sabato 28 aprile 2018

Recensione: "The Atrocities", di Jeremy Shipp



Disponibile in inglese

“Quando Isabella è morta, i suoi genitori si sono rifiutati di lasciare che questa situazione interferisse con la sua educazione. Peccato che nessuno si sia preso la briga di informare la nuova tutrice di Isabella della particolare… ehm, condizione in cui versa attualmente la ragazza. Così, non appena la signora Valdez arriva ai cancelli della proprietà, dopo essersi costretta ad attraversare un surreale labirinto da incubo fatto di statue distorte e inquietanti, scopre che lì non c’è proprio nessuna allieva da preparare…
Oppure sì?”


Non so spiegare cosa mi aspettassi esattamente dalla lettura di “The Atrocities”, un bizzarro libro horror firmato dall’autore Jeremy Shipp… Forse immaginavo (o speravo) di potermi ritrovare alle prese con una sorta di delizioso ma eccentrico racconto gotico contrassegnato da tanti colpi di scena, da un’inquietante ambientazione vittoriana e da una sottile vena sotterranea di irresistibile umorismo nero.

Bè, diciamo che ero riuscita a centrare il punto soltanto a metà: il romanzo risulta sicuramente scorrevole e singolare, ma nel complesso devo confessare di averlo trovato molto meno divertente, efficace e memorabile di quanto avessi preventivato. Magari anche solo per via del tono della narrazione, infinitamente più serioso e impegnativo del previsto, o di un finale abbastanza frettoloso e caotico da avermi lasciato a bocca aperta… chissà!

Sta di fatto che “The Atrocities” presenta forse le migliori “scenografie” barocche di cui mi sia mai ritrovata a leggere in un libro gotico: inquietanti statue di angeli dai visi contorti e dalle ali interamente ricoperte di dita umane, affreschi bestiali, scenari dall’inferno e agghiaccianti rappresentazioni di rivoltanti creature insettoidi dalle fattezze pseudo-umane… Shipp può vantare un’immaginazione vivida, “organica” e morbosissima, questo non si assolutamente negare, degna di rivaleggiare con quella del grande Clive Barker in persona.

Eppure, alla resa dei conti, non sono stata in grado di apprezzare fino in fondo le atmosfere surreali e infarcite di simbolismo del libro, né a lasciarmi alle spalle la costante sensazione di noia e ridondanza che ha continuato ad accompagnarmi per gran parte delle sue pagine. Il fatto che la trama di “The Atrocities” sembri prendere le mosse da una premessa in perfetto stile “Il Giro di Vite” mi ha colpito, certo, così come l’intrigante ambiguità iniziale suggerita dall’intreccio e dai personaggi, a cominciare proprio dalla tormentata e criptica protagonista, la signor Valdez ma, a lungo andare, ho iniziato a fare un bel po’ di  confusione e a non fare più alcuna distinzione fra la realtà dei fatti, l’immaginazione dei personaggi e una delle frequenti ricadute oniriche della signora Valdez...

In estrema sintesi: Un curioso e singolare racconto gotico sulla scia de “Il Giro di Vite” di Henry James. A tratti un po’ pasticciato, infarcito di simbolismo e stranissime suggestioni oniriche, finisce per risentire delle sue stesse ambizioni…



8 commenti:

  1. La trama è molto intrigante, non lo conoscevo, mi ha ricordato un po' il film "1921 - Il mistero di Rookford".

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    1. Sai che ho visto quel film un sacco di tempo fa, ma la trama mi è quasi completamente sfuggita via dalla mente? Eppure mi era piaciuto... mmm, forse in questi giorni cercherò di rivederlo! ;D

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  2. Sembra molto, molto affascinante.
    Confidiamo in una traduzione italiana, dài.

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    1. Infatti, Mik, sarebbe bello! ^_____^

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  3. Mi segno il titolo, potrebbe essere una lettura leggera ma diversa dal solito ;)

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  4. Mi spiace che non si sia rivelato all'altezza delle tue aspettative, la trama non sembrava male, ma credo che per il momento passerò :)

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    1. Alla fine è carino e originale, secondo me, Sian, ma nulla di più! Non lo considero imperdibile, questo è poco ma sicuro! :)

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