Visualizzazione post con etichetta Marvel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Marvel. Mostra tutti i post

lunedì 7 febbraio 2022

5 nuovi libri fantasy per bambini e ragazzi (dagli 11 anni in su) da leggere quest'inverno

L’inizio del 2022 ha portato con sé un bastimento carico carico di... adorabili libri fantasy per bambini e ragazzi!

Da una magica avventura a fumetti in compagnia di un coniglietto meccanico alle indagini di un ragazzino alle prese con una misteriosa entità liberata per errore, passando per il secondo volume della serie “L'orologio di stelle” (illustrata da Chris Riddell in persona!) e per entusiasmante soggiorno presso un paio di specialissime Accademie all’insegna della diversità e dell’accettazione...

Il target ideale per tutti questi titoli? Giovanissimi lettori di fantasy dagli 11 anni in su!

Mmm...

Quindi, direi che la raccomandazione comprende senz’altro anche me, no? Dopotutto, 35 sono più di 11: non esiste mica un limite d’età, per questo genere di letture! ;D


L’orologio di stelle: Al di là delle montagne

di Francesca Gibbons

Sequel de “La falena d'ombra. Imogen e Marie attraversano di nuovo la porta nell’albero e si ritrovano in una Yaroslav completamente cambiata. Miro adesso è il re ma non lo sopporta. Anneshka non è più la regina e… non lo sopporta. Quando Anneshka viene a sapere di una profezia secondo cui dominerà su tutti i regni, rapisce Marie, convinta che sia lei la chiave per realizzare il suo sogno, e la conduce al di là delle montagne. Imogen e Miro partono subito all’inseguimento, ma ciò che troveranno trasformerà di nuovo ogni cosa, e li vedrà affrontare pericoli che non avrebbero mai immaginato. Età consigliata: 11+. Potete acquistarlo QUI in italiano.



Il cacciatore di fulmini 

di Claire Weze


Alfie e sua sorella Lily si sentono proprio fuori posto a Folding Ford, il paesino dove si sono trasferiti da qualche mese. Il ragazzino ha notato diverse stranezze, ma la cosa più sorprendente è il clima: pozzanghere ghiacciate e rami di alberi congelati in piena estate, per non parlare del mulinello di acqua che vortica in un secchio! È arrivato il momento di investigare, e Alfie sa già da dove partire: il giardino del signor Clemm, un uomo che nel tempo libero porta a spasso un mucchio di falene... Introducendosi in modo solo un tantino illegale, al centro del giardino Alfie trova una cassa misteriosa sovrastata da un cubo di aria gelida, che incautamente decide di aprire. Le scarpe gli si congelano all'istante, i denti prendono a vibrare, la fronte gli brucia tremendamente e una creatura simile a un lampo di luce sfreccia fuori. Lo strano essere porterà una caterva di guai, e mentre i barometri di Folding Ford vanno in tilt, Alfie si ritroverà al centro di una tempesta straordinaria. Età consigliata: 11+. Potete acquistarlo QUI in italiano.

 

Amulet: La custode della pietra

 di Kazu Kibuishi

(graphic novel)


Emily e Navin si trasferiscono in un’antica casa ancestrale. Ma poi la loro mamma viene rapita e trascinata giù per le scale dello scantinato da una misteriosa creatura. I ragazzi si lanciano all’inseguimento, e di colpo si ritrovano scaraventati all’interno di un mondo magico, ma anche estremamente pericoloso! Una terra di demoni mangia-uomini, conigli meccanici e nemici fatti d’ombra... Età consigliata: 11+. Potete acquistarlo QUI in italiano.

Il secondo volume della serie, “La maledizione della custode della pietra”, sarà disponibile invece a partire dal 10 febbraio 2022!


L’accademia per creature magiche di Ophelia Bloom

di Elisa Binda e Mattia Perego


Tea è una strega ed è dislessica. Una bella sfortuna, visto che per lanciare gli incantesimi deve leggere complicate formule magiche! Dopo l'ennesimo disastro causato in classe, Tea viene espulsa e, con suo grande disappunto, i genitori la mandano nell'unica scuola disposta ad accoglierla: l'Accademia per Creature Magiche di Ophelia Bloom, conosciuta anche come "l'accademia per creature difettose", perché qui arrivano tutti gli studenti che, per motivi diversi, non si sono sentiti accettati in altre scuole. Ma la preside, con i suoi occhiali stravaganti, è in grado di vedere il potenziale di ognuno di loro ed è pronta ad aiutarli a svilupparlo. È proprio qui che Tea troverà i migliori amici che avrebbe mai potuto desiderare: Noah, affetto da paralisi cerebrale, che quando si trasforma in gargoyle è agile e potente; Viola, la vivacissima sirena dai capelli arcobaleno incapace di sentire il dolore; Victor, il ragazzo licantropo che ha perso gli arti inferiori ma ha imparato a rialzarsi di fronte a ogni difficoltà; Tessa, la dolce fata affetta da autismo; il mago Morgan, che troverà il modo di lanciare incantesimi nonostante la balbuzie e Jonathan, il timido fantasma con la tendenza a rifugiarsi nell'aldilà. Insieme a loro, Tea imparerà ad affrontare e superare i propri limiti, soprattutto quando il Domatore, un potentissimo mago, minaccerà le sorti dell'intera comunità di creature magiche... Età consigliata: 11+. Potete acquistarlo QUI in italiano.

 

Marvel: Xavier's Institute - 

Libertà e Giustizia per Tutti 

di Carrie Harris

Due eccezionali studenti affrontano la loro prova più difficile quando rispondono a una richiesta d’aiuto, nel primo entusiasmante romanzo della linea Xavier’s Institute, incentrata sulle audaci imprese degli eroi mutanti Marvel. Come parte del loro addestramento al Nuovo Istituto Charles Xavier, a Triage e Tempus viene concesso di cimentarsi nella loro prima missione in solitaria. Non si sa in che modo, ricevono un SOS urgente: le Sentinelle stanno attaccando un mutante superpotente, impegnato a proteggere un politico ferito. Quando abbandonano l’addestramento per rispondere alla chiamata, comunque, la loro identità causerà ai due giovani X-Men molti più problemi di quelli che si aspettavano. Età consigliata: 14+. Potete acquistarlo QUI in italiano.


