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sabato 26 marzo 2022

“Youngblood”: Mondadori porterà in Italia il romanzo horror/queer di Sasha Laurens

Youngblood” non è ancora uscito negli USA (anche se, ormai, manca poco...), eppure l’autrice Sasha Laurens,  tramite i suoi accont social, ci ha già comunicato una notizia fantastica: il suo nuovissimo libro YA, a metà strada fra dark academia e commedia nera, arriverà prossimamente anche sugli scaffali delle librerie italiane!

La traduzione avverrà a opera della Mondadori...

  

Potete acquistarlo QUI in inglese

 

Youngblood”: la trama

Per Kat Finn e sua madre, non è facile vivere in mezzo agli umani.

Dal momento che la maggio parte dell’umanità è stata infettata da un virus letale per i succhiasangue, per sopravvivere le due donne sono costrette a bere Hema, un sostituto sintetico del sangue estremamente costoso; lo stesso, ovviamente, vale ormai per tutti i vampiri.

Kat non è esattamente entusiasta all’idea di trascorrere una vita immortale di stenti e fatica; ma non appena apprende di essere appena stata ammessa presso la Harcote School, una prestigiosa scuola preparatoria che, in segreto, accoglie solo vampiri, comincia a pensare che la sua fortuna stia finalmente per cambiare.

Taylor Sanger, dal canto suo, è cresciuta nel mondo dell’abbiente alta società vampira, ma sta cominciando seriamente a stancarsi dei suoi valori arretrati, terribilmente conservatori – soprattutto nel campo della sessualità, dal momento che Taylor è una lesbica dichiarata, soddisfatta e orgogliosa.

Ormai deve stringere i denti e sopportare soltanto un altro paio d’anni alla Harcote, prima di conquistarsi l’agognata libertà. Ma quando scopre che la sua nuova compagna di stanza è Kat Finn, rimane orripilata: perché Taylor e Finn erano le migliori amiche del mondo, tanto tempo fa, ma quella storia non è affatto finita bene!

E poi, Taylor si imbatte nel corpo morto di un vampiro, e Kat fa una scoperta scioccante negli archivi della scuola...

A poco a poco, le due iniziano a realizzare che i segreti della Harcote potrebbero essere assai più oscuri del previsto – segreti peraltro collegati alle più potenti figure del Vampirdom, e a quello stesso sangue sintetico su cui tutti loro, ormai, sono costretti a fare affidamento.

 

Sasha Laurens

Youngblood” è il secondo romanzo di Sasha Laurens.

L’uscita americana è prevista per luglio 2022; se tanto mi dà tanto, probabilmente occorrerà aspettare almeno fino al 2023 per mettere le mani sull’edizione italiana, ma intanto sappiamo già che uscirà, fra l’altro per opera della più influente e affermata casa editrice del nostro Paese.

Oltre che per l’Italia, nel frattempo i diritti di traduzione sono già stati acquistati anche per la Francia, il Brasile, l’Ungheria e una manciata di altre nazioni.

La campagna promozionale descrive “Youngblood” come la lettura ideale per gli amanti della serie “Vampire Diaries” e del sottogenere dark academia, e ogni singolo elemento citato all'interno della sua trama sembra confermarlo.

In realtà, anche se la maggior parte di voi (probabilmente) non avrà la più pallida idea di cosa io stia parlando XD, mi è sembrato di scorgere fra le righe anche un velato (deliberato?) riferimento alla webserie canadese che, fra il 2014 e il 2016, ha fatto impazzire le giovani spettatrici lesbiche di tutto il mondo: vale a dire, l’inimitabile “Carmilla”.

Ma, in realtà, al momento tutto quello che mi aspetto – e prego! - di ottenere leggendo “Youngblood”, è la possibilità di trascorrere qualche ora spensierata in compagnia di un libro divertente, ironico e leggero.

Ci riuscirò?

A quanto pare, dovremo aspettare l’estate per scoprirlo! ;D

 

 



martedì 22 marzo 2022

5 retelling di "Dracula" in cui i personaggi secondari diventano protagonisti

Oggi è arrivato in libreria “Le Ragazze Immortali” di Kiran Milwood Hargrave; un romanzo fantasy YA che si propone di narrare una versione alternativa della storia delle tre affamate e seducenti spose di Dracula.

Se seguite il blog da un po’, probabilmente sapete già che non ho amato Le Ragazze Immortali” in modo particolare (in caso contrario, potete sempre rinfrescarvi la memoria dando un’occhiata alla mia recensione).

Ma l’idea di un retelling ispirato al “Dracula” di Bram Stoker continua a incuriosirmi, soprattutto i numerosi titoli incentrati sulle gesta di questo o quell’altro personaggio secondario presentato fra le pagine del noto capolavoro della letteratura gotica mondiale.

Ed ecco perché ho deciso di dedicare il post di oggi ai 5 retelling di “Dracula che mi piacerebbe leggere in un prossimo futuro!

Come noterete, ciascun titolo va a selezionare un personaggio del romanzo originale –  che si tratti di un vampiro, di un umano o di un cacciatore di mostri a metà strada fra i due estremi - e lo pone al centro di un’avventura tutta sua! :D

 

Neither Hyde Nor Hair 


di HP Mallory e  J R Rain

“Potreste ricordarvi di me: sono stata una delle prime anime sfortunate prese di mira da Dracula.

Bè, il conte potrà anche pensare di avermi trasformata, ma in realtà sono stata salvata dalla magia. Tutto grazie a un elisir creato da una potente strega, Lissa Ravenwood, che mi ha permesso di restare perlopiù umana... a patto di continuare a prendere il mio elisir ogni tre giorni.

Ma il vampiro dentro di me è sempre lì, nascosto in sottofondo, pronto a trasformarmi in una creatura che detesto. Il conte, Vlad, desidera esattamente questo – che io soccomba al mio lato oscuro e ritorni da lui. Mi considera una sua creatura, il suo amore, una sua proprietà.

Io, invece, lo considero una proverbiale spina nel didietro!

Eppure, ho ancora bisogno di Vlad. O, almeno, ho bisogno del suo aiuto per risolvere un caso particolarmente difficile.

Dal momento che sono perfettamente in controllo del mio lato vampirico, e che sono molto più forte e veloce di qualsiasi umano, lavoro come cacciatrice di taglie, specializzata nella cattura di creature che si aggirano nel buio. Suppongo che ci sia bisogno di un mostro, per prendere un altro mostro.

E il caso a cui sto lavorando adesso sta rischiando seriamente di farmi venire un colpo!

Alla scuola di stregoneria di Lissa, gli studenti hanno cominciato ad ammalarsi. Colpa degli effetti collaterali della Hyde, una droga illegale che circola per le strade. Per di più, non appena il corpo di un’altra giovane donna viene ritrovata in un vicolo, capisco di avere un brutale assassino da trovare, e in fretta.

