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giovedì 7 aprile 2022

Recensione: "The Justice of Kings", di Richard Swan

L’autore esordiente Richard Swan firma il romanzo fantasy grimdark “The Justice of Kings”, primo volume della trilogia “Empire of the Wolf”.

Un libro dalla trama piuttosto convoluta e interessante, che tuttavia non si rivela minimamente sufficiente a compensare la somma dei suoi (pantagruelici) difetti: uno stile asettico e pasticciato, un world-building inconsistente, personaggi clonati, una narratrice odiosa e un paternalismo di fondo che farebbe cadere le braccia persino a un personaggio maschile inventato da Brandon Sanderson...

 

Empire of the Wolf, Vol. 1

Potete acquistarlo QUI in inglese



La trama

Sir Konrad Vonvalt incarna la Giustizia dell’Imperatore; in qualità di rappresentante della legge, ha sempre potuto contare su una verità inconfutabile: la sua parola è sacra.

L’uomo viaggia attraverso le zone più remote e selvagge dell’Impero, con il compito di assicurarsi che la legge venga rispettata, a qualsiasi costo e, soprattutto, attraverso qualunque mezzo necessario: che si tratti della sua spada, degli arcani segreti tramandati dal suo Ordine, o dalla sua enciclopedica conoscenza dei codici civili e penali che sostengono l’Impero.

Ma poi un passante riviene il corpo di una nobildonna sulla sponda di un fiume, e Vonvalt viene chiamato a investigare.

Per la prima volta dall’inizio del suo incarico, si ritrova quindi ad affrontare un caso complesso e la possibilità di una cospirazione in grado di sfidare apertamente la sua autorità, fino a quel momento considerata inviolabile.

Perché, dietro l’omicidio della donna, potrebbe nascondersi un piano criminale in grado di scatenare un’ondata di violenza senza precedenti attraverso l’Impero...

 

Un giallo dalle sfumature... grimdark?

Spezziamo subito una lancia in favore di “A Justice of Kings”, e diciamo le cose come stanno: i primi capitoli del libro sono molto originali e promettenti, e lasciano sicuramente intravedere del potenziale per molte avventure future.

Il romanzo di Richard Swan, infatti, comincia come una sorta di stuzzicante “giallo” alla Agatha Christie in un contesto fantasy, fra indizi da raccogliere, piste da seguire e testimoni da interrogare.

Una premessa che mi aveva riempito di entusiasmo: nelle giuste circostanze, l’assoluta novità della formula avrebbe potuto addirittura dare i natali al precursore di un sottogenere completamente nuovo, ragazzi!

Un’idea supportata, peraltro, anche dalla peculiare scelta del narratore intrapresa da Swan: in “A Justice of Kings”, infatti, gli eventi vengono narrati in prima persona, ma non dal punto di vista del protagonista... a fornire un resoconto dei fatti provvede, piuttosto, una giovane donna che svolge le funzioni di assistente e collaboratrice personale, un’orfana di guerra chiamata Helena Sedanka.

Se proviamo a pensare a uno dei più famosi esempi di narratore allodiegetico  della storia della narrativa... bè, scommettiamo che “Sherlock e Watson” saranno fra le primissime parole che vi balzeranno in mente?

Purtroppo, tutto l’appeal della premessa tende a sgretolarsi dopo un centinaio di pagine, o giù di lì; vale a dire nel momento preciso in cui Swan decide di fare dietrofront e trasformare il suo romanzo in una fotocopia sbiadita di “The Witcher”.

Una cambio direzione che, secondo me, serve soltanto a scagliare la sua opera nell’abisso della mediocrità.

Tanto più che né i suoi personaggi (piattissimi e irritanti, quanto non apertamente odiosi...); né il world-building darkettone (evidentemente ispirato a videogiochi in stile Skyrim e Dragon Age) riescono a tenere viva l’attenzione del lettore per più di tre o quattro paragrafi di fila.

 

Helena Sedanka e il mondo degli stereotipi di genere

Se qualcuno provasse innestare una parte del patrimonio genetico del dottor House nel corpo di un clone di Geralt di Rivia, probabilmente otterremmo un personaggio molto simile a Vonvalt.

Oddio, in realtà, per portare a casa il risultato, dovremmo prima assicurarci di sottrarre tutto l’acume, l’umanità e il sarcasmo del personaggio interpretato da Hugh Laurie, e sostituirli con un carico di ombrosità, demenza e gigioneria completamente ingiustificati (ecco: mi sa che queste tre qualità, il nostro ipotetico “doppleganger” potrebbe tranquillamente ereditarle dal suo altro “genitore! XD)

Helena, dal canto suo, è un personaggio anche peggiore. Trascorrere del tempo “intrappolati” dentro la sua testa si è rivelato frustrante e, francamente, anche "un tantino” offensivo.

A parte il fatto che “The Justice of Kings” non passerebbe un semplice Test di Bechdel neanche in un milione di anni, il problema è proprio che questa cosiddetta “eroina” di Swan riesce a incarnare ogni singolo stereotipo femminile mai concepito.

Irrazionale, bisbetica, gelosa, isterica, lagnosa... Ed ecco che, guarda caso, i personaggi maschili si trovano continuatamente costretti a stomacare le evidenti lacune di Helena in preda alla virtuosa compostezza e alla granitica condiscendenza di un vero proprio fondatore del patriarcato!

Nel sequel, mi aspetto di imbattermi come minimo in un paio di “simpatiche” battute sul suo ciclo mestruale e sulla sua assoluta incompatibilità di carattere con qualsiasi altra donna mai nata sotto il sole.

Come se non bastasse, Swan insiste ad appiccicare addosso alla sua Helena una storyline romantica melodrammaticissima e sconclusionata, peraltro con un soldatino che è praticamente un manichino, uno scaldaletto senza faccia che il protagonista andrà, senz’ombra di dubbio, a sostituire nel corso dei prossimi volumi.

Anche se Vonvalt è, al tempo stesso, una sorta di figura paterna per Helena; anche se è il suo datore di lavoro, il suo benefattore e, in definitiva, l’unica cosa che la separa da un futuro a base di fame, stenti e violenza.

Mmm...

Non so voi, ma se fossi in Richard Swan, io una quindicina di minuti a studiare il significato, le implicazioni e le conseguenze del movimento #MeToo, magari li dedicherei anche.

Così... a titolo di ricerca “preventiva”, diciamo! XD

 

Stoccata finale

Dal canto suo, la tematica che il romanzo si propone di eviscerare – il rapporto fra Stato e Chiesa; l’immortale contrapposizione fra diritto canonico ed ecclesiastico – mi è sembrata abbastanza solida e interessante.

Il parallelismo fra la storia del mondo fittizio inventato da Swan e quella dell’Impero Romano ha suscitato la mia curiosità; anche se non saprei dirvi fino a che punto, dal momento che anche questo punto di forza viene continuamente messo in ombra da una narrazione acerba e traboccante di infodump, foreshadowing, deus ex machina e chi più ne ha, più ne metta.

