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domenica 16 febbraio 2020

Recensione: "City of Stone and Silence" di Django Wexler


libri fantasy 2020 - young adult - Wells of Sorcery

The Wells of Sorcery, Vol. 2

Potete acquistarlo QUI in inglese


"Dopo essere sopravvissuti alla terribile devastazione delle terre desolate, Isoka, Meroe e il resto dell'equipaggio della Soliton raggiungono finalmente la misteriosa destinazione della nave, il Porto - una città di grandi ziggurats, avvolte da un velo sovrannaturale di magia di Eddica. E i nostri eroi non sono soli lì...
Aristocratici, monaci e folli vivono in precario equilibrio, e di notte cercano riparo da mostruosi morti che camminano. Nessuno sa come lasciare questo luogo, ma se Isoka non riuscirà a trovare un modo per catturare la Soliton e consegnarla al capo delle spie dell'Imperatore prima che sia scaduto un anno, la vita di sua sorella Tori sarà perduta...."


"City of Stone and Silence" è il secondo libro della trilogia "The Wells of Sorcery" di Django Wexler.
Come forse ricorderete (abbiamo parlato del primo libro, "Ship of Smoke and Steel", soltanto alcuni mesi fa...) si tratta di una serie fantasy d'azione e magia dedicata al pubblico dei "giovani lettori".
A sua volta, "City of Stone and Silence" può essere descritto soltanto come un secondo capitolo infarcito di creature mostruose, effetti pirotecnici e combattimenti spettacolari... peccato che, a mio avviso, stavolta l'autore non sia riuscito a intessere insieme tutti questi elementi in una trama dall'aspetto particolarmente sofisticato (o anche solo remotamente avvincente, se per questo).

La prima novità da segnalare, in ogni caso, riguarda l'introduzione di un nuovo punto di vista: in "City of Stone and Silence", infatti, possiamo trovare un secondo arco narrativo oltre a quello principale, vale a dire una serie di capitoli dedicati esclusivamente a Tori, la sorella minore della protagonista Isoka.
Una fanciulla lontanissima da quegli standard di innocenza e fragilità che Isoka aveva sempre insistito ad associare alla ragazzina, in realtà tutt'altro che angelica o inerme come le apparenze sembravano indicare. Come forse alcuni di noi avevano già cominciato a sospettare durante la lettura del primo libro, infatti, Tori dimostrerà di essere un personaggio molto più ambiguo e interessante del delicato fiorellino che sua sorella si ostinava a dipingere ogni volta che si ritrovava a parlare di lei con qualcuno.
Immagino che Wexler si sia sentito in dovere di inserire queste parti soprattutto per spianare la strada al terzo atto della serie, narrando eventi che andranno inestricabilmente a collegarsi al gran finale della storia... ma temo che l'abbia fatto anche per allungare un po' il brodo, tirando fuori dal cilindro un ospedale pieno di bisognosi, un pugno di aristocratici approfittatori, una rivoluzione in procinto di sbocciare e un gruppo di coraggiosi eroi determinati a lottare fino alla morte in nome della libertà e del diritto all'uguaglianza (che singolare colpo di scena, eh?).

Se i capitoli di Tori tendono a spiccare soprattutto in termini di banalità e prevedibilità, diciamo che quelli narrati dal punto di vista di Isoka soffrono soprattutto da quello della ripetitività e della mancanza di antagonisti degni di questo nome.
Continuo per di più a pensare che la protagonista di "City of Stone and Silence" sia un tantino sgradevole, e che abbia il quoziente intellettivo di una pietra con un parrucchino e una serie di tatuaggi tribali impressi sul dorso. Ma le interazioni affettuose, cameratesche e/o umoristiche con il resto del "cast" stanno gradualmente contribuendo a renderla un filino più sopportabile ai miei occhi; e sinceramente sto cominciando ad apprezzare anche la storia d'amore con Meroe, che fino alla fine del primo libro aveva continuato a lasciarmi un po' perplessa. Per cui, ammettiamolo: non credo che mi spingerò mai al punto di tifare spassionatamente per loro, ma se non altro sto iniziando a prendere seriamente in considerazione l'idea che Isoka non sia poi una creatura così promiscua e accecata dagli ormoni come sembrava all'inizio...

