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sabato 21 agosto 2021

“Harley Quinn - Reckoning”: Racheal Allen annuncia un nuovo volume della serie “DC Icons”

La serie di romanzi YA ambientati nell’universo delle “DC Icons” si arricchirà presto di una nuova trilogia: pochi giorni fa, infatti, l’autrice americana Rachael Allen ha annunciato l'uscita del suo “Harley Quinn: Reckoning”, primo di tre titoli dedicati alla più famosa (anti-)eroina di casa DC!

Il libro sarà disponibile in lingua inglese a partire da aprile 2022! ^^

 

Potete acquistarlo QUI in inglese


La trama

“Quando Harleen Quinzel si aggiudica un tirocinio presso un rinomato laboratorio della Gotham University, la ragazza è al settimo cielo! Non vede l’ora di fare la prossima Grande Ricerca Scientifica e aggiudicarsi una borsa di studio completa, l’unica possibilità di lasciarsi alle spalle per sempre un padre abusivo.

Ma quando Harleen scopre in che modo vengono trattate le donne al dipartimento – e sperimenta le molestie in prima persona – decide che giustizia e vendetta sono più importanti dei suoi sogni.

Harleen si unisce quindi a una banda di vigilantes al femminile, un gruppo che cerca di creare il caos per ispirare il cambiamento. E quando finisce per innamorarsi di una delle ragazze della banda, Harleen comincia finalmente a sentire di aver trovato il proprio posto.

Ma quella che era cominciata come una serie di innocui scherzi e provocazioni finisce presto per trasformarsi in una minaccia mortale: un membro della gang finisce assassinato e una terrificante cospirazione comincia a delinearsi all’orizzonte.

Quando verrà il momento di scegliere, cosa farà Harleen?

Abbraccerà il proprio futuro… O sacrificherà ogni cosa sull’altare della vendetta?”

 

La serie “DC Icons”

Per il momento, la serie delle “DC Icons” si compone di cinque volumi:

1. “Wonder Woman: Warbringer” di Leigh Bardugo (edito in Italia dalla Fabbri)

2. “Batman: Nightwalker” di Marie Lu

3. “Catwoman: Soulstealer” di Sarah J. Maas

4.  Superman: Dawnbreaker” di Matt De la Pena

5. “Black Canary: Breaking Silence” di Alexandra Monir

La cosa curiosa di questa serie è che, in effetti, nessuno dei romanzi in questione sembra contenere un singolo elemento in comune con gli altri! XD

Esattamente come accade nel contesto del “DC Extended Universe” (televisivo e cinematografico), infatti, la serie delle “DC Icons” non tiene conto di alcun tipo di continuity; ad ogni autore coinvolto nel progetto viene semplicemente lasciata carta bianca, e la possibilità di scrivere dei rispettivi personaggi nei termini che preferisce.

La protagonista di “Harley Quinn: Reckoning”, ad esempio, non avrà nulla a che spartire con l’omonimo personaggio introdotto nel precedente romanzo di Sarah J. Maas.

Quella creata da Rachel Allen sarà semplicemente un’altra versione della Harley che conosciamo; il suo libro ci offrirà infatti una “villain origin storyalternativa, un'epopea che andrà a culminare nel corso del secondo e terzo libro della trilogia…

 

L’autrice

Rachel Allen è un’autrice di YA/neuroscienziata impegnata nel settore della ricerca che vive ad Atlanta, Georgia.

Ha pubblicato quattro romanzi, tutti rivolti al pubblico dei lettori più giovani: “17 First Kisses”, “The Revenge Playbook”, “A Taxonomy of Love” e “ The Summer of Impossibilities”.

Finora nessuno di questi titoli è stato tradotto in italiano; ma chi può prevedere se qualcuno dei nostri editori finirà per interessarsi al suo “Harley Quinn: Reckoning”?


 

venerdì 11 gennaio 2019

10 libri fantasy sui supereroi consigliati a tutti i grandi fan dei "comics" americani...

L'attesissima serie televisiva “Titans”, basata sugli omonimi fumetti della DC, è finalmente sbarcata su Netflix.
Per festeggiare il lieto evento, quest'oggi andremo dunque a prendere in considerazione un breve elenco di libri fantasy/sci-fi dedicati ai supereroi particolarmente consigliati a chi, come me, nel tempo ha imparato ad affezionarsi al coloratissimo mondo dei fumetti a stelle a strisce...


I libri YA sui supereroi che vorrei leggere...

