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domenica 8 gennaio 2017

Mini-recensioni: The Witch, Miss Peregrine: La Casa per Ragazzi Speciali, Il Drago Invisibile, AHS: Roanoke…

Buona domenica, amici! ^____^
 
Riprendiamo, dopo tanto, a parlare anche di film e serie televisive, qui sul Laumes’ Journey!
Non credo di riuscire ad aggiornavi come si deve su tutti i titoli che sono riuscita a recuperare nel corso di questi ultimi due mesi di latitanza, ma farò del mio meglio per riepilogare e riuscire a (s-)consigliarvi almeno qualcosina! ;D

The Witch
 
The Witch - film horror - poster

Il sottotitolo di questo carismatico e atipico film horror diretto dal regista Robert Eggers è “A New-England Folktale”.
Una descrizione quanto mai appropriata per questa tetra e morbosa “favola nera” ambientata ai tempi della caccia alle streghe, fra gli inquietanti e pericolosi boschi dell’entroterra americano.
Una famiglia di coloni inglesi si trasferisce nel Nuovo Mondo e va incontro a una brutale e stupefacente persecuzione da parte delle forze oscure. Ma i mostri che vivono là fuori sembrano andare abbastanza d’accordo con quelli che hanno preso fissa dimora dentro di loro…
Un film molto, molto particolare, questo The Witch. Un’interessante combinazione fra un dramma famigliare, intenso e ben sviluppato, e un classico thriller psicologico in stile Rosemarys’ Baby. Non mira tanto a strappare brividi e sussulti, secondo me, quanto a raggelare nel profondo. Ciò che è certo è che si rivela in grado di instillare un profondo e disturbante senso d’angoscia…

Se volete saperne di più, cliccate QUI per leggere la recensione completa

Giudizio personale: 8.0/10
 
 

Miss Peregrine – La Casa dei Ragazzi Speciali
 
Miss Peregrine - La casa per ragazzi speciali - film - poster - Tim Burton
 
Tim Burton torna dietro la macchina da presa per adattare il popolare romanzo di Ramson Riggs, edito in Italia dalla Rizzoli.
Da quel che mi è stato dato di capire, le differenze con il libro abbondando e il film assomiglia più che altro a una fantasiosa e autoconclusiva rivisitazione della storia originale…
Personalmente, non posso dire che il film mi sia dispiaciuto: l’ho trovato accattivante (perlomeno da un punto di vista meramente estetico…) e divertente al punto giusto. Mi è sembrato, tuttavia, di rilevare una stupefacente pochezza di contenuti.
Peraltro il film assomiglia a una pazzesca “harrypotterata”, secondo me; con l’affascinante e talentuosa Eva Green nel ruolo che fu di Silente, e il giovane attore Asa Butterfield in quelli dell’allampanato e un po’ sfigatello eroe predestinato di turno…

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Giudizio personale: 6.5/10
 
 

Il Drago Invisibile
 
Il Drago Invisibile - Film fantasy 2016 - poster

La dimostrazione lampante del fatto che anche la Disney, a volte, può fare cilecca. E che l’agente di Bryce Dallas Howard farebbe meglio a darsi una svegliata…
Onestamente, non vedevo un film per bambini così noioso, banale e scontato dal 1995 o giù di lì. E dire che non nutrivo aspettative particolarmente elevate…
Immagino di essere semplicemente diventata troppo vecchia, sfatta e cinica, per riuscire a trovare piacevoli storie melense, riciclate e sdolcinate come questa. Che volete farci? Ho superato gli otto anni da un pezzo…

Se volete saperne di più, cliccate QUI per leggere la recensione completa

PS: se volete gustarvi un remake disneyano degno di questo nome, il mio consiglio è di dare un’occhiata allo straordinario Il Libro della Giungla, il bellissimo film in live action diretto da Jon Favreau!