In definitiva, la mia opinione generale (non richiesta) tende a vertere su un semplice punto: se Swan intende continuare a lavorare (e, soprattutto, prosperare...) nel campo della fiction, magari farebbe anche bene ad ampliare le sue conoscenze e a imparare a padroneggiare le più basilari tecniche dell’arte della storytelling: show, don’t tell; colpi di scena; tropes; eccetera, eccetera.

E leggere qualche libro fantasy in più, magari.

Perché non dubito che potrebbe trasformarsi in un eccellente scrittore di saggistica, un giorno.

Un brillante autore di testi a sfondo legale, o di qualsiasi altro argomento gli salti in mente di appassionarsi.

Oppure, chissà, potrebbe scrivere un fantastico secondo romanzo... Qualcosa mi dice che lo scopriremo presto! ;D





mercoledì 6 aprile 2022

7 retelling in chiave YA dedicati ad alcuni fra i più famosi villain delle fiabe

Questa settimana è arrivato in libreria “Wicked: Vite e Opere della Perfida Strega dell’Ovest” di Gregory McGuire; il primo volume di una quadrilogia molto amata dal pubblico internazionale, che affronta molte tematiche importanti (razzismo, propaganda, ostracismo sociale...) e che nel 2003 ha ispirato l’acclamato musical vincitore di numerosi premi a Broadway.

Un libro molto “cerebrale” e politicamente impegnato che, se proprio devo essere sincera, non si è rivelato assolutamente nelle mie corde, malgrado l’intrigante premessa e i numerosi sviluppi interessanti.

Ma la verità è che i retelling dedicati ai “cattivi” delle fiabe continuano a riscuotere tutto il mio entusiasmo!

Dai film che la Disney ha deciso di dedicare a Malefica e Crudelia, ad alcuni recenti romanzi in salsa young adult, posso sicuramente affermare di essere una grande fan delle storie narrate dal punto di vista dei villain.

E proprio a loro ho deciso di dedicare, quindi, il post di oggi; una piccola rassegna che include un paio delle mie rivisitazioni preferite, combinate a una serie di titoli che mi ripropongo di recuperare al più presto...

 

Sea Witch

di Sarah Henning

Potete acquistarlo QUI in inglese

Evie è tormentata dai sensi di colpa sin da quando la sua migliore amica, Anna, è annegata.

Così, non appena sugli scogli appare una ragazza che manifesta una sovrannaturale somiglianza con la defunta Anna, Evie decide di diventarle amica, nella segreta speranza di fare ammenda.

E così, mentre le due ragazze iniziano ad attrarre l’occhio – e il cuore – di due affascinanti principi, Evie inizia a convincersi che potrebbe esistere una possibilità di ottenere un lieto fine anche per lei, dopotutto.

Ma la nuova amica di Evie è davvero chi dice di essere?

O in fondo all’oceano si nascondono segreti più oscuri di quanto gli abitanti della terraferma abbiano motivo di sospettare?


Crudelia De Mon: La Mia Vera Storia

di Serena Valentino


Potete acquistarlo QUI in italiano

Crudelia De Mon è uno dei Cattivi Disney, l'antagonista dalla forte personalità. Questo volume rientra nella nuova collana Disney Villains, una linea espressamente dedicata ai "cattivi" dei più famosi film Disney.

Per la prima volta in questo volume, Crudelia De Mon ha la possibilità di prendere la parola, di raccontare il suo punto di vista e di scoprire i lati più nascosti della sua personalità. È la cattiva perfetta: elegante, spiritosa, implacabile.

Dalla sua infanzia agiata alle sue scelte di moda iconiche, a quel famoso incidente d'auto che ha posto fine ai suoi piani malvagi, Crudelia racconta le memorie di una donna condannata, che ha avuto amici e affetti veri e sogni da realizzare.

Dopotutto, le storie non sono sempre e solo bianche o nere...

 

La Casa Che Mi Porta Via

di Sophie Anderson


Potete acquistarlo QUI in italiano

Marinka ha dodici anni e la cosa che vuole di più al mondo è trovare un amico. Un amico vero, in carne e ossa, umano. Ma non è facile farsi degli amici se si è nipoti di Baba Yaga e si vive con lei in una casa con zampe di gallina che si sposta in continuazione.

La nonna di Marinka, infatti, è una Guardiana dei Cancelli che accompagna le persone nell'aldilà e anche lei è destinata a seguire le sue orme.

Ma si deve per forza obbedire al destino che qualcun altro ci ha assegnato? Marinka non sopporta più la solitudine in cui è costretta a vivere e quando conosce una ragazza della sua età, forse l'amica che cercava, rompe tutte le regole.

Non immagina certo le conseguenze...


Malice 

di Heather Walter

Potete acquistarlo QUI in inglese

C'era una volta una strega cattiva che, in un atto di estrema crudeltà, decise di maledire una stirpe di principesse e condannarle a morire. Una maledizione che potrebbe essere spezzata soltanto dal bacio del vero amore.

Avete già sentito questa storia, non è vero? Un affascinante principe. Il lieto fine.

Quante idiozie!

Lasciate che ve lo dica, a Briar quello che accade alle sue principesse non importa a nessuno. Non nel modo in cui alla gente importa dei suoi gioielli, delle feste elaborate e degli elisir che ingolla per preservare la propria bellezza. 

Pensavo che non importasse neanche a me. Finché non incontrato lei.

La Principessa Aurora. L'ultima erede al trono di Briar. Gentile. Meravigliosa. La futura regina di cui il regno ha bisogno. 

Una a cui non interessa se sono Alyce, la Grazia Oscura, la fonte del disprezzo e del terrore di tutti. Il potere che mi scorre nelle vene riempie la gente di spavento, ma Aurora crede che dovrei andare fiera dei miei doni. Lei dice che... che le importa di me. 

Ma fra un anno la maledizione la ucciderà, ponendo fine a qualsiasi speranza per il futuro io abbia mai potuto avere. 

Voglio aiutarla. Se un potere simile al mio ha creato la sua maledizione, allora forse io sarò in grado di spezzarla. Forse, insieme, riusciremo a forgiare un mondo nuovo...

Ah, ancora idiozie!

Perché sappiamo tutti come finisce questa storia, vero? Aurora è la bellissima principessa, e io...

Io sono la strega cattiva.

(Vi ricordo che l'edizione italiana di "Malice" è stata annunciata dalla Oscar Vault alla fine del 2021. La mia recensione, invece,  è disponibile QUI!)


Descendants: L’Isola degli Sperduti

di Melissa de la Cruz


Potete acquistarlo QUI in italiano

Questo libro è il prequel di "Descendants", film prodotto e trasmesso da Disney Channel.

Scritto dall’abile penna di Melissa de la Cruz, già autrice della saga fantasy "Blue Bloods" e di numerosi best sellers quali "Le Streghe di East End", narra della storia dei Cattivi disneyani che furono banditi dal regno di Auradon e confinati sull’Isola degli Sperduti, un luogo buio e tetro protetto da un incantesimo che impedisce loro di scappare.

