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venerdì 30 luglio 2021

"Il Regno Invisibile": recensione del secondo e terzo volume della saga a fumetti di G. Willow Wilson e Christian Ward

 


Potete acquistare QUI il terzo volume in italiano


Breve disclaimer: il fatto di trovarmi a scrivere la recensione degli ultimi due volumi de "Il regno invisibile" nel pieno della mia fanatica fissazione per la serie tv "Legends of Tomorrow", con ogni probabilità non giocherà a favore della graphic novel di G. Willow Wilson e Christian Ward! XD

Se dobbiamo metterci a parlare di navi spaziali, donne capitano super-queer ed equipaggi squinternati pronti a tutto pur di difendere il mondo dai cattivi... bè, mi spiace, Miss Wilson: il mio cuore apparterrà sempre alla pazza banda del capitano Lance! *____*

Okay, premesse deliranti a parte XD, adesso parliamo di "Oltre i limiti" e "In altri mondi", rispettivamente secondo e terzo volume della serie sci-fi "Il regno invisibile".

Mesi fa, vi avevo già espresso il mio apprezzamento nei confronti del primo volume della saga, “Seguire la via”.

Un'impressione positiva che gli ultimi due capitoli hanno più o meno confermato, anche se con qualche riserva e un paio di perplessità.

L'ultimo arco narrativo, in modo particolare, mi è parso affrettato e un po’ tirato per i capelli. Il fatto è che le premesse de "Il regno invisibile", secondo me, lasciavano intuire il progetto di un'odissea molto più ambiziosa e complicata, sulla scia di altre famose space opera del calibro di "Saga" o "Li troviamo solo quando sono morti".

Invece, "In altri mondi" tira rapidamente le somme della trama principale e ci propone una conclusione che, per quanto soddisfacente, secondo me non riesce a scongiurare del tutto la temibile etichetta di "occasione sprecata".

Stando così le cose, devo ammettere di aver trovato gradevole e simpatica la lettura de "Il regno invisibile"... ma nulla di più.

Soprattutto perché i personaggi (parlo dei secondari, ma in parte anche delle protagoniste...) si rivelano abbastanza banali e i dialoghi non si discostano mai molto dal flusso delle nostre previsioni.

Come se non bastasse, i drammi etici e religiosi di Vess (che pure occupano una vasta porzione dell'intreccio) tendono a non centrare mai del tutto il bersaglio, complice una caratterizzazione archetipica e un'evoluzione del personaggio riuscita a metà.

Anche la storia d'amore risente molto dell'ermeticità e della vena scostante dimostrate dalla nostra piccola suora spaziale, d'altro canto: di fatto, il legame fra lei e Grix a me non è mai parso particolarmente credibile... né (e forse questo è anche peggio) interessante nel senso più esteso del termine.

Le illustrazioni "spaziali" di Ward, d'altro canto, sono sbalorditive e contribuiscono ad arricchire il worldbuilding di innumerevoli sfumature.

Sospetto anzi che, senza alcune delle sue splendide tavole "a tutta pagina", "Il regno invisibile" non sarebbe riuscito a spingersi molto oltre il confine della didattica e della semplice retorica anti-consumista: invece, la poesia delle immagini di Ward riesce ad amplificare il messaggio di speranza, pace e resistenza trasmesso dai testi di Wilson e a trascendere il regno della pura banalità, per sconfinare piuttosto nel mondo dell’emozione, dello spirituale e della metafisica.

Se amate le avventure nello spazio, le serie tv come “The Expanse” e gli epici scontri in stile in stile Davide e Golia, vi consiglio insomma di tenere questo titolo in grande considerazione. I difetti ci sono, e purtroppo si vedono; ma il ritmo scoppiettante, le dinamiche benintenzionate e la punta di umorismo che interviene spesso a smorzare l’estrema serietà delle tematiche, bastano comunque a rendere la lettura accattivante e mai banale.

 



venerdì 29 gennaio 2021

Midnight Factory: 7 motivi per rinnovare l’abbonamento a febbraio...

Sul canale Prime Video arrivano tre film horror inediti e altri quattro titoli tratti dal catalogo...

Con qualche giorno di anticipo, la pagina Instagram ufficiale della Midnight Factory ci comunica i prossimi film in arrivo sul loro canale. Le novità in anteprima a febbraio saranno tre, accompagnate da qualche pellicola aggiuntiva, al momento già disponibile in home video. Il mese scorso, la nota casa di distribuzione specializzata in cinema horror ci aveva regalato un paio di titoli interessanti, fra cui il divertente “Wretched – La Madre Oscura” (di cui abbiamo parlato QUI).  Nella speranza che febbraio si riveli altrettanto ricco di brividi e confortevoli mostruosità (fittizie) pronte a balzar fuori dai nostri schermi, proviamo a dare un’occhiata da vicino a tutti i film in arrivo…


Z:Vuole Giocare” è un thriller psicologico diretto dal regista Brandon Christensen. La trama ruota attorno alle vicende di una famiglia alle prese con il terrificante amico immaginario del loro bambino di otto anni. Secondo alcune fonti straniere, il film in arrivo sul canale della Midnight Factory ricorda un po’ “Poltergeist” e “The Babadook” (e io sono abbastanza d'accordo); una descrizione che lascia ben sperare, anche se, in effetti, la sinossi sembra rifarsi a un filone collaudato e abbastanza frequentato dal mondo dell’horror… Potete leggere QUI la mia recensione.


 

 In “Sea Feaver: Contagio in Alto Mare”, la regista di “Jessica Jones” e “Happy ValleyNeasa Hardiman ci guida all’interno di un incubo subacqueo ispirato al classico di fantascienza “Alien”. Quando un terribile parassita si diffonde nella loro scorta d’acqua, i membri dell’equipaggio di un peschereccio da traino si ritrova a lottare per la sopravvivenza. Riusciranno a tornare a casa, o finiranno sommersi dalle acque?


Cosa succederebbe se un reality show e la vita vera si scontrassero nel modo più brutale e orrifico posibile? “Scare Campaign” è il film che cerca di rispondere a questa domanda, raccontando l’ordalia di un gruppo di persone che conducono uno show televisivo con l’obiettivo di spaventare a morte chiunque si trasformi nell'obiettivo designato della loro trasmissione. Ma non appena il produttore comunicherà alla troupe la sua intenzione di allestire il prossimo set sul sito di un sinistro manicomio, le cose cominceranno a prendere una piega decisamente sbagliata…

 

Ho avuto l’occasione di vedere “February – L’innocenza del Male” su Prime Video, un po’ di tempo fa. Si tratta di una pellicola molto, molto particolare, che mi ha ricordato un po’ il thriller di Phoebe Locke “L’ Uomodelle Ombre”. Il cast, capitanato dalla Emma Roberts di “Scream Queens” e dalla Kiernan Shipka di “The Chilling Adventures of Sabrina”, vale da solo una menzione speciale. Il ritmo è un po’ lento, nel complesso; ma se amate le atmosfere oniriche e allucinate in stile “The Witch” o “Picnic ad Hanging Rock”, resterete folgorati dal suo sorprendente finale…

 


 Il film cult di David Robert Mitchell non ha veramente bisogno di presentazioni, e sospetto che una buona parte di voi l’abbia già visto da un pezzo. Ma per chi avesse voglia di riguardarlo – o nel remoto caso in cui faceste parte della sparuta minoranza di spettatori che non vede l’ora di recuperarlo –  direi che “It Follows” rappresenta un’imprescindibile aggiunta all’ottima scuderia di titoli horror già disponibili sul canale! Potete leggere QUI la mia recensione.

