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giovedì 10 febbraio 2022

10 entusiasmanti libri horror psicologici da leggere a tutti i costi!



Poche settimane fa, è arrivato in libreria un horror psicologico molto, molto originale e interessante: il romanzo pre-apocalittico “La casa alla fine del mondo” di Paul Tremblay.

Il che mi ha portato a fare qualche riflessione sul genere, soprattutto sulla sottile linea di confine che separa un certo tipo di horror dal suo “vicino” concettuale, un tipetto che parecchi lettori sembrano considerare assai più cool e appetibile: dopotutto, il thriller psicologico ormai è di casa in qualsiasi libreria italiana, basta farsi un giretto in qualsiasi supermercato dotato di un reparto libri per appurarlo...

Ma quanto è diventato difficile, oggigiorno, trovare un bell’horror psicologico da divorare tutto d’un fiato, soprattutto in italiano?!

Per tutti coloro che si stanno ponendo la stessa domanda, bè... ecco a voi un piccolo elenco di letture che potrebbero riempire di brividi le vostre amene serate di metà inverno! ;D


Horror psicologico VS thriller psicologico: qual è la differenza?

Anche stavolta, facciamo riferimento a un articolo pubblicato sull’affidabilissimo sito Book Riot per rispondere a questo quesito:

Esiste un confine sottile fra un thriller psicologico e un horror psicologico. I libri horror psicologici non sono mistery, però; non sono finalizzati alla scoperta di un colpevole. Ispirano paura attraverso suggestione, paranoia e implicazioni, piuttosto che attraverso l’uso di scene violente, della ricerca di un criminale o dell’elemento gore.

Un libro horror psicologico per antonomasia, quindi, potrebbe essere “L’incubo di Hill House” di Shirley Jackson. Un romanzo che fa sicuramente dell’introspezione il suo principale punto di forza, dal momento che il 99% della tensione deriva dall’eccentrica prospettiva della protagonista sulla bizzarra catena di eventi in atto nella casa.

Una storia agghiacciante, in cui ogni forma di violenza resta, se vogliamo, sottintesa, e in cui il Male tende a propagarsi attraverso una spirale di follia che non sembra conoscere fine, né ragione...


 

La casa in fondo a Needless Street

di Catriona Ward


La mia recensione è disponibile QUI

“La Casa in Fondo a Needless Street” racconta la storia di un omicidio. Di una ragazzina scomparsa. Di una vendetta. La storia di Ted, che vive nell’ultima casa prima della foresta, di sua figlia Lauren e della sua gatta Olivia, e della loro vita ordinaria in quartiere che più normale e ordinario di così non si può. Tutte queste cose sono vere. Eppure, alcune di queste cose sono bugie. Perché un segreto inenarrabile lega gli abitanti dell’ultima casa in fondo a Needless Street, e quando una nuova vicina si trasferisce nella casa accanto, bè... la verità non sempre basta a liberare chi è prigioniero. A volte, una cosa così può anche distruggerti. Perché nella foresta è stato sepolto qualcosa, qualcosa di oscuro. Ma non è quello che pensate...” Potete acquistarlo QUI in italiano.

 

Nel buio della mente

di Paul Tremblay


La mia recensione è disponibile QUI

"Urla strazianti svegliano John Barrett nel cuore della notte. Quando si alza, l'occhio implacabile di una telecamera lo segue fin nella stanza di Marjorie. E, come ogni notte, John si chiede se abbia fatto bene a dare in pasto la sofferenza di sua figlia quattordicenne a un'emittente televisiva. Ma non aveva scelta. Da ormai un anno, Marjorie mostra i sintomi di un grave disturbo mentale e finora nessuna terapia si è rivelata efficace. Perciò John si è lasciato convincere da padre Wanderly che la ragazza non sia affatto malata, bensì posseduta da uno spirito demoniaco. E sempre padre Wanderly lo ha messo in contatto con un regista, interessato a documentare le varie fasi dell’esorcismo e disposto, in cambio, a pagare tutte le spese e le ingenti parcelle mediche che si erano accumulate nel corso dei mesi. Suo malgrado, John ha accettato. Forse la fede arriverà là dove la scienza ha fallito e, in ogni caso, di certo Marjorie non può peggiorare… Sono passati quindici anni, eppure tutti ricordano molto bene l'ultimo episodio della Possessione, il controverso reality show che si era concluso con tre morti e un'unica sopravvissuta: Merry Barrett, che all'epoca aveva appena otto anni. Eppure nessuno è davvero sicuro di cosa sia realmente successo. Per alcuni, è stata solo una messa in scena. Altri pensano che il vero folle fosse John Barrett e che sia lui il colpevole della strage. Per fare luce sulla vicenda, la giornalista Rachel Neville decide di intervistare Merry Barrett. Però, più Merry va avanti nel suo racconto, più Rachel si rende conto che ricostruire quella tragedia è come inoltrarsi lungo un cammino costellato di inganni, segreti e tradimenti. Un cammino in cui a ogni passo si rischia di perdersi negli oscuri recessi della mente umana…” Potete acquistarlo QUI in italiano.

 

Rosemary’s baby

di Ira Levin


La mia recensione è disponibile QUI

"Il diavolo, si mormora, abita a New York, in un bel palazzo del centro. Come spiegare altrimenti gli strani e inquietanti avvenimenti accaduti tra quelle mura? Ma la sinistra fama di quell'edificio vecchio ed elegante non basta a intimorire Rosemary e Guy Woodhouse, una coppia di giovani e innamorati coniugi, che vi si trasferiscono ricchi di sogni e di speranze. Finalmente la carriera di attore di Guy sta decollando, e il futuro sembra riservare solo felicità: per Rosemary è il momento di pensare a un figlio. Ma la notte in cui il bambino viene concepito accadono cose tremende: è l'inizio dell'incubo e i nove mesi di gravidanza saranno un susseguirsi difatti terrificanti. Ma chi è, cos'è davvero quel bambino che Rosemary porta in grembo?" Potete acquistarlo QUI in italiano.

 

La meridiana

 di Shirley Jackson

Recensione in arrivo!

