlare di questo per tutto il giorno, continuiamo a guardare dall'altra parte... Continuiamo a fingere che esista ancora un'arma chiamata stampa, uno strumento che non serva solo a intrattenere, mollificare e manipolare le coscienze….

Scusate. Adesso prendo un bel respiro e mi riprendo, giuro! È che sospetto di essere un pochino arrabbiata anch'io, adesso. O forse in realtà lo sono sempre stata.
Torniamo a concentrarci sull'argomento all'ordine del giorno, vi va? Ripetete con me: la recensione di “Sadie”, la recensione di “Sadie”, la recensione di “Sadie”...
Provate a immaginare la protagonista di questo romanzo come una sorta di via di mezzo fra le due donne al centro delle odissee narrate nei film “Un Gelido Inverno” e “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”. La narrazione procede su due binari: da un lato abbiamo i capitoli in prima persona, dal punto di vista della stessa Sadie; dall'altro le trascrizioni di un fittizio podcast creato da un certo West McCray, una trasmissione radiofonica che si propone di sbrogliare la matassa di bugie, tradimenti e mezze verità che si cela dietro la scomparsa della giovane donna.

Per come l'ho vissuta io, questo avvicendamento di stili e punti di vista si traduce in una tecnica molto particolare e interessante, che contribuisce a conferire uno strato supplementare di profondità e plausibilità agli eventi narrati nel romanzo. Non credo che una parte del libro avrebbe potuto esistere senza l'altra. Senza contare il fatto che i capitoli del podcast aiutano anche molto il lettore a inquadrare per bene il tempo e i luoghi specifici della storia.

Il ritmo di “Sadie” è talmente incalzante e serrato da non concederti tregua. Seriamente: rassegnatevi al fatto che, una volta iniziato, non riuscirete più a mettere giù questo libro. Perfino quando un filo di bile inizierà a risalirvi lentamente lungo le pareti dello stomaco, vorrete continuare a divorare una pagina dopo l'altra... Anzi, probabilmente soprattutto a quel punto.
È un bel libro, “Sadie”. Rivolto agli adolescenti, agli adulti, ai pensionati ospiti nelle case di riposo; a chiunque abbia a disposizione un orecchio per ascoltare e una mente per capire. Probabilmente la parola “thriller” non è nemmeno l'espressione più adatta a descriverlo. Quello che so per certo è che, a tratti, il libro della Summers rasenta un romanzo dell'orrore.

Sono molto felice di averlo letto. Anche se mi ha fatto pensare, anche se a volte mi ha fatto stare male; anche se in un’occasione o due è riuscito a farmi vergognare – della mia vita privilegiata, della mia ignoranza, della mia mancanza di spina dorsale. La Summers ha questo modo di scrivere particolare, come se volesse scavarti una trincea dentro; annidarsi lì, col fucile spianato, un elmetto calcato in testa e la fronte aggrottata, e assicurarsi che tu tenga sempre bene a mente i centomila motivi per cui non potrai - non dovresti - mai permetterti il lusso di convincerti che la guerra sia finita e che questo sia il miglior mondo possibile.
I mostri sono là fuori. Stanno già mietendo il loro raccolto. Fino a quando non riusciremo a trovare il coraggio di guardare la verità negli occhi - fino a quando continueremo a proteggere i colpevoli e a isolare le vittime - state pur sicuri che vinceranno loro...

Non intendo spoilerarvi niente a proposito del finale; ci tenevo solo a dire che le ultime pagine di "Sadie" sono riuscite a sconvolgermi ancor più di un certo colpo di scena all'interno della novella "Please Remain Calm"... il che, fidatevi, vuol dire tutt'altro che poco!






martedì 2 luglio 2019

Ebook Fantasy: Tutte le offerte di luglio sul Kindle Store

Anche questo mese, Amazon ci propone diversi ebook fantasy in lingua inglese a un prezzo più che interessante: 0,99 euro, vale a dire una tentazione praticamente irresistibile per qualsiasi felice proprietario di un Kindle...

Per quanto mi riguarda, so già che non mi lascerò scappare "The Raven Tower" della Leckie, dal momento che gli facevo il filo già da un po'; dopotutto, è stato uno degli epic fantasy più chiacchierati  e acclamati degli ultimi mesi...

Ho già avuto la possibilità di leggere sia "The Gutter Prayer" che "The Sisters of the Winter Wood". Il primo lo consiglierei - abbastanza spassionatamente - ai fan più fanatici del sottogenere dark fantasy e ai sostenitori del videogioco "Dark Soul".
Ho apprezzato lo YA in salsa romantico/fiabesca della Rossner infinitamente meno; ma sospetto che, per un'eventuale lettrice adolescente alle prime armi, in fondo questo potrebbe anche rivelarsi un titolo interessante...