Miles Morales: Spider-Man
di Jason Reynolds


Miles Morales è stato uno dei protagonisti del recente e acclamato film d'animazione “Spider-Man: Un Nuovo Universo”.
A causa della raggelante strategia di programmazione messa in atto nelle sale della mia zona, purtroppo non ho ancora avuto la possibilità di vederlo, ma… Da un po’ di tempo a questa parte, seguo le storie di Miles sul quindicinale “Amazing Spider-Man”, perciò diciamo che sarei curiosissima di scoprire qualcosa in più su questo simpatico personaggio… In ogni caso, il libro è già disponibile in italiano: cliccate pure QUI per dare un’occhiata!


Black Widow: Forever Red
di Margaret Stohl


Forever Red” è il primo volume di una duologia young adult dedicata alle avventure di Natasha Romanoff, alias la spia più letale e affascinante dell’intero universo Marvel. In questo volume, la nostra eroina dovrà proteggere la figlia adolescente di un misterioso scienziato per conto dello SHIELD, fra fantasmi del passato e minacce fin troppo presenti… Vi ricordo che il libro è disponibile in lingua inglese su Amazon a QUESTO indirizzo!


Superman: Dawnbreaker
 di Matt de la Pena


L’ultimo volume della serie “DC Icons” seguirà le peripezie di un giovanissimo Clark Kent. In “Dawnbreaker”, il nostro amico kriptoniano dovrà far squadra con la sua migliore amica, Lana Lang, per risolvere gli inquietanti misteri che si celano dietro le ridenti facciate della sua celebre cittadina d’adozione, Smallville… Il romanzo sarà disponibile, ovviamente sempre in inglese, a partire dal 5 marzo. Potete prenotarlo QUI.

Captain Marvel: Liberation Run 
di Tess Sharpe


Della Sharpe, diversi anni fa, mi capitò di leggere il “torbido” e intenso thriller per adolescenti “Far From You”. Nulla di eccezionale, per carità, ma l’autrice mi era parsa piuttosto in gamba, il suo stile abbastanza interessante.
Dovete sapere che Captain Marvel è probabilmente il mio personaggio preferito dell’intero universo Marvel, per cui non mi lascerò sicuramente sfuggire l’opportunità di leggere questa nuova avventura di Carol, stavolta incaricata di liberare una schiera di giovani Inumani tenuti prigionieri in un mondo molto distante dalla Terra… Data d’uscita prevista: 26 febbraio 2019. Potete prenotarlo QUI.


Heroine Complex
di Sarah Kuhn


Essere un supereroe è dura. Ma lavorare per uno di loro… cavoli, dev’essere ancora peggio!
Questa spumeggiante serie YA scritta da Sarah Kuhn ha riscosso molto successo in patria, probabilmente grazie alla sua ottima combinazione di umorismo e azione. Cosa succederebbe se l’assistente goffa e imbranata di una delle più grandi supereroine del suo tempo scoprisse di possedere a sua volta dei poteri speciali? Per scoprirlo, non ci resta che leggere il libro: potete trovarlo a QUESTO indirizzo, naturalmente sempre in lingua inglese.


...e quelli già letti!

Wonderwoman: Warbringer
 di Leigh Bardugo


Ad oggi, il miglior capitolo della serie “DC Icons”: frizzante, adrenalinico, divertente, rocambolesco e ben scritto… Non che io possa considerarmi una grande esperta in materia, ma credo che l'autrice abbia lavorato bene sulla pre-esistente “mitologia” di Diana, modificando e aggiungendo tasselli legati alla sua storia personale con il massimo grado di abilità e disinvoltura... In una parola: consigliatissimo! Potete leggere QUI la mia recensione completa, oppure dare direttamente un’occhiata alla scheda del libro (in italiano) cliccando di QUA!
(Psssss... Ehi, avete già letto le ultime novità a proposito della serie tv tratta dal Grishaverse della Bardugo?!).


Batman: Nightwalker
di Marie Lu


Personalmente, temo di averlo trovato abbastanza noioso e deludente. Se volete scoprire i dettagli, correte a leggere la mia recensione per approfondire l’argomento. So per certo che molti fan di Marie Lu l’hanno adorato; i fan dei fumetti di Batman… ehm, ecco, secondo me un po’ meno! XD
Potete acquistarlo (a vostro rischio e pericolo) su Amazon a QUESTO indirizzo.