Come se non bastasse, il Concilio dei Vampiri sta per riunirsi in città, il che significa che ho bisogno della protezione di Vlad...

Sigh.

Un altro giorno come tanti nella vita di Lucy Westerna, la ragazza che va a caccia di mostri...” 

Potete acquistarlo QUI in inglese



Renfield: Slave of Dracula

di Barbara Hambly 


“Renfield è uno dei detenuti presso il Rushbrook Aylum, ossessionato dalla missione di dare la caccia e uccidere Van Helsing e i suoi compagni.

Le sue azioni prepareranno il terreno per uno scontro all’ultimo sangue fra le forze dei vivi e quelle dei morti, e lo condurranno dal castello di Dracula agli oscuri labirinti della sua stessa follia... nonché alla verità che si cela dietro la fonte di tutta la storia.

Chi era Renfield, in realtà? Vittima o carnefice? Mostro o succube innocente?

Gli eventi sono (più o meno) gli stessi che conoscete. Ma narrati secondo una prospettiva del tutto inedita, e ricca di colpi di scena inaspettati."

Il retelling di “Dracula” ideale da leggere aspettando l’uscita nelle sale della commedia neraRenfield” (con Nicholas Hoult, Nicolas Cage e Awkwafina), prevista per il 2023!

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Dracula in Love

di Karen Essex


“Londra, fine Ottocento. Mina Murray è una giovane donna fidanzata con Jonathan Harker.

Assiste la direttrice di un rinomato collegio femminile, insegnando buone maniere, ma ce in lei un'inquietudine segreta, un io misterioso che, represso durante l'infanzia e l'adolescenza, si manifesta ora sotto forma di sogni, visioni, episodi di sonnambulismo. Q

Quando il fidanzato di Mina, notaio, viene chiamato in Austria da un misterioso Conte per affari, Mina approfitta dell'occasione per andare a trovare un'amica, Lucy, in vacanza al mare.

Ma viene a sapere per vie soprannaturali che Jonathan è gravemente malato in Austria e deve correre ad assisterlo. Dopo aver frettolosamente sposato Mina, Jonathan le rivela di essere rimasto vittima di creature diaboliche.

Sono forse le stesse presenze da cui è ossessionata Mina? E il Conte da cui Jonathan si è recato è forse la stessa creatura misteriosa che protegge Mina e nello stesso tempo sembra volerla attirare in un abisso di perversione?

Quando Jonathan, disperato, decide di farsi ricoverare nell'ospedale psichiatrico dell'ambiguo dottor Seward, Mina lo segue, senza sospettare che sarà lei, e non il marito, a subire le cure del medico, vere e proprie torture che hanno già provocato la morte dell'amica Lucy.

Mina sarà salvata dal misterioso Conte, che le rivelerà l'esistenza di un mondo parallelo, in cui Mina, unendosi a lui, potrà attingere l'immortalità - a meno che l'imprevedibile non intervenga a riportarla accanto a Jonathan.” 

Potete acquistarlo QUI in italiano

  

The Journal of Professor Abraham Van Helsing

di Allen Conrad Kupfer 


“Il professor Kupfer insegna letteratura inglese da vent'anni e da sempre è appassionato di storie gotiche e horror, però non ha mai dubitato che i romanzi e i racconti dei suoi autori preferiti fossero opere di fantasia.

Tuttavia quella certezza è crollata quando, nella soffitta di casa, tra le carte del nonno, ha trovato il diario di Abraham Van Helsing.

Fino ad allora, Kupfer aveva pensato che Van Helsing fosse solo un personaggio di Dracula, il capolavoro di Bram Stoker... Invece quella scoperta dimostra non solo che Van Helsing è realmente esistito, ma che è stato addirittura confidente di suo nonno e gli ha affidato il proprio diario, in cui si racconta la sua lotta contro i grandi nemici dell'umanità: i vampiri.

Medico stimatissimo per i suoi studi sul sangue, Van Helsing, a un certo punto della sua vita, dovette infatti affrontare una vera tragedia personale: la morte della moglie a opera di un vampiro. Da allora, dedicò ogni minuto della sua esistenza allo studio del vampirismo e al disperato tentativo di sterminare quella razza diabolica.

Almeno finché non gli successe qualcosa di incredibile...

Ora, il professor Kupfer ha deciso di pubblicare quel diario, perché tutti conoscano la vera storia di Abraham Van Helsing, ma, alla fine del diario stesso, non può esimersi dal porsi una domanda inquietante: se Van Helsing è un personaggio storico, allora anche i vampiri sono reali?

Rispondere tuttavia è difficile, anche perché Kupfer è stanco, si sta facendo giorno e troppa luce gli dà fastidio.” 

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A Dowry of Blood

di S. T. Gibson

In uscita prossimamente per la Mondadori

“Sulla soglia della morte, Constanta viene salvata da un misterioso sconosciuto, nonché trasformata: da pezzente medievale a sposa all’altezza di un re immortale.

Ma quando Dracula attira un artista aristocratico (e affamato) nella sua rete di passione e inganni, Constanta scopre che il suo amato è capace di qualsiasi cosa.

Dopo aver trovato conforto fra le braccia delle sue consorti rivali, comincia quindi a svelare gli oscuri segreti di suo marito.

Con le vite dei suoi cari in gioco, Constanta dovrà scegliere fra la propria libertà e l’amore per Dracula. Ma i legami forgiati nel sangue possono essere sciolti soltanto con la morte.” 

Potete acquistarlo QUI in inglese

 

 

sabato 12 marzo 2022

"La Stirpe delle Luci": vampiri, fantasmi e mostri nel libro fantasy di Nicole Jarvis

Ricordate l’articolo di maggio 2021 dedicato al gaslight fantasy? A quanto pare, avremo l’opportunità di leggere presto in italiano un altro “esemplare” appartenente a questo pittoresco e divertente sottogenere della speculative fiction: “La Stirpe delle Luci”, romanzo d’esordio di Nicole Jarvis, verrà infatti tradotto dalla Multiplayer.it Edizioni, per arrivare in libreria il 19 maggio 2022... imprevisti di ogni tipo permettendo, naturalmente!

 

Potete acquistarlo QUI in italiano


La trama

Per le silenziose strade di Praga, ogni sorta di misteriosa creatura si nasconde tra le ombre.

L’unica speranza dei cittadini ignari contro quest’orda di predatori sono gli intrepidi lampionai, segreti cacciatori di mostri la cui luce tiene a bada ogni notte l’oscurità incombente.

