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domenica 21 novembre 2021

Recensione: "Crier's War + "Iron Heart", di Nina Varela

Crier's War” e il suo sequel, “Iron Heart”, vanno a comporre la duologia d’esordio dell’autrice americana Nina Varela.

Una saga fantasy che si svolge sullo sfondo di un’implacabile conflitto fra Umani e Automi, e che fa dell’amato trope “enemies-to-lovers” il suo più grande fiore all’occhiello...

I due titoli si rivolgono soprattutto agli appassionati di YA ossessionati da autrici come Marie Rutkoski o Kendare Blake. Ma, sotto molti punti di vista, credo sia impossibile leggere “Crier's War” senza pensare a “Westworld”, “Humans” e “Blade Runner”...


 


Il primo volume è disponibile QUI in inglese


La trama

 Dopo che la Guerra delle Specie ha devastato il Regno di Rabu, gli Automi hanno usurpato le proprietà dei loro padroni, conquistato il trono e piegato la popolazione umana al proprio volere.

Gli Automi, all’inizio, erano stati creati per essere poco più che giocattoli; compagni sintetici, vittime sacrificali di ogni capriccio della casta nobiliare.

Almeno fino a quando i più capaci e scaltri membri della loro specie non hanno deciso che era il giunto il momento di dire basta.

Adesso, la situazione si è completamente ribaltata.

Ayla, una giovanissima servitrice umana, è rimasta orfana a causa della guerra. La ragazza odia gli Automi sopra ogni cosa, e non desidera altro che di potersi unire alla Resistenza, l’organizzazione che si propone di distruggere i disprezzati esseri sintetici una volta per tutte.

Il più grande desiderio di Ayla è quello di vendicarsi.

E, nel momento in cui viene nominata domestica personale di Lady Crier, unica figlia del sovrano degli Automi, capisce di ritrovarsi per le mani un’occasione d’oro: se uccidesse la sua padrona, giustizia sarebbe fatta, e il Re pagherebbe finalmente il conto di tutti gli affronti inflitti.

Crier, dal canto suo, è stata creata per essere bellissima, gentile, perfetta, e per portare avanti l’eredità di suo padre. Ma tutto quello che riesce a vedere davanti a sé è l’enigmatico Scyre Kinok, il suo promesso sposo, e la consapevolezza che, forse, suo padre non è quel monarca benevolo e illuminato in cui lei aveva sempre riposto la massima fiducia.

E poi, Crier incontra Ayla... E ogni sua più intima convinzione sul mondo degli umani viene scardinata.

Fra le due ragazze si stabilisce un legame, fatto di risentimenti e sensi colpa, attrazioni proibite e segreti vergognosi.

Che cosa succede, quando il tuo peggior nemico diventa il tuo oggetto del desiderio?

Quando il tuo cuore comincia a battere per tutti i motivi che ritieni sbagliati, mentre nel tuo stomaco arde ancora il fuoco della rabbia e dell’avversione?

Quando sulla strada del tuo amore inconfessabile si staglia una cosa soltanto: la guerra?

 

Crier’s War

Bisogna dire che la duologia di Nina Varela si conforma senza sforzo alla maggior parte dei tropes classici del genere, ma secondo me c’è un “settore” nel quale riesce a eccellere in modo particolare: il romance.

Il primo libro è un lento, cadenzato, “angosciante” slow burn che serve più che altro a esplorare il passato dei personaggi e le loro motivazioni, e ovviamente anche a porre le basi per tutta l’azione che si svolgerà nel corso del romanzo successivo.

Vi assicuro che Nina Verela non arriva a farci mancare assolutamente nulla, in termini di “angst” e crisi esistenziali innescate dai primi turbamenti adolescenziali.

Crier e Ayla sono due personaggi agli antipodi, unite da un’emozione molto ambivalente e contraddittoria. E quel particolare sentimento di sfiducia, rancore e rabbia repressa che ciascuna nutre nei confronti dell’altra non tende certo a svanire al primo segnale di intimità, anzi... Semmai, il legame di crescente complicità che inizia a svilupparsi fra di loro riesce soltanto a renderli più evidenti.

L’autrice esaspera il concetto in alcuni passaggi, ma riesce comunque a regalarci una deliziosa storia tragica dal sapore “shakesperiano”, un amore impossibile dal taglio molto romantico, disperato e coinvolgente.

La cura riservata all’ambientazione è, invece, più o meno quella che vi potreste aspettare di trovare all'interno di un qualsiasi libro fantasy per ragazzi di successo pubblicato nel corso degli ultimi cinque anni.

Il che vuol dire che non ho trovato il worldbuilding particolarmente originale, e che l’80% dei personaggi secondari mi ha fatto venire voglia di correre a picchiare ripetutamente la testa contro il muro...

Ma, d’altro canto, credo anche che lo stile di Verela risulti particolarmente piacevole e soave, intriso da una tensione drammatica e da un uso del foreshadowing a dir poco magistrale.

Una combinazione squisita, che risucchia completamente il lettore all’interno della lacerante relazione fra Ayla e Crier, e che lo spinge a smaniare compulsivamente per il volume successivo...

 

Iron Heart

Il mio consiglio, adesso che si può, è di leggere “Iron Heart” subito dopo aver finito il primo libro. La storia, infatti, è stata spezzata a metà per ragioni di convenienza, ma la verità è che, senza il secondo romanzo a “livellare” le cose, la struttura di “Crier’s War” risulterebbe in qualche modo sbilanciata, e intendo tanto dal punto di vista della storia d’amore, che da quello della trama vera e propria.

Questo perché compone una sorta di primo atto, un “pezzo” di storia diluita da una serie di dialoghi superflui, sporadici attacchi di infodump e comprimari di cui non importa niente a nessuno (Varela compresa).

Iron Heart”, d’altro canto, garantisce la ricompensa che il lettore ottiene per la sua fiducia e la sua perseveranza; il libro che contiene tutto il pathos, l’azione e i colpi di scena promessi dalla suspense che abbiamo respirato attraverso la lettura del primo volume.

Il “mondo capovolto”, l’avventura che Aya e Crier sono finalmente libere di affrontare insieme, lontane dalle macchinazioni di corte e dai soporiferi meccanismi interni della Resistenza.

L’uso del flashback, in alcuni momenti, mi è sembrato ancora un tantino pesante... ma il ritmo, stavolta, risulta infinitamente più dinamico ed elettrizzante!

Anche in questo caso, badate, ci ritroviamo a leggere soprattutto per scoprire come si concluderà la storia d’amore... ma l’evoluzione della story-line romantica, stavolta, riesce a svilupparsi in perfetta sintonia con quella relativa alla guerra e agli scontri fra fazioni opposte.

Per cui, finalmente, ci sentiamo legittimati a considerare tutta questa roba pseudo-politico-sociale XD come un ostacolo credibile, intrigante e spaventoso, e non come un semplice stratagemma per cercare di “elevare” (inutilmente) il tono e gli scopi della narrazione.

