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venerdì 25 marzo 2022

"Una Porta Per Ogni Cuore": recensione, trama e data d'uscita italiana del libro fantasy di Seanan McGuire

Un meraviglioso libro fantasy della mia autrice preferita sta finalmente per approdare in Italia, e io mi ritrovo stranamente emozionata a suo beneficio: “Una Porta Per Ogni Cuore”, di Seanan McGuire, sarà disponibile in libreria a partire dal 26 aprile 2022...

Pronti a tuffarvi in un autentico oceano di mondi impossibili? *____*

  

Potete acquistarlo QUI in italiano


La trama

Nelle giuste circostanze, bambini di ogni angolo del mondo hanno sempre continuato a scomparire: scivolando attraverso le ombre raccolte sotto il letto, o sul retro di un guardaroba; ruzzolando giù per la tana di un coniglio o lungo un vecchio pozzo, per emergere… da qualche altra parte.

Ma le terre incantate hanno poco bisogno di bambini terribilmente a corto di miracoli.

Nancy ha visitato uno di questi mondi, una volta, ma adesso è tornata. Le cose che ha sperimentato mentre era lì, l’hanno... cambiata. Ma, forse, non è neanche solo questo: forse il problema è che la parola “casa” non aveva mai avuto un significato, prima di quel viaggio.

Invece adesso ce l’ha.

I bambini sotto le cure speciali di Miss West questo lo capiscono, fin troppo bene. E ciascuno di loro sta cercando una via per tornare nell’unico posto che li abbia mai fatti veramente sentire accolti; quella porta speciale, meravigliosa, indimenticabile, che sopra ogni altra cosa avverte l’esigenza di chiederti: «Sei sicuro?».

Come per domandarti: «È qui che vuoi stare? È qui che potrai essere felice?»

Che è più di quanto si prenda mai la briga di domandare il nostro mondo d’origine, in ogni caso.

Ma i ragazzi dell’Istituto di Miss West, purtroppo, capiscono anche che cosa significhi sentirsi respinti.

Eppure, l’arrivo di Nancy porta un cambiamento inaspettato.

Un’oscurità che si annida dietro ogni angolo... e, quando una tragedia colpisce, toccherà proprio a Nancy e ai suoi nuovi compagni di scuola arrivare al cuore della faccenda.

A qualsiasi costo.

 

La recensione

Sul “Laumes’Journey” potete già leggere la recensione completa di “Every Heart a Doorway”, edizione originale di “Una Porta per Ogni Cuore”.

Credo di aver già scritto fiumi di parole a proposito di Seanan McGuire, e altri ancora ne scriverò in futuro – dopotutto, sono a metà dell’ottavo volume di una delle serie urban fantasy più divertenti, pazzesche e longeve di sempre (“October Daye”), e mi sono ripromessa di arrivare al sedicesimo entro la fine del 2022: state pur certi che torneremo a parlare dell’argomento, e anche approfonditamente!

E poi, a maggio dovrebbe uscire “Seasonal Fears”, l’attesissimo sequel di “Middlegame”, ragazzi! <3

Per il momento, quindi, credo che mi limiterò a ribadire l’ovvio: “Una Porta Per Ogni Cuore” è IL portal fantasy definitivo per le nuove generazioni, un classico moderno adatto al palato di (quasi) ogni appassionato di fantasy figlio dei nostri tempi.

Vi riporto, adesso, un piccolo estratto della mia recensione di “Una Porta Per Ogni Cuore” (vincitore dei Premi Hugo, Nebula e Locus nel 2017), nella speranza di convincervi a concedere un’opportunità a una delle autrici più versatili, brillanti e anticonvenzionali che il panorama della speculative fiction abbia attualmente da offrire:


 Aldilà dei suoi numerosi pregi (e dei suoi trascurabili difetti), sospetto di aver amato “Una Porta per Ogni Cuore” perché, sopra ogni altra cosa, questo libro è riuscito nell’ impossibile intento di farmi sentire rispettata, vista e compresa.

Il finale mi ha commosso fino alle lacrime; e, badate, non sto parlando solo della questione della rappresentazione LGBT (che, sì, è presente, e all’interno della trama gioca anche un ruolo importante).

Mi riferisco proprio al fatto di aver avuto la sensazione di provare il dolore, lo smarrimento, la rabbia e la confusione di questi ragazzi sulla mia pelle. Gli emarginati, i reietti, i “paria” del mondo... quelli che la nostra società cerca costantemente di scartare e rigettare, schiacciare e lasciarsi alle spalle.

Ma non solo.

Perché la verità è che certi bambini nascono diversi; sono diversi, e sempre diversi rimarranno, alla faccia di qualsiasi aberrante pretesa di uguaglianza e universalità a cui i nostri educatori cerchino di appellarsi.

La loro diversità, le loro esigenze, la loro unicità e i loro bisogni... sono cose che andrebbero riconosciute, coltivate e supportate; non costantemente derise, recriminate e trasformati in una fonte di isolamento.

Ad alcune bambine piacciono la matematica, la scienza, i dinosauri e gli sport sfrenati.

Ad alcuni bambini piacciono il rosa, i vestiti sgargianti, il balletto classico e “Una mamma per amica”.

Alcuni di loro hanno un corpo gracile e un portamento tetro, come dei piccoli Mister Hyde in miniatura. Altri sono paffuti e sgargianti, con i capelli color acquamarina e l’indole giocosa di una sirena.

Alcuni di loro cresceranno e diventeranno avvocati. Altri diventeranno sognatori, maghi, pittori, musicisti e astronauti.

Alcuni di loro si sposeranno; forse con persone del sesso opposto, ma magari no.

Altri, come Nancy, non vorranno sposarsi mai.

Non fa alcuna differenza e, insieme, fa tutta la differenza del mondo.

Perché ognuno di questi bambini, a modo suo, è una cosa soltanto: un eroe.

Perché la verità è che ci vuole un coraggio grande come una casa, a crescere in un mondo come il nostro.

Altro che Wonderland, Narnia e Terra di Mezzo! XD

 

Wayward Children”: i "Bambini Irrequieti" di Seanan McGuire a spasso nel Multiverso

Una Porta Per Ogni Cuore” va a inaugurare una lunga serie di romanzi brevi.

Ad oggi, l’ultimo uscito è “Where the Drowned Girls Go”, il settimo volume (recensione in arrivo su questi schermi ASAP!); ma, se tutto andrà bene, nel corso dei prossimi anni ne arriveranno molti altri.

Tuttavia, vi esorto a non lasciarvi scoraggiare dalle dimensioni apparentemente monumentali del ciclo completo: a parte il fatto che si tratta di letture scorrevoli e corredate da una serie di suggestive illustrazioni, la verità è che alcuni di questi volumi possono essere tranquillamente considerati come autoconclusivi.