 

La Midnight Factory ha pubblicato di recente più di un’edizione extra-lusso dell’intramontabile classico “Non Aprite Quella Porta” (in Blu-Ray e Blu-Ray 4K), ma da febbraio il film di Tobe Hooper sarà disponibile anche in streaming sul loro canale. Un bagno di sangue senza precedenti attende gli sventurati protagonisti di questa pellicola che, negli anni Settanta, fu messo al banda in molti cinema e provocò pericolosi attacchi di emicrania a tutti i genitori del mondo. Considerato, a torto o a ragione, come il capostipite del genere “slasher”, il film inaugurò una serie che, ad oggi, vanta ben altri sette titoli, fra sequel e spin-off…

 



Il titolo italiano di "The Fifth Passenger" è "2051: Minaccia Aliena".
Un film che vede scendere in campo molti volti noti di "Star Trek" e che narra l'odissea distopica/spaziale di un gruppo di naufraghi alla deriva nella galassia. La capsula di salvataggio dei protagonisti può contenere solo quattro persone, e il comandante non nutre alcuna simpatia nei confronti della coraggiosa protagonista del film! Prima che possa espellere la nostra eroina, però, un parassita di origine aliena prende a smangiucchiare i vari membri dell'equipaggio...
Un bel modo per risolvere i problemi di spazio, no? ;D


Vi ricordo che il canale tematico Midnight Factory, come tutti gli altri Prime Video Channels, permette di usufruire di un periodo di prova gratuita. Per iscrivervi o curiosare un po' in giro, potete dare un'occhiata a QUESTA pagina! ^____^




domenica 27 settembre 2020

Recensione: "Harrow la Nona", di Tamsyn Muir

 


The Locked Tomb, Vol. 2

Potete acquistarlo QUI in italiano

“Harrowhark la Nona, ultima negromante della sua Casa, è stata reclutata dall’Imperatore per combattere una guerra impossibile. Costretta a lavorare fianco a fianco con una detestata rivale, Harrow deve perfezionare le sue abilità e diventare un angelo della non-morte... ma la sua salute si sta deteriorando, la sua spada le dà la nausea, e perfino la sua mente sta cominciando a tradirla. Sigillata nel gotico splendore del Mithraeum dell’Imperatore con tre insegnanti ostili, infestata dal fantasma folle di un pianeta assassinato, Harrow dovrà confrontarsi con due scomode domande: qualcuno sta forse cercando di ucciderla? E nel caso in cui ci riuscisse... l’universo sarebbe forse più al sicuro?”

 

Harrow la Nona” è il mio libro preferito del 2020. L’anno non è finito, per cui suppongo che la situazione potrebbe ancora cambiare; eppure, in qualche modo, dubito che riuscirò a trovare un romanzo capace di superare quello di Tamsyn Muir, un’autrice perfettamente in grado di mandare in pappa le mie facoltà cognitive (nel migliore dei sensi possibili) e di rovesciarmi addosso una furiosa scarica di emozioni.

Parlare di “Harrow la Nona” senza spoilerare il finale di “Gideon la Nona” è quasi impossibile, ma farò del mio meglio, considerando che la traduzione italiana a opera della Mondadori (“Gideon la Nona”) non dovrebbe tardare ad arrivare sugli scaffali delle nostre librerie.

Mi limiterò pertanto a elencarvi i 10 motivi per cui la lettura di questo sequel mi ha elettrizzato, spingendosi al punto da farmi prendere in seria considerazione l’idea di arrampicarmi in cima a un tetto a proclamare ufficialmente il mio amore immortale nei confronti di questa serie e dei suoi meravigliosi personaggi! *___*

 1.  L’assurda (e pienamente soddisfacente) tortuosità dell’intreccio

Harrow la Nona” è uno di quei rarissimi libri fantasy in cui niente – ma assolutamente nulla – è come sembra e tutto quello che il lettore credeva di sapere all’inizio viene ribaltato di continuo in uno spietato gioco a incastro di millimetrica precisione chirurgica. Per i due terzi del libro la trama resta un enigma; per il lettore la sfida a raccogliere i numerosi (e criptici) indizi disseminati fra le pagine rappresenta contemporaneamente una delizia e una forma di elaborata tortura psicologica. Bisogna fidarsi dell’assurdo ingegno di Tamsyn Muir per arrivare in fondo senza gettare la spugna; io l’ho fatto senza esitare (basta leggere due righe di “Gideon la Nona” per sapere che questa ragazza ha un QI da record e una passione viscerale per il mondo della speculative fiction...), e ovviamente alla fine sono stata abbondantemente ricompensata.

2.  La protagonista

La verità è che, per quanto Gideon possa risultare irresistibile e divertente sotto alcuni punti di vista, Harrow è sempre stato il mio personaggio preferito della trilogia “The Locked Tomb”. In questo libro, seguiamo il suo punto di vista privilegiato per i due terzi della narrazione, e naturalmente la cosa mi ha riempito di entusiasmo. Anche perché la Harrow con cui abbiamo a che fare in questo secondo romanzo risulta in qualche modo profondamente diversa dalla negromante compita e perfettamente padrona di sé che avevamo imparato a conoscere in “Gideon la Nona”. Harrow qui è sempre infelice, sempre vestita di nero da capo a piedi, cupa e melodrammatica nella sua sepolcrale aura di tragedia incompiuta, ma fin dalle primissime pagine di questo sequel appare evidente che qualcosa è cambiato...  La sua mente sembra danneggiata e il suo potere viene continuatamente messo in ridicolo da quelli che dovrebbero essere i suoi pari. Il fatto che Harrow sia uno dei narratori più inaffidabili di cui abbiate mai sentito parlare non fa altro che rimescolare continuamente le carte in tavola e spingervi a desiderare di poter in qualche modo “craccare” la sua testa per riuscire a scoprire finalmente cosa diavolo stia succedendo...

3. L’ambientazione

Anche da questo punto di vista, la Muir si rifiuta di sottovalutare l’intelligenza e la soglia d’attenzione dei suoi lettori. L’universo in cui si svolge la trilogia è vasto e complicato, una perfetta commistione fra fantasy e sci-fi... ma sarete voi a dover ricomporre lo scenario, unendo un tassello dopo l’altro per riuscire a ricreare il quadro (da un punto di vista politico, religioso, mitologico eccetera). L’autrice non vi servirà mai alcuna informazione su un piatto d’argento; proprio per questo, a volte potrebbe risultare un po’ complicato (nonché enormemente stimolante) riuscire a seguire la trama in tutte le sue innumerevoli sfaccettature. Vi dico solo che programmo di rileggere Harrow la Nona” quanto prima (e voi lo sapete: io non rileggo quasi mai...); nel frattempo, ho trovato piuttosto utile consultare le informazioni contenute in QUESTA pagina.

