Visualizzazione post con etichetta Supereroi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Supereroi. Mostra tutti i post

martedì 23 novembre 2021

Aspettando "Hawkeye": 4 serie a fumetti Marvel per imparare a conoscere Kate Bishop, l'altra "Occhio di Falco"



Perciò... domani è il grande giorno: i primi due episodi dell’attesissima serie tv Marvel “Hawkeye” arriveranno su Disney+! *____*

Qual è la novità che attendo di più? Ovviamente l’entrata in scena di Kate Bishop, alias l’altra Occhio di Falco, già protagonista di innumerevoli avventure a fumetti. A interpretarla provvederà la bravissima Hailee Steinfeld, che io personalmente ho “conosciuto” attraverso l’iconica comedy targata Apple “Dickinson”.

Ad ogni modo, per celebrare l’occasione, ho pensato di sfruttare il post di oggi per consigliarvi alcune serie a fumetti Marvel che potreste leggere per cominciare a farvi un’idea del personaggio: figlia ribelle di un magnate, tiratrice d’eccezione, membro fondamentale della squadra degli Young Avengers... chi è Kate Bishop nel mondo dei comics, e qual è il suo rapporto con Clint Barton, l’Hawkeye “originale”?

 

Young Avengers



Potete acquistarlo QUI

Kate Bishop, ancora ragazzina, debutta ufficialmente sul primo numero della serie “Young Avengers”, nell'ormai storica run firmata da Jim Cheung, Allen Heinberg e Andrea Di Vito.

Quattro supereroi adolescenti (e un po’ sfigatelli) si aggirano per New York imitando gli Avengers e facendosi chiamare Patriot, Iron Lad, Wiccan e Hulkling. Il loro obiettivo è quello di combattere il crimine, sfruttando i superpoteri che hanno in qualche modo ereditato da vari supereroi adulti.

Ma, a lungo andare, perfino il loro grande entusiasmo non si rivela sufficiente a compensare la loro sconfinata inesperienza...

E così, quando i ragazzi cercano di sventare una rapina, nel corso di uno sfarzoso matrimonio, è proprio Kate ad accorrere in loro soccorso!

Intrigata dalla loro missione, Kate decide di armarsi di arco e frecce e unirsi alla grande causa. Sarà l’inizio di una lunga serie di avventure in salsa giovanilistica, una saga ironica e frizzante che, credo, potrebbe piacere soprattutto agli estimatori di grandi successi per ragazzi quali “The Runaways” o “Ms Marvel”.

Ma sospetto che anche i fan delle recenti “WandaVision”, “Loki” e “Falcon and the Winter Soldier” potrebbero trovare più di un motivo per apprezzarla; tanto più che “Young Avengers” contiene moltissimi elementi e personaggi familiari ai fedelissimi del MCU... non dico altro per evitare spoiler! XD

Peraltro, lungo il cammino, Kate avrà modo di trascorrere parecchio tempo con la sua prima mentore (la detective Jessica Jones), nonché incontrare il suo idolo Burton e la sua futura “migliore amica del cuore”, la superoina America Chavez (che, se i rumors si riveleranno accurati come al solito, farà la sua comparsa al cinema fra qualche mese, nel nuovo film dedicato al Doctor Strange).

 

Occhio di Falco: Vita Normale



Potete acquistarlo QUI

Una serie di Matt Fraction David Aja, dai toni infinitamente più cupi e maturi. La star assoluta è Clint Burton, in una curiosa versione “dark and gritty” alla Daniel Craig/007.

Un uomo d’azione, insomma, pronto a sgominare intere gang di teppisti e avidi speculatori nel suo tempo libero... nonché a sedurre qualsiasi femme fatale su cui gli capiti di posare lo sguardo!

In questa serie, Kate Bishop è l’irrinunciabile partner-in-crime di Burton. Definirla una sidekick sarebbe riduttivo... anche perché, ammettiamolo: senza “Katie” e il suo “domiziano”, Burton farebbe una brutta fine in almeno una dozzina di occasioni diverse!

La definirei piuttosto la sua “protetta”, l’erede a cui Burton si prepara a trasmettere tutta la propria conoscenza. La giovane donna che condivide il suo nome di battaglia, la sua abilità da tiratrice, e... un singolarissimo, inconfondibile senso dell’umorismo! XD

Se volete scoprire in che modo i due Occhio di Falco hanno incontrato il delizioso cane Lucky nei fumetti, o che tipo di reazione ha avuto esattamente Kate, quando ha sentito parlare per la prima volta di una cosetta chiamata “freccia esplosiva”... non lasciatevi scappare “Occhio di Falco: Vita Normale”!

 

Hawkeye: Kate Bishop



Potete acquistarlo QUI

Prima avventura da solista per Kate, firmata nientemeno che da una delle mie autrici Marvel preferite, l’inimitabile Kelly Thompson!

Bishop si trasferisce a Los Angeles per iniziare la sua attività di detective privata, sulla scia della sua vecchia amica Jessica Jones. In breve, raduna attorno a sé una banda di disadattati e comincia a impegnarsi attivamente per la difesa degli innocenti.

Che si tratti di stalker, culti esagitati o supervillain, per Kate fa poca differenza: l’importante è proteggere gli indifesi... e magari anche riuscire a sbarcare il lunario nel frattempo. Anche se non si è ancora procurata una licenza. Né una targa degna di questo nome. E anche se la polizia le sta con il fiato sul collo praticamente da pagina 1...

Insomma, un gradito ritorno alla leggerezza e alle simpatiche tonalità pop delle prime scorribande; fra problemi di cuore, battute sarcastiche, citazioni e azione, un concentrato di energia che forse è anche – e soprattutto -  un sentito omaggio alla serie tv “Buffy: The Vampire Slayer”.

 

West Coast Avengers: La Costa Più Tosta



Potete acquistarlo QUI

La mia preferita fra tutte le serie consigliate finora! Divertente, scanzonata e surreale, mi ha fatto sbellicare dalle risate e mi ha fatto salire una voglia matta di leggerne ancora!

Kelly Thompson riprende il personaggio di Bishop, e stavolta le attribuisce addirittura una squadra “tutta sua”: gli scombinatissimi Avengers della Costa Occidentale, formati da un manipolo di supereroi abbastanza... ehm, diciamo sui generis! XD

Kate, Clint Burton, Gwenpool, il mutante Quentin Quire e America Chavez sono al verde. Per risolvere il problema, decidono di partecipare a un reality show in stile “Grande Fratello” e aprirsi completamente agli occhi del pubblico: segreti lavorativi, scheletri nell’armadio, vita privata... Stavolta non si salverà nessuno!

Ma fra le follie di Gwen, la crisi esistenziale di Clint e la cinica impazienza di Quentin, riuscirà Kate a tenere insieme il suo team... o, stavolta, saranno i supercattivi ad avere vita facile?


 E voi, amici?

Seguirete "Hawkeye"? 

Conoscevate questi (o altri) fumetti dedicati ai due mitici Occhio di Falco? ^^



sabato 21 agosto 2021

“Harley Quinn - Reckoning”: Racheal Allen annuncia un nuovo volume della serie “DC Icons”

La serie di romanzi YA ambientati nell’universo delle “DC Icons” si arricchirà presto di una nuova trilogia: pochi giorni fa, infatti, l’autrice americana Rachael Allen ha annunciato l'uscita del suo “Harley Quinn: Reckoning”, primo di tre titoli dedicati alla più famosa (anti-)eroina di casa DC!