Purtroppo, come accennavamo, il villain principale di "City of Stone and Silence" si rivela un po' una macchietta, e le capillari descrizioni di interni riportate da Wexler non aiutano di certo ad aumentare il livello di coinvolgimento emotivo...
Ma sospetto che un lettore adolescente (o semplicemente alle prime armi) potrebbe perdonare facilmente questi piccoli intoppi, lasciandosi trascinare dal vortice di antichi misteri, pericolosi sortilegi e complicate acrobazie all'arma bianca che continuano a costituire il cuore pulsante della narrazione.
Per quanto mi riguarda, continuo a pensare che "City of Stone and Silence" sia la lettura ideale da consigliare a un fan delle serie "The Maze Runner" o "The Reckoners", dal momento che rappresenta un ottimo concentrato di elementi che sembrano tratti da entrambe le saghe.
A me non è piaciuto in modo particolare, ma ovviamente leggerò il terzo volume; non fosse altro che perché ormai ho capito di essermi affezionata un po' - quasi mio malgrado - ad almeno un paio di personaggi....


Giudizio personale:
5.5/10






venerdì 9 novembre 2018

10 libri "survival horror" da leggere assolutamente...

Fino a qualche tempo fa, l'espressione “survival horror” era diffusa soprattutto nel mondo dei videogiochi. Oggi non è più così: abbiamo infatti iniziato ad allargare l'uso di questa suggestiva definizione a qualsiasi libro, film, fumetto o gioco introduca uno o più personaggi coinvolti in una situazione disperata, in lotta per la propria sopravvivenza. In queste impervie circostanze, i nostri eroi saranno quindi costretti ad affidarsi a una serie di risorse limitate per cercare di sconfiggere “mostri”, calamità e avversità di varia natura: sirene assassine, tempeste, zombie, spietati serial killer, fame, sete, orsi divoratori di carne umana , terrificanti piaghe bibliche... Chi più ne ha, più ne metta, insomma!

Avevo pensato di presentarvi questo piccolo elenco il giorno di Halloween, ma (naturalmente) quel pomeriggio sono stata colta da un'emicrania abbastanza intensa da annebbiarmi la mente e costringermi a letto. E quindi, direi che è arrivato finalmente il momento di fare ammenda: ecco a voi i miei dieci libri survival horror preferiti di sempre...


The Reapers Are The Angels
di Alden Bell


"Gli zombie hanno infestato un'America ormai distrutta. Una ragazza di nome Temple è in fuga. Tormentata dal suo passato e inseguita da un killer, Temple è circondata da morte e pericolo...
Per 25 anni, la civiltà è sopravvissuta organizzandosi in miserabili enclavi, guardandosi dalla piaga della morte.
Temple vaga per questi paesaggi desolati, badando a se stessa e guardandosi dai demoni che le attanagliano il cuore. Non riesce a ricordarsi i tempi precedenti all'arrivo degli zombie, ma rammenta il fratellino a cui badava fino alla tragedia che ha cambiato tutto, e che l'ha messa sulla strada di un epico viaggio verso la redenzione..."




World War Z
di Max Brooks


“Comincia in uno sperduto paesino della Cina. E subito dilaga in tutto il mondo. La piaga, la peste ambulante, l'epidemia. La guerra degli zombi. Creature mostruose che contagiano e fagocitano il nostro pianeta, la nostra casa. I sopravvissuti sono pochi. Una storia irreale? Il semplice parto della fantasia di uno scrittore? Forse. Max Brooks, con l'artificio di una raccolta di interviste "sul campo", dà vita a un affresco in cui le tante e diverse voci ricreate e animate in questo libro parlano di guerra, sofferenza e solitudine, ma anche di speranza, coraggio e nobiltà.”


Io Sono Leggenda 
di Richard Matheson


“È il 1976. Robert Neville torna a casa dopo una giornata di duro lavoro. Cucina, pulisce, ascolta un disco, si siede in poltrona e legge un libro. Eppure la sua non è una vita normale. Soprattutto dopo il tramonto. Perché Neville è l'ultimo uomo sulla Terra. L'ultimo umano sopravvissuto, in un mondo completamente popolato da vampiri. Nella solitudine che lo circonda, Robert esegue la sua missione, studia il fenomeno e le superstizioni che lo circondano, cerca nuove strade per lo sterminio delle creature delle tenebre. Durante la notte Neville se ne sta rintanato nella sua roccaforte, assediato dai morti viventi avidi del suo sangue. Ma con il sorgere del sole è lui a dominare un gioco crudele e di meccanica ferocia, scandito dalle luci e dalle ombre di un tempo sempre uguale a se stesso e che impone la ripetizione di un rituale sanguinario. In questo mondo Neville, con la sua unicità, si è già trasformato in leggenda.”