4.  I “tropes”

     Harrow la Nona” è il frutto dell’estro creativo di un’autrice che non si è mai fatta scrupolo di nascondere il proprio amore per il mondo del pulp e delle fanfiction, per cui forse non vi sorprenderà sapere che anche questo libro è infarcito di temi e stratagemmi letterari ricorrenti. Il più famoso all’interno di “Gideon” era il celebre “enemy-to-lovers” (uno dei miei preferiti), ma state pur sicuri che da questo punto di vista la Muir si è assicurata di non farci mancare niente... Anzi! XD

      5. Il romance

      I fan della ship più “canon” e consolidata potrebbero sentirsi un po’ frustrati leggendo l’inizio di “Harrow la Nona”... ma non scoraggiatevi! Anche quando comincerete a subodorare la creazione di un certo triangolo (anzi, no: un quadrilatero... il Corpo della tipa nella Tomba varrà qualcosa da questo punto di vista, secondo voi?), continuate a leggere e non lasciatevi fuorviare troppo da scene tipo la fatidica ricostruzione del braccio di Ianthe. Se ci riuscite. Non è che potrei biasimarvi troppo, se così non fosse... XD

     6.  Ianthe Tridentarius

      In una recente intervista, Tamsyn Muir ha definito Ianthe come la sua versione “femminile e lesbica” di Draco Malfoy. Da un punto di vista meramente accademico, direi che la descrizione calza a pennello... solo che in realtà Ianthe è molto oh-così-tanto-più-di-questo! Tanto per cominciare, ha delle battute fuori dal mondo e l’astuzia di una vecchia volpe... e poi è ambigua (ma sul serio!), spregevole, divertente, sadica, irrestibile... Se non avessi già regalato il mio cuore a Harrow, credo proprio che avrei permesso a Ianthe di farlo a pezzettini in qualsiasi momento, ecco! *____*

      7. I dialoghi

      “I could protect you, if you’d only ask me to,” said Ianthe the First. A tepid trickle of sweat ran down your ribs. “I would rather have my tendons peeled from my body, one by one, and flossed to shreds over my broken bones,” you said. “I would rather be flayed alive and wrapped in salt. I would rather have my own digestive acid dripped into my eyes.” “So what I’m hearing is … maybe,” said Ianthe. “Help me out here. Don’t be coy.”

       Non ho altro da aggiungere, Vostro Onore...

      8. Le tematiche

      Nonostante le tonalità ironiche, graffianti e condite di umorismo al vetriolo della narrazione, “Harrow la Nona” affonda gli artigli al cuore di un nucleo di tematiche attualissime e, in alcuni casi, spaventosamente universali. Malattia mentale, lutto, colonialismo... Non lasciatevi distrarre dalla geniale stravaganza della premessa (“negromanti queer nello spazio! Yeah!”) e cominciate a leggere questa serie, se ancora non l’avete fatto. Ma tipo... adesso!

      9.  La catarsi

      Il senso di rivelazione che vi coglierà a fine lettura vi lascerà a bocca aperta, facendovi desiderare di ricominciare la lettura seduta stante. Seconda persona singolare, terza persona, presente, passato, mondi alternativi...  Prima o poi ogni elemento andrà a occupare il suo inevitabile collocamento nel puzzle generale (un apparente caos a base di assurdità e nonsense), e fidatevi di me: nel momento in cui accadrà, sarà un’epifania...

     10.  L’epilogo

      Personalmente non ci ho capito una mazza. Eppure ho cominciato a tenere il conto sul calendario dei lunghi e tristi mesi che ancora mi separano dalla lettura di “Alecto la Nona”: perché sospetto che ne vedremo delle belle, ma soprattutto perché adesso ho bisogno di sapere come diavolo continua questa storia... anche perché provare a fare previsioni al riguardo sarebbe impossibile. Forse addirittura ridicolo! *____*

 

Giudizio personale:

10/10



domenica 30 agosto 2020

"Gamora & Nebula - Sisters in Arms": il secondo libro di Mackenzi Lee dedicato ai personaggi Marvel

Su Instagram e sugli altri social impazza la notizia dell'imminente pubblicazione dell'edizione italiana di "The Gentleman's Guide to Vice and Virtue" di Mackenzi Lee.
Non sono una fan del genere, per cui devo ammettere che la mia attenzione si è concentrata più che altro sull'annuncio del suo nuovo romanzo YA dedicato a Gamora e Nebula (sì, proprio loro: le due tostissime sorelle protagoniste della serie cinematografica "I Guardiani della Galassia"...).
Il libro si chiamerà "Sisters in Arms" e debutterà negli USA nel corso del 2021!



Potete prenotarlo QUI in inglese

"La relazione fra le sorelle adolescenti adottive Gamora e Nebula è più che esplosiva che mai! Quando finiscono su un pianeta che si va sempre più deteriorando a causa delle costanti trivellazioni minerarie, le ragazze devono affrontare una serie di eventi che le costringeranno a esplorare la fonte della loro rivalità - e a decidere finalmente da che parte riporre la loro lealtà."


Dopo "Loki - Il giovane dio dell'inganno", l'autrice americana Mackenzi Lee tornerà quindi a "lavorare" con i personaggi di casa Marvel.
Alcuni lettori si aspettavano forse un sequel diretto del primo libro, ma dovete sapere che il contratto firmato dalla Lee con la Disney parla chiaro: il piano è sempre stato quello di consegnare alle stampe una trilogia che parlasse di "antieroi adolescenti incompresi e pieni di problemi", spostando il focus della narrazione su diversi personaggi "moralmente ambigui".

In una recente intervista rilasciata all'Hollywood Reporter, Mackenzie Lee ha dichiarato: "Quando abbiamo cominciato a parlare del secondo libro, sapevo fin dall'inizio che stavolta avrei scritto una storia dedicata alle donne, sia perché c'è un enorme discrepanza nel numero di personaggi maschili e femminili presenti all'interno dell'universo Marvel, sia perché la nostra società concede raramente ai personaggi femminili di essere complicati o sfaccettati alla stessa maniera degli uomini. Vogliamo che le donne per cui ci viene chiesto di tifare siamo perfette, altrimenti potremmo trovare impossibile farcele piacere."

"Gamora & Nebula: Sisters in Arms" fornirà quindi all'autrice un'ottima occasione per cimentarsi in tematiche che le stanno molto a cuore; primo fra tutti, il rapporto fra sorelle, che nel caso di Gamora e Nebula assumerà senz'altro una deliziosa sfumatura di rivalità/affetto/cordiale antipatia/amore indissolubile...

Che cosa posso dire? Speriamo solo che il romanzo si svolga interamente fra le stelle, e che non finisca per sfociare da qualche parte lungo le strade fuligginose dell'onnipresente Inghilterra vittoriana! :D




domenica 31 maggio 2020

"She-Ra e le Principesse Guerriere"



Lasciate che vi dica una cosa: credo che se avessi visto questo cartone da bambina, sarei letteralmente impazzita di gioia!
Anche così, confesso di essermi lasciata piacevolmente risucchiare nel vortice, e di aver trascurato parecchi doveri pur di scoprire cosa sarebbe successo nelle nuove stagioni di "She-Ra e le Principesse Guerriere", la serie d'animazione fantasy per ragazzi creata da Noelle Stevenson (già autrice del popolarissimo romanzo a fumetti "Nimona").

E... che posso dirvi?
Per me questo è uno show semplicemente delizioso!
Una delle cose che più ho apprezzato, è che in pratica "She-Ra e le Principesse Guerriere" parte con una trama semplice- semplice per poi riuscire a svilupparsi in un intreccio interessante ed elaborato che prende a sconfinare via via in un territorio sempre più iper-tecnologico, fantascientifico e semi-marveliano (qualcuno ha detto Thanos, per caso?), senza per questo rinunciare alla sua natura di coloratissimo cartone animato per ragazzine strabordante di unicorni, castelli, principesse fatate e chi più ne ha, più ne metta.