Il libro sarà disponibile in lingua inglese a partire da aprile 2022! ^^

 

Potete acquistarlo QUI in inglese


La trama

“Quando Harleen Quinzel si aggiudica un tirocinio presso un rinomato laboratorio della Gotham University, la ragazza è al settimo cielo! Non vede l’ora di fare la prossima Grande Ricerca Scientifica e aggiudicarsi una borsa di studio completa, l’unica possibilità di lasciarsi alle spalle per sempre un padre abusivo.

Ma quando Harleen scopre in che modo vengono trattate le donne al dipartimento – e sperimenta le molestie in prima persona – decide che giustizia e vendetta sono più importanti dei suoi sogni.

Harleen si unisce quindi a una banda di vigilantes al femminile, un gruppo che cerca di creare il caos per ispirare il cambiamento. E quando finisce per innamorarsi di una delle ragazze della banda, Harleen comincia finalmente a sentire di aver trovato il proprio posto.

Ma quella che era cominciata come una serie di innocui scherzi e provocazioni finisce presto per trasformarsi in una minaccia mortale: un membro della gang finisce assassinato e una terrificante cospirazione comincia a delinearsi all’orizzonte.

Quando verrà il momento di scegliere, cosa farà Harleen?

Abbraccerà il proprio futuro… O sacrificherà ogni cosa sull’altare della vendetta?”

 

La serie “DC Icons”

Per il momento, la serie delle “DC Icons” si compone di cinque volumi:

1. “Wonder Woman: Warbringer” di Leigh Bardugo (edito in Italia dalla Fabbri)

2. “Batman: Nightwalker” di Marie Lu

3. “Catwoman: Soulstealer” di Sarah J. Maas

4.  Superman: Dawnbreaker” di Matt De la Pena

5. “Black Canary: Breaking Silence” di Alexandra Monir

La cosa curiosa di questa serie è che, in effetti, nessuno dei romanzi in questione sembra contenere un singolo elemento in comune con gli altri! XD

Esattamente come accade nel contesto del “DC Extended Universe” (televisivo e cinematografico), infatti, la serie delle “DC Icons” non tiene conto di alcun tipo di continuity; ad ogni autore coinvolto nel progetto viene semplicemente lasciata carta bianca, e la possibilità di scrivere dei rispettivi personaggi nei termini che preferisce.

La protagonista di “Harley Quinn: Reckoning”, ad esempio, non avrà nulla a che spartire con l’omonimo personaggio introdotto nel precedente romanzo di Sarah J. Maas.

Quella creata da Rachel Allen sarà semplicemente un’altra versione della Harley che conosciamo; il suo libro ci offrirà infatti una “villain origin storyalternativa, un'epopea che andrà a culminare nel corso del secondo e terzo libro della trilogia…

 

L’autrice

Rachel Allen è un’autrice di YA/neuroscienziata impegnata nel settore della ricerca che vive ad Atlanta, Georgia.

Ha pubblicato quattro romanzi, tutti rivolti al pubblico dei lettori più giovani: “17 First Kisses”, “The Revenge Playbook”, “A Taxonomy of Love” e “ The Summer of Impossibilities”.

Finora nessuno di questi titoli è stato tradotto in italiano; ma chi può prevedere se qualcuno dei nostri editori finirà per interessarsi al suo “Harley Quinn: Reckoning”?


 

giovedì 15 luglio 2021

Recensione: "Domino - Strays", di Tristan Palmgren

Marvel Heroines, Vol. 1

Potete acquistarlo QUI in italiano

"Nel primo di un’esplosiva serie di romanzi Marvel, Domino, sagace mercenaria e creatrice di fortuna, affronta una pericolosa setta e il proprio oscuro passato. Missione: infiltrarsi nella setta di un ciarlatano di Chicago per liberare due gemelli completamente plagiati.

Domino, ex agente della X-Force, non ci sta: i fanatici portano solo guai. Le sue notti sono ancora popolate da incubi sul Progetto Armageddon, il programma del supersoldato che le ha rovinato la vita e distrutto la famiglia. Se solo ci fosse stato qualcuno ad aiutarla, allora, qualcuno… come lei. Una bella rottura, ma forse è giunto il momento di affrontare quei demoni. Con i suoi superpoteri di manipolazione delle probabilità, Domino riesce a volgere anche la peggiore delle situazioni a proprio vantaggio."



Domino: Strays" è il primo libro nato dall'accordo fra la Marvel e la casa editrice americana Aconyte. L'obiettivo è quello di proporre al pubblico una serie di romanzi incentrati su una vagonata di supereroi, dai più celebri ai quasi-misconosciuti del vasto pantheon Marvel.

Questa avventura di Domino, in particolare, è stata firmata da Tristan Palmgren, autore noto per i suoi romanzi d'azione in salsa trash (“Quietus”). 

Il suo "Domino: Strays" debutterà in lingua italiana il 15 agosto, edito dalla Asmodee; il titolo del romanzo dovrebbe restare invariato.

Ma chi è Domino, esattamente, e qual è la natura dei suoi poteri?

Bè, la verità è che forse non mi conviene spoilerarvi troppi dettagli, dal momento che Palmgren dedica alla riscoperta delle origini della protagonista una porzione abbastanza abnorme del suo romanzo. No, dico sul serio: capisco la necessità di spiegare un paio di cosette ai neofiti, ma l'escamotage di riassumere due intere “run” di fumetti nell'arco di quella che avrebbe dovuto essere una storia completamente originale, in realtà mi è sembrato un po' una presa in giro nei confronti di noi fan dei comics.

Ad ogni modo...

Domino, dicevamo, è una mutante; una spia e una mercenaria abilissima nel combattimento corpo a corpo. L' (anti-)eroina è inoltre capace di alterare il campo delle probabilità statistiche e di influenzare la fortuna a proprio vantaggio (provate a pensare al potere di Arlo in "A dark and hollowstar", ma potenziato...); una risorsa di grandissimo impatto, che ovviamente si accompagna alle sue belle limitazioni.

Il vero nome di Domino è Neena Thurman, e il suo personaggio è stato creata da Fabian Nicieza e Rob Liefeld nel 1992. Fra l'altro, alcuni di voi ricorderanno forse di aver intravisto una sua versione nel film "Deadpool 2".

Nel suo romanzo, Palmgren fa riferimento soprattutto alla serie di fumetti scritta da Gail Simone; il che vuol dire che "Domino: Strays" va a collocarsi, cronologicamente parlando, qualche tempo dopo la fondazione del gruppo delle "Hothots", vivace banda di mercenarie capitanata dalla stessa Domino.

Tutte le ragazze della squadra fanno una comparsata all'interno di queste pagine, comprese Black Widow (siete già andati a vedere il suo film, vero?), Outlaw e Diamondback.

Esaurite le presentazioni di rito, veniamo subito al succo della recensione: vale davvero la pena leggere "Domino: Strays"?

La risposta è semplicissima, anche se leggermente ambigua: dipende! XD

Voi quanto amate il genere pulp?

