Visualizzazione post con etichetta Sarah Diemer/ Elora Bishop. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sarah Diemer/ Elora Bishop. Mostra tutti i post

giovedì 18 settembre 2014

Recensione: "Cage the Darlings"




Titolo: Cage the Darlings
Autrice: Elora Bishop
Serie: //
Disponibile: in inglese!
Trama: ""Envy è una giovane signora fortunata che coltiva un vizio segreto: è una dei migliori ladri del regno - qualcosa di cui il suo attuale datore di lavoro, il re in persona, non è al corrente.
Quando una delle sue imprese più audaci la conduce alla cattura, Envy pensa che la sua fortuna si sia esaurita.
Infuriato, il re la confina nella leggendaria Bran Tower, una prigione infestata, dimenticata, da cui nessuno è mai fuggito.
Ma, di giorno, uno strano uccellino nero porta a Envy briciole di cibo - mentre, di notte, arriva la bellissima e misteriosa Merle a stringere amicizia con lei...."
Le mie opinioni:
Come penso che ormai sappiate bene, ho sempre amato le favole.
Per qualche ragione, non sono mai cresciuta abbastanza da non sentirne il bisogno: la dolcezza, la malinconia, la luce, la verità; i sentimenti assoluti, il Bene e il Male, l'amicizia che dura per sempre e supera ogni ostacolo, il Vero e Unico Amore; il piccolo raggio di luce e speranza che tutte queste cose, semplici come il pane e altrettanto indispensabili, sono in grado di accenderti dentro.
"Cage the Darlings", dal canto suo, è una fiaba un po' speciale, che si propone di seguire le regole praticamente nello stesso momento in cui le infrange; un piccolo libro che narra una storia lineare e priva di troppi fronzoli, molto tenera e infarcita di magia e di simpatici, strani personaggi.
Una delle qualità che ho sempre apprezzato maggiormente nei libri di Elora Bishop (alias Sarah Diemer, di cui ho già letto e recensito, fra le altre cose, gli ottimi "The Dark Wife" e "Twixt") è proprio l'adorabile semplicità che si riflette in ogni pagina, in ogni capitolo; la naturale, spumeggiante verve dei suoi eccentrici personaggi e del suo stile, molto spesso così intuitivo, efficacie e di solido impatto.
Purtroppo però devo anche ammettere che, secondo me, questa volta l'autrice non è riuscita a centrare del tutto l'obiettivo che si era prefissata.
Anzi, in realtà forse non sono neppure riuscita a interpretare bene quale dovesse essere, di fondo, questo obiettivo: scrivere una fiaba per adulti, in cui vengono tirati in ballo il sesso (seppur con molto, molto garbo) e il fattore di una "leggera" XD promiscuità iniziale da parte della protagonista, conservando tuttavia nello stesso tempo i toni giocosi, frizzanti ed essenziali tipici del racconto per bambini?
Mmm... l'intento è forse anche ambizioso, ma il risultato, in qualche modo, non mi ha convinto.
E i toni pacati, da vecchia signora eccentrica amante dei gatti e del tè coi pasticcini, che l'autrice ha voluto portare avanti a ogni costo, sinceramente in questo caso mi hanno impressionato ancor meno.
Ma partiamo dal principio...
Envy è una giovane donna avvenente che, all'inizio del libro, si guadagna da vivere infilandosi sotto le lenzuola delle nobildonne che poi decide di derubare. Si vanta del proprio lignaggio (lei si definisce una «ladra», ma, a onor del vero, la gente che è solita chiedere un compenso in cambio di una notte di passione noi di solito la chiamiamo in un altro modo... e, a parer mio, il fatto che Envy, quel compenso, lo intaschi sempre senza chiedere, in fondo non cambia poi così tanto le carte in tavola come la Bishop sembra pensare! :P) ed è una ragazza molto solare, impulsiva, avventata, esuberante e molto, molto sicura di sé... fin troppo, a dire il vero.
Il suo è un personaggio che, almeno a tratti, mi ha suscitato un forte senso di simpatia e di tenerezza; però bisogna riconoscere che, secondo me, è anche la protagonista meno sfumata e interessante che abbia finora visto comparire in uno dei libri firmati dall'autrice.
Purtroppo, non mi consola poi neanche troppo sapere che la cosa molto probabilmente è intenzionale e non accidentale: nell'ottica di una fiaba, Envy difatti rappresenta l'archetipo della «Ladra Un Po' Birichina Destinata a Maturare», l'affascinante ammaliatrice  (o comunque altro sia che vogliamo chiamarla), certo, proprio come Merle, da un certo punto di vista, è semplicemente la bella «Principessa da Salvare», Belinda l'aiutante dell'eroina, Satin l'animale parlante, eccetera, eccetera...
Insomma, tutto corrisponde a quei canonici schemetti della tradizione che i prof ci hanno insegnato a riconoscere alle superiori, in cui ciascun personaggio ricopre una sua funzione e detiene un suo specifico perché, senza via di mezzo e senza eccezioni.
Peccato che manchi un vero antagonista, o almeno uno degno di portare questo nome: forse le cose avrebbero potuto farsi un po' più interessanti, se solo un pizzico di spazio supplementare fosse stato dedicato ai personaggi di Ann, di suo padre e della scombinata banda di briganti che fa la sua comparsa nelle ultimissime pagine del libro.
Purtroppo, si sa, la narrazione in prima persona singolare in questi casi non aiuta, e comunque l'impressione generale che ne ho avuto non è stata quella di un'autrice (peraltro di notevole talento, quale io ritengo essere la Bishop/Diemer...) particolarmente ispirata o emotivamente coinvolta dagli eventi narrati.
"Cage the Darlings", disgraziatamente, mi ha un pochino annoiato.
Non lo considero un brutto racconto, anzi: sotto tanti punti di vista ha rappresentato per me una lettura piacevole e divertente, e poi la storia si fa sicuramente apprezzare in virtù della congenita tenerezza dei personaggi e della scorrevolezza della narrazione.
Ma non mi ha colpito come erano stati in grado di fare i precedenti romanzi e racconti dell'autrice, né ha rapito in modi particolarmente degni di nota la mia immaginazione, lasciandomi piuttosto con un'espressione di lieve e stupita perplessità stampata in faccia al termine della lettura.
Se siete in vena di una lettura breve, romantica, zuccherina, un po' "diversa" (ma non troppo!) e priva di complicazioni, insomma, buttatevi su "Cage the Darlings" senza esitare; astenersi rigorosamente tutti gli altri, o almeno, questo è il mio consiglio! ;D