E voi, amici? Leggete mai libri fantasy per bambini?

Quali sono i vostri preferiti? ^___^


martedì 23 novembre 2021

Aspettando "Hawkeye": 4 serie a fumetti Marvel per imparare a conoscere Kate Bishop, l'altra "Occhio di Falco"



Perciò... domani è il grande giorno: i primi due episodi dell’attesissima serie tv Marvel “Hawkeye” arriveranno su Disney+! *____*

Qual è la novità che attendo di più? Ovviamente l’entrata in scena di Kate Bishop, alias l’altra Occhio di Falco, già protagonista di innumerevoli avventure a fumetti. A interpretarla provvederà la bravissima Hailee Steinfeld, che io personalmente ho “conosciuto” attraverso l’iconica comedy targata Apple “Dickinson”.

Ad ogni modo, per celebrare l’occasione, ho pensato di sfruttare il post di oggi per consigliarvi alcune serie a fumetti Marvel che potreste leggere per cominciare a farvi un’idea del personaggio: figlia ribelle di un magnate, tiratrice d’eccezione, membro fondamentale della squadra degli Young Avengers... chi è Kate Bishop nel mondo dei comics, e qual è il suo rapporto con Clint Barton, l’Hawkeye “originale”?

 

Young Avengers



Potete acquistarlo QUI

Kate Bishop, ancora ragazzina, debutta ufficialmente sul primo numero della serie “Young Avengers”, nell'ormai storica run firmata da Jim Cheung, Allen Heinberg e Andrea Di Vito.

Quattro supereroi adolescenti (e un po’ sfigatelli) si aggirano per New York imitando gli Avengers e facendosi chiamare Patriot, Iron Lad, Wiccan e Hulkling. Il loro obiettivo è quello di combattere il crimine, sfruttando i superpoteri che hanno in qualche modo ereditato da vari supereroi adulti.

Ma, a lungo andare, perfino il loro grande entusiasmo non si rivela sufficiente a compensare la loro sconfinata inesperienza...

E così, quando i ragazzi cercano di sventare una rapina, nel corso di uno sfarzoso matrimonio, è proprio Kate ad accorrere in loro soccorso!

Intrigata dalla loro missione, Kate decide di armarsi di arco e frecce e unirsi alla grande causa. Sarà l’inizio di una lunga serie di avventure in salsa giovanilistica, una saga ironica e frizzante che, credo, potrebbe piacere soprattutto agli estimatori di grandi successi per ragazzi quali “The Runaways” o “Ms Marvel”.

Ma sospetto che anche i fan delle recenti “WandaVision”, “Loki” e “Falcon and the Winter Soldier” potrebbero trovare più di un motivo per apprezzarla; tanto più che “Young Avengers” contiene moltissimi elementi e personaggi familiari ai fedelissimi del MCU... non dico altro per evitare spoiler! XD

Peraltro, lungo il cammino, Kate avrà modo di trascorrere parecchio tempo con la sua prima mentore (la detective Jessica Jones), nonché incontrare il suo idolo Burton e la sua futura “migliore amica del cuore”, la superoina America Chavez (che, se i rumors si riveleranno accurati come al solito, farà la sua comparsa al cinema fra qualche mese, nel nuovo film dedicato al Doctor Strange).

 

Occhio di Falco: Vita Normale



Potete acquistarlo QUI

Una serie di Matt Fraction David Aja, dai toni infinitamente più cupi e maturi. La star assoluta è Clint Burton, in una curiosa versione “dark and gritty” alla Daniel Craig/007.

Un uomo d’azione, insomma, pronto a sgominare intere gang di teppisti e avidi speculatori nel suo tempo libero... nonché a sedurre qualsiasi femme fatale su cui gli capiti di posare lo sguardo!

In questa serie, Kate Bishop è l’irrinunciabile partner-in-crime di Burton. Definirla una sidekick sarebbe riduttivo... anche perché, ammettiamolo: senza “Katie” e il suo “domiziano”, Burton farebbe una brutta fine in almeno una dozzina di occasioni diverse!

La definirei piuttosto la sua “protetta”, l’erede a cui Burton si prepara a trasmettere tutta la propria conoscenza. La giovane donna che condivide il suo nome di battaglia, la sua abilità da tiratrice, e... un singolarissimo, inconfondibile senso dell’umorismo! XD

Se volete scoprire in che modo i due Occhio di Falco hanno incontrato il delizioso cane Lucky nei fumetti, o che tipo di reazione ha avuto esattamente Kate, quando ha sentito parlare per la prima volta di una cosetta chiamata “freccia esplosiva”... non lasciatevi scappare “Occhio di Falco: Vita Normale”!

 

Hawkeye: Kate Bishop



Potete acquistarlo QUI

Prima avventura da solista per Kate, firmata nientemeno che da una delle mie autrici Marvel preferite, l’inimitabile Kelly Thompson!

Bishop si trasferisce a Los Angeles per iniziare la sua attività di detective privata, sulla scia della sua vecchia amica Jessica Jones. In breve, raduna attorno a sé una banda di disadattati e comincia a impegnarsi attivamente per la difesa degli innocenti.

Che si tratti di stalker, culti esagitati o supervillain, per Kate fa poca differenza: l’importante è proteggere gli indifesi... e magari anche riuscire a sbarcare il lunario nel frattempo. Anche se non si è ancora procurata una licenza. Né una targa degna di questo nome. E anche se la polizia le sta con il fiato sul collo praticamente da pagina 1...

Insomma, un gradito ritorno alla leggerezza e alle simpatiche tonalità pop delle prime scorribande; fra problemi di cuore, battute sarcastiche, citazioni e azione, un concentrato di energia che forse è anche – e soprattutto -  un sentito omaggio alla serie tv “Buffy: The Vampire Slayer”.

 

West Coast Avengers: La Costa Più Tosta



Potete acquistarlo QUI

La mia preferita fra tutte le serie consigliate finora! Divertente, scanzonata e surreale, mi ha fatto sbellicare dalle risate e mi ha fatto salire una voglia matta di leggerne ancora!

