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giovedì 20 gennaio 2022

"Wytches": la recensione del fumetto horror di Scott Snyder e Jock

Dopo aver letto lo strabiliante “Nocterra”, il nome Scott Snyder continuava a ronzarmi nella mente.

Per cui, non appena ho scoperto l’esistenza della sua miniserie a fumetti “Wytches”, mi sono praticamente sentita in dovere di recuperare questa suggestiva e inquietante storia a tema stregonesco...

Avrò fatto bene?

Continuate a leggere la recensione per scoprirlo! ;D

 

Potete acquistarlo QUI in italiano


La trama

In cerca di pace dopo un terribile trauma, la famiglia Rooks si trasferisce in un pacifico paese del New Hampshire.

Ma la loro vita è tutt’altro che idilliaca...

Sailor, la figlia adolescente, soffre di un grave disturbo d’ansia e viene costantemente presa di mira da una bulletta della scuola.

Il padre, Charlie, è uno scrittore di libri per bambini, disperatamente alla ricerca di un modo per lasciarsi alle spalle un passato denso di alcolismo e vergogna.

La madre, Lucy, è finita sulla sedia a rotelle in seguito a un terribile incidente, e da allora non è più stata esattamente la stessa.

I Rooks, adesso, non sognano d’altro che di voltare pagina e ricominciare tutto daccapo... ma nei boschi intorno alla loro nuova casa si nascondono creature mostruose e affamate; spaventose entità assassine che gli abitanti del luogo definiscono “streghe”.

E quando una di loro prende di mira Sailor, Charlie capisce che è arrivato il momento di sguainare le armi e sfidare l’oscurità che si annida fra gli alberi – e dentro di lui.

 

Cosa si nasconde nei boschi del New England?

Wytches” narra una storia profondamente violenta e disturbante, a metà fra folk horror e il tipico filone da maledizione famigliare in stile “Hereditary”.

Sospetto che i fan di Joe Hill potrebbero apprezzarla in modo particolare.

Dal canto mio, l’ho trovata affascinante e complessa, anche se a un certo punto ho cominciato ad accusare una punta di angoscia e mi sono ritrovata, quasi non volendo, a dilazionare la lettura.

Sotto certi aspetti, la trama e i personaggi mi hanno fatto pensare a “Locke and Key” (mi riferisco alla versione originale, il fumetto edito in Italia da Magic Press, e non all’omonima serie tv Netflix...); ma anche a innumerevoli romanzi di Stephen King.

Wytches”, infatti, deve sicuramente moltissimo ai lavori del grande Re del Brivido, e intendo sia in termini di ispirazione, che di atmosfera e sviluppo dell’intreccio.

Ad esempio, il confronto fra Sailor e la sua aguzzina adolescente, la temibile Annie, secondo me richiama alla memoria alcune dinamiche di “Stand by me”; ma anche alcune sequenze di “Le notti di Salem” e di “Cuori in Atlantide”, e a questo punto mi tratterrò dall’aggiungere altro, soprattutto per evitare spoiler a chi ancora non avesse letto nessuno di questi libri!

Mentre l’intenso e commovente rapporto fra padre e figlia, l’autentico fulcro emotivo della narrazione, mi ha fatto tornare in mente libri come “Doctor Sleep” e “L’Incendiaria”...

 

Ombre come mostri

Anche al di là di queste affinità, l’opera di Scott Snyder e Jock (alias Mark Simpson, noto collaboratore della DC) regala un turbine di shock e di emozioni forti, fra colpi di scena inenarrabili e svolte narrative deliziosamente spietate.

Le illustrazioni, badate, sono moooolto particolari.

Un maelstrom di ombre nerissime, luci abbaglianti e spigoli taglienti; una frenesia di colori che, se da un lato contribuisce ad aumentare in maniera esponenziale il senso di terrore e sgomento “onirico” evocato dai testi, in altre scene rischia seriamente di trasformarsi in un test di Rorschach!

Personalmente, non ho amato moltissimo questo aspetto, perché a tratti ammetto di essermi sentita confusa e disorientata; mi riferisco soprattutto ai primi capitoli della miniserie, laddove la penna di Snyder prende a farsi particolarmente ellittica e frettolosa.

Ma il tocco di Jock contribuisce senz’altro a infondere quel certo tocco alla “Cappuccetto Rosso persa nel bosco” al resto della storia; dopotutto, sospetto che sia stata soprattutto la sua visione degli eventi, personale e grondante di sangue, a trasformare un classico monster comic come “Wytches” in una fiaba dark dolente, grottesca e contemporanea.

Le creature, dal canto loro, rappresentano forse uno degli elementi più convincenti e genuinamente terrificanti del fumetto.

La mitologia alla base della loro creazione è molto solida, tanto per cominciare, e l’ambientazione rurale riesce a evocare un costante senso di disagio e paranoia nel lettore.

Probabilmente perché, a differenza di molti altri titoli simili, “Wytches” riesce effettivamente a instillare in chi legge il dubbio insistente che il pericolo, la corruzione e l’orrore si annidino ovunque, perfino nei recessi più insospettabili della vita quotidiana... e che a nessuno – in nessun caso – vada mai concesso l’enorme beneficio della fiducia incondizionata.

 



venerdì 17 dicembre 2021

"Demon in the Wood": Leigh Bardugo annuncia la prima graphic novel del Grishaverse

Meno di ventiquattro ore fa, Leigh Bardugo ha sorpreso i suoi fan con un nuovo annuncio: l’uscita della graphic novel “Demon in the Wood”, realizzata in collaborazione con l’illustratrice Dani Pendergast!

Questa nuova “aggiunta” al mondo del Grishaverse debutterà (in lingua inglese) nell’autunno 2022, e sarà un prequel di “Tenebre e Ossa” interamente dedicato a...  provate a indovinare un po’?

Ebbene sì: nientemeno che al Darkling, l’Oscuro, il beniamino di tutte le lettrici interpretato in tv da Ben Barnes! :D

 

Potete acquistarlo QUI in inglese

 Data d'uscita: 27 settembre 2022


La trama

Eryk e sua madre, Lena, hanno trascorso gran parte delle loro vite in fuga.

Ma non troveranno mai un porto sicuro.

Non è soltanto il fatto che sono due Grisha — madre e figlio sono semplicemente due dei membri più rari e letali della loro casta.