Se la risposta è "un sacco, ne leggerei a tonnellate", credo che potreste trovare piacevolissimo il libro di Palmgren, un lunghissimo monologo interiore infarcito di esplosioni, sparatorie e botte da orbi.

Lo stile di Palmgren è molto "basico", diretto e privo di fronzoli; per quanto riguarda l'aspetto tecnico, diciamo solo che l'autore fa dell'esposizione il proprio cavallo di battaglia.

Il testo descrive le scene d'azione, le armi e le missioni di ricognizione in maniera molto minuziosa e accurata; i personaggi, d'altro canto, sono interessanti come i sassolini che cospargono il fondo di un acquario, e non si inseriscono particolarmente bene all'interno di nessuna continuity.

Per quanto mi riguarda, ammetto di aver trovato particolarmente frustrante la granitica seriosità del tono narrativo impostato da Palmgren, e di aver rimpianto in più di un’occasione l'ironica complicità dei dialoghi di Simone.

Ma sospetto che, per una ristretta nicchia di lettori, "Domino: Strays" potrebbe rappresentare un discreto thriller d'intrattenimento. Dopotutto, può vantare una sana vena dark, delle tematiche (relazioni abusive, fanatismo, squilibri mentali…) decisamente adatte a un pubblico maturo e una convincente atmosfera “da zona grigia”, che ricorda un po' quella delle serie Netflix, tipo "Daredevil" o "Jessica Jones".

Prossimamente, uscirà anche il romanzo dedicato a Inez Temple/Outlaw, sempre di Palmgren, e ho intenzione di leggere pure quello. Ma, sotto sotto, non posso fare a meno di sperare che le prossime uscite della collana “Marvel Heroines” ci riservino qualche sorpresa, e soprattutto un bel cambio di direzione…




lunedì 12 luglio 2021

Recensione: "Black Widow" (film, 2021)

 


Perciò, dopo il trattamento indegno ricevuto nel finale di “Avengers: Endgame”, Natasha Romanoff ha finalmente ottenuto il film che meritava!

Un’adrenalinica e divertentissima pellicola d’azione, che per la prima volta è riuscita a mostrarci il lato umano (e sorprendente tenero) di un personaggio che molti registi avevano cercato di relegare al rango di oggetto sessuale. Emblematica la controversa battuta di Tony Stark, che in “Iron Man 2”, alla vista di Natasha, esclamò semplicemente: «Ne voglio una!».

Ad ogni modo…

Black Widow” è diventato ufficialmente uno dei miei film preferiti di casa Marvel; forse il preferito in assoluto, e lo dico con un groppone in gola abbastanza difficile da deglutire: soprattutto perché il blockbuster diretto da Cate Shortland è un prequel, e perché sappiamo già che non potrà mai esserci un sequel (o, almeno, non uno con Scarlett Johansson ancora nel cast).

La verità è sempre stata sotto gli occhi di tutti e, in realtà, credo che qualsiasi lettore di fumetti Marvel avrebbe potuto confermarvelo: Black Widow ha sempre avuto tanto da dire, e la sua caratterizzazione è sempre stata una delle più complesse, mature e potenzialmente interessanti.

In questo film, finalmente apprendiamo parte della sua storia, delle persone con cui è cresciuta, degli eventi che l’hanno trasformata in una potentissima superoina. Il confronto con la sua parte oscura, una zona d’ombra generata dal suo soggiorno forzato nella fantomatica Stanza Rossa, di cui noi fan del MCU avevamo già sentito parlare in altre occasioni.

È bastato il prologo a farmi capire che avrei assistito a un film completamente diverso da “Endgame”, quell’irritante e interminabile spettacolino a base di fanservice. “Black Widow”, sotto molti aspetti, è una pellicola che riuscirebbe a camminare sulle sue gambe perfino se non andasse a inserirsi in una decennale tradizione cinematografica sui supereroi.

Le prima scene catturano velocemente l’attenzione dello spettatore: un sorprendente e inquietante spaccato sull’infanzia di Natasha, che serve a stabilire l’atmosfera e a darci un’idea piuttosto precisa a proposito della quantità di rivelazioni e colpi di scena ancora in attesa.

Chiaramente, “Black Widow” è un film d’azione: il che vuol dire che i personaggi si prendono a botte ogni quattro minuti (a volte solo per dirsi ciao), le automobili esplodono a più non posso, e sinistri sgherri dall’accento straniero continuano a puntare pistole a destra e a manca come se non ci fosse un domani. Ciascuna di queste scene risulta, a suo modo, altamente spettacolare, e francamente esilarante da vedere, soprattutto sul grande schermo.

Suppongo che Shortland avrebbe potuto giocarsi la carta facile; firmare una spy-story come tante altre, sfruttare al massimo le considerevoli doti di Johansson (fisiche e recitative), e lasciare che la popolarità del franchise Marvel facesse il resto.

Invece, la regista ha deciso di regalarci un film originale e dinamico sulla famiglia, sul perdono e sul coraggio di cambiare; la storia di una donna che, nata dal niente, sfruttata dalla stessa gente che avrebbe dovuto proteggerla, decide di ritagliarsi con le sue forze un posto “in mezzo ai grandi”: gli eroi dotati di mirabolanti poteri cosmici, quelli che non hanno bisogno di mandare giù cinque compresse di ibuprofene dopo ogni combattimento, perché la loro resistenza speciale li rende immune a qualsiasi tipo di danno.

Guardando “Black Widow”, appare abbastanza evidente che Natasha non è immune a un accidenti di niente: né al dolore di una costola rotta, né al bruciore di uno squarcio lungo il braccio… né al senso di tristezza e solitudine scatenato dal cosiddetto “divorzio degli Avengers”, un evento che ha riaperto una ferita dolorosa del suo passato.

Non che sentirete mai volare una lamentela o una protesta, da parte sua.

Per me, questa è praticamente l’unica sfumatura che perfino quel disastro di “Endgame” era riuscito a imbroccare (anche se probabilmente non di proposito): nel MCU, come nel mondo reale, a personaggi come Stark, Thor o Rogers vanno i patemi, la gloria, le battute strappalacrime, i discorsi sul podio e i memoriali in pompa magna… A Natasha, i cocci da sistemare, i conflitti da risolvere, i sacrifici da compiere nell’anonimato.

E, adesso, una favolosa scena post-credits, che mi ha praticamente spezzato il cuore.

Fra i nuovi personaggi, ho amato immensamente… tutti! Senza scherzi: dal Red Patriot di David Harbour alla Melina Vostokoff di Rachel Weisz, passando ovviamente per la strepitosa Yelena di Florence Pugh, una co-protagonista più che all’altezza della situazione! La sorellina perfetta per la nostra Black Widow (voglio dire, la storia di Natasha che fa le pose? Ho riso per un quarto d’ora! XD); un personaggio di cui il MCU avrà dannatamente bisogno, nel corso delle Fasi a venire!

Come bonus aggiuntivo, una tonnellata di riferimenti ai fumetti e un inserimento nella continuity a dir poco esemplare.

Insomma, non so bene cosa mi aspettassi, da questo “Black Widow”. Ma mi ha sicuramente trasmesso molto più di quanto sperassi: una vera e propria valanga di emozioni.