Mi spiego meglio: potete tranquillamente decidere di leggere “Una Porta Per Ogni Cuore” e fermarvi lì – la vostra ricompensa sarà un finale perfettamente soddisfacente.

Oppure, potete fare come ho fatto io, e lasciarvi travolgere completamente dalle storie di questi personaggi tormentati, imprevedibili e indimenticabili: ogni nuovo volume si trasformerà, inevitabilmente, nel portale che vi permetterà di esplorare uno o più mondi magici – nonché di sfiorare i cuori di giovani protagonisti altrettanto speciali.

Dopotutto, Seanan McGuire è sempre stata una maestra della pianificazione, e la portata dei suoi intricati ed estesi worldbuilding gode ormai di fama leggendaria presso il pubblico dei suoi lettori più affezionati.

Ma è importante ricordare che la “trama orizzontale” della serie “Wayward Children/Bambini  Irrequieti” comincia a delinearsi chiaramente soltanto a partire dal quinto libro (“Come Tumbling Down”).

Tutto ciò che viene prima di questa pietra miliare, è da considerarsi pienamente alla portata del lettore casuale! ^^

 

 



  

giovedì 24 marzo 2022

"Gallant": la recensione, la trama e la data d'uscita italiana del libro fantasy di V. E. Schwab

Gallant” è il libro fantasy/horror YA che V. E. Schwab ha deciso di scrivere a dimostrazione del suo eterno amore per alcuni fra i più grandi classici moderni del genere: “Coraline”, “Labyrinth”, “La Sposa Cadavere”, “La Forma dell’Acqua”...

Una lettura piacevolissima e avvincente, che consiglierei senz’altro a tutti i fan della narrativa gotica per ragazzi; un titolo che, grazie all’estro creativo e all’impressionante padronanza stilistica dimostrati dalla sua autrice, riesce facilmente a compensare le carenze di originalità insite nella sua trama!

 


Potete acquistarlo QUI in inglese

 

La trama

Alla quattordicenne Olivia Prior mancano tre cose: una madre, un padre, e una voce per potersi esprimere.

Sua madre l’ha abbandonata quando era ancora troppo giovane per formarsi un’opinione in proposito; suo padre, invece, non l’ha mai conosciuto.

Crescere in un orfanotrofio non è facile per nessuno; quando non riesci a parlare, e le tue compagne continuano a etichettarti come la svitata della scuola, l’esperienza si trasforma rapidamente in un vero e proprio incubo.

E non è che le prospettive per la vita dopo l’istituto si prospettino particolarmente rosee... anzi!

Almeno, fino a quando Olivia non riceve una lettera da un uomo che dichiara di essere suo zio; un perfetto sconosciuto che, tuttavia, la invita a raggiungerlo presso la sua dimora atavica, un luogo chiamato Gallant.

Olivia accetta l’invito con entusiasmo. Ma, non appena arriva a destinazione, scopre che suo zio è morto e che la lettera che l’ha chiamata a casa non è stata spedita da lui.

La magione è deserta, fatta eccezione per la servitù e per un cugino scorbutico che, chiaramente, non la vuole lì e non vede l’ora di sbarazzarsi di lei.

A Olivia viene comunque permesso di restare, almeno per un po’; ma solo a patto che accetti di seguire due regole: non uscire mai di casa dopo il tramonto, e stare sempre alla larga dal lato destro di un muro di pietra sbreccata che corre attorno al perimetro occidentale della proprietà.

Perché, dall’altra parte del confine, si nasconde un luogo magico e pericoloso; uno da cui molti Prior prima di lei non sono più tornati, e la cui imprevedibile malia continua a cantare attraverso il sangue che scorre nelle vene di Olivia...

 

Danzando con le ombre: la recensione di "Gallant"

Come alcuni di voi ricorderanno (e pur avendone apprezzato senz’altro una serie di aspetti), non avevo amato alla follia “La Vita Invisibile di Addie LaRue”, il precedente romanzo fantasy firmato da Victoria Schwab.

Eppure, per qualche motivo, continuo a sentirmi inesplicabilmente attratta dai libri di questa autrice... probabilmente perché ammiro immensamente la sua abilità linguistica, le sue atmosfere struggenti e la sua capacità di instaurare con il lettore un rapporto di complicità e rispetto a dir poco impareggiabile.

Da questo punto di vista, “Gallant” mi ha offerto addirittura più di quanto sperassi: il taglio cinematografico di molte scene, la suggestiva ambientazione gotica, il sempreverde tema della famiglia persa (e poi, forse, ritrovata)...

Ogni singolo elemento del libro permette al lettore di immergersi completamente all’interno della narrazione, di “riconoscere” istintivamente le familiari atmosfere in stile “Il Giardino Segreto” e lasciarsi trascinare in una darkeggiante vicenda dall’inconfondibile sapore burtoniano.

Sequenze ammalianti e sottilmente inquietanti come quella del ballo delle ombre, o l’inseguimento dei tre cavalieri d’osso ai danni della povera Olivia, per me possono essere descritte in un modo soltanto: iconiche!

Se siete rimasti deliziati da libri come “La Gita del Terrore” di Katherine Arden, o da uno qualsiasi fra quelli elencati in questa esaustiva lista di romanzi dark fantasy, le probabilità che “Gallant” riesca a conquistarvi sono praticamente stellari.

Fate attenzione, però: il target di riferimento coinvolge una fascia di lettori particolarmente "verde"... Più che di “giovani adulti”, sarebbe forse il caso di parlare di adolescenti e pre-teens dai 12 anni in su!

 

Is that you, Lila?

Fra l’altro, quest’ultima precisazione ci offre l’opportunità di soffermarci a spendere due parole a proposito delle numerose ingenuità strutturali del romanzo.

La trama di “Gallant” risulta piacevole, coinvolgente e decisamente adatta a una trasposizione in formato animato; ma di certo non offre un granché dal punto di vista dei colpi di scena, della caratterizzazione dei personaggi o dell’inclusività.

Un lettore un po’ più “grandicello” e smaliziato potrebbe fare fatica a riconoscersi nelle tribolate traversie della protagonista e dei suoi anticonvenzionali genitori; tanto più che Olivia rappresenta l’archetipo in miniatura di qualsiasi personaggio femminile incontrato finora fra le pagine di un romanzo di Victoria Schwab: ribelle per natura, coraggiosa e intensa per volontà della sua creatrice... e un po’ insolente e petulante per scelta personale, a quanto pare (Lila Bard-style! XD).