Il risultato?

Una lettura grintosa, onesta, originale e divertente.

 

 



giovedì 30 gennaio 2020

Recensione: "Runaways" di Rainbow Rowell e Kris Anka (Volumi 1 - 3)

Tornare a casa - Migliori Amici per Sempre - Ciò che è Stato - supereroi

Potete acquistare QUI il primo volume in italiano

"Cuori infranti, genitori ingombranti e superpoteri! Il grande ritorno dei teenager che hanno conquistato cosplayer, fumettisti e spettatori, grazie alla serie Hulu! Nico Minoru è tornata e vuole radunare i Runaways... tutti! Storia di Rainbow Rowell, una delle romanziere young adult più amata del momento (Fangirl, Eleanor & Park, Ti chiamo sul fisso)."


Dicono che non esista una serie o un volume ideale per cominciare a leggere i fumetti Marvel, ma nel corso del tempo ho scoperto che esistono sicuramente dei “punti d’entrata” migliori di tanti altri.
Io, ad esempio, mi sono avvicinata a questo colorato e intricatissimo mondo grazie all’avvincente serie “Ms Marvel” di G. Willow Wilson, seguita a ruota dal primo volume di Kelly Sue Deconnick dedicato alle meravigliose avventure di Captain Marvel.
Ma credo che anche “Tornare a Casa” di Rainbow Rowell e Kris Anka possa rappresentare un ottimo punto di partenza per lettori novizi, e in modo particolare per chi non si sentisse particolarmente incline a buttarsi a capofitto nel complicatissimo marasma di guerre civili, crossover e tie-in che caratterizza il poliedrico universo Marvel.

Ma chi sono i Runaways, esattamente, vi chiederete voi?
Bè, sulla carta si tratta di un gruppo di supereroi non-più-così-adolescenti, scappati di casa dopo aver scoperto che i loro genitori stavano tramando in segreto con una banda di antiche divinità aliene per distruggere il mondo e annichilire l’intera razza umana. Dopo essersi ribellati ai super-villains che firmavano le loro giustificazioni a scuola e cucinavano per loro ogni sera, i ragazzi si sono visti costretti a prendere la sofferta decisione di unire le forze, sfruttare i loro (discutibili) superpoteri e fermare il malvagio piano criminale escogitato dai loro padri e dalle loro madri…
Da quel giorno in poi, il gruppo di adolescenti formato da Chase, Nico, Karolina, Molly, Gert e Alex ha continuato a fare squadra e a vivere ai margini della società, realizzando di tanto in tanto delle grandi imprese a beneficio della società. Ma se qualcuno dovesse mai spingersi al punto di chiederlo a uno di loro, i Runaways smentirebbero categoricamente di appartenere a una squadra di supereroi… Perché loro si considerano una famiglia: niente di più, niente di meno.

In concomitanza con l’esordio televisivo americano della serie Hulu, la popolare autrice americana Rainbow Rowell è stata quindi incaricata di riportare sulle scene questi eccentrici e potenti teenagers dalle mille e una sfumature. Il risultato? Una serie a fumetti a mio umile modo di vedere assolutamente irresistibile, fresca, spumeggiante e moderna, che trova in “Buffy – The Vampire Slayer” la sua principale fonte di ispirazione e che è stata appositamente indirizzata a un pubblico di lettori “neo-adulti”, vale a dire appartenenti a una fascia d'età compresa fra i 20 e i 28 anni.

I primi tre volumi della serie “Runaways” (“Tornare a Casa”, “Migliori Amici per Sempre” e “Ciò che è Stato”) hanno rappresentato per me un’ottima prova a favore dell’abilità e della sensibilità della Rowell, già nota al pubblico italiano per il suo fortunatissimo romanzo YA “Fangirl”. Mi è bastato sfogliare poche pagine per affezionarmi visceralmente ai personaggi e riuscire a farmi un’idea precisa dell’esatta natura del rapporto che lega i vari componenti del gruppo.
Sospetto che alcuni lettori “veterani” di fumetti Marvel potrebbero trovare irritante la sua tendenza a concedere più spazio allo sviluppo delle complicate dinamiche familiari, sociali e/o sentimentali che affliggono i vari protagonisti che non sulle varie minacce di ordine sovrannaturale che i nostri eroi si trovano di volta in volta ad affrontare… Ma a parer mio si tratta di una scelta consapevole e deliberata che porta i suoi frutti, e ricompensa abbondantemente il lettore in termini di approfondimento psicologico, empatia e calore umano.
Anche il tratto vivace, cartoonesco e fortemente espressivo di Kris Anka contribuisce ad attribuire alla serie “Runaways” una sua peculiare identità specifica, del resto, e a distinguerla senza troppi problemi dalla granda massa di fumetti a tema supereroistico attualmente in circolazione.

Personalmente, devo confessare di aver apprezzato i primi due volumi leggermente più del terzo; ma più che a un calo fisiologico della qualità della sceneggiatura o delle illustrazioni, tendo ad attribuire questa leggera preferenza al fatto che “Ciò che è Stato” sceglie di spostare il focus della narrazione verso il passato, vale a dire riesumando una serie di eventi di cui avevo poca o nessuna nozione, e a reintrodurre all’interno della trama un personaggio (Alex), di cui per il momento sento che avrei potuto fare benissimo a meno…
Ma questo terzo arco narrativo si conclude con un succoso cliffhanger, e le risposte a tutte le nostre domande arriveranno solo con la lettura del quarto volume, “Non Puoi Nasconderti”…
Torneremo con ogni probabilità a parlare dell’argomento un po’ più nel dettaglio, perciò forse per il momento è meglio che mi fermi qui.
Per il momento, amici, accontentatevi di tenere le dita incrociate e di sperare insieme a me che a marzo (o subito dopo), la piattaforma Disney+ sbarchi in Italia con le varie stagioni della serie tv dedicata ai  Runaways in catalogo… 
Per il momento me la sono lasciata scappare, ma adesso mi auguro di riuscire a recuperarla quanto prima! *____*


Giudizio personale:
8.0/10




lunedì 21 ottobre 2019

Afrofuturismo: da "Binti" a "Shuri", 10 libri sci-fi tutti da leggere...


Che cos’è, esattamente, l’afrofuturismo?

Stando alla definizione di Wikipedia, si tratta di “una corrente culturale nata da diversi scrittori, artisti e teorici afroamericani negli anni settanta. Colmo di allusioni all'animismo e al simbolismo, il pensiero afrofuturista nacque dall'esigenza dei neri americani di poter godere degli stessi diritti civili dei bianchi e di poter essere coinvolti nel discorso sul futuro e dello sviluppo tecnologico. Uno dei principali obiettivi degli afrofuturisti è quello di superare il concetto di razza negando l'umanità in quanto tale: secondo essi, fintanto che esisterà il concetto stesso di schiavismo (che ha come suo corrispettivo l'alieno e il robot nella letteratura fantascientifica) non potrà mai esistere l'umanità.”