Se non l’avete ancora visto, correte a rimediare… Probabilmente non avrete bisogno di essere fangirl esagitate del mio stesso livello per adorarlo: per una volta, sospetto che vi basterà apprezzare il buon cinema d’azione! :D

 


lunedì 26 aprile 2021

Recensione: "Thunder Force" (film Netflix)

 


Qual è il vostro film preferito con Melissa McCarthy?

Personalmente, stravedo per “Spy” di Paul Feig; una commedia esilarante e spassosissima che, guarda caso, riesce anche a essere un godibilissimo film d’azione!

Thunder Force”, purtroppo, non si rivela all’altezza di quegli standard; ma devo ammettere che il film è riuscito comunque a strapparmi parecchie risate. Dopotutto, la McCarthy è un vulcano di energia e il suo assurdo istrionismo è un qualcosa di molto bel collaudato – anche se ho notato che Ben Falcone, regista del film e marito dell’attrice, non riesce quasi mai a contenere i suoi eccessi e a indirizzare verso i canali giusti le sue incontestabili abilità recitative.

In “Thunder Force”, due supereroine sui generis (interpretate dalla stessa McCarthy e dall’immensa Octavia Spencer) uniscono le forze per sconfiggere una banda di sociopatici dotati di superpoteri, i temibili Miscredenti.

Le due donne, goffe e imbranate, ma comunque dotate di un coraggio e un’umanità straordinari, si batteranno per la loro città e per riuscire finalmente a rispristinare la loro amicizia di vecchia data.

Una premessa irresistibile, per gli amanti della commedia e del genere supereroistico, insomma. Peccato che “Thunder Force” rinunci quasi immediatamente ad ogni tipo ambizione cinematografica!

L’obiettivo di Falcone, infatti, non sembra essere quello di confezionare una parodia ad hoc, un divertente film d’azione dedicato agli appassionati Marvel e DC; anzi, la sua pellicola non dimostra alcuna particolare comprensione (né interesse) nei riguardi delle tematiche e delle convenzioni inerenti al genere.

La stessa trama di “Thunder Force” è più che altro un pretesto, un’occasione come un’altra per permettere alla McCarthy di impersonare il suo solito personaggio fracassone, linguacciuto e irriverente, e dare il là a uno dei suoi esuberanti “one-woman-show”.

Se vi sono piaciuti film come “Corpi da Reato” o “Ghostbusters” (e io li ho amati!), esistono ottime possibilità che vi ritroviate a ridere a crepapelle anche guardando “Thunder Force”: dopotutto, la formula è praticamente la stessa! Un assurdo mash-up di “buddy cop”, CGI e gag demenziali, a metà strada fra nonsense e scene di stampo goliardico.

Nulla di raffinato, memorabile o particolarmente innovativo… ma se avvertite l’esigenza di trascorrere una serata all’insegna del buonumore e dell’umorismo scacciapensieri, direi che “Thunder Force” potrebbe essere il vostro nuovo toccasana!

Peraltro, ho apprezzato anche l’idea di incentrare la sceneggiatura su una folgorante storia d’amicizia al femminile; anche se devo ammettere che la Spencer, a tratti, sembra lasciarsi travolgere un po’ troppo dall’uragano Melissa, accontentandosi per lo più di giocare un ruolo di supporto.

Un film che sceglie di volare basso, insomma, e che sembra fare della massima “accontentati e cerca di accontentare” la propria stessa ragion d’essere.  L’ho visto volentieri (tranne per le cringissime gag con Jason Bateman) e anzi, se mai ne annunciassero un sequel, guarderei senz’altro anche quello. 

Ma non commettete l’errore irreparabile di prenderlo troppo sul serio! ;D


venerdì 11 dicembre 2020

Marvel e Star Wars: una pioggia di nuovi film e serie tv annunciati per il 2021/2022...

 Secondo voi, oggi poteva mancare un articolo dedicato alle succosissime novità annunciate durante il "Disney Day Investor"? Una valanga di nuovi progetti ufficialmente confermati, oppure illustrati per la prima volta, dai rispettivi responsabili de due dei principali "marchi" disneyani del momento; mi sto riferendo, ovviamente, al franchise di Star Wars e alla Marvel

Ma andiamo a scoprire gli annunci nel dettaglio! *_____*



Marvel

Le nuove serie in arrivo sul Disney+:

IronHeart

Mai sentito parlare di Riri Williams, alias IronHeart? Per semplificare le cose, potremmo definirla una sorta di Iron Man in versione teenager... anche se, probabilmente, le verrebbe un mezzo infarto a leggere queste parole! XD In ogni caso, esattamente come Tony Stark, Riri è un genio della tecnologia; grazie alla sua formidabile armatura e al suo QUI di livello sopraffino, la nostra eroina combatte le forze del crimine, spesso e volentieri facendo squadra con alcuni dei più giovani supereroi di casa Marvel (Miss Marvel, il nuovo Nova, Miles Morales...). Nell'ambito del MCU, Riri verrà interpretata da Dominique Thorne.


Armor Wars

Un'altra serie direttamente collegata al magico mondo di Iron Man! In "Armor Wars", Don Cheadle riprenderà il ruolo di James Rhodes / War Machine, in uno show incentrato sulla fatidica domanda: che cosa succederebbe al mondo, se mai la pericolosissima tecnologia Stark dovesse cadere in mani sbagliate?


Secret Wars

Skrull alla riscossa! "Secret Wars" dovrebbe essere una sorta di "spin-off" di "Captain Marvel", dal momento che riguarderà da vicino due dei principali personaggi del film campione di incassi interpretato da Brie Larson: stiamo parlando di Nick Fury, ovviamente... ma anche di Talos (alias Ben Mendelsohn).


Ulteriori rivelazioni e conferme:

1. Si vociferava da tempo, ma per la prima volta abbiamo la conferma ufficiale: ebbene sì, Hailee Steinfeld sarà Kate Bishop, la "nuova Hawkie" del mondo dei fumetti... Se volete farvi un'idea di chi sia questo brillante e carismatico personaggio, non fatevi scappare il recente volume pubblicato dalla Panini "West Coast Avengers", scritto dalla mitica Kelly Thompson!

2.  Tatiana Maslany sarà veramente Jennifer Walters/She-Hulk" nell'imminente serie sul Disney+! *_____*

3. "Captain Marvel 2" uscirà a novembre 2022. Al fianco di Brie Larson, stavolta troveremo sia Kamala Khan/Ms Marvel (interpretata da Iman Vellani) che Marie Ramboau ( Teyonah Parris) *_____*. La serie dedicata a Mrs Marvel, invece, dovrebbe debuttare in streaming entro il tardo 2021...

4. Il film sui Fantastici 4 si farà e verrà diretto da Jon Watts, già regista di "Spiderman: Homecoming".

5. La serie tv "Loki" debutterà a maggio 2021.

6. "Falcon and the Winter Soldier" uscirà a marzo 2021.


Star Wars

Le nuove serie e i nuovi film annunciati

Star Wars: Rogue Squadron (film diretto da Patty Jenkins!!)