In ogni caso - devo ammetterlo - mi sono ritrovata ad apprezzare moltissimo la descrizione del rapporto che si viene a creare fra Olivia e il mondo dell’arte, nonché la grande attenzione posta sul tema della comunicazione in ogni sua forma: che sia poetica, musicale, figurativa, o espressa meditante il linguaggio dei segni...

 

Combattere la Morte: una strana forma di eroismo

Ma il difetto principale di “Gallant”, secondo me, ha più che altro a che fare con il suo villain. Che in pratica è:

a) uno spauracchio assurdo, e una copia-carbone di quello che imperversava per le strade di Londra in “A Darker Shade of Magic”;

b) la classica incarnazione di ogni ansia, paura e fobia esistenziale mai decantata all’interno della bibliografia di Victoria Schwab.

In pratica, il terrore della morte, come già (abbondantemente) trattato all’interno de “La Vita Invisibile di Addie LaRue”, è tutto ciò che permette a questo terribile “mostro” fagocita-vita di prendere i natali.

Ma, anche stavolta, è possibile riscontrare (secondo me) un’eccesiva tendenza alla semplificazione nel modo in cui questo tema viene affrontato: vale a dire, come se la Morte stessa fosse un nemico, un anatema che la volitiva e determinata eroina a un certo punto viene chiamata a sconfiggere, in nome del bene collettivo dell’umanità.

Che è un dualismo un po’ insensato, a guardare bene in fondo al bicchiere. E che mi fa sempre tornare in mente una citazione tratta da “Harrow the Ninth”: «Ma guarda che la morte, Harrow, non è mica un fallimento.»

Ma vabbè, come al solito, ecco che sto divagando...

Il succo della recensione è: se amate il genere, leggete “Gallant”, perché ne vale la pena.

La verità è che Victoria Schwab diventa sempre più brava, a prescindere dal vostro/mio personale livello di compatibilità con i suoi personaggi e le sue trame.

 

“Gallant”: quando esce in Italia?

Sul profilo Instagram ufficiale della Oscar Vault, si ipotizza una data d’uscita italiana prevista per l’estate 2022.

Come sempre, vi farò sapere non appena saranno diffusi ulteriori aggiornamenti! ^^

 


lunedì 7 febbraio 2022

5 nuovi libri fantasy per bambini e ragazzi (dagli 11 anni in su) da leggere quest'inverno

L’inizio del 2022 ha portato con sé un bastimento carico carico di... adorabili libri fantasy per bambini e ragazzi!

Da una magica avventura a fumetti in compagnia di un coniglietto meccanico alle indagini di un ragazzino alle prese con una misteriosa entità liberata per errore, passando per il secondo volume della serie “L'orologio di stelle” (illustrata da Chris Riddell in persona!) e per entusiasmante soggiorno presso un paio di specialissime Accademie all’insegna della diversità e dell’accettazione...

Il target ideale per tutti questi titoli? Giovanissimi lettori di fantasy dagli 11 anni in su!

Mmm...

Quindi, direi che la raccomandazione comprende senz’altro anche me, no? Dopotutto, 35 sono più di 11: non esiste mica un limite d’età, per questo genere di letture! ;D


L’orologio di stelle: Al di là delle montagne

di Francesca Gibbons

Sequel de “La falena d'ombra. Imogen e Marie attraversano di nuovo la porta nell’albero e si ritrovano in una Yaroslav completamente cambiata. Miro adesso è il re ma non lo sopporta. Anneshka non è più la regina e… non lo sopporta. Quando Anneshka viene a sapere di una profezia secondo cui dominerà su tutti i regni, rapisce Marie, convinta che sia lei la chiave per realizzare il suo sogno, e la conduce al di là delle montagne. Imogen e Miro partono subito all’inseguimento, ma ciò che troveranno trasformerà di nuovo ogni cosa, e li vedrà affrontare pericoli che non avrebbero mai immaginato. Età consigliata: 11+. Potete acquistarlo QUI in italiano.



Il cacciatore di fulmini 

di Claire Weze


Alfie e sua sorella Lily si sentono proprio fuori posto a Folding Ford, il paesino dove si sono trasferiti da qualche mese. Il ragazzino ha notato diverse stranezze, ma la cosa più sorprendente è il clima: pozzanghere ghiacciate e rami di alberi congelati in piena estate, per non parlare del mulinello di acqua che vortica in un secchio! È arrivato il momento di investigare, e Alfie sa già da dove partire: il giardino del signor Clemm, un uomo che nel tempo libero porta a spasso un mucchio di falene... Introducendosi in modo solo un tantino illegale, al centro del giardino Alfie trova una cassa misteriosa sovrastata da un cubo di aria gelida, che incautamente decide di aprire. Le scarpe gli si congelano all'istante, i denti prendono a vibrare, la fronte gli brucia tremendamente e una creatura simile a un lampo di luce sfreccia fuori. Lo strano essere porterà una caterva di guai, e mentre i barometri di Folding Ford vanno in tilt, Alfie si ritroverà al centro di una tempesta straordinaria. Età consigliata: 11+. Potete acquistarlo QUI in italiano.

 

Amulet: La custode della pietra

 di Kazu Kibuishi

(graphic novel)


Emily e Navin si trasferiscono in un’antica casa ancestrale. Ma poi la loro mamma viene rapita e trascinata giù per le scale dello scantinato da una misteriosa creatura. I ragazzi si lanciano all’inseguimento, e di colpo si ritrovano scaraventati all’interno di un mondo magico, ma anche estremamente pericoloso! Una terra di demoni mangia-uomini, conigli meccanici e nemici fatti d’ombra... Età consigliata: 11+. Potete acquistarlo QUI in italiano.

Il secondo volume della serie, “La maledizione della custode della pietra”, sarà disponibile invece a partire dal 10 febbraio 2022!


L’accademia per creature magiche di Ophelia Bloom

di Elisa Binda e Mattia Perego


Tea è una strega ed è dislessica. Una bella sfortuna, visto che per lanciare gli incantesimi deve leggere complicate formule magiche! Dopo l'ennesimo disastro causato in classe, Tea viene espulsa e, con suo grande disappunto, i genitori la mandano nell'unica scuola disposta ad accoglierla: l'Accademia per Creature Magiche di Ophelia Bloom, conosciuta anche come "l'accademia per creature difettose", perché qui arrivano tutti gli studenti che, per motivi diversi, non si sono sentiti accettati in altre scuole. Ma la preside, con i suoi occhiali stravaganti, è in grado di vedere il potenziale di ognuno di loro ed è pronta ad aiutarli a svilupparlo. È proprio qui che Tea troverà i migliori amici che avrebbe mai potuto desiderare: Noah, affetto da paralisi cerebrale, che quando si trasforma in gargoyle è agile e potente; Viola, la vivacissima sirena dai capelli arcobaleno incapace di sentire il dolore; Victor, il ragazzo licantropo che ha perso gli arti inferiori ma ha imparato a rialzarsi di fronte a ogni difficoltà; Tessa, la dolce fata affetta da autismo; il mago Morgan, che troverà il modo di lanciare incantesimi nonostante la balbuzie e Jonathan, il timido fantasma con la tendenza a rifugiarsi nell'aldilà. Insieme a loro, Tea imparerà ad affrontare e superare i propri limiti, soprattutto quando il Domatore, un potentissimo mago, minaccerà le sorti dell'intera comunità di creature magiche... Età consigliata: 11+. Potete acquistarlo QUI in italiano.