Giudizio personale: 6.6/10


venerdì 15 agosto 2014

Recensione: "Twixt"


"Ti svegli su un terreno ghiacciato.
Mentre lotti per rialzarti, mentre il tuo fiato esala nell'aria come un fantasma, sai soltanto due cose:
non riesci a ricordarti chi sei.
E qualcosa ti sta dando la caccia."



Titolo: Twixt
Autrice: Sarah Diemer
Serie: //
Disponibile: in inglese!
Trama: "Nessuno dorme ad Abeo City. Di notte, le anime smarrite si radunano dietro le porte, mentre gli Snatchers imperversano nel cielo sulle loro ali dalle piume nere, dando inizio alla caccia.
Le persone di Abeo City hanno dimenticato il loro passato, ma possono scambiare ciocche dei loro capelli con delle sinistre donne conosciute solo come "Sixers" per ottenere una droga che crea dipendenza.
Il Nox ti restituirà un singolo ricordo della tua vita - a caro prezzo.
Come le altre anime perdute, Lottie si risveglia in questo scenario desolato e fugge in preda al terrore dagli artigli degli Snatchers.
Ma arriva presto a realizzare di non essere affatto come le altre persone di Abeo City.
Quando prende il Nox, per esempio, i suoi ricordi rimangono un mistero, e i mostri che riempono il cielo si rifiutano di portarla via.
Mentre cerca di capire chi è, e come è finita in un simile posto privo di speranza, Lottie si unisce a un gruppo di altri emarginati, inclusa un'adorabile e coraggiosa ragazza di nome Charlie.
Nell'oscurità, e a dispetto della minaccia rappresentata dai mostri, l'amore comincia a crescere.
Ma mentre Lottie e Charlie pianificano la loro fuga da Abeo City, i segreti oscuri di Lottie cominciano a riemergere, insieme con la disturbante verità a proposito di Twixt: una verità che potrebbe costarle ogni cosa."
Le mie impressioni:
Dopo "The Dark Wife", l'emozionante retelling del mito classico di Ade e Persefone in salsa fantasy-romantica uscito nel 2011, Sarah Diemer torna a scrivere una sorta di avvincente romanzo di formazione in chiave fantastica, una storia che parla nello stesso tempo di angeli e di mostri, di amicizia e di redenzione, di amore e di rimpianto, di identità e di scelte impossibili.
"Twixt" è un romanzo autoconclusivo di genere distopico per giovani lettori, un libro dalle ambientazioni cupe e ben delineate, scritto con ardente passione da un'autrice dalla spiccata sensibilità e dalla notevole creatività artistica.
Per quanto mi riguarda, le sue pagine hanno senza dubbio centrato in pieno l'obiettivo di catturare la mia immaginazione, anche se forse alcuni aspetti del romanzo non sono riusciti a impressionarmi tanto quanto avrei creduto.
Ma procediamo con ordine.
La protagonista (e voce narrante della storia) è una giovanissima donna dal passato incerto, che si risveglia misteriosamente nel folto di una boscaglia senza avere il benché minimo indizio relativo al suo nome, alla sua provenienza o alla sua identità.
Una ragazza di nome Charlie la salva da uno stormo di colossali mostri alati, chiamati "Snatchers", e la porta con sé ad Abeo City, un posto regolato da strane leggi, diviso in rigide fazioni e perennemente funestato dalla minaccia rappresentata dalle brutali creature bestiali che infestano i cieli, esseri apparentemente privi di coscienza e di scopo che dimorano incontrastate su tutto ciò che resta della desolata e surreale landa chiamata "Twixt".
Preferisco evitare di spoilerare circa gli altri dettagli della trama, di per sé abbastanza articolata (per essere un autoconclusivo di media lunghezza, il libro presenta senz'altro una notevole dose di sorprese...) e infarcita di eco e suggestioni provenienti dalle fonti più disparate.
Mi limiterò pertanto a dire che la Diemer, secondo me, è riuscita a migliorare e a correggere alcuni dei difetti che le avevano impedito, in alcuni dei suoi libri passati, di focalizzare l'attenzione sulla gestione dell'intreccio, riuscendo nello stesso tempo a evocare delle suggestive atmosfere cariche di tensione, perennemente avvolte da un'aura di tragica fatalità e di darkeggiante malinconia, grazie all'ausilio di uno stile semplice e d'impatto, capace di appigliarsi direttamente al cuore del lettore.
Le Sixers, in particolare, letali creature ultraterrene dai volti celati e dalla singolare smania di capelli umani XD, secondo me sono delle cattive fantastiche, e ho senza dubbio apprezzato molto la cura meticolosa che l'autrice ha riversato nella creazione dell'ambientazione e degli scenari che fanno da cornice all'azione, di importanza davvero vitale per i successivi sviluppi della trama.
La protagonista (cui viene assegnato, del tutto arbitrariamente, il nome di Lottie da un certo punto in poi XD) d'altro canto ha faticato un po' per riuscire a entrare nelle mie grazie: dopo una prima parte confusa e leggermente altalenante, in cui Lottie continuava inevitabilmente a fare la figura dell'inguaribile ragazzina passiva dalle vistose tendenze rincitrullite ai miei occhi XD, la nostra eroina è tuttavia riuscita, a poco a poco, a conquistarsi la redenzione, fino a farmi ricredere completamente sul suo conto; per cui, a partire dalla seconda metà del romanzo in poi, mi sono ritrovata a parteggiare seriamente per lei e a immedesimarmi nei suoi tormenti e nelle sue battaglie.
Rimpiango, invece, il modo in cui stavolta la Diemer ha scelto di affrontare la componente "romance" della faccenda: vale a dire con la consueta dose di grazia e di zuccherosa, piacevole tenerezza, certo, questo sì... però anche con una fretta e una nota di discrepante forzatura che, nelle sue opere precedenti, non avevo mai riscontrato.
L'impressione generale è che Lottie e Charlie avrebbero avuto bisogno di più spazio, di più attenzione e di più tempo insieme, magari, secondo me, per rivelarsi come una coppia davvero solida e convincente; idem dicasi per Edgar e Violet, la cui mancanza di carisma e spessore psicologico personale si è dimostrata anzi, a lungo andare, in grado di trasformarli in una delle coppie più pietose e improbabili di cui abbia mai letto nell'arco della mia intera carriera di lettrice di fantasy! XD
Purtroppo, cattivi a parte, anche molti degli altri personaggi secondari mi sono sembrati forzati e decisamente poco sviluppati; persino Bird, che aveva tutte le carte in regola per aggiudicarsi il ruolo di personaggio più interessante e misterioso del romanzo, alla fine ha risentito molto dello scioglimento forzato degli eventi, e non è riuscita a imprimersi nella mia memoria nel modo in cui, forse, avrebbe potuto e dovuto...

Giudizio personale: 7.8/10

:)

martedì 3 dicembre 2013

Recensione: "The Benevolence Tales"