Obi One Kenobi (serie tv con Hayden Christensen nei panni di Darth Vader )

Andor (serie tv con Diego Luna e Stellan Skarsgard)

Rangers of the New Republic (spin-off di "The Mandalorian")

Ahsoka (spin-off di "The Mandalorian" con Rosario Dawson)

+

Una mezza tonnellata di titoli ancora da svelare! XD


Cosa ne pensate? ^^


Fonte: www.tor.com

domenica 6 settembre 2020

Recensione: "Freaks: Una di Noi" (film originale Netflix)

2020 - film sui supereroi che nessuno conosce


Freaks - Una di noi" è un film originale Netflix, sbarcato di recente sulla piattaforma streaming più famosa del globo.
Potremmo inserirlo all'interno del filone "supereroi un po' sfigatelli cercano di trovare se stessi"; da questo punto di vista, a me la pellicola ha ricordato molto più "Kick-Ass" o "Defendor" , che non "X-Men" o "Lo chiamavano Jeeg Robot".

Wendy (Cornelia Gröschel) è una schiva e timida cameriera, una donna sulla trentina che ogni giorno si fa in quattro per garantire una vita decente al figlio e al marito (un tipo abbastanza a posto, ma che fondamentalmente riesce a far sembrare Poldo di Braccio di Ferro un pozzo di scienza). La ragazza, bullizzata dal suo capo e schernita perfino dai figli undicenni dei suoi vicini, fatica a restare a galla e cerca spesso il conforto del suo fido lettore CD. La trama di "Freaks – Una di noi" comincia a spiccare il volo nel momento in cui Wendy incontra uno strano senzatetto, Marek (Wotan Wilke Möhring), che la aiuta a sbloccare dei misteriosi superpoteri rimasti sopiti dentro di lei sin dai tempi dell'infanzia. Con la complicità di uno strampalato collega di lavoro, un ragazzo ossessionato dai fumetti di nome Elmar (Tim Oliver Schultz), la nostra protagonista comincerà a cercare un modo per mettere le proprie abilità speciali al servizio del bene...

A parer mio, quello di Felix Binder è un filmetto abbastanza piacevole, divertente, anche se tutto sommato dozzinale e privo di polpa. I primi trenta minuti in particolare sono uno spasso, soprattutto grazie al supporto di una sceneggiatura ironica e di un cast abbastanza in parte. Ho apprezzato soprattutto il villain del film (non scendo nei dettagli per evitare di spoilerarvi la trama), e le scene collegate alla scelta del nome e dei vari costumi da supereroe.
Peccato che l'impalcatura di fondo cominci a traballare molto prima della fine, smorzando l'impatto del messaggio (ogni mamma che lavora è un po' una super-mamma, ammettiamolo...) e trasformando "Freaks - Una di noi" nel pilot di una serie tv mancata. A un certo punto, perfino le tonalità si fanno bipolari: commedia, dramma, commedia, dramma… Come disse una volta la mitica Penny di “The Big Bang Theory”, il problema con Netflix è che certe volte guardi una cosa, e non sai bene se dovresti ridere o piangere.
A volte questa è una cosa buona. A volte no.

Oltretutto, come molti film diretti da registi europei alle prese con sottogeneri tipicamente hollywoodiani, “Freaks” tende a scimmiottare con entusiasmo parecchie pellicole appartenenti allo stesso filone, senza mai riuscire veramente a padroneggiare il materiale di partenza. La mia non vuole essere una stroncatura completa, badate. Anzi: vi esorto senz'altro a dargli un'occhiata su Netflix (tanto è incluso nell’abbonamento), anche se a mio avviso una narrazione di tipo seriale (e prettamente televisiva) sarebbe stata più adatta al soggetto! ^^


Giudizio personale:
6.0/10

domenica 30 agosto 2020

"Gamora & Nebula - Sisters in Arms": il secondo libro di Mackenzi Lee dedicato ai personaggi Marvel

Su Instagram e sugli altri social impazza la notizia dell'imminente pubblicazione dell'edizione italiana di "The Gentleman's Guide to Vice and Virtue" di Mackenzi Lee.
Non sono una fan del genere, per cui devo ammettere che la mia attenzione si è concentrata più che altro sull'annuncio del suo nuovo romanzo YA dedicato a Gamora e Nebula (sì, proprio loro: le due tostissime sorelle protagoniste della serie cinematografica "I Guardiani della Galassia"...).
Il libro si chiamerà "Sisters in Arms" e debutterà negli USA nel corso del 2021!



Potete prenotarlo QUI in inglese

"La relazione fra le sorelle adolescenti adottive Gamora e Nebula è più che esplosiva che mai! Quando finiscono su un pianeta che si va sempre più deteriorando a causa delle costanti trivellazioni minerarie, le ragazze devono affrontare una serie di eventi che le costringeranno a esplorare la fonte della loro rivalità - e a decidere finalmente da che parte riporre la loro lealtà."


Dopo "Loki - Il giovane dio dell'inganno", l'autrice americana Mackenzi Lee tornerà quindi a "lavorare" con i personaggi di casa Marvel.
Alcuni lettori si aspettavano forse un sequel diretto del primo libro, ma dovete sapere che il contratto firmato dalla Lee con la Disney parla chiaro: il piano è sempre stato quello di consegnare alle stampe una trilogia che parlasse di "antieroi adolescenti incompresi e pieni di problemi", spostando il focus della narrazione su diversi personaggi "moralmente ambigui".

In una recente intervista rilasciata all'Hollywood Reporter, Mackenzie Lee ha dichiarato: "Quando abbiamo cominciato a parlare del secondo libro, sapevo fin dall'inizio che stavolta avrei scritto una storia dedicata alle donne, sia perché c'è un enorme discrepanza nel numero di personaggi maschili e femminili presenti all'interno dell'universo Marvel, sia perché la nostra società concede raramente ai personaggi femminili di essere complicati o sfaccettati alla stessa maniera degli uomini. Vogliamo che le donne per cui ci viene chiesto di tifare siamo perfette, altrimenti potremmo trovare impossibile farcele piacere."

"Gamora & Nebula: Sisters in Arms" fornirà quindi all'autrice un'ottima occasione per cimentarsi in tematiche che le stanno molto a cuore; primo fra tutti, il rapporto fra sorelle, che nel caso di Gamora e Nebula assumerà senz'altro una deliziosa sfumatura di rivalità/affetto/cordiale antipatia/amore indissolubile...

Che cosa posso dire? Speriamo solo che il romanzo si svolga interamente fra le stelle, e che non finisca per sfociare da qualche parte lungo le strade fuligginose dell'onnipresente Inghilterra vittoriana! :D




mercoledì 19 agosto 2020

Recensione: "Freaks" (film horror, 2018)

film horror - film supereroi - Andrea Fornasiero - film fantascienza


Freaks” è un film horror/sci-fi del 2018, diretto dal regista Andrea Fornasiero.
La pellicola ha ottenuto recensioni abbastanza positive nel suo anno d’esordio, per cui non vedevo l’ora di vederlo; il servizio streaming Amazon Prime Video mi ha finalmente offerto l’occasione che aspettavo per recuperarlo.