“Una famiglia che pullula di svitati, un co­dazzo di parenti e amici e servitori, una villa monumentale in mezzo a un parco. Sono gli ingredienti di questo travolgente romanzo di Shirley Jackson, che si apre con i protagonisti – di tutte le età e affetti da ogni forma di mania – di ritorno dal funerale del figlio di Mrs. Halloran, che, dice serafica la piccola Fancy, la nonna ha buttato giù dalle scale: per tenersi stretta la villa. Come se non bastasse, poco dopo zia Fanny riferisce di aver avuto un incon­tro in giardino con il padre, defunto da tempo, il quale le ha annunciato che la fine del mondo è imminente e che loro saranno gli unici a salvarsi. E non è finita: qualcuno va a riferire la notizia in città, ed ecco presentarsi la delegazione locale dei Veri Credenti, i quali non possono che condividere la logica apocalittica, ma, sic­come sono convinti che a salvarli ci pense­ranno gli alieni, sono venuti a chiedere di farli atterrare nel parco. E noi lettori, or­mai completamente in balìa di una Jack­son in stato di grazia, che dispensa a piene mani uno humour che si potrebbe defini­re vitreo, ci lasceremo trascinare da un cre­scendo di follie e sorprese – sino, letteral­mente, alla fine (del mondo?).” Potete acquistarlo QUI in italiano.

 

The luminous dead

 di Caitlin Starling

La mia recensione è disponibile QUI

“Quando Gyre Price ha mentito per ottenere un incarico in questa spedizione, pensava che il suo lavoro avrebbe richiesto per lo più la mappatura di siti minerali, e che i suoi più grandi problemi avrebbero avuto a che fare con possibili cedimenti delle caverne o con il malfunzionamento dell’equipaggiamento. Pensava che la paga generosa – abbastanza da permetterle di lasciare il pianeta e rintracciare sua madre – avrebbe comportato un abile team di supporto sulla superficie, pronto a monitorare lo stato della sua tuta e del suo ambiente in ogni momento. Un team che la tenesse al sicuro. Che la tenesse sana di mente. Invece, Gyre ha avuto Em. Em non pensa che ci sia nulla di sbagliato nella somministrazione di droghe forzata, o nel fatto di conservare gelosamente per sé parecchi brandelli di informazione vitale. Em sa tutto a proposito delle false credenziali di Gyre, e non si fa nessun problema a usare la cosa a proprio vantaggio. Dopotutto, anche lei ha dei segreti… Mentre Gyre comincia a inoltrarsi nella profondità della terra, piccole inconsistenze – scorte mancanti, inaspettati cambiamenti del percorso… - cominciano ad allarmarla. Circondata dall’ignoto e dall’oscurità, dovrà superare qualcosa di molto più pericoloso delle difficoltà del terreno o delle mostruose creature giganti che dimorano nel complesso di caverne. Per tornare a casa, dovrà affrontare i fantasmi che vivono nella sua mente. Eppure, per qualche motivo, Gyre non riesce a scuotersi di dosso la sensazione che qualcuno - o qualcosa - la stia seguendo…" Potete acquistarlo QUI in inglese.

 

Bunny

di Mona Awad

La mia recensione è disponibile QUI

“Samantha Heather Mackey è un’assoluta outsider alla Warren University dove frequenta un corso iperselettivo di scrittura creativa. La fantasia di Samantha è molto più cupa di quella della maggior parte degli studenti del suo anno, tanto più quando si tratta del gruppetto di ragazze ricche e vestite di colori pastello che incontra sempre a lezione. Tra loro si chiamano Bunny, “coniglietta”, e passano il tempo a mangiare mini cupcake, a dirsi l’un l’altra quanto siano straordinarie e a darsi abbracci di gruppo: sembrano la reincarnazione zuccherosa di Piccole donne e ignorano strenuamente Samantha. Ma tutto sembra cambiare quando un giorno la protagonista riceve l’invito a un loro riservatissimo party e decide di andare piantando in asso Ava, una caustica ex studentessa d’arte che detesta tutto quello che riguarda la Warren e che è anche la sua unica amica. Da quando si sono conosciute, loro due hanno passato ogni singolo giorno insieme, partecipando come coppia al corso di tango e ballando sul tetto della casa di Ava. Ma quando Samantha varcherà la soglia che conduce al mondo Bunny, tutto prenderà una piega imprevista e la protagonista verrà a conoscenza dei “rituali” che trasformano delle placide studentesse in creature mostruose.” Potete acquistarlo QUI in italiano.

 

The Atrocities

di Jeremy Shipp

La mia recensione è disponibile QUI

“Quando Isabella è morta, i suoi genitori si sono rifiutati di lasciare che questa situazione interferisse con la sua educazione. Peccato che nessuno si sia preso la briga di informare la nuova tutrice di Isabella della particolare… ehm, condizione in cui versa attualmente la ragazza. Così, non appena la signora Valdez arriva ai cancelli della proprietà, dopo essersi costretta ad attraversare un surreale labirinto da incubo fatto di statue distorte e inquietanti, scopre che lì non c’è proprio nessuna allieva da preparare… Oppure sì?” Potete acquistarlo QUI in inglese.

 

Il silenzio degli innocenti

di Thomas Harris

“Hannibal Lecter è una psichiatra geniale, un uomo colto e raffinato, un perfetto gentiluomo dotato di un sottile senso dell'umorismo. Ha un unico difetto: è un pericoloso psicopatico e un feroce assassino. Quando Clarice Starling, brillante allieva della Sezione Scienza del Comportamento dell'Fbi, si reca a visitarlo nel manicomio criminale dove è rinchiuso, il dottor Lecter, attratto dalla ragazza e spinto dal desiderio di entrare nella sua personalita, decide di aiutarla. Clarice vuole da lui elementi utili alla cattura di Buffalo Bill, il "mostro" che terrorizza l'America. Ma il prezzo della collaborazione di Lecter è uno scambio perverso: le consegnerà Buffalo Bill solo se Clarice accetteràa di svelargli i suoi ricordi più tormentati.” Potete acquistarlo QUI in italiano.