Titolo: One Solstice Night + One Imbolc Gloaming + One Ostara Sunrise
Autrice: Elora Bishop (alias Sarah Diemer)
Serie: The Benevolence Tales, Racconti 1+2+3
Disponibile: in inglese!
Trama:  "Isabella Fox, strega mediocre, si è appena trasferita nell'incantevole cittadina di Benevolence. In qualità di nuova maga del villaggio, ci si aspetta che getti un solo incantesimo all'anno nel sonnacchioso villaggio - qualcosa che nemmeno lei potrebbe mai mandare in malora.
O almeno così la strega spera!
Mentre le celebrazioni del solstizio d'inverno si avvicinano, Benevolence freme di magia e meraviglia. Ma non tutti sono i benvenuti nel partecipare alle festività della città. 
La mutaforma emarginata Emily Deer vive da sola sulle montagne. E' un mistero per Isabella, finché non capita loro di inciampare l'una nell'altra nei boschi innevati, quasi come se fosse una magia.
Durante la notte del Solstizio d'Inverno, l'amore comincia a crescere fra le due donne, a dispetto del gelo dell'inverno e dell'inquietante possibilità che non tutto vada per il verso giusto a Benevolence..."
Ambientazione: la cittadina incantata di Benevolence sorge al riparo di un'irtissima montagna quasi perennemente avvolta nei ghiacci, in un cantuccio semi-dimenticato di un Reame fantastico che fa, di norma, estremo affidamento sull'uso della magia. Ogni villaggio sulla carta deve avere la propria strega di paese, e anche le persone comuni hanno di frequente a che fare con l'irruzione del sovrannaturale nelle loro vite; in quel di Angota, inoltre, una delle città più popolose e caotiche, sorge la prestigiosa Accademia incaricata di formare le giovani generazioni di incantatrici e stregoni.
Nel corso dei tre racconti, abbiamo modo di acquisire familiarità con altri piccoli centri caratteristici del Reame (come Lunrose Abbey, per esempio, una suggestiva cattedrale infestata di fantasmi) e con numerose tradizioni e vecchie leggende riguardanti la cosmogonia del mondo.
Personaggi principali:
- Isabella Fox: giovane strega pasticciona e di indole semplicissima, golosa di te' e pasticcini sopra ogni altra cosa, che è già stata ripetutamente scacciata da vari villaggi, a causa di parecchi guai magici combinati di qua' e di là! Isabella non è particolarmente dotata in campo magico (né, a onor del vero, in alcun altro campo dello scibile umano, sembrerebbe alle volte! XD), e ha rischiato il rogo più di una volta a causa della sua ingenuità. Ma sa essere anche coraggiosa e altruista, oltre che estremamente dolce e sognatrice, e determinata nel cercare di trovare un modo per redimersi agli occhi del mondo...
- Emily Deer: mutaforma emarginata dalla comunità a causa di un antico torto compiuto da uno dei suoi progenitori, Emily ha la facoltà di trasformarsi in una daina bianca ed è, come quasi tutte le persone costrette a imparare una dura lezione da uno stato di solitudine prolungata, taciturna e ombrosa in quasi tutte le circostanze. Diffidente e guardinga, e altrettanto nobile e valorosa, non teme alcun pericolo... purché non le si chieda, chiaramente, di provare a trascorrere più di cinque minuti in una stanza affollata senza finire con lo scappare via urlando! XD
- Alice: loquace gatta parlante e Famiglio personale di Isabella. Inseparabile compagna di avventure della strega, Alice è buffa e scontrosa, e non risparmia mai una calorosa ramanzina alla sua amica, qualora pensi che ne abbia bisogno (il che, nel caso di Alice, si traduce con "praticamente sempre"! XD) Ma sa essere anche servizievole e affettuosa, e di certo adora Isabella e Emily di tutto cuore.
Le mie opinioni:
La serie "The Benevolence Tales", in realtà, porta la firma della stessa mente creativa che ha escogitato il retelling in salsa fantasy-romance (con protagoniste due dee adolescenti innamorate) "The Dark Wife". Di quel meraviglioso, piccolo romanzo vi avevo già parlato tempo fa (cliccate pure QUI se volete dare un'occhiata alla recensione); prima di passare ad analizzare i vari racconti che compongono la serie ambientata a Benevolence, la magica città sperduta fra le montagne popolata da una stirpe di soli Mutaforma (più una certa strega dai capelli rossi, certo...) vorrei dunque fare una piccola precisazione a proposito dell'autrice.

Elora Bishop e Sarah Diemer sono, come forse a questo punto avrete intuito, la medesima persona: la scrittrice americana ha infatti scelto di firmare con il nome "Diemer" tutte le sue opere rivolte prevalentemente ad un pubblico di adolescenti, mentre quello della Bishop identifica tutti i lavori destinati alle sue lettrici un po' più "cresciutelle"! XD
Ora... Ebbene sì, avevo fatto lo stesso ragionamento che, con ogni probabilità, starete facendo anche voi: avevo pensato, senza stare a rifletterci troppo, che tale distinzione non potesse che implicare la presenza, all'interno delle opere della Bishop, di un contenuto dai toni più maturi, di tematiche alternative rispetto a quelle proposte negli YA di Sarah Diemer, più, al limite, un opzionale ed eventuale aumento del tasso ormonale delle protagoniste implicate XD, a discapito magari di altre componenti.
E invece, da questo punto di vista, sono rimasta senz'altro sorpresa: trovo che "The Dark Wife" sia, viceversa, un romanzo dalle atmosfere senz'altro mooooolto più dark rispetto alla serie "The Benevolence Tales", per non parlare poi della tensione di alcune parti della storia, o della caratterizzazione dei "cattivi".
 Il legame fra Isabella e Emily, d'altra parte, rispecchia tantissimo la relazione di Ade con Persefone: vi ritroviamo la medesima delicatezza condita d'ottimismo e buoni sentimenti, lo stesso romanticismo spassionato, dolce, assoluto, zuccheroso in molti più modi di quanti sarei mai in grado di descrivervene senza scadere nella più pura banalità, perché, purtroppo, non sono stata benedetta dal medesimo dono che vanta la Bishop/Diemer: se provassi io a scrivere dei racconti simili a quelli che a lei riescono così bene, con tanta grazia, brio e naturalezza, probabilmente finireste per tirarmi appresso un'intera cesta di pomodori alla prima occasione, state pur certi! :P