Intensity
di Dean Koontz


“Il folle omicida che ha massacrato l'intera famiglia Templeton, in una notte di orrori, ignora di aver risparmiato la giovane Chyna, ospite nella casa per il weekend. La ragazza, vincendo la disperazione, si è nascosta sul camper del serial killer, con la speranza di poterlo consegnare alla giustizia, ma durante il tragitto viene a sapere di un agghiacciante segreto custodito nella cantina del mostro, e decide di seguirlo fino alla sua abitazione. Una volta all'interno, ha inizio un'interminabile, feroce partita.”


Into the Drowning Deeep 
di Mira Grant


“Sette anni fa, la nave Atargatis è partita per un viaggio destinata a condurla presso le famigerate Fosse delle Marianne, con l’obiettivo di girare un “mockumentary” intenzionato a riportare in auge le antiche creature marine della leggenda. L’Atargatis è finito disperso in mare, assieme a tutto il suo equipaggio. Alcuni credono che si sia trattato di un imbroglio, di una presa in giro volta a far tremare i più creduloni; altri, l’hanno semplicemente etichettata come un’inevitabile tragedia marina.
Adesso, una nuova squadra è stata assemblata, con lo specifico incarico di scoprire cosa accadde, esattamente, quel terribile giorno di sette anni addietro. Ma, stavolta, nessuno di loro è lì per intrattenersi o intrattenere. Alcuni cercano di convalidare il lavoro di una vita. Altri inseguono la possibilità di prender parte alla più grande battuta di caccia del mondo. Altri cercano semplicemente la verità. Eppure, per l’ambiziosa, giovane scienziata Victoria Stewart, questo rappresenterà soprattutto il viaggio che le permetterà di scoprire il destino della sorella che ha perso in mare…”



The Hunger 
di Alma Katsu


"1846. Dopo aver viaggiato per settimane verso ovest, in direzione della California, un gruppo di pionieri si trova davanti a un bivio. Per il leader della spedizione, George Donner, è il momento di fare una scelta. Quelle che si trovano davanti, infatti, sono due strade che conducono alla stessa destinazione. Una è già nota come una pista sicura, ma dell’altra, ancora sconosciuta, si vocifera che potrebbe essere più corta. La decisione di Donner avrà ripercussioni sulle vite di tutti coloro che sono in viaggio con lui. Il caldo cocente del deserto sta per lasciare il posto a venti pungenti e a un freddo acuto in grado di congelare il bestiame. Spinti verso la follia dalla fatica e dalle privazioni, i membri del gruppo dovranno lottare per la sopravvivenza. Mentre i bambini cominciano misteriosamente a scomparire. Ma la minaccia più pericolosa che i pionieri dovranno affrontare non è la furia della natura, bensì qualcosa di più primitivo e feroce che si sta risvegliando."



Final Girls 
di Riley Sager


“Tre ragazze molto diverse, che hanno una sola cosa in comune: sono le uniche sopravvissute a tre orribili massacri. Si chiamano Quincy, Samantha e Lisa. Non si sono mai incontrate, ma la stampa le ha riunite sotto lo stesso nome: Final Girls. Sono passati dieci anni da quel weekend a Pine Cottage, dove Quincy e i suoi amici avrebbero festeggiato il compleanno di Janelle. Finché la vacanza non si è trasformata in un film horror: un uomo fa irruzione nella baita e ammazza tutti i presenti. Tutti tranne Quincy, che con il vestito rosso di sangue riesce miracolosamente a fuggire tra gli alberi, incrociando i fari dell'auto di un poliziotto. Adesso Quincy ha una vita normale, un fidanzato, un blog di cucina, ma soffre ancora di attacchi di panico e non ricorda quasi niente di quella notte, nemmeno la faccia del killer. Samantha invece si è nascosta chissà dove per sfuggire alla pressione dei media, mentre Lisa, vivace e brillante, ha scritto un libro, e la sua faccia compare su tutti i social. Così, quando la ragazza viene ritrovata con le vene tagliate, Quincy non può credere che si sia uccisa. E i dubbi aumentano quando alla sua porta ricompare all'improvviso Samantha: a cosa mira e cosa ha fatto in tutto questo tempo? Può veramente fidarsi di lei? Adesso sono rimaste soltanto in due, e qualcuno sembra intenzionato a portare a termine ciò che ha iniziato molto tempo prima..."



