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martedì 28 giugno 2016

Orange Is The New Black - Stagione 4

E così, eccoci qui di nuovo...

Giunti a quel particolare giorno di giugno in cui posso mettere fine al mio volontario esilio da ogni genere di social possibile e immaginabile (soprattutto fb, il dannato fb... quella fucina inarrestabile di spoiler infervorati e discussioni sterili…) e tornare a camminare nel mondo senza la paura costante che qualcuno balzi su a dirmi: “Ehilà, come va? Hai visto cos'è successo nella 4X6 di OITNB?"



Di serie televisive, la sottoscritta ne ama e ne segue parecchie. Ma chi mi conosce bene sa che il mio cuore batte solo per la creatura di Jenji Kohan e per il suo branco di folli, disperati, irresistibili e sgraziati personaggi.
L' anno scorso, l'occhio mi cadde per sbaglio sul commento rivelatore di uno spacciatore di spoiler di poco conto, compromettendo la mia capacità di gustarmi appieno la successione degli eventi a mano a mano che la catena si srotolava, ma quest'anno... Quest'anno sono stata un po' più saggia di così, e ne sono felice, dal momento che questa quarta stagione si è rivelata superiore alla precedente sotto quasi tutti i punti di vista possibili e immaginabili.

Poiché non ho intenzione di passare al Lato Oscuro della Forza, preparerò al solito due mini-recensioni separate: una completamente spoiler free, e una che si concederà di toccare qualche argomento un po' più specifico della nuova stagione.
Poi non provate a dire che non vi voglio bene…


 Recensione Spoiler-Free

La prima considerazione, come sempre di ordine squisitamente personale, riguarda la qualità video e audio di cui ho potuto beneficiare per la prima volta in quattro anni, grazie all'arrivo benedetto di netflix in Italia.
Assistere allo splendore di Alex e Piper del cast in tutta la sua insindacabile gloria riuscendo effettivamente a distinguere i lineamenti e le sfumature d'espressione impresse sui volti degli attori e delle attrici, ragazzi, è stata davvero un’esperienza impagabile!
Anche perché il team Litchfield è composto da un numero esorbitante di ottimi interpreti, e sfido chiunque a mettere in dubbio la solida leadership di Taylor Schilling, da questo punto di vista.

La ragazza è brava, lo sapevamo già; eppure continua a diventare sempre più brava ogni giorno che passa, a dispetto dal repentino “cambio di rotta” che ha portato gli sceneggiatori a rendere il suo personaggio un po' meno centrale ai fini della trama.
Perché, ammettiamolo... Nessuno su quel set condivide la sua capacità di tenere una scena e farti scorrere un lungo brivido di comprensione e convinzione lungo la schiena. Non ha neppure più bisogno di aprire la bocca e parlare per riuscire trasmetterci le emozioni di Piper: le basta uno sguardo, un gesto, un’occhiata fugace. Nessuno più della Shilling, a prescindere dalle atroci dabbenaggini commesse dal suo personaggio,  è in grado di farti sganasciare dalle risate, piangere come un vitellino , incazzare come un muflone in preda al mal di denti, stringerti il cuore in una tale morsa di orgoglio e tenerezza da farti venire voglia di adorare la terra su cui poggia i piedi, tutto nell’arco di quaranta minuti di episodio, senza battere ciglio né colpo ferire!
Nessuno, neppure Uzo Aduba in persona, che pure interpreta uno dei personaggi più complessi e interessanti dello show.
 E dico tutto questo a prescindere dalla consapevolezza che la sceneggiatura abbia pasticciato con le motivazioni di Piper nel corso della stagione precedente, e che si sia ripresa soltanto a partire dall'episodio uno della quarta.
Ma si è ripresa alla grande, state pur sicuri!
Poiché ho giurato di non fare spoiler, proseguirò l'argomento nella seconda parte di questa recensione.

Già che l'abbiamo citata, parliamo un po' della sceneggiatura, allora. 
Non vi è dubbio che risulti un po' sbilanciata, con una netta preponderanza di eventi e sviluppi significativi concentrata nella seconda metà della stagione, e un certo numero di momenti morti a intervallarsi nei primi sei o sette episodi (a eccezione del primo, davvero splendido e toccante).
Il modo in cui la storia riesce a coinvolgerti, scioccarti e devastarti psicologicamente a partire da una certa puntata in poi, tuttavia, ha davvero qualcosa di miracoloso; vi assicuro che la seconda metà di stagione è esplosiva, degna dei fasti della seconda e della prima!
Accantonati completamente gli imbarazzanti momenti in stile “The L Word” portati dall'entrata in scena di quell'androgino spauracchio australiano denominato Ruby Rose, torniamo finalmente a concentrarci sulle tematiche che ci stanno davvero a cuore, e che rappresentano l'anima e la stessa ragion d'essere di “Orange is the new black”: la nuova stagione non si fa scrupoli e corre a infilare il coltello nella piaga rappresentata da argomenti scottanti e dolorosi quali l'ingiustizia sociale, l'ondata di xenofobia dilagante, l'indifferenza delle strutture, lo sfruttamento delle multinazionali, lo sciacallaggio della stampa e l'ipocrisia dell'uomo medio.
Non è che non ci sia spazio per delicati percorsi di crescita personale, momenti di tenerezza, o scoppi di puro, irriverente e irresistibile humour nero.
È solo che l'insieme, nel complesso, risulta più importante dell'apporto recato dal contributo di ogni singolo personaggio. 
Vale dieci, cento volte di più, proprio perché il cast è così compatto, eterogeneo e affiatato.


Commenti a random sui vari personaggi
ATTENZONE: UNA PIOGGIA DI SPOILER VI PIOMBERA' ADDOSSO SE LEGGERETE QUESTE PAROLE


-Red: mi sembra giusto cominciare dalla Regina Rossa del Litchfield, visto che, in questa stagione, la grintosa matrona russa è tornata alla ribalta in maniera stupefacente. Nonostante la “misteriosa'” scomparsa del suo astuccio per il trucco, le torture inflitte dall'orribile Capitano Piscatella (e dalla compagna di cella di Red che, in quanto a tecniche di privazione del sonno, mi è sembrata abbastanza esperta..), la materna e feroce leader si è guadagnata tutta la mia ammirazione e il mio rispetto. La scena dell’interrogatorio è epica…per non parlare del miracolo istantaneo della trasformazione “da svastica in finestra” operato a beneficio di Piper.