Giudizio personale: 3.5/10
 


American Horror Story: Roanoke
 
American Horror Story Roanoke - Stagione 6 - poster

Ryan Murphy colpisce ancora, e lo fa, come sempre, nel modo più caotico, confusionario e delirante possibile!
In realtà, devo ammettere di aver trovato i primi sei episodi di questa sesta stagione abbastanza divertenti. Le atmosfere morbose, trash e pseudo-sataniche del falso documentario My Roanoke Nightmare risultano estremamente coinvolgenti, e per di più ho amato diversi personaggi apparsi nell’arco di queste puntate iniziali: l’eccentrico ricercatore Elias Cunningham (Denis O'Hare), la terrificante Macellaia (interpretata da una Kathy Bates a dir poco terrificante…), la mostruosa regina dei cannibali Mamma Polk (Frances Conroy), le sorelle infermiere svitate e, soprattutto, l’assurdo “veggente in miniatura” Ashley Gilbert (Leslie Jordan)…
Peccato che, allo scoccare del settimo episodio, una svolta narrativa imprevista sia saltata fuori a scompigliare le carte…

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Giudizio personale: 5.0/10 
 
 
Altri film/serie tv/anime recensiti:
 
Rogue One
 
Rogue One A Star Wars Story - poster

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Other People
 
Other People - film - 2016 - poster

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Coin Heist
 
Coin Heist - film - Netflix - poster

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Brave Witches



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Himouto Umaru-chan



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Magical Girl Raising Project
 


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  E voi, amici?

Avete visto qualcosa di bello e/o interessante, ultimamente? :)




martedì 31 maggio 2016

Recensione: "Alice attraverso lo Specchio" (film)




Titolo originale: Alice Through the Looking Glass
Regia: James Bobin
Cast: Mia Wasikowska, Johnny Depp, Anne Hathaway, Helena Bonham Carter, Sacha Baron Cohen, Lindsey Duncan.
Anno: 2016


"Alice Kingsleigh  ha trascorso gli ultimi anni seguendo le impronte paterne e navigando per il mare aperto. Al suo rientro a Londra, si ritrova ad attraversare uno specchio magico che la riporta nel Sottomondo dove incontra nuovamente i suoi amici il Bianconiglio, il Brucaliffo, lo Stregatto e il Cappellaio Matto che sembra non essere più in sé. Il Cappellaio ha perso la sua Moltezza, così Mirana manda Alice alla ricerca della Chronosphere, un oggetto metallico dalla forma sferica custodito nella stanza del Grand Clock che regola il trascorrere del tempo. Tornando indietro nel tempo, incontra amici - e nemici - in diversi momenti della loro vita e inizia una pericolosa corsa per salvare il Cappellaio prima dello scadere del tempo." (trama tratta da www.comingsoon.it)




Dopo averci lasciati, per anni, a rimuginare sull'angosciante quesito “qual è la differenza fra un corvo e una scrivania?”, Tim Burton ha deciso di rinunciare al testimone e consegnare il progetto ”Alice in Wonderland” nelle consapevoli mani di James Bobin, un regista veterano di film per ragazzi.

La sceneggiatura di questo sequel prevede il rientro in scena di tutti i personaggi più popolari del primo film, dalla “deliziosa” Capocciona Maledetta Iracebeth (Helena Bonham Carter) al mitico Cappellaio Matto (Johnny Depp), dall'eterea e squinternata Regina Mirana (Anne Hathaway) all'enigmatico Stregatto.Al centro di tutto lei, l'indomabile e sempre più eccentrica Alice (interpretata dalla sempre più imperfetta e atipica star Mia Wasikowska), il tema della sua amicizia con il Cappellaio e quello della sua relazione con un nuovo, simpatico e scatenatissimo personaggio: il Tempo, un nemico-amico cui, per l'occasione, viene chiamato a prestare volto e fattezze nientemeno che Sacha Baron Cohen in persona.