La Bambina che Amava Tom Gordon
di Stephen King


"Il mondo aveva i denti e in qualsiasi momento ti poteva morsicare". Questo Trisha McFarland scoprì a nove anni. Alle dieci di una mattina di giugno era sul sedile posteriore della Dodge Caravan di sua madre con addosso la sua maglietta blu dei Red Sox (quella che ha 36 Gordon sulla schiena) a giocare con Mona, la sua bambola. Alle dieci e mezzo era persa nel bosco. Alle undici cercava di non essere terrorizzata, cercava di non pensare: 'Questa è una cosa seria, questa è una cosa molto seria'. Cercava di non pensare che certe volte a perdersi nel bosco ci si poteva fare anche molto male. Certe volte si moriva.”



This Is Not a Test 
di Courtney Summers


"E' la fine del mondo. Sei studenti hanno trovato rifugio al liceo Cortege, ma un rifugio è un piccolo conforto quando i morti là fuori non vogliono saperne di smettere di picchiare contro le porte. Un morso è tutto quello che ci vuole per uccidere una persona e riportarla indietro come una mostruosa versione del suo io passato.
Per Sloane Price, tutto questo non suona così male. Sei mesi prima, il suo mondo è collassato e da allora, non è riuscita a trovare una ragione per andare avanti. Adesso sembra il momento ideale per arrendersi. 
Mentre Sloane aspetta impaziente che le barricate cadano, è costretta a osservare l'Apocalisse attraverso gli occhi di 5 persone che vogliono veramente vivere. Ma mentre i giorni si trascinano avanti, le ragioni per sopravvivere si trasformano in modi sorprendenti, e presto il fato del gruppo comincia a venire determinato sempre meno da quanto accade fuori e sempre più dagli imprevedibili e violenti accordi per la vita - e per la morte - all'interno.
Quando tutto sarà finito, a cosa ti aggrapperai?"



La Ragazza che Sapeva Troppo 
(e il suo ottimo prequel, Il Ragazzo sul Ponte)
di M. R. Carey


“Melanie, dieci anni e un quoziente intellettivo altissimo, ogni mattina aspetta paziente nella stanza dove vive chiusa a chiave che la vengano a prendere per portarla a fare lezione. Ma non è una gita di piacere, gli incaricati la legano a una sedia a rotelle mentre il sergente Parks la tiene di mira con una pistola carica. In classe ci sono altri ragazzini, legati come lei a una sedia e incapaci di liberarsi in attesa di essere sottoposti ai test medici della dottoressa Caroline Caldwell, che sta disperatamente cercando una cura all'epidemia. Fuori da lì il pianeta, infatti, a causa di un virus sconosciuto, ha visto la trasformazione della maggior parte delle persone in esseri senza coscienza che si nutrono di carne umana....”



martedì 8 maggio 2018

10 imperdibili film horror disponibili su Netflix che (forse) non avete ancora visto

Attualmente, il catalogo italiano di Netflix può vantare diverse dozzine di film horror. Non tutti i titoli sono buoni, ovviamente, ma questa è una legge cosmica universale che si applica a qualsiasi servizio streaming o sala cinematografica esistente al mondo.

Quella che andrò a proporvi oggi, in ogni caso, sarà una lista di film horror (più o meno chiacchierati) sbarcati su Netflix in esclusiva, o quantomeno in anteprima, che ho reputato abbastanza intriganti e coinvolgenti da essersi felicemente guadagnati un posto all'interno di questa mia piccola classifica. Ecco perché non troverete citati titoli indimenticabili come “Babadook” o “The Conjuring”: capirete da voi che inserirli, in questo frangente, avrebbe quindi avuto ben poco senso.

La lista sarà compilata, ci tengo sempre molto a ribadirlo, secondo una scala di gradimento del tutto personale. Tutto questo aspettando “Cargo”, il film con Martin Freeman in arrivo il prossimo 18 maggio…


Creep 
(2014)


“In cerca di un lavoro, l'operatore video Aaron si imbatte in un criptico annuncio online, nel quale si offrono mille dollari per un giorno di riprese. A corto di soldi e con l'ingenuità che lo contraddistingue, Aaron raggiunge in una remota zona di montagna la casa di Josef, il soggetto cinematografico da filmare. All'apparenza, Josef sembra sincero e niente lascia presagire quale sorpresa riserverà ad Aaron il resto della giornata.”


Il Gioco di Gerald
 (2017)


“Mentre cerca di ravvivare il proprio matrimonio nella loro remota casa al lago, Jessie è chiamata a lottare per sopravvivere dopo che il marito muore inaspettatamente lasciandola ammanettata alla spalliera del letto.”