Tutti gli autori e gli artisti coinvolti in questo vasto movimento estetico, filosofico e letterario sono inoltre d’accordo su un punto nello specifico: per reclamare la propria appartenenza a questa categoria, non basta assolutamente che un’opera di genere fantascientifico tratti le avventure di una persona di colore posta nel contesto di uno scenario futuristico. Ma allora che cosa si intende, esattamente, con questa parola?

Per citare le parole di Jamie Broadnax, editor e creatrice della comunità online per donne di colore “Black Girls Nerds”: “quello che rende l’afrofuturismo diverso dalla fantascienza standard è il fatto di essere impregnato nella antiche tradizione africane e nella black culture. (….) Per essere definita “afrofuturista”, un’opera deve affondare le radici in tutto questo con molta profondità, e riuscire a celebrare senza rimorsi l’unicità e l’innovazione della black culture.

Questo concetto è legato ovviamente a doppio filo con quello di diaspora; per anni, scrittori e artisti americani di origine africane hanno provato a raccontare le loro storie di isolamento, nostalgia e lotta contro i pregiudizi culturali attraverso il genere sci-fi, infondendo nuova linfa all’interno della fantascienza e regalando al mondo un’intera schiera di opere che vale senz’altro la pena imparare a conoscere.

Nel breve elenco che seguirà in questo post, proverò a proporvi alcuni libri appartenenti alla corrente dell’afrofuturismo; una selezione effettuata fra i titoli che ho maggiormente apprezzato, o fra quelli che mi piacerebbe molto riuscire leggere nell’immediato futuro! Ovviamente fatemi sapere nei commenti se conoscete altri romanzi o film interessanti che potrebbero rientrare nel movimento in questione! ^____^

Consigliati:


I Centomila Regni 
di N.K. Jemisin

libri fantasy - Gargoyle

Potete leggere QUI la mia recensione."Yeine Darr è un'esiliata del barbaro Nord. Quando sua madre muore in circostanze misteriose, viene convocata nella maestosa città di Sky, sede della famiglia dominante Arameri. Lì è nominata erede del re, e la notizia la sconvolge. Ma il trono dei Centomila Regni non è facile da conquistare, e Yeine si ritrova coinvolta in una brutale lotta per il potere contro due cugini che non sapeva nemmeno di avere. Mentre combatte per la vita, si avvicina sempre di più alla verità sulla morte di sua madre e sulla storia di sangue della sua famiglia. Con le sorti del mondo in precario equilibrio, Yeine imparerà quanto pericoloso possa essere vivere in una situazione in cui amore e odio, dèi e comuni mortali, si ritrovano inestricabilmente legati." Potete acquistarlo QUI.


La Trilogia della Terra Spezzata
di N. K. Jemisin

libri di fantascienza - Mondadori

Potete leggere QUI la mia recensione. "Questo è il modo in cui finisce il mondo. Di nuovo.Tre cose terribili avvengono nell’arco di un singolo giorno. Essun, una donna che vive una vita ordinaria in un piccolo villaggio, torna casa e scopre che suo marito ha assassinato il loro figlioletto, per rapire la loro figlia di dieci anni e portarla chissà dove.
Nello stesso tempo, Sanze – il potente Impero che si espande per il mondo intero, e le cui innovazioni hanno costituito la culla della civiltà per migliaia di anni – collassa in un istante, mentre la maggior parte dei suoi abitanti viene uccisa per soddisfare il desiderio di vendetta di un uomo pazzo.
E, peggio di tutto, attraverso il cuore di un vasto continente conosciuto come “Stillness”, un immenso squarcio rosso si è spalancato come una ferita aperta, pronto a riversare abbastanza cenere da oscurare il cielo per anni. Secoli. O forse millenni.
Adesso, Essun dovrà inseguire i resti della sua famiglia attraverso un mondo mortale, morente. Senza luce del sole, acqua pulita o terra coltivabile, e con limitate scorte di provviste, la gente inizierò ben presto a scendere sul piede di guerra… Ma a Essun non interessa che il mondo si stia gradualmente sgretolando attorno a lei. Se servirà a salvare sua figlia, provvederà lei a distruggerlo con le sue stesse mani…” Potete acquistarlo QUI.


How Long ‘Till Black Future Month? 
di N. K. Jemisin

migliori libri fantasy - fantascienza - 2018

Potete leggere QUI la mia recensione. “N. K. Jemisin è una delle autrici di speculative fiction più importanti e acclamate dei giorni nostri. In questa sua prima antologia di racconti, la Jemisin si accinge a sfidare e deliziare i suoi lettori, attraverso le sue provocatorie storie di distruzione, rinascita e redenzione. Draghi e spiriti vendicativi infestano le strade di New Orleans, subito dopo la devastazione scatenata dall’uragano Katrina. In un mondo parallelo, una società utopica osserva il nostro mondo, cercando di imparare dai nostri errori. Una madre di colore del Jim Crow South deve salvare la figlia dalle promesse impossibili di un fay. La raccolta conterrà, inoltre, la storia breve “The City Born Great”, candidata al Premio Hugo." Potete acquistarlo QUI in lingua inglese.


Binti 
di Nnedi Okorafor

libri fantascienza - Mondadori - 2019

Potete leggere QUI la mia recensione. "Binti Ekeopara Zuzu Dambu Kaipka di Namib è una ragazza di etnia Himba, talmente brava in matematica e nella tecnica dell'astrolabio da venire selezionata per frequentare la prestigiosa Oomza University. È l'occasione della vita e così, nonostante la contrarietà della sua famiglia, e le radicate tradizioni della sua terra, Binti fugge dal villaggio in cui vive e si imbarca sulla Terzo Pesce per intraprendere il viaggio interstellare verso Oomza. Ma tutto cambia quando le Meduse, feroci creature belligeranti, attaccano il veicolo che la ospita, uccidendo l'equipaggio, i passeggeri, gli altri studenti che Binti ha appena conosciuto. La giovane si trova così a doversela cavare da sola, intrappolata su un'astronave piena di esseri assassini, per cinque lunghi giorni prima di raggiungere la meta. Ma chi sono le Meduse? Binti scopre che dietro la loro storia, e la guerra che hanno scatenato contro i Khoush, si nasconde molto più di quanto non appaia. E ora una serie di compiti piuttosto gravosi le si para davanti: sopravvivere alla trasferta, proteggere gli abitanti del pianeta su cui ha sede l'ateneo; e provare a usare i propri ineguagliabili talenti per porre fine a un conflitto sanguinoso. Il volume raccoglie i romanzi brevi: "Binti", "Ritorno a casa", "La maschera della notte" e il racconto "Il fuoco sacro". Potete acquistarlo QUI.


