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domenica 26 settembre 2021

Recensione: "Black Water Sister", di Zen Cho

Black Water Sister” è il nuovo urban fantasy di Zen Cho, già autrice della duologia “Sorcerer to the Crown + “The True Queen”, nonché del notevole romanzo wuxia “The Order of the Pure Moon Reflected inWater”.

Black Water Sister” vanta una variopinta ambientazione asiatico-contemporanea e un nucleo di tematiche altamente significative; è un libro divertente, eccentrico e colorato, che giustappone la sensibilità e il materialismo (tutto occidentale) di una protagonista nata e cresciuta negli USA, al folclore e allo spiritualismo malesiano.

Un fantasy singolare e potenzialmente irresistibile, che a tratti ricorda “The Ghost Bride” di Yangsze Choo; purtroppo, la trama sconnessa e i personaggi da light novel tendono a guastare l’effetto di insieme, rendendo l’esperienza di lettura gradevole, forse addirittura pittoresca, ma tutt’altro che indimenticabile...


Potete acquistarlo QUI in inglese

 

La trama

Jessamyn Teoh si è sempre considerata americana; eppure, quando suo padre perde il lavoro a seguito di una grave malattia, viene costretta a tornare in Malesia assieme al resto della sua famiglia.

Jess non ha mai vissuto in Malesia, neanche per un giorno. Non conosce quasi nulla delle tradizioni locali, e meno ancora di quelle relative al suo stesso albero genealogico. Così, quando comincia a sentire una voce che le parla all’orecchio, attribuisce la cosa allo stress e si mette subito alla ricerca di un terapeuta.

Dopotutto, è una laureata di Harvard senza uno straccio di prospettiva, esiliata in una terra “straniera” a un paio di pianeti di distanza dalla sua ragazza, dai suoi amici, dal mondo che conosceva.

Chi è che non ne uscirebbe con i nervi un tantino logorati?

Tutto cambia, quando lo spirito con cui è entrata in comunicazione si rivela appartenere ad Ah Ma, la nonna materna che non ha mai veramente conosciuto. In vita, Ah Ma era una potentissima medium, l’avatar di una misteriosa divinità chiamata “Black Water Sister”.

Adesso, Ah Ma è più che mai determinata a pareggiare i conti con il boss della malavita locale, colpevole di aver arrecato un’offesa mortale alla sua dea – e, per qualche ragione, pare proprio che non possa riuscirci senza l’aiuto di Jess!

Attirata in un mondo di fantasmi, divinità e oscuri segreti di famiglia, Jess scoprirà che stringere accordi con uno spirito capriccioso potrebbe rivelarsi più pericoloso del previsto. Anche perché la “Black Water Sister” di cui parla Ah Ma è molto, molto arrabbiata... e, se Jess dovesse fallire, la sua prossima vittima potrebbe essere qualcuno che le è molto caro.


Genitori, zii, cugini e tanti guai!

Ci tengo a precisare che “Black Water Sister” è un libro che la stragrande maggioranza del pubblico (e della critica) ha amato profondamente.

Per me non è stato così, ma la verità è che non so quanto di tutto questo sia da attribuire alla mia scarsa capacità di relazionarmi a quello che è l’effettivo tema portante di quest’opera: vale a dire la famiglia, nel senso più biologico ed esteso del termine.

In realtà, l’opera di Zen Cho affronta molti argomenti interessanti; quello dell’immigrazione è decisamente quello che mi ha colpito di più, dal momento che lo smarrimento di Jess, la sua dolorosa mancanza di una specifica identità culturale in cui riconoscersi, viene rappresentata dall’autrice con passione e un’ encomiabile dose di approfondimento psicologico.

Ma è un fatto che i riflettori restino puntati soprattutto sui rapporti famigliari. Tutta la vita di Jess in Malesia, in un certo senso, ruota attorno a questo enorme, chiassoso, “simpatico” serraglio di zii, cugini, parenti di terzo grado e ficcanaso vari ed eventuali.

Ora... I personaggi della madre, del padre e della nonna sono stupendi, non mi fraintendete. Ma il resto della banda?

Sarò sincera con voi: riferimenti alle varie esperienze LGBT a parte, per me non è stato sempre facile riuscire a stabilire un punto di connessione con la protagonista; trovare un modo per immedesimarmi nei suoi problemi, nei suoi dilemmi morali e nella sua visione della vita.

Parte del problema ha sicuramente a che fare con una questione di “gap” culturale. Dopotutto, come l’autrice si prende la briga di ricordarci, molte famiglie asiatiche allevano i propri figli in base a valori completamente diversi da quelli occidentali.