Spogliati dei loro poteri magici, ora vivono in totale isolamento, dimenticati dal mondo. Sull’Isola degli Sperduti, anno dopo anno, nascono i loro figli, i discendenti, e con loro le prime amicizie e rivalità.

Potranno i figli dei Cattivi crescere diversi dai loro genitori?

 

Heartless

di Marissa Meyer

Potete acquistarlo QUI in inglese

Catherine potrà anche essere una delle ragazze più desiderate di Wonderland, e una favorita del Re di Cuori, ma i suoi interessi dimorano altrove.

La ragazza è una pasticcera talentuosa, e tutto quello che desidera è aprire una bottega insieme alla sua migliore amica.

Ma, secondo sua madre, questo è un obiettivo ridicolo per una persona che potrebbe essere destinata a diventare la prossima regina.

Poi, Cath incontra Jest, l’affascinante e misterioso giullare di corte. Per la prima volta, avverte la scintilla di una vera attrazione.

A rischio di offendere il re e scatenare le ire dei genitori, la ragazza e Jest iniziano a corteggiarsi. Cath è determinata a forgiare il proprio destino, e a innamorarsi seguendo i propri principi.

Ma in una terra in cui abbondano magia, pazzia e mostri, il fato ha in serbo altri piani.

 

Troll's-Eye View

Raccolta di Racconti di Autori Vari


Potete acquistarlo QUI in inglese

Tutti pensano di conoscere la verità che si nasconde dietro i cattivi delle fiabe

Eppure, quei personaggi malvagi potrebbero pensarla in maniera molto diversa.

In questa raccolta, ascolterete la storia della Moglie del Gigante, di Tremotino, della maggiore delle Dodici Principesse Danzanti, e di moltissimi altri villains.

Neil Gaiman, Garth Nix, Jane Yolen, Holly Black e tantissimi altri: uno stellare schieramento di autori, pronto ad assicurarsi che queste vecchie storie riescano a compiere trucchi nuovi...

(La mia recensione è disponibile QUI).


 

lunedì 4 aprile 2022

Recensione: "Delilah Green doesn't care", di Ashley Herring Blake

Per riprenderci dalle fatiche del lunedì, lasciamo che sia la recensione della deliziosa rom-com saffica “Delilah Green doesn’t care” a inaugurare la nostra settimana!

Una commedia romantica effervescente, spassosa e all’insegna dell’ottimismo più sfrenato, firmata da Ashley Herring Blake, già autrice dei romanzi YA “Girl Made of Stars” e “Hazel Bly and the Deep Blue Sea”...

 


Bright Falls, Vol. 1

Potete acquistarlo QUI in inglese

 

La trama

Delilah Green ha giurato a se stessa che non sarebbe più tornata a Bright Falls.

Dopotutto, lì non c’è più niente per lei; nulla, a parte i ricordi di un’infanzia trascorsa all’insegna della solitudine e dell’indifferenza, e di una matrigna e di una sorellastra che, a suo avviso, hanno sempre fatto del loro meglio per respingerla e tagliarla fuori.

La vita di Delilah è a New York, adesso, e passa attraverso la sua carriera di fotografa (finalmente avviata incontro a una direzione promettente...), oltre a includere un letto a due piazze che non è costretta a occupare da sola neanche per una notte.

Certo, si tratta di una donna diversa ogni volta, ma questo, in fondo, si intona benissimo alla sua visione della vita: nessuna relazione, nessuna responsabilità, nessuna possibilità di ritrovarsi con un cuore spezzato.

Ma poi Astrid, la sorellastra in questione, la “incoraggia” caldamente ad accettare un lavoro: occuparsi delle fotografie nel corso del suo imminente matrimonio con un medico facoltoso.

Delilah vorrebbe rifiutare, ma fra la necessità di incassare un sostanzioso assegno e una vagonata di sensi di colpa, la frittata è fatta: contro ogni buon senso, eccola di nuovo nella sua vecchia cittadina dimenticata da dio, quella che un tempo era solita chiamare “casa”.

La stessa sera, succede qualcosa di molto strano: Delilah si imbatte in Claire Sutherland, una delle migliori amiche di sua sorella. Claire, che ai tempi del liceo faceva parte della “cricca” di mean girls da cui Delilah ha sempre cercato di tenersi lontano... e che, adesso, sta facendo del suo meglio per allevare una figlia da sola, mentre affronta i capricci di un ex inaffidabile e cerca di tenere a galla una piccola libreria.

Claire e Delilah si conoscono da anni, e fra loro non è mai corso buon sangue, per cui non è assolutamente possibile che fra di loro scatti improvvisamente qualcosa... O sì?

Mentre formano un’alleanza per impedire ad Astrid di compiere il più grosso errore della sua vita – sposare un arrogante buono a nulla – Delilah e Claire si ritroveranno a fare con i reciproci difetti, un’attrazione insopprimibile, e... parecchie scintille!

 

Un pizzico di felicità

Ogni tanto, ho bisogno anch’io di affidarmi alle pagine di un confortevole ed elettrizzante “feel-good book”; qualcosa in grado di trasportarmi a duecentomila anni luce di distanza dalla mia vita quotidiana e da qualsivoglia tematica scottante, il porto sicuro in cui fermarmi a riprendere il fiato e a recuperare le forze .

Delilah Green doesn’t care” ha rappresentato esattamente questo per me, e non mi imbarazza minimamente affermare che ne ho amato OGNI. SINGOLO.CAPITOLO.

Siamo ancora all’inizio dell’anno, per cui non voglio sbilanciarmi, ma sospetto già che quella di Ashley Herring Blake sarà la mia commedia preferita del 2022; un po’ come accadde con “One Last Stop” per il 2021, insomma.

Il romanzo offre, sopra ogni cosa, la cronaca di una storia d’amore contemporanea, briosa e travolgente; un canovaccio basato su uno dei più classici cliché del genere (quello degli opposti che si attraggono), fortunatamente privo di risvolti eccessivamente drammatici o “angoscianti”.

Claire e Delilah sono protagoniste divertenti, sexy e ricchissime di difetti; l’alchimia fra di loro non può essere messa in discussione neanche per un secondo e, anzi, sfido qualsiasi lettore/lettrice a negare l’assurdo carico di energia “ormonale” che caratterizza ogni loro interazione.

Voglio dire, una super-mamma nerd dall’indole dolcissima e dal piglio battagliero, e una bad girl dalla battuta pronta e il look alla Faith Lehane/Wynonna Earp?

E come si fa, a non fare il tifo per una ship così? XD


La chiave del successo

Ho sempre pensato che il segreto del successo, per una commedia romantica che si rispetti, risieda almeno al 50% nella qualità dei suoi dialoghi e nella natura accattivante dei suoi personaggi secondari.

In “Delilah Green doesn’t care”, ad esempio, mi sono imbattuta in quel particolare tipo di comprimario che ti spinge a tuffarti fra le pagine come fra le braccia spalancate di un vecchio amico.