Catwoman: Soulstealer
di Sarah J. Maas


Altro caso di “pollice verso”, per quanto mi riguarda. Scialbo, ripetitivo e poco ispirato, “Soulstealer” rappresenta un biglietto di sola andato per il più lunatico e impersonale giostrone a tema DC che vi riesca di immaginare.  Leggetelo solo per completare la serie dedicata alle “DC Icons”, o sfruttatelo per re-immergervi nelle adolescenziali (e pasticciate) atmosfere stile “Arrowverse” durante una pausa dei vostri supereroi preferiti dagli schermi della tv…(il resto della recensione è disponibile a QUESTO indirizzo).
Lo trovate in vendita QUI.


Not You Sidekick
di C. B. Lee


Se dovessi cercare di descrivere il libro di C.B. Lee usando una formula matematica, penso che suonerebbe qualcosa del tipo: “Supergirl + Gli Incredibili + Ratchet and Clank = Not Your Sidekick”. Se vi piacciono i romanzi colorati, frizzanti, scoppiettanti e colmi di roboanti colpi di scena, potreste senz’altro gradire le vivaci atmosfere futuristiche e la variopinta ambientazione in stile cartone animato di “Not Your Sidekick”.
Potete leggere QUI il resto della mia recensione, oppure acquistare l’edizione americana del romanzo cliccando di QUA.


Steelheart
di Brandon Sanderson


Un romanzo divertente, coinvolgente ed estremamente piacevole da leggere, anche se costellato di imperfezioni. Il ritmo scorrevole e incalzante del libro, in ogni caso, preclude la possibilità di annoiarsi, mentre le scene d’azione risultano, a mio avviso, talmente brillanti, vivide e spettacolari da riuscire quasi a dare l’impressione di trovarsi fra le mani un albo un albo illustrato, una graphic novel, un manga shonen dalle vignette adrenaliniche e febbrili…
Potete leggere QUI il resto della mia recensione, oppure acquistare l’edizione italiana del romanzo cliccando di QUA.


NB: se siete interessati ad approfondire l'argomento, vi rimando alle ottime liste compilate dai siti YA and Kid Books Central e The Nerd Daily!




Altre liste di libri fantasy che forse potrebbero interessarvi:



giovedì 20 settembre 2018

Recensione: "Catwoman - Soulstealer", di Sarah J. Maas



DC Icons, Vol. 3
Disponibile in inglese

"Due anni dopo essere sfuggita ai bassifondi di Gotham City, Selina Kyle torna in città nei misteriosi panni della ricca Holly Vanderhees. Qui, apprende rapidamente che Batman è stato costretto ad allontanarsi per portare a termine una missione dall'importanza vitale, e che Batwing è stato lasciato a prendersi cura della città al suo posto.
Il che, dal punto di vista di Selena, significa che Gotham è pronta a essere conquistata.
Nel frattempo, Luke Fox vuole dimostrare di avere ciò che occorre per aiutare la gente nel suo ruolo di Batwing. Prende quindi di mira una nuova ladra, appena emersa sulla scena, che sembra più scaltra e accorta di tanti altri. A quanto pare, la donna ha fatto squadra con Poison Ivy e Harley Quinn e, insieme, le tre giovani stanno seminando nei quartieri una vera e propria ondata di panico..."


Ho letto “Catwoman: Soulstealer” un paio di mesi fa. Non ne conservo un ricordo particolarmente incisivo, per cui non ero sicura al 100% di voler scrivere questa recensione… Sennonché, alla fine dei giochi, mi ritengo una persona abbastanza puntigliosa (anche se in molti non lo indovinerebbero mai…), per cui proprio non riuscivo a sopportare l’idea di non arrischiarmi a spendere qualche parola a proposito di questo terzo volume della serie “DC Icons”… soprattutto dopo avervi diffusamente parlato di “Wonder Woman: Warbringer” (che ho adorato) e di “Batman: Nightwalker” (che mi ha tediato alquanto).

Ad ogni modo… “Soulstealer” è il primo romanzo di Sarah J. Maas che sia riuscito a capitarmi fra le mani. Devo confessare che ero piuttosto curiosa di scoprire cosa questa popolarissima autrice americana sarebbe riuscita a tirare fuori dal cilindro in un’occasione del genere. Mi sono pertanto convinta che questo avventuroso young adult dedicato a una delle più celebri anti-eroine di casa DC avrebbe potuto offrirmi un’ottima occasione per cominciare a valutare le abilità stilistiche della Maas, e – soprattutto – per iniziare a capire se fra il suo modo di scrivere (e di pensare) e il mio modo di leggere (e di concepire la narrativa) potrebbe effettivamente sussistere un certo grado di sintonia.