Per di più mi sono innamorata dei personaggi (quasi tutti, buoni e cattivi) e delle relazioni che sono riusciti a costruirsi nel corso di cinque stagioni. Perché, parliamone, ragazzi...
Quando ho cominciato a vedere "She-Ra", in pratica ho continuato a premere il tasto "play" sul telecomando soltanto perché volevo scoprire se la mia bambina Catra sarebbe riuscita a far pace con l'altra mia bambina Adora. All'inizio era tutto qui: una coppia di pazze da cartone animato, una cattiva e una buona, un tempo amiche, poi separate da un grosso malinteso, da un mucchio di insicurezze e da una terribile orda di invasori mostruosi intenzionati ad annientare lo zuccheroso regno del Bene.
E poi... be', non so bene cosa sia successo, ma suppongo che a un certo punto l'incantesimo lanciato dalla Stevenson abbia semplicemente cominciato a fare effetto su di me, perché di colpo ho capito che stavo cominciando a entusiasmarmi.

Che volevo veramente sapere cosa sarebbe successo al mondo di Etheria, qual era il segreto di Mara, come se la sarebbe cavata Spark... ehm, volevo dire Glimmer una volta ascesa al trono, eccetera, eccetera.
Che aveva iniziato a importarmi, ecco, perché di colpo questo mondo popolato da mutaforma sibillini e sirene sarcastiche, uomini fungo, pirati canterini e allegre principesse scorpione aveva preso a sembrarmi stranamente autentico, come se gli autori fossero riusciti a donare alla loro creazione un'irresistibile scintilla vitale.

E da quel punto in avanti, non so, è stato come se avesse completamente smesso di importarmi di inutili quisquilie tipo il comparto grafico o la qualità del doppiaggio originale (per la prima volta dopo anni mi sono ritrovata a impostare l'audio in italiano, un vistoso e sorprendentemente miglioramento in questo caso).
Mi sono messa piuttosto a seguire "She-Ra" perché gli episodi mi divertivano; perché mi facevano sorridere, perché mi emozionavano e mi restituivano il buon umore e mi aiutavano a dimenticarmi di ogni singola preoccupazione per un po'.

Perché "She Ra" in fondo parla di questo posto incantato in cui il Bene e il Male esistono, ma molto spesso risultano piuttosto difficili da distinguere, perché nessun personaggio è fatto solo di Luce o solo di Ombra, solo di Gioia o solo di Dolore. In cui i cattivi a volte hanno più ragione della protagonista, in cui l'eroina spesso sbaglia e non sa cosa fare, e finisce col combinare casini peggiori dei nemici; in cui i migliori amici non sono solo spalle ma individui, e in cui sei costretto a imparare che le persone che ti amano, quelle che dovrebbero proteggerti e guardarti le spalle, a volte sono le stesse che si allontanano e finiscono per spezzarti... ma anche che quelle persone alla fine torneranno sempre, sempre da te, per tenderti la mano e aiutarti a guarire e permetterti di aiutare loro a guarire, per quanto furioso o disperato o spaventoso tu possa diventare.
Perché è cosi che funziona l'amore, no? Se accetti di imbarcartici, sai già che finirai per beccarti un sacco di calci sui denti, qualche gomitata nelle costole e svariati squarci sul braccio... ma anche qualcos'altro, qualcosa di prezioso, e credo che quell'essenza il finale della quinta stagione di "She-Ra" sia riuscito a coglierlo piuttosto bene.

E poi è stato bello poter visitare un mondo in cui TUTTI - a prescindere dall'aspetto, dalle convinzioni, dall'orientamento, dalle truppe psicologiche, dalle debolezze o dal temperamento scontroso - vengono considerati i benvenuti e trattati con il rispetto che meritano, dal momento che la forza - la magia - di un pianeta alla fine risiede sempre nella diversità, e mai dell'omologazione.

Insomma, adesso che l'ho finito, comincio già a sentirne disperatamente la mancanza...
E voi, amici, cosa ne pensate?
Avete visto questa serie, o per caso progettate di farlo? :)


domenica 24 maggio 2020

Recensione: "Invisible Kingdom - Vol. 1" di G. Willow Wilson e Christian Ward


space opera - volume 1 - fumetti - Christian Ward

Invisible Kingdom, Vol. 1

Potete acquistarlo QUI in italiano


Invisible Kingdom” è una graphic novel scritta da G. Willow Wilson (la creatrice di Miss Marvel in versione Kamala Khan, nonché autrice del romanzo fantasy “The Bird King”…) e illustrata da Christian Ward.
Negli USA il fumetto viene pubblicato ogni mese dalla casa editrice Dark Horse; in Italia invece l’opera è ancora inedita… ma non lo sarà ancora a lungo, voglio sperare!

Il primo volume in edizione brossurata di “Invisible Kingdom” raccoglie i primi cinque numeri della serie. Stando alle sue stesse dichiarazioni, la Wilson progettava di realizzare una space opera incentrata sui conflitti bellici e interiori di una suora aliena praticamente da tutta la vita… E alla fine questo suo nuovo progetto si è concretizzato nel personaggio di Vess, giovane novizia di un culto segreto alle prese con una spietata e brutale multinazionale intergalattica intenzionata ad assoggettare l’universo tramite l’assoluto monopolio di ogni forma di commercio. Dopo una serie di ordalie, la ragazza si ritroverà a incrociare il sentiero di Grix, una cinica e determinatissima “capitana” della corporazione contro cui Vess intende schierarsi; insieme, le due donne dovranno escogitare un modo per opporsi alle terrificanti mire espansioniste del loro inarrestabile nemico…

La trama di “Invisible Kingdom”, per intenderci, non raggiunge esattamente dei picchi di originalità mai visti, almeno fino a qui. Eppure, i toni esuberanti della narrazione e la freschezza delle tavole rendono la lettura di questo volume estremamente coinvolgente e divertente, a patto di continuare a considerare questi primi numeri come una sorta di preludio, il primo atto di una lunga saga ancora tutta da sviluppare. Il world-building, dal canto suo, non ha paura di sbandierare le sue influenze (“Dune”, “Star Wars”, “The Expanse”…), dal momento che riesce comunque a riunire agevolmente tutti questi elementi sotto lo stendardo di un’unica identità specifica. Del resto, alcuni dei risvolti tematici principali sono assolutamente tipici del lavoro di G. Willow Wilson: il significato della parola “fede”, il peso della diversità all’interno di una società che non sembra disposta a concedere alcuno spazio a ciò che tende a uscire dalle righe, il ruolo della tecnologia nelle nostre vite, eccetera, eccetera.
Senza contare il benevolo e salutare sentimento femminista che aleggia su tutta la vicenda come un'irrinunciabile Fata Madrina pronta a elargire i suoi doni di riscatto, empowerment e annullamento totale delle odiose barriere di genere... 

Anche i personaggi, per ora solo abbozzati, recano in sé le premesse di un potenziale estremamente interessante. L’unica cosa che manca al momento, secondo me, è un villain di natura meno generica, un cattivo in grado di rappresentare l’avidità e la corruzione delle forze contro cui combattono Vess e Grix, senza scadere nel solito cliché del mostro-senza-occhi-né-volto che sghignazza fra sé nel bianco asettico di una stanza vuota…
Ho apprezzato molto anche le illustrazioni di Christian Ward, che a parer mio si sposano benissimo con il genere di storia che “Invisible Kingdom” intende raccontare. I suoi esplosivi sprazzi di colore e le sue suggestive rappresentazioni delle pieghe più recondite dello spazio profondo sono riuscite a incantarmi!

