martedì 24 aprile 2018

Recensione: "I Guerrieri di Wyld - L'Orda delle Tenebre", di Nicholas Eames


The Band, Vol. 1

"I giorni di gloria sono ormai finiti. Ma c'è un'ultima battaglia da combattere... Ogni sera, Clay Cooper entra nella solita locanda. Ogni sera, qualcuno ricorda le imprese dei Saga, la leggendaria banda di mercenari che ha segnato un'epoca. Ogni sera, Clay ascolta i giovani parlare del coraggio di quei guerrieri, ignari del fatto che uno dei Saga è seduto proprio lì, accanto a loro. Ma a Clay non importa. Quei tempi sono finiti, ed è come se il suo passato non gli appartenesse più. Ma poi, una notte, alla sua porta bussa Gabe, il vecchio comandante della banda. Gabe è l'ombra del condottiero che fu, eppure nei suoi occhi arde ancora la fiamma della guerra. Ed è determinato a ritrovare la figlia, scappata di casa per andare a difendere la repubblica di Castia dall'invasione di una devastante orda di orchi e mostri. All'inizio, Clay non vuole essere coinvolto: ha la sua famiglia cui pensare. Tuttavia non può ignorare che quella minaccia incombe anche su di loro. Senza rinforzi, Castia è condannata e l'orda continuerà la sua marcia di morte. Ma i rinforzi non arriveranno, perché il solo modo per raggiungere Castia è superare il Wyld, un luogo infestato da pericoli e orrori inimmaginabili. Un luogo da cui nessuno è mai uscito vivo. Tranne i Saga. Loro sono gli unici ad averlo attraversato ed essere sopravvissuti per raccontarlo. Ha ragione Gabe, devono rimettere insieme la banda. Insieme, potrebbero essere l'ultima speranza dell'intera stirpe degli uomini..."



I Guerrieri di Wyld – L’Orda delle Tenebre” è il primo libro fantasy dell’autore americano Nicholas Eames. Nel corso dei mesi passati, il romanzo è stato accolto con entusiasmo dalla stragrande maggioranza dei lettori, e candidato a diversi premi importanti (fra cui, soltanto una manciata di giorni or sono, l’importante “Morningstar Award”, l’equivalente del prestigioso Premio Gemmell per autori esordienti).

Il fatto che la Nord abbia deciso di tradurlo e portarlo in Italia, secondo me, rappresenta un grande traguardo. Perché la verità è che “I Guerrieri di Wyld”, nonostante quanto suggerito dall’anonima e seriosissima immagine di copertina italiana, rappresenta un raro e atipico esemplare di “epic fantaysemiserio e nostalgico, infarcito di combattimenti in stile dungeons and dragons e adorabile sotto quasi tutti i punti di vista.

Ma procediamo con ordine.
E’ stato lo stesso Eames a dichiarare che gran parte dell’ispirazione necessaria per la stesura del suo libro è giunta dalle ritmate e scatenate note dell’intramontabile musica rock in voga negli anni ’70: la trama stessa de “I Guerrieri di Wyld” potrebbe essere interpretata, volendo semplificare un po’ le cose, come una sorta di gigantesca metafora del panorama musicale (e sociale) americano di quel periodo. Gli stessi protagonisti del romanzo sono stati ideati sviluppando alcuni tratti caratteristici dei membri delle più note band dell'epoca. Se cercassimo di comporre un’ideale colonna sonora con cui accompagnare le irruente e spassose pagine di questo libro, dovremmo includere senz’altro i Led Zeppelin, i Rolling Stones, i Black Sabbat, Bob Dylan, David Bowie, e…. le tracce del soundtrack di “Final Fantasy VII” (?), volendo prestar fede a quanto affermato dallo stesso Eames in occasione di un’interessante intervista rilasciata assieme al collega Alex Marshall.