-Healy e Caputo: da questi due ho subito le più grosse delusioni della stagione. Caputo è un brav’uomo, o quantomeno provava a esserlo, fino a quando la pressione esercitata su di lui non ha avuto la meglio. In comune con Healy ha proprio questo, la capacità di combinare enormi casini ogni volta che prova a fare la cosa giusta. Comprendo le loro motivazioni, e in parte li compatisco… ma non credo di poter perdonare a nessuno dei due il tremendo voltafaccia dell’ultimo giorno.

-Taystee: che ci crediate oppure no, non credo di aver mai veramente apprezzato questo personaggio, almeno fino a oggi. Danielle Brooks è magnifica, non fraintendetemi, e mi fa sempre rotolare dalle risate; ma non avevo mai dato troppo credito al suo personaggio, neanche nel corso della seconda stagione, quando il suo ruolo è stato ampliato per la prima volta. Stavolta, però, mi sono proprio ricreduta… 

- Doggett: non so cosa pensare della sua relazione con il secondino barbuto, ma credo di essermi affezionata a lei in maniera indicibile! Quando Nicky sostiene che è l'unica ad aver subito un miglioramento assurdo stando in carcere, dice la pura verità: ecco una ragazza che ha fatto tanta strada... spero che non torni indietro per colpa di qualche colpo di testa, non riuscirei a sopportarlo! ç_____ç 

- Piper e Alex: le mie ragazze sono tornate, grazie al cielo!!! <3
 Individualmente, ma soprattutto insieme, visto che, prese singolarmente, per quanto simpatia e affetto possano ispirare, finiscono sempre per soccombere alle loro innate tendenze autodistruttive e commettere le idiozie più impensabili e ingiustificate.
Anyway, ero convinta che Piper non sarebbe mai riuscita a redimersi dalla sua immagine di gangster odiosa e insopportabile, ma, anche in questo caso, mi sbagliavo di brutto: dopo averle prese da Maria, e essersi fumata un po' di crack insieme alle amiche in quell'orto insanguinato, abbiamo assistito a una bella rinascita della nostra protagonista, e direi che era anche ora!
Di nuovo, la Schilling è stata grandiosa, e secondo me è stato proprio il suo talento impressionante a permetterci di riconnetterci alle emozioni del suo personaggio così in fretta. Il pentimento di Piper è autentico, questo è chiaro; l'orrore che prova nei confronti della sue azioni sconsiderate addirittura stupefacente. Credo che, nell’arco di tredici episodi, la nostra Piper sia cresciuta moltissimo, e dubito che proverà mai più la tentazione di comportarsi come ha fatto in passato. Non fosse altro che per quello sguardo che la vediamo rivolgere a Soso nell'ultimo episodio, mentre Norma canta abbracciando la giovane in lacrime: un doloroso innesco di pensieri che spinge Piper a cercare Alex immediatamente, nella consapevolezza che avrebbe potuto trovarsi lei stessa nei panni della povera Soso in quel momento, se non fosse stato per il provvidenziale intervento di Lolly...

- Nicky e Sophia: le abbiamo aspettate e invocate a gran voce, e finalmente le abbiamo avute indietro! Ma credo di parlare a nome di tutti quando dico che Sophia ha bisogno di un po’ più di spazio… 

- Linda: questo grandissimo esemplare di essere umano (un vanto per la nostra specie, indubbiamente, insieme alla cara Judy King...) deve crepare. No, sul serio: che le detenute in rivolta la travolgano pure come la mandria di gnu che distrusse la nostra l'infanzia uccidendo Mufasa, o che qualcuno la prenda a legnate in testa mentre se ne sta lì tutta bella seduta e contenta sull'asse del water... Non mi interessa, ma che qualcuno la levi di mezzo, per amor di Dio! XD
È un mostro, e non si renderà mai nemmeno conto di esserlo… :((((


mercoledì 24 giugno 2015

Orange is the new black - Terza Stagione


E' il secondo anno di fila che inauguro il mese di giugno pensando: "Okay, questa volta farò la brava... guarderò una sola puntata di "Orange is the new black" ogni due giorni (ah!), non mi lascerò trascinare, e non mi brucerò tutti gli episodi in una settimana, salvo poi dover restare a secco per 365 interminabili giorni e crollare in piena crisi di astinenza da Alex  telefilm a sfondo carcerario..."
Indovinate un po'? Missione fallita anche quest'anno... sono stata forte per la bellezza di cinque giorni, poi sono collassata e ho guardato il resto della serie tutto d'un fiato.
Alla fine del tredicesimo episodio, avevo un paio d'occhi grandi come uova bollite, e poco ci è mancato che mia mamma si convincesse che fosse necessario rinchiudere anche me, dall'aspetto da miserabile intossicata di serie televisive che avevo assunto quando sono finalmente riuscita a caracollare fuori dalla mia camera...
Eppure, sapete che cosa vi dico?
Ne è valsa la pena, gente... altroché, se ne è valsa la pena! *____*





Dal momento che vi ho promesso una recensione (vagamente) obiettiva, ho pensato di dividere questo commento in due parti.
La prima, ponderata e ragionatissima, sarà completamente spoiler-free: che siate arrivati a vedere solo il fatidico finale della seconda stagione, o che non abbiate la più pallida idea di chi siano Red, Sophia, Morello, Nickey, Daya, Caputo e gli altri, potrete leggere le mie parole in assoluta tranquillità, senza temere  sproloquianti (e preoccupanti) deliri da fan-girl esagitata, o inopportune rivelazioni a proposito della trama.
La seconda parte della recensione, viceversa, scenderà un po' più nel dettaglio... e quando dico "un po'", intendo che difficilmente riuscirò a contenermi, e che sicuramente citerò un po' di eventi e sviluppi che fareste molto meglio a non conoscere, se non avete voglia di guastarvi la visione!


Recensione spoiler-free:

Pensavo di essermi sperticata in lodi abbastanza sconfinate, sull'argomento "Orange is the new black", e che questa nuova stagione non sarebbe mai stata in grado di superare l'apice di commozione e profondità psicologica che avevamo avuto modo di sperimentare nel corso della seconda.
Lasciate che ve lo dica: tanto per cambiare, mi sbagliavo.
Da un punto di vista "corale", i nuovi episodi sono assolutamente perfetti: in una qualche improbabile maniera, che soltanto la nobile e beata Musa dei Grandi Sceneggiatori sarebbe in grado di spiegare, l'equilibrio raggiunto fra lo spazio concesso ai vari personaggi ha assunto proporzioni miracolosamente efficaci; le storie di detenute e secondini hanno quindi continuato a trovare il modo di esprimersi, in maniera sempre più ricca e articolata, malgrado il numero ormai esorbitante di comprimari e protagonisti coinvolti sulla scena.
Certo, la Schilling avrà anche perso il suo primato di regina indiscussa dello show ... ma, sia reso a Cesare quel che è di Cesare, la nostra Taylor è anche un'attrice abbastanza in gamba da riuscire a dominare la scena comunque, e da rimanere il centro di riferimento indiscusso per noi spettatori qualsiasi cosa accada.