Vedete, è difficile cercare di formulare un giudizio obiettivo su questo film.
Non è che l'abbia amato visceralmente; non posso dire di averlo trovato stupendo, rivoluzionario o particolarmente commovente. Eppure, allo stesso tempo, ho seguito le avventure di Alice a spasso nel tempo a bordo della sua sgangheratissima cronosfera in preda a un senso di gioia sincera, e con un'autentica, stranissima punta di nostalgia a pungermi il cuore.
Probabilmente è stato per via dei temi affrontati dal film (e che un blockbusterone di questo genere affronti dei temi, per quanto mi riguarda rappresenta già un mezzo miracolo di per sé…): dopotutto, mai come in questo momento mi è sembrato di essere cosciente delle implicazioni del conto dei minuti e delle ore, dei giorni e dei mesi che scorrono; mai come nel corso degli ultimi due anni ho percepito la forza del cambiamento che ha avuto luogo dentro di me (senza quasi che me ne accorgessi, come se fosse successo mentre ero impegnata a non guardare...) e della mia parziale trasformazione in uno di quei paradossali, folli, contraddittori personaggi che Lewis Carroll chiamava “abitanti del Sottomondo”, e che noialtri, invece, definiamo correntemente “adulti”.

Anche Alice ha cominciato a crescere, in questo film, non senza una certa riluttanza e qualche difficoltà; quando finalmente torna nel Paese delle Meraviglie, trova come previsto il suo gruppo di amici svalvolati ad aspettarla… eppure, ai loro occhi infantili e innocenti, stavolta è proprio la protagonista la creatura più bislacca e incoerente di tutte.
Alice corre e sbuffa, combatte, parla da sola, bisticcia, prende decisioni impulsive, commette errori distruttivi e punta i piedi quando non dovrebbe: è più lunatica del Cappellaio, più iperattiva del Bianconiglio, più pericolosa della Regina Rossa in persona

Ai miei occhi è parso un ribaltamento dei ruoli e delle prospettive decisamente interessante; una chiave di lettura che permette di attribuire un valore aggiunto, secondo me, a quella che è a tutti gli effetti un'altra adorabile, piacevolissima aggiunta alla parabola Disneyana incentrata su Alice.
Ho trovato “Alice attraverso lo specchio” sorprendentemente divertente, insomma; tornare a Wonderland, lasciarmi cullare dai suoi paesaggi strani e incantati, e permettere alle splendide scenografie di incendiare ancora una volta la mia immaginazione, è stata un’esperienza stupenda.

Personalmente, credo che continuerò sempre a cercare di fare un salto laggiù almeno sei volte prima di andare a dormire; questo è il mio modo di conservare una parvenza di sanità mentale, mentre a modo mio cerco di fare amicizia col Tempo, e sospetto che nessuno meglio di Alice riuscirebbe a seguire e comprendere la mia linea di pensiero.


Regia: 6.0/10
Sceneggiatura: 7.0/10
Cast: 7.5/10
Scenografie: 8.0/10
Colonna sonora: 6.5/0
Coinvolgimento emotivo: 7.0/10

Verdetto finale: 7.0/10

Girl Power:  

 


domenica 3 febbraio 2013

Recensione: Frankenweenie (film)




Titolo originale: Frankenweenie
Regia: Tim Burton
Anno: 2012 (in italia nel 2013)

Non ho ancora avuto la possibilità di vedere il cortometraggio "da cui tutto è iniziato" (il titolo era sempre lo stesso, correva l'anno 1984, quando io non ero ancora neanche nata! XD), ma stavo comunque aspettando con grandissima curiosità l'uscita di "Frankenweenie", giacché ogni singolo film di Tim Burton per me rappresenta un piccolo evento: come potrebbe probabilmente sostenere anche la maggior di voi, faccio in modo di non perdermene mai uno! :D
Come se non bastasse, la tecnica dello "stop motion", complicatissima da realizzare, a livello tecnico, ma senz'altro estremamente gratificante dal punto di vista visivo, mi intriga e mi ispira solo pensieri buoni; ricordate ad esempio il buffo Wallace and Gromit - La maledizione del coniglio mannaro"? Ebbene, quello è senz'altro uno dei miei (numerosi) film preferiti! :D