Ad ogni modo, l'autrice sostiene che la sua cifra stilistica si modifichi sensibilmente nello scrivere sotto lo pseudonimo della Bishop; posso confermare che, almeno in parte, la dichiarazione corrisponde senz'altro a verità... ma non posso tralasciare di specificare che la differenza di stile, secondo me, non è poi così accentuata.
Le protagoniste della serie ambientata a Benevolence hanno inoltre un'età indefinita, che potrebbe oscillare tranquillamente dai venti ai trenta: non stiamo parlando esattamente di liceali, quindi, d'accordo... ma, a mio modo di vedere, questo vuol dire poco, perché chi apprezza le storie della Bishop è destinato ad adorare visceralmente anche quelle della Diemer, e viceversa!

"One Solstice Night", il primo volumetto della serie, vale a introdurre i personaggi principali e le fiabesche ambientazioni offerte da Benevolece, sperduta cittadina di Mutaforma quasi perennemente ammantata dalla nevi, i cui abitanti praticano la magia con la stessa costanza con la quale Isabelle Fox, giovane strega un po' imbranata, viene scacciata dai vari villaggi del regno per aver puntualmente combinato qualche grosso guaio magico! :P
Il racconto fila via come un'ottima sorsata d'acqua fresca: è semplice, cristallino, lineare; una fiaba deliziosa, nella sua innocenza candida e dolce, eppure velata nello stesso tempo da un senso dello humor particolare, oltre che da un sottilissimo filo d'ironia che, come dico sempre, non guasta mai!
Isabella è una protagonista che conquista: mediocre in tutto, per sua stessa ammissione, non è capace di fare niente, e non esiste praticamente cosa al mondo che le riesca al primo colpo (né al centesimo, a essere sinceri... provate a indovinare un po' chi mi ricorda, se ci riuscite?! :P).
Stiamo parlando di una semplice strega alle prese con un compito apparentemente facile, il quale si rivelerà - neanche a dirlo! - molto più grande di lei e delle sue modeste abilità magiche; ma molto presto conoscerà l'Amore, quello vero e puro con la maiuscola - e dal momento che si tratta, per l'appunto, di una fiaba sotto ogni punto di vista, è inutile precisare che si tratterà anche del più classico caso di amore assoluto a prima vista, vero? XD - e alla fine troverà la forza necessaria... per rialzarsi in piedi dopo il più prevedibile degli scivoloni!

In "One Imbolc Gloaming", secondo atto della serie, assistiamo invece ad un certo approfondimento del personaggio di Emily, l'innamorata di Isabella (laddove la strega è scanzonata e piena di difetti, Emily sembra praticamente la Perfezione Incarnata in Terra... ma, grazie al cielo, questo non si rivela del tutto vero,  e meno male, perché Emily altrimenti non sarebbe mai riuscita a piacermi così tanto!), oltre che ad un'ulteriore elaborazione delle potenzialità dell'ambientazione proposta dall'autrice.
La Bishop, ho appreso con piacere, ha sempre fatto sua una crociata che, all'interno del panorama del fantastico, secondo me è davvero importantissima: lamentando, fin dalla più tenera età, la mancanza pressoché assoluta nel fantasy di personaggi nei quali fosse possibile identificarsi (come ti capisco, Elora!!! XD) e della mancata rappresentazione della diversità all'interno della narrativa per ragazzi, si è sempre impegnata nel tentativo di attribuire ai suoi personaggi femminili delle caratteristiche che potesse sentire come sue, davvero e fino in fondo: se da un lato ciò si traduce, nella maniera più lampante, nella ripetuta creazione di una coppia principale di donne felicemente innamorate l'una dell'altra - la Bishop ha sposato la sua compagna, l'editor Jennifer Diemer, una manciata di anni fa, e non manca mai di citarla e ringraziarla in ogni singola intervista che tiene -  dall'altra si evince anche dalla sentita necessità di integrare il suo complesso apparato di credenze religiose nella cosmogonia (seppur liberamente adattata) dei vari mondi che di volta in volta si accinge a costruire.
La Bishop, seguace del paganesimo, infarcisce dunque soprattutto "One Imbolc Gloaming" di elementi tratti dalla propria dottrina; talvolta centra nel suo obiettivo di affascinare il lettore e di stupirlo, talvolta eccede e passa la linea, sconfinando nel pericoloso campo del noioso e ridondante.
Ma, per essere sinceri, anche questo secondo racconto mi è piaciuto tantissimo: non che sia per tutti i gusti, certo, questo no... ma, sul serio, ragazzi: chi lo dice che TUTTI i libri debbano essere, per forza di cose, sempre per tutti i gusti?
Dove sarebbe il bello, se tutti fossimo uguali, e quanto poco interessante e colorato ci sembrerebbe allora il mondo? ;D