Temuti da coloro che vorrebbero distruggerli, e perseguitati da quelli che desidererebbero solo sfruttare i loro poteri per il proprio tornaconto, Eryk e Lena sono costretti a nascondere la loro identità ovunque vadano.

Ma, a volte, i segreti più pericolosi tendono a svelarsi nei modi più imprevisti...

 

Il racconto originale

La graphic novelDemon in the Wood” costituirà un adattamento illustrato dell’omonimo racconto scritto da Leigh Bardugo, una brevissima opera pubblicata per la prima volta nel 2015.

Sui suoi social, l’autrice ha tuttavia precisato che il fumetto conterrà delle scene inedite, realizzate lavorando a stretto contatto con l’illustratrice Dani Pendergast.

«Gli eventi narrati in “Demon in the Wood” si svolgono centinaia di anni prima dell’inizio di “Tenebre e Ossa”», spiega Bardugo, «prima della Seconda Armata, prima del Generale Kirigan, quando l’Oscuro era soltanto un ragazzo dotato di poteri straordinari

Ricordiamo che Leigh Bardugo non è mai stata completamente estranea al mondo dei fumetti. Il divertentissimo romanzo per ragazzi “Wonder Woman: Warbringer” (da cui è stata tratta, fra l’altro, l’omonima graphic novel pubblicata in Italia da Il Castore Editore) ne rappresenta la prova inconfutabile.

Ma “Demon in the Wood” sarà il primo romanzo a fumetti a entrare ufficialmente a far parte del fortunatissimo Grishaverse, l’universo narrativo composto dai suoi popolari bestseller — nonché dalla serie televisiva Netflix “Shadow and Bone”, già rinnovata per una seconda stagione.

 

Dani Pendergast

Leigh Bardugo non ha certo bisogno di presentazioni. L’autrice de “La Nona Casa” gode di una popolarità indiscussa fra i fan del fantasy, e il suo nome tende a fare capolino spesso fra gli articoli di queste pagine.

Non tutti hanno sentito parlare, invece, di Dani Pendergast, illustratrice freelancer che, nel corso degli ultimi anni, ha avuto occasione di collaborare con Wizards of the Coast e Boom!Studios, la nota casa editrice di fumetti americana.

Il lavoro di Dani Pendergast si contraddistingue soprattutto per un vivido e peculiare uso del colore e per il denso simbolismo dei suoi soggetti.

Alla domanda «Quali sono le tue principali influenze culturali?», l’artista californiana risponde: «Trovo ispirazione dappertutto! Il mio desktop è un assoluto disastro a causa di tutte le immagini che salvo, nella speranza di poter fare riferimento a loro in caso di necessità... cosa che poi non succede quasi mai. Ho sempre disegnato soggetti surreali e dolceamari. Mi piacciono tutti quei media che hanno delle qualità sovrannaturali, romantiche e stravaganti, come il film del 1996 “Romeo + Juliet” di Baz Luhrmann,, “Midsommer” di Ari Aster o “Il Castello Errante di Howl” di Hayao Miyazaki.» (Potete leggere QUI il resto dell’intervista).

Fra i progetti più recenti di Dani Pendergast, citiamo una bellissima (e sognante) variant cover del fumetto “Buffy: The Last Vampire Slayer” e un’altra, romanticamente fantastica, realizzata per “Wynd: 8”, la nuova serie di James Tynion IV (autore di “Something Is Killing The Children”).

Per farvi un’idea del suo stile, potete visitare QUI la sua gallery ufficiale.

 



mercoledì 15 dicembre 2021

Recensione: "Semelparous" - Vol. 1 (manga)

Qualcuno ha detto «Attack on Titans in versione yuri», per caso?

No?

Che strano... eppure, ero abbastanza sicura di aver sentito parlare del primo volume di “Semelparous”, il nuovissimo manga distopico targato Seven Seas Entertainment! XD

 


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La trama

In un futuro prossimo immediato, colossali creature mostruose cercano costantemente di riversarsi oltre il muro che separa il nostro mondo da una realtà parallela.

I Kaijuu sono bestioni enormi, dal temperamento ferocemente distruttivo. Per fermarli – e impedire l’Apocalisse – una squadra di guerrieri dotati di poteri speciali si addestra giorno e notte, con l’unico obiettivo di imparare a padroneggiare la magia e distruggere una volta per tutte la minaccia.

Yorino e Haruka hanno sempre desiderato entrare a far parte del team degli Aegis. La loro infanzia è stata scandita da una serie di allenamenti brutali e da un’ambizione lacerante, quella di guadagnarsi il primo posto nella classifica dei migliori studenti dell’Accademia.

Negli anni, le due ragazze hanno sempre saputo di poter contare su una cosa soltanto: la loro amicizia, un profondo legame di sorellanza/cameratesca rivalità che, nel tempo, è stato in grado di motivarle e spingerle sempre più in alto.

Ma, a un passo dalla meta, accade l’inenarrabile: un Kaijuu anomalo uccide Haruka, scaraventando Yorino in preda a una frenesia assassina.

Da quel momento in avanti, la nostra eroina vivrà soltanto per la vendetta.

Ma un giovane capitano degli Aegis, un’atletica diciottenne di nome Youko, decide di prendere Yorino sotto la sua ala, trasformandola nella sua partner.

Per Yorino comincia una vita completamente nuova; un lungo viaggio alla scoperta di se stessa, dei suoi poteri, della vera natura dei Kaijuu... e del legame speciale che, a poco a poco, sta cominciando a formarsi fra lei e Youko.


Mostri giganti, combattimenti e dimensioni parallele

Semelparous” è un manga all’insegna dell’intrattenimento più spensierato.

La trama e i personaggi non brillano certo per originalità (anzi!), ma devo ammettere che la lettura è volata via in un battibaleno, trasportandomi all’interno di una storia dal taglio cinematografico e altamente adrenalinico.

L’arco narrativo di Yorino ha già cominciato a imboccare una direzione molto specifica, che non posso fare a meno di apprezzare.

Ancora una volta, lo ribadisco: non si tratta di una svolta particolarmente rivoluzionaria, soprattutto considerando gli standard del genere... ma l’oscurità che comincia a insinuarsi nel cuore della protagonista promette una grande trasformazione e, ancora meglio, l’introduzione di parecchie sfumature interessanti nel corso dei capitoli a venire.