 

Marvel: Xavier's Institute - 

Libertà e Giustizia per Tutti 

di Carrie Harris

Due eccezionali studenti affrontano la loro prova più difficile quando rispondono a una richiesta d’aiuto, nel primo entusiasmante romanzo della linea Xavier’s Institute, incentrata sulle audaci imprese degli eroi mutanti Marvel. Come parte del loro addestramento al Nuovo Istituto Charles Xavier, a Triage e Tempus viene concesso di cimentarsi nella loro prima missione in solitaria. Non si sa in che modo, ricevono un SOS urgente: le Sentinelle stanno attaccando un mutante superpotente, impegnato a proteggere un politico ferito. Quando abbandonano l’addestramento per rispondere alla chiamata, comunque, la loro identità causerà ai due giovani X-Men molti più problemi di quelli che si aspettavano. Età consigliata: 14+. Potete acquistarlo QUI in italiano.


E voi, amici? Leggete mai libri fantasy per bambini?

Quali sono i vostri preferiti? ^___^


lunedì 27 settembre 2021

"Daughter of the Deep": la trama e la data d'uscita (italiana) del nuovo libro di Rick Riodan

Fra le uscite USA più simpatiche ed elettrizzanti della settimana, “Daughter of the Deep”, il nuovo libro per ragazzi di Rick Riordan, si conquista sicuramente una menzione d’onore!

L’autore della saga bestseller “Percy Jackon e gli Dei dell’Olimpo” ci regala stavolta una storia d’avventura e azione sottomarina che rappresenta, allo stesso tempo, un affettuoso omaggio al grande classico “Le Ventimila Leghe Sotto i Mari” di Jules Verne.

"Daughter of the Deep", che debutterà nelle librerie americane il prossimo 5 ottobre, arriverà anche in Italia a partire dal 9 novembre, sotto il titolo "La Figlia degli Abissi"!

 


La Figlia degli Abissi

Potete acquistarlo QUI in italiano


Daughter of the Deep”: la trama

Ana Dakkar è una matricola all’Accademia Harding-Pencroft, un istituto superiore da cui sono usciti alcuni dei migliori scienziati marini, guerrieri navali, navigatori ed esploratori subacquei del mondo.

I genitori di Ana sono morti due anni fa, durante una spedizione scientifica, e adesso suo fratello maggiore Dev è l’unica famiglia che le rimane. 

Anche Dev è uno studente della HP. 

Il primo anno di Ana, da programma, dovrebbe culminare in una gita di classe lungo un fine settimana al largo dell’oceano; i dettagli di questa missione sono segretissimi, per cui Anna può solo sperare di avere la stoffa che ci vuole per riuscire nell'impresa.

Ma tutte le sue preoccupazioni vengono spazzate via nel momento in cui, durante il viaggio in autobus verso la nave, Ana e i suoi compagni assistono a una terribile tragedia, un evento che cambierà per sempre il corso delle loro vite.

Ma, aspettate... c’è di più!

Il professore che accompagna i ragazzi rivela ad Ana che la loro scuola rivale, il Land Institute, sta combattendo con la HP una guerra fredda che si protrae da circa centocinquant’anni.

Solo che, adesso, la situazione sta andando incontro a una rapida escalation, e gli scontri fra le due scuole non sono più tanto “freddi”!

In una corsa contro nemici mortali, Ana scoprirà che tutte le matricole del suo anno stanno correndo un pericolo letale... e farà una sconcertante scoperta circa il proprio eritaggio, qualcosa che la costringerà a mettere alla prova per la prima volta le sue doti di leadership.


Cercando (il Capitano) Nemo...

Riordan ha spiegato di avere avuto per la prima volta l’idea alla base della trama di “Daughter of the Deep” durante una gita in Italia, in occasione di una fiera letteraria che si è svolta poco prima dell’uscita del suo “La Battaglia del Labirinto”.

A quanto pare, stava cenando un pezzo grosso della Disney Publishing in un ristante di Bologna, sulla terraferma. Il dirigente gli chiese: «Esiste una “proprietaria intellettuale” appartenente alla compagnia di cui ti piacerebbe scrivere?», e lui non ebbe problemi a rispondere: «Le Diecimila Leghe Sotto i Mari, naturalmente!» (trovate QUI il resto dell’intervista).

Una cosa che ho trovato interessante, girellando sul sito dell’autore, è il fatto che anche la struttura della prestigiosa Accademia Harding-Pencroft seguirà una rigorosa divisione in “Case”

Esattamente come all’interno del Campo Mezzosangue, i lettori potranno quindi divertirsi a “scegliere” la propria e a scoprire in quale gruppo si riconoscono di più: la Casa del Delfino, dello Squalo, dell’Orca eccetera.

Al momento, non si hanno notizie certe a proposito di sequel di sorta, per cui “Daughter of the Deep” dovrebbe essere un romanzo autoconclusivo.


La Figlia degli Abissi

Salvo imprevisti, la traduzione italiana di "Daughter of the Deep" arriverà in Italia a partire dal 9 novembre 2021, per opera della Mondadori.

La copertina presenterà un'immagine leggermente diversa da quella che vi ho mostrato qui sopra, e costerà 18 euro.






domenica 6 dicembre 2020

Recensione: "Over the Woodward Wall", di A. Deborah Baker (alias Seanan McGuire)

"Se ti fiderai di lei, 

non tornerai mai a casa..."

The Up-and-Under, Vol. 1

Potete acquistarlo QUI in inglese

"Avery è un bambino eccezionale. 'Precisione' è la sua parola d'ordine e viene applicata a tutto quello che fa, dal modo in cui si lava la faccia a quello in cui completa i suoi compiti a casa - senza mai lamentarsi, fare baccano o aver bisogno di esortazioni. Anche Zib è una bambina eccezionale, perché ogni bambino lo è, a modo suo. Ma laddove tutto quello che Avery fa ed è può essere misurato e calcolato, niente di quello che Zib pensa e fa può essere predetto, perché l'imprevedibilità e il caos sono il suo stile di vita. Zib e Avery vivono sulla stessa strada. Vivono in due mondi completamente diversi. Ma, una mattina, si ritrovano a scalare lo stesso Muro di pietra e a piombare nel mondo di Up- and-Under - una terra impossibile, popolata di mistero, avventure e stranissime creature. Per tornare indietro, dovranno imparare a scoprire chi è l'altro - e trovare se stessi."