Chiude questa prima trilogia di racconti, infine, "One Ostara Sunrise"; un ritorno alle "origini" del primo racconto, in un certo senso, che vale a ribadire, fra le altre cose, l'entità dell'ammirazione e dell'amore sviscerato che la Bishop ha sempre nutrito per Terry Pratchett e per il suo umorismo folle, geniale, perennemente sopra le righe.
Non che stia cercando di paragonare i due autori, questo mai; ma davvero alcuni elementi, battute e dialoghi fuori di testa dei racconti della serie mi hanno fatto tornare in mente alcune particolarità dei libri di Pratchett incentrati sulle streghe e sul loro pazzo, sconclusionato mondo.
E' Alice, in modo particolare, la gatta scontrosa e sempre pronta al battibecco,  Famiglio personale di Isabella e mio personaggio preferito, a farsi portavoce di alcune delle trovate e delle battute più divertenti della trilogia.


In conclusione: una piccola, grande serie fresca, briosa, leggera, divertente e intrisa di magia. Se cercate epiche avventure o effetti speciali mirabolanti, storie d'amore controverse e triangoli d'amore squarciabudella XD, evitate pure senza troppi indugi.
Se, invece, avete voglia di una romantica volata a occhi spalancati, dritti nel cuore di una suggestiva fiaba senza tempo e senza età - e priva, grazie al cielo, di ogni vacua pretenziosità fine a se stessa - provate a concedere una possibilità a "The Benevolence Tales": scommetto che vi divertirete! ;D


Giudizio personale: 8.0/10




domenica 25 agosto 2013

Recensione: "The Dark Wife"


"Le storie sono sbagliate.
Io non sono chi dicono loro.
Sono Persefone,
e la mia storia deve cominciare con la verità,
o con quanto di più vicino a essa io possa raccontare."