The Black Gods Drums 
di P. Djèlí Clark

libri fantasy - fantascienza - 2018

Potete leggere QUI la mia recensione. “Creeper, una tredicenne orfana senza alcun possedimento terreno, è stufa di vivere per le strade di New Orleans. Quello che vorrebbe fare, piuttosto, è prendere il volo; e così il suo sguardo si posa sulla Midnight Robber, un’aereonave di contrabbandieri che potrebbe forse essere in grado di darle un passaggio. Ma per aggiudicarsi un biglietto, Creeper dovrà guadagnarsi la fiducia del Capitano Ann-Marie sfruttando un prezioso segreto relativo a uno scienziato haitiano rapito da forze ignote, e a una misteriosa arma chiamata “The Black God’s Drum.” Ma Creeper custodisce anche un altro mistero – perché Oya, l’orisha africana dei venti e delle tempeste, parla dentro di lei e le garantisce poteri divini. E, a quanto pare, anche Oya ha le sue priorità, quando si tratta di stabilire il destino di Creeper e Ann-Marie…” Potete acquistarlo QUI in lingua inglese.


Ancora da leggere:


Laguna 
di Nnedi Okorafor

libri fantascienza

"Gli faceva male la testa, e tutto il corpo pareva pesare una tonnellata. Al taglio ci avrebbe pensato dopo. A se stesso avrebbe pensato dopo. Tossì di nuovo sfilandosi la maglietta. La strizzò schizzando d’acqua gli stivali già zuppi e se la rimise addosso. Era vivo, ed era successo qualcosa di molto peggio. 
Gli veniva da ridere. Dopotutto non era mica la prima volta che invadevano la Nigeria.
Un boato nel cielo di Lagos. Qualcosa precipita nell’oceano al largo della costa della più popolosa e leggendaria città della Nigeria. Il mare brulica di nuova vita, e dal mare una nuova entità emerge per sconvolgere la vita del paese africano.
Adaora, biologa marina alla ricerca di stabilità, Anthony, rapper capace di incantare le folle e Agu, un soldato dallo spiccato senso di giustizia, si incontreranno proprio lì, sul mare: insieme dovranno confrontarsi con i segreti delle proprie esistenze per tentare di salvare il paese che amano in una forsennata corsa contro il tempo. Accompagnano Ayodele, la donna misteriosa arrivata da un luogo ignoto, giunta a Lagos per promettere un cambiamento epocale, mentre il caos si diffonde senza controllo tra la popolazione della città." Potete acquistarlo QUI.


Chi Teme la Morte 
di Nnedi Okorafor

libri fantascienza - Gargoyle

"In un'Africa post-apocalittica, dopo aver schiavizzato gli Okeke, i Nuru hanno deciso di sterminarli. Una donna sopravvissuta allo stupro di un soldato nemico metterà al mondo un'impetuosa bambina con i capelli e la pelle chiari come la sabbia: Onyesonwu, che in lingua antica significa "chi teme la morte?". Fin da piccola, la testarda Onyesonwu è una fonte di guai. Lei è una Ewu, la figlia di uno stupro alla quale spetta una vita di violenze, una meticcia rifiutata da entrambe le tribù. Ma Onye non è una Ewu comune. Le sue straordinarie capacità sono solo i primi segni di una magia impressionante e unica. E durante uno dei suoi momenti di rapimento, Onye scopre che qualcuno di potente sta cercando di ucciderla. Nel tentativo disperato di comprendere la propria natura e di sfuggire allo sconosciuto assassino, sarà obbligata a lasciare la propria casa in una ricerca che si rivelerà pericolosa oltre ogni possibile immaginazione." Potete acquistarlo QUI


War Girls 
di Tochi Onyebuchi

libri fantascienza - 2019

"E' il 2172. Il riscaldamento climatico e una serie di disastri nucleari hanno trasformato la maggior parte del pianeta in una landa inabitabile. Soltanto i più fortunati sono riusciti a fuggire nelle colonie spaziali e a mettersi in salvo.
In una Nigeria dilaniata dalla guerra, vengono condotte battaglie terribili che coinvolgono letali macchine volanti, mentre i soldati vengono dotati di arti bionici e organi artificiali in grado di proteggerli dai peggiori effetti delle radiazioni. Attraverso questa nazione spezzata dalla guerra civile, la sopravvivenza diventa l'unico stile di vita possibile. Eppure due sorelle, Onyii e Ify, sognano qualcosa di più. Le loro vite sono state segnate dalla violenza e dall'agitazione politica Ma loro sognano pace, speranza, e la possibilità di avere un futuro insieme.
Sono disposte a tutto pur di raggiungere il loro obiettivo... Perfino a combattere un'altra guerra." Potete acquistarlo QUI in lingua inglese.


Shuri: A Black Panther Novel
di Nic Stone

Marvel - fantascienza - libri - supereroi

"Per anni, il Re del Wakanda (Black Panther) ha derivato i suoi poteri dai succhi dell'Erba a Forma di Cuore. Così come il Vibranium, quest'Erba è essenziale per la sopravvivenza e la prosperità del Wakanda. Ma adesso c'è qualcosa che non va. Le piante stanno morendo. Malgrado gli sforzi degli abitanti del regno, sembra che non ci sia nulla da fare. Le scorte stanno per esaurirsi... Spetterà a Shuri partire per un viaggio che le permetterà di scoprire cosa sta uccidendo l'Erba, e cosa fare per riuscire a risolvere il problema prima che sia troppo tardi." Potete prenotarlo QUI in lingua inglese.


My Soul To Keep
di Tananarive Due


"Quando Jessica sposa David, capisce in breve che si tratta dell'uomo dei sogni: brillante, premuroso, perennemente giovanile. Eppure ha l'impressione che ci sia qualcosa in lui, qualcosa che contribuisce a creare una certa distanza fra lui e il resto del mondo. Poi un giorno, mentre persone vicine a Jessica cominciano ad andare incontro a misteriose morti violenti, David le fa una confessione inimmaginabile: più di 400 anni prima, lui e altri membri di una setta segreta etiope hanno scambiato la loro umanità in cambio dell'immortalità, un segreto che adesso va protetto a ogni costo. La sua famiglia immortale ha deciso che David deve tornare a casa e lasciarsi alle spalle la sua nuova famiglia di Miami. Invece David ha in mente di invocare un antico rituale proibito, per fare in modo che Jessica e la loro figlia possano restare con lui per sempre..." Potete acquistarlo QUI in lingua inglese. 



martedì 3 settembre 2019

Recensione: "Replicas" (film sci-fi, 2018)

film di fantascienza 2018 - recensione - cloni- replicas

Puoi acquistarlo QUI

Trama:

"Dopo un incidente automobilistico in cui è morta la sua famiglia, un neuroscienziato non si ferma davanti a niente e decide di riportarli in vita anche se questo significherà mettersi contro un laboratorio controllato dal governo, una task force della polizia e le leggi della scienza."