Kelly Thompson riprende il personaggio di Bishop, e stavolta le attribuisce addirittura una squadra “tutta sua”: gli scombinatissimi Avengers della Costa Occidentale, formati da un manipolo di supereroi abbastanza... ehm, diciamo sui generis! XD

Kate, Clint Burton, Gwenpool, il mutante Quentin Quire e America Chavez sono al verde. Per risolvere il problema, decidono di partecipare a un reality show in stile “Grande Fratello” e aprirsi completamente agli occhi del pubblico: segreti lavorativi, scheletri nell’armadio, vita privata... Stavolta non si salverà nessuno!

Ma fra le follie di Gwen, la crisi esistenziale di Clint e la cinica impazienza di Quentin, riuscirà Kate a tenere insieme il suo team... o, stavolta, saranno i supercattivi ad avere vita facile?


 E voi, amici?

Seguirete "Hawkeye"? 

Conoscevate questi (o altri) fumetti dedicati ai due mitici Occhio di Falco? ^^



giovedì 15 luglio 2021

Recensione: "Domino - Strays", di Tristan Palmgren

Marvel Heroines, Vol. 1

Potete acquistarlo QUI in italiano

"Nel primo di un’esplosiva serie di romanzi Marvel, Domino, sagace mercenaria e creatrice di fortuna, affronta una pericolosa setta e il proprio oscuro passato. Missione: infiltrarsi nella setta di un ciarlatano di Chicago per liberare due gemelli completamente plagiati.

Domino, ex agente della X-Force, non ci sta: i fanatici portano solo guai. Le sue notti sono ancora popolate da incubi sul Progetto Armageddon, il programma del supersoldato che le ha rovinato la vita e distrutto la famiglia. Se solo ci fosse stato qualcuno ad aiutarla, allora, qualcuno… come lei. Una bella rottura, ma forse è giunto il momento di affrontare quei demoni. Con i suoi superpoteri di manipolazione delle probabilità, Domino riesce a volgere anche la peggiore delle situazioni a proprio vantaggio."



Domino: Strays" è il primo libro nato dall'accordo fra la Marvel e la casa editrice americana Aconyte. L'obiettivo è quello di proporre al pubblico una serie di romanzi incentrati su una vagonata di supereroi, dai più celebri ai quasi-misconosciuti del vasto pantheon Marvel.

Questa avventura di Domino, in particolare, è stata firmata da Tristan Palmgren, autore noto per i suoi romanzi d'azione in salsa trash (“Quietus”). 

Il suo "Domino: Strays" debutterà in lingua italiana il 15 agosto, edito dalla Asmodee; il titolo del romanzo dovrebbe restare invariato.

Ma chi è Domino, esattamente, e qual è la natura dei suoi poteri?

Bè, la verità è che forse non mi conviene spoilerarvi troppi dettagli, dal momento che Palmgren dedica alla riscoperta delle origini della protagonista una porzione abbastanza abnorme del suo romanzo. No, dico sul serio: capisco la necessità di spiegare un paio di cosette ai neofiti, ma l'escamotage di riassumere due intere “run” di fumetti nell'arco di quella che avrebbe dovuto essere una storia completamente originale, in realtà mi è sembrato un po' una presa in giro nei confronti di noi fan dei comics.

Ad ogni modo...

Domino, dicevamo, è una mutante; una spia e una mercenaria abilissima nel combattimento corpo a corpo. L' (anti-)eroina è inoltre capace di alterare il campo delle probabilità statistiche e di influenzare la fortuna a proprio vantaggio (provate a pensare al potere di Arlo in "A dark and hollowstar", ma potenziato...); una risorsa di grandissimo impatto, che ovviamente si accompagna alle sue belle limitazioni.

Il vero nome di Domino è Neena Thurman, e il suo personaggio è stato creata da Fabian Nicieza e Rob Liefeld nel 1992. Fra l'altro, alcuni di voi ricorderanno forse di aver intravisto una sua versione nel film "Deadpool 2".

Nel suo romanzo, Palmgren fa riferimento soprattutto alla serie di fumetti scritta da Gail Simone; il che vuol dire che "Domino: Strays" va a collocarsi, cronologicamente parlando, qualche tempo dopo la fondazione del gruppo delle "Hothots", vivace banda di mercenarie capitanata dalla stessa Domino.

Tutte le ragazze della squadra fanno una comparsata all'interno di queste pagine, comprese Black Widow (siete già andati a vedere il suo film, vero?), Outlaw e Diamondback.

Esaurite le presentazioni di rito, veniamo subito al succo della recensione: vale davvero la pena leggere "Domino: Strays"?

La risposta è semplicissima, anche se leggermente ambigua: dipende! XD

Voi quanto amate il genere pulp?

Se la risposta è "un sacco, ne leggerei a tonnellate", credo che potreste trovare piacevolissimo il libro di Palmgren, un lunghissimo monologo interiore infarcito di esplosioni, sparatorie e botte da orbi.

Lo stile di Palmgren è molto "basico", diretto e privo di fronzoli; per quanto riguarda l'aspetto tecnico, diciamo solo che l'autore fa dell'esposizione il proprio cavallo di battaglia.

Il testo descrive le scene d'azione, le armi e le missioni di ricognizione in maniera molto minuziosa e accurata; i personaggi, d'altro canto, sono interessanti come i sassolini che cospargono il fondo di un acquario, e non si inseriscono particolarmente bene all'interno di nessuna continuity.

Per quanto mi riguarda, ammetto di aver trovato particolarmente frustrante la granitica seriosità del tono narrativo impostato da Palmgren, e di aver rimpianto in più di un’occasione l'ironica complicità dei dialoghi di Simone.

Ma sospetto che, per una ristretta nicchia di lettori, "Domino: Strays" potrebbe rappresentare un discreto thriller d'intrattenimento. Dopotutto, può vantare una sana vena dark, delle tematiche (relazioni abusive, fanatismo, squilibri mentali…) decisamente adatte a un pubblico maturo e una convincente atmosfera “da zona grigia”, che ricorda un po' quella delle serie Netflix, tipo "Daredevil" o "Jessica Jones".