Titolo: The Dark Wife
Autrice: Sarah Diemer
Serie: //
Disponibile: in inglese!
Trama:
"Tremila anni fa, un dio ha raccontato una bugia.
Adesso, soltanto una dea può dire la verità.
Persefone ha tutto quello che una figlia di Zeus potrebbe desiderare - eccetto la libertà.
Vive sulla terra verde insieme a sua madre, Demetra, crescendo sotto l'occhio vigile degli dei e delle dee del Monte Olimpo.
Ma quando Persefone incontra l'enigmatica Ade, sperimenta qualcosa di nuovo: la possibilità di scegliere.
Zeus chiama Ade "signore" dei morti a mo' di scherzo. In verità, Ade è la dea degli Inferi, e per niente amica di Zeus.
Offre a Persefone un rifugio nella sua terra dei morti, così la giovane dea potrà scampare al suo destino sull'Olimpo.
Ma Persefone trova più della sola libertà negli Inferi.
Trova l'amore, e se stessa."
Ambientazione:
gran parte della storia si svolge negli Inferi, un mondo oscuro e nascosto in profondità sotto la terra, ai tempi in cui le nostre montagne erano ancora giovani e gli antichi dei della mitologia greca si aggiravano nella leggendaria Foresta degli Immortali. Cavernoso e misterioso, l'Aldilà offre eterno rifugio alle anime dei trapassati; la dea Ade, unico tizzone di luce, speranza e compassione nelle insondabili vastità del Regno sotterraneo,  regna sui Campi Elisi, sullo Stige, sul Villaggio dei Morti e su qualsiasi altra cosa si trovi lungo le due sponde dello Stige, il fiume dell'eterno Oblio...
Personaggi principali:
- Persefone: figlia di Demetra e di Zeus, avvenente esponente di una nuova generazione di divinità, dai poteri e dalle potenzialità per lo più ancora ignote. Cresciuta lontano dagli intrighi e dalle crudeltà dell'Olimpo, ha trascorso l'adolescenza nella Foresta degli Immortali, a esplorare il regno silvano di sua madre e a giocare con le ninfe (ehm... con una di loro, in particolare! XD)
Ingenua, immatura e innocente, Persefone condivide l'anima semplice ed esuberante che accomuna tutte le creature viventi; ma un grosso cambiamento si profila per lei all'orizzonte, e sarà uno di quelli in grado di stravolgere completamente il mondo che credeva di conoscere...
- Ade: regina degli Inferi, una delle divinità anziane dell'antico pantheon, antagonista di vecchia data del malvagio Zeus. Regale, compassionevole e d'indole più che nobile, regna sugli Inferi cercando di portare alle anime tormentate tutto il conforto e la luce che può; ma il re dell'Olimpo ha diffuso più di una calunnia sul suo conto, e nel regno umano non c'è una sola anima disposta a fidarsi di lei o a bisbigliare fosse pure anche solo una minuscola preghiera su un altare a lei dedicato....
- Pallade: anima errante degli Inferi, "braccio destro" di Ade e sua fidatissima confidente ed amica. Impulsiva e sbarazzina, nasconde una tragica storia nel suo passato, e si porta dentro il ricordo di un amore che ha, letteralmente, decretato la sua condanna a morte...
- Zeus: vizioso e spietato re dell'Olimpo, dissoluto e disposto a qualsiasi mezzo pur di assecondare i propri capricci. Lussurioso e violento, regna sugli dei e sugli uomini con pugno di ferro; e la folgorante luminosità che emana altro non è se un riflesso della propria personalità focosa e bestiale...
- Demetra: graziosa dea della terra, protettrice delle selve e delle messi, madre di Persefone. Di indole buona, ma debole, è completamente succube dei capricci di Zeus, e lo asseconda praticamente in tutto, spinta dalla paura e dal ricordo di qualcosa che le accadde molto, molto tempo fa...
- Caronte: ambiguo e inquietante traghettatore di anime, una massa vorticante di energia in perenne movimento, in grado di assimilare dentro di se' gli organi che le anime dei defunti propongono di offrirgli in pegno, nel caso in cui non dispongano della tradizionale moneta da donargli in cambio dei suoi servigi. Eccentrico e sornione, spaventa Persefone fin nel midollo ed è, a mio personale modo di vedere, completamente pazzo XD...