E… bé, che cosa posso dire?

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, forse farei meglio ad accantonare subito qualsiasi remota idea di approcciarmi, un giorno, alla famosa serie fantasy inaugurata da “Il Trono di Ghiaccio”.
Perché per me “Soulstealer” si è rivelata – spero che non me ne vogliano le numerose fan della Maas eventualmente in ascolto– una cocente delusione, peraltro praticamente su tutta la linea.

Il prologo, di per sé, ha rappresentato per me una sorta di shock: scritto in una maniera talmente sciatta e indolente da farmi scorrere un autentico brivido di apprensione lungo la schiena, e condito dal maggior numero di cliché possibili nell’arco di venti pagine o giù di lì. Per fortuna, a lungo andare la qualità della prosa ha preso a migliorare (anche se in maniera assai discontinua e irregolare, per cui effettivamente alcuni capitoli reggono molto meglio di altri), e l’intreccio ad acquisire una parvenza di senso.
Pressappoco.
Più o meno.
Per così dire.

Il problema principale (ma non l’unico, e sicuramente nemmeno il più vistoso) di “Soulstealer”, a mio avviso, è che la trama fa semplicemente acqua da tutte le parti. Ammesso che di trama si possa parlare, quando, in realtà, i due terzi del romanzo potrebbero descritti nel modo che segue: “Selena decide di derubare una banca a caso. Le sue amiche Poison Ivy e Harley Queen le danno una mano. Il prode Batwing le insegue… facendo la figura dello scemo una volta dietro l’altra”.

I personaggi descritti dalla Maas, per giunta, non hanno un granché a che fare con quelli “originali” dei fumetti che tutti conosciamo – non che questa sia una grande novità, considerando quanto già avveniva nel caso del quasi-altrettanto-penoso Nightwalker” di Marie Lu.
Ma credo che la Selena Kyle di “Soulstealer” riesca a rappresentare un caso particolarmente eclatante, in questo senso. Tanto per cominciare, ogni parvenza di moralità ambigua relativa alle sue azioni viene giustificata (e, per logica conseguenza, annullata) dal fatto che dietro tutti i suoi crimini si nasconde, in realtà, una motivazione talmente nobile e altruista da renderla praticamente una santa benefattrice patrona di Gotham City. E poi, alla nostra impavida adepta della Setta degli Assassini (qualcuno mi passi subito Sarah Lance al telefono, per favore…), non capita veramente mai – e dico MAI – di sbagliare una mossa, di fare il passo più lungo della gamba, di perdere una schermaglia verbale. Selena non ha mai torto. Non prende mai un granchio, e quando combatte non si accontenta di vincere: a prescindere dalle circostanze avverse (anche quando la ragione suggerirebbe che sarebbe infinitamente più verosimile il contrario), Selena riesce infatti a surclassare le abilità e i poteri di qualsiasi nemico le si pari davanti. Non abbandona mai una conversazione senza prima essersi assicurata di aver avuto l’ultima parola; elabora arzigogolati piani degni di Megamind, solo che i suoi riescono sempre a prevalere, senza mostrare il minimo accenno di sbavatura.

L’unico che riesce a dimostrarsi ancora più irritante e becero di lei, in definitiva, è Luke Fox, alias Nightwing (un personaggio di cui, per amor di onestà, confesserò adesso di non aver mai neanche sospettato l’esistenza, prima della lettura di questo libro). Il Nightwing di Sarah J. Maas è per lo più una versione in copia-carbone del James Olsen che tutti conosciamo (e che nessuno ama) dalla serie “Supergirl”. Il livello di alchimia fra lui e Selena riesce quasi – dico, quasi – a farci rimpiangere quello che lega Guardian a Lena Luther nel medesimo show televisivo. Il che vuol dire che praticamente non esiste, e che la Maas si è presa la briga di inserire una componente “romance” nel suo libro soltanto per motivi di adempienza contrattuale.

Il personaggio di Poison Ivy mi è piaciuto un po’ di più – soprattutto perché mi ha fatto una grande, grandissima tenerezza. Ehm… Il che, considerando di chi stiamo parlando, potrebbe anche non rappresentare un fattore poi tanto positivo.
Il “restyling” forzato di Harley Quinn in chiave YA, viceversa, mi è parso una roba da occhi sbarrati e mani nei capelli: dal rango di icona pop dei giorni nostri, la vediamo qui confinata nel discutibile (e strettissimo) ruolo di “stizzosa bruta armata di mazza da baseball con la passione per il trucco pesante/interesse romantico un po’ indeciso della migliore amica della protagonista”.