Replicas” è un film sci-fi con Keanu Reeves e Alice Eve, diretto da Jeffrey Nachmanoff.
O almeno… immagino che possa essere considerato come un film di fantascienza, fino al momento in cui la sceneggiatura non inizia a sgretolarsi completamente, trasformando quello che era già iniziato in maniera abbastanza raffazzonata in una trashata action di megagalattica potenza. Avete mai sognato di vedere Keanu Reeves in versione Liam Neeson, vale a dire un padre di famiglia imbolsito e dall’espressione vagamente disorientata, che prende a correre di qua e di là nel tentativo disperato di salvare la sua famiglia da vari energumeni nerovestiti armati fino ai denti? Come dite? Assolutamente no?
Be’, sinceramente neanch’ io… Tanto più che la prima mezz’ora di “Replicas” mi aveva fatto sperare (contro ogni previsione) di trovarmi alle prese con un filmetto abbastanza gradevole. Ma vediamo di procedere con ordine.

William Foster è uno scienziato ambizioso, che sogna di riuscire a trasferire la coscienza di uomini e donne spirati anzitempo nei corpi sintetici di alcuni automi sinteticamente realizzati in laboratorio, e di riuscire in questo modo a prolungarne l’esistenza. Peccato che la maggior parte dei suoi esperimenti si risolva in una serie di clamorosi insuccessi, e che il suo capo Jones (John Ortiz) non veda l’ora di staccare la spina all’intero progetto.
Per rilassarsi un po’ e allentare la pressione, Foster decide di organizzare una bella gita in barca con la moglie e i tre figli; si mette perciò alla guida sotto il più violento manrovescio di pioggia che si sia mai verificato sulla Terra dopo il Diluvio Universale, e cerca di distrarsi dalle sue mille preoccupazioni trascorrendo del tempo di qualità con moglie e pargoli. Neanche a dirlo, cinque minuti dopo la famiglia Foster rimane coinvolta in un incidente stradale terrificante; l’impatto uccide sul colpo tutti tranne William (che non si scheggia manco un’unghia), scaraventando l’uomo in un loop di dolore e strazio infinito che credo si prolunghi sulla scena per l’intera durata di cinque millisecondi.

Considerando le premesse, penso possiate tutti presumere in maniera abbastanza precisa in che modo prende a evolversi la trama di “Replicas”… almeno fino a un certo punto.
Perché la verità è che, malgrado il mio sarcasmo, per circa quaranta minuti il film è riuscito a tenere viva la mia attenzione in maniera abbastanza dignitosa. Immagino che a piacermi fosse soprattutto l’alone costante di dubbio e ambiguità morale che il personaggio di Ed (Thomas Middleditch), un prezioso collaboratore e amico del protagonista, continuava a gettare sull’operato di William; il fatto che il dottor Foster si stesse gradualmente e inavvertitamente trasformando in una sorta di scienziato pazzo alla Victor Frankenstein, per capirci, mi incuriosiva e mi intrigava. Paradossalmente, l’idea che l’eroe della pellicola potesse sbagliare e perdere il lume della ragione (peraltro per motivi perfettamente comprensibili) mi aiutava a vederlo sotto una luce più umana e, di conseguenza, mi permetteva di provare nei suoi confronti un senso di empatia altrimenti impossibile.

Peccato che alla grande Industria del Cinema non sia mai importato un granché delle sfumature, dei dilemmi e dei sottili risvolti psicologici, dico bene? Ma no…  Mi pare quasi si riuscire a sentire il filo dei ragionamenti dei produttori: "perché dovremmo concentrarci sui punti di forza effettivi del film, per cercare di raccontare una buona storia e sollevare interrogativi insidiosi, quando possiamo limitarci concludere il tutto come facciamo sempre (vale a furia di pistolettate, dichiarazioni di amore eterno scandite un po’ a casaccio e inseguimenti sgommanti nel buio)?! Perché dare al pubblico qualcosa di diverso dal solito copione, quando la ricetta tradizionale funziona così bene?"
Mmm…

Ora, non sarò una grande esperta di cinema, ma secondo me il solito calco in salsa action di cui sopra, applicato alla formula iniziale di “Replicas”, non genera altro che noia, irritazione e confusione. Il villain del film è solo un fantoccio, una presenza di cui, a parer mio, una solida (e coraggiosa) sceneggiatura avrebbe potuto benissimo fare a meno. Il protagonista riesce a risolvere i vari ostacoli che si stagliano sul suo cammino troppo facilmente, e a cavarsela in ogni situazione decisamente a buon mercato. Ogni spunto interessante è di chiara origine derivativa, e per di più viene allegramente sacrificato sull’altare del fattore “Bang! Bang! & Popcorn”. 
Il finale, per giunta, è una delle cose più raccapriccianti che abbia mai visto.

Non vi sto dicendo tutto questo per convincervi a non guardare il film, badate bene. E’ un prodotto di intrattenimento; personalmente sospetto che ci siano modi più divertenti e produttivi per passare il tempo, ma vabbé, immagino che questo lo sappiate anche voi…
Meglio arrivare al cospetto del film con un minimo di preparazione psicologica, però. “Replicas” ha molto più in comune con “The Tourist” o “Trascendence” che con “Ex Machina”.
Come si suol dire: uomo avvisato… 




Giudizio personale:
 5.8/10


sabato 17 agosto 2019

Recensione: "Empress of Forever", di Max Gladstone (sci-fi, 2019)


recensione Empress of Forever sci-fi libri 2019

Disponibile in inglese

Potete acquistarlo QUI

“Vivian Lao è un’innovatrice talentuosa e di successo, alla pari con Steve Jobs ed Elon Musk, incline al pensiero radicale, impulsiva e sempre pronta a compiere l’azione più sconsiderata. Alla vigilia del suo più grande successo, Viv sta provando a superare in astuzia coloro che si propongono di strapparle via i frutti del suo successo.
Perciò, nella fredda oscurità del nascondiglio in cui giace uno dei più potenti server al mondo, Viv comincia a mettere in moto il suo piano. Un terrificante istante più tardi, la ragazza si ritrova tuttavia catapultata attraverso lo spazio e il tempo, incontro a un futuro talmente lontano da sembrare surreale; un luogo in cui avrà la possibilità di confrontarsi con un destino molto più strano e pericoloso di quanto avrebbe mai potuto pensare.
La fine del tempo è dominata da un’antica e onnipotente Imperatrice, in grado di benedire o spazzare via interi mondi con un semplice pensiero. L’idea di una ribellione è semplicemente impossibile da considerare – fino a quando Viv non entra a far parte dell’equazione. Intrappolata fra il pericolo rappresentato dal Pride, un’affamata orda di macchine senzienti, e una fanatica setta di monaci guerrieri che si fa chiamare “Mirrorfaith”, per avere una speranza di tornare a casa Viv dovrà radunare intorno a sé una banda di improbabili alleati e confrontarsi con l’Imperatrice in prima persona…”



Mi capita di leggere fantascienza piuttosto di rado, di questi tempi.
In fondo sapete anche voi il perché: ho scoperto la mia "vera" passione soltanto alle soglie dell’età adulta, ma da quel giorno non sono più riuscita ad allontanarmi dai maestosi e variegati Sentieri del Fantasy
Eppure la trama di “Empress of Forever”, dell’autore americano Max Gladstone, mi intrigava moltissimo. Probabilmente proprio perché si tratta di una space opera piuttosto sui generis, che riesce a destreggiarsi benissimo sul labile confine che separa il dominio del fantasy da quello della sci-fi vera e propria. 
Quando ho sentito dire che la stampa e il pubblico americano avevano già cominciato a descrivere il libro come una sorta di “Guardians of the Galaxy” mescolato a “Star Wars”, riletti in chiave super-ultra-femminista, chiaramente ho capito che non potevo assolutamente lasciarmelo scappare!