Potete leggere QUI la mia recensione


La Ragazza che Sapeva Troppo 
(2016)


“In un composto altamente protetto, un piccolo gruppo di bambino fa da cavia agli studi per scoprire come debellare un virus che ha devastato il mondo. La decenne Melanie è un ibrido di seconda generazione, solo per metà umana. Eccelle in aula, è intelligente e ha attirato le attenzioni della sua insegnante preferita, la signorina Justineau. Su Melanie però posa gli occhi anche il dottor Caldwell, alla ricerca di una chiave per lo studio dell'evoluzione del virus. Quando il composto viene assalito dagli affamati ibridi di prima generazione, Melanie fugge con la signorina Justineau, il sergente Parks e il dottor Caldwell, intenzionato a usare la piccola per sintetizzare un vaccino. Tratto dal libro di M.R. Carey.”


Annientamento 
(2018)


“Lena, una biologa ed ex soldatessa, prende parte a una missione di sole donne per scoprire cosa è successo a suo marito all'interno dell'Area X, una zona caratterizzata da un fenomeno sinistro e misterioso che si sta espandendo lungo la costa americana. Una volta all'interno, le donne scoprono un mondo di paesaggi e creature mutanti che, tanto pericoloso quanto bello, minaccia sia la loro vita sia la loro sanità mentale.”


L’Ombra della Paura 
(2016)


“Teheran. Una donna si prende cura della figlia, mentre il marito è in guerra. Pian piano, però, si convince della presenza attorno a lei di spiriti malvagi.”


Il Rituale
 (2017)


“A seguito di un traumatico incidente, alcuni amici decidono di partire insieme per visitare i paesaggi selvaggi della Scandinavia allo scopo di sfuggire brevemente alle loro vite quotidiane e riavvicinarsi l'uno all'altro. Tuttavia, una scorciatoia per loro si trasforma ben presto in incubo. Si ritrovano così persi, affamati e circondati da chilometri di foreste: le cose non potrebbero per loro andare peggio quando si imbattono in un casolare abbandonato, rifugio di qualcosa che si nasconde tra i boschi e che li sta inseguendo.”



Veronica
(2017)


“Sin dalla morte del padre, Veronica si prende cura del fratello e della sorella minori. Un giorno, durante un'eclissi totale di sole, Veronica e due amici decidono di utilizzare una tavoletta Ouija per invocare lo spirito del padre. Al picco dell'eclissi, Veronica va in una sorta di trance, spaventando i suoi amici. Ciò segna l'inizio di piccoli e strani cambiamenti nella sua vita che la inducono a pensare di aver riportato il padre nel mondo dei vivi. Nel tentativo di liberarsi della sua presenza, finirà per scatenare qualcosa di molto più terrificante che dovrà affrontare con coraggio.”


Il Terrore del Silenzio
 (2016)


“La scrittrice Maddie Young vive una vita di isolamento dopo aver perso l'udito da adolescente, ritirandosi in un mondo fatto solo di silenzio. Quando però un killer psicopatico dal volto mascherato appare alla finestra della sua abitazione, Maddie deve spingersi oltre i propri limiti mentali e fisici al fine di sopravvivere alla lunga notte che l'attende.”

Potete leggere QUI la mia recensione

1922 
(2017)


“Un uomo commette un crimine indicibile ed eredita i terreni dell'intrattabile moglie. C'è però un prezzo da pagare... Da un racconto di Stephen King.”

Potete leggere QUI la mia recensione


La Babysitter
 (2017)


“Invece di dormire, Cole scopre che la sua sexy babysitter appartiene a una setta satanica decisa a tutto pur di farlo tacere...”


NB: Tutte le trame sono state tratte da www.filmtv.it o da www.netflixlovers.it

mercoledì 6 settembre 2017

Game of Thrones - Stagione 7




Questa è la prima volta, credo, che mi accingo a parlarvi di “Game of Thrones”. Il motivo è molto semplice: per ragioni che non avevano nulla a che vedere con il personale livello di gradimento nei confronti dello show, non ero mai riuscita a spingermi oltre il finale della prima, strepitosa stagione.
All’inizio dell’estate, ho quindi deciso di approfittare del mio abbonamento sky per iniziare un mega-recuperone gigante dell’intera serie: dall’indimenticabile pilot “Winter is Coming” al recentissimo “The Dragon and The Wolf”, ho trascorso dunque i mesi più caldi dell’anno in compagnia dei miei beniamini di Westeros, mentre cercavo disperatamente di tenermi il più possibile alla larga dai vari siti specializzati e da chiunque potesse anche solo arrischiarsi a lanciare un vago cenno spoilerante nella mia direzione.
Si è trattato indubbiamente di un viaggio lungo, intenso e appagante; dalle pagine dell’epopea di Martin al piccolo schermo, non posso dire di essere rimasta delusa dalla produzione di quella che potrebbe essere descritta – in tutta tranquillità – come la migliore serie tv fantasy che sia mai stata girata.