Chi è A. Deborah Baker?

Se avete letto “Middlegame”, conoscete già la risposta a questa domanda: alchimista, pioniera, ricercatrice, nota scienziata pazza… acclamata autrice di libri fantasy per bambini. Libri particolari, beninteso… L’odissea di due bambini che superano un muro incantato e si ritrovano ad attraversare una landa incantata, e quante volte abbiamo già sentito questa storia? Ma, se avete letto “Middlegame”, sapete anche che “Over the Woodward Wall” era il titolo del romanzo/codice criptografico che conteneva tutte le indicazioni necessarie ad arrivare alla Città Impossibile, la meta definitiva dell’assurdo viaggio dei protagonisti Roger e Dodger.

E così, adesso lo sapete: Deborah A. Baker è Seanan Mcguire (chi altri?), pronta a sfoggiare un nuovo pseudonimo letterario (dopo Mira Grant) e a trasformare la fantasmagorica avventura degli amici Zib e Avery nel mondo di Up-and-Under in una vera e propria trilogia letteraria!

Over the Woodward Wall”, come avrete intuito, è un libro che gioca molto con i concetti di citazionismo e metatesto. La Baker/Mcguire lo scrive pensando a “Il Mago di Oz”, ad “Alice nel Paese delle Meraviglie”, a “Le Cronache di Narnia”. Poiché è una maestra del portal fantasy (vi basterà leggere la sua straordinaria serie YA “Wayward Children” per averne la conferma), introduce, ovviamente, anche riferimenti a classici del genere dall’impronta infinitamente più moderna e recente (uno su tutti, l’indimenticabile “La Bambina che Fece il Giro di Faeryland per Salvare la Fantasia” dell’immensa Catherynne Valente).

Da fedele fan della McGuire, posso aggiungere che “Over the Woodward Wall” rappresenta anche una fedele testimonianza del suo eclettismo e della sua maturità stilistica. La trama e l’intreccio di questo libricino hanno uno sviluppo lineare, addirittura prevedibile; ma la voce dell’autrice, oltre alla sua impeccabile padronanza tecnica e linguistica, contribuiscono ad aumentare in modo smodato il piacere della lettura. Possiede una “spigolosità” tutta sua, la voce della Mcguire… Le sue parole, taglienti come un coltello, ti scivolano dentro come una lama; ma il suo è un bisturi, non un machete, e la sua precisione chirurgica è esattamente ciò che le consente di insinuarsi sotto la tua pelle. Non con l’obiettivo di ferire o creare scalpore, badate: semplicemente, per cercare di stabilire un contatto con quella parte di te che, nel corso dell’infanzia, è rimasta ferita o danneggiata, subendo piccoli traumi e grandi ferite; insomma, per raggiungere il bambino che, pur avendo superato da un pezzo le soglie dell’età adulta, “non è morto, ma è sopravvissuto” (per dirla con le bellissime parole di Ursula Le Guin*).  Parte del grande talento della McGuire, secondo me, consiste nel sapere esattamente come, quando e dove “tagliare” per riuscire a comunicare con quella parte.

Dal punto di vista dei personaggi, devo dire che sono state soprattutto le varie “guide”/personaggi-Mentore a colpirmi in modo particolare. Non sono riuscita a provare un grande affetto nei confronti di Avery e Zib, ma la Ragazza Corvo mi ha completamente conquistato! Forse, non è un caso: nell’ottica del lapalissiano parallelismo che si viene a creare fra “Over the Woodward Wall” e gli eventi narrati in “Middlegame”, la Ragazza Corvo rappresenta nientemeno che la mia adorata Erin, a mio avviso uno dei personaggi più complessi, intriganti e controversi che la McGuire abbia mai creato.

Ha senso leggere l’opera della Baker, senza aver prima divorato il romanzo originale? Secondo me, sì e no. Se amate la letteratura per l’infanzia, resterete ammaliati dalle creature che popolano l’Up and Under e dalle preziose “pillole di saggezza” scandite dai suoi numerosi messaggeri.  In caso contrario, vi consiglierei di passare a “Over the Woodward Wall” soltanto dopo aver letto e adorato “Middlegame” con ogni singola fibra del cuore. Anche per lenire la vostra nostalgia, in attesa dell’uscita di “Seasonal Fears”, uno dei sequel più attesi del 2022! ;D

 

Giudizio personale:

8.0/10



*I believe that maturity is not an outgrowing, but a growing up: that an adult is not a dead child, but a child who survived.", Ursula Le Guin, The Language of the Night: Essays on Fantasy and Science Fiction.

giovedì 24 settembre 2020

Recensione: "La gita del terrore", di Katherine Arden

Udite, udite, fan di Katherine Arden: il delizioso libro horror per bambini "La gita del terrore" (traduzione italiana di "Small Spaces") uscirà in Italia il prossimo 6 ottobre! Una lettura elettrizzante e spaventosa, in perfetto stile Halloween, da gustare preferibilmente davanti a una bella tazza di cioccolata calda e/o in compagnia dei vostri esuberanti pargoletti... 

Avevo già pubblicato la mia recensione un po' di tempo fa, ma approfitto volentieri dell'occasione per rispolverare il vecchio articolo e tornare a consigliarvi questo eccezionale "middle grade" (ossia adatto a giovani lettori dagli 11 anni in su) firmato dalla straordinaria autrice dell'ormai popolarissima "Winternight Trilogy"! ^^


Potete acquistarlo QUI

"Ollie ha undici anni, e da quando la sua geniale e avventurosa mamma non c'è più, si sente sempre un po' fuori posto nel mondo. Il suo unico rifugio è la lettura. Così, quando vede una sconosciuta che sta per gettare un piccolo libro nero nel torrente, d'impulso decide di salvarlo: glielo ruba e scappa via. In una notte di pioggia e vento inizia a leggere l'inquietante storia di un patto d'amore maledetto racchiusa tra le pagine del misterioso libriccino. Il giorno dopo scopre che la meta della gita di classe è proprio la fattoria della storia, un luogo che esiste davvero e che rivelerà un passato di misteri e sparizioni inspiegabili. Durante il viaggio di ritorno dalla fattoria il pullmino sul quale viaggiano Ollie e i suoi compagni si ferma... Mentre cala il buio e si alza una strana nebbia, sull'orologio rotto di Ollie, un ricordo della mamma, compaiono un conto alla rovescia e un messaggio inequivocabile: via! C'è sempre una qualche storia di fantasmi. Che ci piaccia a no. Ovunque tu vada in questo enorme, terribile mondo meraviglioso troverai sempre una storia di fantasmi ad aspettarti. A volte inventata, a volte no."