C’è anche da dire che il significato che attribuisco io alla parola “famiglia” ha poco a che fare con il DNA, e molto più a che vedere con la gente che effettivamente si prende cura di me e mi protegge le spalle. Ma, forse, questa modalità di pensiero è un lusso che posso concedermi soltanto perché non ho avuto la sfortuna di crescere in una terra diversa da quella dei miei antenati; dopotutto, nessuno ha mai cercato di sradicare me dalle mie radici. Posso scegliere di allontanarmene; posso crogiolarmi nella consapevolezza che saranno sempre lì: per ritrovarle mi basterebbe allungare una mano.

Perfino così, sarà sincera: ho trovato difficile comprendere i motivi che spingono Jess a vivere in preda al terrore costante di deludere questo clan di parenti che, a ben vedere, non sono altro che sconosciuti che per caso portano il suo stesso cognome; gente che si prende la briga di giudicare ogni sua azione e di pianificare la sua vita in ogni insignificante dettaglio, ma mai – il cielo ce ne scampi – di conoscerla per ciò che Jess realmente è.

Jess, dal canto suo, reagisce a tutte queste interferenze mostrando soltanto passività, pavidità e una vaga predisposizione al martirio... una serie di circostanze che, lo ammetto candidamente, purtroppo non mi hanno reso particolarmente bendisposta nei confronti del resto della sua storia.


Un arco spezzato

Dal punto di vista della trama vera e propria, trovo che “Black Water Sister” risenta di una grave mancanza di struttura.

Questo difetto, secondo me, va attribuito soprattutto all’arco narrativo della protagonista, che non arriva mai a svilupparsi in modo soddisfacente. La trasformazione di Jess, alla fine del libro, mi è parsa tutt’altro che convincente; una specie di parabola “a singhiozzi”, che si evolve a forza di scenari pittoreschi e incontri con personaggi sui generis, piuttosto che per mezzo di lezioni apprese e prove superate.

Oltretutto, non ho apprezzato particolarmente neanche la tendenza dell’autrice a ricorrere alla costante minaccia di violenza sessuale come espediente narrativo. Perché, detto fra voi e me, questo sarà anche uno stratagemma dolorosamente credibile... ma, nell’ambito di un libro a sfondo sovrannaturale, in realtà si traduce anche in un cliché pigro, la prima freccia nell’arco di un autore che non conosce il mondo che ha creato e che si rifiuta di fare i compiti a casa.

L’ambientazione, viceversa, è un elemento in cui “Black Water Sister” senz’altro eccelle. La Malesia dipinta da Zen Cho non mi è mai sembrata così vivida, problematica e interessante. Le sue descrizioni mi sono entrate sotto la pelle come le schegge di una cornice; un dipinto quadrimensionale, che è riuscito ad avvolgermi nelle sue luci, nei suoi profumi e nelle sue seducenti percezioni sensoriali.

Mentirei, se vi dicessi di non essermi aspettata un qualcosa di più. Ma suppongo che trarrò consolazione dal fatto di essermi imbattuta in una delusione parziale, e non integrale al 100%! XD




domenica 27 dicembre 2020

I 10 migliori libri fantasy del 2020

Siamo tornati in quel periodo dell’anno in cui si è soliti stilare elenchi e compilare classifiche relative ai “the best of”. Ormai, il post dedicato ai migliori libri fantasy (secondo me, e fra quelli che ho letto nel corso dei 365 giorni precedenti) è diventato un po’ una tradizione qui sul “Laumes’ Journey”. Fra parentesi, sapevate che il blog compirà ben 10 anni, nel 2021?!

Una cosa da non credere, eh? Questo posticino speciale è diventato, ufficialmente, il progetto più coinvolgente e ad ampio respiro cui mi sia dedicata finora…

 

I 10 migliori libri fantasy del 2020:


Potete leggere QUI la mia recensione.“Harrowhark la Nona, ultima negromante della sua Casa, è stata reclutata dall’Imperatore per combattere una guerra impossibile. Costretta a lavorare fianco a fianco con una detestata rivale, Harrow deve perfezionare le sue abilità e diventare un angelo della non-morte... ma la sua salute si sta deteriorando, la sua spada le dà la nausea, e perfino la sua mente sta cominciando a tradirla. Sigillata nel gotico splendore del Mithraeum dell’Imperatore con tre insegnanti ostili, infestata dal fantasma folle di un pianeta assassinato, Harrow dovrà confrontarsi con due scomode domande: qualcuno sta forse cercando di ucciderla? E nel caso in cui ci riuscisse... l’universo sarebbe forse più al sicuro?” Potete acquistarlo QUI in inglese