Non intendo dilungarmi, o spendere troppe parole a proposito delle prime sei stagioni di “Game of Thrones”. La creatura di papà Martin e mamma HBO mi ha permesso di sperimentare una sconfinata gamma di emozioni – dalla collera selvaggia alla gioia estatica, dall’amore incondizionato alla tristezza più amara e cocente. Personalmente,
credo che non avrei potuto chiedere niente di più… anzi, no, aspettate: una cosina magari ci sarebbe anche stata, un direttore del casting in grado di rendersi conto di quanto atrocemente inadeguato fosse il giovane Kit Harington al ruolo di Jon Snow, un personaggio che l’attore inglese è stato in grado di rendermi odioso in maniera indescrivibile… Ma okay, in fondo si tratta solo di un’opinione personale: secondo me, Harington è un attore terribile, ma il vasto mondo là fuori straripa di persone pronte a giurare e spergiurare sul suo incredibile talento, quindi… Finiamo col considerarlo una specie di pareggio, e non pensiamoci più.
Concentriamoci sulla settima stagione, invece; la più discussa e la più controversa, la meno coerente e la più spettacolare, la più frenetica e la meno (almeno secondo me) sconvolgente di tutte.

ATTENZIONE! ALLARME SPOILER: 
SE NON SIETE IN PARI CON LA VISIONE DE “IL TRONO DI SPADE”, SMETTETE IMMEDIATAMENTE DI LEGGERE QUESTO POST!

Leviamoci subito di torno il dente avvelenato, che ne pensate?
Senza più tomi martiniani a sostegno della sceneggiatura, la verità è che “Game of Thrones” è diventato un’altra cosa.
L’avrete notato anche voi. Le situazioni tendono improvvisamente a svilupparsi alla velocità della luce. I personaggi riescono a trovarsi in ventimila località diverse sparpagliate ai quattro angoli della mappa, e tutto nell'arco del medesimo episodio. I draghi impiegano 20 secondi e 35 battiti d'ala per arrivare in qualsiasi posto possibile e immaginabile (a meno che la loro regale Mamma non abbia bisogno di fare qualche elegante e suggestiva entratona a effetto, of corse).
Nulla di tutto questo si traduce necessariamente in un male... Ma certo è che, provando a confrontare la spasmodica velocità d'azione che si è venuta a instaurare nel corso di questa settima stagione con quella, esasperante e ponderata, da autentico Titano delle Montagne, che contraddistingueva le precedenti sei, un attimo di disorientamento direi che poteva anche essere prevedibile, da parte di noi poveri spettatori.



E poi... Non me ne starò certo qui a sostenere di aver assistito a un' intollerabile banalizzazione delle motivazioni della maggior parte dei personaggi, oltre che all'immonda storpiatura di parecchi caratteri, ma mi è sicuramente capitato di constatare lampanti e abominevoli forzature.
Chi esce peggio dal finale di questa settima stagione, secondo me, è il mio amato Tyrion. È come se l'arguzia di un tempo gli fosse completamente scivolata via fra le dita. Persino Cersei, con tutte le sue palesi manie deliranti e le sempre più ovvie turbe mentali, è riuscita a sembrare due volte più sveglia e previdente di lui... Sarà l'astuzia della faina, potrebbe forse obiettare qualcuno di voi. Indubbiamente, ma a me sembra che quella di Tyrion sia diventata proprio la proverbiale furbizia del pollo!



Il problema, secondo me, nasce dall’improrogabile necessità di far prendere alla serie una certa piega, piuttosto che un’altra.  La verità è che gli sceneggiatori avevano accumulato un vantaggio troppo grande alle spalle della mia adorata Daenerys.  Il conflitto sembrava risolto prima ancora di iniziare: tre draghi, due invincibili armate, un'intera legione di ammiratori militanti e ben organizzati pronti a sacrificare la vita per il benessere dell'amata e imparziale Regina di Meereren ... Occorreva riequilibrare le sorti, in qualche modo; riuscire a dare l'impressione che, Night King o non Night King, Cersei avesse ancora una possibilità di vincere questa guerra. Così, non fosse altro che per giustificare il fatto che Lena Headey e Nikolaj Coster-Waldau prendono 2 milioni e mezzo di dollari di stipendio a puntata e non se ne vergognano manco un po' (non me ne vergognerei neanch'io, ovviamente, ndr).