Non che la competizione per il primato abbia un esito tanto scontato, a dire il vero: il livello medio di recitazione dimostrato da questo cast è talmente stellare da lasciare ogni volta a bocca aperta, così pure stupiscono la sintonia e il grado di alchimia che la maggior parte degli attori e delle attrici "regolari" ormai mostrano di condividere sul set (cito Uzo Aduba e Kate Mulgrew a titolo esemplificativo, ma non sono certo le sole).
Onestamente, l'unica "pecora nera" della situazione, qui, secondo me, è quel pessimo acquisto di Ruby Rose: una che pare più brava ad attirare l'attenzione dei media che non a recitare, se volere sapere come l'ho vissuta io... e non è che la sceneggiatura l'abbia aiutata più di tanto, in quel senso, considerando che il suo personaggio è probabilmente quanto di più inutile, insulso, antipatico e scialbo la storia di "Orange is the new black" abbia mai sfoggiato.
Nessuno le ha fatto un grosso favore, del resto, cercando di cucirle addosso a forza un ruolo "destabilizzatore" di cui, alla resa dei conto, non frega assolutamente nulla a nessuno e che non serve neppure a cambiare di una virgola le dinamiche già conosciute della vita in prigione.

A prestare il maggior contributo all'evoluzione della trama provvedono, invece, personaggi di ben altro spessore; tutti visi già noti, figure "secondarie", sinora, che in questa stagione acquistano finalmente un peso e un significato completamente diversi, narrandoci le loro storie e conquistandosi un posto nei nostri cuori a forza di flashback, ricordi tormentati, slanci di umanità inaspettata e battute fulminanti a briglia sciolta: sto parlando di Gloria, Leanne, Flaca, Soso, CaputoNorma, Ang, Big Boo... e Alex, anche, naturalmente.
Potreste obiettare che sì, tecnicamente parlando, Alex non è MAI stata una figura "secondaria", e in parte avreste indubbiamente ragione.
Eppure, se ci pensate bene, a prescindere da questo, che cosa sapevano di lei, della sua personalità, della sua vita da persona solitaria, schiva e introversa in prigione?
Voglio dire... chi è oggi Alex, in realtà, al di là del suo aspetto ultrasexy da irresistibile "bad girl" e della sua indescrivibile tendenza al sarcasmo?

Eravamo abituati, secondo me, a concepire il suo personaggio solo ed esclusivamente in funzione di quello di Piper. A pensare a lei come all'oggetto di un'attrazione tossica e dolorosa; una fonte di dubbi, incertezze, patemi e tribolazioni: il terzo vertice di un triangolo amoroso che, ai miei occhi, ha sempre avuto un esito abbastanza scontato. La scomoda (eppure tanto, tanto necessaria...)  anima gemella alla quale Piper, sotto sotto, ha sempre saputo benissimo di non essere in grado di rinunciare.
Alex: sempre calma, brillante, ironica, con il suo trucco impeccabile e i capelli da favola. Apparentemente imperturbabile, distaccata, razionale e in controllo della situazione.
Fino a ora, almeno.
Trovo, insomma, che gli sceneggiatori abbiano fatto un lavoro grandioso con il suo personaggio in questa stagione, e mi pare proprio che Laura Prepon abbia fatto del suo meglio per renderle giustizia al massimo delle sue capacità. E' stata in gamba, insomma, secondo me, molto più di quanto non mi aspettassi.
Naturalmente, Alex non è la sola detenuta del Litchfield a manifestare vulnerabilità, squilibrio mentale e solitudine.
Sapete, leggendo vari commenti in rete mi è capitato più volte di imbattermi nell'osservazione che questa stagione, alla resa dei conto, non è stata neanche lontanamente tanto drammatica quanto la precedente.
Non sono d'accordo.


Personalmente, l'ho trovata molto più triste e sconvolgente, sebbene in modi decisamente più sottili; la trasformazione che salta agli occhi in maniera più evidente è indubbiamente quella di Piper, ma in realtà quasi tutti subiscono un'inaspettata evoluzione (o involuzione, a seconda dei casi), e l'esito del cambiamento non è positivo per la maggior parte dei personaggi.
Prendiamo quello che accade a Sophia, per fare un esempio.
O a Caputo, uno dei miei personaggi preferiti, nonostante le mille debolezze e il carattere intransigente.
Il senso di alienazione di Chang.
La depressione di Soso.
Il rancore di Healey.
La disperazione alcolica di Poussey.
L'odio ingiustificato di Lianne.
La tristezza sconfinata di Penn.
Il finale di stagione, ad ogni modo, lascia aperte parecchie parentesi.
Troppe.
 Sarò onesta, l'ultimo episodio non è stato in grado di  folgorarmi neanche tanto lontanamente quanto riuscì a fare lo splendido e catartico tredicesimo episodio della seconda stagione; eppure, a suo beneficio, sia detto anche che non disdegno i cliffhanger, e che non ci vedo nulla di intrinsecamente malvagio.
Anzi, ho già iniziato a formulare le mie personali congetture a proposito di quello che potrebbe essere accaduto al penitenziario dopo l'ultima scena che abbiamo avuto occasione di vedere... chissà se ho visto giusto su qualcosa.
Fra un anno esatto a partire da oggi, meno una settimana, vi saprò dire! :P





Commento ad altissimo tasso di spoiler/demenza delirante personale:


Ripartiamo dai fondamentali, e diamo inizio alle considerazioni da fangirl un po' smodata.
Piper...  tutti ci stiamo domandando, insieme a Morello:


"Do you hear yourself sometimes, like, when you speak?"