I dialoghi, dal canto loro, sono irresistibili, e l’atmosfera “confortevole” mi ha fatto immediatamente fatto pensare a una certa serie tv di Amy Sherman-Palladino. Dopotutto, non è difficile vedere Bright Falls come una sorta di Stars Hollow in versione 2022; se vi è mai capitato di vedere anche un solo episodio di “Una mamma per amica”, sospetto che capirete immediatamente di cosa sto parlando.

Al di là del romance, comunque, la cosa che ho amato di più è stata sicuramente la sottotrama dedicata all’esplorazione del delicato rapporto fra Delilah e Astrid; una relazione difficile, commovente e quasi dolorosa che, con un pizzico di fortuna, Ashley Herring Blake tornerà a esplorare nel corso di “Astrid Parker doesn’t fail”, il secondo volume della serie!

 



venerdì 1 aprile 2022

"Hell Bent": Leigh Bardugo svela copertina, trama e data d'uscita del sequel de "La Nona Casa"

Il sequel de “La Nona Casa” si chiamerà “Hell Bent”, e uscirà (in inglese) il 9 gennaio 2023!

Leigh Bardugo ci ha finalmente svelato la buona notizia e, personalmente, non vedo l’ora di mettere le mani sulla seconda avventura di Alex Stern, alias una delle (anti-)eroine più complesse, intriganti e morbosamente tormentate che il panorama della narrativa (dark) fantasy abbia attualmente da offrire! *___*

 

La Nona Casa, Vol. 2

Potete acquistarlo QUI in inglese


Hell Bent”: la trama

Galaxy “Alex” Stern è determinata a tirare fuori Darlington dall’inferno – perfino se questo dovesse costarle la possibilità di continuare ad avere un futuro presso Casa Lethe, e a Yale in generale.

Ma Alex sta giocando con forze estremamente al di là del suo controllo e, non appena alcuni membri della sua facoltà cominciano a morire, capisce subito che non si tratta di incidenti o episodi isolati.

Qualcosa di mortale è di nuovo all’opera a New Haven e, se Alex intende sopravvivere, dovrà confrontarsi con i mostri del suo passato e con un’oscurità che sembra dimorare nelle mura stesse dell’università.

 

Il sequel più atteso

La Nona Casa” è stato senz’altro uno dei migliori libri fantasy del 2019.

Un urban fantasy/dark academia anticonvenzionale e irresistibile, dai toni estremamente cupi e maturi. 

Un deciso “cambio di direzione” per la reginetta del fantasy in chiave pop/YA Leigh Bardugo; una prova che, peraltro, il pubblico ha peraltro di ricompensare con uno straordinario successo commerciale.

Il finale del primo libro, in realtà, ci aveva lasciati un po’ in sospeso, soprattutto per quanto riguarda le sorti di un certo personaggio.

Da questo punto di vista, la scelta del titolo di questo secondo volume si rivela emblematica, dal momento che basta e avanza a confermare un paio di sospetti.

In realtà, in un primo momento Leigh Bardugo aveva pensato di chiamare il sequel “Gentleman Demon”. Solo che, a storia ultimata, l’autrice si è resa conto che «il libro aveva finito per trasformarsi in una creatura molto meno civilizzata di così.»

Sempre citando il testo di uno dei post pubblicati sui suoi account social nel corso delle ultime ore:

«Perciò, che cosa possiamo aspettarci da “Hell Bent”?

Lingue morte, gente morta, magia nera, grandi risentimenti, cattivi comportamenti, lussuria, amore, demoni letterali e figurativi... nonché un pizzico di architettura di qualità.»

Ora... non so, di preciso, quale effetto riescano a esercitare su di voi queste parole.

Ma per quanto mi riguarda?

Hell Bent” è già schizzato in cima alla mia lista dei libri più attesi del 2023!

 

La Nona Casa”: la serie tv

Amazon Prime Video ha annunciato di aver acquistato i diritti per l’adattamento televisivo della saga di Alex Stern due giorni dopo il debutto del primo volume in libreria, e il progetto dovrebbe essere tuttora in fase di lavorazione.

Se ne sta occupando la stessa Bardugo, nelle doppia veste di produttrice esecutiva e sceneggiatrice.

Il “carnet” di impegni dell’autrice, negli ultimi anni, è sempre stato abbastanza febbrile (il Grishaverse si è trasformato in un progetto multimediale dal respiro particolarmente ambizioso...), per cui è sicuramente vero che la serie tv si sta facendo “un pochino” desiderare.

Ma, con un pizzico di fortuna, l’autrice ci comunicherà presto altri aggiornamenti... auspicabilmente, anche in relazione alla scelta del cast (non vedo l’ora di scoprire chi interpreterà Alex! <3) e alla possibile data di uscita.

Nel frattempo, Prime Video continua a manifestare il suo grande interesse nei confronti del fantasy dalle tinte più oscure: oltre allo show basato su “La Nona Casa”, infatti, il colosso dello streaming dovrebbe produrre presto anche l’adattamento del sensazionale successo virale “The Atlas Six” di Olivie Blake.




martedì 29 marzo 2022

“A Magic Steeped in Poison”: il libro fantasy YA di Judy I. Lin arriva in Italia nel 2023

Tramite i suoi canali social, Oscar Vault ha fatto sapere ai suoi lettori che “A Magic Steeped in Poison” e il suo sequel,“A Venom Dark and Sweet”, arriveranno in Italia nel corso del 2023!

Questi due YA, firmati dalla scrittrice taiwanese-canadese Judy I. Lin, compongono la duologia “Book of Tea”.

Joan He, autrice de “La Stirpe della Gru”, ha descritto “A Magic Steeped in Poison” in questo modo: «Scritto magnificante, il libro riuscirà sicuramente a stregare tanto gli appassionati di fantasy, quanto gli aficionados di Cdrama...»

Non siete un po’ curiosi? :)

 


Potete acquistarlo QUI in inglese


La trama

«Un tempo, guardavo le mie mani con orgoglio. Adesso, tutto quello che riesco a pensare è, “Queste sono le stesse mani che hanno seppellito mia madre”.»

Per Ning, c’è soltanto una cosa che fa più male della perdita di sua madre: sapere che quella morte è avvenuta per colpa sua.

È stata lei, infatti, a distillare inconsapevolmente il potente tè avvelenato che l’ha uccisa... un tè avvelenato che, adesso, minaccia di portarsi via anche sua sorella, Shu.

Non appena Ning scopre che sta per tenersi una competizione destinata a scovare il più grande shennong-shi del regno (vale a dire, un maestro nell’antica e magica arte della preparazione del tè), la ragazza decide di partecipare e viaggia fino alla città imperiale.

Il vincitore, infatti, riceverà un favore dalla principessa, e questa potrebbe essere l’unica occasione, per Ning, di salvare la sorella in pericolo.