Diaboliche impellenze di sceneggiatura a parte, c'è una sola scena che non mi sento incline a perdonare, ed è quella relativa alla morte di Viserion. Come dicevo poco fa, non è che abbia trovato sgradevole l'episodio incriminato (“Beyond the Wall”), o che sul finale non sia stata in grado di avvertire, come tutti, le rutilanti  pulsazioni del mio cuore che prendeva la rincorsa... Solo che i personaggi (tutti, ma, in questo caso, soprattutto Daenerys) prendono a operare delle scelte veramente imbecilli, incredibili e ai confini della realtà. Perché fanno una cosa del genere? Ma perché gli sceneggiatori e la produzione si erano talmente esaltati alla prospettiva di finire col regalare un terribile drago di ghiaccio al Night King da essersi perfino spinti all’idiotico punto di rilasciare uno spoiler-poster di proporzioni gigantoscopiche!




C'è solo del marcio, quindi, in questa settima stagione di GOT?
Non credo proprio!
Per fare un esempio, ho amato molto l'evoluzione del rapporto che si è venuto a instaurare fra Arya e Sansa. Per di più, non avevo assolutamente visto arrivare ciò che è capitato a Ditocorto, per cui sono pronta a confessare essermi gustata quella scena dall'inizio alla fine.
E poi, vogliamo parlare di quella coppia di Tarly reazionari cotti a puntino e fatti rosolare per benino da Drogon? La maggior parte degli spettatori ha interpretato questo evento in una chiave che tende a sottolineare solo il piglio autoritario (tirannico?) di cui rischia di farsi portavoce la giovane Targaryen. C'è indubbiamente del vero in questa asserzione, ma (al di là di ogni possibile considerazione morale a proposito dell'eterna diatriba fra opzioni giuste e rimedi sbagliati…) a me era sembrato di intravvedere anche una sfumatura lievemente più articolata e sottile dietro questo tragico ed epocale Massacro dei Deficienti. Non sono riuscita a focalizzare esattamente l'attenzione sul cosa, fino a quando non mi sono imbattuta in questo splendido articolo firmato dall'autrice americana Charlie Jane Anders (autrice del recente romanzo vincitore del Premio NebulaAll The Birds in The Sky”).
Jamie, dal canto suo, ha finalmente detto 'no' a quell'arpia di sua sorella: dal momento che stavamo aspettando questo momento da sette anni, faremo finta che non l'abbia fatto per le ragioni sbagliate e andremo tranquillamente avanti per la nostra strada. 

In ultima analisi, comunque, ciò che ho trovato autenticamente apprezzabile in questa nuova (e smezzata) ondata di episodi, riguarda più che altro l'estetica della serie, l'impianto cinematografico di alcuni episodi specifici e la bellezza prorompente delle scene di battaglia. 
Insomma, a questo punto, gli Estranei sembrano veramente pronti a portare il mondo alla dannazione… E c’è da giurare che Cersei si dimostrerà più che pronta a dar loro una mano! :D


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martedì 30 agosto 2016

Recensione: "La ragazza che sapeva troppo" di M. R. Carey



La ragazza che sapeva troppo,
di M. R. Carey
(Newton Compton)


"Melanie, dieci anni e un quoziente intellettivo altissimo, ogni mattina aspetta paziente nella stanza dove vive chiusa a chiave che la vengano a prendere per portarla a fare lezione. Ma non è una gita di piacere, gli incaricati la legano a una sedia a rotelle mentre il sergente Parks la tiene di mira con una pistola carica. In classe ci sono altri ragazzini, legati come lei a una sedia e incapaci di liberarsi in attesa di essere sottoposti ai test medici della dottoressa Caroline Caldwell, che sta disperatamente cercando una cura all'epidemia. Fuori da lì il pianeta, infatti, a causa di un virus sconosciuto, ha visto la trasformazione della maggior parte delle persone in esseri senza coscienza che si nutrono di carne umana. Melanie è la prossima detenuta destinata alla dissezione, nonostante la sua insegnante si sia opposta con tutte le forze a questa pratica atroce, nella speranza di salvarla. E proprio quando tutto sembra davvero perduto, Melanie riuscirà a fuggire. La ragazzina diventerà il nuovo leader della rivolta? E il genere umano sopravviverà?"