Naturalmente, sapevo fin dall'inizio che avrebbe finito con l'incasinare tutto, con Alex... così, un po' per il puro gusto di farlo, un po' per non smentire la sua reputazione di insopportabile scassaballe, e un po' perché poi, altrimenti, come avremmo fatto a beccarci l'ennesimo e inevitabile tira- e-molla di inizio/metà/fine stagione?!
Perché, ammettiamolo... noi sostenitrici della "Vauseman" siamo abbastanza accanite al riguardo, e un po' ricordiamo le lettrici galeotte della "splendida" opera letteraria di Suzanne: oh, certo, "Orange is the new black" ci piace soprattutto perché narra delle storie pazzesche, brillanti, assurde e commoventi... tutto molto vero, giusto e sacrosanto.
Alla fine della fiera, però, siamo anche sempre lì a domandarci cosa stiano combinando 'ste due matte, e perché diavolo non si decidano ad arrendersi all'evidenza dei fatti:




Quello che non mi aspettavo, semmai, è che Piper avrebbe trovato il modo di farsi detestare ancora di più dal pubblico (e guarda che sei lì lì a un filo dal perdere anche me, pipes...) portando a termine una discutibile (e spregevole) trasformazione in un Al Capone dei poverelli dagli occhi azzurri e i capelli biondi.
Abbastanza ipocrita e sleale da sferrare colpi bassi a destra e a manca, tradire, accusare e abbandonare la persona amata nel momento del bisogno;  l'incarnazione del delirio di onnipotenza e della megalomania fatta persona.
E il peggio è che insiste pure nel trascinarsi appresso, nel corso dell'odioso processo, quella stupidissima versione lesbo di Justin Bieber chiamata Stella, vale a dire una che, in quanto a stereotipi del cavolo, non ha mica nulla da invidiare a nessuno! -.-

E adesso, per carità celeste... qualcuno mi dica quanto forte una dovrebbe mai avere picchiato la testa, per pensare di trascurare una fidanzata come questa:



a beneficio di una mocciosa iper-tatuata che non sembra neppure abbastanza vecchia da finire dietro le sbarre insieme alle "ragazze grandi"!



Stella è un personaggio insulso, l'ho già detto.
Miss Simpatia, acida come uno yougurt andato a male, sempre pronta a sminuire la sua "rivale" (sisi... come no, Stella, credici! XD) e a fare battute cattive su chiunque, e completamente incapace di interagire con qualsivoglia altro personaggio.
E poi, io sarò anche di parte, ragazzi... sta' di fatto che quando vedo recitare la Schilling e la Prepon in una scena, riesco a intravedere le scintille, a credere veramente a quello che stanno cercando di simulare davanti alle telecamere. I continui battibecchi di Alex e Piper, poi, sono una forza della natura: : dialoghi memorabili, spassosi, intelligenti, pieni di follia, amore, odio, rabbia, dolore, ricordi e reciproca comprensione.

Questa tipa,  Stella... ci credete che mi ha fatto rimpiangere Larry, e pure un sacco? Lui, almeno, era un personaggio tenero, divertente, che aveva senso di esistere.
Insomma... spero proprio che non saremo costretti a ri-beccarci il personaggio di Ruby Rose pure nella quarta stagione, e che con il suo "esilio" in isolamento siamo riusciti a togliercela definitivamente dalle scatole; non perché consideri il suo personaggio una reale "minaccia" per la mia adorata Vauseman, badate bene (pfui... ma fatemi il piacere, sceneggiatori! XD), quanto perché trovo proprio che Stella  sia una figura inutile, ridicola, facilona (ma guardate che ce ne vuole, per farsi mettere nel sacco da Piper...) e fondamentalmente imbarazzante.

Per quanto riguarda, adesso, tutti gli altri personaggi della serie, questo è ciò che ho da dire:

Soso: mi ha fatto una tenerezza e una compassione infinita. La vittima privilegiata di ogni scherzo malvagio, sola come nessun altro al mondo, e tradita due volte alle spalle da un sistema completamente inadeguato.
Facile immaginare che Piper avrebbe potuto finire esattamente nella stessa situazione, se non fosse una str***a egoista e manipolatrice perfettamente capace di badare a se stessa. E se non avesse avuto sempre accanto Alex, Red o Nicky a raccomandarle di non combinare troppe ca***te durante il percorso.
Penn: la sua trasformazione è semplicemente la più rivoluzionaria e sconvolgente della serie. La odiavo il primo giorno, e invece adesso non riuscirei più farne a meno... le voglio quasi bene, e sono rimasta malissimo nel vederla finire fra le grinfie di quel maledettissimo secondino!
Caputo: non riesco a credere che abbia voltato le spalle alla sua gente e si sia lasciato corrompere da quegli avvoltoi tutti vestiti di nero della multinazionale! :(
Proprio come prevedevo, Fig a quanto pare è riuscita a sviluppare una pessima, pessima influenza su di lui... speriamo che si riprenda in tempo, o mi sa che stavolta per lui saranno guai seri!ç___ç


"Sei mai stata con qualcuno con cui non sembra MAI che sia finita, anche quando lo è?"



domenica 14 giugno 2015

Il Bazar delle Cose Fantastiche - Episode #4


Buona domenica, amici! ^____^

Eccoci qui giunti a alla fine di un'altra settimana.... sette giorni di caldo soffocante (sto personalmente pensando di trasformare la mia stanza in una giungla tropicale: le condizioni climatiche sarebbero quelle, quindi tanto varrebbe sacrificarmi al dio delle zanzare e farla finita subito, immagino..) e non ho avuto modo di combinare un granché, a causa di vari impegni.
Non ho letto moltissimo, e non ho avuto modo di vedere praticamente nessun film degno di nota...
L'unica nota positiva della settimana?
"Orange is the New Black" è tornato... e, in questa terza stagione, se le stelle saranno clementi, Alex ci farà addirittura la grazia di comparire in ogni singolo episodio! *_____*

Libri

Novità in lingua inglese

- The Last of the Spirits, di Chris Priestley

"Sam e Lizzie stanno congelando, affamati sulle strade della Londra vittoriana. 
Quando Sam chiede qualche spicciolo a un uomo ricco, viene bruscamente spinto da parte. Mesi e mesi di sofferenza trovano finalmente il loro punto di sfogo, e Sam decide di uccidere quell'uomo.
Mentre se ne stanno rannicchiati in un cimitero, in cerca di calore, Sam e Lizzie restano agghiacciati nel vedere la terra intorno a una delle tombe cominciare a spostarsi, subito seguita dalle forme emaciate di un uomo spettrale.
Egli ammonisce Sam e lo mette in guardia contro il futuro che aspetta un cuore così corroso dall'amarezza, e così comincia il viaggio di Sam, guidato da terrificanti spiriti, attraverso il passato, il presente e il futuro; un viaggio dopo il quale Sam dovrà scegliere se prendere effettivamente la vita di quell'uomo, Scrooge, oppure no."