La mia recensione: 

La gita del terrore” è un romanzo horror per bambini scritto dall'autrice americana Katherine Arden. Se questo nome vi suona familiare, probabilmente è perché vi ho parlato di lei alcuni mesi fa, attraverso le recensioni dei suoi splendidi retelling in salsa storico/fiabesca “L'Orso e l'Usignolo”, “La ragazza nella torre” e "L'inverno della strega".
La gita del terrore” è un libro profondamente diverso dalla “Winternight Trilogy”. Personalmente l'ho trovato delizioso, la perfetta lettura “brividosa” autunnale da divorare tutta d'un fiato... Ma vi avverto: il lettore ideale di questo romanzo non supera i 12, 13 anni d'età.
Da un certo punto di vista, leggere “La gita del terrore” mi ha permesso di tornare indietro con la mente ai tempi delle scuole medie, vale a dire ai giorni (niente affatto spensierati) in cui mi consideravo un'avida consumatrice della collana “Piccoli Brividi”.
A differenza di Stine, però, la Arden non scrive solo per intrattenere, divertire e cercare di catturare un pubblico che risulti il più variegato e vasto possibile. Credo che la Arden abbia confezionato questo gioiellino soprattutto perché aveva qualcosa di prezioso da comunicare, un piccolo frammento di infanzia e terrore e meraviglia da regalarci, e tutto il talento necessario a riuscirci. Fra le pagine di questo libro troverete un cast di personaggi strepitosi, una qualità stilistica superiore alla media e un nucleo tematico dallo sconfinato potenziale emotivo.
Il romanzo della Arden si svolge, in un certo senso, “a cavallo” fra i generi horror fantasy, e questo è stato senz'altro un altro aspetto che ha risvegliato il mio entusiasmo. Provate a pensare a questo libro come a una sorta di "Labyrinth'' dei giorni nostri, se ci riuscite, combinato a qualche elemento in stile “Spiderwick: le Cronache”, e con un piacevole tocco di “I Kill Giants” nel mezzo.
Se la Disney, la Dreamworks, o qualsiasi altra compagnia esistente sulla faccia del pianeta decidesse mai di acquistarne i diritti e realizzarne un adattamento cinematografico, state pur sicuri che ne verrebbe fuori un film d'animazione assolutamente imperdibile!



PS: se siete alla ricerca di altri bellissimi libri horror per bambini e ragazzi (dai 10 anni in su), non dimenticatevi di dare un'occhiata a QUESTA lista! ;D

 

sabato 20 giugno 2020

Recensione: "La Ragazza Falco" di Joseph Elliott

libri fantasy per bambini - Mondadori - mitologia celtica

Shadow Skye, Vol. 1

Potete acquistarlo QUI

"Agatha è un Falco, impavido e fiero. Con orgoglio pattuglia le mura della sua enclave per sventare gli attacchi dal mare: è il suo compito sebbene qualcuno nel suo clan insinui che non dovrebbe averne uno per via della condizione con cui è nata. Jaime, riflessivo e ansioso, è una Manta ma ha il terrore del mare. Sulle sue spalle pesa un'enorme responsabilità: rinnegando il divieto di sposarsi che vige da generazioni sull'isola di Skye, gli anziani hanno offerto la sua mano a una ragazza di un vicino clan per rafforzare le alleanze. In realtà tacciono una minaccia che significherebbe la fine per tutti loro. Quando il nemico li assale, uccidendo e rapendo i sopravvissuti sotto i loro occhi, Agatha e Jaime intraprenderanno un pericoloso viaggio fino in Norveg per salvarli. Ma prima dovranno attraversare la Scotia, l'arcana terraferma dove, dopo la peste, si dice siano morti tutti e si aggirino solo terribili bestie e le ombre assassine. Non sanno che qualcuno è ancora vivo, né che il segreto dono di Agatha potrà cambiare le loro sorti..."



"La Ragazza Falco" è un libro fantasy per giovanissimi lettori scritto dall'autore britannico Joseph Elliott.
La trama, incalzante e infarcita di gustosi riferimenti alla mitologia celtica, si dimostra sin dalle sue prime battute estremamente interessante e coinvolgente.

La prima virtù de "La Ragazza Falco" che tende a saltare all'occhio, secondo me, ha a che fare con l'inarrivabile singolarità delle sue voci narranti: nell'ordine, una temeraria quindicenne affetta da Sindrome di Down, un ragazzino coraggioso e gentile dal fisico vagamente rachitico, e una ragazza misteriosa completamente in preda al delirio.
"La Ragazza Falco" riesce in questo modo a confermare una tesi di cui io mi sono sempre fatta fiera sostenitrice: vale a dire che a volte basta prendere un intreccio di stampo "tradizionale" (due giovani eroi, una terra piagata dalla guerra, una terrificante quest attraverso una landa selvaggia...) e affidare la narrazione a un punto di vista completamente nuovo, fresco e convincente per riuscire a ottenere un effetto inaspettato e sorprendentemente efficace.

Fra l'altro, l'originalità delle voci permette di sperimentare (personalizzare?) anche nel contesto dell'ambientazione e delle tonalità della narrazione.
La sincerità estrema e spiazzante di Agatha, ad esempio, si sposa bene con la brutalità disarmante e implacabile di alcune particolari svolte dell'intreccio.
Il world building de "La Ragazza Falco" non può che trarre beneficio da queste taglienti asperità, da queste incontrollate esplosioni di violenza e furore... Le sfumature che Elliott è stato in grado di introdurre all'interno del suo romanzo per ragazzi fanno senz'altro onore alle sue doti di scrittore, insomma, anche se ovviamente qualche piccola discrepanza stilistica può essere riscontrata senza troppe difficoltà, soprattutto nell'arco dell'ultimo quarto del libro.

Questa leggera "aritmia" si lascia perdonare facilmente, soprattutto considerando la piacevolezza e la scorrevolezza di un volume che, sotto molti punti di vista, si presenta come un vero e proprio "blockbuster" su carta stampata per lettori (pre-)adolescenti.
Un blockbuster in cui tutti i protagonisti presentano un qualche grado di disabilità, per mentale o fisica che sia. E il bello è che nessuno di loro si sforza di fingere che sia sempre facile convivere con queste situazioni all'interno di un contesto sociale che non tende certo a concedere grandi possibilità a chi è diverso dalla maggioranza... Ma nessuno di loro si arrende, e nessuno di loro rinuncia ai suoi obiettivi, e nessuno di loro prende anche solo in considerazione l'idea di dichiararsi sconfitto in partenza.