Prossimamente, uscirà anche il romanzo dedicato a Inez Temple/Outlaw, sempre di Palmgren, e ho intenzione di leggere pure quello. Ma, sotto sotto, non posso fare a meno di sperare che le prossime uscite della collana “Marvel Heroines” ci riservino qualche sorpresa, e soprattutto un bel cambio di direzione…




lunedì 12 luglio 2021

Recensione: "Black Widow" (film, 2021)

 


Perciò, dopo il trattamento indegno ricevuto nel finale di “Avengers: Endgame”, Natasha Romanoff ha finalmente ottenuto il film che meritava!

Un’adrenalinica e divertentissima pellicola d’azione, che per la prima volta è riuscita a mostrarci il lato umano (e sorprendente tenero) di un personaggio che molti registi avevano cercato di relegare al rango di oggetto sessuale. Emblematica la controversa battuta di Tony Stark, che in “Iron Man 2”, alla vista di Natasha, esclamò semplicemente: «Ne voglio una!».

Ad ogni modo…

Black Widow” è diventato ufficialmente uno dei miei film preferiti di casa Marvel; forse il preferito in assoluto, e lo dico con un groppone in gola abbastanza difficile da deglutire: soprattutto perché il blockbuster diretto da Cate Shortland è un prequel, e perché sappiamo già che non potrà mai esserci un sequel (o, almeno, non uno con Scarlett Johansson ancora nel cast).

La verità è sempre stata sotto gli occhi di tutti e, in realtà, credo che qualsiasi lettore di fumetti Marvel avrebbe potuto confermarvelo: Black Widow ha sempre avuto tanto da dire, e la sua caratterizzazione è sempre stata una delle più complesse, mature e potenzialmente interessanti.

In questo film, finalmente apprendiamo parte della sua storia, delle persone con cui è cresciuta, degli eventi che l’hanno trasformata in una potentissima superoina. Il confronto con la sua parte oscura, una zona d’ombra generata dal suo soggiorno forzato nella fantomatica Stanza Rossa, di cui noi fan del MCU avevamo già sentito parlare in altre occasioni.

È bastato il prologo a farmi capire che avrei assistito a un film completamente diverso da “Endgame”, quell’irritante e interminabile spettacolino a base di fanservice. “Black Widow”, sotto molti aspetti, è una pellicola che riuscirebbe a camminare sulle sue gambe perfino se non andasse a inserirsi in una decennale tradizione cinematografica sui supereroi.

Le prima scene catturano velocemente l’attenzione dello spettatore: un sorprendente e inquietante spaccato sull’infanzia di Natasha, che serve a stabilire l’atmosfera e a darci un’idea piuttosto precisa a proposito della quantità di rivelazioni e colpi di scena ancora in attesa.

Chiaramente, “Black Widow” è un film d’azione: il che vuol dire che i personaggi si prendono a botte ogni quattro minuti (a volte solo per dirsi ciao), le automobili esplodono a più non posso, e sinistri sgherri dall’accento straniero continuano a puntare pistole a destra e a manca come se non ci fosse un domani. Ciascuna di queste scene risulta, a suo modo, altamente spettacolare, e francamente esilarante da vedere, soprattutto sul grande schermo.

Suppongo che Shortland avrebbe potuto giocarsi la carta facile; firmare una spy-story come tante altre, sfruttare al massimo le considerevoli doti di Johansson (fisiche e recitative), e lasciare che la popolarità del franchise Marvel facesse il resto.

Invece, la regista ha deciso di regalarci un film originale e dinamico sulla famiglia, sul perdono e sul coraggio di cambiare; la storia di una donna che, nata dal niente, sfruttata dalla stessa gente che avrebbe dovuto proteggerla, decide di ritagliarsi con le sue forze un posto “in mezzo ai grandi”: gli eroi dotati di mirabolanti poteri cosmici, quelli che non hanno bisogno di mandare giù cinque compresse di ibuprofene dopo ogni combattimento, perché la loro resistenza speciale li rende immune a qualsiasi tipo di danno.

Guardando “Black Widow”, appare abbastanza evidente che Natasha non è immune a un accidenti di niente: né al dolore di una costola rotta, né al bruciore di uno squarcio lungo il braccio… né al senso di tristezza e solitudine scatenato dal cosiddetto “divorzio degli Avengers”, un evento che ha riaperto una ferita dolorosa del suo passato.

Non che sentirete mai volare una lamentela o una protesta, da parte sua.

Per me, questa è praticamente l’unica sfumatura che perfino quel disastro di “Endgame” era riuscito a imbroccare (anche se probabilmente non di proposito): nel MCU, come nel mondo reale, a personaggi come Stark, Thor o Rogers vanno i patemi, la gloria, le battute strappalacrime, i discorsi sul podio e i memoriali in pompa magna… A Natasha, i cocci da sistemare, i conflitti da risolvere, i sacrifici da compiere nell’anonimato.

E, adesso, una favolosa scena post-credits, che mi ha praticamente spezzato il cuore.

Fra i nuovi personaggi, ho amato immensamente… tutti! Senza scherzi: dal Red Patriot di David Harbour alla Melina Vostokoff di Rachel Weisz, passando ovviamente per la strepitosa Yelena di Florence Pugh, una co-protagonista più che all’altezza della situazione! La sorellina perfetta per la nostra Black Widow (voglio dire, la storia di Natasha che fa le pose? Ho riso per un quarto d’ora! XD); un personaggio di cui il MCU avrà dannatamente bisogno, nel corso delle Fasi a venire!

Come bonus aggiuntivo, una tonnellata di riferimenti ai fumetti e un inserimento nella continuity a dir poco esemplare.

Insomma, non so bene cosa mi aspettassi, da questo “Black Widow”. Ma mi ha sicuramente trasmesso molto più di quanto sperassi: una vera e propria valanga di emozioni.

Se non l’avete ancora visto, correte a rimediare… Probabilmente non avrete bisogno di essere fangirl esagitate del mio stesso livello per adorarlo: per una volta, sospetto che vi basterà apprezzare il buon cinema d’azione! :D

 


venerdì 11 dicembre 2020

Marvel e Star Wars: una pioggia di nuovi film e serie tv annunciati per il 2021/2022...