Tenete sempre in considerazione il fatto che la sottoscritta: a) stravede per i monster movies in stile “King Kong” e “Godzilla” da quando aveva sette anni; b) adora gli yuri da quando ne aveva compiuti forse sedici; c) è letteralmente ossessionata dal film “Pacific Rim” e dalla sua premessa “due piloti ai comandi contro il mondo intero!”.

Se i vostri gusti non si allineano in modo particolare con nessuno di questi tre punti, è improbabile che “Semelparous” possa fare al caso vostro.

Anche perché questo primo volume risente di una certa tendenza all’esposizione, un fattore che rallenta inutilmente il ritmo e costringe il lettore a sorbirsi una discreta dose di spiegoni.

 

Da grandi poteri, derivano grandi bocc... ehm, responsabilità!

Da un punto di vista personale, credo che le illustrazioni di “Semelparous” siano poco meno che spettacolari.

Nei manga, spesso, le scene di combattimento tendono a risultare caotiche e ridondanti; un turbine di movimenti senza capo né coda, che di solito riescono a lasciarmi in preda a un logorante senso di frustrazione.

In “Semelparous”, invece, ogni singola azione viene rappresentata in modo chiaro, piacevole e “pulito”, facilitando il lavoro di comprensione del lettore e permettendogli di seguire l’intreccio senza grossi problemi.

L’unico difetto… Bè, Ogino Jun calca profondamente la mano sulla componente ecchi.

In molte vignette, le due protagoniste, Yorino e Youko, sembrano due “bambolone” appena sbarcate dal set di un film porno. Seni prorompenti, mutandine in bella vista, prospettive maliziose, armature super-aderenti...

Dopo tre stagioni di “Queen’s Blade”, la verità è che tendo a non fare più caso a questo genere di dettagli XD... ma, se non siete abituati al genere, è possibile che la cosa abbia ancora il potere di disturbarvi (o, perlomeno, di distrarvi).

Per quanto riguarda la componente sentimentale, invece, ovviamente siamo ancora agli inizi. Ma la relazione fra Yorino e Youko sembra già avviata su un piano molto fisico.

Ogino Jun scrive/illustra la sua opera avendo evidentemente in mente il suo lettore-tipo di manga seinen: maschio, adolescente e perennemente a caccia di malizia. Il che vuol dire che, non appena intravede la possibilità di inserire da qualche parte una scenetta sotto la doccia, una palpatina, un furtivo sfregamento di poppe e via discorrendo, lo fa senza esitare, sicurissimo di farla franca.

Magari, se saremo fortunati, nel corso dei prossimi volumi si ricorderà di aggiungere anche qualche dialogo significativo, o un’interazione di natura un po’ meno “materiale”.

Anche perché l’alchimia fra Yorino e Youko funziona benissimo, e le premesse per un tentativo di caratterizzazione più approfondito sono tutt’altro che assenti!

 



martedì 23 novembre 2021

Aspettando "Hawkeye": 4 serie a fumetti Marvel per imparare a conoscere Kate Bishop, l'altra "Occhio di Falco"



Perciò... domani è il grande giorno: i primi due episodi dell’attesissima serie tv Marvel “Hawkeye” arriveranno su Disney+! *____*

Qual è la novità che attendo di più? Ovviamente l’entrata in scena di Kate Bishop, alias l’altra Occhio di Falco, già protagonista di innumerevoli avventure a fumetti. A interpretarla provvederà la bravissima Hailee Steinfeld, che io personalmente ho “conosciuto” attraverso l’iconica comedy targata Apple “Dickinson”.

Ad ogni modo, per celebrare l’occasione, ho pensato di sfruttare il post di oggi per consigliarvi alcune serie a fumetti Marvel che potreste leggere per cominciare a farvi un’idea del personaggio: figlia ribelle di un magnate, tiratrice d’eccezione, membro fondamentale della squadra degli Young Avengers... chi è Kate Bishop nel mondo dei comics, e qual è il suo rapporto con Clint Barton, l’Hawkeye “originale”?

 

Young Avengers



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Kate Bishop, ancora ragazzina, debutta ufficialmente sul primo numero della serie “Young Avengers”, nell'ormai storica run firmata da Jim Cheung, Allen Heinberg e Andrea Di Vito.

Quattro supereroi adolescenti (e un po’ sfigatelli) si aggirano per New York imitando gli Avengers e facendosi chiamare Patriot, Iron Lad, Wiccan e Hulkling. Il loro obiettivo è quello di combattere il crimine, sfruttando i superpoteri che hanno in qualche modo ereditato da vari supereroi adulti.

Ma, a lungo andare, perfino il loro grande entusiasmo non si rivela sufficiente a compensare la loro sconfinata inesperienza...

E così, quando i ragazzi cercano di sventare una rapina, nel corso di uno sfarzoso matrimonio, è proprio Kate ad accorrere in loro soccorso!

Intrigata dalla loro missione, Kate decide di armarsi di arco e frecce e unirsi alla grande causa. Sarà l’inizio di una lunga serie di avventure in salsa giovanilistica, una saga ironica e frizzante che, credo, potrebbe piacere soprattutto agli estimatori di grandi successi per ragazzi quali “The Runaways” o “Ms Marvel”.

Ma sospetto che anche i fan delle recenti “WandaVision”, “Loki” e “Falcon and the Winter Soldier” potrebbero trovare più di un motivo per apprezzarla; tanto più che “Young Avengers” contiene moltissimi elementi e personaggi familiari ai fedelissimi del MCU... non dico altro per evitare spoiler! XD

Peraltro, lungo il cammino, Kate avrà modo di trascorrere parecchio tempo con la sua prima mentore (la detective Jessica Jones), nonché incontrare il suo idolo Burton e la sua futura “migliore amica del cuore”, la superoina America Chavez (che, se i rumors si riveleranno accurati come al solito, farà la sua comparsa al cinema fra qualche mese, nel nuovo film dedicato al Doctor Strange).

 

Occhio di Falco: Vita Normale



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Una serie di Matt Fraction David Aja, dai toni infinitamente più cupi e maturi. La star assoluta è Clint Burton, in una curiosa versione “dark and gritty” alla Daniel Craig/007.