- The Library At Mount Char, di Scott Hawkins

"Carolyn non è così diversa da qualsiasi altro essere umano che la circondi. Ne è sicura. 
Le piacciono il guacamole, le sigarette e le bistecche. Sa come usare un telefono. Si ricorda perfino a che servono i vestiti.
Dopotutto, era una normalissima americana anche lei, una volta.
Questo è stato molto tempo fa, si intende - prima di quella volta che lei chiama "il giorno dell'adozione", quando lei e un'altra dozzina di bambini si sono ritrovati presi e allevati da un uomo che hanno imparato a chiamare il Padre.
Un Padre che è in grado di fare strane cose. Può evocare la luce dall'oscurità, ad esempio. Qualche volta, di sollevare i defunti dalla morte. E, quando qualcuno gli disubbidisce, le conseguenze sono terribili.
Carolyn non ha più avuto modo di uscire spesso. Invece, lei e i suoi fratelli adottati sono stati cresciuti secondo l'antico codice delle usanze Pelapi. Hanno studiato i testi della biblioteca e hanno imparato alcuni dei segreti nascosti dietro l'antico potere del Padre.
Qualche volta, si domandano se il loro crudele tutore non potrebbe essere segretamente Dio.
Adesso, però, il Padre è scomparso. E se Dio è morto per davvero, l'unica cosa che conta, al momento, è chi erediterà la sua biblioteca - e, con lei, tutto il potere della creazione.
Mentre Carolyn prepara le armi che le serviranno per la battaglia imminente, feroci competitori si allineano contro di lei.
Ma Carolyn può vincere. Ne è certa. Quello che non ha realizzato, è che la sua vittoria potrebbe giungere a un costo inaccettabile - perché, nel diventare Dio, potrebbe dimenticare un bel po' a proposito di ciò che significa essere umani..."



La mia scoperta della settimana:
(già prontamente ordinata su amazon)


"Una ragazzina solitaria e senza genitori di nome Anna viene mandata a casa di un'attempata coppia in un paesino in riva al mare, per socializzare con altri bambini della sua età. Durante una delle sue lunghe passeggiate nella natura, Anna incontra una misteriosa ragazzina bionda di nome Marnie, sola come lei. Le due diventano amiche inseparabili e passano intere giornate a giocare e chiacchierare, ma per qualche incomprensibile ragione a volte si perdono di vista all'improvviso, pur senza allontanarsi l'una dall'altra. Quando un conoscente di famiglia della bionda ragazzina arriva in visita, Marnie smette definitivamente di frequentare Anna. E allora, ritenendo che la ragazzina si sia stancata di esserle amica, Anna decide di andare a verificare di persona presso la misteriosa casa nella palude, ma quello che scopre è decisamente diverso da quanto si aspettava..."


Film

Il Canto della Rivolta - Parte Seconda 


Occorre iniziare la nostra breve rassegna settimanale partendo da Katniss
E' quasi un imperativo morale, questo, lo sapete anche voi.
"Il Canto della Rivolta - Parte Seconda" approderà sui nostri schermi il prossimo 19 novembre; per chi soffrisse di amnesia momentanea (o si fosse temporaneamente trasferito su Marte, insieme al Mark Whatney del prossimo trailer...) tengo a precisare che si tratterà dell'ultimo capitolo di questa popolarissima avventura cinematografica iniziata nel 2012.
Benché sia disponibile un trailer italiano, io andrò a proporvi, qui sotto, le immagini del trailer in lingua originale... la voce di Jennifer, molto semplicemente, va ascoltata, ragazzi... va ascoltata ogni volta che si può! <3







Sopravvissuto - The Martian



L'ultimo film di Ridley Scott non poteva certo sfuggire a quella certa legge non scritta dei distributori italiani, un codice segretissimo che li obbliga, a quanto pare, ad appioppare un sottotitolo inutile a qualsiasi uscita degna di rilievo...
"The Martian" si trasforma così (un'esclusiva per il mercato italiano) in "Sopravvissuto - The Martian".... così, tanto per complicarsi inutilmente la vita al momento di chiedere in biglietto il cassa, immagino! XD
Il film, ad ogni modo, tratto dal bellissimo romanzo "L'Uomo di Marte" di Andy Weir, esordirà in Italia il 26 novembre... giusto in tempo per scontrarsi con "Hunger Games" (e prenderle di santa ragione, se volete sapere la mia opinione), insomma! :D






Zootopia

L'infaticabile Disney ci presenta il suo "Zootopia" in questo gustoso teaser preannunciatore del suo prossimo film d'animazione, una storia interamente incentrata sugli animali!
Il cartone, che uscirà nel 2016, si basa sulla premessa di un mondo in cui gli umani non sono mai esistiti; al nostro posto, sono stati volpi, lepri, gazzelle, elefanti e leoni a plasmare il mondo... anche se bisogna dire che, almeno a giudicare da queste prime immagini, si direbbe proprio che le bestioline in questione non abbiano fatto poi un lavoro tanto diverso dal nostro, nel civilizzare e trasformare i vari continenti! :P




Regina Rossa



Sarà davvero Elizabeth Banks a dirigere l'adattamento cinematografico del popolare romanzo YA di Victoria Aveyard?
I ben informati confermano che potrebbe trattarsi di una possibilità concreta... 
L'unica cosa certa, per il momento, è che l'attrice (interprete di Effie Trinket in "Hunger Games") sembrerebbe proprio aver individuato, finalmente, una felice  strada per la rinascita professionale: da star un po' in declino, a promettente regista di successo... tutto merito del recente successo planetario del suo "Pitch Perfect 2", si intende!


Addio, Christopher...


Una delle grandi leggende del cinema gotico ci ha lasciato questa settimana.
Christopher Lee, che verso la metà degli anni Cinquanta raggiunse la notorietà grazie alla sua memorabile interpretazione nel classico della Hammer "Dracula", si è spento all'età di 93 anni.
La sua scomparsa ha lasciato il mondo orfano di un personaggio dotato di un carisma  fuori dal comune, un autentico "mostro sacro" del cinema di genere; fra i suoi film un po' più recenti (davvero tantissimi!) ricordiamo qui: "Hugo Cabret", "Star Wars - Episode II e III", "Il mistero di Sleepey Hollow", "Il Signore degli Aneli" e "La bussola d'oro".
Ci mancherai...


Serie tv


The Punisher in "Daredevil"



Chi si ricorda di Jon Bernthal?
L'attore, noto per aver interpretato il personaggio di Shane in "The Walking Dead" (ai gloriosi tempi in cui "The Walking Dead", mi preme dirlo, era ancora un telefilm, e non un soporifero mattonazzo in salsa zombie...) si calerà infatti nei panni di un altro amatissimo supereroe Marvel, nella seconda stagione del telefilm "Daredevil": Bernthal sarà infatti il giustiziere The Punisher, un vigilante determinato a riportare un po' di ordine e giustizia nella turbolenta Hell's Kitchen... con ogni mezzo necessario!