 

Notte buia, niente stelle 

di Stephen King

Un agricoltore uccide la moglie e la getta in un pozzo. La sua colpa? Voler vendere un lotto di terra ricevuto in eredità. «La terra è affare dell'uomo, non della donna.» Siamo in Nebraska nel 1922. Tess scrive gialli «rassicuranti», popolati da vecchiette che giocano ai detective. Una sera, viene aggredita e stuprata da un misterioso «gigante». Creduta morta e lasciata in un canale di scolo, sopravvive e medita vendetta. Streeter, bancario malato di cancro, incontra il Diavolo nelle fattezze di un venditore ambulante. L'affare che conclude decide la sorte del suo migliore amico, colpevole di avergli rubato la ragazza tanti anni prima. Due anni dopo le nozze d'argento, Darcy scopre che suo marito custodisce in garage un segreto. Un fiume di pazzia scorre sotto il prato fiorito del loro matrimonio. Che fare? Tirare avanti come prima o cercare una via d'uscita? I quattro nerissimi romanzi brevi raccolti in questo libro parlano di donne uccise, seviziate o comunque «rimesse al loro posto». È in corso, nel nostro Occidente, una guerra contro «l'altra metà del cielo». La combattono maschi frustrati, impauriti, resi folli dalla perdita del loro potere. Come in "Dolores Claiborne" e altri capolavori, Stephen King esplora la psiche di donne forti che non accettano i soprusi e, quasi sempre, trovano la propria rivalsa. Che non coincide per forza con un «lieto fine». Dopo i classici "Stagioni diverse" e "Quattro dopo mezzanotte" - dalla prima raccolta sono stati tra i capolavori del cinema come "Le ali della libertà" e "Stand by me" - "Notte buia, niente stelle" conferma ancora una volta lo straordinario talento del Re come scrittore di romanzi brevi.” Fra l’altro, da uno di questi racconti è stato tratto lo sconvolgente film horror “1922”, disponibile su Netflix! Potete invece acquistare il libro di King QUI in italiano.


A casa prima di sera

di Riley Sager


La mia recensione è disponibile QUI

«Com’era? Vivere in quella casa.»
Maggie Holt è abituata a sentirsi ripetere domande del genere.Venticinque anni fa, lei e i suoi genitori, Ewan e Jess, si sono trasferiti a Baneberry Hall, una gigantesca proprietà vittoriana nel cuore dei boschi del Vermont. Sono riusciti a passare in quel posto soltanto una ventina di giorni: alla fine di quelle fatidiche tre settimane, infatti, gli Holt sono balzati in macchina e sono scappati via a gambe levate. Da quella notte, nessuno di loro è più tornato a Baneberry Hall. Ewan ha raccontato la sua ordalia in un libro di non fiction chiamato “La Casa degli Orrori”. La sua cronaca riportava i suoi terrificanti incontri con le malefiche presenze che infestano Baneberry Hall, diaboliche entità che, a quanto pare, avevano preso di mira soprattutto sua figlia Meggie. Un libro di memorie che, in breve tempo, è diventato un clamoroso successo tradotto in una mezza dozzina di lingue. Oggi, Maggie non ricorda più niente di quegli eventi. Ha passato gran parte della sua adolescenza e della sua vita da adulta a porsi un milione di domande, a cercare di capire se nelle parole di suo padre potesse nascondersi un germoglio di verità. Da tempo, ormai, sospetta che Ewan e Jess non siano altro che una coppia di abili truffatori, ma il loro categorico rifiuto di tornare a parlare di quei fatidici venti giorni in Vermont ha continuato a tenerla sulle spine per anni. Fino a quando una malattia non arriva a stroncare Ewan, e l’atto di proprietà di Baneberry Hall passa definitivamente nelle mani di Maggie.
È il momento di tornare a casa… e di scoprire che il libro di suo padre conteneva, forse, più verità di quanta gli stessi abitanti del posto siano disposti ad ammettere." Potete acquistarlo QUI in italiano.



 

sabato 22 gennaio 2022

"L'ultima missione di Gwendy": esce a febbraio l'ultimo libro della trilogia di Stephen King e Richard Chizmar

“L’ultima missione di Gwendy” è il terzo libro della trilogia “La scatola dei bottoni di Gwendy”, opera che porta la doppia firma di Stephen King e Richard Chizmar.

Il romanzo dovrebbe debuttare nelle librerie di tutta Italia il 15 febbraio; sarà il diretto sequel de “La piuma magica di Gwendy”, uscito nel 2020 sempre per la Sperling and Kupfer...

 


Potete acquistarlo QUI in italiano


La trama

Quando Gwendy Peterson aveva dodici anni, un misterioso straniero di nome Richard Farris le ha consegnato una misteriosa scatola, con l’ordine di tenerla al sicuro a qualsiasi costo.

La scatola offriva piccoli premi e monete dall’aspetto vintage, ma era anche pericolosa: schiacciare uno qualsiasi dei suoi sette bottoni colorati poteva portare a morte e distruzione.

Anni dopo, la scatola dei bottoni è tornata nella vita di Gwendy. Ormai romanziera di successo, nonché giovane astro nascente della politica, Gwendy è stata costretta a lottare, ancora una volta, contro la tentazione costante che la scatola rappresenta.

Ma adesso, forze molto malvage stanno per entrare in campo, determinate a strapparle la scatola.

Spetterà alla Senatrice Gwendy Petersen il compito di impedirglielo, in una missione che si dipanerà dalla mitica Castle Rock a un’altra famosa città maledetta del Maine, fino a una stazione spaziale MF-1, in cui Gwendy dovrà portare a termine un’operazione segreta per la salvezza del mondo.

E, forse, di tutti i mondi.

 

Non c’è due senza tre

La trama de “L’ultima missione di Gwendy”, fortunatamente, promette un po’ d’azione e il ritorno dell’inconfondibile tocco di King, che della serie aveva firmato il primo volume (“La scatola dei bottoni di Gwendy”), ma non il secondo, tutta farina del sacco di Richard Chizmar.

Trovo interessante la notizia di questa uscita soprattutto per questo: onestamente, il romanzo precedente mi aveva tutt’altro che impressionato!

In parte, perché non ho apprezzato l’involuzione del personaggio di Gwendy (da tipica protagonista “kinghiana” a Mary-Sue in un secondo...); ma anche perché Chizmar, secondo me, ha calcato un po’ troppo la mano e consegnato ai posteri un volumetto stracarico di cliché e moralismo da due soldi in stile favola di Esopo.

Tuttavia, continuo a pensare che l’idea alla base della trilogia sia estremamente affascinante. Come se non bastasse, consideratemi pure un’inguaribile ottimista: il fatto che King si sia occupato di questo terzo libro in prima persona è bastato a riportarmi immediatamente il sorriso sulle labbra!

Se esiste un autore in grado di risollevare le sorti di questa (o qualsiasi altra) serie di romanzi horror, state pur sicuri che si tratta di lui!

 

E se anche la scatola portasse alla Torre?

Con le sue 400 pagine e passa, “L’ultima missione di Gwendy” sarà ufficialmente il libro più lungo della serie!

Potrei sbagliarmi, ma la sinossi sembra promettere anche un paio di velati accenni a una delle mie saghe fantasy preferite di sempre, vale a dire l’intramontabile ciclo della Torre Nera. Riferimenti ad altri noti capolavori del Re sono tutt’altro che esclusi; anzi, conoscendolo, direi che possiamo aspettarceli senza problemi.