- Hermes: dio dei ladri, patrono dei viaggi e dei trasporti, nonché divertente fratellastro di Persefone. Ironico e sibillino, svolge in pratica lo stesso ruolo che lo Stregatto svolse per Alice: la introduce nel regno di Ade, la incoraggia a farsi delle domande e a scegliere la sua strada, e si fa messaggero, in diverse circostanze, di sinistri e oscuri avvertimenti relativi a una terribile minaccia incombente...
Le mie opinioni:
Quanta strada bisogna fare, a volte, per riuscire a trovare la propria casa?
Quanto lontano, o, come nel caso di Persefone, quanto in profondità XD, siamo chiamati ad andare, pur di trovare un posto da chiamare nostro, una famiglia, un futuro?
"The Dark Wife", dal mio personale punto di vista, è stato il libro che non mi aspettavo: ho cominciato a leggerlo perché l'idea del retelling "tematico" mi ispirava (un sacco!!), e perché ho adorato così tanto "Ash" (il retelling della fiaba di Cenerentola firmato da Malinda Lo, ndr! XD) da avvertire una piccola fitta di malinconia ogni volta che ne intravedevo di sfuggita la copertina, e poi perché... bé, perché ero curiosa, nonostante tutto, di scoprire che cosa l'autrice avesse escogitato, dove sarebbe andata a parare con questa sua personalissima rielaborazione del mito greco di Ade e Persefone.
A dire la verità, non mi aspettavo poi tanto.
Di sicuro non avevo previsto che mi sarei così follemente innamorata delle due protagoniste, né che avrei ritrovato così tanti frammenti sparpagliati di me nella narratrice/eroina riluttante Persefone, o che la dolcezza zuccherosa di alcune scene mi avrebbe rubato il cuore e commosso e sciolto fin nel midollo (anziché, come già avevo temuto per metà , tediarmi a morte e provocarmi un brutto accesso di carie ai denti! :P).
E invece, e invece... Chi l'avrebbe mai detto?! XD
La Diemer si è rivelata un'autrice molto più in gamba di quanto avessi preventivato, abile, sensibilissima e concentrata; "The Dark Wife" è chiaramente un paranormal romance, e come tale si può dire che il racconto, in se', non avrebbe alcun senso se non fosse per la presenza della love story fra Ade e Persefone, e questo è certo... ma ho apprezzato tanto il fatto che, oltre alla storia d'amore, la Diemer abbia voluto introdurre altri temi importanti, quali ad esempio la volontà di auto-affermazione e l'esplorazione delle proprie potenzialità, e un'ambientazione curata e squisitamente "dark" che è riuscita a conferire un tocco di autentico sapore romantico e fiabesco persino al luogo che dovrebbe essere per definizione più "prosaico" e desolato di tutti: l'Inferno.
In quanto alla caratterizzazione dei personaggi, bisogna dire che, per una volta, credo che a fare la vera "parte del leone" sia la stessa protagonista: la giovane, innocente e dolce Persefone... che, da parte sua,avrà anche il titolo di divinità immortale ma, ragazzi, se non si comporta tale e quale a una diciassettenne in subbuglio e inesperta alle prese con il suo vero, eterno e irrinunciabile amore! XD
Persefone incarna precisamente quel genere di eroina che io prediligo (probabilmente perché mi ci rivedo alla grande!), vale a dire quel tipo di predestinata eccentrica, ingenua e un po' naif a cui, in linea di massima generale, non importa assolutamente un'acca della gloria, della politica e delle sorti dell'epica lotta fra il Bene e il Male nel senso più tolkeniano del termine XD, e questo non tanto (o almeno, non solo) per egoismo o senso di congenita inferiorità nei confronti del resto del globo, ma semplicemente perché, come afferma la stessa protagonista in un passaggio del romanzo che mi ha colpito particolarmente, lei è una figlia della terra... concreta, guidata dall'istinto, assetata di libertà. Non soffre di un'indole particolarmente complicata, non le interessano grandezza e onore e i plausi del grande pubblico: per lei non conta niente possedere o apparire, lei vuole semplicemente essere.
Vivere, e assaporare fino in fondo ogni singolo respiro.