Un uomo d’azione, insomma, pronto a sgominare intere gang di teppisti e avidi speculatori nel suo tempo libero... nonché a sedurre qualsiasi femme fatale su cui gli capiti di posare lo sguardo!

In questa serie, Kate Bishop è l’irrinunciabile partner-in-crime di Burton. Definirla una sidekick sarebbe riduttivo... anche perché, ammettiamolo: senza “Katie” e il suo “domiziano”, Burton farebbe una brutta fine in almeno una dozzina di occasioni diverse!

La definirei piuttosto la sua “protetta”, l’erede a cui Burton si prepara a trasmettere tutta la propria conoscenza. La giovane donna che condivide il suo nome di battaglia, la sua abilità da tiratrice, e... un singolarissimo, inconfondibile senso dell’umorismo! XD

Se volete scoprire in che modo i due Occhio di Falco hanno incontrato il delizioso cane Lucky nei fumetti, o che tipo di reazione ha avuto esattamente Kate, quando ha sentito parlare per la prima volta di una cosetta chiamata “freccia esplosiva”... non lasciatevi scappare “Occhio di Falco: Vita Normale”!

 

Hawkeye: Kate Bishop



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Prima avventura da solista per Kate, firmata nientemeno che da una delle mie autrici Marvel preferite, l’inimitabile Kelly Thompson!

Bishop si trasferisce a Los Angeles per iniziare la sua attività di detective privata, sulla scia della sua vecchia amica Jessica Jones. In breve, raduna attorno a sé una banda di disadattati e comincia a impegnarsi attivamente per la difesa degli innocenti.

Che si tratti di stalker, culti esagitati o supervillain, per Kate fa poca differenza: l’importante è proteggere gli indifesi... e magari anche riuscire a sbarcare il lunario nel frattempo. Anche se non si è ancora procurata una licenza. Né una targa degna di questo nome. E anche se la polizia le sta con il fiato sul collo praticamente da pagina 1...

Insomma, un gradito ritorno alla leggerezza e alle simpatiche tonalità pop delle prime scorribande; fra problemi di cuore, battute sarcastiche, citazioni e azione, un concentrato di energia che forse è anche – e soprattutto -  un sentito omaggio alla serie tv “Buffy: The Vampire Slayer”.

 

West Coast Avengers: La Costa Più Tosta



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La mia preferita fra tutte le serie consigliate finora! Divertente, scanzonata e surreale, mi ha fatto sbellicare dalle risate e mi ha fatto salire una voglia matta di leggerne ancora!

Kelly Thompson riprende il personaggio di Bishop, e stavolta le attribuisce addirittura una squadra “tutta sua”: gli scombinatissimi Avengers della Costa Occidentale, formati da un manipolo di supereroi abbastanza... ehm, diciamo sui generis! XD

Kate, Clint Burton, Gwenpool, il mutante Quentin Quire e America Chavez sono al verde. Per risolvere il problema, decidono di partecipare a un reality show in stile “Grande Fratello” e aprirsi completamente agli occhi del pubblico: segreti lavorativi, scheletri nell’armadio, vita privata... Stavolta non si salverà nessuno!

Ma fra le follie di Gwen, la crisi esistenziale di Clint e la cinica impazienza di Quentin, riuscirà Kate a tenere insieme il suo team... o, stavolta, saranno i supercattivi ad avere vita facile?


 E voi, amici?

Seguirete "Hawkeye"? 

Conoscevate questi (o altri) fumetti dedicati ai due mitici Occhio di Falco? ^^



sabato 23 ottobre 2021

"Nocterra: Full Throttle Dark": la recensione del primo volume della serie a fumetti di Scott Snyder e Tony. S. Daniel

Se vi piacciono i monster movies, le eroine ciniche e badass che farebbero di tutto, pur di non farvi notare il loro idealismo spezzato, e le storie sovrannaturali in stile H. P. Lovecraft... bè, direi che “Nocterra”, l’opera distopica scritta da Scott Snyder e illustrata da Tony S. Daniel, potrebbe essere la nuova serie a fumetti cucita su misura per voi!

 

Nocterra, Vol. 1

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La trama

Valentina “Val” Riggs (nome in codice: Sundog) vive da anni in un mondo sprofondato nella più totale oscurità. Letteralmente.

Da quando il sole si è spento, la civiltà è sprofondata nell’anarchia e una legione di creature mostruose si è riversata in ogni singolo centro abitato o anfratto isolato.

Esseri oscuri, violenti e sanguinari, che in realtà sono frutto di una mutazione...

Perché l’esposizione prolungata a queste nuove “tenebre” in cui il pianeta è sprofondato è in grado di innescare una malattia nelle cellule di qualsiasi creatura composta da materia organica (piante, animali e persone indistintamente), trasformando il loro DNA e dando vita a stuoli di mostri d’ombra; entità omicide che, in alcuni casi, assomigliano molto a degli zombie... ma che altre volte sembrano spaventosamente senzienti, come se fossero dotati di un linguaggio, codice e piano!

Valentina vive in un piccolo avamposto assieme a suo fratello Emory e a una manciata di altri sopravvissuti. Guida un camion che le permette di spostarsi da una zona di luce a un’altra, e si guadagna da vivere trasportando gente, armi e provviste fra i vari avamposti.

Ma, un giorno, Val riceve un incarico diverso dal solito: un vecchio di nome August le si avvicina e dichiara di conoscere l’ubicazione di un’oasi sicura, una vera e propria città fortificata, molto diversa dall’effimero nugolo di casupole e lampade in cui la donna abita adesso; un posto che, presumibilmente, sarebbe disposto ad accogliere Val ed Emory a braccia spalancate... a patto che la nostra eroina acconsenta a scortare lui e sua nipote Baley fino alle porte della cittadella.

Peccato che Augustus sostenga anche di essere l’uomo che ha scatenato la fine del mondo... e che uno spietato assassino, uno di quelli scaturiti dalle nebbie di una vera e propria leggenda urbana, gli stia dando la caccia!

 

One hell of a ride!

Anche se la trama, sulla carta, non lascia presagire molto dal punto di vista dell’originalità, in realtà “Nocterra” riesce a compensare abbondantemente la mancanza in termini di grinta, impatto visivo e vitalità!