L’esistenza di Domek Myska è scandita da continui scontri con la peggior specie di esseri malvagi: i pijavice, creature vampiresche senz’anima e perennemente assetate di sangue.

Ciò nonostante, Domek trova conforto nei momenti trascorsi in compagnia della sua intelligente e affascinante amica Lady Ora Fischerová, una vedova che nasconde a sua volta molti segreti.

Quando Domek si ritrova perseguitato dallo spirito della Dama Bianca, un fantasma che infesta le sale barocche del Castello di Praga, si imbatte nell’essenza senziente di un fuoco fatuo rinchiuso in un misterioso contenitore.

Diventato il suo possessore, Domek può sfruttare anche i suoi poteri, ma la creatura, ben nota per attirare gli ignari viandanti verso la morte, non si farà controllare molto facilmente.

Dopo aver scoperto una cospirazione dei pijavice che potrebbe scatenare il terrore in città, Domek sarà coinvolto in una lotta contro il tempo contro coloro che mirano a piegare la scienza alchemica ai propri pericolosi scopi.

 

Lampionai VS Vampiri: chi vincerà?

La Stirpe delle Luci”, fantasy storico ambientato nella Praga del diciannovesimo secolo, viene classificato come romanzo autoconclusivo.

Non so perché, ma la trama mi fa pensare a una sorta di via di mezzo fra “The Witcher” e “I Guardiani della Notte”. Anche se, in realtà, la maggior parte delle recensioni straniere si premura di sottolineare il ritmo ponderato, tutt’altro che improntato all’azione, della narrazione, e lo stile affascinante, vividamente suggestivo di Nicole Jarvis.

Una qualità che, probabilmente, tenderà più che altro ad avvicinare “La Stirpe delle Luci” ai gusti di fan di autrici come V. E. Schwab e Chloe Gong, abituate a tratteggiare ambientazioni estremamente curate e personaggi ombrosi, dall’indole caratteristicamente tormentata.

Personalmente, posso dire di essere abbastanza incuriosita dall’idea di base; in modo particolare, mi piacerebbe scoprire in che l’autrice ha deciso di contribuire alla sempreverde mitologia della figura del vampiro. Soprattutto perché il romanzo dovrebbe introdurre, fra le altre cose, una serie di elementi ispirati al folclore ceco, nel nostro piccolo angolo di mondo ancora abbastanza misconosciuto! ^^




lunedì 31 gennaio 2022

Recensione: "The Deathless Girls", di Kiran Millwood Hargrave

The Deathless Girls” è un libro fantasy/gotico per ragazzi di Kiran Millwood Hargrave.

La trama è vagamente – ma proprio molto vagamente – ispirata ad alcuni personaggi creati da Bram Stoker; nello specifico, mi sto riferendo alle celebri “spose di Dracula” citate all’interno del suo capolavoro immortale.

Il romanzo di Millwood Hargrave narra l’odissea di due sorelle nomadi, strappate ai loro cari e costrette a servire nelle cucine di un arrogante signorotto locale. A un certo punto, le ragazze vengono divise, costringendo la più mite e remissiva delle due a imbastire un azzardato piano di salvataggio...

Che cosa c’entreranno mai i vampiri, in tutta questa sciarada?

Ecco, questa è un'ottima domanda! XD


Potete acquistarlo QUI in italiano

 

La trama

Alla vigilia della sua divinazione, il giorno in cui il suo fato verrà finalmente svelato, la diciassettenne Lil e sua sorella gemella, Kizzy, vengono catturate e ridotte in schiavitù dal crudele Boyar Valcar.

La loro comunità, nomade e pacifica, viene completamente distrutta; il resto della loro famiglia massacrata o dispersa.

Costretta a lavorare nelle dure e inospitali cucine del castello, Lil trova conforto in Mira, una compagna schiava da cui si sente attratta in un modo che non riesce a comprendere.

Ma l’indole temeraria e ribelle di Kizzy continua ad attirare l’attenzione di chi detiene il potere in modi vertiginosamente imprevedibili; compreso l’interesse di un sinistro figuro che si fa chiamare il Drago, e che sembra balzato direttamente fuori dalle pagine di un libro di miti e leggende.

O da un incubo, magari.

Perché può darsi che le gemelle non abbiano avuto la possibilità di ricevere la loro divinazione... eppure, in un modo o nell’altro, Lil e Kizzy stanno per scoprire il loro destino.

 

Toxic twins

La quarta di copertina insisterà anche a definire “The Deathless Girls” un retelling... ma, in realtà, non è che questo libro abbia veramente qualcosa a che fare con “Dracula”.

Nel senso che l’autrice sembra fare riferimento tanto al romanzo di Stoker quanto a successi del calibro di “Twilight” o “28 Giorni di Buio”... ma  a nessuno di questi titoli riesce, in realtà, a rendere il giusto tributo.

A essere sinceri, non sono neanche sicura che intendesse provarci: anzi, a tutt’oggi, non sono ancora riuscita a farmi una ragione delle motivazioni che hanno spinto Kiran Millwood Hargrave (o chi per lei) a cercare di spacciare il suo libro per qualcosa che, evidentemente, il testo non ambisce a essere neanche per un secondo.

A meno che non si sia trattato di interessi di natura esclusivamente commerciale, si capisce.

Anche perché dubito che scrivere, a mo’ di sinossi, «questo libro è uno YA che non si differenzia dagli altri in nessuna maniera; il wordbuilding è insensato, la trama non ha ragione di esistere e la protagonista sviluppa un arco narrativo interessante quanto un sottobicchiere» sarebbe stata una mossa particolarmente saggia, dal punto di vista delle vendite.

Anche se si sarebbe trattato di una descrizione maledettamente onesta!

Il punto è che “The Deathless Girls” non è un libro di vampiri; non è neanche un romance, un romanzo d’avventura o una storia di formazione (se non, forse, nel senso più lasco e superficiale del termine).

Al massimo, è un libro che parla (in termini dannatamente snervanti) di un legame tossico fra sorelle; la storia di una ragazzina che scambia ripetutamente la propria fragilità e la propria difficoltà ad affermare la sua identità per una forma di amore superiore e indiscutibile.

Se il finale avesse manifestato un pizzico di consapevolezza, da questo punto di vista, magari mi sarei azzardata a ritenerlo uno spunto narrativo interessante.

Ma al terzo, quarto o quindicesimo luogo comune sulle gemelle, sinceramente ho deciso di gettare la spugna e arrendermi all’evidenza: Kiran Millwood Hargrave è davvero convinta che frasi come “io e mia sorella siamo un’unica persona confinata all’interno di due corpi diversi” abbiano un suono poetico e salutare, e non francamente agghiacciante.