Solo che - manco a dirlo - quando non sei tu ad andare in cerca di guai, è il Male in persona che viene a bussare alla tua porta, a stanarti dal tuo santuario personale di felicità e amore, e a gettarti in faccia la sfida più grande: diventa ciò che sei, e proteggi ciò che hai caro, se ci riesci.
La primissima reazione di Persefone di fronte a questi ostacoli - a qualsiasi ostacolo, in realtà - è di mettersi a piangere come un vitellino. Ma davvero, un sacco, senza ritegno e senza pudore! XD
Perché Persefone, in realtà, è una gran frignona (simile a me, non c'è dire, anche in questo! :P) e ha paura, per sua stessa ammissione, praticamente di qualsiasi cosa; gli esseri umani le sono poco cari (almeno fino a quando non trapassano...) e gli dei dell'Olimpo, a buon ragione, li detesta di tutto cuore, per la maggior parte... per cui, se solo le fosse data una possibilità di scelta degna di questo nome, credo che cederebbe più che volentieri il ruolo di salvatrice del creato a qualcun altro, gli augurerebbe buona fortuna con un sorriso sulle labbra, sventolerebbe un fazzoletto in segno di incoraggiamento e se ritornerebbe a casa a giocare con il suo magnifico cucciolo a tre teste, Cerbero, il più caro regalo di benvenuto della sua bella! XD
Solo che tutti, prima o poi, volenti o nolenti, dobbiamo fare la nostra parte; essere onesti, forti e coraggiosi per il bene delle persone che amiamo; e mantenere le nostre promesse, sempre e comunque, non tanto perché sia giusto a priori o particolarmente valoroso fare così: semplicemente perché questo è l'unico modo per mantenere le cose in piedi, per resistere e andare avanti quando ogni cosa comincia ad andare storta e la terra a franarti sotto ai piedi...
Mi è piaciuta soprattutto per via di questa sua spaesata, fragile, onesta, potente e vitale umanità, Persefone; e mentre Ade rappresenta la saggezza e la temperanza (ogni volta che non c'è Persefone nei paraggi, immagino si potrebbe dire: perché altrimenti niente, si sdilinquisce e basta, quasi avesse pure lei 17 anni, invece che svariate migliaia di migliaia di millenni sulle spalle! XD), la nostra protagonista rappresenta un'evoluzione e un cambiamento, una crescita graduale e costante, il passaggio da un' amena ed egocentrica fase adolescenziale alle consapevoli e tormentose profondità dell'età adulta.
Fra i difetti del libro più evidenti da segnalare, invece, mi sento senz'altro di citare un mancato approfondimento dei personaggi maschili; se escludiamo Caronte, sono presenti solo il malvagio e ripugnante Zeus e poi Hermes, una figura senz'altro positiva e interessante, ma a cui viene concesso pochissimo spazio!
Inoltre, per quanto il finale mi sia piaciuto (e tanto!), non si può negare che alcuni nodi siano stati sciolti in maniera secondo me alquanto frettolosa.
Incantevole, invece, l'epilogo, un imprevisto tocco di "urban" proiettato nel futuro XD, che ti fa davvero desiderare di non avere ancora voltato l'ultima pagina, di avere ancora almeno un altro pezzettino di storia da leggere, per trattenerti ancora un po' negli Inferi con Ade e Persefone e i loro amici...
Insomma, un'autrice, questa Sarah Diemer, il cui nome non sfigurerebbe affatto, secondo me, se accostato a quello di altre sue talentuose, più illustri colleghe: Libba Bray, Laini Taylor, A.G. Howard....
Solo che, naturalmente (e per fortuna, perché se ne sentiva davvero il bisogno!), Sarah ha scelto di raccontare e raccontarsi in modo sincero e candido; forse il grande pubblico internazionale tirerà avanti senza mai neanche accorgersi della sua esistenza, attirata da altri titoli di maggior richiamo, dalla copertina più accattivante e dalla trama più "collaudata", ma, per quanto mi riguarda, mi ricorderò di lei, della sua storia e delle sue due straordinarie, indipendenti, magnifiche eroine... me ne ricorderò e cercherò altri suoi libri, e, poco ma sicuro, non penserò mai più al mito del rapimento di Persefone nello stesso modo! ;D

Giudizio personale: 9.2/10

:)

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...