Intorno a “La ragazza che sapeva troppo” circola un’aura di mistero (parzialmente guastata dalla sinossi rilasciata dalla Newton) che, nel corso della recensione, probabilmente tenderò a mia volta a demolire un po’.
Temo sia una sorta di necessità strutturale: non sono in grado di parlare del libro senza sfiorare i temi centrali della storia, e purtroppo questo richiederà da parte mia qualche cenno un po’ più specifico… 
La buona notizia è che niente di quanto dirò potrà essere considerato spoiler, perché genere e natura del romanzo cominciano a svelarsi nella loro piena interezza già a partire da pagina dieci o giù di lì.
Ad ogni modo, per coloro che decideranno di non leggere oltre, posso cominciare col dichiarare questo: il romanzo di M. R. Carey è sorprendente, adrenalinico e ricco di colpi di scena; lo consiglierei a chiunque fosse alla ricerca di una lettura veloce e coinvolgente, in grado di suscitare emozioni forti senza disdegnare concessioni all’ambito della riflessione e della filosofia

C’è una vena di profondità, in “La ragazza che sapeva troppo”, che quasi sconfina nel regno della delicatezza; i personaggi presentano un grado di complessità interessante, ed è ammirevole il livello di fiducia che l’autore sembra riporre nella capacità di giudizio del suo lettore, dal momento che si limita a proporre le varie situazioni con toni di assoluta neutralità, lasciandoci liberi, di volta in volta, di sviluppare le nostre analisi e formulare le nostre conclusioni personali.
E che situazioni i personaggi di questo libro si trovano ad affrontare, ragazzi… !

I protagonisti sono quattro: una bambina particolare di nome Melanie, molto perspicace e sveglia per la sua età; un’insegnante, Helen Justineu, alle prese con un dilemma morale dalle implicazioni impossibili; un soldato, il sergente Parks, dalla professionalità seria e implacabile; e la dottoressa Caldwell, una megalomane dall’etica professionale alquanto distorta.
Ciascuno di questi personaggi verrà chiamato a compiere scelte dalle implicazioni tragiche e terrificanti, nell’ambito di una situazione tanto surreale quanto pericolosa: nella fattispecie, la fine del mondo, e l’invasione di famelici zombie amanti della carne che la diffusione di un fungo di origine sconosciuta ha trascinato con se’ dal cuore del continente americano.

Devo dire che Carey ha cercato di sviluppare e curare l’aspetto “scientifico” del suo romanzo in maniera molto più accurata e approfondita della media, soffermandosi in particolare sui risvolti medici e sulle conseguenze portate dal parassita insidiato all’interno del sistema nervoso umano. Queste digressioni – mai eccessivamente logorroiche – sono legate per lo più al POV della dottoressa Caldwell, e non spezzano comunque mai il ritmo della narrazione.
Un ritmo che è, di per se’, incalzante e precipitoso oltre ogni dire… forse addirittura un po’ troppo, per i miei gusti personali. A dire il vero avrei preferito che l’autore si concedesse qualche pagina in più per approfondire alcuni aspetti del romanzo, in modo particolare i retroscena legati a Helen o al sergente Parks, che secondo me sono stati liquidati un po’ troppo in fretta. Mi sarebbe anche piaciuto scoprire come, quando, ed eventualmente anche perché comincia a svilupparsi il legame di feroce attaccamento di Helen nei confronti di Melanie… voglio dire, nulla da dire sulla dinamica della loro acquisita relazione madre-figlia (peraltro resa in maniera splendida e molto, molto commovente), ma sarebbe stato bello avere la possibilità di esplorare nel dettaglio la genesi di questo rapporto così intenso, appassionato e speciale.

I miei capitoli preferiti del libro, ad ogni modo, sono forse quelli finali. Spero con tutto il cuore che questa parte non sia stata cambiata nel film, perché l’epilogo mi ha sinceramente commosso.
E speriamo anche che la pellicola non tardi troppo ad arrivare nelle nostre sale… a giudicare da ciò che ho visto dal trailer, le premesse per un adattamento fedele (nello spirito, se non nella forma…) ci sono tutte! *____*

Trama: 7.5/10
Personaggi: 8.0/10
Ambientazione: 7.5/10
Stile: 7.0/10
Coinvolgimento emotivo: 7.5/10

 Verdetto finale: 7.5/10





 Girl Power:




EDIT: potete leggere QUI la mia recensione del film The Girl With All The Gifts!


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