The Raven Tower
di Ann Leckie

The Raven Tower - libri fantasy - 2019

"Per secoli, il regno di Iraden è stato protetto da un dio conosciuto come il Corvo.
Egli sorveglia il suo territorio dall'alto di una torre nel potente regno di Vastai. La sua volontà viene eseguita attraverso un regnante umano scelto dal dio in persona. La sua magia viene sostenuta da sacrifici di sangue che questi sovrani temporanei sono tenuti a versare. E così, sotto la sua guida del Corvo, la città prende a prosperare.
Ma la torre del Corvo nasconde un segreto. Le sue fondamenta nascondono una storia oscura, che non ha fatto altro che aspettare il momento giusto per rivelarsi... e per mettere in moto una catena di eventi che potrebbero distruggere Iraden per sempre."



The Gutter Prayer 
di Gareth Hanrahan

fantasy - the gutter prayer

"Nell'antica città di Guerdon, tre ladri - un'orfana, un ghoul e un uomo maledetto - vengono accusati di un crimine che non hanno mai commesso. La loro sete di vendetta li porterà a esporre una pericolosa cospirazione, i cui semi sono forse stati piantati ancor prima della loro nascita. 
Una guerra magica secolare è sul punto di riaccendersi, e nei tunnel oscuri al di sotto della città un potere malefico ha preso ad agitarsi. Soltanto restando insieme, i tre amici riusciranno - forse - a prevenire un conflitto che potrebbe portare un carico di devastazione definitivo alle porte delle loro città - e del mondo al di là."



Battlemage
di Stephen Aryan


"Balfruss è un mago guerriero, che ha giurato di combattere e morire per un paese che teme e disprezza la sua razza.
Vargus è un soldato comune - mentre i maghi continuano a lanciare fulmini dall'alto delle mura della città, lui si trova in prima linea, pronto a sporcare la sua lama di sangue.
Talandra è una principessa e una spia, ma la guerra potrebbe costringerla a mettere a rischio ogni cosa che possiede - e a compiere il più grande sacrificio di tutti..."




The Sisters of the Winter Woods
di Rena Rossner

retelling - romance - The Sisters of the Winter Woods - Rossner Rena

In un remoto villaggio circondato dalle foreste, sul confine fra Moldavia e Ucraina, le sorelle Liba e Laya sono state allevate circondate da dolci odori speziati e dal leggero mormorio delle preghiere. Ma quando una truppa di uomini misteriosi fa la sua comparsa, Laya cade sotto il loro incantesimo – nonostante la madre le avesse severamente avvertite di prestare molta, molta attenzione a questi sconosciuti. Ma il punto è che questo non è neanche il solo pericolo in agguato nei boschi. Mentre una forza oscura si avvicina al loro piccolo villaggio, Liba e Laya scoprono un segreto di famiglia tramandato di generazione in generazione. Costrette ad affrontare un’eredità magica di cui non avevano mai sospettato l’esistenza, le sorelle realizzano finalmente che le vecchie fiabe potrebbero essere vere, dopotutto… e che, stavolta, potrebbero anche essere la chiave per la salvezza di tutti.”

Potete leggere QUI la mia recensione



The Ember Blade
di Chris Wooding

libri fantasy 2019 - Chris Wooding

"Gli Imperi sorgono, le civiltà cadono, e una cultura arriva immediatamente a prendere il posto di un'altra. E' il modo in cui gira il mondo - qualche volta questo comporta un miglioramento dello stile di vita, qualche volta no. Ma la progressione del cambiamento è enorme e - solitamente - inarrestabile.
In questa storia, lo stile di vita degli Ossian sta svanendo e quello dei Dachen sta iniziando a prendere il suo posto, e Aren si sente pienamente a suo agio in questa situazione. Perfino quando i suoi genitori vengono accusati di tradimento, lui continua a supportare l'ordine prestabilito e a ipotizzare che debba essersi trattato di un qualche tipo di errore... che poi è tutto quello che ci vuol per far sì che lui e il suo migliore amico finiscano arrestati...
Mentre pianificano una vita di fuga, i due vengono salvati e sopraffatti da una catena di eventi imperscrutabili. Ben presto il destino di Aren finisce per legarsi a quello di Garric - un uomo che ha giurato di porre fine all'egemonia dei Dachen a qualsiasi costo..."






lunedì 1 luglio 2019

Utada Hikaru - Laughter in the Dark (Netflix, 2019)




Lo scorso 26 giugno, Netflix ha deciso di tornare a combinarne finalmente una giusta: il nuovo concerto di Utada Hikaru, "Laughter in the Dark", è approdato ufficialmente in tutti i Paesi in cui il servizio è disponibile!

