giovedì 30 gennaio 2020

Recensione: "Runaways" di Rainbow Rowell e Kris Anka (Volumi 1 - 3)

Tornare a casa - Migliori Amici per Sempre - Ciò che è Stato - supereroi

Potete acquistare QUI il primo volume in italiano

"Cuori infranti, genitori ingombranti e superpoteri! Il grande ritorno dei teenager che hanno conquistato cosplayer, fumettisti e spettatori, grazie alla serie Hulu! Nico Minoru è tornata e vuole radunare i Runaways... tutti! Storia di Rainbow Rowell, una delle romanziere young adult più amata del momento (Fangirl, Eleanor & Park, Ti chiamo sul fisso)."


Dicono che non esista una serie o un volume ideale per cominciare a leggere i fumetti Marvel, ma nel corso del tempo ho scoperto che esistono sicuramente dei “punti d’entrata” migliori di tanti altri.
Io, ad esempio, mi sono avvicinata a questo colorato e intricatissimo mondo grazie all’avvincente serie “Ms Marvel” di G. Willow Wilson, seguita a ruota dal primo volume di Kelly Sue Deconnick dedicato alle meravigliose avventure di Captain Marvel.
Ma credo che anche “Tornare a Casa” di Rainbow Rowell e Kris Anka possa rappresentare un ottimo punto di partenza per lettori novizi, e in modo particolare per chi non si sentisse particolarmente incline a buttarsi a capofitto nel complicatissimo marasma di guerre civili, crossover e tie-in che caratterizza il poliedrico universo Marvel.

Ma chi sono i Runaways, esattamente, vi chiederete voi?
Bè, sulla carta si tratta di un gruppo di supereroi non-più-così-adolescenti, scappati di casa dopo aver scoperto che i loro genitori stavano tramando in segreto con una banda di antiche divinità aliene per distruggere il mondo e annichilire l’intera razza umana. Dopo essersi ribellati ai super-villains che firmavano le loro giustificazioni a scuola e cucinavano per loro ogni sera, i ragazzi si sono visti costretti a prendere la sofferta decisione di unire le forze, sfruttare i loro (discutibili) superpoteri e fermare il malvagio piano criminale escogitato dai loro padri e dalle loro madri…
Da quel giorno in poi, il gruppo di adolescenti formato da Chase, Nico, Karolina, Molly, Gert e Alex ha continuato a fare squadra e a vivere ai margini della società, realizzando di tanto in tanto delle grandi imprese a beneficio della società. Ma se qualcuno dovesse mai spingersi al punto di chiederlo a uno di loro, i Runaways smentirebbero categoricamente di appartenere a una squadra di supereroi… Perché loro si considerano una famiglia: niente di più, niente di meno.

In concomitanza con l’esordio televisivo americano della serie Hulu, la popolare autrice americana Rainbow Rowell è stata quindi incaricata di riportare sulle scene questi eccentrici e potenti teenagers dalle mille e una sfumature. Il risultato? Una serie a fumetti a mio umile modo di vedere assolutamente irresistibile, fresca, spumeggiante e moderna, che trova in “Buffy – The Vampire Slayer” la sua principale fonte di ispirazione e che è stata appositamente indirizzata a un pubblico di lettori “neo-adulti”, vale a dire appartenenti a una fascia d'età compresa fra i 20 e i 28 anni.

I primi tre volumi della serie “Runaways” (“Tornare a Casa”, “Migliori Amici per Sempre” e “Ciò che è Stato”) hanno rappresentato per me un’ottima prova a favore dell’abilità e della sensibilità della Rowell, già nota al pubblico italiano per il suo fortunatissimo romanzo YA “Fangirl”. Mi è bastato sfogliare poche pagine per affezionarmi visceralmente ai personaggi e riuscire a farmi un’idea precisa dell’esatta natura del rapporto che lega i vari componenti del gruppo.
Sospetto che alcuni lettori “veterani” di fumetti Marvel potrebbero trovare irritante la sua tendenza a concedere più spazio allo sviluppo delle complicate dinamiche familiari, sociali e/o sentimentali che affliggono i vari protagonisti che non sulle varie minacce di ordine sovrannaturale che i nostri eroi si trovano di volta in volta ad affrontare… Ma a parer mio si tratta di una scelta consapevole e deliberata che porta i suoi frutti, e ricompensa abbondantemente il lettore in termini di approfondimento psicologico, empatia e calore umano.
Anche il tratto vivace, cartoonesco e fortemente espressivo di Kris Anka contribuisce ad attribuire alla serie “Runaways” una sua peculiare identità specifica, del resto, e a distinguerla senza troppi problemi dalla granda massa di fumetti a tema supereroistico attualmente in circolazione.

Personalmente, devo confessare di aver apprezzato i primi due volumi leggermente più del terzo; ma più che a un calo fisiologico della qualità della sceneggiatura o delle illustrazioni, tendo ad attribuire questa leggera preferenza al fatto che “Ciò che è Stato” sceglie di spostare il focus della narrazione verso il passato, vale a dire riesumando una serie di eventi di cui avevo poca o nessuna nozione, e a reintrodurre all’interno della trama un personaggio (Alex), di cui per il momento sento che avrei potuto fare benissimo a meno…
Ma questo terzo arco narrativo si conclude con un succoso cliffhanger, e le risposte a tutte le nostre domande arriveranno solo con la lettura del quarto volume, “Non Puoi Nasconderti”…
Torneremo con ogni probabilità a parlare dell’argomento un po’ più nel dettaglio, perciò forse per il momento è meglio che mi fermi qui.
Per il momento, amici, accontentatevi di tenere le dita incrociate e di sperare insieme a me che a marzo (o subito dopo), la piattaforma Disney+ sbarchi in Italia con le varie stagioni della serie tv dedicata ai  Runaways in catalogo… 
Per il momento me la sono lasciata scappare, ma adesso mi auguro di riuscire a recuperarla quanto prima! *____*


Giudizio personale:
8.0/10




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