Ma fra rivali pronti ad accoltellarla alle spalle, sanguinose macchinazioni di corte, e un misterioso (e affascinante) ragazzo che nasconde un segreto scioccante, in realtà potrebbe essere proprio Ning a correre il pericolo più grande di tutti!

 

Storia di una ribellione

Wow... a quanto pare, per i fan dei fantasy ispirati alla mitologia e al folclore cinese, “A Magic Steeped in Poison” e“A Venom Dark and Sweet” saranno praticamente una lettura “obbligata”!

In realtà, intorno a questi due titoli ha sempre ruotato una grande curiosità. Parte di questa fascinazione va senz’altro attribuito alle splendide copertine che corredano i due romanzi di Judy I. Lin. 

Le illustrazioni, realizzate dalla fenomenale artista Sija Hong, riescono a incendiare l’immaginazione del lettore in un microsecondo.

Per citare le parole della stessa Lin: «L’arte di Sija Hong è spettacolare ed è riuscita a strapparmi il fiato fin dalla prima volta in cui ho visto la copertina di “A Magic Steeped in Poison”. 

Ci sono così tanti elementi che è riuscita a catturare: i gigli acquatici e i fiori di loto, le carpe e i serpenti, e poi la mia protagonista, Ning, che occupa la posizione centrale. Che tiene in mano una tazza di tè, brandendo la sua magia.

Spaventata, ma pronta a ribellarsi. E a ricordarmi la stessa paura che sentivo io, mentre scrivevo la sua storia. La paura che avrei sbagliato tutto, che non sarebbe stata una storia abbastanza buona, che io non sarei stata brava abbastanza.

Eppure, eccola qui.»

Oltre che in Canada e in Italia, la saga "Book of Tea" debutterà presto anche negli USA e in Gran Bretagna. 

Congratulazioni, Judy! ;)


 

lunedì 28 marzo 2022

Recensione: "Dead Silence", di S. A. Barnes

Dead Silence” è un elettrizzante libro horror/sci-fi di S.A. Barnes, ambientato nello spazio profondo e ispirato ad alcuni fra i più grandi classici della narrativa e del mondo del cinema: “Shining”, “Titanic”, “Alien”, “Gravity”...

Un survival horror che è praticamente un blockbuster, e che, tuttavia, riesce a elevarsi al di sopra della stragrande maggioranza di titoli affini grazie all’impeccabile uso del suo narratore inaffidabile, alla sua inquietante atmosfera claustrofobica e allo sviluppo di una trama talmente incalzante e coinvolgente da rischiare seriamente di creare dipendenza!


Potete acquistarlo QUI in inglese


La trama

Claire Kovalik è a un passo dal ritrovarsi senza lavoro. La sua figura professionale, ormai, è diventata obsoleta: ben presto, la sua squadra di “riparatori” spaziali verrà sostituita da un sistema automatizzato, e a lei non resterà altro da fare se non tornare sulla Terra e rassegnarsi a un impiego d’ufficio dietro una comoda scrivania.

Ma, nel bel mezzo della sua ultima missione fra le stelle, la squadra di Claire intercetta un segnale di soccorso proveniente da una nave sconosciuta.

Claire, che non ha più nulla da perdere (e nessun desiderio di rimettere piede sulla Terra), decide di investigare.

Il team fa quindi una scoperta scioccante, e si imbatte nell’Aurora, una famosa nave spaziale da crociera scomparsa, nel pieno del suo viaggio inaugurale, insieme al suo carico di personalità di spicco, membri dell’alta società e piccole celebrità del mondo dello spettacolo.

Un incidente avvenuto vent’anni prima, e di cui mai nessuno era riuscito a svelare il mistero.

Poiché nello spazio vige una regola su tutte – “chi lo trova, se lo tiene” – Claire e il resto della squadra decidono di sbarcare sul ponte della Aurora e procurarsi le prove necessarie a rendere legale e vincolante il loro ritrovamento.

Ma basta un’occhiata per rendersi conto che, a bordo dell’Aurora, c’è qualcosa che non quadra.

Sussurri nell’oscurità. Ombre in movimento. Messaggi inquietanti scribacchiati con il sangue.

Claire dovrà lottare con le unghie e con i denti per rimanere aggrappata alla propria sanità mentale, ma anche per scoprire cos’è veramente accaduto a bordo dell’Aurora... prima che il suo equipaggio vada incontro allo stesso destino.

 

“Dead Silence”: la recensione

L’immagine che apre il romanzo di S. A. Barnes è talmente primordiale ed espressiva da rendere immediatamente chiaro quale sarà il tema della narrazione: un’istantanea della sua protagonista, Claire, sospesa nello spazio. Un cavo sottilissimo costituisce il suo unico legame con la sua nave e, soprattutto, con le persone che la aspettano a bordo.

Claire tiene molto al suo equipaggio. Li considera quasi una famiglia; l’unica che le sia rimasta, dopo che un’esperienza traumatica della sua infanzia le ha portato via tutto il resto... anche se lei dubita seriamente che i suoi colleghi siano disposti a vederla allo stesso modo.

Ma, ormai, Claire sta per perdere il lavoro, insieme a ogni speranza di continuare a fare quello che ha sempre desiderato, o di vivere come ha sempre sognato. Così, a poco a poco, il suo collegamento con la realtà, comincia a farsi più fragile e intermittente; ed ecco che la mano della donna comincia a spostarsi -  dapprima timidamente, poi sempre con maggior convinzione - verso il cavo che le impedisce di perdersi definitivamente fra le stelle.

Sganciarlo potrebbe rappresentare un piccolo passo per l’umanità, un grande passo per il suo sogno inconfessabile di rinunciare a tutto e lasciarsi scivolare via nell’oscurità una volta per tutte...

Dead Silence” comincia così, all’insegna dell’eterna dicotomia fra l’istinto di sopravvivenza e il desiderio di morte; fra la voglia di lottare e la tentazione di piegare le ginocchia e rimanere a terra.

Un’immagine vividissima, viscerale e universale, che mi ha scaraventato al centro della narrazione con la forza di un motore propulsore, incoraggiandomi a divorare i capitoli del romanzo uno dopo l’altro...

 

In the dark...

Ma sia messo agli atti il fatto che “Dead Silence” si propone di essere, sopra ogni altra cosa, un romanzo deliziosamente terrificante; la storia di una nave spaziale infestata che galleggia a centinaia di milioni di anni luce da tutto ciò che la nostra specie conosce, di cui ha bisogno per sopravvivere e prosperare.

Nel corso del suo romanzo, S. A. Barnes riesce a regalarci parecchi jump scares, quasi tutti efficaci, e lo fa con la grazia consumata di un’autentica maestra del brivido.

Dopotutto, durante la lettura, la suspense comincia ad avvolgersi intorno al petto del lettore come una specie di coperta bagnata; e quel senso di ansiosa aspettativa, di febbrile anticipazione, non fa altro che crescere esponenzialmente con lo scorrere dei capitoli – e, chiaramente, delle scioccanti rivelazioni che attendono l’equipaggio a bordo dell’Aurora.