Episodi visti questa settimana:

- iZombie 1X13
- Salem 2X05
- True Detective 1X03
- Daredevil 1X05 e 1X06
- Orange Is The New Black 3X01


Come annunciato nella (peraltro prevedibilissima, provenendo da me) intro di questo post, "Orange is the New Black" è tornato a imperversare sui nostri schermi!
In questo primo episodio della terza stagione, la sceneggiatura sceglie di non concentrarsi su un singolo personaggio (decisione che ho molto apprezzato) ma di mostrarci piuttosto tutte le donne del penitenziario, intente a prepararsi per una giornata assai speciale: la festa della mamma, un'occasione preziosa, chiaramente, per molte di loro, dal momento che verrà concesso alle detenute di trascorrere del tempo con i figli (o con le madri, a seconda dei casi), e di organizzare persino una piccola festa per i bambini.
Attraverso una serie di flashback, assistiamo quindi a una serie di piccoli eventi "rivelatori" del passato delle varie protagoniste, e del loro rapporto con madri (quasi sempre problematiche) ed eventuali figli (nati o mai-nati, come nel caso dell'inimitabile Pennsatucky! XD)
Uniche eccezioni (tanto per cambiare) Piper e Alex, le quali si dimostrano, come al solito, troppo egocentriche e sfasate per riuscire a concentrarsi su qualcosa di diverso da se stesse o (al limite) dalla loro scombinatissima relazione ultra-secolare.
Se volete la mia opinione, queste due sono semplicemente troppo folli, perverse e str***e  per pensare mai di NON stare insieme; e la cosa bella è che, malgrado le trovi il più delle volte insopportabili, contraddittorie, irritanti, ossessionanti e, in generale, fastidiose al di là di ogni possibile descrizione, io queste due sceme LE AMO *____*, semplicemente, e mi sento sciogliere e intenerire ogni volta che le vedo lì intente a tubare in giro come ragazzine! XD
Chiaramente, questa fase di temporaneo idillio dietro le sbarre durerà poco... già si intravedono i primi nuvoloni temporaleschi all'orizzonte, del resto, e chissà come reagirà Alex, quando verrà a sapere quella certa cosa che Piper le ha tenuto nascosta (anche se ha fatto bene, per una volta, si intende...)
Ho già capito che bisognerà fare un po' di tifo, insomma...  bé, io non mancherò di sicuro: che sia perché anch'io, in fondo in fondo, a volte mi sento un po' egocentrica, sfasata e vagamente affascinata dal magico mondo delle relazioni disfunzionali?! XD



venerdì 10 aprile 2015

Orange is the new black: arriva il trailer della terza stagione!

Okay, a questo punto, mi vedo costretta a cedere...
DEVO assolutamente condividere con voi questo trailer, fosse pure solo per rassicurarmi sul fatto di non essere l'unica pazza fan sfegatata di questa serie, visto che sto aspettando gli episodi della terza stagione con l'acquolina in bocca...
 Non vedo l'ora che arrivi il 12 giugno, per tornare al Litchtfield e scoprire cosa stanno combinando le nostre squinternate detenute preferite di sempre! :D



venerdì 25 luglio 2014

Orange is the New Black - Tutti pronti per il secondo round?


Le mie considerazioni personali sulla seconda stagione



Fedeli all'antico motto che recita «via il dente, via il dolore», affrontiamo subito il tormentone legato alla seconda stagione di "Orange is the New Black", e diciamo le cose come stanno: si, è vero... Laura Prepon aveva degli impegni durante le riprese, che non potevano essere assolutamente prorogati, per cui, purtroppo, l'attrice ha potuto dare il proprio contributo apparendo in soli 4 episodi su 13.
E, si... L'assenza di Alex a volte si avverte sullo schermo, arriva a tratti a pesare come una piccola/grande lacuna, e si manifesta sotto forma di una lievissima impazienza, per effetto della quale lo spettatore, sotto certi aspetti, non fa che divorare una puntata dietro l'altra aspettando l'agognato momento del ritorno, e potrebbe sentirsi incline a proiettare buona parte delle sue più alte aspettative sull'annunciata, attesissima terza stagione (la Prepon, a proposito, per tranquillizzare gli animi ha già fatto sapere che parteciperà a ogni episodio! XD).

Ora... Tolte queste necessarie, piccole precisazioni, lo posso anche ammettere: i nuovi episodi, secondo me, sono una vera bomba!
La storia si dipana attraverso i vari archi narrativi, intrecciati e almeno parzialmente sovrapposti, approfondendosi e arricchendosi di puntata in puntata, di rivelazione in rivelazione, grazie all'apporto delle singole storie personali di ciascun personaggio; il cast, inoltre, viene impreziosito dall'arrivo di alcune new entry, e la sceneggiatura giunge a sfiorare corde finora rimaste inaccessibili...
Insomma, in definitiva, confesso di avere amato questa seconda stagione addirittura più della prima! *___*

L'entrata in scena più eclatante, quella destinata a sconvolgere gli equilibri alla base del fragile ecosistema del Litchfield, é senz'altro quella di Vee (Lorraine Toussaint), una scafata e ambiziosa galeotta di colore che si proporrà, fin da subito, come una sorta di ambigua e pericolosa guida per alcune pecorelle smarrite intrappolate nel carcere.
A contrastarla nel suo pericolosissimo giro di affari clandestini provvederà una battagliera Red, sempre più decisa a riconquistare il suo vecchio ruolo di mamma-chioccia/boss della prigione...
Insomma, dietro le sbarre si scatenerà una vera e propria guerra senza esclusione di colpi, fra lacrime, drammi, brutali pestaggi, notizie inaspettate, irriverenti siparietti comici, emozionanti flashback e la consueta dose di "ordinaria follia" a cui la creatrice e sceneggiatrice, Jenji Kohan, ci ha ormai abituati.

Fra i vari personaggi, ad accattivarsi principalmente le mie simpatie, stavolta, sono stati Caputo (a sorpresa!!!), il sorvegliante dai baffi improbabili e lo sguardo malinconico, con la sua carica di umanità, il disperato bisogno di provare a cambiare il mondo e le sue cento, mille insicurezze; la giunonica e agguerrita Red, interpretata da una splendida Kate Mulgrew (giustamente nominata agli Emmy per il suo ruolo nella serie, insieme alle colleghe Uzo Aduba, Natasha Lyonne, Laverne Cox e Taylor Schilling) e Morello, in tutta la sua squisita, tenerissima, lacerante e pericolosa follia.