 

Un ripensamento chiamato Vlad l’Impalatore

The Deathless Girls” è anche un libro che si degna di introdurre i vampiri (e il conte Dracula, in particolare) soltanto nell’arco delle ultime 100 pagine o giù di lì.

Manco a dirlo, la struttura del romanzo risulta pesantemente sbilanciata da questa virata; anche se, a onor del vero, dopo 200 pagine passate a seguire le giornate di uno stuolo di ragazzine perennemente assediate da minacce di stupro e altre tremende punizioni corporali, mi sono ritrovata ad accogliete l’arrivo del primo strigoi con un senso di profondo sollievo.

Anche se questo evento, in realtà, mi ha preso un po’ alla sprovvista (più che altro perché non c’entrava nulla con il resto della storia); e anche se il mostro, da un punto di vista narrativo, a quel punto avrebbe potuto essere tranquillamente sostituito da qualsiasi altro tipo di creatura: uno zombie, il Bigfoot, la creatura di Frankenstein, il diavolo della Tazmania, fate un po’ voi!

La storia d’amore, dal canto suo, risulta spaventosamente piatta e artificiosa. Probabilmente perché Lil non riesce a essere una protagonista convincente, e Mira ha una caratterizzazione.... siamo seri, quale caratterizzazione?!

Se mai uno studio hollywoodiano dovesse girare un film tratto da “The Deathless Girls”, i produttori potrebbero tranquillamente affidare il ruolo di Mira a una scopa di saggina: nessuno si accorgerebbe mai della differenza!

E poi, le scene di interazione fra lei e Lil si contano sulle dita di una mano... Eppure, in qualche modo, l’autrice vorrebbe darci a intendere che il loro sia uno di quegli amori tragici e sconfinati di cui parlava anche il Bardo.

Mmm... No, grazie.

Questa non me la bevo.

In compenso, ho trovato lo stile dell’autrice leggermente sopra la media. Molto lirico, poetico ed evocativo, soprattutto per quanto riguarda la descrizione degli ambienti naturali.

Peccato che, secondo me, questa qualità non si riveli neanche remotamente in grado di compensare l’incomparabile presunzione dell’epilogo... ma, in fondo, la mia opinione a questo punto si è già capita, vero? XD



sabato 2 ottobre 2021

Recensione: "Midnight Mass" (serie tv)

Dopo le serie tv cult “The Haunting of Hill House” e “The Haunting of Bly Manor”, il regista e sceneggiatore Mike Flanagan torna su Netflix con il suo “Midnight Mass”...

Uno show maturo, cupo e struggente che gli permette di confermarsi come uno dei maggiori talenti nell'ambito dell’horror contemporaneo.

Un piccolo, grande capolavoro ispirato ad alcuni dei più popolari successi firmati Stephen King; sette episodi di pura, vibrante emozione, al servizio di una storia che mi ha fatto riflettere, mi ha spezzato il cuore, e... ha riacceso finalmente un po' del mio amore per l'umanità! XD

 



La trama

Gli avvenimenti si svolgono a Crockett Island, al centro di un isolato villaggio di mare, un posticino remoto popolato soprattutto da pescatori.

L’unica chiesa della cittadina è di fede cattolica, e la monotona routine della cittadina viene per lo più scandita dalle omelie e dai raduni domenicali.

Quando Riley (Zack Gilford) esce di prigione, non ha altro posto in cui tornare, un altro rifugio in grado di accoglierlo, se non quello offerto dai suoi anziani genitori.  C’è stato un tempo in cui il ragazzo avrebbe fatto qualsiasi cosa, pur di non essere costretto a tornare lì; ma tutto questo è stato prima dell’incidente, e del fantasma dal viso sfigurato che, ormai, tormenta i suoi sogni ogni notte.

Adesso, per la prima volta, Riley avverte dentro di sé un bisogno mai avvertito prima... quello di essere punito.

Ed è soprattutto per via della sua necessità di espiare che Riley si lascia persuadere a recarsi in chiesa ogni settimana; appena in tempo per assistere all’arrivo di Padre Paul (Hamish Linklater), il nuovo sacerdote incaricato di occuparsi del benessere spirituale dell’isola; nonché per riconciliarsi con Erin (Kate Siegel), una figura molto importante del suo passato.

Ma, a Crockett Island, qualcosa sta cambiando. Mentre la Pasqua della resurrezione si avvicina, un’ondata di sbalorditivi miracoli prende a scuotere la piccola comunità, precipitando gli isolani in una spirale di meraviglia e sconcerto.

Padre Paul è un predicatore umanista, un uomo carismatico e benvoluto da tutti... ma il suo fervore ha qualcosa di sinistro, e, a ben vedere, non tutti gli abitanti sembrano disposti a lasciarsi irretire dal suo fascino.

Si suppone che un miracolo debba essere un dono, non è così?

Vale forse lo stesso, per una maledizione?

 

C’era una volta Stephen King

Ho amato Midnight Mass” profondamente, visceralmente e con tutta me stessa. Ecco, l’ho detto: non c’è davvero modo (o motivo) di girarci intorno.

Il primo episodio mi ha lasciato perplessa. Il secondo mi ha intrigato. Dal terzo in poi, mi sono ritrovata totalmente soggiogata... Il quinto, poi, mi ha semplicemente distrutto! :(

Come dicevamo, la nuova serie di Flanagan trae (esplicitamente) ispirazione da molteplici romanzi di Stephen King: da “Revival” a “Cose Preziose”, da “Carrie” a “Le Notti di Salem”.

La narrazione corale, supportata da un cast di primissimo ordine (menzione d’onore a Samantha Sloyan, che nei panni della fanatica Beverly si dimostra diabolicamente magnetica – e francamente terrificante) apre la strada a molteplici spunti di riflessione, a tematiche vitali e importanti quali la spiritualità, l’elaborazione del lutto, la famiglia, la comunità, l’amore, il dolore, il senso della vita... e della morte.

Soprattutto il senso della morte, e non credo che questo fatto si rivelerà in grado di sorprendere nessuno di coloro che hanno visto (e amato) le due stagioni di “The Haunting”.

I dialoghi (ma, soprattutto, i monologhi...) di “Midnigh Mass” possono descritti in un modo soltanto: da pelle d’oca.

Questa è una di quelle serie che può vantare un solido concept di base, una straordinaria fotografia e un’ottima padronanza dei principali meccanismi della suspense, ma che deve almeno l’80% del proprio successo ai personaggi; alla loro vulnerabilità, ai loro conflitti, alla loro innegabile capacità di sfiorare corde sensibili dentro di noi, in grado di risuonare fino a strappare una nota di pura affinità nella mente (e nel cuore) di noi spettatori.