Potete leggere QUI la mia recensione. “Ogni città ha un’anima. Alcune sono antiche come miti, altre nuove e distruttive come bambini. New York City? Be’, lei di anime può vantarne addirittura cinque! Ma ogni città possiede anche un lato oscuro. Un male antico, strisciante, infido, ha cominciato ad agitarsi sotto la terra e a minacciare di distruggere la metropoli. A meno che i suoi cinque protettori non riescano a unire le forze e a mettere un freno alle mire di questa diabolica presenza cosmica, una volta per tutte…” Potete acquistarlo QUI in inglese






Potete leggere QUI la mia recensione! "Nonostante le sue perdite, Rin non ha rinunciato a lottare per le persone per cui ha sacrificato tanto - le genti delle province del Sud, e in particolar modo di Tikany, il suo villaggio natale. Mentre torna alle proprie radici, Rin si imbatte in difficoltà apparentemente insormontabili - ma in anche in opportunità inaspettate. Spalleggiata dalle masse di contadini a caccia di vendetta e dall'armata delle forze del Sud, Rin userà qualsiasi arma per distruggere la Repubblica e i conquistatori hesperiani. Ma riuscirà a resistere alla voce della Fenice, che continua a bisbigliarle di annegare nel fuoco il mondo e tutto ciò che contiene?" Potete acquistarlo QUI in inglese.




Potete leggere QUI la mia recensione. "E se sapessi esattamente come e quando morirai? Csorwe l'ha sempre saputo - allo scoccare del suo quattordicesimo anno di vita, salirà la scalinata sulla montagna, entrerà nel Santuario del suo dio oscuro, e guadagnerà il più onorevole dei titoli: sacrificio. Ma il giorno della sua morte annunciata, un potente mago decide di offrirle un nuovo destino. Lasciare il Santuario con lui, e vivere. Voltare le spalle al suo fato e al suo dio per diventare una ladra, una spia e un'assassina - la spada più leale al servizio del mago. Per aiutarlo a rovesciare un governo e a riconquistare il suo seggio di potere. Ma Csorwe imparerà presto che gli dei non dimenticano mai, e che se ti verrà concesso di vivere abbastanza a lungo, prima o poi verrai chiamata a pagare i tuoi debiti..." Potete acquistarlo QUI in inglese




Potete leggere QUI la mia recensione. "È la mattina della mietitura che inaugura la decima edizione degli Hunger Games. A Capitol City, il diciottenne Coriolanus Snow si sta preparando con cura: è stato chiamato a partecipare ai Giochi in qualità di mentore e sa bene che questa potrebbe essere la sua unica possibilità di accedere alla gloria. La casata degli Snow, un tempo potente, sta attraversando la sua ora più buia. Il destino del buon nome degli Snow è nelle mani di Coriolanus: l'unica, esile, possibilità di riportarlo all'antico splendore risiede nella capacità del ragazzo di essere più affascinante, più persuasivo e più astuto dei suoi avversari e di condurre così il suo tributo alla vittoria. Sulla carta, però, tutto è contro di lui: non solo gli è stato assegnato il distretto più debole, il 12, ma in sorte gli è toccata la femmina della coppia di tributi. I destini dei due giovani, a questo punto, sono intrecciati in modo indissolubile. D'ora in avanti, ogni scelta di Coriolanus influenzerà inevitabilmente i possibili successi o insuccessi della ragazza. Dentro l'arena avrà luogo un duello all'ultimo sangue, ma fuori dall'arena Coriolanus inizierà a provare qualcosa per il suo tributo e sarà costretto a scegliere tra la necessità di seguire le regole e il desiderio di sopravvivere, costi quel che costi." Potete acquistarlo QUI




Potete leggere QUI la mia recensione. Un brigante entra in un caffè, e da quel momento tutto va completamente a catafascio! Guet Imm, una giovane adepta dell’Ordine della Luna Pura, si unisce a un gruppo di eclettici banditi (che a loro la cosa piaccia oppure no) con l’obiettivo di proteggere una sacra reliquia. Ovviamente, nel giro di pochi ore la monaca si ritroverà in una situazione infinitamente più complessa del previsto...” Potete acquistarlo QUI in inglese






Potete leggere QUI la mia recensione. "Jack ha lasciato la Scuola per Ragazzi Ribelli di Eleonor West portando con sé il corpo della sua deliziosamente squilibrata sorella gemella, Jill - uccisa in seguito a una fitta di sacrosanto furore e di senso della giustizia. Da lì, le ragazze hanno fatto ritorno a casa, nella loro inquietante e sinistra Brughiera. Ma nel loro mondo d'adozione la morte non corrisponde sempre a un concetto definitivo, e quando Jack fa inaspettatamente ritorno a scuola, è subito chiaro a tutti che deve esserle successo qualcosa. Qualcosa di terribile. Qualcosa che soltanto il più folle degli scienziati pazzi avrebbe potuto concepire. Qualcosa a cui soltanto i suoi vecchi amici potrebbero essere in grado di rimediare. La regola di Eleonor West contro le "missioni di salvataggio" in giro per i mondi sta per essere infranta. Di nuovo." Potete acquistarlo in inglese QUI