Un primo volume estremamente promettente, insomma, che per il momento ha soltanto rafforzato la mia intenzione di continuare a seguire le opere di G. Willow Wilson. Se amate le “space opera” a fumetti, il romanzo "Binti" di Nnedi Okorafor, e pensate che al trend “suore-badass-in-situazioni-ai-confini-della-realtà” finora non sia stato ancora concesso il giusto peso, voi provate a dargli un’occhiata…


 Giudizio personale:
8.0/10




NB: da oggi potete leggere QUI la mia recensione del secondo e terzo volume della serie! ;D

venerdì 21 febbraio 2020

Recensione: "Laughter at the Academy" di Seanan McGuire


migliori libri fantasy 2019 - raccolta di racconti- horror

Disponibile in inglese

"Dalle foreste incantate delle fiabe alle tetre brughiere gotiche, dallo scintillante laboratorio di uno scienziato pazzo alle sabbiose spiagge di Neverland, i racconti di Seanan McGuire si sono sempre rivelati sorprendenti, deliziosi, stordenti e pronti a trasportare il lettore in un'altra dimensione. Adesso, per la prima volta, le sue storie migliori sono state raccolte in unico volume; una collezione che attraversa i generi e sovverte ogni aspettativa... "



"Laughter at the Academy" è una nutrita raccolta di racconti scritti da Seanan McGuire, autrice di romanzi popolari e apprezzatissimi (anche dalla sottoscritta) come "Middlegame", "Come Tumbling Down" e "Into the Drowning Deep".
Le storie contenute in questo volume spaziano fra vari generi (portal fantasy, steampunk, sci-fi, horror, ghost stories, retellings, eccetera, eccetera...), ma condividono sempre almeno un paio di caratteristiche in comune, una serie di tratti tipici che, in realtà, un qualsiasi lettore affezionato della Mcguire sarebbe in grado di riconoscere e identificare al primo sguardo.
L'amore per alcuni temi specifici (la virologia, l'evoluzione, il rapporto genitori/figli, il bullismo, i condizionamenti sociali che tendono costantemente verso la mortificazione - e l'autodistruzione - della nostra specie...) rappresenta ad esempio un elemento ricorrente all'interno della sua produzione, e i racconti racchiusi in questo libro non fanno certo eccezione.

Dovete sapere che, fino a qualche tempo fa, tendevo a snobbare quasi completamente le antologie e le collezioni di storie brevi.
Sono stati libri interessanti, stimolanti e grintosi come "How long ' till black future month?", "Culti svedesi" o "Stagioni Diverse" a farmi cambiare idea in proposito.
Sono molto contenta di essere finalmente riuscita a superare questo mio piccolo "pregiudizio" letterario: "Laughter at the Academy" si è rivelato infatti un piccolo scrigno di emozioni e suggestioni indimenticabili, un prezioso concentrato di ispirazione, commozione e divertimento; un po' come tutte le altre opere della Mcguire che mi è capitato di leggere finora, del resto.

A conquistarmi sopra ogni altra cosa, in questa occasione, è stata forse soprattutto la sconfinata capacita di immaginazione della McGuire, la sua straordinaria capacità di rielaborare e adattare ai suoi scopi le fonti di ispirazione più disparate: riuscire a trarre uno spietato e originale fantasy "militatesco" dalla storia di "Peter Pan", una lacerante storia-d'amore-con-fantasma da una vecchia ballata popolare, o uno scoppiettante noir a tema sovrannaturale da "Il Mago di Oz" non era certo compito alla portata di tutti... Ma dalla Mcguire ormai è lecito aspettarsi solo miracoli; solo onestà, voglia di sperimentare e tanta, tanta ironia.

Continuo a non nutrire un amore particolare per il racconto "Dagon" di H. P. Lovecraft, per cui l'ultima storia di "Laughter of the Academy" (che ne reinterpreta il mito) è l'unica che non sia riuscita a catturarmi in modo particolare.
Per il resto, amici lettori, posso assicurarvi di aver amato con tutto il cuore questa singolare carrellata di bambini smarriti e scienziati pazzi, bambole infernali, alieni vittoriani, dinosauri conquistatori e giocattolai pericolosi.
Se non avete mai letto nulla di Seanan Mcguire, fate un regalo a voi stessi: non appena "Middlegame" arriverà sugli scaffali delle nostre librerie, correte a comprarlo... e preparatevi ad entrare in contatto con una mente brillante e traboccante di passione, di gran lunga una delle voci più atipiche, coinvolgenti e interessanti che il campo della narrativa fantastica abbia attualmente da offrire!


Giudizio personale:
9.0/10


giovedì 30 gennaio 2020

Recensione: "Runaways" di Rainbow Rowell e Kris Anka (Volumi 1 - 3)

Tornare a casa - Migliori Amici per Sempre - Ciò che è Stato - supereroi

Potete acquistare QUI il primo volume in italiano

"Cuori infranti, genitori ingombranti e superpoteri! Il grande ritorno dei teenager che hanno conquistato cosplayer, fumettisti e spettatori, grazie alla serie Hulu! Nico Minoru è tornata e vuole radunare i Runaways... tutti! Storia di Rainbow Rowell, una delle romanziere young adult più amata del momento (Fangirl, Eleanor & Park, Ti chiamo sul fisso)."


Dicono che non esista una serie o un volume ideale per cominciare a leggere i fumetti Marvel, ma nel corso del tempo ho scoperto che esistono sicuramente dei “punti d’entrata” migliori di tanti altri.
Io, ad esempio, mi sono avvicinata a questo colorato e intricatissimo mondo grazie all’avvincente serie “Ms Marvel” di G. Willow Wilson, seguita a ruota dal primo volume di Kelly Sue Deconnick dedicato alle meravigliose avventure di Captain Marvel.
Ma credo che anche “Tornare a Casa” di Rainbow Rowell e Kris Anka possa rappresentare un ottimo punto di partenza per lettori novizi, e in modo particolare per chi non si sentisse particolarmente incline a buttarsi a capofitto nel complicatissimo marasma di guerre civili, crossover e tie-in che caratterizza il poliedrico universo Marvel.

Ma chi sono i Runaways, esattamente, vi chiederete voi?
Bè, sulla carta si tratta di un gruppo di supereroi non-più-così-adolescenti, scappati di casa dopo aver scoperto che i loro genitori stavano tramando in segreto con una banda di antiche divinità aliene per distruggere il mondo e annichilire l’intera razza umana. Dopo essersi ribellati ai super-villains che firmavano le loro giustificazioni a scuola e cucinavano per loro ogni sera, i ragazzi si sono visti costretti a prendere la sofferta decisione di unire le forze, sfruttare i loro (discutibili) superpoteri e fermare il malvagio piano criminale escogitato dai loro padri e dalle loro madri…
Da quel giorno in poi, il gruppo di adolescenti formato da Chase, Nico, Karolina, Molly, Gert e Alex ha continuato a fare squadra e a vivere ai margini della società, realizzando di tanto in tanto delle grandi imprese a beneficio della società. Ma se qualcuno dovesse mai spingersi al punto di chiederlo a uno di loro, i Runaways smentirebbero categoricamente di appartenere a una squadra di supereroi… Perché loro si considerano una famiglia: niente di più, niente di meno.