E, tanto per concludere, penso che sarebbe bello – ma veramente una gioia, per la mente e per il cuore – se, per una volta, un’autrice intenzionata a scrivere un libro basato, al 70%, su scene di combattimento, scontri e inseguimenti a rotta di collo su per i tetti dei palazzi, si sforzasse di imparare a scrivere una sequenza d’azione degna di questo nome. Così, tanto per cambiare.
So per certo che Leigh Bardugo ci è riuscita (fra gli imprecisati e nebulosi “scivoloni” di “Ghiaccio e Tenebra” agli adrenalici e frizzanti exploit di “Warbringer” passa veramente un abisso, ragazzi…), per cui, forse, non è che stavolta io stia proprio chiedendo l’impossibile, giusto?

In estrema sintesi: Scialbo, ripetitivo e poco ispirato, “Soulstealer” rappresenta un biglietto di sola andato per il più lunatico e impersonale giostrone a tema DC che vi riesca di immaginare.  Leggetelo per completare la serie dedicata alle “DC Icons”, o sfruttatelo per re-immergervi nelle adolescenziali (e pasticciate) atmosfere stile “Arrowverse” durante una pausa dei vostri supereroi preferiti dagli schermi della tv…


martedì 11 settembre 2018

Supergirl 4 - Un commento al trailer


In queste ultime ore, è stato rilasciato il trailer nuovo di zecca della quarta stagione di “Supergirl”. Tecnicamente parlando, non si tratta del primissimo teaser in grado di raggiungere il grande pubblico (una raffazzonata collezione di immagini d’archivio era già stata mostrata in occasione dello scorso SDCC), ma, per lo meno, stavolta si direbbe che la CW abbia avuto a disposizione tutto il tempo (e il materiale) necessario a mettere insieme qualcosa di un po’ più specifico e succulento.

Devo confessarvi la verità: dopo il (deludente) finale di stagione della terza, pastrocchiatissima stagione della serie dedicata a una delle più famose supereroine di casa DC, non ho ancora deciso se continuerò a seguire lo show oppure no… Diciamo quindi che questo trailer potrebbe effettivamente avere il potere di far pendere il mio personale “ago della bilancia” da un lato o dall’altro.

Che ne dite, allora: vi va di provare a guardarlo insieme?
Siete pronti?
Cominciamo:
3…
2…
1…



Mmm…
Sotto certi aspetti – e orrendo taglio di capelli di Alex a parte – devo ammettere che queste prime immagini non mi hanno fatto una pessima impressione. Ma forse è solo perché la voce chiara e cristallina di Kara (per cui ho sempre avuto questa specie di cotta tremenda, ndr…) sullo sfondo è riuscita come sempre a rischiararmi un po' la giornata! XD

Scherzi a parte: spero vivamente che, attraverso questi nuovo arco di episodi, la sceneggiatura torni a dedicare un po’ più di attenzione alla controparte “in borghese” della nostra infaticabile eroina; perché, ormai, la sua ingombrante identità segreta sembra aver monopolizzato completamente il suo/nostro tempo, al punto da spingermi più volte a chiedermi se qualcuno si ricordi ancora qualcosa di un’impacciata (e adorabile) reporter bionda chiamata Kara Denvers.

Anzi, diciamoci pure le cose come stanno: quello che mi auguro è che la sceneggiatura torni a rivestire un ruolo qualsiasi all’interno dei nuovi episodi di “Supergirl”, perché di sicuro, nel corso della terza stagione, la trama di ogni singolo episodio è stata relegata e subordinata al rango di puro e semplice pretesto. Ciò che più sembrava premere ai produttori, diciamocela tutta, era l’esigenza di trasmettere un messaggio; un preziosissimo e vitale messaggio democratico-liberale di unità, collaborazione e speranza (qualcosa che si sposa benissimo con i miei valori personali, fra l’altro), intendiamoci…. Ma appiccicato maldestramente alla conclusione di ogni puntata, come la morale di una fiaba per bambini dei giorni nostri, senza peraltro concedere alcuno spazio ad elementi “secondari” della narrazione quale coerenza, logica o lungimiranza.