 

Life is a wish

Di solito, non vado pazza per gli horror religiosi; ma “Midnight Mass” si rivolge, cuore in mano e mente aperta, a tutti quanti noi – non solo ai cattolici o ai cristiani, in generale, ma anche agli atei, ai musulmani, ai neopagani, ai filosofi zen eccetera eccetera.

Perché, in realtà (e come molti di noi sanno), siamo tutti collegati.

Il messaggio della serie è diretto a chiunque si sia soffermato a riflettere, anche soltanto una volta nella vita, sulle domande fondamentali; quelle che ogni tanto ci tengono svegli la notte, e che di solito il genere horror tende a sfruttare soltanto allo scopo di generare ansia e farci rabbrividire fin nel profondo delle ossa.

Anche parecchie sequenze di “Midnigh Mass” riescono a generare ansia e a far rabbrividire fin nel midollo, non mi fraintendete. Ma non a forza di jump scares o effettacci splatter; narrandoci piuttosto una sorta di parabola, la genesi dell’unico inferno realmente esistente: quello che noi umani siamo in grado di creare qui sulla Terra, semplicemente perché siamo nati con la capacità congenita di immaginarlo.

Chi crede di avere tutte le risposte, fino a che punto sarà disposto a spingersi, pur di dimostrare la propria ragione? Con quanta veemenza – con quale raccapricciante livello di abilità – sarà in grado di argomentare, cavillare e giustificare persino gli atti più inumani, le atrocità più impensabili, ai danni di chi non si conforma ai propri ideali?

L’arroganza, il dissennato fervore di chi si crede prescelto, contro la coraggiosa lucidità di sa di essere una goccia nel mare... e ne va fiero.

Perché, in fondo, sapere di essere il mare è molto meglio che sperare di venire salvati, o ergersi su un piedistallo e giocare al ruolo di Guardiani dei Cancelli; è una consapevolezza che non può nemmeno essere descritta come semplicemente gloriosa... è molto di più. E' divina

Polvere eravamo, e polvere torneremo”; così amano ripetere alcuni religiosi.

Io (come altri) ho sempre preferito dire “Polvere di stelle eravamo, e alle stelle torneremo”.

Sospetto che alcuni personaggi di “Midnight Mass” sarebbero d’accordo...  :)

 

giovedì 30 settembre 2021

Recensione: "The Maleficent Seven", di Cameron Johnston

 Se l’unica cosa che mancava nella vostra vita era un retelling in chiave grimdark del film “I Sette Samurai” di Akira Kurosawa... bè, non abbiate paura: “The Maleficent Seven”, il nuovo romanzo di Cameron Johnston, è qui per aiutarvi a colmare l'assenza!

Un libro fantasy divertente, fracassone e iper-violento, che strizza l’occhio a tanto a “Kill Bill” quanto a Suicide Squad”; ai “Magnifici Sette” di John Sturges quanto all’indimenticabile “I Guerrieri di Wyld” di Nicholas Eames…

 

Potete acquistarlo QUI in inglese


La trama

Un tempo, Black Herran era una temuta demonologa, la più spietata guerriera del continente di Essoran.

Sei generali, i più potenti e vendicativi della nazione, si erano radunati sotto il suo comando, attratti dalla sua sete di sangue e dal suo desiderio di stravolgere il mondo.

Il piano sembrava semplice: annientare i Paladini, impossessarsi della loro capitale, sradicare il sistema...

E, per una volta, stava andando tutto per il verso giusto. I cattivi stavano vincendo, stavano vincendo sul serio...

E poi, il tradimento.

Alla vigilia della battaglia definitiva, una vittoria certa, Black Herran ha deciso di voltare le spalle ai suoi uomini e andarsene per la sua strada.

Alla fine della guerra, il signore degli Inferi avrebbe reclamato la sua anima, dopotutto; e il generale non è mai stato tipo da rinunciare a qualcosa facilmente.

Dopo il suo abbandono, le canaglie che componevano la sua armata si sono sbranate a vicenda, e i Paladini hanno trionfato.

40 anni dopo, il prezzo di quella sconfitta torna a gravare sulle spalle dell’anziana evocatrice di demoni.

Per salvare Tarnbrook, il tranquillo villaggio di contadini e pescatori che l’ha accolta e in cui la donna, nel frattempo, è riuscita a mettere su famiglia, Black Herran dovrà assemblare la vecchia squadra ancora una volta; radunare i suoi sette generali, i più malvagi fra i malvagi, e imbastire una resistenza disperata al confine della città.

Stavolta, i mostri di Black Herran diventeranno l’ultima speranza di sopravvivenza; se falliranno, un male ancora più crudele e ipocrita finirà per dilaniare Essoran e porre fine a ogni parvenza di libertà...


La banda

Il “cast” di personaggi che incontrerete fra le pagine di “The Maleficent Seven” è composto da uno stuolo di canaglie assolutamente irresistibili. Gente molto cattiva, non mi fraintendete; assassini e approfittatori dal cuore nero come l’inferno, ma che vi conquisteranno in virtù della loro esuberanza e del loro inconfondibile carisma.  

Nell’ordine, possiamo contare: un’ex-generalessa anziana esperta di demonologia, un vampiro mutaforma, una necromante assetata di vendetta, un dio della guerra alcolizzato, una regina pirata, uno scienziato pazzo e una nerboruta guerriera appartenente alla tribù degli orchi.

Una combriccola di protagonisti squisitamente sopra le righe, lasciate che ve lo dica; e il cui unico compito nella vita sembra consistere nel seminare caos, combinare casini e saltarsi reciprocamente alla gola.

La maggior parte di loro sembra saltata fuori dalle vignette di un fumetto Marvel o DC. Il dio della guerra, ad esempio, mi ha ricordato una versione ubriacona e spostata di Thor; il vampiro è una via di mezzo fra Morbius e Carnage,  Black Herran è una sorta di John Costantine in versione sbarellata eccetera eccetera.

Ne consegue un livello di caratterizzazione deliberatamente scarso, dal momento che Cameron Johnston si diverte perlopiù a giocare con i cliché cari al genere e a sguinzagliare la sua allegra brigata di villains nel contesto delle situazioni più surreali, grottesche e pazze che gli vengano in mente; ma anche una quantità di scene irriverenti e infarcite di contagioso umorismo nero, una narrazione incalzante e una sfilza di sequenze d’azione al cardiopalma, l’una più spettacolare e sanguinosa dell’altra.  


Cattivissimi Loro!

L’intreccio di “The Maleficent Seven”, come avrete immaginato, è molto lineare, semplicissimo da seguire. Leggete la quarta di copertina, e capirete cosa aspettarvi.

Johnston riesce comunque a riservarci qualche piccolo (e grande) twist degno di nota; una girandola di tradimenti e ribaltamenti inaspettati, che ci consentono di goderci la trama senza un attimo di noia o distrazioni.