In concomitanza con l’esordio televisivo americano della serie Hulu, la popolare autrice americana Rainbow Rowell è stata quindi incaricata di riportare sulle scene questi eccentrici e potenti teenagers dalle mille e una sfumature. Il risultato? Una serie a fumetti a mio umile modo di vedere assolutamente irresistibile, fresca, spumeggiante e moderna, che trova in “Buffy – The Vampire Slayer” la sua principale fonte di ispirazione e che è stata appositamente indirizzata a un pubblico di lettori “neo-adulti”, vale a dire appartenenti a una fascia d'età compresa fra i 20 e i 28 anni.

I primi tre volumi della serie “Runaways” (“Tornare a Casa”, “Migliori Amici per Sempre” e “Ciò che è Stato”) hanno rappresentato per me un’ottima prova a favore dell’abilità e della sensibilità della Rowell, già nota al pubblico italiano per il suo fortunatissimo romanzo YA “Fangirl”. Mi è bastato sfogliare poche pagine per affezionarmi visceralmente ai personaggi e riuscire a farmi un’idea precisa dell’esatta natura del rapporto che lega i vari componenti del gruppo.
Sospetto che alcuni lettori “veterani” di fumetti Marvel potrebbero trovare irritante la sua tendenza a concedere più spazio allo sviluppo delle complicate dinamiche familiari, sociali e/o sentimentali che affliggono i vari protagonisti che non sulle varie minacce di ordine sovrannaturale che i nostri eroi si trovano di volta in volta ad affrontare… Ma a parer mio si tratta di una scelta consapevole e deliberata che porta i suoi frutti, e ricompensa abbondantemente il lettore in termini di approfondimento psicologico, empatia e calore umano.
Anche il tratto vivace, cartoonesco e fortemente espressivo di Kris Anka contribuisce ad attribuire alla serie “Runaways” una sua peculiare identità specifica, del resto, e a distinguerla senza troppi problemi dalla granda massa di fumetti a tema supereroistico attualmente in circolazione.

Personalmente, devo confessare di aver apprezzato i primi due volumi leggermente più del terzo; ma più che a un calo fisiologico della qualità della sceneggiatura o delle illustrazioni, tendo ad attribuire questa leggera preferenza al fatto che “Ciò che è Stato” sceglie di spostare il focus della narrazione verso il passato, vale a dire riesumando una serie di eventi di cui avevo poca o nessuna nozione, e a reintrodurre all’interno della trama un personaggio (Alex), di cui per il momento sento che avrei potuto fare benissimo a meno…
Ma questo terzo arco narrativo si conclude con un succoso cliffhanger, e le risposte a tutte le nostre domande arriveranno solo con la lettura del quarto volume, “Non Puoi Nasconderti”…
Torneremo con ogni probabilità a parlare dell’argomento un po’ più nel dettaglio, perciò forse per il momento è meglio che mi fermi qui.
Per il momento, amici, accontentatevi di tenere le dita incrociate e di sperare insieme a me che a marzo (o subito dopo), la piattaforma Disney+ sbarchi in Italia con le varie stagioni della serie tv dedicata ai  Runaways in catalogo… 
Per il momento me la sono lasciata scappare, ma adesso mi auguro di riuscire a recuperarla quanto prima! *____*


Giudizio personale:
8.0/10




lunedì 28 ottobre 2019

Recensione: "How long 'til black future month?", di N. K. Jemisin


afrofuturismo - recensioni - fantascienza - distopia - realismo magico - Locus Award

Disponibile in inglese

 Potete acquistarlo QUI

"N. K. Jemisin è una delle autrici di speculative fiction più importanti e acclamate dei giorni nostri. In questa sua prima antologia di racconti, la Jemisin si accinge a sfidare e deliziare i suoi lettori, attraverso le sue provocatorie storie di distruzione, rinascita e redenzione. Draghi e spiriti vendicativi infestano le strade di New Orleans, subito dopo la devastazione scatenata dall’uragano Katrina. In un mondo parallelo, una società utopica osserva il nostro mondo, cercando di imparare dai nostri errori. Una madre di colore del Jim Crow South deve salvare la figlia dalle promesse impossibili di un fay. La raccolta conterrà, inoltre, la storia breve “The City Born Great”, candidata al Premio Hugo."


"How long 'til black future month?" è una collezione di storie brevi a tema fantasy o fantascientifico pubblicata nel 2018 dalla pluripremiata autrice americana N. K. Jemisin.
Dovete sapere che di solito non amo molto le raccolte di racconti. Certo, sono cresciuta leggendo le più stratosferiche e iconiche antologie di Stephen King ("A volte ritornano", "Stagioni diverse", "Quattro dopo mezzanotte", eccetera, eccetera...), ma Re del Brivido a parte? Diciamo che le mie sortite in questo campo si contano sulle dita di una mano.
Eppure, non appena ho saputo che la Jemisin - una scrittrice che ormai venero praticamente come se fosse una dea scesa in terra - avrebbe pubblicato un libro di questo genere, ho capito che avrei fatto carte false pur di riuscire ad accaparrarmene una copia!

Immagino di aver nutrito delle aspettative abbastanza alte nei confronti di questo titolo. Ditemi un po': non è meraviglioso quando un libro si dimostra non solo all'altezza, ma addirittura di qualità superiore a ogni vostra più rosea speranza?
Sinceramente non credevo che "How long 'til black future month?" sarebbe riuscito a intrigarmi e a coinvolgermi così tanto. Ma la Jemisin, da autentica Maestra del genere qual è, si è rivelata in grado di sorprendermi ancora una volta.
È chiaro che l'efficacia dei singoli racconti può variare, in fondo anche un po' in base ai gusti personali. Io, per esempio, mi sono ritrovata ad apprezzare tutte le storie, tranne il distopico "The Elevator Dancer", che effettivamente mi ha lasciato un po' perplessa, sulla scia della sua stringata e beffarda nebulosità.

Ciò che tuttavia colpisce, leggendo "How long 'til black future month?", è in primo luogo la sbalorditiva capacità della Jemisin di destreggiarsi da un sottogenere dal fantastico a un altro, come se questo mondo non avesse veramente più segreti per lei. Dall'afrofuturismo di "Cloud Dragon Sky"al realismo magico de "L'Alchimista"; dal fantascientifico "The Brides of Heaven" alla rocambolesca commedia steampunk in salsa f/f "The Effluent Engine", passando per la più volte candidata a premi prestigiosi fiaba nera "The Storyteller's Replacement" e per quella piccola, graziosa gemma horror chiamata "Red Dirt Witch": "How long 'til black future month?" offre su un piatto d'argento una squisita delizia dopo l'altra, tenendo in serbo una gustosa pietanza per ogni palato e per ogni esigenza. Il tutto abbondantemente (e saggiamente) annaffiato dalle consuete tematiche e dagli importanti argomenti d'attualità ai quali la Jemisin ci ha ormai abituato: la crudeltà e la forza del pregiudizio, l'ingiustizia sociale, il terrore nei confronti di ciò che è diverso, la rabbia disperata e feroce di chi è stato emarginato e costretto con le spalle al muro...