Non so quanto fidarmi delle prime recensioni pubblicate su Goodreads, ma, per il momento, i fan sembrano estremamente entusiasti di questa conclusione. Difficilmente correrò il rischio di perdermela, anche perché so già che, a un certo punto, l’idea di rinunciare a un altro biglietto per Castle Rock comincerebbe a strizzarmi lo stomaco in una morsa di inevitabile rimpianto...

Per cui, non mi resta che darvi appuntamento alla fine del mese prossimo, per la recensione completa di questo terzo (e ultimo) volume! ;D

 




venerdì 15 maggio 2020

I 5 libri urban fantasy che dovreste leggere se avete amato "La Nona Casa" di Leigh Bardugo...

Quanti di voi hanno già letto "La Nona Casa", lo straordinario romanzo fantasy per lettori adulti di Leigh Bardugo? E chi ha intenzione di farlo?

Be', nel caso in cui apparteniate alla prima categoria - e siate già in piena crisi d'astinenza da Alex Stern - oggi ho preparato per voi una piccola lista di libri che potrebbero piacervi... 
Fatemi sapere se li conoscete, se li avete apprezzati/detestati, o se non conoscete per caso qualche altro bel titolo attinente da consigliarmi/ci! ;D


Vita Nostra
 di Marina e Sergey Dyachenko

vita nostra - libri fantasy ambientata in una scuola di magia

"Vita Nostra" è un romanzo fantasy molto, molto particolare. Da qualcuno è stato descritto come una via di mezzo fra "Harry Potter" e "Le Metamorfosi", e dentro di me non potrei essere più d'accordo!
Il motivo per cui sospetto che questo libro potrebbe interessare ai fan de "La Nona Casa" ha a che fare soprattutto con l'ambientazione: anche i fatti narrati all'interno di "Vita Nostra", infatti, si svolgono in un Istituto che apparentemente non ha nulla che vedere con il mondo della magia... 
Si tratta peraltro di una scuola inquietante e governata da singolari entità metafisiche, insegnanti severi determinati a non lasciare alcuna possibilità di scampo alla protagonista Sasha; un pugno di creature che farebbero veramente di tutto per impedire che i suoi poteri vadano fuori controllo, mettendo a repentaglio l'incolumità dell'inerme comunità non-magica...
A proposito: se i libri fantasy ambientati in una scuola di magia sono sempre stati una vostra grande passione (più o meno) segreta, provate a dare un'occhiata QUI!
Potete acquistare "Vita Nostra" in lingua inglese su Amazon!


Jessica Jones: Blind Spot
di Kelly Thompson

jessica jones blind spot - kelly thompson - graphic novel

Leggendo “La Nona Casa”, chi è che non è stato in grado di pensare, fosse pure solo per un istante, alla più sardonica e tormentata detective di casa Marvel?
 Suppongo che avrei potuto citare in questa lista uno qualsiasi dei fumetti noir firmati da  Brian Michael Bendis, il "papà" storico della nostra impavida Jones… E invece ho preferito inserire in lista “Blind Spot”, un’avventura di Jessica molto più recente, che guarda caso ha rappresentato anche la mia introduzione ufficiale al personaggio!
E poi, la sceneggiatura di questo volume è di Kelly Thompson, una promettente autrice dal piglio moderno e dalla grinta innegabile, che in tempi recenti sta svolgendo un ottimo lavoro sulla testata mensile dedicata a Captain Marvel...
Potete acquistare QUI la graphic novel in questione, ovviamente sempre in lingua inglese!


La Storia di Lisey
 di Stephen King

la storia di lisey - stephen king - libri horror


Oltre alla pacatezza del ritmo e allo strabiliante livello di approfondimento psicologico riservato ai personaggi, credo che “La Storia di Lisey” condivida con “La Nona Casa” alcune tematiche fondamentali. Per citarne solo alcune: l’elaborazione del lutto, il valore dei ricordi e l’importanza di imparare a tracciare un confine fra realtà, immaginazione e follia… anche quando il confine fra queste tre cose comincia a diventare labile, labile, labile! 
Uno dei romanzi più sottovalutati del Re del Brivido, per quanto mi riguarda… Il quale, guarda caso, non ha mai fatto mistero di aver apprezzato “La Nona Casa” con tutto il cuore! ;D
Potete acquistarlo QUI in italiano!



Fellside: La Prigioniera
di M. R. Carey

fellside - m r carey - la prigioniera - urban fantasy

Forse il romanzo meno famoso di M. R. Carey, già autore del fortunato “La Ragazza che Sapeva Troppo”. La protagonista è una donna vittima di abusi, assediata dai sensi di colpa e finita in gattabuia a causa di un “incidente” che nemmeno lei riesce a rammentare con chiarezza.
 In prigione, la nostra eroina entrerà in contatto con il fantasma di un ragazzino scomparso in circostanze poche chiare. Per il suo bene (e per guadagnarsi la redenzione), la donna si imbarcherà in un pericoloso – quanto sorprendente – viaggio attraverso il regno dei morti… Ovviamente in giro per il blog potete trovare la recensione completa.
Per acquistare il libro, invece, provate a cliccare QUI!


Trail of Lightning 
di Rebecca Roanhorse

urban fantasy - trail of lightning - rebecca roanhorse

Questo libro è un urban fantasy di stampo vagamente più tradizionale… ma mi sentirei comunque di consigliarlo a chiunque abbia amato “La Nona Casa”, non fosse altro che perché ho la sensazione che le due “sopravvissute” Alex e Maggie avrebbero molto di cui parlare. 
Persino a prescindere da questo, vi confermo che quello della Roanhorse è un libro veramente fresco e avvincente, popolato di personaggi fantastici e dotato di un’ambientazione che non riuscirete certo a dimenticare facilmente… Trovate QUI la mia recensione dei primi due volumi della serie.
Per acquistare "Trail of Lightning" in inglese, invece, provate a dare un'occhiata su Amazon...


martedì 12 maggio 2020

Recensione: "Se Scorre il Sangue" di Stephen King


Attenzione: la seguente recensione fa riferimento all'edizione originale in lingua inglese del libro!