Questo primo volume mi ha fatto pensare molto a un tipico blockbuster hollywoodiano (ma di quelli scritti come si faceva una volta, vale a dire con competenza ed entusiasmo), e ovviamente anche all’iconica serie “The Walking Dead”, a cui senz’altro Snyder e Daniel devono parte della propria ispirazione.

Per il momento, devo ammetterlo, la lettura mi ha elettrizzato: gli autori riescono a bilanciare benissimo le due componenti dell’azione e dell’introspezione psicologica, tanto per cominciare, e a farle lavorare in maniera perfettamente sinergica, dando vita a un’esplosione di azione e di emozioni!

Si rivelano anche in grado di giocare, altrettanto magistralmente, con una sfilza di cliffhanger e colpi di scena al cardiopalma, per cui ogni singola pagina di “Nocterra” sembra in grado di innescare una deliziosissima scarica di brividi di anticipazione!

La premessa, dal canto suo, verte su una delle più ancestrali paure dell’uomo (quella del buio, e di tutto quello che potrebbe celarsi dall’altra parte...), ma si spinge anche al punto di interrogare il lettore a proposito di alcune “false sicurezze”, incoraggiandolo a mettere in dubbio ciò che credeva di sapere a proposito dell’eterna lotta fra Bene e Male.

Da questo punto di vista, quindi, “Nocterra” tende ad assumere una connotazione addirittura epica; un conflitto fra poli contrapposti che si riflette anche nel rapporto (ancora tutto da sviscerare) fra la nostra Valentina, antieroina coraggiosa-ma-riluttante, e la sua nuova nemesi, il sadico e misterioso Blacktop Bill.

 

La mitologia

La verità è che i primi sei numeri di “Nocterra” bastano a malapena a darci un’idea di quello che Snyder e Daniel potrebbero avere in serbo per i volumi successivi!

L’avventura di Valentina e compagni è solo agli inizi, e non c’è davvero modo di prevedere verso quali mete andrà a svilupparsi la serie.

Quello che è certo è che alcuni indizi sembrano puntare decisamente in direzione di un’evoluzione a metà strada fra “Il richiamo di Cthulhu” e “L’ombra dello scorpione”, e che molti dei personaggi secondari hanno appena cominciato a svelarci parte della loro storia!

Per quanto riguarda le illustrazioni, invece, le ho trovate deliziosamente dettagliate, movimentate e ricchissime di gore: in una parola, semplicemente perfette, per una storia di questo genere!

 

Quando uscirà “Nocterra” in Italia?

Come c'era da aspettarsi, un importante editore italiano di fumetti ha deciso di non lasciarsi sfuggire l’opportunità di portare in Italia questo nuovo, clamoroso successo targato Image Comics: dopotutto, pare che le vendite negli States stiano andando a gonfie vele, e a settembre 2021 Snyder ha addirittura annunciato di aver venduto i diritti per un potenziale adattamento televisivo (anche se motivazioni di natura contrattuale gli impediscono di divulgare ulteriori dettagli in merito, almeno per il momento).

Durante la recente manifestazione del "Lucca Comics & Games 2021", la Saldapress ha infatti annunciato di avere acquistato i diritti per la traduzione di "Nocterra"!

Il volume iniziale dovrebbe esordire entro i primi mesi del 2022...

Intanto, approfitto dell'occasione per confermarvi che, dopo la conclusione di questo primo, esplosivo arco narrativo, la regolare pubblicazione di “Nocterra” (dal numero 7 in poi) riprenderà negli USA a partire da gennaio 2022.

A dicembre, invece, uscirà “Nocterra Special: Blacktop Bill”, un numero speciale interamente dedicato al villain principale della serie.

 




martedì 28 settembre 2021

Recensione: "The Whole Of Humanity Has Gone Yuri Except For Me" (manga)

La casa editrice americana Yen Press ci propone un nuovo manga yuri di stampo sci-fi, “The Whole Of Humanity Has Gone Yuri Except For Me” di Hiroki Haruse, la cui trama si pone da qualche a parte a metà strada fra quelle di “Otherside Picnic”, “Bloom into You” e “Y: The Last Man”...

Un esperimento simpatico che, purtroppo, non ha saputo tener fede alle sue premesse e si è intestardito a voltare le spalle alla propria eccentricità, inseguendo un’improbabile vena di serietà pseudo-scientifica.

Ma proviamo a esporre i vari argomenti nel dettaglio...

 

Volume unico

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La trama

In “The Whole Of Humanity Has Gone Yuri Except For Me”, Marika Uruuno, ragazza “ordinaria” che-più-normale-non-si-può (a suo umile avviso, almeno...) viene sbalzata in una realtà alternativa in cui il genere maschile ha finito con l’estinguersi a causa di un terribile virus.

In questa società parallela, le donne superstiti hanno trovato un modo alternativo per evitare il pericolo dell’estinzione e si sono organizzate secondo le nuove esigenze imposte dalla situazione.

Marika, in preda al panico, non desidera altro che di tornare a casa, al mondo che conosceva, e portare avanti il suo piano di vita in cinque fasi: vale a dire diplomarsi, trovare marito, fare carriera, mettere al mondo figli e morire esattamente così come è vissuta, nella più totale e beata anonimità garantita da un’esistenza all’insegna della normalità.

Almeno fino a quando non incontra Lily, avvenente studentessa dai modi un po’ alteri, che la coinvolge in una pericolosa indagine e la sprona a cercare di scoprire i reali motivi del suo arrivo in questo “strano” mondo di sole donne.

Le due ragazze, ciascuna motivata dai propri interessi, stringono un patto per allontanare l’attenzione generale da Marika: per tutto il tempo della sua permanenza, Lily fingerà di essere la sua fidanzata, in modo tale da tenerla al riparo dalla curiosità e dai sospetti delle compagne.

Nel frattempo, l’obiettivò sarà quello di continuare a investigare sui misteriosi segreti che si nascondono dietro all’affascinante teoria degli universi paralleli, in qualche modo coinvolta nell’incidente di Marika.

E se, da qualche parte, fosse in atto un complotto per alterare il corso della storia?

Fra esperimenti illegali, laboratori segreti e sinistri personaggi, Marika e Lily saranno costrette a rischiare il tutto per tutto, pur di riuscire a portare a galla la verità.

Una missione che suonerebbe forse un tantino più fattibile, se soltanto i nascenti sentimenti delle due ragazze non insistessero a intralciare la loro funzionalità operativa...