E… be’, a lettura ultimata, lasciate che vi dica una cosa: queste asserzioni contengono senz’altro un fondo di verità, ma sento il bisogno di precisare una cosetta o due prima di passare al prossimo punto della recensione. “Empress of Forever” è indubbiamente un romanzo divertente, ironico, originalissimo e rocambolesco, ricco di personaggi stupendi e scenari a dir poco mozzafiato… Ma è anche (e forse soprattutto) una lettura che si propone di stimolare e sfidare costantemente il lettore dal punto di vista intellettuale, soprattutto in virtù di una sofisticata struttura linguistica e di una densità concettuale abbastanza impareggiabile.

Se non vi è ancora capitato di leggere nulla in inglese, vi sconsiglio caldamente di cominciare da questo titolo, insomma. Non tanto perché sospetto che non riuscireste a godervi l’intreccio e le incredibili, spettacolari svolte della trama al cento per cento, quanto perché temo che alcuni dei suoi particolari (e ridondanti) costrutti narrativi, uniti all’irritante abitudine di Gladstone a divagare e ponderare e diluire e filosofeggiare fino a farvi venir voglia di lanciare qualcosa contro la parete in preda agli spasmi della frustrazione, possano a lungo andare scoraggiarvi e finire col guastarvi il piacere della lettura.

Ciò premesso, tengo a precisare che ho amato profondamente “Empress of Forever”, a cominciare dalla sua protagonista, l’egocentrica ed eccentrica multimiliardaria lesbica Vivian Lao. Difficilmente mi è capitato di veder affidato il ruolo principale, nel contesto di un romanzo di genere, a un personaggio altrettanto “difettoso”, maniacale, smaliziato e intelligente. Benché ci venga presentata all’inizio come una sorta di “stereotipo” ambulante (Viv è ricca, bellissima, intraprendente, geniale e, in pratica, le basta schioccare le dita affinché una schiera di donne affascinanti e irresistibili cominci a mettersi in coda davanti alla sua porta di casa…), la nostra eroina comincia infatti a manifestare ben presto una serie di tratti anti-sociali abbastanza spiccati e preoccupanti, al confine della megalomania più sfrenata. Quelli che all’inizio ci sembravano pregi, a poco a poco vengono rivelati come difetti ed esaminati al microscopio di una coscienza più sofisticata, nonché passati sotto l’obiettivo di una lente sempre più onesta e spietata.

Eppure sfiderei chiunque a non parteggiare (almeno un pochino) per questa anticonvenzionale e brillante anti-eroina; a non riconoscersi nella sua fallibilità, nella sua vulnerabilità, nella sua persistente e tenace voglia di crescere e migliorare.
Il bello di questo libro, fidatevi di me, è che i colpi di scena e le sorprese sembrano veramente non finire mai; prevedere gli sviluppi della storia si rivela praticamente impossibile, e per di più i personaggi riescono a entrarti nel cuore in maniera veramente inaspettata. 

Gladstone è senz’altro un narratore abilissimo e fuori dagli schemi, insomma; alcune delle sue scelte (soprattutto quelle di ordine più estremo e “sperimentale”) non mi hanno completamente soddisfatto, lo ammetto, ma nel complesso credo che “Empress of Forever” possa essere descritto solo come un romanzo potente, magnetico, catartico e indimenticabile.
Se, come me, amate le sfide e pensate che i libri intricati, spumeggianti e particolari debbano essere il vostro pane quotidiano, non esitate a farci un pensierino: ho come l’impressione che questo libro riuscirà a regalarvi parecchie palpitazioni! :D



 Giudizio personale:  
8.2/10

PS: cliccate qui per leggere la mia recensione di "This is How You Lose the Time War", il nuovo libro di fantascienza di Max Gladstone e Amal El-Mohtar in uscita prossimamente anche in Italia


venerdì 19 ottobre 2018

In uscita: "Un Evento Assolutamente Straordinario", di Hank Green

Il 31 ottobre arriverà nelle librerie italiane la commedia YA in salsa fantascientificaUn Evento Assolutamente Straordinario”, romanzo d’esordio di Hank Green.
Non sono ancora del tutto sicura che questa possa essere “la mia tazza di tè” (per tradurre in modo improprio un classico modo di dire americano che mi piace parecchio…), ma le recensioni straniere hanno un suono incoraggiante, per cui credo proprio che lo terrò d’occhio…



“I Carl sono comparsi all'improvviso. Dal nulla. La ventitreenne April May sta girovagando per le strade di New York alle tre del mattino quando si imbatte in una scultura gigantesca, una specie di Transformer alto più di tre metri con un'armatura da samurai. Affascinata dalla sua bellezza e dall'abilità dell'artista che l'ha concepita, April e il suo amico Andy girano un video che poi lui carica su YouTube. La mattina dopo il filmato è diventato virale e per April inizia una nuova vita. In un attimo la notizia fa il giro del mondo: New York non è un caso isolato; i Carl sono apparsi in decine di città, da Pechino a Buenos Aires, e lei, che è stata la prima a scoprire la loro esistenza, si ritrova tutto a un tratto al centro dell'attenzione mediatica internazionale. Per April è l'occasione di lasciare il proprio segno nel mondo, ma deve anche affrontare le conseguenze che l'improvvisa notorietà ha sulla sua vita privata, sulla sua sicurezza e sulla sua identità. E con gli occhi di tutti puntati su di lei, deve scoprire che cosa siano esattamente quei giganteschi robot, e soprattutto che cosa vogliano dagli esseri umani.”



Un Evento Assolutamente Straordinario” verrà pubblicato dalla filiale italiana della casa editrice Harper Collins, peraltro mantenendo intatta l'immagine di copertina "Tutt'altro-Che-Assolutamente-Straordinaria" dell'edizione originale.
 Il libro, che introduce una probabile duologia, è stato descritto dallo stesso Hank Green come una sorta di punto di incontro fra “Dune” di Frank Herbert e un’ipotetica indagine di Harry Bosch (il detective protagonista dell’omonima serie crime di Micheal Connelly). Una dichiarazione abbastanza eccentrica da catturare la mia curiosità, non c’è dubbio; ma anche abbastanza fumosa e strampalata da far squillare qualche piccolo campanellino d’allarme in fondo alla mia testa…

Il tema del romanzo, ad ogni modo, verterà intorno al concetto di popolarità, intesa come quella smania di fama sempre più “virale” e legata a doppio filo al pazzo mondo dei social network; una brama dissennata (per non dire inquietante) che pare ormai essersi impossessata di una larga fetta della popolazione mondiale – ma che ha preso a diffondersi a macchia d’olio soprattutto fra i giovanissimi.