Insomma, per essere un romanzo d'esordio, "La Ragazza Falco" mi è sembrato un libro sorprendentemente solido e grintoso, traboccante di energia, speranza e buoni sentimenti.
Non ci resta che aspettare di scoprire quali altri terrificanti pericoli Jaime e Agatha verranno chiamati ad affrontare nel prossimo volume, "The Broken Raven" (in uscita negli USA il prossimo anno), per proteggere ancora una volta la loro amata isola di Skye! :)


Giudizio personale:
7.5/10



venerdì 5 giugno 2020

Recensione: "Il Castello Invisibile" di Mizuki Tsujimura


dea planeta- copertina - portal fantasy per bambini

Potete acquistarlo QUI

"Una favola moderna per tutti coloro che amano i film di Miyazaki e la magia delle storie al confine tra incubo e sogno. A tredici anni Kokoro trascorre le giornate nella sua stanza, affidando al brusio della televisione il compito di attutire i pensieri e i rumori della vita di fuori. Da quando le cose a scuola si sono fatte troppo difficili, . cos. che ha deciso di rispondere al disagio e al dolore. Scomparendo. Fino al giorno in cui una luce improvvisa dentro lo specchio la rapisce per trascinarla altrove: in un castello abitato da una strana Bambina e da sei ragazzi che come lei hanno smarrito qualcosa. L’innocenza dei sogni. Le istruzioni per vivere. Il coraggio che serve per accettare se stessi. Solo raccogliendo la sfida che la Bambina dalla faccia di lupo propone loro, Kokoro e gli altri potranno scoprire che cosa li ha portati fin lì. E ritrovare ognuno a suo modo la strada del mondo. Fenomeno editoriale da oltre mezzo milione di copie vendute in Giappone, Il castello invisibile è un romanzo per tutti, toccante, avventuroso e incantevole. Che mescola realismo e magia per raccontare cosa vuol dire diventare grandi nel mondo di oggi."


"Il Castello Invisibile" è un libro fantasy scritto dall'autrice giapponese Mizuki Tsujimura . L'edizione in traduzione ci viene proposta dalla casa editrice DeAgostini.

Il primo consiglio che mi sentirei di offrirvi in merito a questo romanzo è quello di non lasciarvi trarre in inganno dalle apparenze: nonostante l'incantevole immagine di copertina suggerisca il contrario, "Il Castello Invisibile" non può essere considerato come una vera e propria fiaba dark, e non rappresenta assolutamente una lettura per soli lettori adulti .. anzi.
L'opera della Tsujimura potrebbe essere descritta piuttosto come un ibrido fra un classico "portal fantasy" per bambini e un libro deciso a trattare argomenti molto attuali e "caldi", soprattutto all'interno della società giapponese, quali l'abbandono scolastico e il bullismo esagerato fra i banchi di scuola.

Il che non vuole assolutamente implicare una critica alla qualità dell'opera, badate bene: alla fine ho apprezzato la lettura, e sono perfino arrivata a commuovermi profondamente durante alcuni passaggi specifici della trama (nonostante la sgrammaticata traduzione anti-congiuntivi).
Mi sembra tuttavia importante ricordare che "Il Castello Invisibile" va a inserirsi perfettamente all'interno del filone lanciato da libri delicati e intimisti come "Un'estate con la Strega dell'Ovest" o "Quando c'era Marnie".
Dimenticatevi quindi intrecci elaborati, avventure al cardiopalma o simbolismi cervellotici: il ritmo de "Il Castello Invisibile" è molto pacato, ponderato, composto, e la trama cerca più che altro di trattare temi quotidiani in un contesto metropolitano, con l'ausilio di una piccola punta di realismo magico.

Sospetto peraltro che il romanzo della Tsujimura abbia tutte le carte in regola per piacere soprattutto ai grandi appassionati di anime, manga e videogiochi, dal momento che offre continui riferimenti a questa specifica sfera del nostro adorato mondo "nerd".
Continuo a pensare infatti che "Il Castello Invisibile" avrebbe potuto offrire il meglio di sé nella forma di un adattamento a fumetti, o quantomeno nei panni di libro illustrato. A lungo andare i personaggi sanno come farsi apprezzare e la storia ha decisamente il suo perché, ma a mio avviso le reazioni sopra le righe, i dialoghi infarciti di espressioni tipiche gergali e il ritmo "episodico" della narrazione potrebbero finire per irritare il lettore occidentale abituato a un tipo di romanzo completamente diverso.

Il finale, d'altro canto, è riuscito a sfiorare delle corde molto profonde e intense dentro di me, riscattando ai miei occhi molte delle incongruenze iniziali.
Fosse anche soltanto per questo, non potrei fare a meno di consigliarvene la lettura! :)


Giudizio personale: 
7.0/10


domenica 31 maggio 2020

"She-Ra e le Principesse Guerriere"



Lasciate che vi dica una cosa: credo che se avessi visto questo cartone da bambina, sarei letteralmente impazzita di gioia!
Anche così, confesso di essermi lasciata piacevolmente risucchiare nel vortice, e di aver trascurato parecchi doveri pur di scoprire cosa sarebbe successo nelle nuove stagioni di "She-Ra e le Principesse Guerriere", la serie d'animazione fantasy per ragazzi creata da Noelle Stevenson (già autrice del popolarissimo romanzo a fumetti "Nimona").

E... che posso dirvi?
Per me questo è uno show semplicemente delizioso!
Una delle cose che più ho apprezzato, è che in pratica "She-Ra e le Principesse Guerriere" parte con una trama semplice- semplice per poi riuscire a svilupparsi in un intreccio interessante ed elaborato che prende a sconfinare via via in un territorio sempre più iper-tecnologico, fantascientifico e semi-marveliano (qualcuno ha detto Thanos, per caso?), senza per questo rinunciare alla sua natura di coloratissimo cartone animato per ragazzine strabordante di unicorni, castelli, principesse fatate e chi più ne ha, più ne metta.