Bisogna assolutamente segnalare, fra i vari racconti contenuti in questa raccolta, l'originale urban fantasy "A City Born Great", di chiara derivazione lovecraftiana; non fosse altro che perché il prossimo romanzo di N. K. Jemisin ("The City We Became", in uscita negli USA a marzo 2020...) andrà proprio a rappresentare una sorta di sequel diretto di questa "strambissima" e ironica storia.
Ma "How long 'til black future month?" contiene qualcosina di prezioso anche per tutti i lettori "storici" della Jemisin: leggendo "Stone Hunger", avrete infatti la possibilità di incontrare ancora una volta un personaggio molto amato della Trilogia della Terra Spezzata; mentre "The Narcomancer" rappresenta l'affascinante e crudele prequel di "La luna che uccide", vale a dire il primo capitolo dell'ultima serie della Jemisin che ancora resta da leggere alla vostra Sophie, da qui al debutto di "The City We Became"...
Se il racconto testimonia qualcosa, credete a me, serve senz'altro a preannunciare che mi innamorerò perdutamente anche di questa primissima duologia firmata dall'ormai leggendaria autrice de "I Centomila Regni"!


Giudizio personale:
9.0/10





lunedì 21 ottobre 2019

Afrofuturismo: da "Binti" a "Shuri", 10 libri sci-fi tutti da leggere...


Che cos’è, esattamente, l’afrofuturismo?

Stando alla definizione di Wikipedia, si tratta di “una corrente culturale nata da diversi scrittori, artisti e teorici afroamericani negli anni settanta. Colmo di allusioni all'animismo e al simbolismo, il pensiero afrofuturista nacque dall'esigenza dei neri americani di poter godere degli stessi diritti civili dei bianchi e di poter essere coinvolti nel discorso sul futuro e dello sviluppo tecnologico. Uno dei principali obiettivi degli afrofuturisti è quello di superare il concetto di razza negando l'umanità in quanto tale: secondo essi, fintanto che esisterà il concetto stesso di schiavismo (che ha come suo corrispettivo l'alieno e il robot nella letteratura fantascientifica) non potrà mai esistere l'umanità.”

Tutti gli autori e gli artisti coinvolti in questo vasto movimento estetico, filosofico e letterario sono inoltre d’accordo su un punto nello specifico: per reclamare la propria appartenenza a questa categoria, non basta assolutamente che un’opera di genere fantascientifico tratti le avventure di una persona di colore posta nel contesto di uno scenario futuristico. Ma allora che cosa si intende, esattamente, con questa parola?

Per citare le parole di Jamie Broadnax, editor e creatrice della comunità online per donne di colore “Black Girls Nerds”: “quello che rende l’afrofuturismo diverso dalla fantascienza standard è il fatto di essere impregnato nella antiche tradizione africane e nella black culture. (….) Per essere definita “afrofuturista”, un’opera deve affondare le radici in tutto questo con molta profondità, e riuscire a celebrare senza rimorsi l’unicità e l’innovazione della black culture.

Questo concetto è legato ovviamente a doppio filo con quello di diaspora; per anni, scrittori e artisti americani di origine africane hanno provato a raccontare le loro storie di isolamento, nostalgia e lotta contro i pregiudizi culturali attraverso il genere sci-fi, infondendo nuova linfa all’interno della fantascienza e regalando al mondo un’intera schiera di opere che vale senz’altro la pena imparare a conoscere.

Nel breve elenco che seguirà in questo post, proverò a proporvi alcuni libri appartenenti alla corrente dell’afrofuturismo; una selezione effettuata fra i titoli che ho maggiormente apprezzato, o fra quelli che mi piacerebbe molto riuscire leggere nell’immediato futuro! Ovviamente fatemi sapere nei commenti se conoscete altri romanzi o film interessanti che potrebbero rientrare nel movimento in questione! ^____^

Consigliati:


I Centomila Regni 
di N.K. Jemisin

libri fantasy - Gargoyle

Potete leggere QUI la mia recensione."Yeine Darr è un'esiliata del barbaro Nord. Quando sua madre muore in circostanze misteriose, viene convocata nella maestosa città di Sky, sede della famiglia dominante Arameri. Lì è nominata erede del re, e la notizia la sconvolge. Ma il trono dei Centomila Regni non è facile da conquistare, e Yeine si ritrova coinvolta in una brutale lotta per il potere contro due cugini che non sapeva nemmeno di avere. Mentre combatte per la vita, si avvicina sempre di più alla verità sulla morte di sua madre e sulla storia di sangue della sua famiglia. Con le sorti del mondo in precario equilibrio, Yeine imparerà quanto pericoloso possa essere vivere in una situazione in cui amore e odio, dèi e comuni mortali, si ritrovano inestricabilmente legati." Potete acquistarlo QUI.


La Trilogia della Terra Spezzata
di N. K. Jemisin

libri di fantascienza - Mondadori

Potete leggere QUI la mia recensione. "Questo è il modo in cui finisce il mondo. Di nuovo.Tre cose terribili avvengono nell’arco di un singolo giorno. Essun, una donna che vive una vita ordinaria in un piccolo villaggio, torna casa e scopre che suo marito ha assassinato il loro figlioletto, per rapire la loro figlia di dieci anni e portarla chissà dove.
Nello stesso tempo, Sanze – il potente Impero che si espande per il mondo intero, e le cui innovazioni hanno costituito la culla della civiltà per migliaia di anni – collassa in un istante, mentre la maggior parte dei suoi abitanti viene uccisa per soddisfare il desiderio di vendetta di un uomo pazzo.
E, peggio di tutto, attraverso il cuore di un vasto continente conosciuto come “Stillness”, un immenso squarcio rosso si è spalancato come una ferita aperta, pronto a riversare abbastanza cenere da oscurare il cielo per anni. Secoli. O forse millenni.
Adesso, Essun dovrà inseguire i resti della sua famiglia attraverso un mondo mortale, morente. Senza luce del sole, acqua pulita o terra coltivabile, e con limitate scorte di provviste, la gente inizierò ben presto a scendere sul piede di guerra… Ma a Essun non interessa che il mondo si stia gradualmente sgretolando attorno a lei. Se servirà a salvare sua figlia, provvederà lei a distruggerlo con le sue stesse mani…” Potete acquistarlo QUI.


How Long ‘Till Black Future Month? 
di N. K. Jemisin

migliori libri fantasy - fantascienza - 2018

Potete leggere QUI la mia recensione. “N. K. Jemisin è una delle autrici di speculative fiction più importanti e acclamate dei giorni nostri. In questa sua prima antologia di racconti, la Jemisin si accinge a sfidare e deliziare i suoi lettori, attraverso le sue provocatorie storie di distruzione, rinascita e redenzione. Draghi e spiriti vendicativi infestano le strade di New Orleans, subito dopo la devastazione scatenata dall’uragano Katrina. In un mondo parallelo, una società utopica osserva il nostro mondo, cercando di imparare dai nostri errori. Una madre di colore del Jim Crow South deve salvare la figlia dalle promesse impossibili di un fay. La raccolta conterrà, inoltre, la storia breve “The City Born Great”, candidata al Premio Hugo." Potete acquistarlo QUI in lingua inglese.