 Secondo voi, oggi poteva mancare un articolo dedicato alle succosissime novità annunciate durante il "Disney Day Investor"? Una valanga di nuovi progetti ufficialmente confermati, oppure illustrati per la prima volta, dai rispettivi responsabili de due dei principali "marchi" disneyani del momento; mi sto riferendo, ovviamente, al franchise di Star Wars e alla Marvel

Ma andiamo a scoprire gli annunci nel dettaglio! *_____*



Marvel

Le nuove serie in arrivo sul Disney+:

IronHeart

Mai sentito parlare di Riri Williams, alias IronHeart? Per semplificare le cose, potremmo definirla una sorta di Iron Man in versione teenager... anche se, probabilmente, le verrebbe un mezzo infarto a leggere queste parole! XD In ogni caso, esattamente come Tony Stark, Riri è un genio della tecnologia; grazie alla sua formidabile armatura e al suo QUI di livello sopraffino, la nostra eroina combatte le forze del crimine, spesso e volentieri facendo squadra con alcuni dei più giovani supereroi di casa Marvel (Miss Marvel, il nuovo Nova, Miles Morales...). Nell'ambito del MCU, Riri verrà interpretata da Dominique Thorne.


Armor Wars

Un'altra serie direttamente collegata al magico mondo di Iron Man! In "Armor Wars", Don Cheadle riprenderà il ruolo di James Rhodes / War Machine, in uno show incentrato sulla fatidica domanda: che cosa succederebbe al mondo, se mai la pericolosissima tecnologia Stark dovesse cadere in mani sbagliate?


Secret Wars

Skrull alla riscossa! "Secret Wars" dovrebbe essere una sorta di "spin-off" di "Captain Marvel", dal momento che riguarderà da vicino due dei principali personaggi del film campione di incassi interpretato da Brie Larson: stiamo parlando di Nick Fury, ovviamente... ma anche di Talos (alias Ben Mendelsohn).


Ulteriori rivelazioni e conferme:

1. Si vociferava da tempo, ma per la prima volta abbiamo la conferma ufficiale: ebbene sì, Hailee Steinfeld sarà Kate Bishop, la "nuova Hawkie" del mondo dei fumetti... Se volete farvi un'idea di chi sia questo brillante e carismatico personaggio, non fatevi scappare il recente volume pubblicato dalla Panini "West Coast Avengers", scritto dalla mitica Kelly Thompson!

2.  Tatiana Maslany sarà veramente Jennifer Walters/She-Hulk" nell'imminente serie sul Disney+! *_____*

3. "Captain Marvel 2" uscirà a novembre 2022. Al fianco di Brie Larson, stavolta troveremo sia Kamala Khan/Ms Marvel (interpretata da Iman Vellani) che Marie Ramboau ( Teyonah Parris) *_____*. La serie dedicata a Mrs Marvel, invece, dovrebbe debuttare in streaming entro il tardo 2021...

4. Il film sui Fantastici 4 si farà e verrà diretto da Jon Watts, già regista di "Spiderman: Homecoming".

5. La serie tv "Loki" debutterà a maggio 2021.

6. "Falcon and the Winter Soldier" uscirà a marzo 2021.


Star Wars

Le nuove serie e i nuovi film annunciati

Star Wars: Rogue Squadron (film diretto da Patty Jenkins!!)

Obi One Kenobi (serie tv con Hayden Christensen nei panni di Darth Vader )

Andor (serie tv con Diego Luna e Stellan Skarsgard)

Rangers of the New Republic (spin-off di "The Mandalorian")

Ahsoka (spin-off di "The Mandalorian" con Rosario Dawson)

+

Una mezza tonnellata di titoli ancora da svelare! XD


Cosa ne pensate? ^^


Fonte: www.tor.com

martedì 8 settembre 2020

Suore guerriere? Yes, please...

Suore guerriere? Yes, please

Il 24 settembre arriverà in libreria“Un oscuro trionfo”, il sequel de “Il segno del destino” di Robin Lafevers che i lettori italiani stavano aspettando (letteralmente) da anni…
Per celebrare il lieto evento, vi propongo oggi una rapida carrellata di tutte le “suore guerriere” incontrate nel corso delle mie letture/visioni! ^^


Warrior Nun
(serie tv, 2020)


Impossibile evitare di cominciare una lista che parla di suore guerriere nel fantasy senza fare riferimento allo show che fa di arti marziali, demonologia e monache il proprio fulcro esistenziale! Ispirata a un fumetto di Ben Dunn, “Warrior Nuns” narra la storia di Alba, una ragazza paralizzata dalla vita in giù affidata alle cure di una madre superiora dai modi abbastanza hitleriani. Dopo la sua morte, peraltro avvenuta in circostanze poco chiare, Alba finisce stesa su un tavolo d’obitorio; in quello stesso momento, una combriccola di misteriose suore ricoperte di sangue e armate di tutto punto fa irruzione nell’edificio. Per mezzo di una coincidenza e di una strana reliquia magica, la nostra eroina tornerà in vita… ma ovviamente i suoi giorni non saranno più gli stessi!
Vi ricordo che Netflix ha già ordinato una seconda stagione di “Warrior Nun”; se siete curiosi di vedere la prima, sapete già cosa dovere fare! ;D


Sisters of the Vast Black 
di Lina Rather


Suore nello spazio, a bordo di una mitica astronave senziente che mi ha ricordato un po' le atmosfere e i personaggi della strabiliante trilogia “Binti” di Nnedi Okarafor.
Le monache di questo libro non saranno combattenti nel senso atletico del termine, ma in quanto a determinazione e vena ribelle non hanno davvero nulla da invidiare a nessuno!
Sisters of the Vast Black” è un romanzo abbastanza breve, fra parentesi (una “novella” nel senso americano del termine).
Se amate la sci-fi, le premesse surreali e i viaggi interstellari, magari potreste farci un pensierino!



Trilogia di Nona Grey
 di Mark Lawrence

libri grimdark fantasy

Cito volentieri soltanto il primo e il secondo volume della cosiddetta “Ancestor Trilogy” di Lawrence, perché a mio avviso sono gli unici che valga la pena di leggere.
Si tratta, ad ogni modo, di una serie fantasy ad alto tasso di combattimenti e magia, supportata da una galleria di formidabili suore assassine e/o dotate di poteri magici.
Quello della Badessa, mi si perdoni il pessimo e involontario gioco di parole, è probabilmente il personaggio femminile più tosto e badass mai concepito da mente maschile; considerando che si tratta di una donna di mezza età che non sarebbe in grado di sollevare una spada o una pistola manco se ci provasse per cent’anni, capirete da voi che si tratta di uno sviluppo un po’ atipico…
Se volete, trovate QUI la mia recensione della "Trilogia di Nona Grey" (in uscita a ottobre in edizione Oscar Vault).