libri horror 2020 - thriller psicologico - Sperling & Kupfer

Potete acquistarlo QUI in italiano

"Ci sono diversi modi di dire, quando si parla di notizie, e sono tutti leggendari: «Sbatti il mostro in prima pagina», «Fa più notizia Uomo morde cane che Cane morde uomo» e naturalmente «Se scorre il sangue, si vende». Nel racconto di King che dà il titolo a questa raccolta, è una bomba alla Albert Macready Middle School a garantire i titoli cubitali delle prime pagine e le cruente immagini di apertura dei telegiornali. Tra i milioni di spettatori inorriditi davanti allo schermo, però, ce n'è una che coglie una nota stonata. Holly Gibney, l'investigatrice che ha già avuto esperienze ai confini della realtà con Mr Mercedes e con l'Outsider, osserva la scena del crimine e si rende conto che qualcosa non va, che il primo inviato sul luogo della strage ha qualcosa di sbagliato. Inizia così Se scorre il sangue, sequel indipendente del bestseller The Outsider, protagonista la formidabile Holly nel suo primo caso da solista. Ma il lungo racconto dedicato alla detective preferita di King (come scrive lui stesso nella sua nota finale) è solo uno dei quattro che compongono la raccolta. Da Il telefono del signor Harrigan, dove vita e tecnologia si intrecciano in modo inusuale, a La vita di Chuck, ispirato a un cartellone pubblicitario, fino a Ratto - che gioca con la natura stessa del talento di uno scrittore - le storie di questa raccolta sono sorprendenti, fuori dagli schemi, a volte sentimentali, forse anche fuori dal tempo. In una parola, sublimemente kinghiane."



“Se Scorre il Sangue” è una raccolta di racconti scritti da Stephen King, sulla scia di opere intramontabili e attuali come “Stagioni Diverse”, “Quattro dopo Mezzanotte” e “Notte Buia, Niente Stelle”.
Sembra che il quattro sia un numero fortunato per il Re del Brivido; un numero stregato, che ormai rappresenta praticamente una garanzia di successo. E proprio quattro sono le novelle contenute all’interno di “Se Scorre il Sangue”; un libro su cui onestamente non puntavo molto, e che invece ha saputo sorprendermi!
L’ossessione, il mondo dell’incubo, le labirintiche tortuosità della mente umana: sono questi i fili conduttori dei vari racconti, serrate e incalzanti escursioni nel campo del thriller psicologico, della nostalgia, della speranza, della crescita e della memoria.

Ma proviamo a procedere con ordine, giacché ogni storia in fondo rappresenta un piccolo libro a sé…

"Mr. Harrigan's Phone": questo potrebbe facilmente essere definito come il più “classico” dei racconti kinghiani. La trama è piuttosto semplice, e sospetto che i vari elementi risulteranno familiari a chiunque si sia già ritrovato a leggere più di un libro del Re o due… Ma l’ho trovato comunque divertente, scorrevole e più che in grado di dispensare una sana dose di brividi “estivi”. E se ha tratti mi ha ricordato una sorta di ibrido fra “Cuori in Atlandide”, “Piccoli Brividi” e “Scary Stories to Tell in the Dark”…. Be’, non vedo davvero cosa possa esserci di male in questo! (Giudizio personale: 6.5/10)

"The Life of Chuck": a mio avviso, il più stupefacente, maturo e commovente dei racconti contenuti in “Se Scorre il Sangue”. Mentre leggevo il primo atto, non avevo la più pallida idea dei colpi di scena che mi attendevano nel secondo e nel terzo. Dubito che qualche regista di spicco se ne salterà mai su ad annunciarne un adattamento cinematografico (anche se non si sa mai…), ma questo non vuol certo dire che l’intreccio – e lo stile, e i personaggi, e i temi trattati – non siano maledettamente fantastici.
Un racconto diverso, dolceamaro, apparentemente piccolo-piccolo, che mi ha fatto piangere e sorridere fra le lacrime, come sinceramente non mi accadeva da un pezzo… Leggetelo, leggetelo, leggetelo! (Giudizio personale: 7.5/10)

"If It Bleeds": credo che questo venga unanimemente considerato il piatto forte della raccolta, e a buon ragione, ragazzi! Per la prima volta, protagonista assoluta della storia è Holly Gibney (a mio umile avviso, il personaggio più originale, anticonvenzionale e interessante che King sia stato in grado di creare dai tempi di Roland Deschain…), alle prese con un caso dagli inquietanti risvolti sovrannaturali. Purtroppo non ho ancora avuto la possibilità di recuperare “The Outsider”, di cui “Se Scorre il Sangue” rappresenta un sequel diretto, ma ho incontrato per la prima volta Holly al fianco di Bill Hodges, nella trilogia di Mr Mercedes, e da quel momento in poi mi sono perdutamente innamorata di questa strana, fragile, complicata, determinatissima eroina! Leggere questo racconto non ha fatto altro che aumentare la mia stima, il mio rispetto e il mio senso di affetto nei suoi confronti… Non posso che augurarmi che lo stesso accada anche a voi! (Giudizio personale: 8.0/10)

"Rat": l’ultimo racconto di “Se Scorre il Sangue” comincia come una parodia (in chiave semiseria) di “Shining”, e prosegue più o meno sullo stesso tono ironico/grottesco fino al terrificante, tragico finale. Con questo racconto, ancora una volta King torna a confrontarsi con i suoi demoni e a parlarci dello Scrittore, figura iconica per antonomasia all’interno della sua produzione. Se non siete mai stati risucchiati dalla vostra passione abbastanza da trasformarla in un surreale incubo a occhi aperti… be’, diciamo che il vostro strizzacervelli si ritroverà con una magagna in meno da affrontare, ma difficilmente Stephen King deciderà di scrivere un libro basato sulla vostra vita! :D (Giudizio personale: 6.5/10)






domenica 15 marzo 2020

Recensione: "La Piuma Magica di Gwendy" di Richard Chizmar


stephen king - sequel - la scatola dei bottoni di gwendy - sperling

Gwendy, Vol. 2

Potete acquistarlo QUI

"Dopo una bufera di neve, la piccola città di Castle Rock si risveglia all'improvviso dal suo torpore: due adolescenti sono scomparse nel nulla. Lo sceriffo e la sua squadra danno subito il via alle ricerche, in una drammatica corsa contro il tempo. A Washington, Gwendy Peterson ha iniziato una nuova vita, conquistando la fama come scrittrice e come politica. Si è lasciata alle spalle l'infanzia trascorsa a Castle Rock e il ricordo dell'estate in cui un uomo misterioso le aveva dato in custodia una scatola dotata di bottoni colorati e di ambigui poteri. Tornato a riprendersela, lo sconosciuto le aveva promesso che non l'avrebbe rivista mai più. E invece, ora, ecco ricomparire quella scatola, senza motivo e senza istruzioni. Proprio mentre da Castle Rock le giunge la notizia delle ragazze scomparse. Gwendy ha sempre pensato di essere l'unica artefice del proprio successo, frutto di tenacia e duro lavoro. Ma forse il suo destino è legato a doppio filo a quella misteriosa scatola. Forse la missione che le era stata affidata non è ancora del tutto compiuta. Forse la attendono nuovi incubi da scongiurare prima di poter dormire sonni tranquilli."