E… be’, per il momento credo sia tutto. Nonostante i miei dubbi, posso dirmi soddisfatta della notizia: “Un Evento Assolutamente Straordinario” sembrerebbe proprio uno di quei titoli scorrevoli e svagati che non mi sognerei mai di prendere in considerazione per una possibile lettura in lingua originale, ma che probabilmente sceglierò di tenermi da parte per un momento di tipica crisi d' astinenza dalla lettura in italiano…

Vi mando quindi un salutone, e ne approfitto per invitarvi a ri-sintonizzarvi su queste frequenze dopo il fine-settimana: sappiate che è in arrivo la recensione della serie tv più stratosferica, brillante, commovente e paurosa che la sottoscritta abbia avuto modo di vedere da taaaaaanto tempo a questa parte! *____*






mercoledì 8 novembre 2017

Recensione: "Not Your Sidekick", di C.B. Lee


Titolo originale: Not Your Sidekick
Autrice: C.B. Lee
Serie: Sidekick Squad, Vol. 1
Disponibile: in inglese

Puoi comprarlo QUI


Girl Power:


La trama:

“Benvenuti ad Andover… un posto in cui i superpoteri sono cosa di tutti i giorni, ma gli internati possono farsi molto complicati. Provate a chiederlo alla Signorina Nessuno ufficiale del liceo, Jessica Tran. A dispetto del suo lignaggio eroico, Jess è infatti costretta a rassegnarsi a una vita priva di superpoteri, e sta soltanto cercando un modo per rimpolpare le sue probabilità di entrare al college quando si imbatte nell’offerta di uno stage meraviglioso (e per di più pagato!) presso un’importante industria robotica. Se non fosse che (ooops!) il tutto potrebbe essere stato architettato dai due più temibili super-cattivi della città…”



Se dovessi cercare di descrivere il libro di C.B. Lee usando una formula matematica, penso che suonerebbe qualcosa del tipo: “Supergirl + Gli Incredibili + Ratchet and Clank = Not Your Sidekick”.
Se vi piacciono i romanzi colorati, frizzanti, scoppiettanti e colmi di roboanti colpi di scena, potreste senz’altro gradire le vivaci atmosfere futuristiche e la variopinta ambientazione in stile cartone animato di “Not Your Sidekick”.

La trama segue le peripezie di Jessica “Jess” Tran, una diciasettenne di origini vietnamite, figlia di mezzo di una coppia di valorosi supereroi locali; una ragazzina goffa, timida ma volenterosa, piena di voglia di vivere e di aiutare il prossimo. Il problema principale, per Jess, è che le spietate leggi della genetica non si sono esattamente dimostrate dalla sua parte: a quanto pare, infatti, a ereditare la super-forza e la capacità di volare dei genitori è stata solo sua sorella maggiore, già addestrata e pronta a fare il suo trionfale ingresso nella leggendaria Lega degli Eroi, l’associazione di cui fanno parte tutti i principali salvatori in calzamaglia e mantello della nazione…  mentre Jess apprende presto, con suo sommo sgomento, di non possedere la benché minima traccia dei mirabolanti poteri che si aspettava di imparare a padroneggiare una volta cresciuta.

Naturalmente, non tutto il male viene per nuocere: dopo aver accettato un periodo di internato presso una delle più grandi industrie robotiche della città, Jess viene infatti a scoprire alcuni pericolosi segreti relativi ai due famigerati manigoldi conosciuti come Mr e Mrs Mischief, un duo di imprevedibili super-villains noti in tutta la città, finendo ben presto per ritrovarsi coinvolta all’interno di un’avventura che la porterà a combattere in prima linea contro i malvagi, scoprire inquietanti retroscena legati alla Lega degli Eroi, e forse (soltanto forse…) addirittura a conquistare la ragazza dei suoi sogni.

Not Your Sidekick”, come accennavamo, è un libro particolarmente dinamico, ottimista e scorrevole. Personalmente credo si lasci leggere con piacere; la Lee vanta sicuramente un discreto senso del ritmo e una notevole abilità nel creare personaggi gradevoli, eccentrici e pieni di calore. Inoltre, ho sicuramente apprezzato la sua capacità di amalgamare un cast ricco, multietnico e moderno all’interno di un intreccio dall’impostazione fresca, accattivante e piena di sorprese.

Ciò premesso, non ho neanche potuto fare a meno di rilevare, durante la lettura, la compresenza di parecchi dettagli contraddittori relativi all’ambientazione; un tentativo di world building che ho trovato alquanto pasticciato e cervellotico, per non dire inutilmente intricato, considerando poi le tonalità scanzonate e lineari che vanno a caratterizzare tutto il resto del libro.
Anche dal punto di vista dello sviluppo della trama, “Not Your Sidekick” avrebbe sicuramente potuto ambire ad offrire qualcosa di più, secondo me. In più di un’occasione, a mio modo di vedere, l’intreccio elaborato dalla Lee si dimostra infatti scandito da una sorta di squinternata logica infantile che sarebbe stata più appropriata, forse, nell’ambito di un’opera per bambini, piuttosto che di uno YA rivolto a un pubblico di adolescenti.

La squisita dolcezza delle interazioni fra Jess e Abby, d’altro canto, riesce a riscattare quasi completamente la totale aura di prevedibile inevitabilità che la loro coppia si trascina dietro fin da pagina 50 o giù di lì; lo stesso vale per la maggior parte dei siparietti comici di cui riescono a farsi protagonisti, di volta in volta, i vari aiutanti meccanici delle nostre due intrepide eroine, sempre pronti a indurre al sorriso il lettore in virtù della loro ingenuità e del loro assoluto, irresistibile candore.
Ma se c’è una dote di C B Lee che mi sento pronta a elogiare, dopo aver letto questo suo primo libro, è sicuramente il suo inimitabile senso della messa in scena: vale a dire la sua innata capacità di descrivere una sequenza (soprattutto d’azione), in tutte le sue elaborate sfaccettature e conseguenze, e di trascinarti al suo interno come se il frenetico movimento dei personaggi si stesse verificando direttamente davanti ai tuoi occhi…

Giudizio personale: 7.0/10


domenica 15 ottobre 2017

Netflix & Co. – Tutti i film e le serie tv in streaming della mia settimana (Ep. #1)