Sono perciò particolarmente felice di potervi riportare delle impressioni moooolto positive a proposito del nuovo "Frankenweenie": un film che, oltre a ricollegarsi naturalmente alla "tradizione" del cartoon gotico inaugurata con "Nightmare before Christmas" e proseguita poi con "La sposa cadavere", per me si sposa benissimo anche con il recente "Dark Shadows", dal momento che ne ripropone almeno due degli elementi fondamentali!
In primo luogo, infatti, abbiamo lo sviluppo dell' idea, centralissima, della creatura "mostruosa"-ma- buona destinata a tramutarsi/continuare- a- essere- malgrado- tutto, un membro importantissimo e forse anzi addirittura vitale della famiglia; dal momento che, in "Frankenweenie", si può tranquillamente affermare che probabilmente non esisterebbe alcuna famiglia Frankenstein, non dal punto di vista affettivo, se non fosse per il piccolo Sparky, unico "tramite" generazionale e responsabile del dialogo fra Viktor e i suoi distratti genitori.
Questo botolo-zombie dagli occhi teneri è, a tutti gli effetti, il cuore vivo e pulsante della famiglia di Viktor; proprio come il conte Barnaba/Johnny Depp si faceva unico responsabile della ritrovata intimità e dell'inedita comprensione familiare in "Dark Shadows", in pratica!
Dall'altra parte, ritroviamo anche in questo nuovo film la valanga di citazioni e riferimenti tratti da altre pellicole celebri, vecchie glorie di un aureo passato cinematografico disseminate e incastonate qua e là, a mo' di gemme preziose, all'interno della trama e della scenografia; una delle più facilmente individuabili, e delle più simpatiche, secondo me, è legata al personaggio della piccola barboncina di cui Sparky è innamorato: la sua acconciatura, che richiama moooolto da vicino quella della compagna di un lontano "cugino" XD del cagnolino redivivo, difatti è assolutamente... da urlo! :D
Né Burton ci da' motivo di lamentare la mancanza dei personaggi eccentrici e assolutamente fuori dalle righe a cui in questi anni ci ha abituato! Dalla bambina dagli occhi infossati (inquietante al massimo! XD) con il suo gatto dalle, ehm, peculiari capacità veggenti XD, allo schietto e irrecuperabile professor Rzykruski,  un "cast" di comprimari di prim'ordine e di tutto rispetto, grazie al cielo doppiati anche in Italia da doppiatori professionisti, e non da qualche insulsa pseudo-celebrità del nostro inutilissimo mondo dello spettacolo senza arte né parte (tenete conto che fra i doppiatori in lingua originale c'erano Winona Ryder, Martin Landau, Christopher Lee...)!



In definitiva, un film davvero delizioso, secondo me, l'indissolubile storia d'amicizia, al di là della morte, al di là dei compagni di scuola invidiosi XD, al di là di qualsiasi cosa, fra un bambino timido e introverso e il suo cane...
Un film elegante, intelligente, simpatico e divertente dall'inizio alla fine... nonché da lucido "sbrilucicchio" negli occhi :D, oserei aggiungere, durante alcune sequenze particolarmente commoventi!
Da vedere e rivedere, quante volte si vuole!
Nella prossima e imminente lotta per l'Oscar al miglior film d'animazione, terrò ancora per "Brave - Ribelle", non lo nascondo... ma se proprio la rossa Merida non dovesse farcela, spero almeno che sia proprio il tenerissimo Sparky ad aggiudicarsi l' "osso"! :D



Giudizio personale: 8.3/10


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