Taystee, che dal canto suo non mi era mai andata particolarmente a genio, ha finito invece con l'attirarsi gran parte della mia ostilità e antipatia; pollice verso anche per Crazy Eyes (per quanto non si possa negare la notevole abilità interpretativa dell'eccezionale Uzo Aduba), per lo scialbo Bennett e per l'odiosa e insensibile Fig (parliamo sempre, attenzione, di una questione di gusti personali, dal momento che il vanto più grande del telefilm è probabilmente proprio quello di schierare un ventaglio di personaggi sfaccettati e caratterizzati sempre in maniera tanto curata e  magistrale!).
Interessanti anche la descrizione e lo sviluppo della personalità di Gloria, che nella prima stagione era rimasta un pó sullo sfondo, cosí come l'approfondimento di quelle di Healy, Poussey e, almeno parzialmente, Daya, mentre restano dinamici, accattivanti, meravigliosi e pieni di verve come sempre, a parer mio, personaggi ormai da tempo consolidati come Sophia, Nicky, Pennsatucky, Mendez...

E Piper?, vi chiederete magari a questo punto.
Bé, la nostra Chapman è senz'altro cambiata.
I mesi in carcere l'hanno sottoposta a una dura trasformazione, una sorta di traumatico «rito di passaggio» che l'ha costretta a scendere a patti con i suoi lati più oscuri e a rivedere completamente la sua stessa definizione di identità.
I difetti, forse, sono gli stessi di un tempo (l'egocentrismo smisurato, le stordite contraddizioni, la cronica incapacità di decidere, una buona volta, se ciò che vuole è imboccare la strada che la renderà finalmente se stessa, oppure semplicemente quella più tranquilla, comoda...), eppure nello stesso tempo la nostra bionda e impavida (anti-)eroina preferita dei giorni nostri non è più quella che credevamo di conoscere.
Decisamente.
Emblematico, da questo punto di vista, è forse il suo rapporto con la giovane hippy-contestatrice Soso (da tutti amichevolmente chiamata "Mulan" XD), un personaggio che ci riporta chiaramente alla memoria la Piper della prima stagione: ingenua, loquace, "tenera", sempre pronta ad attirare l'attenzione su di sé... vale a dire un soggetto che, secondo i pronostici generali, è destinato ad avere una vita tutt'altro che facile all'interno del Lichfield!

Per quanto riguarda infine l'eterna diatriba della scelta fra Larry e Alex, credo (o almeno spero!)  che ci si stia finalmente avviando verso l'inevitabile scioglimento dell'amletico dilemma piperiano! XD
Dite ciò che volete, ma ho sempre avuto un'idea piuttosto chiara della persona con cui Piper dovrebbe stare... La sua machiavellica anima gemella, nel bene e nel male, per così dire.
Probabilmente l'unica creatura sulla faccia del pianeta in grado di gestire e confrontarsi con i continui sbalzi di umore, le paure, le tendenze manipolatorie, le piccole manie da svitati e il gigantesco ego di Piper... Non fosse altro altro che perché li condivide! :p
E penso che la Schilling, in questo senso, riesca addirittura a dimostrarsi una spanna al di sopra della sceneggiatura, svelando i sentimenti del suo personaggio, anche al di là delle battute previste dal copione, attraverso una vasta gamma di espressioni, sorrisi languidi e sguardi sognanti rivolti a una certa persona... insomma, tanti piccoli segnali che, secondo me, possono essere interpretati come decisamente rivelatori! :)

Giudizio personale: 9.3/10



martedì 3 settembre 2013

Orange is the New Black





"Piper Chapman viene arrestata per via della sua relazione con Alex, una spacciatrice di droga, e finisce in un penitenziario federale. Per ripagare il suo debito con la società, Piper si ritrova ad abbandonare la sua comoda vita a New York con il nuovo fidanzato Larry, in cambio di una tuta arancione, la divisa carceraria, e un nuovo mondo fatto di regole che hanno senso soltanto all’interno di queste sbarre.