Un'oziosa e piacevole domenica mattina: l'occasione propizia per aggiornarvi, finalmente, su alcune delle mie ultime visioni casalinghe… Così, tanto per ricordarvi che nessuna settimana degna di essere vissuta, nella vita di una brava nerd, potrebbe mai trascorrere senza un po’ di sano streaming su Netflix, Amazon Prime Video, Sky e affini! XD

Dovete sapere, tanto per cominciare, che la sottoscritta ha pensato bene di abbonarsi a ogni singolo servizio VOD possibile e immaginabile: Sky, Premium, TimVision, Crunchyroll, Prime Video, Netflix… Non sono mai stata molto brava a scegliere, così (giusto per strafare) ho finito con l’optare per la scuderia dei vari servizi a disposizione al gran completo. Alla fine di ogni mese, finisco puntualmente col dover rinunciare a qualche favoloso paio di stivaletti, o magari a un bel vestito che, tanto, non mi ritroverei mai e poi mai a indossare… Sapete che vi dico? Non credo di averlo mai considerato un grandissimo sacrificio! ;D

NB: cliccando sui titoli in grassetto dei vari film o delle diverse serie tv messe in evidenza, verrete rimandati, qualora possibile, alla rispettiva pagina Amazon


Netflix



"Star Trek Discovery": Mai stata una grande fan del brand “Star Trek”, se si eccettua la recente rivisitazione cinematografica firmata J. J Abrams… ma la serie mi è sembrata abbastanza intrigante, almeno fino a qui. Ho visto i primi quattro episodi e sono rimasta molto soddisfatta: la nuovissima space opera di Bryan Fuller vanta un’estetica spettacolare e un gusto per l’innovazione a dir poco stupefacente. A voler essere del tutto sinceri, odio la lingua klingon con tutto il cuore, e mi sento salire un’ondata di bile ogni volta che sento quei “cattivoni” scandire qualche pomposo monologo in quell’accozzaglia di suoni sgraziati e cliccanti. Ma apprezzo lo sforzo di approfondire la caratterizzazione psicologia di alcuni di loro, e di concedere molto più spazio del previsto alla presentazione di un antagonista come Voq…
"Rick and Morty -  Stagione 1": sono al nono episodio, e sempre più innamorata di questa delirante, squinternata e pazzesca rivisitazione in chiave animata di titoli “storici” come “Doctor Who” e “Ritorno al Futuro”. Indicatissima per tutti i fan di “Futurama”, rappresenta la visione ideale per chiunque voglia lasciarsi trascinare in un demenziale e “politicamente scorrettissimo” viaggio attraverso il tempo e le galassie… senza rinunciare a un’abbondante spruzzata di genialità e irriverenza. Brilliant!
"The 100 - Stagione 2": visti i primi tredici episodi… Non so bene cosa pensare: il miglioramento c’è e si vede, ma non mi fido ancora abbastanza degli (incoerenti) sceneggiatori di questa serie da prendere in considerazione l’idea di gridare al miracolo….


Premium Online


"Supergirl - Stagione 2": sono finalmente riuscita a rimettermi in pari con la programmazione italiana, ragazzi! E… be’, che cosa posso dire? Non l’avrei MAI creduto possibile, eppure mi sono definitivamente e perdutamente innamorata di questa sciocca, colorata e super-progressista serie tv targata DC…
"Sing": questa settimana sono riuscita a guardare pochissimi film, ma a “Sing” non potevo assolutamente rinunciare! La risposta della casa di produzione Illumination Entertainment al disneyano “Zootropolis” non si dimostra certo altrettanto indimenticabile, arguta e coinvolgente, intendiamoci… ma si lascia seguire con piacere, potendo per di più contare sull’appoggio di una scoppiettante colonna sonora pop e di alcuni doppiatori d’eccezione (Matthew McConaughey, Reese Witherspoon, la mia adorata Scarlett Johansson, eccetera)
      "Will and Grace – Il Ritorno": varrebbe la pena di seguire questo atteso revival già solo perché c’è Karen, di gran lunga il “pezzo forte” della serie… Senza contare che il finale originale dello show mi era proprio rimasto sullo stomaco: onestamente, una cosa del genere non si poteva proprio accettare… Per fortuna, i produttori hanno deciso di resettare tutto e ripartire da zero….


Amazon Prime Video



"Lore": Visto ieri il primo episodio di questa bizzarra “docu-serie” horror rilasciata su Prime Video: non so ancora bene cosa pensarne, ma certo è che si tratta di uno show bizzarro e assolutamente fuori dal coro, abbastanza “brividoso” e realizzato con cura. Ho adorato, in modo particolare, le sinistre animazioni d’apertura e i riferimenti alle numerose leggende metropolitane alternative che inframmezzano la narrazione della storia...
"American Gods - Stagione 1": non ci credo neanch’io, eppure sono finalmente riuscita a finire di vedere la prima stagione! Non è che non l’abbia trovata interessante, o che non sia rimasta stra-soddisfatta dalla mole di lavoro supplementare che è stato evidentemente concentrata sui personaggi femminili dello show (Laura, Audrey, Media….); in definitiva, però (e proprio come nel caso del libro di Neil Gaiman che ha dato origine alla serie), continuo a trovare irritanti e oltremodo fastidiose le frequenti digressioni presenti all’interno di ciascun episodio…


Tim Vision



"Humans – stagione 1": Ancora un episodio, e avrò ufficialmente completato la prima stagione. Devo ammetterlo: avevo veramente sottovalutato questa ambiziosa e inquietante serie tv sci-fi… Se avete amato “Westworld”, riuscirete quasi sicuramente ad apprezzarla anche voi!


Sky



"The Leftovers- Terza Stagione": visto il primo episodio e (come al solito) non ci ho capito una cippa! L’unica cosa che so è che il semiserio tentativo di suicidio di Kevin mi ha fatto gelare il sangue nelle vene…
"La Famiglia Fang": questo insolito film drammatico, diretto dall’attore Jason Bateman, mi ha commosso in un modo che non mi sarei mai aspettata. Probabilmente solo perché il tema mi sta a cuore in modo particolare, d’accordo… Sono comunque felicissima di averlo visto!
 "Cell": anche noto come “il più orripilante film tratto da Stephen King” che sia mai stato girato… ho dovuto guardarlo in tre tempi, perché, ogni volta che provavo a concentrarmi sulla storia o i personaggi, mi sentivo sfiancare dal sonno….


Blu-Ray


"Scappa - Get Out": Non male, questo bizzarro e adrenalinico thriller diretto da Jordan Peele… Daniel Kaluuya, nei panni dell’ignaro e sprovveduto protagonista, è squisitamente convincente; la trama, tutt’altro che impeccabile, si rivela quantomeno in grado di tenere desta la nostra attenzione dall’inizio alla fine..
"Autopsy": Horror cupo, incalzante e sui generis, che mi ha fatto storcere un po’ il naso soltanto alla fine. Chissà se ci sarà un sequel? Confesso che lo guarderei volentieri…


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