Potete leggere QUI la mia recensione. "Dopo aver salvato Tevanne dalla distruzione assoluta per il rotto della cuffia, Sancia Grado e i suoi amici si sono dedicati al loro prossimo obiettivo: spargere i semi di una rivoluzione industriale e magica all'interno della città. In caso di successo, i segreti che si celano nella loro arte magica - quella che permette loro di trasformare qualsiasi oggetto in un essere senziente - diventerà accessibile a ogni cittadino di Tevanne, con grande dispiacere dell'opulenta classe dominante mercantile.Ma uno dei nemici di Sancia si è imbarcato in un azzardo disperato, nel tentativo di resuscitare una figura piovuta fuori dalla leggenda - un essere immortale, un mago oscuro che un tempo si faceva chiamare "gerofante". Tanto tempo fa, il gerofante era un uomo ordinario, ma dopo aver esercitato la sua arte a lungo, egli riuscì a trasformarsi in una divinità. Una volta risvegliata, questa creatura non si fermerà davanti a nulla, pur di riuscire a plasmare il mondo nella sua terrificante immagine. E se Sancia non riuscisse a fermare il ritorno di questo antico potere? Be', a volte l'unico modo per combattere un dio... è trovarne un altro disposto a dichiarargli guerra." Potete acquistarlo QUI in inglese



Potete leggere QUI la mia recensione. "Avery è un bambino eccezionale. 'Precisione' è la sua parola d'ordine e viene applicata a tutto quello che fa, dal modo in cui si lava la faccia a quello in cui completa i suoi compiti a casa - senza mai lamentarsi, fare baccano o aver bisogno di esortazioni. Anche Zib è una bambina eccezionale, perché ogni bambino lo è, a modo suo. Ma laddove tutto quello che Avery fa ed è può essere misurato e calcolato, niente di quello che Zib pensa e fa può essere predetto, perché l'imprevedibilità e il caos sono il suo stile di vita. Zib e Avery vivono sulla stessa strada. Vivono in due mondi completamente diversi. Ma, una mattina, si ritrovano a scalare lo stesso Muro di pietra e a piombare nel mondo di Up- and-Under - una terra impossibile, popolata di mistero, avventure e stranissime creature. Per tornare indietro, dovranno imparare a scoprire chi è l'altro - e trovare se stessi." Potete acquistarlo QUI in inglese



Potete leggere QUI la mia recensione."Alla Scholomance non ci sono insegnanti , non ci sono vacanze e non esistono amicizie, salvo quelle strategiche. La sopravvivenza è più importante di qualsiasi voto, anche perché la scuola non permetterà ai suoi allievi di andarsene fino a quando non si saranno diplomati... o non saranno morti! Le regole sono ingannevolmente semplici: Non camminare per i corridoi da solo. E fai attenzione ai mostri che incombono dappertutto. El possiede una preparazione speciale per superare i pericoli della scuola. Potrà anche essere priva di alleati, ma possiede un potere oscuro abbastanza forte da spianare le montagne e spazzata via milioni di persone. Per El, sconfiggere i terribili mostri che infestano la scuola sarebbe abbastanza facile. L'unico problema? I suoi incantesimi potrebbero facilmente uccidere anche tutto il resto degli studenti..." Potete acquistarlo QUI in inglese



Anni precedenti e successivi:

I Migliori Libri Fantasy del 2021

I Migliori Libri Fantasy del 2019

I Migliori Libri Fantasy del 2018

:)


domenica 29 novembre 2020

Recensione: "The True Queen", di Zen Cho

 


The Sorcerer Royal, Vol. 2

Potete acquistarlo QUI in inglese

"Le sorelle Muna e Sakti si svegliano su una pacifica spiaggia dell'isola di Janda Baik. Non riescono a ricordare niente del loro passato, eccetto la forza del loro legame. Un incantatore sconosciuto ha lanciato una maledizione su di loro, e Sakti sta iniziando a svanire, lentamente ma in modo sempre più inesorabile. Adesso, l'unica speranza di salvarla risiede in un viaggio verso la distante Bretagna, e presso l'Accademia che Prunella Whyte ha istituito per addestrare le donne dotate di poteri magici. Se Muna intende salvare la sorella, dovrà imparare a navigare i pericoli dell'alta società e a ingannare i maghi inglesi, perché, se non riuscirà a convincerli di essere un prodigio dell'arte magica, nessuno si prenderà la briga di aiutarla. Oppure sì?"


