domenica 14 febbraio 2021

Recensione: "Written in the Stars", di Alexandria Bellefleur

Per San Valentino, il “Laumes’Journey” si tinge di una sfumatura molto più cuoricinosa del solito e propone la recensione del dolcissimo libro “Written in the Stars” di Alexandria Bellefleur!

Un romanzo rosa a tematica LGBT che strizza l’occhio a “Il Diario di Bridget Jones” e “Orgoglio e Pregiudizio”. Una frizzante commedia romantica che racconta la travolgente storia d’amore fra un’adorabile astrologa con la testa fra le nuvole e un’introversa ragazza dell’alta società ossessionata dalla matematica.

 

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Written in the Stars: la trama

Dopo un appuntamento al buio particolarmente disastroso, Darcy Lowell ha un solo, grande sogno nel cassetto: impedire al suo fratellino Brandon – un benintenzionatissimo impiccione – di provare a calarsi nel ruolo di Cupido per l’ennesima volta.

L’amore – e l’inevitabile devastazione emotiva che ne consegue, come se fosse un corollario geometrico – è l’ultima cosa che desidera. Così, decide di alterare un po’ la sua versione dei fatti e racconta a Brandon di essersi divertita un mondo, a quell’ultimo appuntamento.  Come se non avesse fatto scappare via la ragazza in questione con le lacrime agli occhi, e come se lei stessa non si fosse sentita stringere un po’ lo stomaco, alla vista di quel tavolo vuoto!

Elle Jones, una delle astrologhe che hanno creato il popolare account Twitter Oh My Stars, non sogna altro che di trovare la sua anima gemella. Ma quel qualcuno non potrebbe mai essere Darcy…  con la sua logica pungente, il suo cinismo e il suo totale rifiuto di riconoscere il ruolo esercitato dalle stelle e dal destino sulle nostre vite.

Ma quando il fratello di Darcy – nonché nuovo partner d’affari di Elle – esprime la sua somma felicità per il loro meraviglioso appuntamento, l’astrologa rimane senza parole. Ma Darcy non avrà per caso battuto la testa? Perché… che imbarazzo!

Ma poi Darcy implora Elle di assecondare il suo gioco e di cominciare a fingere, almeno per un po’, di aver intrecciato una relazione con lei. Con un paio di condizioni, però: Darcy aiuterà Elle a sopportare una gravosa cena del Ringraziamento a casa dei suoi estenuanti genitori, e in ogni caso il loro “contratto” scadrà alla vigilia dell’anno nuovo.

L’ultima cosa che entrambe si aspettano, ovviamente, è di cominciare a sviluppare dei sentimenti reali nel corso di questa falsa relazione.

Eppure, quando il vero amore è scritto nelle stelle, in fondo ogni cosa è possibile...

 

Di falsi fidanzamenti e costellazioni che collidono

Sotto molti aspetti, “Written in the Stars” è la romcom scritta su misura per me.

Se mi seguite su Goodreads, probabilmente sapete che sono ossessionata dal trope del “fake romance” in salsa f/f. Ne avrò letti a decine nel corso di pochi anni, e non credo di esserne rimasta mai veramente delusa: da “Just for Show” di Jae a “Didn’t Stay in Vegas” di Chelsea M. Cameron, e qualcosa mi dice che altri che ne leggerò nel corso dei mesi a venire!

Sono abbastanza sicura che questa sorta di ossessione derivi dal fatto che una premessa di questo genere implichi la presenza in scena di almeno una personalità introversa e maniaca del controllo, una specie di “fusione” alla Dragon Ball di due dei miei profili narrativi preferiti: la ice queen e la tsundere (e che io coltivi fantasie sentimentali di questo genere, probabilmente la dice lunga sullo stato della mia vita privata, ma vabbè, stendiamo un velo pietoso che forse è meglio…).

Written in the Stars” è anche – ovviamente – un libro rosa basato sul concetto degli opposti che si attraggono. Un altro elemento che nei miei romance non deve mai – MAI – mancare, perché la verità è che l’unico tipo di romanzo sdolcinato che sono in grado di apprezzare deve essere capace di garantire almeno tante quante risate quanti sospiri.

Da questo punto di vista, le gag e gli scoppiettanti dialoghi del libro della Bellefleur centrano perfettamente il bersaglio. Credo che l’adrenalinica scena della escape room sia un esempio perfetto di quello che intendo: una frenetica corsa contro il tempo (nel contesto ingigantito di una sfida assurdamente ridicola); una gara di ingegno; qualche bacio rubato sotto il tavolo; il sollievo comico garantito dalla mortifera fidanzata di Brandon… Ogni elemento allineato lì sul piano, pronto ad accrescere la tensione narrativa e a far sentire chi legge completamente coinvolto nelle vite e nelle avventure di questi personaggi.