Il segno del destino e Un oscuro trionfo
 di Robin Lafevers


In realtà, Robin La Fevers ha già scritto parecchi libri sull’argomento “suore guerriere” (e avvelenatrici: non dimenticatevi le avvelenatrici…).
Dopo la trilogia “His Fair Assassin”, l’autrice ha infatti deciso di riprendere il personaggio di Sybella (protagonista di “Un oscuro trionfo”) e confezionare una nuova duologia incentrata sulle sue avventure. Entrambe le serie si svolgono sullo sfondo della Britannia medievale; fra intrighi politici, salvataggi miracolosi e amori proibiti, le suore del convento di  St. Mortain (consacrato al dio della Morte) riusciranno senz’altro a conquistare il cuore di parecchie lettrici.
Non siete ancora certe che faccia per voi? Allora provate a dare un'occhiata alla mia recensione de "Il segno del destino".



The Order of the Pure Moon Reflected in Water 
di Zen Cho


Guet Imm, un’eccentrica monaca dall’aria ingenua e tontolona, chiede di entrare a far parte di una banda di briganti sfigatelli guidati da una coppia di amici un po’ sui generis. Ma le cose saranno davvero trasparenti come sembrano? 
Di tutti i libri elencati fino a qui, quello di Zen Cho è senz’altro il titolo più delizioso, ingegnoso e divertente. Se dovessi sceglierne soltanto uno, vi consiglierei di recuperare questo: per scoprire come mai, leggete QUI!



Sister Sara, The Caretaker 
(Marvel Comics)


Sara è l’ultima discendente di una lunga stirpe di aiutanti “umani” degli Spiriti di Vendetta, i famosi “Ghost Riders”. L’incarico viene posto sulle sue spalle da Dio in persona, ma sono le sorelle del Santo Ordine del Sepolcro ad addestrarla nell’uso delle armi e nelle più avanzate tecniche di combattimento corpo a corpo. 
Se volete scoprire qualcosa in più a proposito dei suoi poteri e delle sue feroci battaglie per la salvezza del Paradiso, vi suggerisco di correre a recuperare la run di Ghost Rider scritta da Jason Aaron



The invisible kingdom
di G. Willow Wilson e Christian Ward


Se non avete mai sognato di leggere le avventure a fumetti di una suora aliena intenzionata a sgominare le mire espansioniste di una spietata multinazionale… Bé, che posso dirvi? Non è che siete finiti sul blog sbagliato, per caso? ;D
L'autrice è G. Willow Wilson (la stessa di "Miss Marvel") e le illustrazioni sono di Christian Ward ("Thor: God of Thunder Reborn).
QUI la mia recensione del primo volume!




domenica 30 agosto 2020

"Gamora & Nebula - Sisters in Arms": il secondo libro di Mackenzi Lee dedicato ai personaggi Marvel

Su Instagram e sugli altri social impazza la notizia dell'imminente pubblicazione dell'edizione italiana di "The Gentleman's Guide to Vice and Virtue" di Mackenzi Lee.
Non sono una fan del genere, per cui devo ammettere che la mia attenzione si è concentrata più che altro sull'annuncio del suo nuovo romanzo YA dedicato a Gamora e Nebula (sì, proprio loro: le due tostissime sorelle protagoniste della serie cinematografica "I Guardiani della Galassia"...).
Il libro si chiamerà "Sisters in Arms" e debutterà negli USA nel corso del 2021!



Potete prenotarlo QUI in inglese

"La relazione fra le sorelle adolescenti adottive Gamora e Nebula è più che esplosiva che mai! Quando finiscono su un pianeta che si va sempre più deteriorando a causa delle costanti trivellazioni minerarie, le ragazze devono affrontare una serie di eventi che le costringeranno a esplorare la fonte della loro rivalità - e a decidere finalmente da che parte riporre la loro lealtà."


Dopo "Loki - Il giovane dio dell'inganno", l'autrice americana Mackenzi Lee tornerà quindi a "lavorare" con i personaggi di casa Marvel.
Alcuni lettori si aspettavano forse un sequel diretto del primo libro, ma dovete sapere che il contratto firmato dalla Lee con la Disney parla chiaro: il piano è sempre stato quello di consegnare alle stampe una trilogia che parlasse di "antieroi adolescenti incompresi e pieni di problemi", spostando il focus della narrazione su diversi personaggi "moralmente ambigui".

In una recente intervista rilasciata all'Hollywood Reporter, Mackenzie Lee ha dichiarato: "Quando abbiamo cominciato a parlare del secondo libro, sapevo fin dall'inizio che stavolta avrei scritto una storia dedicata alle donne, sia perché c'è un enorme discrepanza nel numero di personaggi maschili e femminili presenti all'interno dell'universo Marvel, sia perché la nostra società concede raramente ai personaggi femminili di essere complicati o sfaccettati alla stessa maniera degli uomini. Vogliamo che le donne per cui ci viene chiesto di tifare siamo perfette, altrimenti potremmo trovare impossibile farcele piacere."

"Gamora & Nebula: Sisters in Arms" fornirà quindi all'autrice un'ottima occasione per cimentarsi in tematiche che le stanno molto a cuore; primo fra tutti, il rapporto fra sorelle, che nel caso di Gamora e Nebula assumerà senz'altro una deliziosa sfumatura di rivalità/affetto/cordiale antipatia/amore indissolubile...

Che cosa posso dire? Speriamo solo che il romanzo si svolga interamente fra le stelle, e che non finisca per sfociare da qualche parte lungo le strade fuligginose dell'onnipresente Inghilterra vittoriana! :D




giovedì 30 gennaio 2020

Recensione: "Runaways" di Rainbow Rowell e Kris Anka (Volumi 1 - 3)

Tornare a casa - Migliori Amici per Sempre - Ciò che è Stato - supereroi

Potete acquistare QUI il primo volume in italiano

"Cuori infranti, genitori ingombranti e superpoteri! Il grande ritorno dei teenager che hanno conquistato cosplayer, fumettisti e spettatori, grazie alla serie Hulu! Nico Minoru è tornata e vuole radunare i Runaways... tutti! Storia di Rainbow Rowell, una delle romanziere young adult più amata del momento (Fangirl, Eleanor & Park, Ti chiamo sul fisso)."