I videogiocatori più fedeli avranno senz'altro riconosciuto il nome di questa popolarissima - praticamente leggendaria - cantautrice giapponese: non credo proprio che sia possibile arrivare in fondo a una partita di "Kingdom Hearts" senza ritrovarsi a canticchiare almeno qualche nota di “Simple and Clean" ("Hikari") o "Sanctuary" ("Passion")!
In occasione dell'uscita del terzo capitolo del famoso gioco di casa Disney/Square Enix, la nostra Hikki ha invece scritto e interpretato "Face My Fears" e "Don't Think Twice", le canzoni che riescono, ancora una volta, a spalancare una porta dischiusa sul suggestivo mondo di Sora, Riku e compagni...

Il 2018, fra parentesi, ha coinciso anche con la cadenza del ventesimo anniversario dall'inizio della carriera di Utada. Per celebrare l'occasione, la cantante ha deciso di tornare a esibirsi dal vivo, a svariati anni di distanza dalla sua ultima prova sul palcoscenico.
"Laughter in the Dark": è questo il titolo del suo ultimo tour... un evento a cui ovviamente migliaia di fan si sono dimostrati immediatamente ansiosi di partecipare.
Impossibile non notare l'ondata di emozioni percepita da Utada e dal pubblico nel corso della sua esibizione. Un senso inconfondibile di tenerezza e nostalgia, stemprati dalla consueta dose di professionalità, passione e cura certosina dei dettagli.

Il tema del concerto, come probabilmente qualcuno di voi a questo punto avrà già indovinato, è stato preso a prestito dal famoso libro di Vladimir Nabokov "Una Risata nel Buio".  Come si premura di spiegarci la stessa cantautrice nel corso di un'eloquente intervista, la scelta è stata tutt'altro che casuale: a distanza di vent'anni dal giorno in cui, ancora liceale, il suo primo singolo venne lanciato sulle stazioni radio di tutta la nazione, l'artista sembra infatti avvertire la necessità di abbozzare un bilancio e lanciarsi all'inseguimento di un nuovo equilibrio, una chiave di violino in grado di permetterle di conciliare gli straordinari successi della sua vita artistica con una serie di vicissitudini personali al limite della tragedia e dello sconforto.
A volte soltanto trovando la forza di accettare le sfide che la vita ci pone davanti, magari azzardando una temeraria e onesta risata nel buio, possiamo riuscire a emergere dalle tenebre.

Le sensazioni che ho provato guardando (e soprattutto ascoltando) "Laughter in the Dark" mi suggeriscono che Utada sia riuscita finalmente a trovare un po' di tregua dalle sue incessanti battaglie contro quell'oscurità insidiosa e ammorbante; un male di vivere così sottile e capillare da risultare quasi - ma non proprio - impercettibile.
Il suo viso è ancora quello di una ragazzina. Ogni volta che sorride, riesci a intravedere l'ombra appena accennata di un'infanzia molto diversa dalla nostra. Eppure le parole “privilegiata" e "semplice" non sempre si accompagnano a vicenda.
Il peso di ogni singola vittoria sembra essersi scolpito profondamente nel suo sguardo; si riflette nel modo in cui tiene le spalle, nel tono franco e schietto con cui continua a rivolgersi al suo pubblico.
Una maturità che le permette di esercitare, tra l'altro, una sorta di rinnovato e amplificato controllo sulle sue (impressionanti) capacità vocali, e di regalarci un'inedita interpretazione di alcuni fra i suoi più intramontabili cavalli di battaglia ("First Love", "Automatic", "Sakura Drops", "Colors", "Goodbye Happiness", eccetera, eccetera).

E...
Che cosa posso aggiungere?
Se amate la buona musica, e avete un abbonamento a Netflix, credo proprio che dovreste approfittarne!
La cosa che ho sempre amato di più in questa artista è l'intensità sconfinata della passione e dell'energia che sembra in grado di riversare in tutto quello che fa.
Come se per lei la musica significasse tutto.
Come se non potesse esistere, sotto i riflettori di un qualunque palcoscenico, una sfida troppo grande da non poter essere raccolta - e brillantemente superata.
Come se dentro di sé fosse sempre stata consapevole del prezzo della fama - in fondo, chi meglio di una figlia d'arte poteva saperlo? - ma dopo una lunga e attenta riflessione avesse concluso che avere la possibilità di sviluppare il proprio potenziale vale comunque e sempre il sacrificio .
Perché in fondo, per lei cantare ormai potrebbe essersi trasformato in qualcosa di completamente diverso da un semplice "lavoro“.
Potrebbe benissimo essere una vocazione.




L'album più recente:





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