"La Piuma Magica di Gwendy" è il sequel de "La Scatola dei Bottoni di Gwendy", un libro ambientato a Castle Rock e nato dalla collaborazione fra gli autori Stephen King e Richard Chizner.
Personalmente ho trovato questa secondo volume di una tediosità e di una banalità abbastanza marcati, ma suppongo che la mia valutazione vada considerata alla luce del mio stato d'animo attuale... Per capirci: l'insulso buonismo finto-progressista alla base della trama de "La Piuma Magica di Gwendy" stavolta mi ha fatto veramente, veramente innervosire.... anche se ho la netta sensazione che anche la deliberata decisione di trasformare la protagonista del libro nell'incarnazione perfetta del concetto stesso di Mary-Sue letteraria abbia svolto un ruolo significativo.

Mi risulta difficile trovare molti aggettivi positivi da attribuire a questo libro.
Magari il fatto che tutto sommato si tratti di una lettura breve e scorrevole potrebbe deporre in suo favore. Magari, se siete innamorati persi di romanzi come "Buick 8" o "Colorado Kid", potrebbe farvi piacere tornare a intravedere qualche faccia familiare fra le strade dell'amena e rurale area del Maine in cui la storia è ambientata.
Richard Chizmar, dal canto suo, non è certo Stephen King - cosa che forse non dovrebbe sorprendere più di tanto, dal momento che, per quanto mi riguarda, nel corso degli ultimi 4 o 5 anni neanche Stephen King è più stato Stephen King.
I personaggi di Chizmar sembrano la caricatura di una caricatura, e sinceramente questa sua ultima fatica letteraria assomiglia tanto all'ennesimo manuale di propaganda anti-Trump per giovani liberali bianchi di certo medio-borghese. Non credo che i toni di condiscendente e paternalistica superiorità assunti da questi autori nei confronti di minoranze etniche e sociali che, in realtà, nessuno di loro mostra il benché minimo interesse a rappresentare sulla carta stampata, finirà mai di stupirmi o farmi stare male in fondo allo stomaco.

Anche a prescindere da tutto questo, continuo a non capire quale dovrebbe essere la ragion d'essere di un romanzo scialbo e privo di personalità come "La Piuma Magica di Gwendy". La narrazione sembra girare in tondo senza portate da nessuna parte, svincolandosi da qualsiasi canone appartenente alla letteratura di genere per portare... verso un gigantesco e mummificato nulla di fatto, da quanto mi è stato dato di capire.
Perfino un personaggio emblematico e inquietante del carisma di Richard Farris (identificato dai più come un'incarnazione dell'arcinemesi ricorrente Randall Flagg) viene ridotto dalla penna di Chizner al rango di assurdo Babbo Natale/Fatina Madrina personale della dolce, impeccabile, affascinante e biondissima eroina americana Gwendy.

Non fatevi ingannare dalla sinossi, quindi, amici lettori: "La Piuma magica di Gwendy" non ambisce a essere un thriller inquietante, un horror al cardiopalma, un originale romanzo di formazione o un avvincente mistery illustrato...
Suppongo che potremmo considerarlo un semplice omaggio al King dei bellissimi Tempi d'Oro, portato avanti da un fan entusiasta che ne condivide in pieno l'immaginario e l'allineamento politico, ma non (purtroppo) il talento o la capacità di colpire, stupire, coinvolgere ed emozionare.
Per quanto mi riguarda, la parte più interessante de "La Piuma Magica di Gwendy" resta infatti la prefazione (scritta dal buon vecchio Steve in persona), che spiega nel dettaglio la travagliata e particolare genesi dell'opera originale...


Giudizio personale:
4.5/10




lunedì 17 febbraio 2020

Libri Fantasy 2020: le novità in uscita a febbraio (dal 17 al 23)

Buon lunedì, amici lettori! ^____^

Le nuove uscite in italiano che andremo a segnalare quest'oggi riguardano soprattutto il cupo e brividoso regno dell'horror!
Andranno infatti a rimpolpare gli scaffali delle nostre librerie l'atteso sequel di un romanzo di Stephen King (scritto tuttavia da Richard Chizmar), una nuova storia di Castle Rock che personalmente non vedo l'ora di leggere, e un nuovo promettente thriller incentrato su un'oscura e minacciosa leggenda urbana...

Anche sul fronte dei nuovi libri previsti in arrivo per questa settimana in lingua originale possiamo contare su un paio di romanzi dalle atmosfere abbastanza inquietanti, del resto; con l'aggiunta di "The Queen of Raiders", il secondo volume della quadrilogia high fantasy di Sarah Kozloff "Nine Realms"...


Italia:

La Piuma Magica di Gwendy
di Richard Chizmar


Potete leggere QUI la mia recensione del primo volume della serie. "Dopo una bufera di neve, la piccola città di Castle Rock si risveglia all'improvviso dal suo torpore: due adolescenti sono scomparse nel nulla. Lo sceriffo e la sua squadra danno subito il via alle ricerche, in una drammatica corsa contro il tempo. A Washington, Gwendy Peterson ha iniziato una nuova vita, conquistando la fama come scrittrice e come politica. Si è lasciata alle spalle l'infanzia trascorsa a Castle Rock e il ricordo dell'estate in cui un uomo misterioso le aveva dato in custodia una scatola dotata di bottoni colorati e di ambigui poteri. Tornato a riprendersela, lo sconosciuto le aveva promesso che non l'avrebbe rivista mai più. E invece, ora, ecco ricomparire quella scatola, senza motivo e senza istruzioni. Proprio mentre da Castle Rock le giunge la notizia delle ragazze scomparse. Gwendy ha sempre pensato di essere l'unica artefice del proprio successo, frutto di tenacia e duro lavoro. Ma forse il suo destino è legato a doppio filo a quella misteriosa scatola. Forse la missione che le era stata affidata non è ancora del tutto compiuta. Forse la attendono nuovi incubi da scongiurare prima di poter dormire sonni tranquilli." Potete acquistarlo QUI.