 

L’intrigo del Multiverso

The Whole Of Humanity Has Gone Yuri Except For Me” si è rivelato un manga profondamente diverso dalle mie aspettative. La trama che vi ho proposto io qui sopra è un po’ più... articolata, diciamo, rispetto a quella ufficiale, e permette già al lettore di formarsi un’idea del tipo di lettura che lo aspetta.

La sinossi rilasciata dalla Yen Press, invece, lascia presagire soltanto l’aspetto buffo – da commedia romantica, o quantomeno degli equivoci – insito nella premessa, evidenziando il legame nascente fra le due protagoniste a scapito di qualsiasi riferimento alla componente sci-fi.

Nella realtà dei fatti, “The Whole Of Humanity Has Gone Yuri Except For Me” cerca di proporsi come un titolo ibrido: gli elementi fantascientifici la fanno sicuramente la padrone, ma vengono somministrati con una leggerezza che, se da una parte mira a qualificare il titolo come “alla portata di tutti”, dall’altra tende sicuramente a frustrare/mortificare gli appassionati hardcore del genere.     

La love story, dal canto suo, si sviluppa lentamente e con un certo livello di carineria (e quello della "fake relationship" è un trope sempreverde); peccato che Hiroki Haruse conceda alle sue eroine pochissimo spazio per brillare, e che la loro caratterizzazione (e relazione) non riesca mai a emergere dai binari della più totale prevedibilità.

 

Un «insta-love»... basato su uno «slow burn»?!

Malgrado i tentativi dell’autrice di gettare un po’ di fumo negli occhi del lettore – e di aumentare il livello di suspense drammatica attraverso la crescente tensione sentimentale fra Marika e Lily – purtroppo il manga non è riuscito a coinvolgermi più di tanto.

La sottotrama pseudoscientifica mi ha tediato e inoltre, con tutto il mio amore per le storie yuri, non credo di aver shippato le due protagoniste neanche per mezzo minuto (anche se sapevo che sarebbero finite insieme; anzi, probabilmente proprio perché lo sapevo: era un dato di fatto inevitabile, quindi perché avrei dovuto prendermi il disturbo di fare il tifo?).

Il finale è forse la parte che ho apprezzato meno; soprattutto perché l’ho trovato frettoloso – oltre che fotocopiato – e perché mi è sembrato che scaturisse da un climax piuttosto improvvisato.

La verità è che, a giudicare dalla modalità “slow burn” dei primi capitoli, “The Whole Of Humanity Has Gone Yuri Except For Me” avrebbe avuto bisogno di almeno un altro centinaio di pagine, per riuscire a portare a compimento il suo arco narrativo in maniera soddisfacente... le dure leggi del mercato editoriale giapponese, purtroppo, devono aver deciso altrimenti.

Un peccato... soprattutto considerando il fatto che le illustrazioni del manga mi sono parse veramente notevoli, e che alcune riflessioni, anche se abbozzate (ad esempio, quelle relative all’inconsistenza stessa del concetto di normalità), vantano senz’altro una certa dose di spessore.

 

 



 

martedì 24 agosto 2021

Recensione: "Un Unkindness of Ravens - La Vendetta dei Corvi"

An Unkindness of Ravens: La Vendetta dei Corvi” è una serie a fumetti per ragazzi di genere horror/sovrannaturale.

Una storia di streghe, intrighi e piccole città in preda a diaboliche cospirazioni, firmata dall’autore americano Dan Panosian e dall’illustratrice italiana Marianna Ignazzi.

L’edizione italiana sarà disponibile a partire dal 23 settembre, per la casa editrice Saldapress.

Nella recensione qui in basso, invece, mi vedrete fare riferimento direttamente all’edizione originale americana del fumetto, targata Boom! Studios! :D



Potete acquistarlo QUI in italiano 


La trama

Wilma è la vostra classica adolescente bionda di provincia.

La ragazza si è appena trasferita nella sua nuova scuola, e il suo sogno più grande (?) è quello di passare inosservata come un fiocco di neve in una bufera.

Una speranza destinata a evaporare in fretta, in realtà: il primo giorno di lezioni, infatti, Wilma scopre che i corridoi dell’istituto che ha appena iniziato a frequentare sono letteralmente tappezzati di poster che riportano la foto di una biondina che le assomiglia in modo inquietante.

Una studentessa che si è volatilizzata dalla faccia della Terra già da qualche giorno, a cui forse qualcuno ha addirittura fatto del male; il suo nome è/era Weaverly e faceva parte di una congrega, un gruppo di streghe molto etniche e dark a cui piace farsi chiamare “i Corvi”.

Le vecchie amiche di Weaverly contattano immediatamente Wilma, scaraventandola all’interno di un mondo di magia e scontri fra fazioni rivali; un’epica diatriba del genere Good VS Evil  che affonda le sue radici direttamente nei giorni della caccia alle streghe e dei processi di Salem.

Riuscirà la nostra eroina a barcamenarsi fra la sua nuova routine scolastica, le frequentazioni appena sbocciate e la setta stregonesca capeggiata dalla sua rivale, l’energetica mean girl del liceo?


The Chilling Adventures of… Mary-Sue?

Un Unkindness of Ravens: La Vendetta dei Corvi” si è rivelato uno dei fumetti più elementari e scialbi che abbia mai letto.

Gli autori hanno deliberatamente cercato di infondere nella loro opera un taglio frizzantino alla “Sabrina” o “Riverdale; ma, francamente, non riesco a capire in che modo la trama, i personaggi o la premessa possano ambire a distinguersi da altri dieci milioni di titoli simili in circolazione là fuori.

Se non, forse, in termini di abbassamento degli standard generali.

L’abominevole caratterizzazione di Wilma, per me, rappresenta il tasto più doloroso, dal momento che certi cliché si rivelano addirittura offensivi nei confronti delle ragazze adolescenti e delle loro problematiche. Che non sono solo (piccolo spoiler!) “ambire a essere carine e popolari come tutte le altre” o "rimorchiare il bell’ombroso della scuola".

La protagonista di “An Unkindness of Ravens”, dicevamo, è una ragazza che, per una ragione o per l’altra, vorrebbe tanto essere considerata ordinaria. Quando scopre di possedere invece fenomenali poteri cosmici (che ovviamente non si è mai guadagnata; che non ha mai neanche cominciato a desiderare…) si incazza a bestia e comincia a sbroccare a destra e a manca. A sentirla parlare, vi convincereste che un cattivo cosmico abbia appena cercato di scagliarle la biblica croce del Golgota sulle spalle!