Per di più mi sono innamorata dei personaggi (quasi tutti, buoni e cattivi) e delle relazioni che sono riusciti a costruirsi nel corso di cinque stagioni. Perché, parliamone, ragazzi...
Quando ho cominciato a vedere "She-Ra", in pratica ho continuato a premere il tasto "play" sul telecomando soltanto perché volevo scoprire se la mia bambina Catra sarebbe riuscita a far pace con l'altra mia bambina Adora. All'inizio era tutto qui: una coppia di pazze da cartone animato, una cattiva e una buona, un tempo amiche, poi separate da un grosso malinteso, da un mucchio di insicurezze e da una terribile orda di invasori mostruosi intenzionati ad annientare lo zuccheroso regno del Bene.
E poi... be', non so bene cosa sia successo, ma suppongo che a un certo punto l'incantesimo lanciato dalla Stevenson abbia semplicemente cominciato a fare effetto su di me, perché di colpo ho capito che stavo cominciando a entusiasmarmi.

Che volevo veramente sapere cosa sarebbe successo al mondo di Etheria, qual era il segreto di Mara, come se la sarebbe cavata Spark... ehm, volevo dire Glimmer una volta ascesa al trono, eccetera, eccetera.
Che aveva iniziato a importarmi, ecco, perché di colpo questo mondo popolato da mutaforma sibillini e sirene sarcastiche, uomini fungo, pirati canterini e allegre principesse scorpione aveva preso a sembrarmi stranamente autentico, come se gli autori fossero riusciti a donare alla loro creazione un'irresistibile scintilla vitale.

E da quel punto in avanti, non so, è stato come se avesse completamente smesso di importarmi di inutili quisquilie tipo il comparto grafico o la qualità del doppiaggio originale (per la prima volta dopo anni mi sono ritrovata a impostare l'audio in italiano, un vistoso e sorprendentemente miglioramento in questo caso).
Mi sono messa piuttosto a seguire "She-Ra" perché gli episodi mi divertivano; perché mi facevano sorridere, perché mi emozionavano e mi restituivano il buon umore e mi aiutavano a dimenticarmi di ogni singola preoccupazione per un po'.

Perché "She Ra" in fondo parla di questo posto incantato in cui il Bene e il Male esistono, ma molto spesso risultano piuttosto difficili da distinguere, perché nessun personaggio è fatto solo di Luce o solo di Ombra, solo di Gioia o solo di Dolore. In cui i cattivi a volte hanno più ragione della protagonista, in cui l'eroina spesso sbaglia e non sa cosa fare, e finisce col combinare casini peggiori dei nemici; in cui i migliori amici non sono solo spalle ma individui, e in cui sei costretto a imparare che le persone che ti amano, quelle che dovrebbero proteggerti e guardarti le spalle, a volte sono le stesse che si allontanano e finiscono per spezzarti... ma anche che quelle persone alla fine torneranno sempre, sempre da te, per tenderti la mano e aiutarti a guarire e permetterti di aiutare loro a guarire, per quanto furioso o disperato o spaventoso tu possa diventare.
Perché è cosi che funziona l'amore, no? Se accetti di imbarcartici, sai già che finirai per beccarti un sacco di calci sui denti, qualche gomitata nelle costole e svariati squarci sul braccio... ma anche qualcos'altro, qualcosa di prezioso, e credo che quell'essenza il finale della quinta stagione di "She-Ra" sia riuscito a coglierlo piuttosto bene.

E poi è stato bello poter visitare un mondo in cui TUTTI - a prescindere dall'aspetto, dalle convinzioni, dall'orientamento, dalle truppe psicologiche, dalle debolezze o dal temperamento scontroso - vengono considerati i benvenuti e trattati con il rispetto che meritano, dal momento che la forza - la magia - di un pianeta alla fine risiede sempre nella diversità, e mai dell'omologazione.

Insomma, adesso che l'ho finito, comincio già a sentirne disperatamente la mancanza...
E voi, amici, cosa ne pensate?
Avete visto questa serie, o per caso progettate di farlo? :)


sabato 9 maggio 2020

"Scary Stories to Tell in the Dark": la mia recensione del film horror per ragazzi di André Øvredal...


film horror per ragazzi - 2019 - Guillermo del Toro

Potete acquistare QUI il film in dvd/bluray


"Scary Stories to Tell in the Dark" è un film horror per ragazzi diretto da André Øvredal ("The Autopsy") e scritto/prodotto da Guillermo del Toro.
La pellicola è liberamente ispirata a una popolare raccolta di racconti che porta il medesimo titolo (in Italia il libro illustrato di  Alvin Schwartz è stato pubblicato dalla casa editrice DeAgostini).

Probabilmente avevo delle aspettative troppo alte nei confronti di questo adattamento cinematografico.
Alla resa dei conti, infatti, mi sono ritrovata ad apprezzare diversi aspetti "tecnici" di "Scary Stories to Tell in the Dark" (fotografia, costumi, trucco, effetti speciali...), ma di certo nulla che mi permetta di classificarlo come un film imperdibile.
La trama tende a rifarsi al classico canovaccio filo-Strangers Things, con un'abbondante spolverata di cliché e luoghi comuni tipici della più classica delle storie di fantasmi anni '90, con tanto di maledizione annessa e connessa: la notte di Halloween, un gruppo di ragazzini presi di mira dai bulli trova rifugio in un edificio di dubbia fama e rievoca la leggenda di una sinistra avvelenatrice di bambini.
 Fra tetre visioni e sinistri scricchiolii, la protagonista Stella (Zoe Margaret Collett) si imbatte in un libro scritto col sangue e decide (Dio solo sa perché) di portarselo a casa. Da qual giorno, i suoi malcapitati amici cominceranno a sparire l'uno dopo l'altro...

È difficile capire quale sia esattamente l'obiettivo di un film come "Scary Stories to Tell in the Dark". Un bambino sui dieci, undici anni potrebbe rischiare di spaventarsi durante la visione delle scene più macabre e raccapriccianti; un adulto, viceversa, finirà probabilmente con il ritrovarsi a sbadigliare e a lanciare occhiate svogliate all'orologio in più di un'occasione, per via dell'estrema prevedibilità della sceneggiatura.
Se avete con voi dei bambini in età da scuola media/inizio superiori, magari grandi appassionati dei leggendari "Piccoli Brividi" di R. L. Stine, il discorso ovviamente cambia: sospetto infatti che, insieme ai vostri pargoletti, potreste anche divertirvi parecchio a seguire le rocambolesche disavventure dei giovani eroi del film a spasso per cupi scantinati, infami stanze della tortura e asettici corridoi d'ospedale maledetti...

La familiarità rassicurante delle formula alla base del film e l'innegabile abilità del regista contribuiscono dopotutto a creare una pellicola gradevole e piuttosto spassosa; priva di grandi pretese, ma anche innegabilmente simpatica da guardare con la famiglia riunita al gran completo sul divano, con una bella ciotola di popcorn sul tavolino e il telecomando pronto in mano...


Giudizio personale:
6.2/10




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