La trama è una specie di ibrido fra il gioiello nascosto “Hidden” e il blockbuster “A Quiet Place”, con un piacevole tocco di paranoia in stile “10 Cloverfield Lane” e una spruzzata di dramma a sfondo supereroistico alla “Chronicle”. La piccola Chloe (Lexy Kolker) vive con il padre (Emile Hirsch) in uno stato di estremo isolamento: nonostante il mondo fuori dalle loro porte sembri assolutamente normale, ogni giorno l’uomo mette in guardia la figlia dalla catastrofe e le ribadisce la necessità di difendersi dagli estranei. Chloe vorrebbe avere la possibilità di giocare con gli altri bambini e di andare a scuola insieme al resto dei suoi coetanei; il padre invece la tiene confinata dietro una porta sprangata e le proibisce di rivolgere la parola a chicchessia...

Freaks” è un film particolare. In un certo senso, i dialoghi ermetici e la criptica apertura in media res lo fanno assomigliare a una specie di Cubo di Rubik: magari è facile far combaciare i lati, una volta che hai capito come farlo, ma all’inizio il meccanismo inconsueto del gioco tende a farti storcere un po’ il naso. Non intendo svelarvi di più: vorrei soltanto raccomandarvi di portare pazienza e di non lasciarvi scoraggiare dall’apparente nonsense di questi fatidici primi trenta minuti, perché a poco a poco ogni singolo tassello del puzzle comincerà a scivolare lentamente al suo posto.
In realtà, è proprio questo l’ingrediente segreto alla base del successo del film di Fornasiero, secondo me: in un panorama cinematografico inflazionato di pellicole dozzinali e infarcite di soluzioni narrative elementari (un insulto costante all’intelletto degli spettatori), “Freaks” è un film che osa confidare nella soglia d’attenzione del pubblico e nella propria capacità di tenere viva la sua curiosità.

Le potenzialità dell’intreccio ripagano l'indulgenza di chi continua a guardare fino alla fine e lo fanno con gli interessi, ma vi avverto: se pensate di vederlo mentre giocate a “Candy Crush” su Facebook, o mentre chiacchierate dei vostri ultimi flirt con gli amici, probabilmente a fine serata rimpiangerete di non aver messo sullo sfondo l’ennesima replica dei “Simpson”.
Freaks” non sarà un capolavoro, e di sicuro non lo definirei come l’urban fantasy più sbalorditivo e rivoluzionario che abbia mai visto... in compenso, vi terrà incollati alla sedia e vi fornirà un decoroso spettacolo di intrattenimento, costringendovi a interrogarvi di continuo sull’esatta cronologia degli eventi e sulle reali motivazioni che si nascondono dietro le azioni dei personaggi.

Un prodotto di svago appagante, divertente e onesto, insomma, capace di restituire almeno un pizzico di dignità a un genere che ormai, nel 98% dei casi, si limita a cercare di far colpo sugli adolescenti a furia di trashate, o a prendere gli adulti all’amo a forza di pseudo-nerdate nostalgiche anni ’80...


Giudizio personale:
7.0/10

giovedì 30 gennaio 2020

Recensione: "Runaways" di Rainbow Rowell e Kris Anka (Volumi 1 - 3)

Tornare a casa - Migliori Amici per Sempre - Ciò che è Stato - supereroi

Potete acquistare QUI il primo volume in italiano

"Cuori infranti, genitori ingombranti e superpoteri! Il grande ritorno dei teenager che hanno conquistato cosplayer, fumettisti e spettatori, grazie alla serie Hulu! Nico Minoru è tornata e vuole radunare i Runaways... tutti! Storia di Rainbow Rowell, una delle romanziere young adult più amata del momento (Fangirl, Eleanor & Park, Ti chiamo sul fisso)."


Dicono che non esista una serie o un volume ideale per cominciare a leggere i fumetti Marvel, ma nel corso del tempo ho scoperto che esistono sicuramente dei “punti d’entrata” migliori di tanti altri.
Io, ad esempio, mi sono avvicinata a questo colorato e intricatissimo mondo grazie all’avvincente serie “Ms Marvel” di G. Willow Wilson, seguita a ruota dal primo volume di Kelly Sue Deconnick dedicato alle meravigliose avventure di Captain Marvel.
Ma credo che anche “Tornare a Casa” di Rainbow Rowell e Kris Anka possa rappresentare un ottimo punto di partenza per lettori novizi, e in modo particolare per chi non si sentisse particolarmente incline a buttarsi a capofitto nel complicatissimo marasma di guerre civili, crossover e tie-in che caratterizza il poliedrico universo Marvel.

Ma chi sono i Runaways, esattamente, vi chiederete voi?
Bè, sulla carta si tratta di un gruppo di supereroi non-più-così-adolescenti, scappati di casa dopo aver scoperto che i loro genitori stavano tramando in segreto con una banda di antiche divinità aliene per distruggere il mondo e annichilire l’intera razza umana. Dopo essersi ribellati ai super-villains che firmavano le loro giustificazioni a scuola e cucinavano per loro ogni sera, i ragazzi si sono visti costretti a prendere la sofferta decisione di unire le forze, sfruttare i loro (discutibili) superpoteri e fermare il malvagio piano criminale escogitato dai loro padri e dalle loro madri…
Da quel giorno in poi, il gruppo di adolescenti formato da Chase, Nico, Karolina, Molly, Gert e Alex ha continuato a fare squadra e a vivere ai margini della società, realizzando di tanto in tanto delle grandi imprese a beneficio della società. Ma se qualcuno dovesse mai spingersi al punto di chiederlo a uno di loro, i Runaways smentirebbero categoricamente di appartenere a una squadra di supereroi… Perché loro si considerano una famiglia: niente di più, niente di meno.

In concomitanza con l’esordio televisivo americano della serie Hulu, la popolare autrice americana Rainbow Rowell è stata quindi incaricata di riportare sulle scene questi eccentrici e potenti teenagers dalle mille e una sfumature. Il risultato? Una serie a fumetti a mio umile modo di vedere assolutamente irresistibile, fresca, spumeggiante e moderna, che trova in “Buffy – The Vampire Slayer” la sua principale fonte di ispirazione e che è stata appositamente indirizzata a un pubblico di lettori “neo-adulti”, vale a dire appartenenti a una fascia d'età compresa fra i 20 e i 28 anni.

I primi tre volumi della serie “Runaways” (“Tornare a Casa”, “Migliori Amici per Sempre” e “Ciò che è Stato”) hanno rappresentato per me un’ottima prova a favore dell’abilità e della sensibilità della Rowell, già nota al pubblico italiano per il suo fortunatissimo romanzo YA “Fangirl”. Mi è bastato sfogliare poche pagine per affezionarmi visceralmente ai personaggi e riuscire a farmi un’idea precisa dell’esatta natura del rapporto che lega i vari componenti del gruppo.
Sospetto che alcuni lettori “veterani” di fumetti Marvel potrebbero trovare irritante la sua tendenza a concedere più spazio allo sviluppo delle complicate dinamiche familiari, sociali e/o sentimentali che affliggono i vari protagonisti che non sulle varie minacce di ordine sovrannaturale che i nostri eroi si trovano di volta in volta ad affrontare… Ma a parer mio si tratta di una scelta consapevole e deliberata che porta i suoi frutti, e ricompensa abbondantemente il lettore in termini di approfondimento psicologico, empatia e calore umano.
Anche il tratto vivace, cartoonesco e fortemente espressivo di Kris Anka contribuisce ad attribuire alla serie “Runaways” una sua peculiare identità specifica, del resto, e a distinguerla senza troppi problemi dalla granda massa di fumetti a tema supereroistico attualmente in circolazione.