Impegnata com’è ad autocompatirsi e strapparsi i capelli per la bellezza di cinque numeri, prima del gran finale Wilma trova appena il tempo di invaghirsi di un tizio a caso (Dylan di “Beverly Hills 90210”, in versione 2.0) e di formare un’amicizia di comodo con un altro liceale un po’ imbranato, il classico “sidekick” di turno che offre agli autori il pretesto per riversare addosso ai lettori un po’ di sano infodump, senza correre (troppo) il rischio di far sembrare Wilma una totale sbarellata.

Nella vita di questa ragazzina non c’è spazio per nient’altro. Di sicuro non per entrare a far parte del gruppo dei Corvi o per studiare una strategia in grado di sconfiggere i cattivi; non per formare delle relazioni significative con chicchessia o per imparare a comprendere meglio le naturali complessità del mondo che la circonda.


Una serie limitata, o… un pilot?

L’editore americano cerca di spacciare “An Unkindness of Ravens: La Vendetta dei Corvi” per una “serie limitata”, e raccoglie tutti e cinque i numeri che la compongono in un unico volume. Lo stesso farà, a settembre, anche la Saldapress.

Ma se pensate che questo vi garantisca automaticamente l’opportunità di leggere una storia autoconclusiva, dotata di un finale anche remotamente soddisfacente, bè… benvenuti nel Club di Quelli Destinati a Restare Amaramente Delusi (scrivetemi, e vi terrò volentieri un posto! XD).

Nel caso dell’opera di Panosian e Ignazzi, “serie limitata” vuol dire semplicemente “diavolo, beccatevi questo cliffhanger, nessuna risposta e un sacco di foreshadowing che non porta da nessuna parte; e poi non sognatevi di venirvi a lamentare con noi, che vi avevamo pure avvertito!” XD.

Se “An Unkindness of Ravens” non rappresentasse, al tempo stesso, un pilot così dolorosamente superficiale e scarno di dettagli originali, probabilmente non mi lamenterai neanche così tanto,

Ho notato che alcuni lettori americani tendono a paragonare il fumetto al primo episodio di uno show di questa o quell’altra rete televisiva via cavo “minore”. Eppure, secondo me, anche questo resta un complimento eccessivo: perfino al confronto di un semplice “Motherland: Fort Salem” o di un “The 100”, “Un Unkindness of Ravens” continua a restare quello che è… vale a dire, a mio avviso, una gigantesca perdita di tempo.

Se siete interessati al tema della guerra fra streghe, e a quel particolare “vibe” trasmesso da alcune vecchie glorie cinematografiche degli anni Novanta (dal film “Buffy” a “The Craft”), vi consiglio piuttosto di dare un’occhiata alla serie “Muted”, disponibile su Webtoon.

È gratis, le illustrazioni riescono a manifestare un pizzico di personalità anziché limitarsi a sembrare “ok”, e l’autrice è già arrivata a sceneggiare la terza stagione: devo davvero continuare a elencarvi altre ragioni? ;D

 



martedì 10 agosto 2021

Recensione: "The Demon Girl Nex Door - Vol. 1"

Quanto vi piacciono le commedie, le storie d’amicizia al femminile e i manga a tema “magical girl”?

Se la risposta è “un sacco, accidenti!”, tiratevi su le maniche e preparatevi a leggere la recensione del primo volume di “The Demon Girl Next Door”, un delizioso manga di Machikado Mazoku, edito in inglese dalla Seven Seas Entertainment!


 

Potete acquistarlo QUI in inglese


La trama

Yuko Yoshida è una quindicenne adorabile, imbranata e ferma sostenitrice dello “tsundere style of life”.

Un bel giorno, la ragazzina si sveglia e scopre che è accaduto l’impensabile: sulla cima della sua testa sono spuntate due corna, e dal nulla pare che si sia addirittura materializzata... una coda?!

Non solo: parlando con sua madre, Yuko scopre di avere ereditato dalla sua famiglia dei “fantastici” superpoteri e una missione speciale… vale a dire l’incarico di ripristinare l’onore perduto della sua famiglia sconfiggendo Chiyoda Momo, amichevole supereroina di quartiere e ragazza magica locale.

Momo, in realtà, è una compagna di scuola di Yuko, ed ha una forza straordinaria!

Mentre Yuko... ehm, fra le lei e un gattino appena nato, diciamo solo che probabilmente vi converrebbe puntare tutti i vostri risparmi sul felino! XD

Ma la nostra protagonista è comunque determinata a fare la cosa giusta, e a ripulire una volta per tutte la reputazione della sua tribù di demoni!

Ora, se soltanto Momo non fosse sempre così dannatamente gentile...

 

Shodow Mistress VS Magical Girl

The Demon Girl Next Door” ha la struttura di un manga “4-panel”. Che cosa vuol dire? Molto semplice: le quattro vignette che formano ciascuna tavola sono disposte in colonna, anziché in formazione orizzontale – un po’ in stile Webtoon, se vogliamo.

Questo tipo di formato è molto comune nei manga di genere comico; mi viene in mente, ad esempio, il delizioso “Puella Magi Homura Tamura” di Magica Quartet, o lo spin-off “My Hero Academia Smash!!” di Hirofumi Neda.

Ovviamente, anche “The Demon Girl Next Door” è una commedia; ed è anche – gioia e tripudio! – una di quelle particolarmente pucciose e divertenti, un titolo da qualche parte a metà strada fra la rassicurante semplicità di “Non Non Biyori” e la follia dissacrante del mitico “Yuru Yuri”.

L’adorabile character design riflette in pieno l’umorismo e la tenerezza della premessa e dei personaggi, e non manca mai di regalarci sospiri e momenti di puro e semplice relax.

Non mi fraintendete, però: malgrado il numero spropositato di gag, generate per lo più dallo spassoso contrasto fra la pigra e irascibile Yuko e la pacata e combattiva Momo… Questo primo volume si spinge anche al punto di mostrarci gli esordi di quella che potrebbe essere una storia dai risvolti sorprendentemente misteriosi e dark!