Binti 
di Nnedi Okorafor

libri fantascienza - Mondadori - 2019

Potete leggere QUI la mia recensione. "Binti Ekeopara Zuzu Dambu Kaipka di Namib è una ragazza di etnia Himba, talmente brava in matematica e nella tecnica dell'astrolabio da venire selezionata per frequentare la prestigiosa Oomza University. È l'occasione della vita e così, nonostante la contrarietà della sua famiglia, e le radicate tradizioni della sua terra, Binti fugge dal villaggio in cui vive e si imbarca sulla Terzo Pesce per intraprendere il viaggio interstellare verso Oomza. Ma tutto cambia quando le Meduse, feroci creature belligeranti, attaccano il veicolo che la ospita, uccidendo l'equipaggio, i passeggeri, gli altri studenti che Binti ha appena conosciuto. La giovane si trova così a doversela cavare da sola, intrappolata su un'astronave piena di esseri assassini, per cinque lunghi giorni prima di raggiungere la meta. Ma chi sono le Meduse? Binti scopre che dietro la loro storia, e la guerra che hanno scatenato contro i Khoush, si nasconde molto più di quanto non appaia. E ora una serie di compiti piuttosto gravosi le si para davanti: sopravvivere alla trasferta, proteggere gli abitanti del pianeta su cui ha sede l'ateneo; e provare a usare i propri ineguagliabili talenti per porre fine a un conflitto sanguinoso. Il volume raccoglie i romanzi brevi: "Binti", "Ritorno a casa", "La maschera della notte" e il racconto "Il fuoco sacro". Potete acquistarlo QUI.


The Black Gods Drums 
di P. Djèlí Clark

libri fantasy - fantascienza - 2018

Potete leggere QUI la mia recensione. “Creeper, una tredicenne orfana senza alcun possedimento terreno, è stufa di vivere per le strade di New Orleans. Quello che vorrebbe fare, piuttosto, è prendere il volo; e così il suo sguardo si posa sulla Midnight Robber, un’aereonave di contrabbandieri che potrebbe forse essere in grado di darle un passaggio. Ma per aggiudicarsi un biglietto, Creeper dovrà guadagnarsi la fiducia del Capitano Ann-Marie sfruttando un prezioso segreto relativo a uno scienziato haitiano rapito da forze ignote, e a una misteriosa arma chiamata “The Black God’s Drum.” Ma Creeper custodisce anche un altro mistero – perché Oya, l’orisha africana dei venti e delle tempeste, parla dentro di lei e le garantisce poteri divini. E, a quanto pare, anche Oya ha le sue priorità, quando si tratta di stabilire il destino di Creeper e Ann-Marie…” Potete acquistarlo QUI in lingua inglese.


Ancora da leggere:


Laguna 
di Nnedi Okorafor

libri fantascienza

"Gli faceva male la testa, e tutto il corpo pareva pesare una tonnellata. Al taglio ci avrebbe pensato dopo. A se stesso avrebbe pensato dopo. Tossì di nuovo sfilandosi la maglietta. La strizzò schizzando d’acqua gli stivali già zuppi e se la rimise addosso. Era vivo, ed era successo qualcosa di molto peggio. 
Gli veniva da ridere. Dopotutto non era mica la prima volta che invadevano la Nigeria.
Un boato nel cielo di Lagos. Qualcosa precipita nell’oceano al largo della costa della più popolosa e leggendaria città della Nigeria. Il mare brulica di nuova vita, e dal mare una nuova entità emerge per sconvolgere la vita del paese africano.
Adaora, biologa marina alla ricerca di stabilità, Anthony, rapper capace di incantare le folle e Agu, un soldato dallo spiccato senso di giustizia, si incontreranno proprio lì, sul mare: insieme dovranno confrontarsi con i segreti delle proprie esistenze per tentare di salvare il paese che amano in una forsennata corsa contro il tempo. Accompagnano Ayodele, la donna misteriosa arrivata da un luogo ignoto, giunta a Lagos per promettere un cambiamento epocale, mentre il caos si diffonde senza controllo tra la popolazione della città." Potete acquistarlo QUI.


Chi Teme la Morte 
di Nnedi Okorafor

libri fantascienza - Gargoyle

"In un'Africa post-apocalittica, dopo aver schiavizzato gli Okeke, i Nuru hanno deciso di sterminarli. Una donna sopravvissuta allo stupro di un soldato nemico metterà al mondo un'impetuosa bambina con i capelli e la pelle chiari come la sabbia: Onyesonwu, che in lingua antica significa "chi teme la morte?". Fin da piccola, la testarda Onyesonwu è una fonte di guai. Lei è una Ewu, la figlia di uno stupro alla quale spetta una vita di violenze, una meticcia rifiutata da entrambe le tribù. Ma Onye non è una Ewu comune. Le sue straordinarie capacità sono solo i primi segni di una magia impressionante e unica. E durante uno dei suoi momenti di rapimento, Onye scopre che qualcuno di potente sta cercando di ucciderla. Nel tentativo disperato di comprendere la propria natura e di sfuggire allo sconosciuto assassino, sarà obbligata a lasciare la propria casa in una ricerca che si rivelerà pericolosa oltre ogni possibile immaginazione." Potete acquistarlo QUI


War Girls 
di Tochi Onyebuchi

libri fantascienza - 2019

"E' il 2172. Il riscaldamento climatico e una serie di disastri nucleari hanno trasformato la maggior parte del pianeta in una landa inabitabile. Soltanto i più fortunati sono riusciti a fuggire nelle colonie spaziali e a mettersi in salvo.
In una Nigeria dilaniata dalla guerra, vengono condotte battaglie terribili che coinvolgono letali macchine volanti, mentre i soldati vengono dotati di arti bionici e organi artificiali in grado di proteggerli dai peggiori effetti delle radiazioni. Attraverso questa nazione spezzata dalla guerra civile, la sopravvivenza diventa l'unico stile di vita possibile. Eppure due sorelle, Onyii e Ify, sognano qualcosa di più. Le loro vite sono state segnate dalla violenza e dall'agitazione politica Ma loro sognano pace, speranza, e la possibilità di avere un futuro insieme.
Sono disposte a tutto pur di raggiungere il loro obiettivo... Perfino a combattere un'altra guerra." Potete acquistarlo QUI in lingua inglese.


Shuri: A Black Panther Novel
di Nic Stone

Marvel - fantascienza - libri - supereroi

"Per anni, il Re del Wakanda (Black Panther) ha derivato i suoi poteri dai succhi dell'Erba a Forma di Cuore. Così come il Vibranium, quest'Erba è essenziale per la sopravvivenza e la prosperità del Wakanda. Ma adesso c'è qualcosa che non va. Le piante stanno morendo. Malgrado gli sforzi degli abitanti del regno, sembra che non ci sia nulla da fare. Le scorte stanno per esaurirsi... Spetterà a Shuri partire per un viaggio che le permetterà di scoprire cosa sta uccidendo l'Erba, e cosa fare per riuscire a risolvere il problema prima che sia troppo tardi." Potete prenotarlo QUI in lingua inglese.


My Soul To Keep
di Tananarive Due


"Quando Jessica sposa David, capisce in breve che si tratta dell'uomo dei sogni: brillante, premuroso, perennemente giovanile. Eppure ha l'impressione che ci sia qualcosa in lui, qualcosa che contribuisce a creare una certa distanza fra lui e il resto del mondo. Poi un giorno, mentre persone vicine a Jessica cominciano ad andare incontro a misteriose morti violenti, David le fa una confessione inimmaginabile: più di 400 anni prima, lui e altri membri di una setta segreta etiope hanno scambiato la loro umanità in cambio dell'immortalità, un segreto che adesso va protetto a ogni costo. La sua famiglia immortale ha deciso che David deve tornare a casa e lasciarsi alle spalle la sua nuova famiglia di Miami. Invece David ha in mente di invocare un antico rituale proibito, per fare in modo che Jessica e la loro figlia possano restare con lui per sempre..." Potete acquistarlo QUI in lingua inglese. 



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