Dicono che non esista una serie o un volume ideale per cominciare a leggere i fumetti Marvel, ma nel corso del tempo ho scoperto che esistono sicuramente dei “punti d’entrata” migliori di tanti altri.
Io, ad esempio, mi sono avvicinata a questo colorato e intricatissimo mondo grazie all’avvincente serie “Ms Marvel” di G. Willow Wilson, seguita a ruota dal primo volume di Kelly Sue Deconnick dedicato alle meravigliose avventure di Captain Marvel.
Ma credo che anche “Tornare a Casa” di Rainbow Rowell e Kris Anka possa rappresentare un ottimo punto di partenza per lettori novizi, e in modo particolare per chi non si sentisse particolarmente incline a buttarsi a capofitto nel complicatissimo marasma di guerre civili, crossover e tie-in che caratterizza il poliedrico universo Marvel.

Ma chi sono i Runaways, esattamente, vi chiederete voi?
Bè, sulla carta si tratta di un gruppo di supereroi non-più-così-adolescenti, scappati di casa dopo aver scoperto che i loro genitori stavano tramando in segreto con una banda di antiche divinità aliene per distruggere il mondo e annichilire l’intera razza umana. Dopo essersi ribellati ai super-villains che firmavano le loro giustificazioni a scuola e cucinavano per loro ogni sera, i ragazzi si sono visti costretti a prendere la sofferta decisione di unire le forze, sfruttare i loro (discutibili) superpoteri e fermare il malvagio piano criminale escogitato dai loro padri e dalle loro madri…
Da quel giorno in poi, il gruppo di adolescenti formato da Chase, Nico, Karolina, Molly, Gert e Alex ha continuato a fare squadra e a vivere ai margini della società, realizzando di tanto in tanto delle grandi imprese a beneficio della società. Ma se qualcuno dovesse mai spingersi al punto di chiederlo a uno di loro, i Runaways smentirebbero categoricamente di appartenere a una squadra di supereroi… Perché loro si considerano una famiglia: niente di più, niente di meno.

In concomitanza con l’esordio televisivo americano della serie Hulu, la popolare autrice americana Rainbow Rowell è stata quindi incaricata di riportare sulle scene questi eccentrici e potenti teenagers dalle mille e una sfumature. Il risultato? Una serie a fumetti a mio umile modo di vedere assolutamente irresistibile, fresca, spumeggiante e moderna, che trova in “Buffy – The Vampire Slayer” la sua principale fonte di ispirazione e che è stata appositamente indirizzata a un pubblico di lettori “neo-adulti”, vale a dire appartenenti a una fascia d'età compresa fra i 20 e i 28 anni.

I primi tre volumi della serie “Runaways” (“Tornare a Casa”, “Migliori Amici per Sempre” e “Ciò che è Stato”) hanno rappresentato per me un’ottima prova a favore dell’abilità e della sensibilità della Rowell, già nota al pubblico italiano per il suo fortunatissimo romanzo YA “Fangirl”. Mi è bastato sfogliare poche pagine per affezionarmi visceralmente ai personaggi e riuscire a farmi un’idea precisa dell’esatta natura del rapporto che lega i vari componenti del gruppo.
Sospetto che alcuni lettori “veterani” di fumetti Marvel potrebbero trovare irritante la sua tendenza a concedere più spazio allo sviluppo delle complicate dinamiche familiari, sociali e/o sentimentali che affliggono i vari protagonisti che non sulle varie minacce di ordine sovrannaturale che i nostri eroi si trovano di volta in volta ad affrontare… Ma a parer mio si tratta di una scelta consapevole e deliberata che porta i suoi frutti, e ricompensa abbondantemente il lettore in termini di approfondimento psicologico, empatia e calore umano.
Anche il tratto vivace, cartoonesco e fortemente espressivo di Kris Anka contribuisce ad attribuire alla serie “Runaways” una sua peculiare identità specifica, del resto, e a distinguerla senza troppi problemi dalla granda massa di fumetti a tema supereroistico attualmente in circolazione.

Personalmente, devo confessare di aver apprezzato i primi due volumi leggermente più del terzo; ma più che a un calo fisiologico della qualità della sceneggiatura o delle illustrazioni, tendo ad attribuire questa leggera preferenza al fatto che “Ciò che è Stato” sceglie di spostare il focus della narrazione verso il passato, vale a dire riesumando una serie di eventi di cui avevo poca o nessuna nozione, e a reintrodurre all’interno della trama un personaggio (Alex), di cui per il momento sento che avrei potuto fare benissimo a meno…
Ma questo terzo arco narrativo si conclude con un succoso cliffhanger, e le risposte a tutte le nostre domande arriveranno solo con la lettura del quarto volume, “Non Puoi Nasconderti”…
Torneremo con ogni probabilità a parlare dell’argomento un po’ più nel dettaglio, perciò forse per il momento è meglio che mi fermi qui.
Per il momento, amici, accontentatevi di tenere le dita incrociate e di sperare insieme a me che a marzo (o subito dopo), la piattaforma Disney+ sbarchi in Italia con le varie stagioni della serie tv dedicata ai  Runaways in catalogo… 
Per il momento me la sono lasciata scappare, ma adesso mi auguro di riuscire a recuperarla quanto prima! *____*


Giudizio personale:
8.0/10




domenica 26 gennaio 2020

Recensione: "Loki - Il Giovane Dio dell'Inganno" di Mackenzi Lee

libri fantasy - Marvel  - Oscar Fantastica Mondadori - 2020

Potete acquistarlo QUI in italiano


Attenzione: la seguente recensione fa riferimento all'edizione originale americana del libro!