L’ambientazione è molto cupa, brutale; dopotutto, in un mondo in cui i nostri sette “eroi” rappresentano la miglior speranza di sopravvivenza per gli innocenti, i deboli e gli indifesi... Bè, voi provate soltanto a immaginarvi come potrebbero essere fatti i “veri” cattivi! XD

Vale tuttavia la pena spendere due parole a proposito dei continui (e quasi schizofrenici) cambi di prospettiva a cui ci sottopone l’autore.

Mi rendo conto che Johnston stava, in un certo senso, cercando di fare il verso a quel filone tipicamente pulp della narrativa fantasy anni Ottanta (“Dragonlance”, “Forgotten Realms” e via discorrendo), vale a dire quella particolare branca “storica” del genere che non sapeva nemmeno dove stessero di casa, “quisquilie” tecniche come questa;  ma lo scrittore, soprattutto nella seconda metà del romanzo, sembra gestire la focalizzazione a fatica, come se i suoi sette personaggi, esuberanti e prorompenti come non mai, stessero mettendo a dura prova la sua capacità di concentrazione.

Un difetto a cui attribuisco anche l’altro, grosso punto debole di “The Maleficent Seven”, vale a dire l’incapacità di risolvere tutte le sottotrame e di regalare un arco completo ai sette protagonisti. A mio avviso, alcuni personaggi avrebbero meritato un pizzico di luce in più sotto i riflettori.

È anche vero che Johnston non ha escluso del tutto la possibilità di tornare a scrivere di loro in futuro…  non possiamo fare altro che tenere le dita incrociate!




mercoledì 8 settembre 2021

Tor Nightfire: i primi titoli proposti dal nuovo marchio editoriale americano specializzato in narrativa horror...

Come molti di voi sapranno, Tor è una delle più influenti e importanti case editrici americane specializzate in narrativa fantasy e fantastica.

Una considerevole rilevanza riveste anche Tor.com, una delle più popolari e dinamiche “costole” della Tor: sotto il suo prestigioso marchio, infatti, sono stati pubblicati recenti successi quali “Gideon la Nona, “Murderbot”, “Middlegame”, “Binti”, “La Ballata di BlackTom” e tantissimi altri bestseller.

Ebbene, a partire da questo settembre, prenderanno finalmente il via anche le pubblicazioni di Nighfire, la nuovissima etichetta "affiliata" Tor dedicata al mondo dellhorror a 360°!

Approfittiamone, dunque, per dare un’occhiata da vicino ai primi titoli proposti da Nightfire. 

Intanto vi ricordo che ciascun libro sarà disponibile (ovviamente, in lingua inglese) a partire da questo autunno...

   

Certain Dark Things

di Silvia Moreno-Garcia


“Benvenuti a Mexico City, un’oasi in un oceano di vampiri. Domingo, un ragazzino di strada, sta soltanto provando a sopravvivere alle incursioni della polizia, quando una vampira irrompe improvvisamente nella sua vita. Atl, la discendente di un clan di succhiatori di sangue aztechi, è intelligente, bellissima e letale. Domingo è ipnotizzato da lei. Tutto quello che occorre a Atl è una via di fuga dalla città, un modo per sfuggire alle guerra fra clan di narco-vampiri rivali che la sta perseguitando; i suoi piani non prevedevano Domingo... Ma, si sa, nella vita le cose raramente si svolgono come previsto." Potete acquistarlo QUI in inglese.



Slewfoot: A Tale of Bewitchery

di Brom 


"Connecticut, 1666. Un antico spirito si risveglia in un bosco oscuro. La gente dei boschi lo chiama Padre, Cacciatore, Protettore. I coloni lo chiamano Slewfoot, demone, diavolo. Per Abitha, un’emarginata recentemente rimasta vedova, sola e vulnerabile all’interno di un villaggio pio e bigotto, lui rappresenta semplicemente l’unica speranza di salvezza. Insieme, innescheranno una battaglia fra pagani e puritani – una che minaccerà di distruggerà ogni cosa, e di lasciarsi alle spalle nient’altro che ceneri e rovina." Potete acquistarlo QUI in inglese.

 


The Last House on Needless Street

di Catriona Ward

Potete leggere QUI la mia recensione. "In una casa alla fine di una strada senza via d’uscite, al margine dei selvaggi boschi di Washington, vive una famiglia di tre persone. Una ragazza a cui non è concesso uscire... non dopo quello che è successo l’ultima volta. Un uomo che beve da solo di fronte alla sua tv, cercando di ignorare i buchi nella sua memoria. E un gatto che ama sonnecchiare e leggiucchiare la Bibbia. Un segreto innominabile li lega insieme, ma, non appena una nuova vicina si trasferisce nella casa accanto, ciò che giace nascosto fra gli alberi si prepara a tormentarli di nuovo...” Potete acquistarlo QUI in inglese.

 


Nothing But Blackened Teeth

Cassandra Khaw

"Una magione dell’era Heian giace abbandonata. Le fondamenta dimorano sulle ossa di una sposa e le sue mura sono costellate dei resti delle ragazze sacrificate per tenerle compagnia. È la meta perfetta per un gruppo di amici a caccia di brividi, riuniti insieme per celebrare un matrimonio. Una notte di cibo, bevute e giochi precipita rapidamente in una spirale di incubi, mentre antichi segreti vengono esposti alla luce e relazioni messe seriamente alla prova. Ma anche la casa ha dei segreti. E, dall’ombra, la sposa fantasma osserva ogni cosa con il suo sorriso nero e il suo cuore affamato... Magari sta cominciando a sentirsi sola, lì nella terra.” Potete acquistarlo QUI in inglese.


 

giovedì 5 agosto 2021

"In Every Generation": Kendare Blake annuncia il suo primo romanzo ambientato nel "Buffyverse"!

La serie televisiva “Buffy: The Vampire Slayer” ha chiuso i battenti quasi vent’anni fa, ma, ragazzi… Pare proprio che il Buffyverse sia più vivo che mai!

Soltanto qualche mese fa, ho iniziato a parlarvi del divertentissimo reboot a fumetti delle avventure della Cacciatrice più famosa di Sunnydale (una serie edita in Italia dalla Saldapress). È notizia ancora più fresca la pubblicazione (per il momento, prevista esclusivamente in lingua inglese) di “In Every Generation”, primo libro di una nuova trilogia di romanzi ambientati nel mondo di Buffy e compagni!

A firmare il progetto provvederà Kendare Blake, già autrice di popolari successi YA quali “Anna vestita di sangue”, “Antigoddess” e “La battaglia delle tre corone”.