Claire, dal canto suo, incarna una protagonista al tempo stesso forte e vulnerabile. I suoi punti di debolezza controbilanciano perfettamente le sue qualità, per cui il lettore viene scaraventato in un vortice di dubbio costante: riuscirà la donna a superare le mille (e agghiaccianti) prove che la aspettano fra i tetri corridoi dell’Aurora? Oppure soccomberà alle sue paure, lasciandosi definitivamente consumare dai suoi demoni?

Il suo conflitto interiore è talmente realistico, talmente convincente, da evocare in chi legge uno stato di imprevedibilità assolutamente magnetico.

Per scoprire il finale, puoi soltanto continuare a leggere fino a perdere ogni cognizione del tempo, e rassegnarti all’idea di trascorrere una paio di notti insonni.

Ma ne vale la pena...

Insomma, se vi piace il genere, se pensate che film come “Sunshine” e “Prometheus” siano fin troppo sottovalutati, provate a leggere “Dead Silence”: vi lascerà senza fiato! ;D



sabato 26 marzo 2022

“Youngblood”: Mondadori porterà in Italia il romanzo horror/queer di Sasha Laurens

Youngblood” non è ancora uscito negli USA (anche se, ormai, manca poco...), eppure l’autrice Sasha Laurens,  tramite i suoi accont social, ci ha già comunicato una notizia fantastica: il suo nuovissimo libro YA, a metà strada fra dark academia e commedia nera, arriverà prossimamente anche sugli scaffali delle librerie italiane!

La traduzione avverrà a opera della Mondadori...

  

Potete acquistarlo QUI in inglese

 

Youngblood”: la trama

Per Kat Finn e sua madre, non è facile vivere in mezzo agli umani.

Dal momento che la maggio parte dell’umanità è stata infettata da un virus letale per i succhiasangue, per sopravvivere le due donne sono costrette a bere Hema, un sostituto sintetico del sangue estremamente costoso; lo stesso, ovviamente, vale ormai per tutti i vampiri.

Kat non è esattamente entusiasta all’idea di trascorrere una vita immortale di stenti e fatica; ma non appena apprende di essere appena stata ammessa presso la Harcote School, una prestigiosa scuola preparatoria che, in segreto, accoglie solo vampiri, comincia a pensare che la sua fortuna stia finalmente per cambiare.

Taylor Sanger, dal canto suo, è cresciuta nel mondo dell’abbiente alta società vampira, ma sta cominciando seriamente a stancarsi dei suoi valori arretrati, terribilmente conservatori – soprattutto nel campo della sessualità, dal momento che Taylor è una lesbica dichiarata, soddisfatta e orgogliosa.

Ormai deve stringere i denti e sopportare soltanto un altro paio d’anni alla Harcote, prima di conquistarsi l’agognata libertà. Ma quando scopre che la sua nuova compagna di stanza è Kat Finn, rimane orripilata: perché Taylor e Finn erano le migliori amiche del mondo, tanto tempo fa, ma quella storia non è affatto finita bene!

E poi, Taylor si imbatte nel corpo morto di un vampiro, e Kat fa una scoperta scioccante negli archivi della scuola...

A poco a poco, le due iniziano a realizzare che i segreti della Harcote potrebbero essere assai più oscuri del previsto – segreti peraltro collegati alle più potenti figure del Vampirdom, e a quello stesso sangue sintetico su cui tutti loro, ormai, sono costretti a fare affidamento.

 

Sasha Laurens

Youngblood” è il secondo romanzo di Sasha Laurens.

L’uscita americana è prevista per luglio 2022; se tanto mi dà tanto, probabilmente occorrerà aspettare almeno fino al 2023 per mettere le mani sull’edizione italiana, ma intanto sappiamo già che uscirà, fra l’altro per opera della più influente e affermata casa editrice del nostro Paese.

Oltre che per l’Italia, nel frattempo i diritti di traduzione sono già stati acquistati anche per la Francia, il Brasile, l’Ungheria e una manciata di altre nazioni.

La campagna promozionale descrive “Youngblood” come la lettura ideale per gli amanti della serie “Vampire Diaries” e del sottogenere dark academia, e ogni singolo elemento citato all'interno della sua trama sembra confermarlo.

In realtà, anche se la maggior parte di voi (probabilmente) non avrà la più pallida idea di cosa io stia parlando XD, mi è sembrato di scorgere fra le righe anche un velato (deliberato?) riferimento alla webserie canadese che, fra il 2014 e il 2016, ha fatto impazzire le giovani spettatrici lesbiche di tutto il mondo: vale a dire, l’inimitabile “Carmilla”.

Ma, in realtà, al momento tutto quello che mi aspetto – e prego! - di ottenere leggendo “Youngblood”, è la possibilità di trascorrere qualche ora spensierata in compagnia di un libro divertente, ironico e leggero.

Ci riuscirò?

A quanto pare, dovremo aspettare l’estate per scoprirlo! ;D

 

 



giovedì 24 marzo 2022

"Gallant": la recensione, la trama e la data d'uscita italiana del libro fantasy di V. E. Schwab

Gallant” è il libro fantasy/horror YA che V. E. Schwab ha deciso di scrivere a dimostrazione del suo eterno amore per alcuni fra i più grandi classici moderni del genere: “Coraline”, “Labyrinth”, “La Sposa Cadavere”, “La Forma dell’Acqua”...

Una lettura piacevolissima e avvincente, che consiglierei senz’altro a tutti i fan della narrativa gotica per ragazzi; un titolo che, grazie all’estro creativo e all’impressionante padronanza stilistica dimostrati dalla sua autrice, riesce facilmente a compensare le carenze di originalità insite nella sua trama!

 


Potete acquistarlo QUI in inglese

 

La trama

Alla quattordicenne Olivia Prior mancano tre cose: una madre, un padre, e una voce per potersi esprimere.

Sua madre l’ha abbandonata quando era ancora troppo giovane per formarsi un’opinione in proposito; suo padre, invece, non l’ha mai conosciuto.

Crescere in un orfanotrofio non è facile per nessuno; quando non riesci a parlare, e le tue compagne continuano a etichettarti come la svitata della scuola, l’esperienza si trasforma rapidamente in un vero e proprio incubo.

E non è che le prospettive per la vita dopo l’istituto si prospettino particolarmente rosee... anzi!

Almeno, fino a quando Olivia non riceve una lettera da un uomo che dichiara di essere suo zio; un perfetto sconosciuto che, tuttavia, la invita a raggiungerlo presso la sua dimora atavica, un luogo chiamato Gallant.

Olivia accetta l’invito con entusiasmo. Ma, non appena arriva a destinazione, scopre che suo zio è morto e che la lettera che l’ha chiamata a casa non è stata spedita da lui.

La magione è deserta, fatta eccezione per la servitù e per un cugino scorbutico che, chiaramente, non la vuole lì e non vede l’ora di sbarazzarsi di lei.