Voglio essere del tutto onesta con voi: degli artisti in questione, la sottoscritta conosce poco e niente. Adoro la musica, ma non mi considero certo una grande estimatrice della storia del rock, e in materia posso vantare un’ignoranza a dir poco monumentale. Eppure, nonostante questo, vi assicuro che l’intreccio de “I Guerrieri di Wyld” è riuscito a irretirmi fin dai primissimi capitoli. Merito senz’altro degli straordinari componenti della band di mercenari un tempo nota come “Saga”, un quintetto di eroi sui generis e ormai attempati, sempre pieni di assi nella manica e di esilaranti aneddoti da condividere accanto al fuoco.

Il romanzo di Eames, infatti, tende a concedere molto spazio allo svisceramento dei conflitti, dei rimpianti, degli affetti e delle profonde vulnerabilità dei vari protagonisti. L’implacabile umorismo “goliardico”, le frequenti scazzottate e l’abbondante dose di eccentricità che condiscono la narrazione, infatti, non riescono a mettere in ombra neanche per un attimo l’autentica anima del romanzo: mi sto riferendo a quel particolarissimo spirito romantico, amarognolo e intriso di struggente nostalgia che aleggia su ogni singolo paragrafo de “I Guerrieri di Wyld”, un libro infinitamente meno “becero” e scervellato di quanto Eames vorrebbe inizialmente darci a intendere.

C’è da specificare, ad ogni modo, che le innumerevoli sequenze d’azione del romanzo risultano efficaci e grintose al punto giusto… anche se, nel complesso, temo proprio di averne contate un po’ troppe. A lungo andare, infatti, la ripetitività dello schema di certi capitoli (esplora un po’ il dungeon, scova il mostro di turno, prendilo a botte finché non crepa o tu non cadi a terra stecchito) ha iniziato a stancarmi.
Un’altra cosa che non è riuscita a convincermi del tutto è l’ambientazione: passino pure i continui “easter egg” e i parodistici riferimenti al nostro mondo dello spettacolo, ma il punto è che, alla fine dei giochi, non sarei neppure in grado di spiegarvi quali creature fantastiche popolino il mondo de “I Guerrieri di Wyld” (apparentemente: tutte!), o quali siano le regole della magia, o perché l’apparato religioso/folcloristico del regno tenda a suonare così dannatamente caotico e raffazzonato.

A dire il vero, non ho apprezzato neanche la maggior parte dei personaggi femminili, con la sola eccezione di Jain. Il 90% delle donne descritte in questo libro, infatti (compresa, almeno per adesso, la focosa avventuriera Rose, che arriverà a svolgere un ruolo importantissimo all’interno del prossimo libro della saga) finisce per incarnare uno stereotipo o l’altro: la moglie arpia, la sposa modello, la regina ninfomane, la ragazzina viziata, la guerriera complessata, e così via, così via…
Mi auguro di cuore che Eames riesca a capire come ovviare a questa mancanza, e che ci riesca al più presto... anche perché pare proprio che "Bloody Rose", l'attesissimo sequel de "I Guerreri di Wyld", seguirà le vicende di una band interamente al femminile!


In estrema sintesi: Gli ingredienti di questo scoppiettante e grintoso “epic fantasy” ai confini della demenzialità e della follia? Un sacco di azione, una vagonata di ironia, una tonnellata di umanità e tanta, tanta nostalgia… Una lettura caldamente consigliata, insomma, tanto ai neofiti del fantasy che ai lettori “veterani” del genere! 




4 commenti:

  1. La mia forza di volontà ha ceduto miseramente al 'soundtrack di Final Fantasy VII' XD in più mi ricorda vagamente The Last Hero di Terry Pratchett, che non fa mai male :)

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    1. Sai che anch'io ho pensato spesso alla tua recensione di quel libro di Pratchett, mentre leggevo "I Guerrieri di Wyld"? Chissà, potrebbe voler dire che i due hanno veramente qualcosa di importante in comune! :)

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  2. Insomma, c'è spazio per dei miglioramenti... Ma muoio dalla voglia di leggerlo!!!

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    1. E fai benissimo, Sian, perché ne vale sicuramente la pena! Se si tiene in considerazione il fatto che si tratta di un romanzo d'esordio, poi, i difetti che ho elencato diventano ancora più perdonabili e giustificati! ;D

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