The True Queen” è il sequel di “Sorcerer to the Crown”, delizioso romanzo fantasy ambientato in un’ucronica Inghilterra ottocentesca “alternativa” di cui abbiamo già parlato qualche tempo fa. In teoria, il libro potrebbe essere considerato autoconclusivo, dal momento che la trama si regge perfettamente sulle sue gambe; non vedo per quale motivo privarsi del piacere di leggere entrambe le incursioni dell’autrice Zen Cho in questo suo brillante e affettato universo magico, però. In fondo, l’Età della Reggenza, con il suo “manierismo”, le sue imposizioni e le sue allucinanti contraddizioni, offre all’autrice una perfetta opportunità per creare contrasti e associazioni e avviare una divertente conversazione in chiave satirica con i suoi lettori.

The True Queen” introduce, fin dalle sue prime battute, una protagonista nuova di zecca: la giovane Muna, una ragazza di Janda Baik dal passato avvolto nel mistero. L’amnesia di Muna coinvolge anche sua sorella, Sakti; le due si svegliano su una spiaggia assolata, a pochi passi dalla giungla in cui vive la famigerata strega Mak Genggang, e da quel giorno vengono accolte al servizio della vegliarda e dalla sua ampia congrega di lamie. La loro vita semplice, scandita dai pacati ritmi quotidiani dell’isola, viene interrotta dal dipanarsi di un intrigo magico e dall’esplosione di un incidente diplomatico dai risvolti epocali. Per mettere al sicuro le sue due “apprendiste”, la strega decide di inviarle presso la neonata Accademia “Lady Maria Whyte Per Gentilmaghe”, una chiacchieratissima scuola di magia inglese messa su dall’intraprendente “Stregona Reale” Prunella Whyte. Peccato che anche Prunella e la sua cara amica di infanzia, Miss Henrietta Stapleton, si ritrovino per la mani una scandalosa quantità di gatte da pelare, fra blasonati maghi intenzionati a difendere il loro privilegio con le unghie e con i denti e un’assurda dichiarazione di guerra scandita dalle labbra delle temibile Regina di Faery in persona!

The True Queen” è, a mio avviso, un romanzo estremamente piacevole e divertente da leggere. La sua scorrevolezza sottintende un senso di estrema “leggerezza” contraddetta (almeno in parte) dalle tematiche tirate in ballo: lotta fra i sessi, classismo, colonialismo e sfruttamento culturale, per citare solo i quattro più importanti. Rispetto a “Sorcerer to the Crown”, questi argomenti si inseriscono all’interno della narrazione in maniera molto più fluida e avvincente e – soprattutto - senza interrompere la nostra sospensione dell’incredulità neanche per un secondo. La Cho eccelle nella stesura di dialoghi (come avevo già notato, mesi fa, leggendo il suo rocambolesco racconto wuxia “The Order of The Pure Moon Reflected in Water”) e si lancia in un perfetto tentativo di caratterizzazione dei personaggi in stile Jane Austen, la sua somma Maestra di stile.

Ciò premesso, credo che questa sua tendenza “emulativa” abbia finito con il compromettere un po’ la sua capacità di scrivere delle buone scene d’azione (se così vogliamo chiamarle) e di organizzare la macrostruttura del suo libro secondo una logica moderna. Di fatto, non ho apprezzato i continui salti di prospettiva né l’inclinazione a riassumere alcuni snodi fondamentali della trama in un paio di paragrafi. E ho fatto seriamente fatica ad affezionarmi o fare il tifo per la principale “coppia romantica” del romanzo, dal momento che le interazioni dei due personaggi in questione, in pratica, per il 99% del libro si limitano a “x guarda timidamente y con la coda dell’occhio o cerca disperatamente di attirare la sua attenzione, mentre y fissa il soffitto e cerca di trovare un modo per impantanarsi ancora di più nella sua tragicomica situazione personale”. Salvo poi far saltar fuori (praticamente dal nulla) una frettolosa dichiarazione d’amore con tanto di bacio censurato.

Se siete alla ricerca di una conferma al fatto che le parole “fantasy” e “romanzo d’epoca”, a volte, possano coesistere felicemente all’interno della stessa frase, vi esorto a leggere “The True Queen” e qualsiasi altra cosa Zen Cho abbia scritto finora. Non troverete molti dettagli storici a cui fare riferimento, ma penso che resterete ammaliati dall’abilità con cui cui questa giovane autrice riesce a catturare lo spirito di un’era, con tutto il suo inevitabile corredo di eco e ripercussioni sul presente.