Se dovessi elencarvi, una per una, tutte le ragioni per le quali la serie "Orange is the new black" si è rivelata ai miei occhi come la novità della stagione televisiva estiva - per non dire dell'anno - che più di qualsiasi altra mi ha fatto impazzire e riempito di entusiasmo, nel quadro tutti gli ottimi telefilm che pure hanno esordito di recente, probabilmente staremmo fino qui a sera XD...
Non volendo tediarvi più del necessario, dunque, mi limiterò a sottolineare ora quelle che secondo me sono le virtù più evidenti della serie, e nella fattispecie: a) il supporto di una sceneggiatura brillante e coerente, che presta quasi il medesimo grado di attenzione a ogni singolo personaggio, e che a ogni protagonista e comprimario riesce a conferire tantissima vitalità, umanità e carica emotiva; b) l'ironia graffiante, assolutamente irresistibile, della maggior parte delle trovate e delle gag tragicomiche; c) il coinvolgimento  di un cast dinamico e veramente, veramente talentuoso, praticamente privo di autentici anelli deboli; una catena di attori - ma soprattutto, di attrici, la cui chimica sullo schermo è qualcosa di talmente evidente da darti l'impressione che queste persone praticamente siano arrivate al punto di parlarsi attraverso uno sguardo; d) il delizioso connubio, dal sapore dolce-amaro, fra i toni frizzanti della commedia e quelli, più commoventi ed intensi, del dramma esistenziale e sociale; e)  l'assoluta mancanza di una deliberata linea di demarcazione fra personaggi positivi e negativi: detenute e guardie carcerarie, liberali e fanatici religiosi, pezzi grossi e mezze tacche, tutti ci vengono dipinti a trecentosessanta gradi, nei loro piccoli pregi e nei loro spropositati difetti, senza falsi pudori o facili scivoloni nel più sentenzioso dei moralismi.
La sceneggiatrice, e ideatrice della serie,  Jenji Kohan rielabora il libro di memorie "Orange Is the New Black: My Year in a Women's Prison" firmato da  Piper Kerman, e ricrea sul piccolo schermo il tragicomico ecosistema di un liceo traslato all'interno di una prigione federale femminile, in cui le "ospiti" dell'istituto si schierano e si siedono a tavola a seconda del loro ceppo etnico, formano gruppetti e alleanze e complottano tradimenti, spettegolano sull'ultima arrivata o su una brusca rottura, stringono amicizie, subiscono perdite, si innamorano (di nuovo) o perdono completamente il lume della ragione.
Intrappolate all'interno di queste asfissianti quattro mura, le detenute sono quasi come i membri di qualche distopica comunità isolata in un fantasy dai connotati straordinariamente lucidi e spietati: in modo graduale, ma inesorabile, queste donne cominciano a calarsi nell'ottica di avere solo le proprie compagne di sventura su cui poter fare affidamento, e di colpo ogni piccola cosa, da un cacciavite smarrito a una leggendaria gallina in fuga, diventa più importante del mondo "reale", quello che (non) le sta aspettando là fuori, frenetico e implacabile nella sua dirompente corsa verso il domani.
E, ovviamente, in queste condizioni, con tanto tempo a disposizione e praticamente nulla da fare, le prigioniere non hanno alcuna possibilità di scampare alla riflessione e al confronto con se stesse.
Lo sa fin troppo bene Piper, la protagonista assoluta del telefilm (interpretata da una bravissima Taylor Schilling), che nell'arco dei tredici episodi che compongono questa prima stagione riesce a compiere una trasformazione incredibile: una parabola di maturazione che non è veramente un'evoluzione né una crescita, o almeno non ancora, ma semplicemente un percorso di auto-accettazione, di decostruzione della propria (artificialissima) identità di tranquilla e compiacente donna bianca, progressista e benestante, e una presa di coscienza dei propri limiti/difetti/assurdamente pachidermiche meschinità! XD
Ritrovare la propria umanità mentre si è confinati nel luogo, per definizione, quasi più disumanizzante di ogni altro: la prigione. Questa è la missione che la nostra intrepida eroina è chiamata a compiere...
Noi spettatori, credo, siamo chiamati invece a vivere un intensissimo rapporto di amore/odio con Piper, praticamente i nostri occhi e le nostre orecchie all'interno della prigione; di indole ingenua e idealista, Piper riesce a essere nello stesso tempo una persona sensibile e dolce e un'assurda egocentrica megalomane, capace delle più inconcepibili carognate (vedi il bastardissimo modo in cui è riuscita, nel tempo, a trattare sia Alex che Larry, ciascuno per un diverso motivo...)
Eppure, sebbene Piper mi abbia fatto imbestialire più di una volta, di sicuro non si può dire che io non abbia tifato per lei, riso a crepapelle grazie alla naturale nonchalance con cui la Schilling  butta giù le sue folgoranti battute nei momenti più impensati, o che non abbia addirittura esultato insieme a lei quando il suo personaggio si lanciava in uno di quei deliranti monologhi rivelatori scaturiti da un accesso di rabbia/onestà improvvisa (tipo quello a beneficio di Healey nella cella di isolamento, oppure la geniale tirata sulle conseguenze della "verità"che una spazientita Piper rivolge alla strafottente ragazza in carrozzella nel bagno).
In tutto questo tumultuoso e faticosissimo percorso di maturazione, l'unica che sembra riuscire a capire veramente quello che stia passando per la testa - e nel cuore - della nostra Piper, ad ogni modo, sembra essere l'altissima XD ed enigmatica Alex... un personaggio che, alla fine dei giochi, per me si è confermato come un'altra graditissima sorpresa, dal momento che sono passata, nel giro di una manciata di episodi, da un blando accenno di antipatia a un incondizionato senso di adorazione nei suoi confronti! *__*
Alex è, in soldoni, la bad girl a cui Piper non ha mai saputo resistere... probabilmente perché le due hanno una natura talmente simile, contraddittoria e piena di chiaro-scuri, da essere in pratica l'una l'autentica anima gemella dell'altra.
E, laddove le apparenze potrebbero forse ingannare, e indurre a pensare che, delle due, sia Piper quella fragile e maggiormente segnata dalle conseguenze di una storia d'amore finita malissimo, la sceneggiatura arriva piano piano a indirizzarci verso una chiave di lettura del tutto inaspettata, in un ribaltamento di prospettive che sortisce sulla bionda protagonista del telefilm lo stesso effetto dirompente di una scioccante doccia fredda.
E' del resto proprio l'idea di questo costante "ribaltamento" a fornire gli strumenti per un'interpretazione più accurata e calzante della storia e dei personaggi, secondo me: in "Orange is the new black", ogni evento si svolge contemporaneamente come necessariamente dovrebbe e come non ti aspetteresti mai, e ciascun personaggio incarna nello stesso tempo uno stereotipo e la negazione assoluta di quello stesso concetto astratto.
Da Piper, liberale e un po' frivola ragazza bionda, bisessuale cronicamente incapace di ammettere la propria diversità e pacifista convinta - salvo poi improvvisarsi portavoce degli oppressi nei momenti più sconvenienti  e tirare fuori una grinta e un'aggressività mai sospettati prima - al signor Healey, il comprensivo e "paterno" (come no! XD) consulente dalla moglie straniera ordinata per posta; da Red, matrona russa e implacabile capocuoca dal cuore "di mamma" della prigione, al lascivo Mendez, il secondino sempre pronto ad allungare una mano morta o due il cui sogno più grande è quello di trovare una donna che lo accolga la sera chiedendogli "come è andata la giornata?" XD; da Alex, la "dura" spacciatrice sexy che poi tanto dura non è, con quei grandi occhi spauriti dietro gli stessi occhialoni scuri che portava da bambina, a Larry, il tenero, dolcissimo e simpatico ragazzone che finalmente, dopo tante tribolazioni, arriva a trovare il coraggio di guardare in faccia la realtà... si può tranquillamente affermare che tutti i personaggi di "Orange is the new black" (ebbene sì, perfino l'odiosissima e perfida Tiffany 'Pennsatucky' Doggett! XD) mi siano entrati in qualche modo nel cuore, e lì siano destinati a rimanere per molto, molto tempo a venire.

Una serie originale, fresca e irriverente, divertente e commovente, consigliatissima, insomma, e davvero non vedo l'ora che esca la seconda stagione (che guarderò con gioia nonostante l'ormai quasi certo abbandono di  Laura Prepon, l'attrice che intepreta Alex ç.ç)...
 Buttateci un occhio, non appena vi capiterà l'occasione, e sono certa che non ve ne pentirete! ;D

Giudizio personale sulla prima stagione: 9.0/10




"I was somebody with a life that I chose for myself. 
And now, now it's just about getting through the day without crying.
 And I'm scared. I'm still scared. I'm scared that I'm not myself in here, and I'm scared that I am. Other people aren't the scariest part of prison, Dina, it's coming face-to-face with who you really are. Because once you're behind these walls, there's nowhere to run, even if you could run. The truth catches up with you in here, Dina. And it's the truth that's gonna make you her bitch."
(Piper Chapman).






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