Non ci resta che dare un'occhiata insieme alla trama di “In every generation”! ;D  

 

Data di uscita prevista: gennaio 2022

“Frankie Rosenberg, studentessa del secondo anno al New Sunnydale High, è la figlia della strega più potente della storia della città. Sua madre, Willow, le sta insegnando la magia lentamente, con cautela, a condizione che Frankie prometta di usarla nell’interesse del mondo. Ma la vita tranquilla e felice di Frankie viene messa a repentaglio dall’arrivo di Hailey, la nuova ragazza in città, che giunge insieme a un annuncio allarmante: l’annuale convention di Cacciatrici è diventata il bersaglio di un attacco, e adesso tutte le Cacciatrici  ̶  incluse Buffy, Faith e Vi, la sorella maggiore di Hailey – potrebbero essere morte. Questo significa che, per la nuova Cacciatrice di questa generazione, è venuto il momento di impugnare il paletto e imparare a controllare i suoi poteri in procinto di sbocciare. Con l’aiuto di Hailey, di un lupo mannaro di nome Jake, e di un demone nerd ma molto hot, Frankie dovrà dunque prepararsi a diventare la Cacciatrice, per impedire alla Bocca dell’Inferno di spalancarsi… di nuovo! E, già che è lì, Frankie potrebbe anche approfittare dell’occasione per scoprire cosa diamine potrebbe essere capitato a sua Zia Buffy… prima che lo stesso succeda anche a lei!”

 

Sarò onesta al 100% con voi: per il momento, questa sinossi ha suscitato su di me un effetto piuttosto oscillante, diciamo a metà strada fra la moderata curiosità e lo scandalizzato “Eeeeeh? Cosa diamine sarebbe, questa roba?! Chi ha battuto la testa e si è fatto molto male?” XD

Leggere le parole “la figlia liceale di Willow”, in modo particolare, ha ottenuto il duplice effetto di farmi sentire vecchia come una carampana e farmi salire una piccola punta d’ansia. Dico “piccola”, perché, in realtà, nessuno ha ancora la minima idea di come Blake intenda gestire questa cosa… Pertanto concederò il beneficio del dubbio, dando per scontato il fatto che l’autrice si renda conto dell’importanza e dell’impatto che il personaggio di Willow ha esercitato su tutti noi piccoli millenials appartenenti alla comunità LGBT! XD

Del resto, in passato ho letto altri libri di Kendare Blake, e so per certo che “Buffy” ha influenzato tantissimo il suo modo di scrivere i dialoghi, strutturare le trame e caratterizzare i personaggi. Se c’è qualcuno che ha dimostrato di amare profondamente la serie cult creata da Joss Whedon… Bè, la prima della lista sarebbe senz'altro Seanan McGuire, ma Kendare Blake si aggiudica un solido secondo posto!

Per ora, quindi, mi limiterò a dire che la premessa di “In every generation” sembra genericamente simpatica (anche se pare strillare “Love Triangle Allert” da duecento chilometri di distanza...), moderna e scoppiettante. E poi, sono davvero curiosa di conoscere questa nuova banda di personaggi… chissà se saranno all'altezza di quelli originali? 

Voi, invece, che cosa ne pensate?

Siete già pronti per un altro giretto a Sunnydale?

Oppure (per citare il vecchio Danny Glover), ormai pensate di sentirvi troppo vecchi, per certe, ehm… ragazzate? :P

martedì 9 febbraio 2021

Recensione: "Le Diecimila Porte di January", di Alix E. Harrow

 Avete già letto “Le Diecimila Porte di January”?

Io sono finalmente riuscita a colmare questa lacuna, peraltro con ottimi risultati! 

Il libro di Alix E. Harrow è uno dei migliori portal fantasy che mi siano capitati per le mani nel corso degli ultimi cinque anni.

Attraverso la mia recensione, cercherò di spiegarvi il perché! ;D

 

le diecimila porte di january - recensione - alix e harrow - oscar fantastica

Potete acquistarlo QUI in italiano


Le Diecimila Porte di January: la trama

January Scaller è una ragazzina introversa e curiosa. Vive in una magione infarcita di anticaglie insieme al datore di lavoro di suo padre, un eccentrico miliardario di nome Locke. Una specie di "accumulatore seriale" di meraviglie a metà strada fra Tony Stark e Mr Magorum, per intenderci.

Il padre di January, Julian, ormai, torna a casa soltanto di rado, e l'educazione impartita dal signor Locke si dimostra sempre molto severa. Come se non bastasse, ci troviamo agli inizi del Novecento, in Vermont, e January è una giovane donna dalla pelle scura. Sullo sfondo di un continente che, ancora oggi, non è riuscito a redimersi completamente dagli orrori della schiavitù e della segregazione razziale, la protagonista non può fare a meno di sentirsi persa, sola e confusa.

La povera January vorrebbe credere con tutte se stessa nel potere della speranza, della gioia e della magia, ma il materialismo e il pregiudizio delle persone che le stanno intorno mettono a dura prova la resilienza del suo spirito. Almeno fino a quando la nostra eroina non si imbatte in un diario che sembra testimoniare l'esistenza di una Porta misteriosa, un varco che consente al vento del cambiamento di spirare indisturbato da una parte all’altra della nostra realtà.

E così, January comincia a chiedersi…

… e se da qualche parte esistesse un posto in cui perfino una ragazzina “diversa”, ribelle e silenziosa come lei potrebbe finalmente arrivare a sentirsi a casa?

Eppure, perfino questa meravigliosa promessa giunge accompagnata da una minaccia: perché, nella nostra società, si annidano mostri disposti a compire qualsiasi sacrificio – perfino quello supremo – pur di assicurarsi che il mondo continui a restare esattamente com’è.

Per difendere il suo diritto a esistere, January sarà quindi costretta a ingaggiare una battaglia efferata contro queste forze malefiche e soffocanti.


Agenti del Cambiamento

"Le Diecimila Porte di January" ha fatto innamorare migliaia di lettori ai quattro angoli del globo. Sono fermamente convinta che la causa di questo entusiasmo smodato vada ricercata soprattutto nella sconfinata bellezza della sua storia e nella profonda vitalità del suo messaggio.

In ogni caso, credo che valga la pena soffermarsi a ricordare che "Le Diecimila Porte di January" è un libro d'esordio. Il che si traduce in un paio di vistosi difetti strutturali e in un profluvio torrenziale di aggettivi che, a tratti, infestano la sintassi della Harrow come un branco di scrocconi ubriachi alla festa del secolo. Tutta questa ampollosità, probabilmente, poteva essere evitata; dilatare il tempo dell’azione e rallentare la lettura, in una storia di questo tipo, non è quasi mai una buona idea.