Questo perché Momo, malgrado tutto il suo aplomb e le pose da guerriera indistruttibile, sembra assolutamente terrorizzata al pensiero che una delle sue colleghe possa arrivare in città, magari attratta da una delle pittoresche sceneggiate di Yuko.

Le ragazze magiche di cui parla Momo... Dovrebbero essere combattenti valorose e paladine della giustizia, in teoria. Possibile che, in realtà, siano molto più brutali e spietate di qualsiasi demone?

Bè, immagino che dovremo aspettare di leggere i prossimi volumi per scoprirlo!

L’unica cosa certa, al momento, è che Momo continuerà sempre a farsi in quattro per impedire che la “sua” Shadow Mistress (il nome da villian che Yuko stessa ha deciso di attribuirsi) possa imbattersi accidentalmente in una di queste colleghe...


Nemiche-amiche per sempre!

Eh, già: perché il nucleo emotivo della narrazione si gioca tutto qui, nel tenerissimo rapporto di rivalità/amicizia che arriva a svilupparsi fra la nostra incantevole “demone della porta accanto” e la sua nemesi, la solitaria ragazza magica Momo!

Nel corso di questo primo volume, infatti, le due protagoniste si ritrovano a trascorrere sempre più tempo insieme, e ad avvicinarsi in modi che nessuna delle due aveva previsto.

Come si fa a progettare di uccidere la persona che ti aiuta ad addestrati ogni mattina, che si prende cura di te quando stai male, e che decide deliberatamente di rinunciare al suo tempo libero per accompagnarti a fare shopping?

Yuko non è molto sicura di quale dovrebbe/potrebbe essere la risposta a questa domanda...

La sua chiassosa e scatenata antenata Lilith, riverita capostipite della sua famiglia di demoni, viceversa, è convinta di saperlo molto bene! Peccato che anche i suoi tentativi di sconfiggere Momo si risolvano in un eclatante disastro dietro l’altro, e che forse a Yuko il fallimento... bè, in fondo non dispiaccia nemmeno così tanto! XD


L’anime

Ho recentemente scoperto che, nel 2019, “The Demon Girl Next Door” è stato adattato in un anime di 12 episodi.

Manco a dirlo, nessuna rete televisiva o servizio streaming disponibile in Italia ne ha acquistato i diritti, per cui non l’ho mai visto... Ma vale la pena notare che le recensioni degli spettatori stranieri sono piuttosto positive, al punto che, nel 2020, è stata addirittura annunciata una seconda stagione!




venerdì 30 luglio 2021

"Il Regno Invisibile": recensione del secondo e terzo volume della saga a fumetti di G. Willow Wilson e Christian Ward

 


Potete acquistare QUI il terzo volume in italiano


Breve disclaimer: il fatto di trovarmi a scrivere la recensione degli ultimi due volumi de "Il regno invisibile" nel pieno della mia fanatica fissazione per la serie tv "Legends of Tomorrow", con ogni probabilità non giocherà a favore della graphic novel di G. Willow Wilson e Christian Ward! XD

Se dobbiamo metterci a parlare di navi spaziali, donne capitano super-queer ed equipaggi squinternati pronti a tutto pur di difendere il mondo dai cattivi... bè, mi spiace, Miss Wilson: il mio cuore apparterrà sempre alla pazza banda del capitano Lance! *____*

Okay, premesse deliranti a parte XD, adesso parliamo di "Oltre i limiti" e "In altri mondi", rispettivamente secondo e terzo volume della serie sci-fi "Il regno invisibile".

Mesi fa, vi avevo già espresso il mio apprezzamento nei confronti del primo volume della saga, “Seguire la via”.

Un'impressione positiva che gli ultimi due capitoli hanno più o meno confermato, anche se con qualche riserva e un paio di perplessità.

L'ultimo arco narrativo, in modo particolare, mi è parso affrettato e un po’ tirato per i capelli. Il fatto è che le premesse de "Il regno invisibile", secondo me, lasciavano intuire il progetto di un'odissea molto più ambiziosa e complicata, sulla scia di altre famose space opera del calibro di "Saga" o "Li troviamo solo quando sono morti".

Invece, "In altri mondi" tira rapidamente le somme della trama principale e ci propone una conclusione che, per quanto soddisfacente, secondo me non riesce a scongiurare del tutto la temibile etichetta di "occasione sprecata".

Stando così le cose, devo ammettere di aver trovato gradevole e simpatica la lettura de "Il regno invisibile"... ma nulla di più.

Soprattutto perché i personaggi (parlo dei secondari, ma in parte anche delle protagoniste...) si rivelano abbastanza banali e i dialoghi non si discostano mai molto dal flusso delle nostre previsioni.

Come se non bastasse, i drammi etici e religiosi di Vess (che pure occupano una vasta porzione dell'intreccio) tendono a non centrare mai del tutto il bersaglio, complice una caratterizzazione archetipica e un'evoluzione del personaggio riuscita a metà.

Anche la storia d'amore risente molto dell'ermeticità e della vena scostante dimostrate dalla nostra piccola suora spaziale, d'altro canto: di fatto, il legame fra lei e Grix a me non è mai parso particolarmente credibile... né (e forse questo è anche peggio) interessante nel senso più esteso del termine.

Le illustrazioni "spaziali" di Ward, d'altro canto, sono sbalorditive e contribuiscono ad arricchire il worldbuilding di innumerevoli sfumature.

Sospetto anzi che, senza alcune delle sue splendide tavole "a tutta pagina", "Il regno invisibile" non sarebbe riuscito a spingersi molto oltre il confine della didattica e della semplice retorica anti-consumista: invece, la poesia delle immagini di Ward riesce ad amplificare il messaggio di speranza, pace e resistenza trasmesso dai testi di Wilson e a trascendere il regno della pura banalità, per sconfinare piuttosto nel mondo dell’emozione, dello spirituale e della metafisica.

Se amate le avventure nello spazio, le serie tv come “The Expanse” e gli epici scontri in stile in stile Davide e Golia, vi consiglio insomma di tenere questo titolo in grande considerazione. I difetti ci sono, e purtroppo si vedono; ma il ritmo scoppiettante, le dinamiche benintenzionate e la punta di umorismo che interviene spesso a smorzare l’estrema serietà delle tematiche, bastano comunque a rendere la lettura accattivante e mai banale.

 



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