 

Giudizio personale:
7.3/10


martedì 8 settembre 2020

Suore guerriere? Yes, please...

Suore guerriere? Yes, please

Il 24 settembre arriverà in libreria“Un oscuro trionfo”, il sequel de “Il segno del destino” di Robin Lafevers che i lettori italiani stavano aspettando (letteralmente) da anni…
Per celebrare il lieto evento, vi propongo oggi una rapida carrellata di tutte le “suore guerriere” incontrate nel corso delle mie letture/visioni! ^^


Warrior Nun
(serie tv, 2020)


Impossibile evitare di cominciare una lista che parla di suore guerriere nel fantasy senza fare riferimento allo show che fa di arti marziali, demonologia e monache il proprio fulcro esistenziale! Ispirata a un fumetto di Ben Dunn, “Warrior Nuns” narra la storia di Alba, una ragazza paralizzata dalla vita in giù affidata alle cure di una madre superiora dai modi abbastanza hitleriani. Dopo la sua morte, peraltro avvenuta in circostanze poco chiare, Alba finisce stesa su un tavolo d’obitorio; in quello stesso momento, una combriccola di misteriose suore ricoperte di sangue e armate di tutto punto fa irruzione nell’edificio. Per mezzo di una coincidenza e di una strana reliquia magica, la nostra eroina tornerà in vita… ma ovviamente i suoi giorni non saranno più gli stessi!
Vi ricordo che Netflix ha già ordinato una seconda stagione di “Warrior Nun”; se siete curiosi di vedere la prima, sapete già cosa dovere fare! ;D


Sisters of the Vast Black 
di Lina Rather


Suore nello spazio, a bordo di una mitica astronave senziente che mi ha ricordato un po' le atmosfere e i personaggi della strabiliante trilogia “Binti” di Nnedi Okarafor.
Le monache di questo libro non saranno combattenti nel senso atletico del termine, ma in quanto a determinazione e vena ribelle non hanno davvero nulla da invidiare a nessuno!
Sisters of the Vast Black” è un romanzo abbastanza breve, fra parentesi (una “novella” nel senso americano del termine).
Se amate la sci-fi, le premesse surreali e i viaggi interstellari, magari potreste farci un pensierino!



Trilogia di Nona Grey
 di Mark Lawrence

libri grimdark fantasy

Cito volentieri soltanto il primo e il secondo volume della cosiddetta “Ancestor Trilogy” di Lawrence, perché a mio avviso sono gli unici che valga la pena di leggere.
Si tratta, ad ogni modo, di una serie fantasy ad alto tasso di combattimenti e magia, supportata da una galleria di formidabili suore assassine e/o dotate di poteri magici.
Quello della Badessa, mi si perdoni il pessimo e involontario gioco di parole, è probabilmente il personaggio femminile più tosto e badass mai concepito da mente maschile; considerando che si tratta di una donna di mezza età che non sarebbe in grado di sollevare una spada o una pistola manco se ci provasse per cent’anni, capirete da voi che si tratta di uno sviluppo un po’ atipico…
Se volete, trovate QUI la mia recensione della "Trilogia di Nona Grey" (in uscita a ottobre in edizione Oscar Vault).



Il segno del destino e Un oscuro trionfo
 di Robin Lafevers


In realtà, Robin La Fevers ha già scritto parecchi libri sull’argomento “suore guerriere” (e avvelenatrici: non dimenticatevi le avvelenatrici…).
Dopo la trilogia “His Fair Assassin”, l’autrice ha infatti deciso di riprendere il personaggio di Sybella (protagonista di “Un oscuro trionfo”) e confezionare una nuova duologia incentrata sulle sue avventure. Entrambe le serie si svolgono sullo sfondo della Britannia medievale; fra intrighi politici, salvataggi miracolosi e amori proibiti, le suore del convento di  St. Mortain (consacrato al dio della Morte) riusciranno senz’altro a conquistare il cuore di parecchie lettrici.
Non siete ancora certe che faccia per voi? Allora provate a dare un'occhiata alla mia recensione de "Il segno del destino".



The Order of the Pure Moon Reflected in Water 
di Zen Cho


Guet Imm, un’eccentrica monaca dall’aria ingenua e tontolona, chiede di entrare a far parte di una banda di briganti sfigatelli guidati da una coppia di amici un po’ sui generis. Ma le cose saranno davvero trasparenti come sembrano? 
Di tutti i libri elencati fino a qui, quello di Zen Cho è senz’altro il titolo più delizioso, ingegnoso e divertente. Se dovessi sceglierne soltanto uno, vi consiglierei di recuperare questo: per scoprire come mai, leggete QUI!