Quelle due o tre sequenze d’azione all’interno del nuovo trailer, comunque, lasciano presagire qualcosina di interessante anche da questo punto di vista. Se i nuovi personaggi si dimostreranno degni della nostra attenzione (grande curiosità per gli arrivi annunciati di Mercy Graves e Agent Liberty) magari stavolta (chissà?!) riusciremo perfino a beccarci un villain pseudo-decente… nella somma e suprema speranza che NON si tratti di Lena Cattiva, che Dio ce ne scampi, perché la verità è che a nessuno sulla faccia di questo pianeta farebbe davvero piacere vedere quel premuroso, brillante e vivace zuccherino di nome Lena Luther trasformarsi in un personaggio per cui provare antipatia, o addirittura da disprezzare..

Ah, e magari preghiamo anche tutti quanti insieme, mani giunte e testa china, che Alex la pianti al più presto di tirar fuori dal cilindro questa storia della maternità-a-tutti-i-costi come se fosse il cavallo di battaglia di un vecchio prestigiatore in pensione invitato per caso a una festa di compleanno per bambini. Ogni volta che la sento lagnarsi a proposito di bebè, pannolini e poppate, giuro che mi viene voglia di lanciare qualcosa contro lo schermo…

(EDIT: "Ma quindi, Sophie, che cosa farai? Guarderai la quarta stagione di Supergirl, sì oppure no"?
"Ma certo che la guarderò... almeno fino al cross-over. Perché non credo che perdonerò mai a quelli della CW la scelta della loro Batwoman televisiva... ma questa, come si suol dire, è un'altra storia, e come tale un altro giorno si dovrà raccontare.")




lunedì 15 gennaio 2018

Recensione: Batman - Nightwalker, di Marie Lu


Titolo: Batman – Nightwalker
Autrice: Marie Lu
Serie: DC Icons, Vol. 2
Disponibile: in inglese

Puoi comprarlo QUI

Girl Power:

La Trama:

“I Nightwalker stanno terrorizzando Gotham City, e Bruce Wayne è il prossimo della lista…
Uno dopo l’altro, i membri dell’elite cittadina finiscono giustiziati all’interno delle loro case. I loro stessi sistemi di sicurezza si ritorcono contro di loro, intrappolandoli come prede. Nello stesso tempo, Bruce sta per compiere 18 anni e, quindi, per assumere il controllo completo del vasto patrimonio finanziario ereditato alla morte dei suoi genitori. Per non parlare poi delle ambite chiavi della Wayne Enterprises, e della possibilità di mettere le mani su tutti i gadget tecnologici che il suo cuore desidera. Ma dopo un brusco incidente con la polizia, Bruce viene costretto a un periodo di servizi sociali presso il famigerato Arkham Asylum, l’infame prigione che detiene i criminali più brutali della città.
All’Arkham, Bruce incontra Madeline, una ragazza brillante che sembra avere inquietanti legami con i Nightwalkers. Che cosa nasconde la prigioniera? E perché sembra decisa a parlare soltanto con Bruce? Madeline è il mistero che Bruce deve cercare di risolvere… ma riuscirà a convincerla a divulgare i suoi segreti, oppure sarà lui a fornirle le preziose informazioni che occorrono ai Nightwalkers per finire di mettere in ginocchio l’intera Gotham?”



Non ho mai avuto un buon rapporto con i libri di Marie Lu. Ci tengo molto a fare questa piccola premessa, perché voglio che sappiate che, a tutti gli effetti, l'unico motivo per cui ho deciso di concedere un'opportunità al suo “Batman: Nightwalker”, è che il romanzo in questione fa parte di una serie firmata da vari autori (“DC Icons”) che sono particolarmente interessata a leggere. Non fosse altro che perché il primo volume della serie, il divertentissimo e adrenalinico “Wonder Woman: Warbringer” (disponibile anche in italiano, nell’impeccabile edizione targata Fabbri) mi aveva colpito in modo decisamente positivo, imponendosi alla mia attenzione come uno dei titoli più sorprendenti, rocamboleschi e spassosi dello scorso anno.