Un retelling che cattura

Alexandria Bellefleur è un’autrice che conosce intimamente i gusti del suo pubblico.

Se credete che questo elemento non giochi alcun ruolo nella carriera di una persona che intende basare la sua professione sull’arte di raccontare storie… bè, probabilmente non avete mai cercato di proporre un vostro testo a un editore! ;D

Quello che ho mancato di dirvi è che, fino alla pubblicazione di “Written in the Stars”, il fake romance a tematica lesbica è sempre stato un genere di micro-nicchia. La maggior parte di quelli che ho letto sono stati autopubblicati, oppure messi in commercio da minuscole case editrici americane.

La commedia della Bellefleur è stata scelta e pubblicata in America dalla HaperCollins, signori e signore!

Perciò, cosa differenzia “Written in the Stars” da tutti i suoi predecessori?

Bè, tanto per cominciare, la qualità del testo è obiettivamente buona. La Bellefleur ha uno stile accattivante, moderno, che non teme di sfruttare emojii e un classico linguaggio da messaggeria istantanea.

Le due protagoniste sono semplicemente adorabili, e il fatto di appaiarle non fa altro che raddoppiare la carica di energia, zucchero e vitalità prodotta dalla narrazione. L’alchimia fra di loro non può essere messa in discussione neanche per un momento; chi legge capisce a pagina uno di voler fare il tifo per loro, e questa certezza non viene scossa neanche una volta nel corso della lettura.

Anche i comprimari giocano bene la propria parte. Brandon e Margot – la migliore amica e compagna di stanza di Elle – sono dei personaggi di supporto quasi impeccabili. Tutti e due contribuiscono a vivacizzare quelle piccole scene di intermezzo in cui le protagoniste non hanno modo di interagire, e che in caso contrario risulterebbero forse noiose e prive di fascino.


Di che segno sei? Il romance lesbo che non esclude nessuno

Ma credo che “Written in the Stars” abbia dalla sua soprattutto la capacità di rivolgersi a una fascia di pubblico molto più ampia della norma. La verità è che la Bellefleur non scrive la sua storia pensando esclusivamente ai gusti della sua tipica lettrice queer, pronta a sottoscrivere un abbonamento mensile a tutte le nuove uscite della Bold Strokes in qualsiasi momento della giornata.

Written in the Stars” è una commedia romantica dedicata a tutte le fan dei libri rosa, punto.

Stiamo parlando di millennials, per lo più. Giovani nerd ancora alla ricerca del vero amore (ah!), di quelle pronte a consultare di nascosto la pagina dell’oroscopo e a prendere appunti sulla loro prossima fanfiction di Harry Potter, magari mentre gli amici intorno a loro sono intenti a parlare del loro ultimo flirt su Tinder.

Del tipo che non citerebbe mai Sandra Bullock nell’elenco delle sue attrici preferite, ma che poi sarebbe in grado di citarti le battute di “Two Weeks Notice” praticamente a menadito.

La stessa scelta dei nomi delle due protagoniste è un forte indizio a sostegno della mia tesi. Darcy e Elle - diminutivo di Elizabeth, e chi avrebbe mai potuto avere dubbi? Dopotutto, se non amaste Jane Austen anche voi, stareste forse leggendo questa recensione? ;D


Il sequel

A riprova di questo discorso, posso anche annunciarvi che “Written in the Stars” avrà una specie di sequel/companion: il protagonista di questa nuova commedia sarà Brandon, il tenero fratellino di Darcy.

Il libro si chiamerà “Hang the Moon” e si concentrerà sulla romantica storia d’amore fra questo intrepido sognatore dai capelli rossi e Annie, una delle più care amiche d’infanzia di sua sorella.  

Un sesto senso speciale mi suggerisce che, in caso di successo, potremmo ottenere anche un terzo libro, magari incentrato sulla disavventure sentimentali della burbera Margot.

Probabilmente è per questo che il finale di “Written in the Stars” ha un’aria così brusca e subitanea, quasi come se fosse stato tagliato con un paio di cesoie. Ritroveremo Elle e Darcy in “Hung the Moon”, sebbene in un ruolo secondario, e sarà una gioia.

Spero solo che la Bellefleur, nel frattempo, abbia modo di lavorare sui suoi problemi di ritmo.

Written in the Stars” è una piccola goccia di delizia, ma dopo la classica “prova centrale” di fine secondo atto i conflitti fra i personaggi tendono a farsi molto diluiti e gli ostacoli ad assumere un aspetto decisamente poco convincente. Con un pizzico di tensione in più, il climax avrebbe potuto aspirare a un 50% di efficacia supplementare, ed è stato un peccato doverci rinunciare.

La prossima volta, mi aspetto un finale con i fuochi d’artificio! ;D

 




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