Tuttavia, ritengo anche che – improbabili pretese letterarie a parte - l'autrice sia riuscita a creare un intreccio straordinario. La matrice da cui parte non è tutta farina del sacco della Harrow, intendiamoci; se vi piace il genere, sapete già che diversi scrittori di fantasy hanno avuto modo di confrontarsi con una premessa narrativa affine o addirittura identica alla sua. Fra gli esempi di successo che mi balzano in mente, così su due piedi, la pluripremiata saga "The Wayward Children" di Seanan McGuire (una serie che vi consiglio caldamente di recuperare, nel caso in cui non l'aveste già fatto).

Eppure, la Harrow è riuscita a infondere un tocco decisamente caratteristico e personale all'interno del suo romanzo, combinando l’elemento fantastico con una magistrale impalcatura da romanzo storico; un’intuizione che le ha permesso di stimolare la nostra fantasia, nonché di giocare con il nostro sense of wonder, in maniera assolutamente strepitosa!


Il romance

"Le Diecimila Porte di January" è un libro dalla forte componente sentimentale. Checché se ne dica in giro, si rivolge prevalentemente a un pubblico di lettrici… e, se mi conoscete, sapete che non lo intendo come un difetto! ;D

Tolta qualche frase qua e là, ho apprezzato lo spirito romantico del romanzo, che ben si abbina alle atmosfere e alle descrizioni dei pittoreschi scenari che si avvicendano nel corso dei capitoli. Se, ad esempio, in passato avete amato film come "La forma dell'acqua", o libri come "Stardust", credo che lo stile appassionato e nostalgico della Harrow riuscirà a conquistarvi.

Attribuisco un'accezione molto meno positiva alle due storie d’amore prese di per sé, purtroppo; nel senso che approvo le intenzioni dell’autrice, ma ne apprezzo molto meno l’esecuzione. Dopotutto, posso accettare un solo insta-love alla volta... e farei volentieri a meno anche di quello, se potessi evitarlo!


Una ragazza e il suo cane

Ho visto che in rete è stata mossa qualche critica ai personaggi de "Le Diecimila Porte di January".

Non sono d'accordo. Gli slittamenti di focalizzazione e la narrazione pseudo-onnisciente contribuiscono a creare un certo senso di distacco fra chi legge e il flusso degli eventi, e questo è un fatto…Ma tenete presente anche questo: per sua stessa natura, un portal fantasy raramente prediligerà una narrazione di tipo immersivo. Probabilmente perché, dei quattro "tipi" di fantasy individuati dall’accademica Farah Mendlesohn,  il “portal” è quello che più si avvicina dell'archetipo della fiaba, dell'avventura, della leggenda.

Nonostante questo, la voce di January emerge dalle pagine con energia, forza e convinzione. Non a caso, la sua catartica presa di coscienza e la sua combattiva dichiarazione di guerra al patriarcato arrivano presto a echeggiare quelle rivendicate da qualsiasi donna del ventunesimo secolo.

Basta pensare alla trama de “Le Diecimila Porte di January” per intuire il messaggio che la Harrow sta cercando di comunicarci: i riferimenti all’attualità si sprecano, dall' #MeToo al movimento del Black Lives Matter.

Peraltro, da introversa quale sono, non ho neanche potuto fare a meno di innamorarmi dello splendido rapporto di amicizia fra January e il suo cane Bud; un legame che forse soltanto i solitari e gli amanti degli animali potranno capire fino in fondo, e che pure riesce a rievocare le gioie e i dolori dell'infanzia con un'intensità straordinaria.


I comprimari

Tagliando la testa al toro, ammetterò che i capitoli dedicati alle gesta di Addie si sono rivelati immensamente meno esaltanti e coinvolgenti. Anzi, sotto aspetti, i brani dedicati al suo personaggio hanno rischiato di proiettarmi di nuovo all’interno di un certo polpettone intitolato “La Vita Invisibiledi Addie LaRue."... un'esperienza che, detto fra voi e me, sarei più che lieta di risparmiarmi!

Anche Julian risulta una presenza abbastanza melensa e stereotipata, secondo me. Lo stesso vale per Sam, un improbabile connubio fra il Peeta Mellark di “Hunger Games” e il Lazlo Strange de “Il Sognatore”.

Una menzione d’onore, invece, la dedicherei all’ambiguo signor Locke e all’intrepida governante Jane, due comprimari che sono riusciti a colpirmi moltissimo! Sono le sfumature a rendere interessanti un personaggio, dopotutto. Ed ecco perché, semmai la Harrow dovesse decidere scrivere un sequel, o addirittura un prequel del suo libro d’esordio, sono proprio questi i travagliati (anti-)eroi di cui mi piacerebbe leggere!

Il che, chiaramente, ci porta alla domanda fondamentale…


"Le Diecimila Porte di January" diventerà una saga?

In realtà, Alix E. Harrow ha fornito una risposta abbastanza sibillina a questa domanda. Sebbene abbia sempre concepito “Le Diecimila Porte di January” come un romanzo autoconclusivo, l'esclude non esclude del tutto la possibilità di cambiare idea in futuro.

Dal canto suo, il finale lascia spazio a un ampio potenziale di serializzazione.

Per il momento, la Harrow, l’autrice si sta dedicando ad altri progetti. Nel 2020, ha fatto il suo esordio nelle librerie americane “The Once and Future Witches”, un secondo romanzo fantasy ad ambientazione storica. La trama cita il movimento delle suffragette, una spericolata quest per ripristinare la stregoneria in un mondo in cui molti, forse, preferirebbero voltare le spalle ai cambiamenti e ai miracoli, e tante, tante avventure. Ho già acquistato la mia copia cartacea del libro, quindi tenetevi pronti per la mia recensione!

Il prossimo ottobre, invece, dovrebbe uscire (sempre negli USA), “A Splindle Splintered”, retelling in salsa queer della favola de “La Bella Addormentata nel Bosco”. Una nuova missione a spasso fra i mondi, già definita da Katherine Arden come “una versione vivida, femminista e sovversiva di un classico senza tempo”.


Cosa dovreste leggere, se avete amato “Le Diecimila Porte di January”?

Oltre alla già menzionata serie “Wayward Children”, vi consiglierei senz’altro di tenere in considerazione le opere di Silvia Moreno-Garcia. Nei suoi “Mexican Gothic” e “Gods of Jade and Shadows”, la Moreno-Garcia riesce a mescolare storia, sensualità ed elemento fantastico con una grazia e una passionalità straordinari.

Già che ci siete, provate a dare un’occhiata anche a “Così si perde la guerra del tempo” di Max Gladstone e  Amal El-Mohtar: l’ambientazione, fantascientifica, è completamente diversa da quella de “Le Diecimila Porte di January”...  ma un sesto senso speciale mi suggerisce che potrebbe piacervi! ;D


Giudizio personale:

8.3/10





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