Il punto, comunque, è che non mi aspettavo moltissimo da questa rivisitazione in chiave teen del personaggio di Bruce Wayne... E, a lettura conclusa, possa tranquillamente affermare di aver trovato conferma ai miei peggiori sospetti.
Leggendo “Nightwalker”, sono riuscita a imbattermi in una lunga carnevalata di dialoghi banali, personaggi scontati, sotto-trame noiose e “colpi di scena” ampiamente prevedibili... Per non parlare del protagonista, un irrimediabile frignone affetto da una gravissima forma di sindrome di Mary-Sue (altro che Cavaliere Oscuro!). Un ragazzino piagnucoloso e banale che, secondo me, non ha davvero nulla a che fare con il “vero” personaggio di Batman, così come l'abbiamo sempre amato, rispettato e conosciuto. Da un punto di vista stilistico, l'autrice è sicuramente migliorata rispetto agli esordi , così come sono aumentate le sue abilità descrittive e la sue competenze in campo tecnologico ... Ma ogni singolo elemento di “Nightwalker” mi è sembrato avvolto da una patina di banalità artificiosa e forzata, a partire dall'intreccio lacunoso ( oltre che infarcito di assurdità assai difficili da digerire... ) e dai numerosi personaggi preconfezionati, tutti estrapolati un po' a casaccio dal classico canovaccio YA di penultima generazione. Per non parlare, poi, dell'assurda bruttezza delle debolissime sequenze d'azione, tediose e ripetitive oltre ogni possibilità d’ immaginazione….

Cosa avesse a che fare questa lagnosa sciarada pseudo-sentimentale con Batman, o con Gotham City, insomma, soltanto Marie Lu potrebbe essere in grado di spiegarcelo… A me “Nightwalker” è sembrato più che un altro un retelling di “Legend” a ruoli invertiti, incentrato sempre sulle stesse tematiche e ambientato in un posto che soltanto per caso si chiama come la celebre città natale di tanti popolari personaggi di casa DC. Se amate in maniera spassionata la serie tv “Gotham” (la sottoscritta la segue saltuariamente, senza grandissima convinzione, né interesse…) vi suggerisco comunque di concedere una possibilità a “Nightwalker”.

Immagino, del resto, che esista una forte percentuale di probabilità di veder spuntare al più presto il libro anche in versione italiana, non fosse altro che perché Marie Lu gode di un certo grado di popolarità anche qui da noi, e le sue fan sarebbero senz’altro felici di avere l’opportunità di gustarsi questa nuova e super-adolescenziale avventura metropolitana in salsa high-tech….


Giudizio personale:
5.5/10



venerdì 13 ottobre 2017

Recensione: "Wonder Woman: Warbringer" di Leigh Bardugo



Titolo originale: Wonder Woman: Warbringer
Autrice: Leigh Bardugo
Serie: DC Icons, Vol.1
Disponibile: anche in italiano, edito dalla casa editrice Fabbri!
Puoi comprarlo QUI


Girl Power:

La trama di "Wonder Woman: Warbringer"

"Diana è una giovane principessa amazzone e vive su un'isola sperduta, protetta da quanto accade lontano da Themyscira, la sua casa. Alia è una ricca ragazza newyorkese, orfana di due famosi biologi. Due mondi agli antipodi, due vite completamente diverse... almeno fino a quando la nave di Alia naufraga proprio sulle coste amazzoni, e Diana la salva. Presto sull'isola iniziano a scatenarsi tempeste e terremoti e una strana febbre si diffonde tra le sue abitanti, spingendo Diana a consultare l'Oracolo. La sua rivelazione è sconcertante: Alia non è una giovane qualunque, bensì una Warbringer, ovvero l'erede della stirpe di Elena di Troia destinata a portare guerra e distruzione. Ucciderla o purificarla, queste sono le uniche alternative per salvare il pianeta. Prima come improbabili alleate e poi come amiche, le due ragazze si troveranno costrette loro malgrado a unire le forze e ad affrontare insieme nemici potenti e persino divinità antiche, nel tentativo di liberare Alia da questo terribile destino. E con lei il mondo intero."



Wonder Woman: Warbringer” è un libro fantasy per ragazzi scritto dalla quotatissima autrice americana Leigh Bardugo. Si tratta di un romanzo che va a inaugurare una nuova, fortunata serie dedicata alla versione “teen” dei più famosi supereroi di casa DC; una quadrilogia che proseguirà, all’inizio del 2018, con l’atteso “Batman: Nightwalker” di Marie Lu (trovate QUI la mia recensione).

Dopo aver visto lo spettacolare film di Patty Jenkins, lo scorso giugno, ho personalmente iniziato a sperimentare una nuova fase di assoluta adorazione nei confronti di tutto ciò che concerne Diana Prince, alias l’amazzone più atipica, combattiva, leale e coraggiosa che l’isola di Themyscira abbia mai conosciuto.
E… bè, cosa posso dirvi?
La verità è che questo piccolo, eccentrico, inaspettato, colorato e avventurosissimo libro mi ha completamente stregato – e proprio durante una fase particolare della mia “carriera” di lettrice, vale a dire in un momento in cui non riesco a mandar giù fino alla fine neppure la metà degli YA che mi capitano sottomano!