Sister Sara, The Caretaker 
(Marvel Comics)


Sara è l’ultima discendente di una lunga stirpe di aiutanti “umani” degli Spiriti di Vendetta, i famosi “Ghost Riders”. L’incarico viene posto sulle sue spalle da Dio in persona, ma sono le sorelle del Santo Ordine del Sepolcro ad addestrarla nell’uso delle armi e nelle più avanzate tecniche di combattimento corpo a corpo. 
Se volete scoprire qualcosa in più a proposito dei suoi poteri e delle sue feroci battaglie per la salvezza del Paradiso, vi suggerisco di correre a recuperare la run di Ghost Rider scritta da Jason Aaron



The invisible kingdom
di G. Willow Wilson e Christian Ward


Se non avete mai sognato di leggere le avventure a fumetti di una suora aliena intenzionata a sgominare le mire espansioniste di una spietata multinazionale… Bé, che posso dirvi? Non è che siete finiti sul blog sbagliato, per caso? ;D
L'autrice è G. Willow Wilson (la stessa di "Miss Marvel") e le illustrazioni sono di Christian Ward ("Thor: God of Thunder Reborn).
QUI la mia recensione del primo volume!




domenica 16 agosto 2020

Recensione: "The order of the pure moon reflected in water", di Zen Cho



migliori libri fantasy 2020 - wuxia - LGBT - cappa e spada

Potete acquistarlo QUI in inglese

“Un brigante entra in un caffè, e da quel momento tutto va completamente a catafascio!
Guet Imm, una giovane adepta dell’Ordine della Luna Pura, si unisce a un gruppo di eclettici banditi (che a loro la cosa piaccia oppure no) con l’obiettivo di proteggere una sacra reliquia. Ovviamente, nel giro di pochi ore la monaca si ritroverà in una situazione infinitamente più complessa del previsto...”


Qualche tempo fa vi ho parlato di “Sorcerer to the Crown”, un delizioso fantasy in costume ambientato nell’Inghilterra vittoriana e ispirato ai romanzi di Jane Austen e Terry Pratchett.
La recensione di oggi è invece dedicata a “The order of the pure moon reflected in water”, la nuova fatica letteraria dell’autrice di origini cinesi Zen Cho. Un libro avventuroso, frizzante e divertente che si rifà al mondo degli wuxia, dei romanzi rocamboleschi e degli YA di stampo moderno; una storia leggera-ma-non-troppo da divorare in poche ore e ricordare con un sorriso.

Tutto ha inizio quando Guet Imm, un’eccentrica monaca dotata di poteri misteriosi (stay tuned per un approfondimento legato al «new trend» delle suore guerriere nel mondo della speculative fiction...) chiede di entrare a far parte di una banda di briganti sfigatelli guidati da una coppia di amici un po’ sui generis
Da questo (tragicomico) momento, il gruppo si ritroverà a fronteggiare una catastrofe dietro l’altra, dal momento che i maldestri interventi di Guet Imm finiranno per gettarli al centro di una faida sanguinaria fra i crudeli oppressori del Protettorato – il governo imposto dagli invasori stranieri – e i «banditi», un gruppo di rivoluzionari sempre più esasperati e incattiviti dall’apparente indifferenza del popolo.

La trama di “The order of the pure moon reflected in water”, tenete presente, non è particolarmente articolata; non si basa su un intreccio accattivante e non è sostenuta da un sistema magico degno di questo nome. Adesso che ci penso, quelli che ho citato sono i tre punti deboli principali della scrittura di Zen Cho; vale a dire il motivo per cui non mi sentirei di consigliare i suoi libri a tutti gli appassionati di fantasy, ma soltanto a quelli disposti a lasciarsi trascinare dal vortice di inverosimili colpi di scena e divertenti siparietti comici messi in scena dall’autrice.

Tolta di mezzo questa doverosa premessa, spalancate bene le orecchie e statemi a sentire, perché la Cho scrive dei dialoghi da Premio Oscar e ha un senso dell’umorismo brillante e contagioso! 
Il ritmo di “The Order of the pure moon reflected in water” (virtù ancora più rara e preziosa, questa!) risulta perfettamente equilibrato, e il tempismo comico dei suoi personaggi non può assolutamente essere messo in discussione. 
Forse il libro, alla resa dei conti, fa pensare più alle le atmosfere svagate e ironiche di “The Ghost Bride” (in versione serie tv) che non all’alta epicità di titoli come “La Foresta dei Pugnali Volanti” o “I Tredici Assassini”; ma questo commento non implica necessariamente una critica, anzi: la Cho riesce ad affrontare tematiche complesse e mature (come il rapporto fra fede e Stato o l’identità di genere...) nell’arco di un romanzo di cappa e di spada lungo 200 pagine, e lo fa per lo più dando prova di una spiccata sensibilità artistica.
Voglio dire, se non è un bel traguardo questo...