Personalmente, devo confessare di aver apprezzato i primi due volumi leggermente più del terzo; ma più che a un calo fisiologico della qualità della sceneggiatura o delle illustrazioni, tendo ad attribuire questa leggera preferenza al fatto che “Ciò che è Stato” sceglie di spostare il focus della narrazione verso il passato, vale a dire riesumando una serie di eventi di cui avevo poca o nessuna nozione, e a reintrodurre all’interno della trama un personaggio (Alex), di cui per il momento sento che avrei potuto fare benissimo a meno…
Ma questo terzo arco narrativo si conclude con un succoso cliffhanger, e le risposte a tutte le nostre domande arriveranno solo con la lettura del quarto volume, “Non Puoi Nasconderti”…
Torneremo con ogni probabilità a parlare dell’argomento un po’ più nel dettaglio, perciò forse per il momento è meglio che mi fermi qui.
Per il momento, amici, accontentatevi di tenere le dita incrociate e di sperare insieme a me che a marzo (o subito dopo), la piattaforma Disney+ sbarchi in Italia con le varie stagioni della serie tv dedicata ai  Runaways in catalogo… 
Per il momento me la sono lasciata scappare, ma adesso mi auguro di riuscire a recuperarla quanto prima! *____*


Giudizio personale:
8.0/10




domenica 26 gennaio 2020

Recensione: "Loki - Il Giovane Dio dell'Inganno" di Mackenzi Lee

libri fantasy - Marvel  - Oscar Fantastica Mondadori - 2020

Potete acquistarlo QUI in italiano


Attenzione: la seguente recensione fa riferimento all'edizione originale americana del libro!

"Non è ancora giunto il momento di misurarsi con gli Avengers: per ora il giovane Loki è impegnato al massimo delle sue forze per dimostrarsi eroico, mentre tutti intorno a lui lo ritengono inadeguato. Tutti tranne Amora, l'apprendista maga, che sente Loki come uno spirito affine e riesce a vedere la sua parte migliore. È l'unica che apprezzi la magia e la conoscenza. Un giorno però Loki e Amora causano la distruzione di uno degli oggetti magici più potenti conservati ad Asgard e lei viene esiliata su un pianeta dove i suoi poteri svaniscono. Privato dell'unica persona che abbia visto la sua magia come un dono piuttosto che una minaccia, Loki scivola sempre più nell'ombra di suo fratello Thor. Ma quando tracce di magia vengono ritrovate sulla Terra e messe in relazione con alcuni omicidi, Odino manderà proprio Loki a scoprire cos'è successo. Mentre si infiltra nella Londra del diciannovesimo secolo, la città di Jack lo Squartatore, Loki intraprenderà una ricerca che va oltre la caccia a un assassino. E finirà per scoprire la fonte del proprio potere e quale sarà il suo destino."



Il romanzo young adultLoki: Where Mischief Liesdi Mackenzi Lee arriverà in Italia il prossimo 4 marzo, sotto il titolo “Loki: Il Giovane Dio dell' Inganno” (edizione Oscar Fantastica Mondadori).
Per chi non lo sapesse, l’autrice è diventata celebre negli USA grazie alla popolare serie storico/vittoriana per lettori adolescenti iniziata con “The Gentleman's Guide to Vice and Virtue”, per cui attorno a questo nuovo titolo è andato rapidamente a crearsi un certo livello di curiosità e aspettativa. 
La Lee ha peraltro firmato un contratto che la porterà a scrivere almeno altri due libri incentrati su alcuni dei più popolari villains di casa Marvel; non si sa ancora bene cosa ci riserverà il futuro, né se il protagonista del secondo volume sarà ancora Loki, ma suppongo che, in un caso o nell’altro, finirò per voler leggere il romanzo, dal momento che, come sapete, adoro questi personaggi con tutto il cuore e non credo che potrei mai farne a meno…

Ma torniamo alla nostra recensione di “Loki – Il Giovane Dio dell' Inganno”, adesso.
La buona notizia è che, a mio avviso, Mackenzi Lee è riuscita a scrivere un libro abbastanza piacevole e simpatico, dotato di un buon ritmo e di una solida ambientazione vittoriana (un campo in cui evidentemente l’autrice, appassionata di storia, eccelle in modo particolare). La prevedibilità della trama e l’orrenda caratterizzazione di Amora (l’Incantatrice, per chi non leggesse abitualmente fumetti Marvel…) rovinano un po’ l’effetto d’insieme, ma nel complesso ho apprezzato diverse caratteristiche di questo romanzo. 
Non ci aggiriamo assolutamente attorno ai livelli di immonda “bassezza” raggiunti da titoli come “Catwoman: Soulstealer” o “Batman: Nightwalker” della serie DC Icons, insomma. Al contrario: secondo me “Loki – Il Giovane Dio degli Inganni” ha tutte le carte in regola per intrigare e affascinare il pubblico degli YA, a patto che ci si ricordi qual è il target di riferimento e quali sono gli obiettivi che ci si propone di raggiungere.

Da trentatreenne appassionata di Marvel Comics, posso dirvi che i miei capitoli preferiti del romanzo sono stati quelli iniziali, ambientati ad Asgard. Ho adorato i costanti battibecchi con Thor e le parti dedicati al rapporto di Loki con i suoi ambivalenti e onnipotenti genitori, Frigga e Odino. Mi piace pensare che la Lee abbia fatto riferimento (fra le sue numerose fonti) alla recente run di “Thor” di Jason Aaaron: un ciclo di storie che non si è mai tirato indietro di fronte alla prospettiva di mostrare al lettore i punti deboli (e decisamente meno eroici…) del nordico e biondissimo Dio del Tuono, soprattutto durante la sua dissoluta età giovanile. Non credo sia difficile immaginare il genere di effetto psicologico che quei comportamenti sfrontati e arroganti avrebbero potuto esercitare sul suo pallido, rancoroso e malaticcio fratello minore; e infatti, nel romanzo della Lee come in qualsiasi film del MCU che si rispetti, il rapporto fra Loki e Thor è contrassegnato da un singolare miscuglio di risentimento, gelosia, amore, odio e riluttante rispetto.

Purtroppo la seconda parte di “Loki”, quella ambientata a Midgard, per me ha lasciato un filino a desiderare. La Mackenzie sembra aver creato la maggior parte dei suoi personaggi originali al solo scopo di insegnarci qualcosa e introdurre una serie di tematiche che le stanno giustamente a cuore (femminismo, omofobia, sopruso sociale, eccetera, eccetera), per cui alla resa dei conti nessuno di loro si rivela convincente, o anche solo remotamente interessante, a mio umile modo di vedere. Sembra che Theo, in modo particolare, sia stato piazzato lì a bella posta soltanto per muovere a compassione il pubblico e formare l’altro vertice di un triangolo amoroso abbastanza improbabile e telefonato.
Tanto per ricordarci che sì, ma certo che Loki è pansessuale; non vi preoccupate, ragazzi, tranquilli che questa parte la Mackienzi l’ha capita bene, eh? Peccato che abbia tralasciato altri millemila dettagli relativi alla vera personalità e all’identità del Dio dell'Inganno (come per esempio il fatto che, di tanto in tanto, a Loki piace cambiare sesso e trasformarsi semplicemente nella Dea delle Malefatte... ), e che in definitiva abbia fatto presto a trasformarlo in uno dei suoi malinconici e incompresi eroi tragici vittoriani.