L'Uomo delle Ombre
di Phoebe Locke


Potete leggere QUI la mia recensione. "Ha solo pochi giorni la piccola Amber quando una notte sua madre Sadie si alza dal letto, si dirige verso la porta e abbandona lei e il marito Miles. Una scomparsa volontaria e proprio per questo ancor più inspiegabile. Eppure Sadie non è impazzita. Non è depressa. Non è spaventata dalla responsabilità. Sadie ha paura. La stessa paura che aveva da ragazzina." Potete acquistarlo QUI.



USA

The Queen of Raiders
di Sarah Kozloff


Potete leggere QUI la mia recensione del primo volume della serie."The soldiers of Oromondo have invaded the Free States, leaving a wake of misery and death. Thalen, a young scholar, survives and gathers a small cadre of guerilla fighters for a one-way mission into the heart of an enemy land.
Unconsciously guided by the elemental Spirits of Ennea Mon, Cerulia is drawn to the Land of the Fire Mountains to join Thelan's Raiders, where she will learn the price of war."  Potete acquistarlo QUI in inglese.



The Golden Key
di Marian Womack


"1901. After the death of Queen Victoria, England heaves with the uncanny. Seances are held and the dead are called upon from darker realms.
Helena Walton-Cisneros, known for her ability to find the lost and the displaced, is hired by the elusive Lady Matthews to solve a twenty-year-old mystery: the disappearance of her three stepdaughters who vanished without a trace on the Norfolk Fens.
But the Fens are an age-old land, where folk tales and dark magic still linger. The locals speak of devilmen and catatonic children are found on the Broads. Here, Helena finds what she was sent for, as the Fenland always gives up its secrets, in the end..."  Potete acquistarlo QUI in inglese.



The Garden of Bewitchment
di Catherine Cavendish


"Don't play the game.
In 1893, Evelyn and Claire leave their home in a Yorkshire town for life in a rural retreat on their beloved moors. But when a strange toy garden mysteriously appears, a chain of increasingly terrifying events is unleashed. Neighbour Matthew Dixon befriends Evelyn, but seems to have more than one secret to hide. Then the horror really begins. The Garden of Bewitchment is all too real and something is threatening the lives and sanity of the women. Evelyn no longer knows who - or what - to believe. And time is running out." Potete acquistarlo QUI in inglese.




Fumetti e manga:



Usciranno anche: 

Nemo: La Lega degli Straordinari Gentlemen
Act Age - Vol. 1
Soulfire: Il Ritorno della Luce
Grass Kings - I re della prateria
The Nightmare Before Christmas – Il Viaggio di Zero 3
Ms Marvel 2 (Carol Danvers Years)
Marvel: Il Mondo fuori dalla FInestra
Spider-Man/Black Cat – La Malvagità degli Uomini
Pantera Nera - Vol. 8
Black Cat - Vol. 1
Gunslinger Girls Vol. 7
Saga of Tanya the Evil 14
Star Wars Legends – Dark Empire 1



Le altre uscite di Febbraio:




mercoledì 15 gennaio 2020

Stephen King VS N. K. Jemisin: una diatriba intravista su Twitter, un giorno, per caso...

Per oggi, vi confesserò la verità, avevo in programma un post completamente diverso da questo. Ma ieri pomeriggio mi è capitato di fare un salto su Twitter e notare una discussione che mi ha fatto un po'... non so bene come spiegarlo: rattristare? Arrabbiare? Alzare gli occhi al cielo un pochettino?




Il mio rapporto con Twitter è particolare. Per il momento è l'unico social che ho deciso di concedermi (a parte Goodreads, che però forse è un'altra cosa...), non fosse altro che perché lo considero un'ottima fonte di notizie di prima mano.
Per lo più mi limito a seguire i profili di autori, attori o registi che mi interessano, senza commentare o reagire in nessun modo a quello che leggo: immagino di essere quella che potremmo definire "un'osservatrice silenziosa", un atteggiamento che sinceramente mi ha permesso di stare larga da qualsiasi polemica e migliorare notevolmente lo stato di salute del mio stomaco, precocemente avviato sulla strada dell'ulcera e della gastrite.

Ma ieri mi sono imbattuta in uno scambio di tweet in particolare, una discussione sull'arte che in realtà ha coinvolto e sta coinvolgendo svariate migliaia di persone, attirando fra le sue fauci anche parecchie personalità di spicco...
Eppure, da un punto di vista personale, non ho potuto fare a meno di concentrare l'attenzione su due nomi nello specifico: l'indiscusso idolo della mia infanzia (Stephen King, alias colui che ha scatenato la diatriba in primo luogo...) e il mio idolo attuale, la pluri-premiata autrice di romanzi fantasy e sci-fi N. K. Jemisin ("La Quinta Stagione", "I Centomila Regni").

Dovete sapere che, in reazione a una prevedibile (e giustificatissima) ondata di indignazione generale per la valanga di nomination agli Oscar "importanti" ricevute da una certa privilegiata categoria di persone (maschi, bianchi, eterosessuali, benestanti... ormai conoscete la solita litania anche voi, giusto?), il settantenne King ha pensato bene di uscirsene a dichiarare una cosa del genere:

"I would never consider diversity in matters of art. Only quality. It seems to me that to do otherwise would be wrong." Stephen King, Twitter

Oh, come on, man...!




Ho sempre ammirato Stephen King. Amo il suo lavoro; mi sono appassionata alla lettura grazie ai suoi romanzi e alle sue raccolte di racconti, ed è probabilmente anche per causa sua che sono sempre stata "ossessionata" dal sogno di diventare scrittrice, in qualche modo, un giorno o l'altro.
Ma questo commento che ha postato ieri poteva anche risparmiarselo, ragazzi, perché racchiude in sé una delle nozioni più semplicistiche, infantili e arroganti che abbia mai sentito in vita mia!
Un'idiozia che avrei potuto aspettarmi di sentir piovere fuori dalla bocca di qualche povero bigotto (gente psicologicamente disturbata alla Orson Scott Card o Silvana de Mari, per capirci...), ma non certo dall'uomo che ha influenzato la cultura pop così profondamente e capillarmente da essere stato in grado di apporvi il suo marchio di fabbrica, praticamente.

Non è che il discorso del buon Stephen non abbia i suoi punti di validità, intendiamoci. È chiaro che il fattore "qualità " dovrebbe sempre avere la precedenza su qualsiasi altro, nel momento in cui si cerca di stabilire il valore di un'opera. Il punto è che: a) formulato in questo modo, il commento rafforza l'impressione che le parole "qualità" e "diversità" siano due concetti fondamentalmente inconciliabili, quasi mutualmente esclusivi; b) in un mondo ideale, completamente privo di piaghe quali pregiudizi, fobie sociali e discriminazione, il suo ragionamento non farebbe una grinza. Nel nostro... stendiamo un velo pietoso, va', che forse è meglio!