Tanto per cominciare, la trama di “Warbringer” potrebbe essere paragonata a quella dei migliori cinecomcis di casa Marvel o DC, ma con una marcia in più che di sicuro non guasta: azione, umorismo e combattimenti rocamboleschi (con una piacevole spruzzata di fantasy classico…) la fanno indubbiamente da padroni, ma i personaggi sono tratteggiati con un’attenzione e una considerazione per l’introspezione psicologica che supera abbondantemente la media dei vari romanzetti per ragazze che la maggior parte delle case editrici italiane continua a propinarci a getto continuo.
A cominciare dalle due protagoniste indiscusse del libro, la temeraria Diana e la “timida” nerd Alia; due personaggi che ho adorato e che mi hanno regalato una piacevolissima selva di emozioni. Una coppia di amiche decisamente affiatate e grintose, le nostre eroine; due ragazze dotate, oltre che di forza e determinazione, anche di vulnerabilità, ironia e intelletto, tre doti fondamentali che si rivelano in grado di ingraziarsi le simpatie del lettore sin dalle primissime pagine.

C’è da dire che, seppur ricorrendo a qualche infinitesimale sfumatura di differenza, i temi e lo spirito di “Warbringer” rispecchiano molto quelli del film della Jenkins. Dal canto suo, la Bardugo (una scrittrice che finora avevo un po’ sottovalutato, ma di cui mi riprometto di recuperare al più presto qualcos’altro…) focalizza in particolare l’attenzione sul “girl power”, sulle complicazioni tipiche del sottogenere “coming of age” e sulla tematica dell’amicizia, per l’occasione declinata quasi interamente al femminile. Per di più, l’autrice riesce a introdurre un cast di comprimari assolutamente squisito, multietnico e ricco di verve, che mi auguro vivamente di poter ritrovare più avanti in qualche altro libro della serie, magari proprio all’interno di un eventuale sequel di “Warbringer”.

Anche l’ambientazione del romanzo risulta estremamente dettagliata e ricca di fascino, secondo me. Da brava amante del fantasy, devo confessare di aver amato soprattutto la parte legata alla suggestiva isola di Themyscira, con i suoi continui riferimenti alla mitologia classica e le sue misteriose conversazioni con il mistico Oracolo. Ma anche il pericoloso viaggio verso la leggendaria sorgente in grado di spezzare (forse) la terribile maledizione che incombe sull'ignara erede di Elena si rivela elettrizzante e pieno di sorprese…
Gli unici capitoli di “Warbringer” che sono arrivati a tediarmi un po’, a voler essere del tutto sincera, sono quelli incentrati sull’arrivo di Diana a New York. Il problema principale è che non sono riuscita ad affezionarmi minimamente a Jason, l’iperprotettivo fratello maggiore di Talia, e non ho provato alcun interesse nei confronti delle varie beghe inerenti ai suoi Keralis Labs. La sequenza del ricevimento mi è parsa eccessivamente lunga e forzata, e dovermi sorbire i preparativi delle ragazze per il grande ballo (trucco, capelli, vestiti, acconciatura, eccetera….) si è rivelata, dal mio punto di vista, una seccatura di proporzioni a dir poco titaniche.

Ciò premesso, tengo a ribadire che ho amato molto il libro della Bardugo, e che ne consiglio caldamente la lettura a chiunque abbia apprezzato il film con Gal Gadot! Non sono del tutto sicura che i successivi capitoli della quadrilogia “DC Icons riusciranno a conquistarmi nella stessa misura (non conosco Matt de la Pena, l’autore incaricato di scrivere un libro sull’adolescente Superman, ma so per certo che Marie Lu non è mai riuscita a impressionarmi, e nutro l’inconscio terrore che la Catwoman di Sarah J. Maas possa rivelarsi un po’ troppo sbarazzina e ormonalmente coinvolta, per i miei gusti personali…), ma una cosa posso assicurarvela senz’altro: concederò volentieri una possibilità a questa serie
Se poi la Bardugo volesse addirittura concederci la grazia di un secondo libro dedicato alle avventure di Diana e Alia, bé… fidatevi di me, non sarei certo io a lamentarmi! ;D


Giudizio personale: 8.0/10



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