Nel complesso, comunque, consiglierei la lettura di “Loki – Il Dio dell'Inganno” a chiunque sia alla ricerca di una lettura leggera, dal taglio moderno, scorrevole e incalzante. Anche i fan del personaggio interpretato al cinema da Tom Hiddleston potrebbero trovare fra le pagine di questo libro qualcosa di prezioso, secondo me. Non il più intrigante e mefistofelico dei romanzi che avrebbero potuto essere dedicati a un villain del calibro di Loki, si capisce; ma comunque un discreto YA, gradevole e avvincente, da fagocitare con un sorriso sulle labbra e una rapida scrollata di spalle, prima di passare velocemente ad altro.


Giudizio personale: 
6.5/10







venerdì 1 novembre 2019

"Me, Myself, and... Marvel!" - Episode 2

Non parliamo di fumetti Marvel da un po’, quindi oggi ho pensato di rimediare… Se volete sapere quali sono state le mie ultime letture, e le mie impressioni al riguardo, continuate a leggere il post e lo scoprirete in men che non si dica! ;D


Jessica Jones: Blind Spot


Blind Spot” è stato il mio primissimo fumetto di Jessica Jones, ma state pur certi che non sarà l’ultimo (anche perché questo finisce con un cliffhanger di entità non indifferente…). In questo volume, la nostra forzuta detective preferita deve cercare di risolvere un vecchio caso insoluto, convincere il Dottor Strange ad aiutarla a gestire le misteriose energie mistiche che sembrano ammantarla come un cappotto, vedersela con un misogino serial killer a caccia di vendetta, e… impresa ancora più difficile: cercare di ficcare in testa al marito Luke Cake il nome dei cereali preferiti della loro adorabile figlioletta Dani! XD 
Ho adorato lo stile grintoso e ironico di Kelly Thompson, e apprezzato lo stile incisivo ed eloquente delle illustrazioni come non mai! Ergo: lettura consigliatissima e praticamente obbligata, per chiunque ami il personaggio e sia determinato a continuare a leggere le sue avventure! Potete acquistarlo in inglese QUI.


Runaways: Find Your Way Home


Chi l’avrebbe mai detto che la Marvel avesse a disposizione un così ricco e meraviglioso assortimento di personaggi LGTB? *____* Io no di sicuro, dal momento che fino a poco tempo fa ero costretta a basarmi soltanto sui film del MCU! Adesso mi "toccherà" shippare Karolina e Nico come se non ci fosse un domani, anche se so già che un'infinitesimale parte di me si sentirà quasi in colpa a farlo (non ho idea di chi sia Julie, ma sembra una tipa abbastanza a posto...)
Ad ogni modo, penso di essermi perdutamente innamorata di questa frizzante e divertentissima serie YA scritta da Rainbow Rowell, che in pratica riesce a ri-trasporre su carta tutto ciò che di buono e giusto era possibile trovare in serie tv come “Buffy – The Vampire Slayer”. Se siete fan delle avventure di Ms Marvel (Kamala Khan version), ho idea che potrebbe piacervi parecchio anche questa… Potete acquistarlo in italiano QUI


Ms Marvel – Desolazione Adolescenziale


Per me questo è stato il volume migliore, forse il più divertente e commovente dell'intera run di G. Willow Wilson dopo il primo; e pensate un po’: per i tre quarti della storia, la supereroina titolare della serie non è neanche stata presente! XD 
Ma i suoi “sidekicks” sostituti mi hanno fatto rotolare dalla risate (Zoe, ragazzi, Zoe… Questa ragazza è una forza della natura!), e a sorpresa la Wilson ci ha anche concesso un prezioso cameo della mia (e di Kamala) supereroina preferita in assoluto, quindi… Ho idea che “Desolazione Adolescenziale” sarà difficilissimo da battere nella mia personalissima top-ten di gradimento! Potete acquistarlo in italiano QUI


X-23 – Album di Famiglia


Laura e Gabby devono vedersela con le inquietanti Naiadi di Stepford in questo volume, e… Indovinate un po’? Le cloni telepati create a partire da un campione di DNA di Emma Frost hanno messo in cantiere l’ennesimo piano scombinato per cercare di riportare in vita le amate sorelle Esme e Sophie. Ma a che prezzo? La trama mi è sembrata più che altro un pretesto per rinsaldare il legame di profonda “sorellanza” fra le due protagoniste, ma sapete che vi dico? Questo non è un tema di cui credo che potrei mai stancarmi, quindi… Promosso, continuerò sicuramente a leggere il resto della serie! Potete acquistarlo in italiano QUI


Deadpool – Assassin


Deadpool vorrebbe abbandonare la carriera di mercenario e ritirarsi a vivere su una lussuosa isola privata. Ovviamente, per raggiungere il suo obiettivo, deve prima racimolare abbastanza quattrini da potersi permettere la pensione anticipata… Comincia così un’adrenalinica avventura a spasso per le frenetiche e pericolose strade di New Orleans, un’odissea che porterà il nostro eroe a incrociare la strada della letale Gilda degli Assassini, nonché a ficcarsi in guai più grossi di quelli che il suo amico e partner di lavoro Weasel avrebbe mai creduto possibile… Un volumetto scoppiettante e dalla trama abbastanza sfilacciata, infarcito più che altro di battutacce, parolacce ed esplosive scene d’azione. L’ho letto sul Marvel Unlimited e ne sono stata contenta, ma dubito seriamente che lo prenderò in cartaceo… Chi fosse interessato, può tuttavia acquistarlo QUI in inglese. 


Wakanda Forever


Un piccolo drappello di Dora Milaje, guidate dall’agguerrita Okoye, si reca a New York per sventare i piani malvagi della guerriera ribelle Nakia. Nel corso della loro missione, le ragazze verranno aiutate da parecchi eroi celebri (Spider-man, Storm, Rogue, Nightcrawler…), e saranno costrette a fare i conti con alcuni ricordi scomodi provenienti da un passato non così remoto. Nnedi Okorafor, la celebrata autrice di “Binti”, firma la sceneggiatura di un fumetto coinvolgente e ricco di umanità, calore e buoni sentimenti. Potete acquistarlo QUI in inglese


The Death of the Mighty Thor


Questo è il volume che segna la conclusione ufficiale del ciclo dedicato alle avventure di “Lady Thor”, e voglio essere assolutamente sincera con voi: Jason Aaron è riuscita a farmi affezionare a Jane Foster e a tutto il resto degli abitanti di Asgard in un modo che non avrei mai e poi mai creduto possibile! I toni epici e cupi di questo arco narrativo mi hanno spezzato il cuore in più di un’occasione; trovo inoltre che Malekith sia uno dei cattivi più bastardi, irritanti e pieni di sé che la Marvel abbia mai creato, e non vedo l’ora che il figlio di Odino, Jane e il resto della banda abbiano la possibilità di prendere lui e il Minotauro a calci nel sedere, nel corso dell’imminente “Guerra dei Regni” perennemente in procinto di esplodere… Potete acquistarlo in italiano QUI


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...