A Olivia viene comunque permesso di restare, almeno per un po’; ma solo a patto che accetti di seguire due regole: non uscire mai di casa dopo il tramonto, e stare sempre alla larga dal lato destro di un muro di pietra sbreccata che corre attorno al perimetro occidentale della proprietà.

Perché, dall’altra parte del confine, si nasconde un luogo magico e pericoloso; uno da cui molti Prior prima di lei non sono più tornati, e la cui imprevedibile malia continua a cantare attraverso il sangue che scorre nelle vene di Olivia...

 

Danzando con le ombre: la recensione di "Gallant"

Come alcuni di voi ricorderanno (e pur avendone apprezzato senz’altro una serie di aspetti), non avevo amato alla follia “La Vita Invisibile di Addie LaRue”, il precedente romanzo fantasy firmato da Victoria Schwab.

Eppure, per qualche motivo, continuo a sentirmi inesplicabilmente attratta dai libri di questa autrice... probabilmente perché ammiro immensamente la sua abilità linguistica, le sue atmosfere struggenti e la sua capacità di instaurare con il lettore un rapporto di complicità e rispetto a dir poco impareggiabile.

Da questo punto di vista, “Gallant” mi ha offerto addirittura più di quanto sperassi: il taglio cinematografico di molte scene, la suggestiva ambientazione gotica, il sempreverde tema della famiglia persa (e poi, forse, ritrovata)...

Ogni singolo elemento del libro permette al lettore di immergersi completamente all’interno della narrazione, di “riconoscere” istintivamente le familiari atmosfere in stile “Il Giardino Segreto” e lasciarsi trascinare in una darkeggiante vicenda dall’inconfondibile sapore burtoniano.

Sequenze ammalianti e sottilmente inquietanti come quella del ballo delle ombre, o l’inseguimento dei tre cavalieri d’osso ai danni della povera Olivia, per me possono essere descritte in un modo soltanto: iconiche!

Se siete rimasti deliziati da libri come “La Gita del Terrore” di Katherine Arden, o da uno qualsiasi fra quelli elencati in questa esaustiva lista di romanzi dark fantasy, le probabilità che “Gallant” riesca a conquistarvi sono praticamente stellari.

Fate attenzione, però: il target di riferimento coinvolge una fascia di lettori particolarmente "verde"... Più che di “giovani adulti”, sarebbe forse il caso di parlare di adolescenti e pre-teens dai 12 anni in su!

 

Is that you, Lila?

Fra l’altro, quest’ultima precisazione ci offre l’opportunità di soffermarci a spendere due parole a proposito delle numerose ingenuità strutturali del romanzo.

La trama di “Gallant” risulta piacevole, coinvolgente e decisamente adatta a una trasposizione in formato animato; ma di certo non offre un granché dal punto di vista dei colpi di scena, della caratterizzazione dei personaggi o dell’inclusività.

Un lettore un po’ più “grandicello” e smaliziato potrebbe fare fatica a riconoscersi nelle tribolate traversie della protagonista e dei suoi anticonvenzionali genitori; tanto più che Olivia rappresenta l’archetipo in miniatura di qualsiasi personaggio femminile incontrato finora fra le pagine di un romanzo di Victoria Schwab: ribelle per natura, coraggiosa e intensa per volontà della sua creatrice... e un po’ insolente e petulante per scelta personale, a quanto pare (Lila Bard-style! XD).

In ogni caso - devo ammetterlo - mi sono ritrovata ad apprezzare moltissimo la descrizione del rapporto che si viene a creare fra Olivia e il mondo dell’arte, nonché la grande attenzione posta sul tema della comunicazione in ogni sua forma: che sia poetica, musicale, figurativa, o espressa meditante il linguaggio dei segni...

 

Combattere la Morte: una strana forma di eroismo

Ma il difetto principale di “Gallant”, secondo me, ha più che altro a che fare con il suo villain. Che in pratica è:

a) uno spauracchio assurdo, e una copia-carbone di quello che imperversava per le strade di Londra in “A Darker Shade of Magic”;

b) la classica incarnazione di ogni ansia, paura e fobia esistenziale mai decantata all’interno della bibliografia di Victoria Schwab.

In pratica, il terrore della morte, come già (abbondantemente) trattato all’interno de “La Vita Invisibile di Addie LaRue”, è tutto ciò che permette a questo terribile “mostro” fagocita-vita di prendere i natali.

Ma, anche stavolta, è possibile riscontrare (secondo me) un’eccesiva tendenza alla semplificazione nel modo in cui questo tema viene affrontato: vale a dire, come se la Morte stessa fosse un nemico, un anatema che la volitiva e determinata eroina a un certo punto viene chiamata a sconfiggere, in nome del bene collettivo dell’umanità.

Che è un dualismo un po’ insensato, a guardare bene in fondo al bicchiere. E che mi fa sempre tornare in mente una citazione tratta da “Harrow the Ninth”: «Ma guarda che la morte, Harrow, non è mica un fallimento.»

Ma vabbè, come al solito, ecco che sto divagando...

Il succo della recensione è: se amate il genere, leggete “Gallant”, perché ne vale la pena.

La verità è che Victoria Schwab diventa sempre più brava, a prescindere dal vostro/mio personale livello di compatibilità con i suoi personaggi e le sue trame.

 

“Gallant”: quando esce in Italia?

Sul profilo Instagram ufficiale della Oscar Vault, si ipotizza una data d’uscita italiana prevista per l’estate 2022.

Come sempre, vi farò sapere non appena saranno diffusi ulteriori aggiornamenti! ^^

 


martedì 22 marzo 2022

5 retelling di "Dracula" in cui i personaggi secondari diventano protagonisti

Oggi è arrivato in libreria “Le Ragazze Immortali” di Kiran Milwood Hargrave; un romanzo fantasy YA che si propone di narrare una versione alternativa della storia delle tre affamate e seducenti spose di Dracula.

Se seguite il blog da un po’, probabilmente sapete già che non ho amato Le Ragazze Immortali” in modo particolare (in caso contrario, potete sempre rinfrescarvi la memoria dando un’occhiata alla mia recensione).

Ma l’idea di un retelling ispirato al “Dracula” di Bram Stoker continua a incuriosirmi, soprattutto i numerosi titoli incentrati sulle gesta di questo o quell’altro personaggio secondario presentato fra le pagine del noto capolavoro della letteratura gotica mondiale.

Ed ecco perché ho deciso di dedicare il post di oggi ai 5 retelling di “Dracula che mi piacerebbe leggere in un prossimo futuro!

Come noterete, ciascun titolo va a selezionare un personaggio del romanzo originale –  che si tratti di un vampiro, di un umano o di un cacciatore di mostri a metà strada fra i due estremi - e lo pone al centro di un’avventura tutta sua! :D

 

Neither Hyde Nor Hair 


di HP Mallory e  J R Rain

“Potreste ricordarvi di me: sono stata una delle prime anime sfortunate prese di mira da Dracula.