Giudizio personale:
7.5/10


giovedì 9 gennaio 2020

Recensione: "Sorcerer to the Crown" di Zen Cho

scuola di magia - guerre napoleoniche - fantasy umoristico

Sorcerer Royal, Vol. 1

Potete acquistarlo in inglese QUI


"Sull'orlo della disperazione, Zacharias Wythe, schiavo liberato, mago di prima classe e Stregone Reale a capo dei Filosofi Innaturali - una delle più rispettate istituzioni della Gran Bretagna - decide di avventurarsi lungo il confine di Fairyland per scoprire le ragioni che hanno portato a una brusca diminuzione delle riserve d'energia magica in Inghilterra.
Ma quando le sue avventure lo portano a incrociare il sentiero di una compagna alquanto inusuale, una donna dotata di un potere immenso, e a imbattersi in un tesoro dal valore inestimabile, Zacharias decide di imboccare una strada destinata ad alterare il destino della stregoneria in tutta l'Inghilterra - e forse del mondo intero."


"Sorcerer to the Crown" è un libro fantasy ambientato in una magica Inghilterra alternativa, sullo sfondo delle sanguinose guerre contro Napoleone Bonaparte. Una premessa che forse risulterà familiare ai lettori della saga "Temeraire - Il Drago di Sua Maestà"; anche se, bisogna dirlo, la strada imboccata dall'autrice britannica (sebbene di origini malesiane) Zen Cho differisce totalmente da quella percorsa da Naomi Novik e dai suoi elaborati fantasy in salsa strategico/militaresca.

"Sorcerer to the Crown" potrebbe piuttosto essere classificato come un ironico romanzo "di costume", volto soprattutto alla descrizione e al commento di una società ottocentesca asfissiante e piena di contraddizioni, tic, tabù e fobie condivise.
Una società che in fondo potrebbe anche assomigliare "un po'" alla nostra, nonostante la sua prestigiosa Scuola di Magia e i suoi frequenti, irrequieti e isterici contatti con l'incantato Regno delle Fate.

L'ambientazione del libro di Zen Cho è molto curata e singolare; sinceramente mi stupirebbe scoprire che l'autrice non sia stata fortemente influenzata, durante la creazione dei suoi scenari fantastici, dalle opere dell'immenso Terry Pratchett (in particolare dal classico sempreverde "L'Arte della Magia" e dal resto del Ciclo delle Streghe). La bizzarria dei personaggi secondari (una sorta di "nonsense congenito", che li induce talvolta a sconfinare nel campo della più pura e inconfutabile saggezza...) e l'eccentricità della Corte delle Fate mi hanno infatti ricordato in in più di un'occasione gli straordinari scenari della Saga di Mondo Disco.

Nel complesso, amici e compagni lettori, credo di aver avuto un rapporto abbastanza singolare con le pagine di "Sorcerer to the Crown". Nel senso che l'ho trovato un romanzo piacevole e divertente, e ho indubbiamente apprezzato i dialoghi e la dose abbondante di umorismo sottile, brillante, tipicamente "british", che ne condisce tutti i momenti importanti.
Purtroppo la stessa arguzia, applicata alla costruzione dei due personaggi principali, ha prodotto secondo me dei risultati molto meno brillanti.
Non sono riuscita a legarmi particolarmente a nessuno dei due; anzi, in realtà la protagonista femminile, Miss Prunella Gentleman (un nome che per me è già tutto un programma...), è riuscita a tratti ad irritarmi e ad annoiarmi profondamente, con i suoi continui capricci, i suoi vezzi infantili e le sue ripetute manipolazioni.

La trama (sempre un po' a cavallo fra il serio e il faceto) mi è parsa invece singolare e avvincente, con il suo ricco apparato di intrecci, tradimenti, intrighi e rischiosissimi incidenti internazionali.
È chiaro che le tematiche, in un libro di questo stampo, svolgono a loro volta un ruolo cruciale: la crudele meschinità del pregiudizio, le lotte interminabili per l'emancipazione femminile e il pericolo di lasciarsi andare a una qualsiasi forma di assolutismo rappresentano senz'altro le fondamenta concettuali alla base di "Sorcer to the Crown"... Un libro a suo modo interessante, piacevole, buffo, sarcastico, brillante; un'opera che potrebbe essere facilmente interpretata a seconda delle sue molteplici chiavi di lettura, e che in ultima analisi mi sentirei di consigliare soprattutto ai fan dei romanzi "d'epoca", dei grandi classici filo-vittoriani o della trilogia "A Darker Shade of Magic" di Victoria Schwab.


Giudizio personale:
6.7/10




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