"Non è ancora giunto il momento di misurarsi con gli Avengers: per ora il giovane Loki è impegnato al massimo delle sue forze per dimostrarsi eroico, mentre tutti intorno a lui lo ritengono inadeguato. Tutti tranne Amora, l'apprendista maga, che sente Loki come uno spirito affine e riesce a vedere la sua parte migliore. È l'unica che apprezzi la magia e la conoscenza. Un giorno però Loki e Amora causano la distruzione di uno degli oggetti magici più potenti conservati ad Asgard e lei viene esiliata su un pianeta dove i suoi poteri svaniscono. Privato dell'unica persona che abbia visto la sua magia come un dono piuttosto che una minaccia, Loki scivola sempre più nell'ombra di suo fratello Thor. Ma quando tracce di magia vengono ritrovate sulla Terra e messe in relazione con alcuni omicidi, Odino manderà proprio Loki a scoprire cos'è successo. Mentre si infiltra nella Londra del diciannovesimo secolo, la città di Jack lo Squartatore, Loki intraprenderà una ricerca che va oltre la caccia a un assassino. E finirà per scoprire la fonte del proprio potere e quale sarà il suo destino."



Il romanzo young adultLoki: Where Mischief Liesdi Mackenzi Lee arriverà in Italia il prossimo 4 marzo, sotto il titolo “Loki: Il Giovane Dio dell' Inganno” (edizione Oscar Fantastica Mondadori).
Per chi non lo sapesse, l’autrice è diventata celebre negli USA grazie alla popolare serie storico/vittoriana per lettori adolescenti iniziata con “The Gentleman's Guide to Vice and Virtue”, per cui attorno a questo nuovo titolo è andato rapidamente a crearsi un certo livello di curiosità e aspettativa. 
La Lee ha peraltro firmato un contratto che la porterà a scrivere almeno altri due libri incentrati su alcuni dei più popolari villains di casa Marvel; non si sa ancora bene cosa ci riserverà il futuro, né se il protagonista del secondo volume sarà ancora Loki, ma suppongo che, in un caso o nell’altro, finirò per voler leggere il romanzo, dal momento che, come sapete, adoro questi personaggi con tutto il cuore e non credo che potrei mai farne a meno…

Ma torniamo alla nostra recensione di “Loki – Il Giovane Dio dell' Inganno”, adesso.
La buona notizia è che, a mio avviso, Mackenzi Lee è riuscita a scrivere un libro abbastanza piacevole e simpatico, dotato di un buon ritmo e di una solida ambientazione vittoriana (un campo in cui evidentemente l’autrice, appassionata di storia, eccelle in modo particolare). La prevedibilità della trama e l’orrenda caratterizzazione di Amora (l’Incantatrice, per chi non leggesse abitualmente fumetti Marvel…) rovinano un po’ l’effetto d’insieme, ma nel complesso ho apprezzato diverse caratteristiche di questo romanzo. 
Non ci aggiriamo assolutamente attorno ai livelli di immonda “bassezza” raggiunti da titoli come “Catwoman: Soulstealer” o “Batman: Nightwalker” della serie DC Icons, insomma. Al contrario: secondo me “Loki – Il Giovane Dio degli Inganni” ha tutte le carte in regola per intrigare e affascinare il pubblico degli YA, a patto che ci si ricordi qual è il target di riferimento e quali sono gli obiettivi che ci si propone di raggiungere.

Da trentatreenne appassionata di Marvel Comics, posso dirvi che i miei capitoli preferiti del romanzo sono stati quelli iniziali, ambientati ad Asgard. Ho adorato i costanti battibecchi con Thor e le parti dedicati al rapporto di Loki con i suoi ambivalenti e onnipotenti genitori, Frigga e Odino. Mi piace pensare che la Lee abbia fatto riferimento (fra le sue numerose fonti) alla recente run di “Thor” di Jason Aaaron: un ciclo di storie che non si è mai tirato indietro di fronte alla prospettiva di mostrare al lettore i punti deboli (e decisamente meno eroici…) del nordico e biondissimo Dio del Tuono, soprattutto durante la sua dissoluta età giovanile. Non credo sia difficile immaginare il genere di effetto psicologico che quei comportamenti sfrontati e arroganti avrebbero potuto esercitare sul suo pallido, rancoroso e malaticcio fratello minore; e infatti, nel romanzo della Lee come in qualsiasi film del MCU che si rispetti, il rapporto fra Loki e Thor è contrassegnato da un singolare miscuglio di risentimento, gelosia, amore, odio e riluttante rispetto.

Purtroppo la seconda parte di “Loki”, quella ambientata a Midgard, per me ha lasciato un filino a desiderare. La Mackenzie sembra aver creato la maggior parte dei suoi personaggi originali al solo scopo di insegnarci qualcosa e introdurre una serie di tematiche che le stanno giustamente a cuore (femminismo, omofobia, sopruso sociale, eccetera, eccetera), per cui alla resa dei conti nessuno di loro si rivela convincente, o anche solo remotamente interessante, a mio umile modo di vedere. Sembra che Theo, in modo particolare, sia stato piazzato lì a bella posta soltanto per muovere a compassione il pubblico e formare l’altro vertice di un triangolo amoroso abbastanza improbabile e telefonato.
Tanto per ricordarci che sì, ma certo che Loki è pansessuale; non vi preoccupate, ragazzi, tranquilli che questa parte la Mackienzi l’ha capita bene, eh? Peccato che abbia tralasciato altri millemila dettagli relativi alla vera personalità e all’identità del Dio dell'Inganno (come per esempio il fatto che, di tanto in tanto, a Loki piace cambiare sesso e trasformarsi semplicemente nella Dea delle Malefatte... ), e che in definitiva abbia fatto presto a trasformarlo in uno dei suoi malinconici e incompresi eroi tragici vittoriani.

Nel complesso, comunque, consiglierei la lettura di “Loki – Il Dio dell'Inganno” a chiunque sia alla ricerca di una lettura leggera, dal taglio moderno, scorrevole e incalzante. Anche i fan del personaggio interpretato al cinema da Tom Hiddleston potrebbero trovare fra le pagine di questo libro qualcosa di prezioso, secondo me. Non il più intrigante e mefistofelico dei romanzi che avrebbero potuto essere dedicati a un villain del calibro di Loki, si capisce; ma comunque un discreto YA, gradevole e avvincente, da fagocitare con un sorriso sulle labbra e una rapida scrollata di spalle, prima di passare velocemente ad altro.


Giudizio personale: 
6.5/10







Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...