Bè, il conte potrà anche pensare di avermi trasformata, ma in realtà sono stata salvata dalla magia. Tutto grazie a un elisir creato da una potente strega, Lissa Ravenwood, che mi ha permesso di restare perlopiù umana... a patto di continuare a prendere il mio elisir ogni tre giorni.

Ma il vampiro dentro di me è sempre lì, nascosto in sottofondo, pronto a trasformarmi in una creatura che detesto. Il conte, Vlad, desidera esattamente questo – che io soccomba al mio lato oscuro e ritorni da lui. Mi considera una sua creatura, il suo amore, una sua proprietà.

Io, invece, lo considero una proverbiale spina nel didietro!

Eppure, ho ancora bisogno di Vlad. O, almeno, ho bisogno del suo aiuto per risolvere un caso particolarmente difficile.

Dal momento che sono perfettamente in controllo del mio lato vampirico, e che sono molto più forte e veloce di qualsiasi umano, lavoro come cacciatrice di taglie, specializzata nella cattura di creature che si aggirano nel buio. Suppongo che ci sia bisogno di un mostro, per prendere un altro mostro.

E il caso a cui sto lavorando adesso sta rischiando seriamente di farmi venire un colpo!

Alla scuola di stregoneria di Lissa, gli studenti hanno cominciato ad ammalarsi. Colpa degli effetti collaterali della Hyde, una droga illegale che circola per le strade. Per di più, non appena il corpo di un’altra giovane donna viene ritrovata in un vicolo, capisco di avere un brutale assassino da trovare, e in fretta.

Come se non bastasse, il Concilio dei Vampiri sta per riunirsi in città, il che significa che ho bisogno della protezione di Vlad...

Sigh.

Un altro giorno come tanti nella vita di Lucy Westerna, la ragazza che va a caccia di mostri...” 

Potete acquistarlo QUI in inglese



Renfield: Slave of Dracula

di Barbara Hambly 


“Renfield è uno dei detenuti presso il Rushbrook Aylum, ossessionato dalla missione di dare la caccia e uccidere Van Helsing e i suoi compagni.

Le sue azioni prepareranno il terreno per uno scontro all’ultimo sangue fra le forze dei vivi e quelle dei morti, e lo condurranno dal castello di Dracula agli oscuri labirinti della sua stessa follia... nonché alla verità che si cela dietro la fonte di tutta la storia.

Chi era Renfield, in realtà? Vittima o carnefice? Mostro o succube innocente?

Gli eventi sono (più o meno) gli stessi che conoscete. Ma narrati secondo una prospettiva del tutto inedita, e ricca di colpi di scena inaspettati."

Il retelling di “Dracula” ideale da leggere aspettando l’uscita nelle sale della commedia neraRenfield” (con Nicholas Hoult, Nicolas Cage e Awkwafina), prevista per il 2023!

Potete acquistarlo QUI in inglese


 

Dracula in Love

di Karen Essex


“Londra, fine Ottocento. Mina Murray è una giovane donna fidanzata con Jonathan Harker.

Assiste la direttrice di un rinomato collegio femminile, insegnando buone maniere, ma ce in lei un'inquietudine segreta, un io misterioso che, represso durante l'infanzia e l'adolescenza, si manifesta ora sotto forma di sogni, visioni, episodi di sonnambulismo. Q

Quando il fidanzato di Mina, notaio, viene chiamato in Austria da un misterioso Conte per affari, Mina approfitta dell'occasione per andare a trovare un'amica, Lucy, in vacanza al mare.

Ma viene a sapere per vie soprannaturali che Jonathan è gravemente malato in Austria e deve correre ad assisterlo. Dopo aver frettolosamente sposato Mina, Jonathan le rivela di essere rimasto vittima di creature diaboliche.

Sono forse le stesse presenze da cui è ossessionata Mina? E il Conte da cui Jonathan si è recato è forse la stessa creatura misteriosa che protegge Mina e nello stesso tempo sembra volerla attirare in un abisso di perversione?

Quando Jonathan, disperato, decide di farsi ricoverare nell'ospedale psichiatrico dell'ambiguo dottor Seward, Mina lo segue, senza sospettare che sarà lei, e non il marito, a subire le cure del medico, vere e proprie torture che hanno già provocato la morte dell'amica Lucy.

Mina sarà salvata dal misterioso Conte, che le rivelerà l'esistenza di un mondo parallelo, in cui Mina, unendosi a lui, potrà attingere l'immortalità - a meno che l'imprevedibile non intervenga a riportarla accanto a Jonathan.” 

Potete acquistarlo QUI in italiano

  

The Journal of Professor Abraham Van Helsing

di Allen Conrad Kupfer 


“Il professor Kupfer insegna letteratura inglese da vent'anni e da sempre è appassionato di storie gotiche e horror, però non ha mai dubitato che i romanzi e i racconti dei suoi autori preferiti fossero opere di fantasia.

Tuttavia quella certezza è crollata quando, nella soffitta di casa, tra le carte del nonno, ha trovato il diario di Abraham Van Helsing.

Fino ad allora, Kupfer aveva pensato che Van Helsing fosse solo un personaggio di Dracula, il capolavoro di Bram Stoker... Invece quella scoperta dimostra non solo che Van Helsing è realmente esistito, ma che è stato addirittura confidente di suo nonno e gli ha affidato il proprio diario, in cui si racconta la sua lotta contro i grandi nemici dell'umanità: i vampiri.

Medico stimatissimo per i suoi studi sul sangue, Van Helsing, a un certo punto della sua vita, dovette infatti affrontare una vera tragedia personale: la morte della moglie a opera di un vampiro. Da allora, dedicò ogni minuto della sua esistenza allo studio del vampirismo e al disperato tentativo di sterminare quella razza diabolica.

Almeno finché non gli successe qualcosa di incredibile...

Ora, il professor Kupfer ha deciso di pubblicare quel diario, perché tutti conoscano la vera storia di Abraham Van Helsing, ma, alla fine del diario stesso, non può esimersi dal porsi una domanda inquietante: se Van Helsing è un personaggio storico, allora anche i vampiri sono reali?

Rispondere tuttavia è difficile, anche perché Kupfer è stanco, si sta facendo giorno e troppa luce gli dà fastidio.” 

Potete acquistarlo QUI in inglese

 

A Dowry of Blood

di S. T. Gibson

In uscita prossimamente per la Mondadori

“Sulla soglia della morte, Constanta viene salvata da un misterioso sconosciuto, nonché trasformata: da pezzente medievale a sposa all’altezza di un re immortale.

Ma quando Dracula attira un artista aristocratico (e affamato) nella sua rete di passione e inganni, Constanta scopre che il suo amato è capace di qualsiasi cosa.

Dopo aver trovato conforto fra le braccia delle sue consorti rivali, comincia quindi a svelare gli oscuri segreti di suo marito.

Con le vite dei suoi cari in gioco, Constanta dovrà scegliere fra la propria libertà e l’amore per Dracula. Ma i legami forgiati nel sangue possono essere sciolti soltanto con la morte.” 

Potete acquistarlo QUI in inglese

 

 

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