Perché, siamo seri... Soffermiamoci un secondo a considerare soltanto il panorama editoriale. Avrà anche solo la più pallida idea, Stephen King, di quanti validi autori siano stati costretti a lottare con le unghie e con i denti soltanto per riuscire a piazzare i loro romanzi presso un qualche editore? Perché le loro opere venivano puntualmente respinte, giudicate di volta in volta, come "troppo piene di persone di colore, troppo etniche, troppo gay, troppo-quello-che-vi-pare" per interessare al grande pubblico?!
In un mondo del genere, come si fa a dire che "la qualità viene prima di tutto"?
Chi è che dovrebbe accollarsi questa decisione, poi... Chi sceglie i criteri secondo i quali dovremmo giudicare ciò che differenzia un lavoro di qualità da un altro, che invece a quanto pare non meriterebbe alcuna attenzione? Lo stesso, solito Comitato Non Ufficiale di Uomini Bianchi Benestanti e Affermati che ha continuato a dettare legge sull'argomento sin da quando le basi di questa diatriba sono stare gettate, immagino.
Pensate un po': facile che queste persone si riconoscano e decidano sempre di premiare... opere scritte, dirette e/o messe in scena da uomini esattamente uguali a loro, incentrati su personaggi speculari, che rispecchiano le loro problematiche e i loro canoni, e che trattano solo ed esclusivamente argomenti consoni alle loro aspettative e al loro status sociale.
Che strano, vero? E chi se lo sarebbe mai aspettato?!




Un commento come quello di King assomiglia... Non so: forse a qualcosa che avrei potuto affermare io a 16 anni, quando non sapevo niente - NIENTE - del mondo in cui viviamo o di quanto sarebbe stato difficile crescere per diventare una donna (per di più lesbica, introversa, grassottella...) in una società che tende a riconoscere il valore di qualcuno in base a quanto suddetta persona potrebbe o non potrebbe servire a soddisfare le esigenze dell'omino medio italiano.
E con posso nemmeno cominciare a immaginare quanto potrebbe essere difficile per un immigrato inserirsi in un contesto sociale del genere (figuriamoci poi avviare una carriera in campo artistico...), o per una persona disabile, o per chiunque presenti un livello di diversità superiore alla soglia comunemente tollerata (che è uno schifo di soglia veramente bassa, lasciate che ve lo dica!).



Perciò, no: io ti voglio ancora bene, Stephen, però COL CAVOLO che il problema della diversità non conta e non va tenuto in considerazione! Forse non ha mai fatto differenza per te, perché non ha mai influito in nessun modo sul corso della tua vita e della tua carriera.
Ma forse questo argomento sarebbe stato meglio lasciarlo a qualcun altro, no? Magari qualcuno che sa di cosa sta parlando, perché ha sperimentato quel senso di alienazione e pregiudizio sulla proprio pelle.
Autori e autrici come la Jemisin, che per tre anni di fila ha vinto il Premio Hugo, e per tre anni di fila si è sentita ripetere da una nutrita banda di imbecilli: "hai vinto solo perché sei nera, hai vinto solo perché ispiri compassione e la gente provava pena per te, in realtà non vali niente".
Una delle più anticonvenzionali e brillanti autrici della sua generazione... Liquidata sommariamente, anni di lavoro, grinta, talento e dedizione spazzati via dalla percezione generale come nulla fosse....
E non è certamente l'unico caso che potrei citarvi.

"Started to write a long tweet thread about how diversity is *part* of quality, how it feeds into worldbuilding and character and so many critical elements of writing, and... fuck it. I'm tired. People -- professional writers -- should know better by now." N. K. Jemisin, su Twitter

Parole sante, Nora.
Parole sante!



Perciò... Non so: dopo averci rimuginato per cinque minuti abbondanti sono arrivata a questa conclusione "rivoluzionaria", vale a dire a pormi la seguente domanda: e se il concetto di "diversità" non fosse scollegato (o addirittura opposto) a quello di "qualità", ma addirittura una diretta conseguenza di quest'ultimo?
L'arte è soprattutto rappresentazione, giusto? Del mondo in cui viviamo, della nostra realtà interiore, della società che abbiamo costruito, del futuro che potrebbe aspettarci appena oltre l'angolo...
Ma un autore (o un regista) che decide coscientemente di rappresentare sempre e solo la stessa porzione di mondo, concedendo spazio solo e sempre alla medesima prospettiva e alle medesime problematiche, tacciando volontariamente le voci di centocinquantamila minoranze che poi, a ben guardare n fondo al bicchiere, raggruppate tutte insieme non è che vadano a comporre una fetta poi così infinitesimale della popolazione (soprattutto perché chi detta le regole ci ha insegnato a pensare personaggio femminile = minoranza, e se non la dice già lunga questo sullo stato delle cose...)...
Questo vorrei chiedere a King: che genere di rappresentazione sta mettendo in atto quell'artista? Non sarebbe, il suo, un ritratto parziale e quanto meno inaccurato della nostra realtà, anche interiore, anche politica, anche sociale, che non tiene conto in alcun modo delle infinite complessità dei rapporti che caratterizzano la nostra esistenza?
Nessuno qui si spingerebbe al punto di dire che i film di Martin Scorsese non siano di altissima qualità, badate bene. Ma siamo davvero sicuri che le sue opere sarebbero state peggiori, in un senso puramente qualitativo, se una volta ogni tanto il buon Martin si fosse ricordato che ai tempi della guerra, della Depressione e di quel che volete, non erano solo italo-americani bianchi di sesso maschile ad affrontare croci e sopportare peripezie? Che la loro voce non era per forza di cose l'unica voce imprescindibile, sacrosanta e interessante che avesse effettivamente qualcosa da dire sull'argomento?

Del resto, per tornare un po' al nostro tema di riferimento, voi provate solo un po' a porre in po' in giro la fatidica domanda: chi sono i migliori autori di libri fantasy/horror attualmente in circolazione?
Invariabilmente, vi verrà fornita la solita risposta risposta di base: Tolkien, King, George R. R. Martin, Brandon Sanderson, Patrick Rothfuss, Neil Gaiman, Andrzej Sapkowski...
Tutta gente in gamba, per carità. Ma non vi sembra che in comune abbiano anche qualcos'altro, oltre ad abilità e competenza? XD



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